Se condanni l’insegnante generi confusione

Al Riformista non va giù la sentenza della Cassazione che pochi giorni fa ha stabilito che minacciare un alunno di bocciatura per ritorsione è un reato
Avrà pure ragione, scrive il quotidiano, “però per la prassi italiana, le sentenze della Cassazione, oltre a fare giurisprudenza fanno anche opinione e senso comune, perchè di solito conquistano i titoli dei giornali” e, in questo caso, contribuiscono al caos e alla crisi d’autorità che affligge la scuola italiana.
Non si capisce cosa avrebbe dovuto fare la Suprema Corte: astenersi dal giudizio? Minacciare di morte chi osasse riportare la notizia?
Ma come, incalza l’articolista, si rimettono i grembiulini, si dà il cinque in condotta, si reintroducono i voti numerici, e poi la “Suprema Corte corteggia un’idea assembleare della scuola, nella quale docente e discente sono alla pari perfino nella determinazione del voto di fine d’anno”?
Ammetto di aver pensato di inviare un Kit a Polito per la rilevazione del tasso alcoolico nel sangue dei suoi redattori
Non si capisce cosa c’entri la determinazione del voto con una sentenza che punisce, giustamente, un docente che garantisce una bocciatura, non per scarso rendimento ma esclusivamente per vendetta nei confronti della madre dell’alunna.
In questo il nostro vede “una grave schizofrenia tra pulsioni legislative del governo, leggi esistenti e interpretazioni delle leggi” che “impediscono di comprendere cos’è la scuola, chi vi comanda, cosa le si chiede”
Sembra che si stia parlando di un’altra sentenza, e non di un abuso ad opera di un professore che tra l’altro, a quanto pare, era aduso anche ad altri comportamenti illeciti, tanto da essere condannato in primo grado per i reati di furto, abuso d’ufficio e minaccia aggravata
Ecco, alla scuola si chiede che gente così non entri in classe e non abbia a che fare con i nostri figli.
Al Riformista, viceversa, ci si commuove per “l’autorità perduta dei nostri insegnanti”

di Losciacallo il 27 settembre 2008 in Giustizia · 167 commenti

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galatea 28 settembre 2008 alle 08:06

Già.

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MJ 28 settembre 2008 alle 09:26

Ineccepibile. Se le cose sono andate come sembra è davvero mortificante.Sembra che quelli de IlRiformista si ritengano in dovere di applaudire QUALUNQUE episodio in nome di un generico ed astratto principio di ” Ritorno all’autorità “. Senza capire che c’è differenza tra autorità e autoritarismo e anche tra autorità e sopruso.
E’ incredibile, come fanno ad accettare che un professore si senta in diritto di minacciare una studente per qualcosa che non ha NIENTE a che fare con la studentessa, il suo comportamento, il suo rendimento?
Ma per farsi cadere le braccia bisogna leggersi i commenti sulla destra nel sito Mediaset.

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jazztrain 28 settembre 2008 alle 10:29

Questi giornalisti sono ignoranti, non sanno che lo scrutinio finale lo fa il Consiglio di classe che ha il potere di decidere se lo studente è ammesso o respinto alla classe successiva.
Ci sono due modi per decidere: l’unanimità, o il voto a maggioranza, altro modo non esiste.
La minaccia di bocciatura fatta da un insegnante nei confronti di uno studente è un vero e proprio abuso di potere.
Il ruolo del docente non è quello di mostrare il pugno di ferro per nascondere i propri fallimenti, semmai quello di imporsi e di costruire un dialogo educativo all’interno della classe. Professionalità, rigore e dialogo sono i mezzi per poter lavorare.

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elofoolish 28 settembre 2008 alle 11:08

ma più che altro non capisco proprio perchè pubblicare una notizia simile. voglio dire un abuso di potere commesso da un insegnante che non avrebbe neanche il potere di attuarla tale minaccia.
non si capisce proprio…
forse la notizia sta nel fatto che è stato condannato qualcuno per questo reato!

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Francesco 28 settembre 2008 alle 19:18

che gente così non entri in classe
ti cito in pieno e mi chiedo se l’insegnante proseguirà la sua opera o sia stata passata al lavoro nelle saline.
ciao

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BiGi 29 settembre 2008 alle 09:45

Attenzione signori: come dice giustamente MJ, “SE le cose sono andate così”
Si sa che è costume del giornalismo (chiamiamolo così) italiano proporre le notizie in modo distorto per fare leva sul sensazionalismo.
Ora, pure ammettendo (ed è tutto da dimostrare) che l’insegnante in questione abbia agito in malafede, i giudici hanno creato un pericoloso precedente: avanti di questo passo i docenti non potranno più mantenere un minimo di disciplina (e in parecchie situazioni nella nostra bella scuola d’oggigiorno il ripristino della disciplina è NECESSARIO, jazztrain) perché tutto quel che diranno potrà essere usato dagli avvocati dei propri allievi contro di loro!
Molti puntano il dito verso le riforme “retrò” propugnate dalla Gelmini, ma in verità oggi la scuola sta seguendo un percorso che la snatura sempre più dal proprio ruolo fondamentale di educatrice dei giovani.
Si preferisce invece continuare a rimuovere progressivamente le regole che impongono ai ragazzi di assumersi le proprie responsabilità, secondo il modello prettamente sessantottino secondo cui prima vengono i diritti, e poi (se mai) eventuali doveri: in questo modo si crea una realtà in cui lo studente è sempre più visto come un principino libero di fare il kazzokevuole con risvolti devastanti sulla propria preparazione (scadente) e sulla propria indole (arrogante e pigro).
Ma questo naturalmente è in maggior parte colpa delle famiglie: in troppe di esse i figli sono liberi di fare ciò che meglio aggrada loro senza dare spiegazioni, basta che non rompano i coglioni ai genitori che hanno ben altro a cui fare attenzione (la carriera, l’estetista, lo shopping, le vacanze al Club Med).
Basta salvaguardare “la facciata”, perché è poi quello da cui gli altri ti giudicano.
Ecco allora che un professore che minaccia di bocciare tua figlia dà fastidio. Eh sì. Perché una figlia bocciata rovina la reputazione di “più bravi più belli più furbi” della famiglia. E allora il prof non deve permettersi di rompere i coglioni. Perché altrimenti io tolgo mia figlia (e la rispettiva quota d’iscrizione) e la mando in un altro istituto. Turati il naso e manda avanti. Possibilmente col massimo dei voti.

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Francesco 29 settembre 2008 alle 10:32

Beh, io sono un fanatico sostenitore della disciplina.
Proprio per questo, gli abusi di chi si trova in una posizione di autorità vanno repressi con la massima severità.
Credo che una riforma indispensabile per salvare la scuola sia un cambiamento nella giurisprudenza: basta con i giudici che mettono il naso a scuola. Che le famiglie imparino a non spendere soldi in avvocati per rimediare all’ignoranza o al teppismo dei figli.
Ciao

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elofoolish 29 settembre 2008 alle 10:56

sono d’accordo con BiGi, tranne che per frase sul 68…
i doveri sono conseguenza dei diritti.
dipende certo da cosa si intenda per diritto.
uno ha il diritto di poter studiare non certo di essere un cafone.

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MJ 29 settembre 2008 alle 11:09

” Ora, pure ammettendo (ed è tutto da dimostrare) che l’insegnante in questione abbia agito in malafede, i giudici hanno creato un pericoloso precedente: avanti di questo passo i docenti non potranno più mantenere un minimo di disciplina”
Io non capisco come si faccia a fare queste affermazioni. Perchè tiri fuori il diritto di mantenere la disciplina ? La disciplina è qualcosa che ha che fare col rapporto tra professore e studente. Che c’entra con tutto questo la questione dell’insegnante con la madre?

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alex bz 29 settembre 2008 alle 11:48

domanda maliziosa?xche negli ultimi anni la scuola è sempre sui giornali e mass media in generale??una volte è il bullismo,una volta una profe porcona che si fa palpare etc etc ….non è che si vuole creare nell opinione pubblica una sensazione di discredito nei confronti di questa istituzione?continue riforme per poi tornare alla casella di partenza tipo gioco dell oca!!una volta la scuola italiana era tra le migliori d europa..non 100 anni fa ma solo 10-15!

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elofoolish 29 settembre 2008 alle 12:00

alex stai dicendo che qualcuno lavora per screditare la scuola statale???
ma che dici!!!!!!!!!!
fosse solo la scuola…
Mj siamo d’accordo che questo professore ha agito da stronzo, ma tu personalmente saresti andata in tribunale (pagando avvocati sanguisughe) perche’ un prof minaccia di bocciare tua figlia (quando per l’appunto non ne ha la possibilita’ perche’ a decidere e’ il collegio docenti).
mi sembra veramente una storia assurda.
qua non si condannano bancarottieri fraudolenti, stupratori e mafiosi e invece si giunge ad una condanna in cassazione per abuso di potere di un professore al liceo.
ma roba altro che repubblica delle banane eh!
sempre restando che questo e’ uno stronzo.

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silvestro 29 settembre 2008 alle 13:18

se posso dire la mia questo è un esempio di come sia nata la protesta sessantottina con anche la sua degenerazione.
il compito di un insegnante è insegnare e giudicare il rendimento di un alunno in modo imparziale. un professore che si comporta così è da biasimare, punto e basta.
è anche ovvio che la cosa presta il fianco a quei genitori che non vogliono riconoscere che il figlio sia semplicemente un asino maleducato non rispettando l’autorità dell’insegnante.
non so quale sia la soluzione più giusta, è certo che debbano essere rispattati i diritti sia degli alunni che degli insegnanti.
forse bisognava presentare l’accaduto al rappresentante dei genitori che a sua volta dovrebbe alzare il casino. sicuramente non bisogna fare come fece il sottoscritto unendo un chilo di zucchero con il serbatoio di un testa di cazzo frustrato

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Francesco 29 settembre 2008 alle 13:38

studiavi chimica da piccolo? :)
mi sento molto solidale con te, ho avuto alcuni problemi con la prof di italiano … ma non vi ho mai dato seguito
ciao
PS uno studente ha prima dei doveri, in quanto mantenuto dalla famiglia e dalla società, poi dei diritti. x questo la colpa del ’68 è grave

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silvestro 29 settembre 2008 alle 13:55

francesco, un insegnante non ha il diritto di vita e morte sull’alunno. non deve abusare del suo potere che in realtà potere non è.
il consiglio di istituto, le assemblee coi rappresentanti degli studenti servono a questo.
“Il decreto prevede, infine, una nuova ipotesi di provvedimento con la quale si dispone l’utilizzazione in compiti diversi dall’insegnamento del docente che abbia avuto comportamenti lesivi della dignità della persona, del prestigio e del decoro dell’amministrazione scolastica che hanno provocato grave turbamento nell’ambiente scolastico e pregiudizio nel rapporto fiduciario tra scuola e famiglie.”
detto questo, lo studente ha dei doveri eccome.
il 68 ha avuto delle derive come tutte le cose, ma gettarlo tutto nella monnezza è gettare qualunque conquista sociale che tutti gli altri paesi hanno avuto.
come quella di partecipare alle decisioni della scuola da parte di chi ne usufruisce.

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elofoolish 29 settembre 2008 alle 14:04

ripeto,
lo studio e’ un diritto e non un dovere.
questo magari chi e’ giovane non lo capisce subito, lo capisce da grande.
bisogna capire cosa si intende per diritti e doveri.
ho diritto di essere cittadino e quindi il dovere di pagare le tasse non viceversa.
vorrei vedere se questo benedetto 68 non ci fosse stato, ora noi lavoratori dipendenti come saremmo trattati.
pensa solo a chi decide deve lavorare per prendersi una laurea.
col cazzo che prima lo potevi fare.
la richiesta sacrosanta del rispetto dei proprio diritti e’ la condizione necessaria per assolvere ai propri doveri.

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silvestro 29 settembre 2008 alle 14:08

“vorrei vedere se questo benedetto 68 non ci fosse stato, ora noi lavoratori dipendenti come saremmo trattati.”
basta aspettare e lo vedremo…

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alex bz 29 settembre 2008 alle 14:27

gia non solo la scuola ma dato che qua si parla di quella…..d altonde da un presidente del consiglio piduista non ci si poteva che aspettare questo….il tentativo di realizzare quei progetti…

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BiGi 29 settembre 2008 alle 14:57

MJ scrive:
“Io non capisco come si faccia a fare queste affermazioni. Perchè tiri fuori il diritto di mantenere la disciplina?”
Io cito la disciplina come conseguenza dell’autorità dell’insegnante. Ora, posto il ragionevole dubbio sul come siano andate effettivamente le cose in quella classe (ho letto varie versioni del medesimo accadimento…), e posto come assunto fondamentale che tutti gli eccessi e gli abusi sono da condannare, mi pare che il proliferare delle sentenze a favore di quello che sovente è uno scaricabarile da parte dell’allievo (tante volte si sentono allievi e genitori giustificare lo scarso rendimento dicendo “è il professore che l’ha preso di punta”…MAI assumersi le proprie responsabilità, vero?) stia mettendo pericolosamente a repentaglio l’autorità dell’insegnante.
Ora, secondo me non basta certo il titolo di “insegnante” per far sì che una persona sia degna di autorità, tuttavia è anche assurdo che, nel caso in cui quest’ultimo se ne dimostri degno, non possa prendere dei provvedimenti senza essere convocato d’urgenza da presidi pavidi cui interessa solo mantenere il quieto vivere con i genitori (ovviamente finalizzato a mantenere il proprio fondoschiena sulla sedia).
Una volta (quando le persone uscivano dalla scuola italiana con una formazione degna di questo nome) se prendevi un brutto voto o una nota, arrivavi a casa e i tuoi magari rincaravano la dose. Oggi no: nella stessa situazione è sempre colpa dell’insegnante. Questo comportamento ha come conseguenza la deresponsabilizzazione dei giovani, col risultato che, una volta cresciuti, riterranno di avere solo diritti senza provare a sudarseli adempiendo ai propri doveri (e il cerchio si chiude).
“Che c’entra con tutto questo la questione dell’insegnante con la madre?”
Madre? Quale madre?

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elofoolish 29 settembre 2008 alle 15:14

BiGi
pare che il prof in questione abbia minacciato la madre e non il/la figlio/a

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elofoolish 29 settembre 2008 alle 15:19

comunque secondo me la soluzione piu’ giusta a questa soluzione sarebbe stata proprio quella perpetrata da silvestro a danno del suo di prof.
vedi come impara poi a fare il gradasso :D

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Rolli 29 settembre 2008 alle 16:07

Io sì, sarei andata in tribunale per questo, perchè so bene come un professore possa prenderti di mira per vendetta e farti vivere un anno di inferno. L’ho visto fare ai miei tempi, lo vedo fare anche oggi
Cosa ci sia da mettere in dubbio sulla questione non è chiaro, visto che è quanto ammesso dal professore stesso che però si difende dicendo che tanto, per bocciare, ci vuole tutto il collegio docenti

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Francesco 29 settembre 2008 alle 16:12

“gettar … nella monnezza … quella di partecipare alle decisioni della scuola da parte di chi ne usufruisce.”
mi pare un’ottima idea e spero che la Gelmini vi metta mano, prima o poi.
non solo per l’applicazione italiana ma anche per il principio in sè, che non mi convince affatto.
a proposito, trovo divertente la leggenda che il ’68 sia l’unica (!) fonte mondiale (!!!) di conquiste sociali. o ti ho compreso male?
ciao

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Losciacallo 29 settembre 2008 alle 16:39

In tribunale di corsa, sarei andato, altrochè. E, non bastasse, pure ad incatenarmi davanti alla caserma dei carabinieri per farli procedere contro questo furfante.
Detto questo, avrei pure chiesto a mia figlia di studiare il doppio per fargliela vedere a quel teppista….

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elofoolish 29 settembre 2008 alle 16:44

unica forse no, mondiale mi pare proprio di si.
il 68 non mi sembra che sia stato un fenomeno solo italiano, sebbene piu’ intenso che in altri stati.
certo anche il 77…
magari qualche papa ha fatto battaglie per le nostre conquiste sociali?
vuoi quindi vietare le assemblee e la partecipazione pubblica?
dopo possiamo anche smettere di andare a votare, tanto ci pensa l’immortale silvio al nostro bene

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elofoolish 29 settembre 2008 alle 16:50

riguardo alla specifica questione di questo insegnante,
mi chiedo come si possa essere arrivati a questo punto.
nella mia piccola esperienza, ricordo di aver avuto un’insegnante di inglese al ginnasio completamente esaurita, ma veramente con seri problemi psichiatrici.
un mio compagno di classe ha avuto un alterco con lei, e la seguente caciara arrivo’ fino al preside.
ora essendo persone responsabili e avendo chiaramente di fronte una pazza, il giudizio della medesima in sede di scrutinio venne discusso da tutti gli altri insegnanti che chiaramente si schierarono in favore del mio compagno.
insomma anche se c’e’ un pazzo nell’istituto, dovrebbe essere il resto del corpo docenti a regolare la situazione a mio avviso.
non da ultimo oggi i presidi hanno molti piu’ poteri di un tempo per poter allontanare soggetti nocivi cambiando anche il loro ruolo nella scuola.
tutto questo clamore fa veramente pensare ad un clima esasperato.

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elofoolish 29 settembre 2008 alle 16:53

ma tu rolli non sei avvocato?
e’ chiaro che il tuo primo pensiero sia quello di trascinarlo in giudizio ;)
altri piu’ terra terra gli avrebbero solo fatto la fiancata della macchina!
:D
scherzo eh io sonoo una non violenta (per ora)

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Rolli 29 settembre 2008 alle 17:50

Devo querelare Ventomare per questa storia dell’avvocato
O assoldare due rumeni

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Francesco 29 settembre 2008 alle 21:29

>> unica forse no, mondiale mi pare proprio di si.
Concordo, mai affermato nulla del genere. E’ che quell’unica prima ti è sfuggito :)
>> il 68 non mi sembra che sia stato un fenomeno solo italiano, sebbene piu’ intenso che in altri stati.
Anche più duraturo, da noi manco ora è del tutto finito, nel resto del mondo non è arrivato al 1975
>> certo anche il 77…
un pieno di diritti e conquiste, il ’77, non ci fosse stato ….
>>magari qualche papa ha fatto battaglie per le nostre conquiste sociali?
Magari tu imparassi a leggere, scopriresti innumerevoli Encicliche su temi sociali, per tacere del diffusissimo sinistrismo di vescovi, preti e suore.
>> vuoi quindi vietare le assemblee
A scuola certamente
>> e la partecipazione pubblica?
A che cosa?
Saluti, compagno

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elofoolish 30 settembre 2008 alle 08:54

aridaje
compagna.
non ti riferivi anche ai rappresentati degli studenti ai consigli di classe?

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elofoolish 30 settembre 2008 alle 08:56

ohibo’ lo devi querelare si,
dare dell’avvocato a qualcuno senza prove e’ pesantissimo!
come se ti avesse dato del promoter finanziario ;)

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MJ 30 settembre 2008 alle 10:07

” Che c’entra con tutto questo la questione dell’insegnante con la madre?”
Madre? Quale madre?”
Scusa, BiGi, ma stai a pontificare su una questione di cui non sai? Ecco perchè hai tirato fuori l’autorità, etc…
Qui non c’entra niente il principio di autorità, questa è una questione di sopruso, perchè il professore ha minacciato la studentessa per qualcosa che non ha NIENTE a che fare con la condotta della ragazza, nè con il suo rendimento scolastico.
Poi, sulla questione del coinvolgimento del giudice non saprei. Sarei d’accordo che in linea di massima sarebbe stato meglio che fosse intervenuto il corpo docente. Però, forse si è arrivati dal giudice perchè non si è potuto fare diversamente o perchè tra gli altri professori non c’era unanimità o c’è stata mancanza di collaborazione.
Francesco, forse ti darò un grande dolore. Però, certi frutti del 68 sono vivi e lottano insieme a noi. Mi ha riferito mio figlio che nel suo Istituto i ragazzi sono coinvolti nelle decisioni riguardanti la scuola e che le loro opinioni sono vincolanti. Perchè se i ragazzi ( i loro rappresentati, ovvio) esprimono parere contrario su una qualunque delibera si può bloccare qualunque decisione. Sei contento?:p
Io tra l’altro sarei un po’ perplessa, al riguardo. NOn so nel dettaglio come vadano le cose ma secondo me ci dovrebbero essere dei campi in cui i ragazzi devono poter dire la loro ma poi le decisioni dovrebbero spettare a Preside e insegnanti. Però, c’è da dire che questa è una cosa che mio figlio ha appena cominciato a conoscere e quindi probabilmente le cose sono un po’ più complesse. Perchè anch’io penso che dovrebbe essere salvo il principio di autorità e anche quello della chiarezza della distinzione dei ruoli e dei compiti.

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BiGi 30 settembre 2008 alle 10:19

Cara MJ, la notizia la conoscevo eccome. Peccato che, come ti ho detto, non tutte le fonti giornalistiche concordino!
E così, nella notizia che ho letto io, la destinataria della minaccia era la figlia e non la madre.
Ad ogni modo, mi pare che questo dettaglio sia assolutamente ininfluente ai fini della vicenda.
Per quanto riguarda il coinvolgimento dei giudici, laddove sia conclamata la malafede del professore, lo trovo comunque un comportamento eccessivo.
P.S.: io non “pontifico”, esprimo solo le mie idee. In caso contrario dovrei supporre che anche tu “pontifichi” quando canti le accorate lodi del ’68

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elofoolish 30 settembre 2008 alle 10:22

le decisioni le prendera’ la maggioranza, nonc redo che possano avere diritto di veto da soli!
allora sarebbe l’anarchia!
un conto e’ poter esprimere il loro parere sui cio’ che li riguarda, un conto e’ essere determinanti, che ne so, sulle questioni di bilancio per dirne una.
poi un conto sono i rappresentanti di classe, un conto sono quelli di istituto, che comunque sono uno o due (almeno ai miei tempi…).
due sull’intero corpo docenti non possono avere la meglio. non e’ democratico direi.

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Francesco 30 settembre 2008 alle 10:31

>> non ti riferivi anche ai rappresentati degli studenti ai consigli di classe?
Sì, certamente, abolierei sic et simpliciter detti inutili organismi, liberando i prof da inutili impegni e lasciando più tempo agli studenti per fare i compiti
Scusa ma non è che abbia una memoria di ferro, alla mia vetusta età … mia cara.
MJ, dolore sì, sorpresa no. Che il ’68 abbia esaltato l’italica tendenza alle idiozie mi pare acclarato, solo che non vi è mai stato posto fine. Trovo disarmante l’ingenuità di una istituzione come quella che mi citi.
Ciao

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MJ 30 settembre 2008 alle 10:40

BiGI, ho usato il verbo ” pontificare” nel significato di stare a fare grandi, generici discorsi su qualcosa che non si conosce. Perchè mi sembra che il principio di autorità qui non c’entri niente.
E infatti, tu scrivi.
” E così, nella notizia che ho letto io, la destinataria della minaccia era la figlia e non la madre.”
Yes, ma era una minaccia fatta alla figlia per qualcosa che aveva fatto la madre. Che c’entra il principio di autorità con il minacciare uno studente per qualcosa in cui lo studente non c’entra niente?
” Ad ogni modo, mi pare che questo dettaglio sia assolutamente ininfluente ai fini della vicenda.”
E invece questo è il punto principale, se permetti. Un conto è minacciare la studentessa per il suo comportamento o per il suo rendimento, un altro minacciare la studentessa per qualcosa fatto dalla madre. IL primo caso sarebbe stato disdicevole e sgradevole da parte del professore, ma non sarebbe stato un abuso, come lo è in questo caso.
” In caso contrario dovrei supporre che anche tu “pontifichi” quando canti le accorate lodi del ’68″
TI darei anche ragione se solo mi dicessi dove io ” canto le lodi del 68″, visto che tra l’altro ho ribadito di essere contraria a confusione di ruoli e collegialità ad ogni costo.
Elofoolish, infatti secondo me mio figlio è stato troppo ottimista.:)

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elofoolish 30 settembre 2008 alle 10:41

tutta sta pippa per due ore al mese di di consigli di classe???
fosse tutte le settimane!
e’ fondamentale che un ragazzino/a impari cosa voglia dire rappresentare e/o farsi rappresentare da qualcuno,
avere la possibilita’ di far portare all’ordine del giorno le proprie esigenze.
non capisco proprio dove stia il male in tutto questo.
esattamente come ci sono i rappresentanti dei genitori ci devono essere quelli degli studenti.
non puoi considerarli un copro estraneo alla scuola, ne sono di fatto l’essenza.
altrimenti vai in collegio dalle suore.
tanto rimarrano solo loro per la tua gioia.

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silvestro 30 settembre 2008 alle 10:44

a fra, te hai bisogno di qualcuno che decida per te, il tuo coinvolgimento in cose che ti riguardano non ti interessa.
è un simpatico punto di vista che non mi trova d’accordo.
eppure voti

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BiGi 30 settembre 2008 alle 10:45

Rolli scrive:
“Io sì, sarei andata in tribunale per questo, perchè so bene come un professore possa prenderti di mira per vendetta e farti vivere un anno di inferno. L’ho visto fare ai miei tempi, lo vedo fare anche oggi”
Mah, evidentemente io sono andato a scuola su un altro pianeta, perché in 18 anni di vita scolastica ed universitaria (rigorosamente da studente) non ho mai visto un allievo “preso di punta” da un docente senza un valido motivo da parte di quest’ultimo: solitamente gli scolari che venivano vessati dall’insegnante erano arroganti, svogliati o comunque ritenevano di avere cose più interessanti da fare che non seguire la lezione.
E – tanto per chiarire la situazione – ve lo sto dicendo in qualità di uno che è sempre stato un “sorvegliato speciale” da parte del corpo docente con 8 di condotta (e un paio di volte rischiando pure il 7) perché piantava un casino d’inferno in classe.
Se non ero in grado di assumermi le mie responsabilità per quanto avevo fatto, ci pensavano i miei a casa ad inquadrarmi la situazione, perché dotati di sufficiente obiettività.
Guardando indietro, devo ammettere che avevano assolutamente ragione: credo sarebbe lecito attendersi un analogo grado di obiettività dai genitori odierni. Purtroppo in troppi casi non è così.

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elofoolish 30 settembre 2008 alle 10:47

concordo.
oggigiorno i nostri sensi di colpa nei confronti dei figli oscurano la nostra obiettivita’.

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BiGi 30 settembre 2008 alle 12:12

elofoolish scrive:
“oggigiorno i nostri sensi di colpa nei confronti dei figli oscurano la nostra obiettivita’”
Ma sensi di colpa per quali motivi?

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silvestro 30 settembre 2008 alle 12:13

comunque l’emendamento firmato brunetta, sacconi, la russa e tremonti ora in discussione, prevede il licenziamento di tutti i precari della p.a.
da gennaio solo il mio ente farà a meno di 600 tra biologi, chimici e fisici, tra cui il sottoscritto.
questo dopo 11 anni + altri 4 tra tirocinio per la tesi e dottorato.
e questo dopo praticamente aver pagato per lavorare coi miei progetti e brevetti, che se ne andranno tutti in malora.
sperate quindi che qualche sessantenne si rimetta i guanti e ricominci a controllare i farmaci, gli alimenti e tutti i prodotti che riguardano la salute pubblica, perchè da gennaio mancherà chi lo sta facendo ora.
grazie italia
io comunque da domani riscenderò in piazza per lottare per i miei diritti, per quelli di mia figlia e per quelli del mio paese.
anche per quelli che non hanno capito un cazzo di quello che sta succedendo.

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elofoolish 30 settembre 2008 alle 12:23

perche’ rispetto a trent’anni fa siamo piu’ lontani dalle nostre famiglie, piu’ stanchi e sopratttutto piu’ vecchi e quindi con meno energie da dedicare loro.
tutto questo ci porta a “viziare” i nostri pargoli, perche’ dopo 9,10 ore di lavoro quando torni a casa di sentire la lagna di tuo figlio magari non non hai voglia.
perche’ in fondo lo sai di non stare a dedicargli tanto tempo lo rimpiazzi con i si a tutto.
certo parlo in generale vedendo i miei colleghi che hanno fatto i figli a 40 anni e sono devastati dai loro attila formato mini.

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silvio 30 settembre 2008 alle 12:23

bravo silvè,
vai in piazza, finalmente qualcosa di utile.

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silvestro 30 settembre 2008 alle 12:25

nun te preoccupà, che tanto tocca pure a te

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Francesco 30 settembre 2008 alle 12:32

>> esattamente come ci sono i rappresentanti dei genitori ci devono essere quelli degli studenti.
aggiungerei qualche non e sottoscriverei.
>> a fra, te hai bisogno di qualcuno che decida per te
a silvè, stiamo a parlare della scuola, non della democrazia! e basta fare finta che c’entrino qualcosa.
è proprio vero che DA NOI il ’68 è vivo e vegeto e ci ammorba.

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elofoolish 30 settembre 2008 alle 12:34

infatti,
basta avere pazienza.
a mano che non sei montezemolo.
alla faccia della meritocrazia…

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elofoolish 30 settembre 2008 alle 12:37

tranquillo francesco che se continua cosi’ il buon silvio, altro che anni di piombo rivivremo.

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Rolli 30 settembre 2008 alle 12:37

Silvestro, infatti: basta lasciare tempo al tempo

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elofoolish 30 settembre 2008 alle 12:42

@silvio
ricorda i poveracci sono sempre mooolti di piu’ dei padroni,nun se incazzano ma quando se incazzano tocca pensare bene da che parte si e’ stati fino ad allora.
c’e’ chi tanto tempo fa ci perse la testa eh…

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Francesco 30 settembre 2008 alle 14:33

Cara Elo,
non ci sono più i democristiani a squagliarsi di paura e di sensi di colpa.
Non credo sarebbe una idea salutare pensare che la cagnara possa fermare Silvio E i suoi elettori.
Vi tocca sperare nei fascisti sociali, il vero ventre molle della maggioranza.
O meglio ancira, in Silvio il debole.
Elo, come diceva Lenin, la rivoluzione è roba da professionisti, certe minacce lasciale a Mastella.
Saluti

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elofoolish 30 settembre 2008 alle 14:48

eh si certo che e’ roba da professionisti,
ma guarda che tira tira la corda alla fine si spezza.
il tempo delle vacche grasse e’ finito e il pagliativo dell’abolizione dell’ici presto finira’ il suo effetto, con i mutui sempre piu’ alti, potere d’acquisto sempre piu’ basso.
quando gli si tocca il portafoglio le gente comincia a sfastidiarsi e non poco.
ricordati che al suo primo governo riusci a far scendere in piazza milioni di persone.
ora forse ci vorra’ piu’ tempo ma le condizioni al contorno non giocano in suo favore.
avoja a di che la monnezza a napoli non c’e’ piu’…

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elofoolish 30 settembre 2008 alle 14:59

palliativo
:(

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elofoolish 30 settembre 2008 alle 16:19

ot
http://roma.repubblica.it/multimedia/home/3128476
tanto perche’ i “meriti” vanno premiati

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jazztrain 30 settembre 2008 alle 18:22

Scusate se intervengo ancora, volevo solo ricordare che il Collegio docenti non valuta gli studenti. Esso è un organo autonomo il cui compito principale è quello di riunirsi per l’adozione dei libri di testo.
E’ invece il Consiglio di Classe a stabilire se l’alunno x , in base al quadro dei voti è ammesso o non ammesso alla classe successiva.

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BiGi 1 ottobre 2008 alle 08:41

elofoolish scrive:
“tutto questo ci porta a “viziare” i nostri pargoli, perche’ dopo 9,10 ore di lavoro quando torni a casa di sentire la lagna di tuo figlio magari non non hai voglia.
perche’ in fondo lo sai di non stare a dedicargli tanto tempo lo rimpiazzi con i si a tutto.”
Mah, è proprio un comportamento deleterio, e comunque non va generalizzato.
Ti faccio un esempio: io sono separato, fortunatamente ho un buon rapporto con la mia ex moglie, quindi posso vedere mia figlia praticamente quando voglio.
Per tornare dal posto di lavoro ci metto un paio d’ore, quindi non riesco a passare tutte le sere e in pratica sto con lei un paio di sere la settimana e una giornata nei weekend (a parte i weekend in cui sta con me).
Ciononostante, con tutto il bene che le voglio, non sento nessuno dei sensi di colpa di cui parli e sicuramente non gliele dò tutte vinte: quando ritengo che si stia comportando male o che stia avanzando pretese assurde glielo faccio notare.
Però gioco e disegno volentieri con lei e quando mi racconta le sue storie e i suoi interessi le presto attenzione e la sto ad ascoltare.
Sono convinto che non sia la QUANTITA’ a fare la QUALITA’ del tempo che si dedica ai propri figli.

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 10:24

sicuramente BiGi questo e’ il comportamento da avere,
parlavo per quello che vedo, mettici pure una componente di ansia (ingiustificata) che forse i nostri genitori non avevano.
penso che sia dovuto all’eta’ avanzata a cui ora si fanno i figli.
insomma uno a 20 anni e’ piu’ “incosciente” e forse (dico forse) e’ anche piu’ facile stare con un bambino e ascoltare le sue esigenze.
a 40 e’ un’altra storia, le energie sono di meno le ansie di piu’. e forse vedi piu’ minacce di quelle che esistono.
non sono una psicologa eh quindi le mie opinioni valgono quel che valgono

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Francesco 1 ottobre 2008 alle 10:40

“ricordati che al suo primo governo riusci a far scendere in piazza milioni di persone”
ricordo bene quella piazza giornalistica, assai bene.
è vero che Silvio è tremebondo e incerto ma questa volta il suo elettorato è più incazzato e Confindustria meno schierata contro. potremmo resistere (il che sarebbe un bene per il paese, è una iattura che la piazza vinca quasi sempre nella nostra storia).
concordo sul punto che l’età avanzata non è quella migliore per fare e allevare dei figli (sigh sigh)
ciao

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 10:58

essendo piu’ incazzato si aspetta di piu’
mi dispiace ma B fara’ sempre e solo i suoi interessi e quelli degli amichetti suoi, quindi
la reazione potrebbe essere peggiore di quella precedente.
la piazza sai, a volte e’ la maggioranza
e pare che ancora siamo in democrazia.

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Return 1 ottobre 2008 alle 11:16

la storia della quantità e quantità è politicamente corretto del genere diversamente abile.

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Francesco 1 ottobre 2008 alle 11:40

elo
essendo che siamo in democrazia e pure una bella maggioranza, alle elezioni e in parlamento, esigiamo che il nostro “dipendente” Berlusconi Silvio delle piazze se ne impippi altamente e faccia quello che cui è stato eletto e viene pagato.
non c’è più la DC, che agiva convinta di essere minoranza e timorosa di offendere gli altri. anzi, non c’è più neppure l’UDC.
“si aspetta di più” ne convengo. ma non credo che tu abbia idea di cosa si aspetta. e neppure Epifani, a giudicare da quel che dice.
ciao

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 12:24

scusa ma uno puo’ averlo votato e dopodiche’
scendere in piazza perche’ deluso, come avvenne gia’ in passato. essendo appunto un nostro dipendente (mi fa assai ridere questa affermazione visto come si comporta) se il suo operato fa cagare si licenzia.
infischiarsene delle piazze equivale ad una dittatura, se la piazza e’ strapiena ovviamente.
che epifani non capisca una sega ormai non e’ una novita’, lui e gli altri tre servi a capo di cisl uil e ugl.
@return
ma cosa volevi dire?

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silvestro 1 ottobre 2008 alle 12:39

francesco, tu non hai la più pallida idea di quel che dici.
siamo di fronte a gente che ha la delega alla salute e non sa dell’esistenza dell’istituto superiore di sanità, organo tecnico del fu ministero della salute. un istituto che ha avuto 5 premi nobel e che sta sperimentando il vaccino sull’aids della enzoli.
migliaia di brevetti e progetti che andranno restituiti alle fondazioni e alla ue, oltre che agli altri singoli paesi con cui c’è collaborazione.
e vale per l’iss, il cnr, l’enea, l’istat, l’isfol e tutti glim organi tecnici dei ministeri.
questi stanno per mettere per strada tutti i precari della ricerca pubblica, oltre che di tutta la p.a., nel giro di tre mesi senza sapere che crolla tutto perchè è tutto in mano ai precari il funzionamento.
una perdita di soldi e di professionalità immane per lo stato e una tragedia sociale per almeno 50mila lavoratori.
manca la trasformazione delle università in fondazioni ed abbiamo eliminato tutto il futuro del nostro paese.
e tu non capisci

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 13:20

magari dai ci fa un enciclica BXVI e risolve tutto

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silvestro 1 ottobre 2008 alle 13:29

non credo, visto che il vaticano è il concorrente maggiore in fatto di scuola, università ed istituti di ricerca.
e del controllo sulla salute pubblica in fondo chi se ne frega

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Francesco 1 ottobre 2008 alle 13:35

cosa c’è di male a trasformare le università in fondazioni?
(sul resto ti ignoro pietosamente, Brunetta ha già fatto retromarcia)
x elo
in democrazia ci si conta alle elezioni, non ogni due per tre o quando lo dice Topo Gigio. se Silvio crede di essere nel giusto, tiri avanti e si vedrà alle prossime elezioni (come ha fatto Prodi, solo che a crederlo erano lui e Ventomare)
saluti (e auguri a Silvestro, anche se non se li merita perchè è tornato in Italia e un buon padre di famiglia queste cose non le fa)

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 13:42

ma per favore
universita’ in fondazioni ce manca solo quello e addio alla ricerca di base.
se tu il consenso lo perdi e’ giusto che ti dimetti in democrazia no che tiri a vanti.
qua forse non e’ chiaro il concetto della parola democrazia.

Replica

elofoolish 1 ottobre 2008 alle 13:44

topo gigio sarai tu, no la gente che scende in piazza e manifesta per i propri diritti o chi si vede di punto in bianco togliere la possibilita’ di un posto fisso dopo anni di lavoro precario a una miseria al mese.

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Return 1 ottobre 2008 alle 13:45

Francesco, spiegami una cosa per favore.
Se le agenzie stabiliscono il rating non più sulla base dei parametri ‘oggettivi’, ma principalmente sulle previsioni di quel che farà il mercato, non diventano semplicemente amplificatori di panico?
(ma poi, qualcuno gli dà ancora retta?)

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 13:46

e se veramente ha fatto retromarcia (azione prediletta da berlusconi e compagnia bella)
chissa’ qual e’ la ragione.

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 13:48

return oggi sei proprio sibillino

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silvestro 1 ottobre 2008 alle 13:48

francesco, brunetta non ha fatto retromarcia, ha posticipato di 6 mesi i licenziamenti.
cosa inutile visto che i tempi determinati annuali non possono lo stesso essere rinnovati.
e quel filo di retromarcia, mi auguro che lo sia del tutto con l’abrogazione dell’emendamento e non un mezzuccio per sopire la protesta, l’ha fatto solo per la mobilitazione dei lavoratori.
quindi la protesta a qualcosa serve evidentemente, no?
la trasformazione delle università in fondazioni vuol dire il taglio totale dei fondi pubblici.
vuol dire la sopravvivenza solamente delle università private e la trasformazione di quelle pubbliche in private, visto che dovranno alzare le rette ai livelli americani per campare.

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Francesco 1 ottobre 2008 alle 15:44

Silvestro
a me pare che le università americane funzionino benino, anche parlando di ricerca di base. O mi baso su informazioni false e tendenziose?
e che quelle italiane in genere funzionino male o molto male.
“se tu il consenso lo perdi e’ giusto che ti dimetti” è quello che diceva Berlusconi a Prodi, quindi sarai d’accordo che è una cazzata, no?
E cmq in democrazia si vota ogni 4/5 anni proprio perchè la politica non sia schiava delle emozioni del momento e il voto sia espresso in modo responsabile e ponderato.
Return
da quel che ho capito, le agenzie di rating davano i voti in base ai soldi che prendevano, così tradendo il proprio ruolo e amplificando il vantaggio informativo di chi faceva le porcherie contabili.
non so se si salveranno, oggi si parla di nuove regole poste dallo Stato come limite alla (provata) disinvoltura delle aziende private. un trionfo del socialismo ma a quanto pare, quando ci vuole ci vuole.
ciao

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 15:51

quelle americane funzionano bene anche perche’ ci sono gli italiani e stranieri in generale che non trovano posto qua a farle funzionare.
gli americani sono di una ignoranza abissale.
inoltre ci sono i militari che finanziano la maggior parte della ricerca indovina per quale nobile fine.
ti sembra che in italia ci sia qualche industria che fa ricerca? qua si vende solo il prodotto finito e basta.
le industrie potrebbero essere interessate al piu’ alle facolta’ tecnologiche, il resto che famo lo buttiamo al cesso?
in effetti la filologia classica non avendo un fine pratico a chi vuoi che serva. o la storia dell’arte.
ma tu in america ci sei stato per dire che funziona tutto cosi’ brillantemente o ti basi su ER?
invece di privatizzare far funzionare quello che c’e’ non dovrebbe essere la cosa migliore?
no certo altrimenti i soldi chi li fa?

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 15:53

in effetti solo d’alema poteva essere cosi;’ coglione da dimettersi dopo aver perso le regionali.

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 15:56

sai che c’e’
spero proprio che la privatizzino l’universita’
cosi’ quando sara’ il momento di mandarci i tuoi figli farai un bel mutuo in banca uno a figlio.
un bel sistema, ma si sa chi si indebita e’ depresso ed e’ piu’ facile governare su un popolo che ha paura di non poter saldare i suoi debiti.

Replica

elofoolish 1 ottobre 2008 alle 15:57

o anche in alternativa, li potresti mandare a fare qualche missione militare, esattamente come fanno gli americani per pagarsi gli studi.

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Francesco 1 ottobre 2008 alle 16:41

Elo
ma sei la versione rifcom di Ventomare?
comunque smentisco decisamente le voci secondo cui elofoolish e Ventomare sono due dummies che scrivo io per avere degli interlocutori ridicoli.
Sono proprio così loro due!
:O

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 16:44

cos’e’ la realta’ americana non ti piace?
oppure vuoi dire che non sia cosi’ veramente?
tutti hanno 60000 dollari per fare l’universita’?
non so cos’e’ che non e’ vero in quello che ho scritto?
il fatto che per partorire siano anche costretti a vendersi le macchine?
il botto delle banche americane e’ un’invenzione bolscevica

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silvestro 1 ottobre 2008 alle 17:01

francesco, a parte che le università americane ne hanno a josa di finanziamenti federali e statali, oltre che privati, hanno pure delle rette da urlo.
i finanziamenti statali da noi sarebbero nulli, quelli privati a confronto fanno ride e gli stipendi italiani pure. chi ci andrebbe all’università?
e non sono per nulla d’accordo sulla scarsa preparazione dei laureati italiani, soprattutto se confrontati con quelli americani.
ricordati che c’ho lavorato là e che stimo molto come si lavora, ma sul sistema lassa perde.

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silvestro 1 ottobre 2008 alle 17:12

toh, siamo finalmente su un giornale
“Da eBay alle strade di Roma. I precari della ricerca, da ieri all’asta su internet per un centesimo di euro, gridano la rabbia di chi si sente espulso. All’improvviso, con un emendamento che li esclude da laboratori e progetti dopo anni – decenni – di lavoro incerto e sottopagato. Questa mattina in via Veneto erano migliaia: dipendenti di Isfol e Istituto superiore di sanità. Per chiedere al ministro del welfare Sacconi di ripensarci. » un muro contro muro. “Il loro modo per risolvere il problema dei precari è licenziarli”, riferiscono i manifestanti che piegano gli striscioni e tornano al lavoro.
Marco, 40 anni e da otto all’Iss, è il simbolo della protesta. Parla con il cartello che porta al collo: “Figli di un genitore precario. I diritti di un precario sono anche i loro”. Il broncio dei suoi tre bambini spiega più di ogni comunicato. “L’abbiamo saputo dal sito di Repubblica – racconta Marco – dalla storia di Valentina Benni, premiata da Brunetta ma messa fuori. Uno choc. Ho pensato: sono fuori anch’io. E ora come lo spiego ai miei figli?”.
Si inizia con un progetto per un mese. Poi due mesi, sei mesi. Un anno. Tre anni. A seconda dei fondi. Il tempo passa. E zero concorsi. Ti specializzi, diventi indispensabile. “Un lavoro che amo perché unisce due passioni – continua Marco – l’informatica e i bisogni delle persone. Ricordo gli inizi, quando ero nel progetto di sperimentazione del vaccino anti-Aids. Tutte le mattine mi svegliavo pensando ai malati che non ce l’avevano fatta e a quelli che aspettavano di guarire”.
L’unità informativa, nata anche grazie alle competenze e al lavoro di Marco, rischia di saltare. Sono tutti precari. E con loro anche i progetti aperti. Come quello sui farmaci contraffatti, un database a prova di hacker quasi pronto e realizzato in collaborazione con Aifa, carabinieri del Nas e ministero della Salute, per sconfiggere la piaga dei medicinali falsi spacciati su Internet senza controlli. Chi se ne occuperà? “Molti colleghi non hanno retto”. Marco abbassa lo sguardo. “Sai quanti vanno dallo psicologo dopo dieci, venti anni di precariato? La gente pensa che la pubblica amministrazione sia un porto sicuro. E invece è solo l’utero di una matrigna. Ci sei ma non ti vuole. Una schizofrenia”.
All’Istituto superiore della sanità i posti a rischio sono settecento: 400 con un contratto a progetto e 300 a tempo determinato. Quasi la metà del personale di ruolo. Biologi, medici, amministrativi di primissima qualità. Firmatari di progetti, autori di brevetti scientifici e articoli sulle riviste internazionali. Responsabilità e competenze che potrebbero scomparire e paralizzare l’intera attività dell’Istituto. Che vuol dire ricerca e controllo: alimenti, farmaci, ceppi influenzali, batteri, virus. “Ho colleghi anche di 50 anni con famiglia e mutuo. Fuori da qui come si riciclano? Cosa faranno? Cosa farò? Non siamo raccomandati, imbucati, infiltrati. La gente non capisce perché non sa. Abbiamo lavorato qui perché avevamo le competenze e servivamo. E ora?”.
Francesca, 43 anni, tecnico di laboratorio è da record: 23 anni all’Iss in attesa di una “stabilizzazione”. Quella garantita in modo graduale dalle ultime due leggi Finanziarie e per ora saltata. “Più di venti anni ad occuparmi di emergenze sanitarie e controlli di stato sui vaccini: morbillo, varicella”. Francesca scorre i ricordi. “Ve la ricordate la chikungunya? La febbre mortale trasmessa da zanzare infette che fece qualche morto anche in Italia nell’estate 2007? Siamo stati noi a identificare e isolare il virus in 24 ore”. Gli anni all’Istituto? “Bellissimi, ma un calvario. Nei primi tre ero a zero lire. Poi le parcelle. I co.co.co. E finalmente il tempo determinato. Fatto il concorso, speravo nella stabilizzazione. Niente. Non solo. Ora siamo fuori. » assurdo”.
La sala Pocchiari dell’Iss è stracolma. Mai stata così. Un muro di persone che parte dal marciapiede di viale Regina Elena. Tutti in assemblea con i sindacati di base. Per decidere cosa fare. Qualcuno chiede spiegazioni. “Cosa succede se passa l’emendamento?”. Intanto nei laboratori i camici bianchi lavorano con ampolle e vetrini. C’è l’australiana in arrivo, l’influenza di quest’anno. E poi il vaccino anti-Hiv: il progetto di sperimentazione va avanti ed è il fiore all’occhiello dell’Istituto. Il latte cinese con la melammina da testare. E la ricerca da proseguire.
Non molto lontano, in via Ardeatina altri ricercatori sono in assemblea permanente. Giovani e meno giovani angosciati. Fausta, 37 anni, è biologa dell’Inran (l’Istituto nazionale di ricerca per l’alimentazione e la nutrizione) e al settimo mese di gravidanza. Con un dottorato alle spalle e dodici anni di assegni di ricerca, co.co.co. e poi tempo determinato dopo il concorso. Un precariato lunghissimo e la speranza di essere “stabilizzata” presto. “Pensavo proprio di avercela fatta – si illumina – ero tra i primi 14 in graduatoria e sarei passata con la successiva tornata e invece niente. Stabilizzazione di fatto abrogata. Niente assunzione ma neanche tempo determinato, come ora. Completamente fuori. A casa. Con un bimbo in arrivo”.
Qui all’Inran rischiano di saltare 80 posti. Cioè ottanta ricercatori precari. Quasi la metà dei dipendenti totali. E con loro i progetti già assegnati: nazionali, internazionali, comunitari. “Un Paese che spende in ricerca solo lo 0,67% del Pil – grida Fausta – e che sbatte fuori i suoi ricercatori dopo averli formati e specializzati che Paese è? Se fossi raccomandata e fannullona non sarei qui ancora dopo dodici anni a firmare progetti e fare scelte di vita senza un orizzonte di futuro. Che ne pensa Brunetta?”.

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 17:17

tutto questo pensando che come ministro abbiamo alfano e carfagna, con curricula pressoche’ nulli.
come diceva il saggio : mi viene il vomito…

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Francesco 1 ottobre 2008 alle 17:20

>> francesco, a parte che le università americane ne hanno a josa di finanziamenti federali e statali, oltre che privati, hanno pure delle rette da urlo.
Quindi università private (delle fondazioni) potrebbero avere finanziamenti statali e cercare quelli privati (che oggi sono bassi e ci credo). Perchè le rette “dovrebbero” essere altissime? Non si può pensare ad una via di mezzo tra l’università parcheggio per perditempo italiana e quella carissima USA? dove le borse di studio permettono ai poveri ma meritevoli di essere di più che in Italia, se non sbaglio.
>> finanziamenti statali da noi sarebbero nulli,
why?
>> quelli privati a confronto fanno ride
oggi, siamo sicuri che lo sarebbero anche in università più efficienti?
>> e gli stipendi italiani pure.
idem
>> chi ci andrebbe all’università?
>> e non sono per nulla d’accordo sulla scarsa preparazione dei laureati italiani, soprattutto se confrontati con quelli americani.
senti, mi spiace parlare di cose che non so ma o funzionano o non funzionano, le università, dovremmo deciderci. a me risulta che in tutte le classifiche internazionali siano messe malissimo.
>> ricordati che c’ho lavorato là e che stimo molto come si lavora, ma sul sistema lassa perde.
non capisco
ciao

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 17:39

ma la soluzione non puo’ solo e semrpe essere privatizzare.
delegare ad un privato che chiaramente vuole lucrarci sopra.
facciamo funzionare lo stato cribbio.

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silvestro 1 ottobre 2008 alle 17:39

francè
1)le università americane hanno finanziamenti già ora superiori a quelle delle università statali italiane.
2)chi dovrebbe finanziare le università? la sigma tau e la dompè? la angelini? non farmi ridere
3)tu hai una visione delle università americane idilliaca dove le borse di studio vengono date ai più meritevoli. ma non è esattamente così e la stragrande maggioranza degli studenti deve pagare rette da 50000 dollari all’anno per studiare in università di medio basso prestigio, figuriamoci ad harvard o alla columbia.
4)la preparazione di un graduate americano e di un laureato italiano in biologia, ad esempio, non sono confrontabili tanto che con i nostri 5 anni sei considerato lì un post-doc.
5)le classifiche internazionali si basano su molti criteri: oltre alla produzione scientifica, dove non demeritiamo per nulla, vengono presi in esame anche la presenza di docenti e studenti stranieri: due parametri che dovrebbero indicare il livello di attrattività degli atenei. E ancora. Il rapporto docenti/studenti e le opportunità di lavoro che danno. ed è tutto questo che ci fa scendere.
in breve avrebbero bisogno di più fondi, e non del loro completo taglio, e di un turnover massiccio per far entrare gente giovane ed aggiornata che si è fatta le ossa all’estero.

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silvestro 1 ottobre 2008 alle 17:44

aggiungo che visti i criteri è un miracolo il 40esimo posto a livello mondiale nel settore scientifico de la sapienza.

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peppo 1 ottobre 2008 alle 19:05

Mi inserisco sul discorso di return sulle agenzie di rating: è ora di capire che i rating, come ampiamente dimostrato dai fatti, non contano più un fico secco. Smettiamola di affidarci ai rating per i nostri investimenti. DI-VER-SI-FI-CA-RE.
la parolina magica sulla bocca di tutti ma che nessuna banca effettua, come testimoniano i dati sulla raccolta nei fondi comuni degli ultimi anni. Sono mesi e mesi che le banche italiane fanno vendere i fondi (in perdita) e comprare obbligazioni SUBORDINATE (cioè: in caso di fallimento anziché essere un creditore privilegiato sei un creditore sfigato) emesse da loro o dai loro accoliti.
BASTA.
E comunque su col morale: il mondo non finisce. Non siamo neanche alla fine dell’inizio :-)

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elofoolish 1 ottobre 2008 alle 20:02

guarda basterebbe mandare in pensione gli ordinari a 65 anni invece di tenere mummie a 150000 euro l’anno…
con tutto il rispetto per le mummie eh :D

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Francesco 1 ottobre 2008 alle 20:17

Silvestro
non è che sei molto convincente.
Anyway, dato che non decido nulla sulle università italiane, posso astenermi?
Ciao

Replica

peppo 2 ottobre 2008 alle 08:15

No elo, basterebbe mandare via i lavativi o gli imbecilli. Tienti strette alcune (non tutte) delle mummie perché io per esempio ne ho conosciute un paio che a 70 anni valevano 10 volte i loro sostituti 40enni!
Stesso discorso, per rientrare in topic, dovrebbe valere per gli insegnanti delle superiori (se mai ci si riuscirà, ALLORA sì che avremo cambiato l’Italia).
Per il momento, ogni governo che eleggiamo da 40 anni a questa parte fa una “riforma” della scuola, che non ha effetti (se non negativi) e che si guarda bene dal separare il grano dal loglio.

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elofoolish 2 ottobre 2008 alle 08:47

per carita’ quella sarebbe la prima cosa da fare!
ma il ricambio ci vuole, a 70 fai il/la nonno/a e la frequenti come visitatore l’universita’.
io inizierei dal parlamento, piu’ precisamente dal ministro della giustizia a fare pulizia.
come si puo’ criticare chi lavora nella PA, quando per ministro hai gente senza alcuna competenza in materia e neanche esperienza politica?

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BiGi 2 ottobre 2008 alle 08:53

elofoolish scrive:
“guarda basterebbe mandare in pensione gli ordinari a 65 anni invece di tenere mummie a 150000 euro l’anno”
92 minuti di applausi!!!!
Concordo in pieno: idem dicasi (in vari ambiti del maraviglioso mondo lavorativo italiano) dei “megaconsulenti” al nulla, costituiti da ex-dirigenti che non sanno rassegnarsi alla pensione (mi fanno pietà, devono proprio avere una vita privata miserabile) o da amici di amici di amicici.
Lavorando in un Ente strumentale della Pubblica Amministrazione, di questi palloni gonfiati venerati come guru senza nessun senso logico ne vedo a pacchi, e ne vengo costantemente disgustato!

Replica

Return 12 ottobre 2008 alle 15:17
Return 12 ottobre 2008 alle 15:21
Return 12 ottobre 2008 alle 15:22
Return 12 ottobre 2008 alle 17:42

Roma, 17:34
CALCIO: STORACE, QUEI CORI LI INTONAVA ANCHE LA RUSSA
“Non ho dubbi sulla sincerita’ del ministro La Russa quando bolla come vergogna i cori di un gruppo di ragazzi a Sofia, che sono esattamente simili a quelli che intonava anche lui quando era giovane come loro”. Lo dichiara Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. “Per aiutare anche Ignazio nel delicato lavoro di riconversione storiografica di una comunita’ – prosegue Storace – nei prossimi giorni raccoglieremo e pubblicheremo nel nostro blog l’elenco dei circoli del suo partito impegnati in tutta Italia nelle celebrazioni del 28 ottobre – alcune anticipate al 26 perche’ e’ domenica… Un po’ di vigilanza antifascista, per evitare pericolose, residue infiltrazioni in Alleanza Nazionale…”.

Replica

Francesco 13 ottobre 2008 alle 11:55

Ehi Return
scrivi anche tu sul riformista o ti eri stufato delle cronache sui corsi di uncinetto?
e pensa che la scuola è tutta bella progressista da 40 anni, sennò chissà dove saremmo, poveri noi!
saluti

Replica

Return 13 ottobre 2008 alle 12:47
Return 13 ottobre 2008 alle 13:06

Sai la cosa più curiosa di tutta questa storia? Che la destra ha imparato a perfezione dalla sinistra a sovvertire la realtà, guardandole ‘dietro’. Un tempo la destra era quella del senso comune. Oggi li senti dire che l’ultrà che inneggia al Duce non solo non è fascista, ma non è nemmeno tifoso. Si tratta di negare con un lungo giro di definizioni – quelle che facevano del delinquente un diseredato e del furto una riparazione – il contenuto visibile e innegabile dei sensi. Nulla invece è ciò che sembra, nÈ il tifoso nÈ il saluto romano: è tutto sintomo di altro: scemenza, disagio, come se i fascisti degli anni Venti fossero invece al riparo da scemenza e disagio.

Replica

Francesco 13 ottobre 2008 alle 14:21

Non è fascista perchè è troppo ignorante per esserlo (scommetto che metà non saprebbero dare il nome del Duce) pur avendo la scuola progressista di Stato che abbiamo da almeno 40 anni; non è in galera perchè qualcuno di sinistra ha abolito la galera per i poveri diseredati bla bla bla
E’ dura sentirsi in colpa da destra.
Ciao

Replica

Return 13 ottobre 2008 alle 14:32

Non è fascista perchè è troppo ignorante per esserlo
Nell’Italia degli anni Venti la maggioranza assoluta era analfabeta.

Replica

Return 13 ottobre 2008 alle 14:35

(mi domando perché, nonostante ti aiuti anticipando la tua replica, tu perseveri in argomenti stolidi come questo)

Replica

Francesco 13 ottobre 2008 alle 16:02

Analfabetismo e ignoranza sono due concetti “leggermente” diversi. E l’Italia degli anni ’20 era un paese ancora agricolo, in larga misura.
Non vorrei aver dato l’impressione di simpatia o solidarietà per i bruti ignoranti e violenti che citi.
E’ che la destra fascista è ormai molto distante da questi bruti senza cervello (io sbatterei via entrambi). E non saranno argomenti antifascisti ad aiutare a capire e debellare il problema.
Saluti
PS a volte sembri proprio finto.

Replica

Return 13 ottobre 2008 alle 16:08

In larga misura

Replica

zitta zitta 13 ottobre 2008 alle 17:42

Qui siamo tutti finti.
Siamo tutti controfigure di quel momento.
Bella, no?
E’ mia.

Replica

Return 13 ottobre 2008 alle 18:30

Bella, no?
in certa misura

Replica

Francesco 16 ottobre 2008 alle 14:04

Finalmente ti ho capito, don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana. Prima ti consideravo una delle tante particelle del fumo di Satana ìentrato nella Chiesa attraverso qualche fessuraî, per usare le parole di Paolo VI. Adesso so che ti abbigli da sindacalista solo per mimetizzarti e introdurti nelle schiere del nemico per sabotarle dall’interno. Ormai è tutto chiaro, il tuo contrasto alla mozione sulle classi di inserimento può avere un solo obiettivo: distruggere la scuola pubblica e far aumentare le iscrizioni alla scuola privata, cattolica. Se agli immigrati non italofoni non verrà insegnato l’italiano (e solo in classi specializzate lo si può fare) la loro presenza affosserà definitivamente la didattica. Di conseguenza, entro pochi anni, tutti i genitori che se lo potranno permettere iscriveranno i propri figli da preti e suore. Avanti così, don Sciortino, e perdonami le iniziali incomprensioni.
di Camillo Langone
questa mi è piaciuta!

Replica

Return 16 ottobre 2008 alle 17:52

Anche i Feltri nel loro piccolo si incazzano
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-585.htm

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elofoolish 16 ottobre 2008 alle 18:19

oh to’ ha fatto la scoperta dell’acqua calda!
vedi quando gli si tocca il portafoglio come si scuotono tutti eh!

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Francesco 17 ottobre 2008 alle 00:06

Nel caso di specie, tifo per i tagli e contro i giornali sovvenzionati.
L’articolo di Feltri è di una disonestà impressionante, pare la striscia rossa dell’Unità.
Saluti

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Rolli 17 ottobre 2008 alle 12:22

Spiegaci dettagliatamente cotanta disonestà, che siamo tutti orecchie

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Francesco 17 ottobre 2008 alle 12:27

Beh, prima sembra che i soli a salvarsi siano i tre soggetti citati, poi leggi e scopri che tra parentesi aggiunge un bel “e altri”.
A occhio e croce, sono avvantaggiati tutti quelli con molti abbonamenti rispetto a quelli con maggiore vendita in edicola.
E quindi tutto quel che scrive Feltri risulta appartenere alla categorie balle.
PS ho letto le idee di Grillo su cosa fare se riuscisse a scalare Mediaset. E mi sono battuto le mani sulle spalle per aver votato Berlusconi, quello sogna la Corea del Nord.

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Rolli 17 ottobre 2008 alle 13:17

Ok, mi stai prendendo in giro, ti perdono, il tuo era un pour parler
Non sembra proprio nulla dall’articolo, e mi pare che Feltrti lo spieghi benissimo
La storia dei contributi per gli abbonamenti È semplicemente vergognosa, il solito giochino disonesto delle tre carte.
Ma che liberista dei miei stivali sei?
E ora, con la scusa della crisi, fa pure passare lgi eterni contributi alla Fiat
applaudi anche a quelli, dai
(Poi che a Feltri gli stia bene così impara a sostenere questa fetecchia di governo, è un altro paio di maniche. Anche perchè in quel posto ce lo pigliamo come al solito noi. cin cin)

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elofoolish 17 ottobre 2008 alle 13:46

scusa ma secondo te a cosa serviamo noi contribuenti se non a salvare il culo ai grandi capitalisti?

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Francesco 17 ottobre 2008 alle 15:44

Ehm, io non mi lamento mai quando tagliano dei contributi dicendo “però quell’altri ci sono ancora”: meglio un taglio oggi che una gallina domani.
Domani è un altro giorno e sperabilmente si taglieranno altre spese pubbliche ignobili come queste.
Ma in Italia più che in qualsiasi posto il meglio è nemico del bene.
Ciao

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Francesco 17 ottobre 2008 alle 16:06

Ah Rolli
io ero quello che voleva il fallimento di Alitalia e la liberalizzazione di tassisti e notai, ti ricordi?
Ciao

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Rolli 17 ottobre 2008 alle 16:28

No scusa, a me la politica dei piccoli passi, rigorosamenti altrui, non piace. Tagli all’editoria? E allora tagli e punto, soprattutto se sei mani e piedi in pieno conflitto di interessi con l’editoria.
Comodo dire cominciamo da qui (i piedi vostri, s’intende, non i miei) e poi vedremo
ecco appunto: tu volevi un liberista e ti rendi conto che hai votato uno statalista di comodo.
Ti senti a tuo agio?
ciao

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Francesco 17 ottobre 2008 alle 17:38

Capo
l’altro candidato alle elezioni, no, non Casini, quell’altro, com’è che si chiamava?
vedi, io volevo Van Basten come centravanti del Milan, invece c’ho Borriello e me lo devo tenere.
chi sogna in grande non combina un cazzo
ciao

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Return 17 ottobre 2008 alle 21:22

amen.

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silvestro 20 ottobre 2008 alle 14:19
Francesco 20 ottobre 2008 alle 15:55

Una fonte neutrale, oserei dire.
Come chiedere a Janes un giudizio sui tagli alle Forze Armate :)

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leonida alle termopili 20 ottobre 2008 alle 18:11

Franz mi sembra che madame voglia dire che è facile fare i culattoni con il culo degli altri…e non so come darle torto. Ecco l’ho detto! ;)

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Francesco 21 ottobre 2008 alle 00:48

Non sei il solo.
Lo dicono tutti i centri di spesa d’Italia.
E io, citando un grande primo ministro di sua graziosa maestà, rispondo con piacere “there is no alternative”
Anche perchè le alternative ci sono ma fanno rima con la discesa del re di Francia in Italia e secoli di dominazione straniera.
Mi sembra di stare alle lezioni universitarie sulla Politica Economica e la Scienza delle Finanze, le prime però.
Ciao

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alex bz 21 ottobre 2008 alle 11:47

x francesco grillo sogna la corea del nord???a si?ma va dai ,come puoi travisare in codesto modo il suo pensiero

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silvestro 21 ottobre 2008 alle 12:06

“Una fonte neutrale, oserei dire.
Come chiedere a Janes un giudizio sui tagli alle Forze Armate :)”

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Francesco 21 ottobre 2008 alle 12:34

Alex
Lo ho letto, ti invito a riportare il suo organigramma RAI, perchè tutti lo possano valutare.
Se preferisci, l’Inghilterra di V per vendetta è un altro possibile riferimento.

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Francesco 21 ottobre 2008 alle 13:28

Silvestro
nell’articolo di Nature non c’è un solo accenno allo stato delle università italiane, al proliferare di micro-pseudo-università locali, al deficit pubblico da ridurre per restare vivi nel marasma finanziario.
In cambio c’è il solito allarme da mandarino universitario sulle cattive imprese che chiuderebbero le facoltà di studi classici e di scienze di base.
Possiamo riassumere in tre parole, cosa ne dici?
Le solite cazzate
saluti

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alex bz 21 ottobre 2008 alle 14:30

cosa prevede questo organigramma?cmq il pensiero di grillo è quanto di piu lontano da coree,sia nord che sud ,e non lo ritengo una persona definibile di sinistra

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Francesco 21 ottobre 2008 alle 15:22

chi ha parlato di sinistra?
io intendevo parlare di una concezione autoritaria, moralistica, totalitaria della TV e della società.

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silvestro 21 ottobre 2008 alle 16:17

certo che nature ormai pubblica qualunque cazzata.
hai proprio ragione fra!
tra l’altro è un allarme completamente immotivato
saranno comunisti pure quelli là…
p.s.
a volte fai cadere le braccia, per usare un eufemismo. pure “a volte” è un eufemismo

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Francesco 21 ottobre 2008 alle 17:36

Sai Silvestro
avrei piacere che i soldi delle mie tasse fossero spesi bene.
sarà un mio limite
a proposito di scienza, cosa capita a versare acqua in un colino?
a volte fai dubitare del tuo rigore scientifico, almeno fuori dal laboratorio
ciao

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alex bz 22 ottobre 2008 alle 09:30

moralistica probabilmente si,autoritaria e totalitaria mi pare propio di no….cmq se la classe politica che abbiamo ti va bene ovvio che su grillo abbiamo idee diverse allora

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silvestro 22 ottobre 2008 alle 10:36

francesco, si, hai dei grossi limiti.
affossare la ricerca e l’istruzione in un paese industriale povero di materie prime è condannarlo al collasso.
direi di cercare meglio dove i soldi delle tue tasse sono sprecati.
tipo come aiuti alle aziende o nell’aumento degli stipendi per parlamentari o ministri, nelle sovvenzioni alle cliniche private o in mille altri rivoli ben conosciuti.
questo è un esempio di quello che si perderà, è del gruppo che mi lavora accanto composto tra l’altro per la metà da ricercatori precari.
sono soldi e tanti, visto che oltre al brevetto c’è il coinvolgimento di aziende farmaceutiche italiane.
il tuo problema è solo questo, non credi nell’importanza dell’innovazione tecnologica in economia.
è come non voler credere che sia la terra a girare intorno al sole.

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silvestro 22 ottobre 2008 alle 10:43

oh, anche questo si perderà.
oltre ai controlli sui farmaci da mandare in commercio che verranno bloccati con le conseguenti perdite di denaro per le aziende e per le denuncie e richieste di indennizzo allo stato.
si bloccheranno i controlli sull’inquinamento e sul monitoraggio della salute pubblica, sugli alimenti.
i controlli sullla melamina li stanno facendo qui.
si bloccherà il vaccino contro le influenze stagionali che sempre qui viene fatto.
tu non sai di cosa si parla

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Francesco 22 ottobre 2008 alle 11:03

Silvestro,
non cercari di convincermi che gli investimenti sono importanti, anzi vitali. Lo so già.
Cerca piuttosto di trovare un modo serio di risparmiare, visto che come sistema economico è evidente che dobbiamo tirare la cinghia.
Gli esempi che fai non oltrepassano la soglia del qualunquismo grillesco.
Anche quando sono condivisibili, non spostano somme sufficienti.
Saluti
Tu non hai idea di quello di cui parli, proprio.

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silvestro 22 ottobre 2008 alle 13:11

franceschino,
l’articolo 37bis della finanziaria è l’esempio di quanto c’hai gli occhi foderati di prosciutto:
tagliare il personale precario della ricerca vuol dire perdere un sacco di soldi, non risparmiarli.
oltretutto perdendo di vista il progetto a lungo termine.
ti faccio un esempio ancora più chiaro, poi se non capisci o parli di grillo rinuncio, sarebbe al di sopra dell’umana capacità fartelo capire.
io non prendo una lira dallo stato, mi guadagno lo stipendio coi finanziamenti europei e americani.
oltre che privati.
con il finanziamento ci pago l’overhead all’ente e le tasse allo stato.
licenziandomi, insieme ai 60000 precari del comparto ricerca, lo stato perde soldi e, soprattutto, smette di guadagnarli con i brevetti, le tasse e le collaborazioni con l’industria farmaceutica.
i finanziamenti dovranno essere ritirati e le cause intentate allo stato e all’istituto faranno perdere altri soldi.
questo almeno ti dovrebbe essere più chiaro se non riesci a capire l’investimento che è.
un altro esempio facile facile per rispondere alla tua battuta precedente:
le spese per la ricerca sono meno dello 0,6% del pil, ORA.
quelle per la difesa il 2%.
se ti dico che non hai capito, cerca di farlo adesso.

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Francesco 22 ottobre 2008 alle 14:36

Finalmente delle cifre.
Ora, nel contesto di un bilancio il cui passivo deve essere ridotto a qualsiasi costo (pena un serio rischio di collasso immediato), possiamo parlare benissimo di come fare.
Accetto qualsiasi proposta che abbia un saldo positivo per il bilancio dello Stato (anche chiudere il parlamento o abolire le pensioni o i carabinieri o la RAI o aumentare di 20 punte le aliquote IRPEF).
Così ci arrivi?
Ciao

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ventomare 22 ottobre 2008 alle 15:36

AH, PRODI, PRODI!
Roma, 14:58
CONTI PUBBLICI: SANTAGATA, RISANATI DA PRODI
“Sara’ anche stato un disastro, ma l’Istat certifica che il governo Prodi aveva compiuto un impressionante risanamento dei conti pubblici con una riduzione del deficit di oltre 25 miliardi di euro”. Cosi’ Giulio Santagata, membro della direzione del Pd, commenta i dati diffusi oggi dall’Istat sui conti pubblici del 2007. “Un risultato conseguito assieme a importanti interventi a sostegno delle famiglie e delle imprese per oltre 15 miliardi di euro. Se questa e’ incapacita’ di governare, spero che l’Italia e gli italiani potranno riavere presto un governo cosi’ incapace” conclude Santagata.
———————————————
Aggiungo io: i 25 miliardi sono venuti dal recupero di evaso, ed i 15 dalla crescita dell’economia. Senza aumentare le tasse, almeno considerato il bilancio 2006-2007-2008.

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Francesco 22 ottobre 2008 alle 15:40

Certo che siamo proprio un popolo strano, visto che nessuno vuole il ritorno di Prodi, anzi nessuno lo cita più neppure.
Meritiamo la morte, la rovina, l’oblio, anzi peggio, meritiamo Berlusconi.
:D

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ventomare 22 ottobre 2008 alle 17:06

Non vogliamo il ritorno di Prodi, non lo vuole neppure lui, ma un po’ di verità, sì. Senza un po’ di verità, allora sì che siamo un popolo perduto.

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Francesco 23 ottobre 2008 alle 10:42

Anche un pò più di verità, mio caro.
Anche tutta, se serve.
Non che me la aspetti dai giornalisti italiani, se la incontrassero per strada si girerebbero dall’altra parte.
Auguri a tutti noi

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Return 23 ottobre 2008 alle 15:25
brandavide 23 ottobre 2008 alle 15:39

maVVaFFanculo
:-EE

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Return 23 ottobre 2008 alle 17:01

Com’era?
Tu puoi fare come ti pare, mica ingerisco, ma io ho il diritto di dire la mia. Anzi, il dovere.
PS
Sporco negro non passerà

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Francesco 23 ottobre 2008 alle 17:11

beh, a me pare un esempio da manuale di ingerenza.
e non entro nel merito, anche per evitare di fare pubblicità a codesto tizio.
baci e abbracci

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Return 23 ottobre 2008 alle 17:35

Ah, questa è ingerenza e invece quella del Vaticano nelle faccende italiane no, è libertà di parola.
complimenti vivissimi

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Return 23 ottobre 2008 alle 17:38

E… ahem, non per buttarti giù ma… sta’ tranquillo, puoi dire quello che vuoi senza influenzare minimamente l’opinione pubblica.

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Return 23 ottobre 2008 alle 18:07

OT – Leggere Greenspan che si dice ‘sconvolto e incredulo’ per quanto sta accadendo mi ha gettato in uno stato di sconvolgimento e incredulità credo irreparabile.

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Francesco 23 ottobre 2008 alle 21:56

Chiesa italiana nelle faccende italiane, OK?
Non è così difficile, a meno di non essere in piena malafede.

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return 23 ottobre 2008 alle 22:08

Non ti offendere, ma fai vomitare.

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Francesco 24 ottobre 2008 alle 09:32

Io? trovo infantile la tua pretesa che, siccome odi la Chiesa, questa smetta di esistere.
Neppure io lo pretendo da don Sciortino o da Odifreddi!
:)
saluti

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ventomare 24 ottobre 2008 alle 11:36

Secondo una ricerca dell’università di Berkeley, 30 anni di politiche contro gli sprechi energetici hanno prodotto nello stato americano circa un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro
“Più efficienza uguale più occupazione” Studio promuove il modello California
“Con la bolletta più leggera la gente ha più soldi da spendere in settori dove c’è più manodopera”
OAKLAND – Meglio di così probabilmente ci fu solo il New Deal, quando nei primi anni ’30 le politiche adottate dal presidente statunitense Franklin Delano Roosevelt e dall’economista britannico John M. Keynes riuscirono a riassorbire tra i due e i tre milioni di lavoratori rimasti disoccupati dopo la Grande Crisi di Wall Street. Secondo uno studio realizzato dall’Università di Berkeley, le politiche di efficienza energetica intraprese dalla California all’indomani dello shock petrolifero del 1977 nel giro di un trentennio hanno creato circa un milione e mezzo di nuovi posti di lavoro a fronte dei 25mila persi.
A firmare la ricerca, che getta una luce diversa sulle beghe in corso tra Italia e Unione Europea circa la sostenibilità degli obiettivi del pacchetto 20-20-20, è David Roland-Holst, un economista del Center for Energy, Resources and Economic Sustainability del prestigioso ateneo californiano. La chiave del successo, secondo il docente di Berkeley, è stata la massa di denaro risparmiata dai consumatori grazie ai tagli nelle bollette domestiche e tornata a circolare sul mercato, mettendo in moto un processo virtuoso nell’occupazione.
In California una politica attenta che ha imposto standard di efficienza per edifici ed elettrodomestici tra i più alti del mondo, il livello dei consumi elettrici pro capite nell’ultimo trentennio è rimasto stabile, mentre nel resto degli Stati Uniti aumentava del 50%. Si calcola invece che se il consumo unitario avesse seguito la crescita media nazionale, la California avrebbe avuto bisogno di 24 nuove centrali di media potenza (500 MW).
“Avendo la possibilità di spendere meno in energia – si legge nella ricerca – i consumatori hanno destinato questi soldi alla domanda di beni diversi. Ma spostare un dollaro di spesa dall’elettricità ai generi alimentari significa sostenere rivenditori, grossisti, l’industria della trasformazione e il settore agricolo lungo una filiera molto più lunga e a maggiore intensità di manodopera”.
Il professor Roland-Holst fornisce quindi le cifre del movimento descritto. A fronte di “perdite” per 1,6 miliardi di dollari nel settore energetico, nel corso del trentennio preso in esame l’economia californiana ha visto crescere il volume d’affari complessivo di 44,6 miliardi di dollari, divisi prevalentemente nel comparto del commercio (11,2 miliardi) nel settore finanziario e assicurativo (7,3 miliardi), nel settore dei servizi (17,8 miliardi) e in quella della produzione di lampadine a basso consumo (1,2 miliardi).
Una crescita secondo lo studio da attribuire soprattutto all’effetto traino rappresentato dalle misure di efficienza e risparmio energetico. Un boom che l’economista di Berkeley è convinto possa ripetersi ora che il governatore della California Arnold Schwarzenegger ha lanciato un nuovo piano statale di riduzione della spesa energetica e delle emissioni di gas serra che sarà definito presto nei dettagli.
(23 Ottobre 2008)

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silvestro 24 ottobre 2008 alle 13:37

ìMaroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interni:
lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentanoî.
francesco cossiga
che il cielo lo stramaledica

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Return 25 ottobre 2008 alle 12:12

Primo, sono incapace di odiare intere categorie di persone, così come non riesco ad amare popoli, gruppi, partiti, chiese o idee. Amo e odio soltanto persone in carne e ossa, il che, credo mi preclude almeno il genocidio.
Secondo, fai vomitare. La Chiesa italiana nelle faccende italiane, eccone la prova*. Ma il vomito lo suscita soprattutto il pensiero della disonestà non nei miei confronti o dell’Opinione pubblica – che nonostante l’impegno continui, spiacente, a non influenzare – ma nella tua vita privata, quotidiana. Dev’essere brutta una vita tale.
Ovviamente, l’interferenza di Israele non esiste, se non esiste quella del papa che, ad es., va in terra di Spagna e minaccia ritorsioni se tal legge passasse. In fondo mica hanno minacciato di bombardare il Vaticano. Hanno semplicemente detto che non approvano e la cosa peserebbe nei rapporti bilaterali. Stessa identica cosa che fa il Vaticano con i paesi che, per dire, tentano di depenalizzare l’aborto.
* Il vertice della chiesa italiana, quale che ne sia la ragione, è espressione diretta del Vaticano, quindi di ‘italiano’ ha solo il fatto di occuparsi dell’Italia. Tant’è che ora delle faccende principali si occupa direttamente Bertone. Ma tu lo sai: vedi quanto fai vomitare?

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giancarlo 25 ottobre 2008 alle 14:21

@Return: per dialogare liberamente bisogna ci sia come presupposto che le persone che discutono siano libere di cambiare idea. Quando una delle due, per motivi ideologici, non è disposta per nessun motivo a cambiare idea, hai voglia di portare argomenti. Finisce che fai la figura di quello che dialoga con il muro.

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Return 25 ottobre 2008 alle 18:34

Ma adesso che i medici hanno convenuto, all’unanimità, che le sue nozioni, etiche e ‘scientifiche’ sono pattume, la Roccella non dovrebbe rassegnare le dimissioni?

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Francesco 25 ottobre 2008 alle 21:46

Return
tu puoi vomitare ma per me rimani abbastanza ridicolo.
Ventomare,
considerando che sono favorevole a politiche di risparmio energetico, trovo la tesi parecchio strampalata.
Mettete il giusto prezzo all’inquinamento, e il sistema lo combatterà invece di amarlo.
Saluti

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Return 26 ottobre 2008 alle 17:59

io vomito per te, figliolo, e tu mi dileggi!
quanto ingrato il cuore dell’uomo

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Francesco 27 ottobre 2008 alle 14:18

Facciamo che prima cerchi, sinceramente, di capire cosa è la Chiesa cattolica, poi mi ridici se hai ancora problemi di stomaco.
Sai, Una e Cattolica, un pò duro pretendere che il Papa se ne stia chiuso in Vaticano e si occupi di nulla, per non offendere la tua sensibilità nazionale.
Pace e bene

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Return 27 ottobre 2008 alle 14:26

E allora piantala con le stronzate del tipo Italia-Chiesa italiana, che poi andrà meglio
E guarda che bello spettacolo: sono quelli che alla Sapienza manifestavano pro-pontefice, con il plauso ‘democratico’ del Popolo della Libertà:
ROMA – Si e’ diviso in due parti, destra e sinistra, il corteo di studenti a Roma. Partito da piazza della Repubblica doveva arrivare a piazza Venezia. Ma a un certo punto gli studenti aderenti al Blocco studentesco, un’organizzazione di estrema destra, ha conquistato la testa del corteo e ha cominciato a urlare “Duce, duce”.

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Francesco 27 ottobre 2008 alle 21:48

Io dico stronzate? ma ti sei mai riletto? o fai scrivere un ghost e poi firmi?
sono già di cattivo umore per le cazzate che scrive Famiglia Cristiana, non rincarare la dose
PS su, di grazia, un post nuovo, anche su Simona Ventura o Joe Biden …

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Return 27 ottobre 2008 alle 23:51

Francesco: Chiesa italiana nelle faccende italiane, OK? Non è così difficile, a meno di non essere in piena malafede.
Francesco: Sai, Una e Cattolica, un pò duro pretendere che il Papa se ne stia chiuso in Vaticano e si occupi di nulla
E’ ufficiale: sei un coglione.
saluti

Replica

Francesco 28 ottobre 2008 alle 14:30

Potrei ripetere parola per parola il tuo post e dare lo stesso giudizio su di te.
Però avrei qualche ragione, io.
Saluti affettuosi.

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Return 28 ottobre 2008 alle 17:04

il post è quello che scrive Rolli, i nostri sono commenti, per gli sbadati c’è scritto all’inizio
che disgrazia

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Francesco 28 ottobre 2008 alle 18:48

chiedo scusa dell’errore.
a proposito, si è scoperto perchè l’insegnante aveva minacciato?
una carogna di insegnante o una carogna di studente?
così torniamo al tema del post :)
saluti

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Return 29 ottobre 2008 alle 14:02

Rolli, come stai?

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Francesco 29 ottobre 2008 alle 14:37

Mi associo alla richiesta di Return.
No news goods news?

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British Bulldog 29 ottobre 2008 alle 15:12

Scusaremi tutti..
Rolli per caso il mio invito per COV
ti e arrivato?

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