Danimarca: ricetta (e civiltà) elementare

“Alcuni dati: in Danimarca un neolaureato al primo impiego guadagna quattromila euro al mese, ed è la paga base. In Danimarca, se uno preferisce così, può lavorare anche di notte, invece che di giorno, o iniziare alle cinque del mattino per stare a pranzo con i figli. In Danimarca ci sono asili nido per tutti, e iniziano dai sei mesi di età del bambino. In Danimarca c’è il più alto tasso di occupazione femminile di tutta l’Europa, unito ad un altissimo tasso di natalità (e ci credo: dateci i nidi, e noi faremo figli continuando tranquillamente a lavorare!)” (continua da Sorelle d’ItaliaTatalla)
NB:Appuntare sull’agenda di monsignor Giuliano Ferrara

di Losciacallo il 25 aprile 2008 in Società e dintorni · 131 commenti

{ 131 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

sing 25 aprile 2008 alle 20:02

Ma infatti solo la Romania di Ceausescu con la sua polizia ginecologica è riuscita a far rimontare il tasso di natalità vietando l’aborto. Bel modello!!!
La Polonia l’ha vietato dopo la fine del comunismo ma il tasso di natalità ha continuato a scendere.

Replica

Rolli 25 aprile 2008 alle 21:04

La Romania mi risulta a natalità bassissima, Sing, anche ai tempi di Ceausescu e nonostante gli incentivi
Poi È scesa ulteriormente

Replica

Francesco 25 aprile 2008 alle 21:07

“in Danimarca un neolaureato al primo impiego guadagna quattromila euro al mese, ed è la paga base.”
questa mi pare evidentemente una cazzata, a meno che sotto non ci siano altre storie (tipo che ci sono pochissimi laureati o roba di questo genere).

Replica

sing 25 aprile 2008 alle 21:39

@ Rolli
diciamo che non è riuscita a mantenerla alta ma all’inizio ha funzionato: nel 1966 era 1,9 figli per donna poi con il divieto 3,67 nel 1967, alla fine della dittatura nel 1989 era comunque scesa al 2,2. La polizia ginecologica faceva regolarmente esami forzati alle donne per controllare che non prendessero contracettivi e che non abortissero clandestinamente. Comunque adesso hai ragione tu, ha una natalità molto bassa. Ma anche il Portogallo e la Polonia dove l’aborto è vietato.

Replica

Fla 25 aprile 2008 alle 22:40

@Sing: Con il risultato che in Romania le donne facevano più figli e poi li abbandonavano per strada… la Romania, da Ceausescu fino ad oggi, ha avuto un tasso di minori abbandonati spaventosamente alto.

Replica

bill 25 aprile 2008 alle 23:10

Primo:la Damimarca ha circa cinque milioni e mezzo di abitanti. Magari è un pò più facile fare asili per tutti.. In secondo luogo, quattromila euro a un neolaureato non significano niente: laureato in che, primo stipendio per fare che? Ultima cosa: anche in Inghilterra le paghe sono molto più alte che in Italia. Sono più alte anche in termini reali, ma non così come può sembrare a prima vista: là la vita è molto più cara, tutto costa molto di più. Nessuno di voi è stato a Londra? E ha mangiato o era in ramadam?

Replica

Minerva 25 aprile 2008 alle 23:31

Ci devono essere sotto altre storie,Francesco.
Qui sono indicati gli stipendi più bassi nel settore privato per laureati in discipline umanistiche,scientifiche, economia, avvocati, ingegneri, veterinari, agronomi. La media è di 3.900 euro circa per l’anno 2004. In Danimarca la percentuale dei laureati sul numero degli occupati è una delle più alte in Europa.

Replica

orlandofurioso 26 aprile 2008 alle 00:16

Dobbiamo impiccare le nostre classi imprenditoriali, sindacali e politiche perché davanti a questi FATTI dovrebbero soltanto vergognarsi. Anche Repubblica però dovrebbe pagare bene i suoi giornalisti…

Replica

orlandofurioso 26 aprile 2008 alle 00:25

Il modello Danese non è frutto di miracoli, ma dell’aver capito che rubare e sfruttare i propri giovani non è conveniente. Si punta alla sobrietà e alla giustizia sociale fondata sulla meritocrazia e sulla solidarietà. Lì i furbi sono considerati insetti e uccisi sotto i pesanti scarponi, i danesi non inneggiano ai criminali definendoli eroi e schifano i fanatici religiosi.
Poi cavolo, la Danimarca è piena di biondone gambe lunghe… Quasi quasi ci faccio un pensierino :)

Replica

Rolli 26 aprile 2008 alle 00:28

Chissà cos’è che sconvolge Francesco e Bill, nel vedere paesi – normali – che funzionano
Forse in Danimarca ci sono i comunisti e io non me ne sono accorta..

Replica

Tatalla 26 aprile 2008 alle 00:37

Francesco, Minerva ti ha già risposto con dati alla mano, ma ci tengo a sottolineare che i miei dati venivano dal Venerdì di Repubblica, non proprio la Gazzetta dello Sprofondo, mi pare…
Saluti a Rolli, che si unisce alla mia indignazione.

Replica

Minerva 26 aprile 2008 alle 00:58

Per essere pagati bene, però, i giornalisti dovrebbero lavorare bene, in questo caso quelli del Corriere:
“l’occhio destro leggermente chiuso come se spiasse da una serratura, o infilasse la cruna di un ago, cioè la soluzione di un caso che ci ha stupito tante volte”
Si parla di Peter Falk – il grande tenente Colombo – sorpreso dai fotografi a vagare per Los Angeles come un barbone.
Come tutti i fan di Colombo sanno, l’occhio destro è socchiuso perché di vetro: lo ha perso per una malattia quando era bambino.
Ora, la giornalista sarà giovane e forse Falk lo ha conosciuto in occasione dell’articolo, ma per informarsi sulla biografia di un attore sono sufficienti cinque minuti.
Scusate l’ OT e buona notte :)
P.S. E’ vero che il costo della vita in Danimarca è più alto; a Copenhagen un po’ meno del 30% rispetto a Roma. Se non ho sbagliato i calcoli, uno stipendio di 4 000 Euro a Copenhagen dovrebbe corrispondere a uno di circa 2800 a Roma. Ci mangiano in testa comunque.

Replica

malik 26 aprile 2008 alle 01:17

la cosa assurda è che in danimarca i prezzi sono praticamente uguali che in italia. i trasporti sono più cari (ma lì si va comodamente dappertutto in bicicletta), la spesa al supermercato costa meno che in italia e anche gli affitti delle case sono mediamente più bassi che nelle nostre grandi città. se perdi lavoro c’è il sussidio di disoccupazione, che ti aiuta fino a quando trovi un nuovo impiego, cpsa non difficile, perchè c’è un mercato del lavoro dinamico e flessibile(tasso di disoccupazione tra i più bassi d’europa)

Replica

Rolli 26 aprile 2008 alle 01:22

Minerva, sei una bolscevica anche tu, ecco :)
( Glielo spieghi tu, a Francesco e Bill che tanta foia nel contrapporsi a dei dati, che non si capisce perchè li facciano innervosire, non È giustificata? La regina Margherita non va a spasso con hezbollah, e l’attuale governo danese è di centrodestra. Il massimo del “comunismo” i danesi l’hanno raggiunto con la coalizione socialdemocratica)
Bill, per costruire asili ci vogliono: rispetto per le donne, volontà di averle tra le forze lavoro in maniera dignitosa, anzichè limitarsi a blaterare di divieti di aborto, di pillola ecc
Dare i “mezzi”, quelli di cui hai parlato per decine di commenti, signifca anche questo, non i 100 euro quando sei incinta
La famosa “cultura”, per intenderci
ciao Tatalla :)

Replica

sing 26 aprile 2008 alle 09:08

@ Rolli: la Danimarca è il miglior alleato di Israele in Europa.
@ orlandofurioso: in Danimarca c’è la flexisecurity e si va in pensione a 65 anni.
@ Fla: già.

Replica

orlandofurioso 26 aprile 2008 alle 13:02

Sing, io adoro il loro sistema. Andare in pensione a 65 anni non è un problema se per arrivarci hai vissuto lavorando secondo tutte le norme che tutelano la vita e la salute dei dipendenti. Flexsecurity è il mio motto, ma agli imprenditori italiani piace solo la parte del poter licenziare quando gli pare, quella dei doveri la ripudiano come un cancro comunista.
Anzi, se per poter avere in Italia qualcosa di quasi uguale mi chiedessero di andare in pensione a 70 anni io accetterei, ma è solo un’utopia.

Replica

bill 26 aprile 2008 alle 19:10

Primo: e perchè mi dovrei arrabbiare se in Danimarca le cose funzionano meglio che da noi? O meglio: perchè dovrei prendermela coi danesi?
Ho solo detto che 4000 euro di “stipendio base” per un neolaureato è un’affermazione che, messa lì, non spiega niente. Chi decide uno stipendio base? E in che settore: volete raccontare che un laureato in ingegneria guadagni quanto uno in filosofia? Scusate, ma sarebbe stupido, oltretutto.
Mettiamoci poi d’accordo: la vita costa di più o di meno? Secondo Minerva di più, al che ne deriverebbe che 4000 euro al mese là equivarrebbero a 2800 qua. Ora, credo anch’io che il tenore di vita sia più alto che da noi; non credo affatto che sia il paese del bengodi dove ti regalino soldi dal cielo, anche se non sai fare una perfetta mazza. Queste sono favolette.
Rolli: qui non è (solo) rispetto per le donne. In questo benedetto paese CHI straminchia ha governato per decenni? Guarda un pò, gli stessi che hanno creato un debito pubblico enorme, senza che neanche fosse servito a qualcosa. Servizi, infrastrutture, trasporti, scuola: tutto in vacca. Io non credo sia solo una questione di uomini: è una questione di sistema. E infatti, tutti quelli che scodinzolano felici (oggi) per la Danimarca sono gli stessi che non vogliono cambiare niente. A cominciare proprio da un sistema pensionistico idiota, da un mondo del lavoro che vorrebbero ingessato, e dalla balzana idea che nel 2008 uno, a 57 anni, possa permettersi di non fare un tubo per almeno una ventina di altri anni. E per finire al sistema partitocratico, tutto sovvenzioni e aiutini a babbo morto, che è il contrario dello sviluppo economico. Basterebbe, cara Rolli, che invece di tre maestre impreparate e mal pagate per una classe delle elementari di quindici alunni ce ne fosse una pagata decentemente, e coi soldi risparmiati invece che gentilmente regalati di asili se ne farebbero eccome. Prova a spiegarlo, a quelli che dicono che gli stipendi sono bassi. Prova a spiegare che il mare di tasse che paghiamo serve solo a mantenere situazioni del genere, e che prima o poi il bubbone scoppierà. Basterebbe che le comunità montane non fossero in riva al mare, e che la campania non avesse il triplo di dipemdenti pubblici della lombardia. Ma siccome Bassolino è ancora lì (è solo un esempio, se volete tiratene fuori uno di destra, il succo non cambia), e ce l’hanno messo da una vita gli elettori, ecco, a me la grande ammirazione per altri stati non piace. La colpa è di tutti noi, che ci adagiamo a questo andazzo vergognoso. Poi, brontoliamo..troppo comodo. Stai tranquilla che là un’Alitalia non avrebbe migliaia di persone in esubero, che però dobbiamo mantenere con soldi pubblici; altro che licenziare, Orlando. Qui non si sono potuti licenziare neppure quei controllori di volo sorpresi a giocare a calcetto in orario di lavoro. Si vede che tu vivi in un paese diverso, caro mio. E stai tranquillo: tu ci andrai in pensione a 70 anni, volente o nolente.

Replica

Minerva 26 aprile 2008 alle 22:06

volete raccontare che un laureato in ingegneria guadagni quanto uno in filosofia? Scusate, ma sarebbe stupido, oltretutto.
Lo dice il Ministero danese per la Scienza, la Tecnologia e l’ Innovazione (il link nel mio primo commento):
laureati in discipline umanistiche e discipline scientifiche – DKK 28,800 al mese (3.861 Euro)
laureati in economia e legali – DKK 28,500 al mese (3.820 Euro)
laureati in ingegneria – DKK 28,400 al mese (3.807 Euro)
agronomi – DKK 29,200 al mese (3.914 Euro)
Veterinari – DKK 29,400 per mese (3.941 Euro)
Devono essere stupidi ësti danesi.
In realtà è evidente che considerano la laurea importante, quindi le paghe iniziali sono più o meno allo stesso livello che si tratti di laureati in lettere e filosofia o di ingegneri. E però probabile che, visto il tipo di lavoro che fa un ingegnere, quest’ultimo abbia molte più probabilità di vedere la propria paga base incrementata (in caso di incarichi per dei progetti, per esempio). In Danimarca il lavoratore tratta il proprio stipendio con il datore di lavoro. Ovvio che l’entità è determinata anche dal mercato. E infatti le paghe minime più alte sono quelle di agronomi e veterinari, perché l’agricoltura è un asse portante dell’economia danese.
non credo affatto che sia il paese del bengodi dove ti regalino soldi dal cielo, anche se non sai fare una perfetta mazza.
Nessuno lo ha scritto. Semplicemente considerano importante l’ istruzione a livello superiore e hanno saputo valorizzare i laureati. Questo all’interno di un sistema sociale tale da garantire anche lo sviluppo demografico. Il costo della vita cui mi sono riferita è quello a Copenhagen, e si sa che le capitali sono spesso più care rispetto al resto del paese. In ogni caso, un laureato italiano che prenda come paga iniziale 2800 euro lo devo ancora incontrare .
Stipendio mensile netto (in euro) dei laureati italiani post-riforma e pre-riforma a un anno dal conseguimento della laurea.

Replica

Rolli 27 aprile 2008 alle 01:25

Non ho idea del perchè ti dovresti arrabbiare, certo è che io metto cinque righe su una situazione positiva e tu e Francesco sembrate morsi dalla tarantola
Il perchè dovreste spiegarcelo voi, io davvero non lo so
Bill, la questione donne e asili è una semplice questione di rispetto e convenienza
Se le forze politiche ritengono che tanto le donne alla fine possono stare a casina con i pargoli, gli asili non si fanno; viceversa se il problema fosse stato maschile, di asili ne avremmo avuti a frotte.
E non è questione di discorsi femministi, ma una semplice realtà
Se le donne in questa italia di emme contassero qualcosa, non si parlerebbe di braccialetti elettronici, non ci sarebbero stupratori che si beccano due anni di galera senza nemmeno farsela, non ci sarebbero le carenze di servizi per la famiglia che ci sono.
per rispetto, per utilità, per cultura, per migliaia di motivi normali, non femministi
Poi, di che mi parli? Delle assunzioni nella Scuola? Dimentichi chi le ha fatte in mole industriale? La Moratti, mica Fidel Castro, sai?

Replica

elofoolish 27 aprile 2008 alle 20:24

beh poi se magari se i soldi pubblici si usassero per il pubblico e non per il privato…
ecco magari togliendo i finanziamenti ai giornali, alle scuole private etc etc, magari si potrebbero migliorare la scuola pubblica e fare gli asili.
ovvio condivido al 100% il pensiero di Rolli sulla situazione femminile.

Replica

Francesco 28 aprile 2008 alle 09:37

Rolli,
non è che potresti respirare a fondo e contare fino a 10 prima di caricare?
Allora, essendo io laureato, sono ben felice che i laureati prendano uan barca di soldi. Peccato capiti in Danimarca.
Però uno straccio di spiegazione economica sarebbe utile, sennò è semplicemente assurdo. Vedi infatti quello che delira Orlandofurioso.
Allora, in Danimarca è pieno di laureati e sono pagati bene fin dal primo impiego: è necesario che fin dal primo impiego siano MOLTO produttivi, mica nasceranno solo geni nel paese di Amleto, no?
Come è possibile? Come sono organizzate le università lì? Hanno il 18 politico e il politico di riferimento? Hanno le occupazioni ad ogni stagione e il rigetto ideologico della collaborazione con le imprese? Hanno le lauree col valore legale? E fuori corso esistono anche lì?
Certo, vedendo la fonte vengono dei sospetti (sai, considero il Venerdì di Repubblica molto meno credibile di Coppie Scambiste Oggi). E pure quel’accenno all’agricoltura, notissimo vampiro di soldi della comunutà europea nei paesi nordici.
Ma si tratta di dettagli, non certo decisivi. Sarebbe bene capire, piuttosto, in cosa consiste l’economia danese, quali siano i settori più importanti. e così via.
Detto senza polemica, ripeto che se li dessero a me 2.800 euro sarei felice assai.
Ciao

Replica

silvestro 28 aprile 2008 alle 11:16

fra, l’italia ha la metà dei laureati della media europea.
non è solo la danimarca, allora saremmo noi l’eccezione e il soggetto su cui indagare in realtà

Replica

Minerva 28 aprile 2008 alle 12:45

Francesco, i dati sono dati ufficiali. Ci siamo arrivati anche noi a capire che il sistema danese – non solo – è ben diverso da quello italiano. Visto i risultati, anche demografici, sicuramente migliore, sia pure non perfetto.
Non difendo certo il sistema scolastico italiano, che trascina verso la meta del pezzo di carta i mediocri, appiattendo e mortificando gli studenti più dotati. Fosse per me, farei come in Germania.
Quindi, se ti interessa il sistema economico danese, puoi sempre approfondire. Ripeto, mi sembra che nessuno abbia scritto che a parità di sistema, i danesi sono più bravi. Lo sono perchè hanno creato un sistema sociale più efficiente del nostro.
Gli agricoltori danesi forse vampirizzeranno la UE, ma mi pare che quelli italiani non abbiano niente da farsi insegnare in materia.
P.S. Secondo me il guasto sta nella mentalità democristiana della maggioranza degli italiani.

Replica

Francesco 28 aprile 2008 alle 12:46

Benissimo.
Allora mettiamola così: come siamo diventati una delle prime 10 economie al mondo facendo (quasi) a meno dei laureati? Scelta o necessità? E qualcosa cambierà? Come?
In ogni caso, non dovrebbe neppure essere difficile trasferirsi in Danimarca, stanno nella UE. Su, fate valere le lauree italiane anche lì!

Replica

Francesco 28 aprile 2008 alle 12:51

Minerva, non rispondevo a te.
Non credo ci sia paragone tra le furbate italiane e gli organizzatissimi prelievi statali del Nord Europa (per questo sono un euro scettico).
Mi va benissimo cambiare il sistema sociale italiano, figuriamoci.
Ciao

Replica

Minerva 28 aprile 2008 alle 12:55

Un minuto per leggere e rispondere, saresti Superman :)
Credo sia più semplice cambiare paese.
Ciao

Replica

silvestro 28 aprile 2008 alle 12:56

fra, le nostre lauree le stiamo facendo valere ovunque ormai, siamo i moderni emigranti italiani e non è un bene.
il boom economico c’è stato per vari motivi, allora è stato sfruttato investendo in tecnologia, da qui l’aumento dei laureati per il conseguente aumento dei posti di lavoro specializzati.
meno si investe nella ricerca, meno posti di lavoro per lauretai ci sono, meno gente si laurea e magari più gente preferisce fare l’immobiliarista.
è la faccia del nostro personale declino

Replica

bill 28 aprile 2008 alle 13:09

Io non sto demonizzando la Danimarca; nè sostengo l’inutilità degli asili nido. Dico solo che un neolaureato italiano non vale 2800 euro/mese se non in rarissime occasioni. Evidentemente, il livello degli studi danese sarà molto più elevato, e propedeutico ad un inserimento nel mondo del lavoro. Ma a me, può dirlo anche la casa reale, rimangono molti dubbi sulla veridicità della cosa. E aggiungo che una popolazione di cinque milioni e mezzo di persone è facilitata nel gestire le cose: anche a S.Marino stanno benissimo. Questo non denigra affatto la Danimarca: è solo un dato di fatto. Perchè basta andare in periferia a Parigi o a Londra, non a Bagdad, per vedere come i problemi si moltiplichino. Anche in paesi che molti giudicano, a torto o a ragione, più evoluti del nostro.
PS: bene Rolli, e chi dice che la Moratti non abbia mai fatto errori. Ma la tiritera è continuata pure con Fioroni fino ad oggi, ed è cominciata prima ancora. Non è una questione di colore politico: è dal 68 che la scuola è sfasciata. E’ il modello statalista, che usa le assunzioni alla cazzo come calmieratore sociale, che è in crisi. Che lo perpetuino da destra o da sinistra non cambia le cose.

Replica

elofoolish 28 aprile 2008 alle 13:16

del resto per avere un’idea ripeto basta frequentare le nostre università.
il livello era almeno eccellente visto che i nostri laureati vengo accolti a bracce aperte ovunque.
ma per i corridoi non si vede uno straniero, ovviamente potrebbe mai venire uno straniero a roma o a milano come firenze e fare un dottorato per 800 euro al mese?
mentre se vai in qualsiasi altro posto europeo o americano ci sono persone da ogni parte del mondo.
noi ci stiamo veramente perdendo tanto.
io sono un fisico (anzi fisica) laureata et dottorata e ora faccio la amministratrice di database. la scienza è bella ma non ti paga le bollette…

Replica

silvestro 28 aprile 2008 alle 13:23

esatto elo, non c’è manco uno straccio di ricambio culturale, diamo all’estero e basta.
e i nostri neolaureati hanno quegli stipendi lo stesso all’estero, quindi non è una questione di validità dei nostri giovani, è una scusa questa.
che poi il merito sia andato a quel paese da quel dì è un dato di fatto, che sia una cosa prettamente statale no, e ne avrei anche delle prove dirette.
dìaltronde il darsi le martellate sulle palle da soli è una nostra italianissima caratteristica, anche nella competizione di mercato, ed i risultati si vedono.

Replica

bill 28 aprile 2008 alle 13:35

E’ una questione di mentalità: adeguarsi alla mediocrità come stile di vita. A me ha colpito la protesta degli studenti medi bolzanini: si lamentano dei troppi 3 e 2 che i professori affibbiano loro. Mica si pongono il problema del perchè si beccano un 3: protestano perchè un 3 li demotiva..E il boss della provincia, mi pare fosse lui, ha detto che in fondo hanno ragione. Siamo messi così.

Replica

Francesco 28 aprile 2008 alle 14:02

Silvestro
ogni volta che ci confrontiamo, la tua assoluta ignoranza in materia economica mi sconcerta.
Ora, nonostante l’apparenza, non prenderlo per un attacco ad personam, quello che voglio dire è che nella cultura italiana i principi di base della mia disciplina sono del tutto assenti, anche nei migliori rappresentanti.
Se fossi capace, cercherei di spiegarti il concetto di equilibrio economico, se fossi.
E pensa che quei mostri di mediocrità dei nostri politici sono molto peggio di te ….

Replica

silvestro 28 aprile 2008 alle 14:13

ma certo francesco, io sono sicurissimo di essere l’ultimo a poter parlare di economia.
solo che i fatti sono fatti, e se tu non argomenti un beneamato nulla, io mi limito ad osservarli ed a trarne le mie riflessioni.
il giorno in cui mi convincerai che la ricerca tecnologica è semplicemente un hobby lussuoso per i paesi che se lo possono permettere, ti darò ragione.
fino a quel giorno però ti spernacchio

Replica

silvestro 28 aprile 2008 alle 14:29

oh, fra, ma sempre keynes citi?

Replica

Minerva 28 aprile 2008 alle 15:20

Capisco che, abituati alle balle che vengono propinate in Italia da certe fonti ufficiali, si finisca con il credere che tutto il mondo è paese. Lo avevo messo da parte, pensando non fosse necessario… beccati quest’altro link, Bill, uomo di poca fede. E’ la tabella dello stipendio atteso dagli studenti europei nel 2007. Non va letta alla luce del detto “chi vive sperando… “. E’ ovvio che uno non si sveglia la mattina sperando in un tot di stipendio iniziale, ma si basa – di regola – sulla situazione del proprio paese, sulle informazioni raccolte dalle varie fonti, oltre quelle governative, conoscenze comprese.
C’è chi sta peggio di noi, ma c’è chi pare sia autorizzato a sperare il meglio. Toh… sono i laureati danesi!
A me sembra che, essere un paese di piccole dimensioni, voglia anche dire avere meno risorse economiche con una maggiore difficoltà nel gestire determinati settori. Infatti la Danimarca, non paga dei propri laureati, è aperta ad accogliere anche quelli stranieri.
Allora, tutti in Danimarca, chè anche i maschietti sono carini, non solo le femminucce. Peccato che dopo i trenta tendano a inquartarsi :))

Replica

Return 28 aprile 2008 alle 15:24

O empia! Dimentichi l’eresia luterana di quei lidi, il proverbiale marciume e la tendenza duplice ad alcolismo e suicidio, che ben s’appaia col turpe vizio e i facili costumi.

Replica

Minerva 28 aprile 2008 alle 15:27

:))

Replica

orlandofurioso 28 aprile 2008 alle 16:02

Allora, ora mi sono rotto le scatole e vi racconterò una cosa: un mio caro amico laureatosi con me con un voto più basso è riuscito a farsi un master gestionale di un anno alla LSE. Lì, siccome sono andato a trovarlo, ho potuto vedere che la maggior parte degli studenti è straniera: americani, tedeschi, cinesi, indiani e russi.
Ebbene, il mio amico è risultato uno dei migliori del corso. Le università inglesi hanno tutto un altro modo di insegnare, di spiegare e soprattutto amano l’intelligenza viva, quella che va oltre il nozionismo tanto caro al nostro sistema scolastico. Ma nonostante tutto, senza uccidersi dallo studio, il mio amico ha ottenuto il massimo punteggio.
Se fosse rimasto laggiù avrebbe guadagnato bene, il doppio di quello che prende qui in Italia. Eppure sa le stesse cose…
Onestamente mi sono anche scocciato di gente che solo per avere ragione o perché parte integrante del sistema, continua a dire falsità attaccando i deboli, ovvero noi giovani con argomentazioni ridicole e pretestuose. Posso dirvi una cosa? Mi fate schifo.

Replica

Francesco 28 aprile 2008 alle 16:11

Silvestro,
non hai capito, pazienza. Cosa c’entri Keynes con l’equilibrio economico lo sai solo tu …
Minerva, basta con Repubblica o non ti parlo più! :)
in ogni caso anche quello è un fenomeno, qui ci manca in noumeno. Perchè da noi un laureato (magari bravissimo) non vale un pippio? Lo stesso che a Londra o Copenaghen coprono d’oro? come si spiegano questi fatti (cit.)?
Return, su alcolismo e suicidi mi pare ci sia poco da scherzare. O ricordo male?
OF, tu non sei giovane, sei stupido. Fai pena,se posso dirti una cosa.
Saluti

Replica

Francesco 28 aprile 2008 alle 16:14

Rolli scrive che è elementare che a dare 4.000 euro ad un neolaureato (e asili nidi) poi si fanno tanti bambini.
Solo che non è per nulla elementare dare 4.000 euro a nessuno.
Questo per Basic Economics for All.

Replica

Return 28 aprile 2008 alle 16:24

Sull’alcolismo (che è in sÈ una forma di suicidio) c’è poco da scherzare, sia nella luterana Danimarca, sia nella cattolica Polonia, nella mista Ucraina o nell’ortodossa Russia.
Statisticamente, non si direbbe che il tasso di autodistruzione sia funzione della probità/religiosità/morigeratezza di una nazione.

Replica

Minerva 28 aprile 2008 alle 16:29

Il sondaggio non l’ha fatto Repubblica. Che abbiano manipolato la tabella?
Francesco, da noi spesso si privilegiano i mediocri a danno dei migliori, a iniziare dalla scuola: si abbassano i voti più alti per aiutare gli studenti che rendono meno, per esempio. Capita alle medie e alle superiori. Non chiedermi il perché, oggi sono di buonumore.

Replica

silvestro 28 aprile 2008 alle 16:30

c’entra perchè il primo a parlarne in macroeconomia è stato proprio lui, vabbè, era per spernacchiarti un altro pò.
comunque non mi hai ancora mai risposto,pazienza…

Replica

Return 28 aprile 2008 alle 16:34

Rolli dice che paesi immorali e miscredenti come quelli scandinavi con le agevolazioni e il sostegno economico alla maternità hanno invertito il trend demografico, mentre quelli che anno puntato sui ‘valori’ e sulla ‘cultura della vita’, come la polonia o la russia hanno ottenuto l’effetto opposto, (tanto che nel 2007 Vladimir Putin invertito la rotta, e già si vede qualche risultato).

Replica

Return 28 aprile 2008 alle 16:36

magari “hanno” :-#

Replica

orlandofurioso 28 aprile 2008 alle 16:41

Francesco tu invece non mi fai pena: è colpa di gente come te se stiamo come stiamo. Se posso dirti una csa,Vergognati parassita!
Minerva, cosa c’entrano i voti con quello che si apprende? Posso darti 8 al posto di 10, ma tu quello che hai studiato lo saprai lo stesso. Inoltre uno dovrebbe porsi anche il problema del perché ci siano così tanti mediocri. Che sia colpa anche degli insegnati? E poi io mi ricordo che al liceo se uno dei ‘bravi’ era beccato impreparato mica gli affibiavano un bel 4, ma lo graziavano annulandogli l’interrogazione o alzandogli il voto dello scritto. Io all’esame di stato al tema ho preso 10, eppure durante gli ultimi 3 anni non andavo oltre il 7. Molti di coloro che invece vedevano i 9 si dovettero accontentare di voti che andavano dall’8 al 6 e mezzo.

Replica

Return 28 aprile 2008 alle 16:45

Ci sono tanti mediocri perché il valore medio è calcolato sulla base della media, quindi la maggioranza sarà sempre mediocre.

Replica

Minerva 28 aprile 2008 alle 17:10

Ma infatti, OF, chi a scuola lavora sarà comunque preparato, indipendentemente dal trattamento subito in termini di voti. Quello che contesto è che sembra che si abbia quasi fastidio verso chi è oggettivamente più bravo. Non parliamo degli insegnanti: la professoressa di Italiano di mio figlio – media inferiore – pensa siano corretti i termini alicantropo e alicantropia, per tacere degli strafalcioni in grammatica.

Replica

Francesco 28 aprile 2008 alle 17:15

Prendersi del parassita da un laureato in scienze politiche è più che spassoso!
Allora, return, studia la differenza tra media e mediana e ne riparliamo.
Mi piacerebbe approfondire i dati sull’alcolismo, hai fonti?
Minerva, sante parole le tue, però perdiamo il buonumore e vediamo di capire come si può rimediare. Iniziamo a cancellare il ’68 e pure i 68ini? senza pietà, però, sennè stiamo punto e a capo.
Silvestro, la risposta breve è che se io pago 1000 euro un laureato è perchè a me vale 1000 euro. Sennò dovrei pagarlo di più, come faccio con i saldatori o i tornitori o i commerciali bravi. non è che sono cattivo o stupido.
Saluti

Replica

Francesco 28 aprile 2008 alle 17:18

Minerva
riparole sante.
Rimedi? oltre a NON penalizzare la scuole private, che sono uno strumento per permettere ai genitori di controllare cosa capita ai figli (e qui è chiaro che tutto dipende dai genitori, ci sono anche quelli che vogliono il pezzo di carta per il pupo e basta).

Replica

sing 28 aprile 2008 alle 17:20

@ Return
La crisi demografica russa è iniziata negli anni ’70 solo che all’epoca era mascherata dalla demografia galoppante delle repubbliche a maggioranza islamica. Infatti una volta disgregata l’Unione Sovietica l’indice di natalità delle repubbliche turcofone-musulmane (Uzbekistan, Turkmenistan) è rimasto molto alto mentre quello della Russia si è rivelato per quello che era.

Replica

orlandofurioso 28 aprile 2008 alle 17:21

Povero razzista affetto da afasia, ma lo sai che gente come te in Danimarca lavorerebbe come bidello? Ma lì non vengono trattati come in Italia

Replica

Return 28 aprile 2008 alle 17:21

me|diò|cre
1a agg., che costituisce uno stato di transizione fra due termini concettualmente più o meno distanti tra loro, che occupa un ruolo intermedio, che sta nel mezzo.
Non direi che l’invito alla squisita distinzione lessicale sia nel contesto conveniente

Replica

Minerva 28 aprile 2008 alle 17:23

Con “mediocre” non si indica anche chi o cosa è di poco inferiore alla media?
A scuola è il voto fra l’insufficienza e la sufficienza.
Francesco, qualche commento su l’ho detto che non mi dispiace il sistema tedesco.

Replica

silvestro 28 aprile 2008 alle 17:30

francè, se ti serve un lavoratore non specializzato lo paghi quanto vuoi, ma se te ne serve uno specializzato devi scegliere tra i laureati.
se c’è mercato, cosa che in italia non c’è, e vuoi pagare un ingegnere o un fisico 1000 euro, quello ti ride in faccia e va da un’altra parte.
qui il problema è che il lavoro per lavoratori specializzati è poco e conviene fare i tornitori, è quello il problema, ed è quello che ti ho detto fin’ora.
ora, ribadisci che la ricerca tecnologica è un lussoso hobby per i paesi ricchi?

Replica

sing 28 aprile 2008 alle 17:31

@ Minerva
In effetti una mia amica ha fatto la scuola tedesca (in Italia) e mi ha detto che segavano pure all’asilo!!!

Replica

silvestro 28 aprile 2008 alle 17:34

in sostanza francè, stiamo tornando ad essere un paese tecnologicamente arretrato.
ed il bello è che a te va pure bene.

Replica

Return 28 aprile 2008 alle 17:34

@ Sing: il saldo demografico nell’Urss era già negativo nel 1964, ma già nel 1960 sono nati solo 2 milioni di russi; fra il 2003 e il 2006 solo 2,5 milioni di nuovi nati.
++ Orlando, 6 punti di distacco per Alemanno bastano a prepensionare Uòlter? ++

Replica

Francesco 28 aprile 2008 alle 17:38

Silvestro
secondo te un saldatore o un tornitore sono lavoratori non specializzati?
poi dicono che noi che abbiamo fatto il classico disprezziamo il lavoro manuale! :)
Return,
io ho parlato di Media e Mediana, due concetti della statistica.
OF,
dell’afasico non me lo aveva detto mai nessuno, grazie! Peccato che tu non conosca le mie qualifiche, prima di dare giudizi campati in aria.

Replica

Return 28 aprile 2008 alle 17:40

Anche, sì. Ma anche nel contesto scolastico, la mediocrità resta inchiodata al concetto di medietà (medialità, mezzità), tanto è vero che il suo voto è il 5, l’esatto mezzo fra l’ottimo e l’infame.

Replica

silvestro 28 aprile 2008 alle 17:41

vabbè, francè, non dirglielo a quelli della roche altrimenti non mi danno più una lira e vanno a cercarsi un tornitore.

Replica

Return 28 aprile 2008 alle 17:42

Non so nulla di statistica, chiedo perdono. Però con l’italiano me la cavo, e il tuo rilievo mi pare ancora impertinente.

Replica

orlandofurioso 28 aprile 2008 alle 17:49

Le scuole private :DDDDDD
Sono il ricettacolo del nulla, della promozione facilissima mediante bancomat. questi istituti vengono frequentati di solito dai figli imbecilli di famiglie ricche spesso facenti parte della categoria ‘evasori’ e/o ‘bigotti’.
Minerva: i più bravi devono essere lodati e premiati, mi sembra che su questo tutti coloro dotati di buon senso non possono non essere d’accordo.
Certo però è anche vero che la scuola è per tutti e mica si può pensare solo a chi non ha problemi.
‘Cattolicamente’ potrei dire che la scuola è fatta per curare i ‘malati’ e non i ‘sani’. I figli di laureati saranno dotati di un bagaglio culturale moooolto diverso di quelli degli operai, dal quale potranno attingere senza problemi. Sono gli altri che devono faticare il doppio a parità di intelligenza per dotarsi degli strumenti della ‘classe dirigente’ e questo è un discrimine di cui tener conto.
Io penso che il bocciare da solo non sia una soluzione accettabile e che si dovrebbe puntare di più sulla valorizzazione del recupero delle pecorelle smarrite.

Replica

sing 28 aprile 2008 alle 17:54

Secondo me i parigini vi tradiscono con Gerusalemme e mettono fine al ´ Solo Parigi è degna di Roma ; solo Roma è degna di Parigi ª.

Replica

sing 28 aprile 2008 alle 17:59

@ orlandofurioso
Anche quando andavo a scuola io era così, ma adesso le cose stanno cambiando, con tutta la violenza che c’è nelle scuole pubbliche il cui livello si sta tra l’altro abbassando molti genitori sono sempre più attratti dalla scuola privata.

Replica

orlandofurioso 28 aprile 2008 alle 18:07

La media è usata spesso dai vari gruppi di pressione per sparare minchiate per i giornalisti coglioni che faranno loro da megafono senza porsi domande.
La mediana rispecchia la reale situazione dell’allocazione media delle risorse, vedi soprattutto per analizzare i livelli salariali in un’impresa.
Esempio: quindi per un range di stipendi che va dai 18000 dell’operaio ai 46000 del dirigente, ma che per la maggior parte è allocato verso all’estremità inferiore della gamma il salario mediano è 29000

Replica

silvestro 28 aprile 2008 alle 18:10

caroselli di tassisti per le strade di roma

Replica

elofoolish 28 aprile 2008 alle 18:15

embè gli unici che avranno un effettivo riscontro…
sono allibita di come la gente possa votare un simile personaggio, ma ancora di più dalle scelte scellerate di questa sinistra.
ringraziamo comunque il 10% in meno di NON elettori ancora una volta determinanti.
voglio proprio vedere quanto centri sociali chiuderà.
e je starà pure bene visto che ste fighette comuniste non votano.
eja eja alemà

Replica

Return 28 aprile 2008 alle 18:20

e perché le fighette comuniste dovrebbero votare un Rutelli? Uno che va in tivvù a dire che i poveri proprietari di immobili sfitti non devono essere penalizzati, che è il sistema a costringerli. E poi chiede i voti per governare con Rifondazione. Può pure crepare (e con lui Veltroni che ora farebbe bene a rispolverare il progettino africano).

Replica

elofoolish 28 aprile 2008 alle 18:32

perchè queste amministrazioni non gli hanno mai dato fastidio.
i toni usati da an in campagna elettorale sono ben altri nei confronti dei CS.
già ci sono stati scontri a san lorenzo (ovviamente taciuti dai giornali)
più qualche squadristello che minacciava gli attacchini di rutelli. vedremo ora come sarà il clima.
io non credo che a roma si respirerà un’aria serena.

Replica

silvestro 28 aprile 2008 alle 18:35

ret, e perchè avrebbero dovuto far vincere alemanno?
ha vinto la campagna elettorale sulla sicurezza, tutto qui.
e non risolveranno una cippa, semplicemente perchè non potranno.
e tra 5 anni ricomincerà tutto d’accapo, a roma come nel resto d’italia.
a meno che la destra governerà talmente bene da essere rieletta su tutti i fronti.
se fosse così sarebbe un bene per tutti, ma sai com’è…

Replica

Return 28 aprile 2008 alle 18:35

e dunque? Il popolo sovrano si è espresso. L’aria non è mai serena quando crolla un ‘regime’ (notare le virgolette) durato 15 anni.

Replica

sing 28 aprile 2008 alle 18:43

Già alemanno si era astenuto sull’indulto.

Replica

silvestro 28 aprile 2008 alle 18:52

e dunque nulla

Replica

bill 28 aprile 2008 alle 18:53

Scusate: provo io per primo a non essere fazioso. Nessuno pensa che arrivato Alemanno, puff, Roma diventi la città più sicura, pulita, moderna del mondo. Ma evidentemente il turno del centrosinistra a Roma, dopo 15 anni, aveva terminato il suo corso. E’ sciocco dire “un personaggio del genere”: ma avete presente chi aveva di fronte? I romani, mica i tassisti, volevano cambiare; se fallirà, lo rimanderanno a casa.
Io penso una cosa: che parlare di “marea nera” sia stata una stupidaggine assurda, così come il tentativo, partito da un tipo dello staff della Bindi (la quale correttamente lo ha messo alla porta) e avvallato dalla stampa (Repubblica in testa,) di addossare ad Alemanno la primogenitura dello stupro dell’altra settimana. E’ stato un autogol mostruoso; e la dice lunga sui “simili personaggi”.
Io mediterei sugli errori fatti, piuttosto di continuare a chiedersi dei perchè. Che oltretutto, almeno ai romani, paiono evidenti..

Replica

bill 28 aprile 2008 alle 18:55

Per la cronaca: il tipo di votazione sull’indulto era a “maggioranza qualificata”. Secondo questa procedura, l’astensione vale come voto contrario (come accade al senato normalmente).

Replica

bill 28 aprile 2008 alle 19:29

Alcune cose:
1)Minerva: i facili costumi dei paesi nordici sono, secondo me, la loro cosa più interessante. Infatti, io speravo che il catalogo Ikkea (lo so che è svedese) fosse un pò piccante: macchè, sembrano tutti, etero o gay che siano, dei pesci lessi..Ti dirò, penso non sia più come si favoleggiava negli anni 60: io in Danimarca ci sono stato. In compenso, a Coopenhagen ci sono dei bellissimi jazzclubs.
2)Sappiamo tutti che rispetto al numero di universitari si laurea solo una minoranza. E sappiamo anche che se ci si laurea, in discipline scientifiche specialmente, con lode si ricevono subito richieste per colloqui di lavoro.
3)Guardate che anche in Nuova Zelanda, dove trasferirsi non è affatto facile, se si è laureati in informatica ti spalancano le porte (in scienze politiche probabilmente no, a meno non si sia un luminare di chiara fama..). Voglio dire: in tutto il mondo si cerca l’eccellenza. Magari, sorge il dubbio che in Italia di laureati di livello ce ne siano pochini. Sbaglio?

Replica

orlandofurioso 28 aprile 2008 alle 21:19

Ehm, non credo esista nessuno che dica di svolgere la professione di dottore in scienze politiche, tranne i docenti. Poi sta cosa dei colloqui è una bufala: ti chiamano per essere sfruttato, almeno così funziona in Italia nel 90% dei casi. Mio amico ingegnere è in crisi depressiva perché per ottenere una laurea con 110 lode a Pisa ha sprecato 6 anni di vita ed ora fa il tecnico per 1500 euro senza possibilità di carriera. Ma dove vogliamo arrivare?
Alla fine qualcuno prenderà i forconi e qualcun altro piangerà. Il paese ha fame e chi propose di dare brioches perse letteralmente la testa.

Replica

bill 28 aprile 2008 alle 21:56

Sto guardando Exit. Non è che ne avessi bisogno per confermare una mia profonda convinzione: gran parte degli italiani, e più ancora i giovani, non hanno voglia di fare un beato cazzo. A scuola, all’università, in ufficio e generalmente nella vita. Senz’altro ci sono un sacco di problemi, ma il primo è questo. E coinvolge tutti, dal figlio dell’imprenditore che non ci pensa neanche di mettersi a lavorare nell’azienda di famiglia, all’imboscato di turno. e allora a tutti viene da additare responsabilità varie: cominciamo a guardarci allo specchio, però. Sennò è solo qualunquismo inutile. E ora, tutti al prossimo ponte…

Replica

orlandofurioso 28 aprile 2008 alle 22:18

Io mi guardo allo specchio e vedo uno che lavora 10 ore al giorno per mille euro al mese.
L’unica cosa che posso fare in più e prendere il forcone.

Replica

bill 28 aprile 2008 alle 22:22

Il mondo è un pò più grande del tuo specchio. E nessuno ti impedisce di cercare un altro lavoro. Che non sia facile, d’accordissimo. Che sia impossibile, no.
PS: questo non per giudicare te e la tua situazione. Parlo in generale e non in particolare.

Replica

Francesco 28 aprile 2008 alle 23:10

Silvestro
va bene che quello che ha studiato economia sono io ma farti pagare ancora in lire!
Battute a parte, non di soli ricercatori farmaceutici vive una nazione e i tornitori meritano il massimo rispetto. Anche viceversa.
E questo comprende pure il concetto di tecnologia, che mi pare un pò limitato nel tuo caso.
Orlando, come cavolo fa uno laureato con 110 e lode nella più rinomata università scentifica italiana a stare messo così male? cmq un tecnico bravo prende di più …
mah

Replica

Rolli 28 aprile 2008 alle 23:46

Ah ecco, anche i ponti sono espressione di questi ominidi scansafatiche
Immagino ti stia lustrando gli occhi con Beretta, ad Exit
Poi ci si chiede perchè si formano le BR..

Replica

bill 29 aprile 2008 alle 00:46

A parte che ho cambiato canale e perciò non ho sentito Beretta, vorrei mi spiegassi cos’è che ultimamente ti fa essere così caustica con chiunque adombri una qualche simpatia (non parlo ovviamente di me, che sono schieratissimo) per il centrodestra, mentre difenderesti a spada tratta qualsiasi sciocchezza da qualsiasi parte provenga (purchè diversa). E comunque a me convinceva, per quel che ho sentito, Ichino. Il quale infatti, probabilmente per la sua storia personale, è diventato onorevole in un partito dove metà dei suoi colleghi lo vedono come il fumo negli occhi.
E adesso cos’è: tutti santi faticatori, nessun assenteismo, tutti licenziati su due piedi, tutti schiavi dei padroni cattivi? Tutti grandi scienziati da 110 e lode costretti a nettare i cessi? Sissì, va bene così..Avanti popolo, alla riscossa.

Replica

orlandofurioso 29 aprile 2008 alle 00:48

Domandalo a lui… Però in compenso gli pagano una stanza col bagno fuori Milano.

Replica

bill 29 aprile 2008 alle 00:56

Invece per tutte le ore di lavoro saltate nei vari nimisteri a chi devo chiedere, a te o a Rolli?

Replica

elofoolish 29 aprile 2008 alle 01:30

Ichino è una persona molto competente e infatti gira con la scorta, come spesso accade a chi veramente vuol cambiare le cose purtroppo…
beh i neolaureati che vengono assunti con contratto metalmeccanico prendo 1100 euro circa al mese.
un ricercatore non confermato prende sulla stessa cifra, dopo la conferma (ovvero tre anni mi sembra) arriva a 1300/1400. calcolate che si diventa ricercatori (se non si è particolarmente raccomandati o dotati di notevole fondoschiena)
dopo 3 anni di dottorato a 800 euri + anni di assegni di ricerca in cui i contributi pensionistici sono minimi. calcolate anche che tra un assegno e l’altro possono passare mesi in cui non si viene pagati, o si fanno contratti di collaborazione. a me i soldi per un corso che ho tenuto all’università me li hanno dati dopo due anni (560 euro mica milioni eh).
possiamo dire che si un operaio specializzato prende di più di un laureato (almeno nei suoi primi dieci anni di carriera).
a meno che uno non sia il dirigente telecom che arringa la folla con la famosa VITTORIA di NAPOLETONE a Waterloo. Mr 700mila euro.
ecco l’italia

Replica

Rolli 29 aprile 2008 alle 01:31

Tu dovresti rileggerti Bill, prima di parlare dei miei presunti adombramenti
E questo post è un esempio lampante, laddove tu arrivi come se ti avesse punto una vespa a contestare a priori cnque righe che dicono che in Danimarca donne, figli e laureati sono una risorsa preziosa e quindi trattati come tali
A me dan fastidio le generalizzazioni e gli schieramenti a priori, mi urta la demagogia e il pressapochismo.
Mi risulta che ad oggi tu abbia difeso qualsiasi idiozia del centrodestra per attaccare qualsiasi atto del centrosinistra e la sottoscritta ti urta perchè, a fronte di un comportamento indegno del centrodestra, si È rifiutata di continuare a farsi prendere per i fondelli.
E con questo non ho incensato una cippa, a differenza di te
Prendi posizione persino per un fascista inconcludente come Gianni Alemanno, per il solo motivo che l’altro candidato era del centrosinistra. Se poi Alemanno è un cretino, chettifrega? L’importante È che brilli il lume destrorso, chiunque sia
Io non sono così, ti piaccia o no, e per di più in ‘sto cesso di città ci vivo, oltre a conoscere bene il mio pollo, incapace di governare perfino un passeggino
Vedremo quanto, se e come ci farà ricredere, di certo nel governo della città in cui vivo non scelgo in base all’ordine di posizione nell’arco parlamentare
Certo che uno che mi parla dei rumeni quando il suo capo di coalizione È l’assoluto responsabile della presenza rumena in Italia..
detto questo, immagino che visto il tuo alzare il sopracciglio per i ponti festivi, tu non sappia cosa sia un lavoro impiegatizio, a stipendio, altrimenti vedresti questi ponti come un’oasi di riposo per chi si sbatte dalla mattina alla sera
Sugli impiegati ministeriali ho già detto per anni e non mi risulta che il tuo lume destrorso abbia fatto grandi cose, in proposito
Come non ha fatto una beneamata cippa contro i vari carrozzoni mangiasoldi come inps e similari
Lasciamo stare le banche per carità di Dio
Sei pregato di non fare riferimento alle norme che non fanno assumere dopo il pensionamento perchè non ci faresti una buona figura
Non era stato mandato al governo per quello e per riformare la Giustizia?
Quindi non capisco su quali basi storci il nasino
Ti rammenterei che Berlusconi ha governato cinque anni con mandato largo e pieno, e col piffero che ha ottemperato alle promesse fatte
E non mi si venga a raccontare che poverino c’erano i cattivi a scioperare, perchè qualunque leader politico ha a che fare con le proteste. O pensava di governare con i fiorellini dell’opposizione?

Replica

elofoolish 29 aprile 2008 alle 01:33

per quanto riguarda gli statali, sono senza pietà.
e spero proprio che si riscrivano da capo anche i loro contratti.

Replica

Rolli 29 aprile 2008 alle 01:44

Poi mica ti viene il dubbio che se un bel po’ di persone ha girato la schiena al centrodestra non sia per amore della sinistra ma per lo schifo che hanno fatto. No.

Replica

malik 29 aprile 2008 alle 07:14

bill, in ogni caso la danimarca è governata da una decina d’anni dal centrodestra danese (avercelo!..) quindi almeno su quel fronte dovresti stare tranquillo. un centrodestra però che non ha abolito i sussidi, gli asili nido,l’assistenza statale a tutti i livelli, infatti il prelievo fiscale è ancora altissimo. ciononostante l’economia funziona e i danesi godono del tenore di vita tra i più alti d’europa (forse solo sorpassati dai norvegesi che in più dispongono di riserve inesauribili di gas e petrolio)

Replica

malik 29 aprile 2008 alle 07:16

ah, dimenticavo di aggiungere che in più a copenaghen si trovano taxi a qualsiasi ora del giorno e della notte!

Replica

bill 29 aprile 2008 alle 08:51

Scusa Rolli: che Alemanno sia un cretinetti fascista incapace è una cazzata grande come una casa, un giudizio che non giustifichi con niente e che sostieni solo tu e quattro esaltati ridicoli, smentita da una quantità industriale di esponenti del centrisinistra che hanno fatto, e continuano a fare, apprezzamenti di tutt’altro tenore.
Tu a Roma ci vivi: pure quelli che l’hanno votato.
Sulla Danimarca: ma chi ha mai contestato la Danimarca di per sè? Ho contestato il modo in cui si butta lì un dato, e ribadisco che secondo me non basta essere laureati per avere 4000 euro al mese garantiti. E’ una visione ridicola non della Danimarca, ma della vita. E subito a dire che è governata dal centrodestra: grazie dell’informazione; e che c’entra?
I Rumeni: guarda che il governo successivo poteva benissimo mettere dei filtri, cosa che non ha fatto. Ha sbagliato il governo del Berluska a non prevedere? Certo, e ha risbagliato Prodi a non provvedere. Tu no: tutta colpa di una patte. Non è così per niente, e tu lo sai.
Io giustificherei qualsiasi cazzata che proviene da destra: se tu ti rileggessi i miei post di ieri e di oggi, ti accorgeresti che non è così. Mentre vedo che, nella furia di sputtanare Alemanno, manco ti sei degnata di dire che sì, la proposta di Rutelli sui mutui era una grossolana scemenza. Hai semplicemente ignorato la cosa.
I pensionati? Ti ricordo che la riforma delle pensioni fatta era una delle poche cose, ma importanti, fatte da quel governo. Ovviamente smantellata dai geni successivi, col semplice costo di una decina di miliardi di euro per i rpossimi anni. Assieme, cara, a quella istituzionale (una cosuccia da niente, no?), smontata con una campagna indecente della sinistra che ha portato al referendum. Bene: ora la sinistra chiede le stesse cose che caratterizzavano quella riforma. E tu zitta.
No cara: sulle banche parliamo eccome. Gli sgravi fiscali indecenti di cui hanno beneficiato sono tutta opera del governo Prodi. Impara di cosa stai parlando.
E’ vero, e l’ho scritto tante volte pure io, che la riforma della giustizia non solo non si è compiuta, ma ora, grazie a Mastella, anche quelle due cose fatte non ci sono più. Io mi auguro vivamente che ora si faccia, e che se ne strafottano degli scioperi e delle invasioni di campo di quella che è la peggiore corporazione italiana. Il buffo è che gli altri non ne vogliono neppure sentir parlare.
A me sembra che il discorso del non volersi far prendere per i fondelli valga, oggi, per il governo di sinistra: sono riusciti a perdere a Roma, pensa un pò..Vedi, fare la pasionaria va bene, ma bisogna ogni tanto fermarsi e ragionare. Il precedente governo Berlusconi si è trovato contro, e tu lo sai perchè allora lo denunciavi, tutta una seria di niet da parte mica solo dei sindacati (quanti scioperi generali allora, e quanti sotto Prodi?), ma da gran parte dei poteri forti. Per questo, e certo anche per carenze proprie e mancanza di coraggio nello sfidare poteri consolidati, ha dato l’impressione alla gente che senza l’appoggio dei sindacati e di tutto un sistema di potere non si potesse fare niente. Ma sbagli quando dici che gli italiani lo mandarono a quel paese: le elezioni finirono con un pareggio conclamato. Questo lo sai bene, altro che voltare le spalle. Tu gli avrai voltato le spalle, cosa peraltro più che legittima. Solo, quello che non capisco è come fai a pensare che certe riforme le possa fare chi le ha sempre, a parole e nei fatti, combattute.
Il nocciolo: io ho sempre contestato al vecchio governo Berlusconi uno scarso coraggio in senso liberale e liberista. Il fatto che non abbia abbassato violentemente le aliquote Irpef (perchè amici belli che lavorate indefessamente tutti i giorni: la prima causa degli stipendi bassi è l’enorme prelievo fiscale; il resto sono solo cazzate). Poi, apro e chiudo parentesi, mi spieghi Rolli se secondo te, e in base a quale astruso concetto, un lavoratore autonomo o un professionista lavora meno ore e meno intensamente di un dipendente (cazzo, il ponte era una battuta: ma rilassatevi, sù). E allora, vedi, in questo senso uno può benissimo criticare un Alemanno, le cui posizioni di destra “sociale” su certi temi non convincono neppure me, e lo dico da tempo. Ho sempre detto che pure il centrodestra è pieno di statalisti. Ma gli insulti beceri, la definizione di minus habens tout court, l’accusa di incapacità, che è semplicemente gratuita, non fanno parte di un dibattito politico ma di un linguaggio e un modo di discutere che in realtà non porta a nessuna discussione. Solo affermazioni apodittiche, postulati di un teorema non dimostrato. O così o pomì.
La realtà, Rolli, è che certo io sono schierato, ma il fatto che stia qua a baccagliare con tutti almeno significa che mi confnto; ultimamente tu non ti confronti. Quello che non capisco non è il fatto che tu la pensi in un modo o nell’altro, ma la tua assoluta sordità nel cercare di capire l’altro.
Scusa per il romanzo..

Replica

Minerva 29 aprile 2008 alle 09:08

“» il “processo di valorizzazione” che in Italia è vicino al collasso. E qui le colpe sono di molti. Gli attori del sistema che non fanno la loro parte sono almeno tre: l’università, l’impresa, e la geografia. Della prima s’è detto: e non basta il rientro faticoso di qualche centinaio di “cervelli” per riequilibrare una “bilancia dei pagamenti” del talento drammaticamente deficitaria (importiamo il 3 per cento dei nostri “creativi” dal mondo, ma esportiamo il 5% dei nostri solo negli Usa). Quanto alle imprese, l’Isfol s’è preso la briga di contare gli annunci di offerta di lavoro: nel 2006 tre su quattro non chiedevano alcun titolo di studio, il 7% in più di tre anni prima. Avere studiato non paga. Sotto la soglia degli 800 euro mensili, calcola l’Ires, c’è il 14 per cento dei licenziati elementari, il 14,1 dei diplomati e il 28,2 per cento dei laureati. Retribuzioni decenti sono più un premio all’anzianità che al merito: nei paesi Ocse siamo quello che paga meno i laureati tra i 30 e i 40 anni. Negli anni Ottanta il divario retributivo tra laureati a inizio e fine carriera era del 20%, nel 2004 era del 35%.”

Replica

Minerva 29 aprile 2008 alle 09:11

“e ribadisco che secondo me non basta essere laureati per avere 4000 euro al mese garantiti”
E chi l’ha detto? Il problema è che qui in Italia, adesso, non basta neanche il master.

Replica

orlandofurioso 29 aprile 2008 alle 11:35

Minerva, vorrai dire non basta un dottorato ;)

Replica

Minerva 29 aprile 2008 alle 12:14

Abbi pietà, OF, sono rimasta al periodo pre laurea breve… o non ho capito? :)

Replica

Francesco 29 aprile 2008 alle 12:41

Minerva,
1) le imprese sono macchine per far fare soldi ai padroni. Non per dar sfogo al loro sadismo.
2) Se decidono di pagare noccioline ai laureati, è perchè a loro conviene così.
3) Cioè perchè il laureato NON trova un posto ad uno stipendio migliore altrove, che a casa mia significa che quel laureato vale solo le noccioline che prende.
4) So che i bravi operai specializzati, come i bravi ingengeri meccanici o disegnatori CAD, le imprese se li rubano a suon di salari e benefit.
Quindi mi sento di escludere che esista tra loro un patto di non belligeranza solo per i laureati.
5) Ordunque, se gli imprenditori stessero sprecando dei cervelli, dovrebbero fallire a favore di imprenditori meno idioti che non sprecano quelle risorse e le fanno fruttare sul serio (il noto concetto marxista di sfruttamento). Tra le piccole e medio imprese i fallimenti sono all’ordine del giorno, non hanno i paracadute delle grandi.
6) Uff!
Ciao
PS e ora mi leggo Repubblica, bleah

Replica

Francesco 29 aprile 2008 alle 12:45

Confermo il giudizio su Repubblica, un coacervo di pregiudizi e idiozie raramente prodotto persino dal genio italico.

Replica

bill 29 aprile 2008 alle 12:49

Minerva: ma nessuno ha detto che qui le cose vanno bene così. Tuut’altro. Ma come giustamente osservi, le cause sono molteplici. Se parliamo dell’università, tralasciando gli altri che hai citato e l’aspetto fiscale che incombe su tutto, il dato di fatto è che oggi un neolaureato non assicura alcun surplus in competenza. NB: questo vale per l’università pubblica, e pure per le private. Io, i danni maggiori nel mio settore (gestione del risparmio) li ho visti fare da giovani laureati alla Bocconi, strapagati per fare danni. O per coprire magagne altrui.
Aggiungici una pavloviana riluttanza a capire il mondo dell’impresa e del business, così come quello commerciale, e la frittata è fatta. Ricordi la reazione che ci fu al solo prospettare una certa partnership fra università e impresa? Quando parlo di nostre “colpe”, intendo anche cose di questo tipo. Spesso ho l’impressione che non ci si renda conto che la globalizzazione in atto ha spazzato via un certo modo di intendere il lavoro, dell’impegno che è richiesto, del fattore rischio, dell’investire su sè stessi, della formazione continua che richiede anche il solo essere un operaio specializzato. Sbaglierò, ma ho questa impressione.

Replica

bill 29 aprile 2008 alle 12:56

Ti faccio poi un altro esempio, perchè sono cose che vedo coi miei occhi tutti i giorni. Prova ad assumere una persona, laureata in che vuoi tu, ad assicurargli una buona retribuzione ma a dirgli che deve viaggiare (spesato, naturalmente). E poi guarda come il bisogno di lavorare svanisce assieme alle ambizioni professionali, evidentemente per il grande amore per la terra natia…

Replica

Return 29 aprile 2008 alle 13:08

La domanda di laureati è bassa perché il numero di imprese innovatrici è basso: la concorrenza internazionale la sia affronta, quando la sia affronta, tenendo bassi i prezzi, e per quello è meglio assumere personale dequalificato. Un altro motivo è lo stato di sfascio delle università e l’inesistente interazione università-imprese: se manca un metro, condiviso fra il mondo accademico e quello produttivo, per determinare il valore reale dei titoli di studio, facendo come ora affidamento sul loro valore legale, poi non ci si può stupire che le imprese preferiscano fare a meno di investire in capitale umano.

Replica

elofoolish 29 aprile 2008 alle 13:12

vabbè vuol dire che siamo un paese di pippe scatenate e se meritamo de finì come l’albania.
il fatto di non vole viaggiare è frutto della stessa mentalità che non vuole lo straniero. ossia io sto bene a casa mia e solo coi miei simili il resto è monnezza.
per quanto riguarda il punto due di francesco, mi dispiace ma dissento. e non perchè non ritenga chee effettivamente ci siano laureati che è meglio che puliscano i cessi come mestiere. ma perchè a certe società (e penso a quelle che fanno body renting in campo informatico) non gli interessa una beneamata fava di mandare dai clienti gente preparata (che dovrebbe ovviamente pagare in altro modo).
tanto le commesse di lavoro in telecom, poste, amministrazione pubblica non si prendono in via meritocratica ma con gli agganci politici e le mazzette.
quindi alla fine se a te imprenditore ti fanno lavorare qualsiasi sia il tuo livello di preparazione cosa ti frega di prendere gente qualificata e pagarla bene, se puoi prendere a contratto 4 pischelli e mandarli allo sbaraglio?
tanto il lavoro non te lo toglie nessuno a te imprenditore.

Replica

Return 29 aprile 2008 alle 13:18

Ah, poi c’è da dire che il mondo universitario in quanto tale in alcuni paesi è al contempo una risorsa economica notevole e dà lavoro a tanti intellettuali la cui specializzazione non trova naturalmente alcuno sbocco esterno. Un filologo è sottopagato perché non fa il mestiere per cui ha studiato, e non lo fa perché l’università fa schifo. In Gran Bretagna il filologo viene pagato bene perché produce utili, insegnando a gente pagante venuta da tutto il mondo, pubblicando saggi e articoli (è un obbligo) che poi venono venduti eccetera. non è pensabile che tutti i corsi di studio trovino occupazione nel mercato in quanto tale, se di quel mercato non fanno parte a pieno titolo istituzioni culturali.

Replica

Francesco 29 aprile 2008 alle 13:30

Return: perchè le imprese italiane non innovano? perchè a loro non conviene investire in innovazione? come fanno ad avere successo nel mondo (guarda i dati di export) pur non innovando?
Queste sono le mie domande da economista.
x Elo: hai ragione, esiste un’economia parallela in cui il successo di un’impresa non ha nulla a che vedere con la qualità e il prezzo di quello che fornisce. Privatizziamo?
PS inizio a pentirmi di aver votato, temo che Berlusconi voglia veramente tenere in piedi una compagnia di bandiera, costi quel che costi. Vecchio rincoglionito! (sia lui che io),

Replica

Return 29 aprile 2008 alle 13:37

Tenendo bassi i costi, così hanno campato per 20 anni: facendo pagare agli italiani la loro scarsa innovatività. Poi sono arrivati i cinesi e il giocattolo si è rotto.
300 milioni di prestito-ponte, soldi che non vedremo mai indietro, buttati nel cesso, e se l’Europa fa notare che è pure aiuto di stato, mi compro tutto il baraccone.

Replica

elofoolish 29 aprile 2008 alle 13:38

telecom e poste sono private.
il problema non sta nel pubblico o nel privato, sta nella mentalità clientelare di questo paese.
sta nel fatto che nei cda delle grandi imprese c’è sempre la stessa gente.
sta nel fatto che non c’è una separazione netta tra pubblico e privato.
mettici inoltre che gli affari ormai le grandi aziende non li fanno più sui clienti privati ma con gli assorbimenti di aziende in fallimento grazie agli aiuti dello stato (ergo le mie cazzo di tasse)
o con le cessioni dei rami d’azienda.
certo io parlo di un settore specifico quello informatico che conosco relativamente bene.
ora per gli altri non metto becco.
certo che se l’alitalia la comprano le ferrovie dello stato annamo bene. evviva il liberismo!
ma chi è il pusher di silvio????

Replica

Francesco 29 aprile 2008 alle 14:15

Non lo so però se continua così finirò a rifornirmi anch’io.
Ha vinto a Roma coi voti del popolo delle periferie e ora vuole accoppiare due carrozzoni odiosi come Alitalia e Ferrovie: chi glielo dice ai pendolari?
Giustissimo: liberalizziamo anche?
Return, non parliamo degli stessi prodotti e la lira non è più bassa da molti anni, tu sei fermo agli ’80 a dir tanto.

Replica

bill 29 aprile 2008 alle 14:19

Così per sapere: avete seguito dall’inizio la “gara” per Alitalia, o siete arrivati solo alla fine?
Avete notato che Air France ha prima detto di voler aspettare l’insediamento del nuovo governo, e un quarto d’ora dopo ha posto il “prendere o lasciamo”? Tutto normale?
Conclusione: io aspetterei di vedere come va a finire. Ad infamare si fa sempre in tempo.

Replica

Return 29 aprile 2008 alle 14:24

Il tagio del cuneo non è roba degli anni Ottanta.
La mia analisi si basa su un affidabilissimo campione personale: avevo in tv color Mivar, adesso ho un LG; avevo un frigo Rex ora ho un Haier; ho comprato un forno Ariston, ma solo perché non ne ho trovato uno cinese che costasse di meno. Mi paiono gli stessi prodotti.
La svalutazione competittiva non è l’unico modo di tenere bassi i prezzi: un altro è pagare gli operai molto poco, un altro è tagliare il cuneo fiscale. Certo, finché non arrivano i cinesi.

Replica

Francesco 29 aprile 2008 alle 15:01

Return
LG è coreana e se tu avessi idea, per esempio, dei macchinari con i quali vengono costruiti quei prodotti, avresti delle sorprese.
A buoni conti, pure negli USA non fanno più TV da un pezzo …
Ciao
BILL, ma porca puttana parliamo di Alitalia, un osceno carrozzone mangiasoldi che già, col precedente governo Berluconi, si è ciucciata aiuti per un ammontare osceno.
Non sto con Prodi che la regalava a Air France (quel che vendeva era la morte di Malpensa) ma non ci sto a mettere neppure mezzo copeco in Alitalia. E’ un caso da manuale di impresa da far fallire, di contratti e sindacati da cancellare, di ripartire da zero.
Per le ferrovia l’unico problema è che i binari sono lì ma non stiamo meglio.
Pugno di ferro, alla Stalin Thatcher, questo io invoco. Altro che aspettare.

Replica

Return 29 aprile 2008 alle 15:13

All set for LG Display’s 2nd China plant
Posted: 11 Apr 2008
LCD panel maker LG Display Co. has finished the construction of its second assembly plant in China. The company hopes to double annual production capacity of the new plant in the southern city of Guangzhou to 20 million LCD modules for TVs and monitors by 2010, up from the current 11 million units.
“The construction of the Guangzhou plant was aimed at actively coping with client demands by localizing production,” LG Display CEO Kwon Young-soo said in a statement.
***
E la Apple è californiana, se è per questo.
***
Sì lo so che esportiamo macchinari industriali, per es. i robot Dea che sono all’avangardia, ma non esistono distretti industriali dedicati all’alta tecnologia come in altri paesei, aspettarsi un traino da parte di poche piccole imprese di eccellenza…
PS
Difficile innovare nel tessile quando ha liquidato tutta l’industria chimica nazionale a suon di scandali tangenti e fallimenti; l’alimentare idem, in più spezzettato e svenduto; che resta, il turismo?

Replica

Francesco 29 aprile 2008 alle 17:13

Se lo sfruttassimo come si deve, il turismo ci manterrebbe a livelli danesi.
Macchinari industriali è una buona idea, guarda poi ai volumi e vedrai che è un pò più di “poche piccole imprese”.
Io resto scettico sulle industrie nazionali imprescindibili individuate dall’apposita commissione del ministero, che vuoi che ti dica?
Non con questo difendo le politiche economiche DC …

Replica

Rolli 29 aprile 2008 alle 17:52

Carino Bill che accusa gli altri di non portare argomenti (vuole la biografia di Alemanno, perchè ha perso il dono di saper leggere, quando si tratta del centrodestra) e non ne porta mezzo
Alemanno non è fascista e neppure cretinetti, no, perchè lo dice Bill che cita maree di gente di sinistra che esaltano Alemanno. Quali non si sa, forse si riferisce al gourmet dell’Espresso, chissà
Arriva in un post sulla Danimarca, che si dimostra civile e lungimirante, a mena botte perchè il dato non gli piace, È stato sbattuto lì così, dice lui, ed evidentemente gli urta
Che poi lui more solito non abbia mezzo dato per controbattere se non “i ggggiovani non studiano, e il 6 politico, e signora mia che indecenza” fa’ niente, l’importante È pestare i piedini perchè le donne in danimarca figliano, lavorano, la gente si laurea guadagna.
Blutta blutta la rolli, blutta e cattiva come tatalla e come repubblica, ecco
Ma va là
Il pezzo forte del suo mettersi in discussione, cosa che la rolli brutta e cattiva non fa che non ama il berlusca del suo cuor cicca bù, È rigirare le cose come all’asilo
Se affermi che i rumeni, di cui si lamenta tanto alemanno, li ha fatti entrarew il capocoalizione dello stesso, in proporzioni gigantesche e indecenti, lui ti ribatte: ah si? e Prodi non ha messo i filtri, dopo che in 5 anni di berlusconi ci siamo ciucciati tre quarti di romania qui
Capit? per lui l’immigrazione si mette a posto come l’aspirapolvere: prima fai entrare orde selvagge di gente, poi metti il filtrino antipolvere
Poi, sempre nella sua totale incapacità di staccarsi dal capo giubbetta, ti dice che sei tu che non accusi prodi
Perchè il giochino con Bill funziona così: finchè contesti e critichi la sinistra va tutto bene, se lo fai con la destra non va bene più, e automaticamente diventi di sinistra, anche se centinaia di post nel merito provano il contrario
Ti menziona migliaia di famiglie finite in miseria grazie a Bersani e poi scopri che sarebbero i taxisti, una delle peggiori corporazioni, i poveri miserrimi
Già
sul piccolo dato che il governo berlusconi non ha fatto, in cinque anni, una sola liberalizzazione, ovviamente si sorvola, bisogna prendersela con chi perlomeno ci ha provato, come Bersani, a realizzare qualcosa
ma no, non è lui che non sa porre una critica alle schifezze del centrodestra, bevendosele tutte come olio di ricino, È la sottoscritta che tace sulla riforma delle pensioni
Come? È contraria a quella riforma fatta in quel modo? Stronza, bieca, comunista, il tuo dissenso È come il tacere no? elementare, Watson
E le banche? Ha fatto qualcosa Berlusconi, per limitare lo strapotere da strozzini legalizzati delle banche? Figuriamoci, mica scemo lui, visto che ci fa montagne di soldi con esse
Ma Bill non se ne cura, come se non ci fossero stati 5 anni di governo che nulla ha fatto, lui pensa ai due anni del centrosinistra e punto; loro sì hanno foraggiato le banche, mica il quinquiennio berlusconi
La Riforma della giustizia? Sì, dice il nostro, in effetti Berlusconi non l’ha fatta, ma vuoi mettere con la sinistra che che ha smantellato la cimice fatta dal precedente governo?
Gioca a rimpiattino, il caro Bill, così poi si bea di essere un interlocutore con i controcaxxi, mica come la rolli che tace, tzè!
Inutile fargli presente che la Giustizia non era nelle competenze del governo appena trascorso, visto che È sempre stato contrario. Inezie.
Del resto quella dei magistrati È una corporazione, quella dei taxisti, chettelodicoaffà, un circolo di poveri fanciulli liberali
Per fortuna che c’è Alemanno
Ah no, dimenticavo che c’è anche il grande liberista Berlusconi, quello che fa il muso duro alla UE che ci richiama per il prestito ponte all’Alitalia: non ci metta i bastoni tra le ruote, tuonò il liberista per eccellenza

Replica

Minerva 29 aprile 2008 alle 18:02

Francesco, non È Repubblica, l’articolo riferisce del saggio di una ricercatrice italiana (che lavora all’estero), ma a me interessava la parte che ho copiato/incollato, per i dati statistici. Se vuoi te li cerco pubblicati, gli stessi, da qualcun altro.
Bill, non possiamo giudicare solo dalle esperienze negative personali: se in Italia il 3% dei “creativi” (in senso lato) viene importato dall’estero e il 5% dei creativi italiani trova lavoro negli Stati Uniti, i laureati italiani così scarsi non sono. Poi, mi sembrava che avessi scritto che il problema era la mancanza di voglia di lavorare.
E’ chiaro che le imprese non sono costrette ad assumere laureati, se non lo fanno non ne sentono o non ne hanno la necessità: non vogliono spendere per innovare, oppure operano esclusivamente in settori in cui servono pochi o nessun laureato. E quello delle piccolo-medie dimensioni delle imprese italiane credo proprio che non sia un fattore secondario.
Ci ritroviamo un sistema in cui l’università e il mondo del lavoro procedono per lo più separati. Lo sento ripetere e lo leggo da decenni. E, dai dati riportati, la situazione non è muigliorata, anzi. Mentre gli altri paesi sono stati di gran lunga più lungimiranti di noi.

Replica

Minerva 29 aprile 2008 alle 18:12

Macchinari industriali è una buona idea, guarda poi ai volumi e vedrai che è un pò più di “poche piccole imprese”.
Ma non abbastanza.

Replica

elofoolish 29 aprile 2008 alle 19:21

basti pensare che in altri paesi le persone passano dall’università all’industria e viceversa con relativa facilità. ho colleghi tedeschi cha hanno lavorato da giovani in compagnie informatiche epoi sono passati a fare il dottorato nei centri di ricerca pubblici.
il discorso è che:
1) l’università all’estero di rende competitivo a livello a livello lavorativo (ovvero non ci si laurea a 30 anni ma a 23)
2) l’università paga quanto l’industria e quindi si contende con questa i lavoratori.
da noi che voi mette sul piatto 800 euro al mese?
è chiaro poi che l’università ri-diventa un ambiente elitario, in cui solo chi c’ha i genitori che possono manterlo può percorrere la strada della ricerca.
ci siamo crogiolati per anni col mito della nostra cultura superiore, che ora viene sbriciolata per mancanza di fondi.
invece di mandare a casa i baroni vecchi rincoglioniti si mandano all’estero i giovani brillanti.
e poi ce li arrestano pure all’aereoporto sti francesi del cavolo!

Replica

bill 29 aprile 2008 alle 19:32

Rolli, come tu sai frequento il tuo blog da diverso tempo. Ora, non pretendo certo che tu viva aspettando le cazzate che scrivo io. Però mi sembra alquanto strano che tu non ricordi quante volte abbia criticato lo stallo del vecchio governo della CdL, i due anni persi grazie alla “discontinuità” di folliniana memoria, la rabbia nel vedere che su giustizia e fisco si fosse fatto poco, pochissimo rispetto alle aspettative. Ti posso anche citare un post dove, mica tanto tempo fa, dissi che in teoria, vista la mia sfiducia sul tasso liberista del centrodestra, non avrei neppure dovuto votare.
Poi però uno guarda i 18 mesi di governo del centrosinistra, e allora le cose cambiano. Per te sarà insignificante, ma per me la assurda politica fiscale, così come quella estera e quella sulla sicurezza, portate avanti da Prodi sono state semplicemente devastanti. E allora, come ribadisco ho scritto più volte, io ho scelto il meno peggio. Questo in virtù del fatto che per me i partiti ideologici e/o confessionali non hanno alcun senso: questo paese va governato. E per me, per quanti danni possa fare il Berluska, ne ha fatti e ne farà sempre meno che gli altri.
Io non ho alcuna certezza che stavolta si facciano quelle cose per cui ancora ha vinto le elezioni: riduzione dalle tasse (oggi più che mai!!!), federalismo fiscale, politica più severa sull’immigrazione e sulla sucurezza, taglio degli sprechi, riforma della giustizia etc etc. Me lo auguro vivamente, ma mica perchè dopo sennò si perdono le elezioni: solo perchè questo è l’ultimo giro, per il paese, mica (solo) per il Berluska.
Sulla Danimarca vedo che insisti: ma secondo te, a me non punge vaghezza che ci siano paesi dove le cose funzionino meglio? O che mi stiano sul piffero gli asili? O che non sopporti i danesi (e perchè poi?)? Ho detto solo che non bisogna generalizzare, che sostenere che i meolaureati di default guadagnino cifre astronomiche non va preso alla lettera. Che cazzo c’è di strano? Cosa sono: tutti geni preparatissimi, e le aziende danesi tutte straboccanti di denaro da donarne un tot gentilmente ai neolaureati? Sono sicuro anch’io che le cose funzionino meglio che da noi; non che esista il paese di Bengodi.
Non capisco poi, in un paese con un apparato pubblico enorme che non produce neanche a spingerlo, che ha un numero di giorni non lavorativi frai più alti, dove pure nelle grandi aziende si hanno parametri di assenteismo alti, e dove il problema principale si chiama PRODUTTIVITA’, adesso fai la paladina degli italiani grandi lavoratori. Boh!
Concludo con Alemanno: cosa cazzo hai da dire sulla sua carriera politica? Che è stato missino? E allora? Tutti i personaggi politici, ma mica solo loro, sono stati qualcosa; almeno lui non ha dovuto far finta di essere qualcosa d’altro. Ha compiuto un percorso, quello di AN, che ha dato alla luce del sole un bel taglio al reducismo e alle nostalgie. Può non piacere, per carità, e certo statalismo che lì ancora c’è a me non piace: io però lo preferisco uno come lui a chi, da radicale, improvvisamente diventa un baciapile (a metà, però, perchè è alleato lo stesso coi mangiapreti). Ma a parte questo, Alemanno è stato un buon ministro dell’agricoltura, cosa riconosciutagli pure dall’allora opposizione. Dire che non è in grado di gestire nulla è parlare a vanvera, solo ed esclusivamente per partito preso. Puoi benissimo non condividere le sue posizioni, ma non fare affermazioni gratuite un tot al chilo. O meglio, puoi fare quello che vuoi, però non pretendere che uno si sdrai e che condivida tutto quello che scrivi.

Replica

Minerva 29 aprile 2008 alle 20:04

Giuro che i danesi non mi pagano e che questa è l’ultima volta.
Bill – a parte che hai contestato anche la veridicità del dato, non solo l’interpretazione – tutti abbiamo capito che i dati sulle paghe base dei neolaureati non indicano la Danimarca come il paese di Bengodi, nÈ abbiamo scritto il contrario, a partire dal post. I danesi sono stati bravi a costruire un sistema in cui, evidentemente, l’università sforna laureati preparati che servono al paese. Poi è ovvio che ci sarà qualche ingegnere danese che ha preferito dedicarsi all’allevamento di pechinesi o alla vendita di collanine in quel di Santo Domingo.
In più, ‘sti benedetti danesi stanno, a tasso demografico, meglio degli italiani, nonostante aborto e RU486.
Da noi, a partire dai tempi non rimpianti della DC, la famiglia è sempre stata sacra a parole, ma nei fatti il sistema Italia la mortifica.

Replica

Brtish Bulldog 29 aprile 2008 alle 21:14

Ce del Marcio in Danimarca

Replica

Francesco 30 aprile 2008 alle 09:55

Minerva
ho messo insieme, dall’articolo, i dati e le conclusioni che ne trae la ricercatrice e non ho potuto evitare di inviarle un clamoroso vaffa, sarà perchè sono un reazionario bigotto e certe genialate mi hanno fatto vomitare.
Non ce l’avevo con Repubblica il quotidiano ma con la Weltanschaung repubblichina.
Per tutto il resto ti do ragione, le grandi imprese tedesche investono, ciascuna, in R&S cifre paragonabili all’Italia tutta.
Però non vedo come non si debba iniziare ad agire sulle università, dal rendere il corso degli studi molto più stringente (o fai gli esami o saluti, come in Germania) e da molte altre cose. Tutte di “destra non sociale”, per usare un’etichetta politica.
Sulla politica della famiglia italiana: i cattolici (clericali?) ce l’hanno col sistema Italia dai tempi della DC, e molto. Tutto quello che abbiamo chiesto è stato osteggiato o tradito o rimandato, mentre pareva che le uniche idee di società le avesse la sinistra – almeno dagli anni ’70 del secolo scorso.
Ci sono rimasti solo pochi no da ribadire ad alta voce ma è una strategia sempre perdente.
Ciao
BB, al massimo c’è.
PS io resto dubbioso sul fatto che una cosa importante come fare figli veda come fattore decisivo la comodità economica, sarà la formazione spiritualista.

Replica

silvestro 30 aprile 2008 alle 11:59

a fra, tocca dargli un tetto ed una minestra al giorno ai figli, oltre che acqua luce e vestiti.
e bisogna dar loro qualcosa con cui possono costruire il loro futuro.
ovviamente un’istruzione no, per come vedi tu il futuro, magari lo si mantiene per il suo praticantato con un idraulico.
e queste cose costano, e di certo non fai tre figli, altrimenti cosa dai loro da mangiare, la biada?

Replica

Francesco 30 aprile 2008 alle 13:10

Silvestro
il mondo l’hanno costruito quelli che ‘sti problemi li affrontavano alla garibaldina, che poi sono i nostri nonni.
E se ti guardi in giro, è pieno di immigrati con figli al seguito, a Milano come nell’hinterland.
O qui li paghiamo bene, o sanno come cavarsela con pochi soldi.

Replica

silvestro 30 aprile 2008 alle 13:18

certo fra, basta vivere come gli immigrati o come facevano i nostri nonni a cui facevano comodo braccia in più per i campi.

Replica

Francesco 30 aprile 2008 alle 13:24

Ho detto nonni, non antenati.
Con quella mentalità, consiglio di far studiare ai figli l’arabo e il cinese, per sentirsi meno soli da vecchi.

Replica

silvestro 30 aprile 2008 alle 13:31

a fra, magari se viviamo tutti insieme in una stanza insieme ad un’altra famiglia, gli altri due figli riesco a mandarli alla bocconi.
dovremo saltare qualche pasto ogni tanto, sai com’è la retta è quella che è. altrimenti l’arabo o il cinese lo impareranno da soli nelle tessitorie o nei campi a raccogliere pomodori.

Replica

bill 30 aprile 2008 alle 16:46

Giusto per la precisione: l’Italia è in crisi demografica da un sacco di tempo. Personalmente, non penso che le cause siano l’aborto o qualsiasi ritrovato chimico. Penso solo che ci piaccia vivere comodi, che lo stile di vita sia cambiato, che si lavori di più (o meglio, si sta più tempo al lavoro), e che le stagioni non siano più quelle di una volta..
A parte gli scherzi, per la crescita demografica la RU e l’aborto non dimostrano nulla nè in un senso nè nell’altro.
Dico solo che la responsabilità di quello che non funziona è di tutti noi. Addebitare tutte le colpe alla classe politica, che ovviamente ne ha parecchie, non basta. Se uno fa male il suo lavoro, non è solo per il fatto che c’è un sistema che glielo consente: è che quello è uno stronzo. Sarebbe ora di rendersene conto. Se uno sta all’università tot anni a svernare, è uno stronzo. Sennò equivale a dire “piove, governo ladro”.

Replica

British Bulldog 30 aprile 2008 alle 23:17

Ma tornando un attimo all caso Danimarca,, citato,,ma forse va tenuto da conto il fatto che i Danesi sono 5/6 milioni in tutto ..Ora magari sbaglio io ma avere un numero basso di popolazione puo essere un grosso aiuto..Il che potrebbe far porre il quesito a chi lamenta gli eventuali cali demografici italici,,se invece una riduzione demografica italica,,non sia invece una fattore positivo,,
dal punto di vista della gestione dei medesimi..

Replica

Francesco 30 aprile 2008 alle 23:24

BB
e i calabresi allora? o i sardi? o i ceceni? non mi sembra un argomento decisivo in sè.

Replica

British Bulldog 1 maggio 2008 alle 01:00

mah , forse rispetto all area che occupano sono in eccesso,

Replica

British Bulldog 7 maggio 2008 alle 22:46

Francesco caro .. forse ,, e non parlo in specifico di Danesi , Calabresi ot Ceceni la razza umana ha ecceduto di numero lo spazio che gli spettava
Oggi siamo a sentir le cronache siamo 6 milardi?
Chi ci dice che quando eravamo meno le cose non fossero migliori?

Replica

Scrivi un commento

Eventuali commenti volgari, offensivi, fuori tema o palesemente promozionali saranno rimossi.

Post precedente:

Post successivo: