L’inopportuna interferenza esterna di D’Alema

L’arroganza gesuitica del capo della Farnesina sta superando ogni limite
Il nostro ministro degli Esteri Massimo D’Alema, quello che fa la voce grossa con gli ambasciatori che chiedono unità in Afghanistan, accusandoli di “inopportuna intereferenza esterna”, mentre bisbiglia richieste di chiarimenti a Putin per le violenze consentite sui nostri parlamentari a Mosca, torna a fare l’arrogante con il governo di Kabul – già intimidito dal nostro governo sia ai tempi del rapimento Mastrogiacomo che immediatamente dopo l’arresto di Hanefi – e interferisce pesantemente nei suoi affari interni: “I termini previsti dalla legge afghana stanno scadendo” – avvisa d’Alema – “o ci sono prove, e allora nelle prossime ore devono esibirle e passare a un processo formale, oppure Hanefi dovrà essere scarcerato”.
Strano si sia dimenticato di reiterare la solita minaccia-ricatto del ritiro dall’Aghanistan. Evidentemente è sottintesa

di Losciacallo il 30 maggio 2007 in Medio Oriente · 18 commenti

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sysyphus 30 maggio 2007 alle 21:17

perchè siete garantisti con tutti i vostri ma non con il povero Hanefi?
bravo D’Alema invece: non è che stiamo a regalargliele le nostre truppe lì eh!
voi maestri di realpolitik dovreste sapere per primi che non si fanno certe cose se non per trarne una certa sfera di influenza, vantaggi economici o geo-politici…
o no?

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martin_peccatore 30 maggio 2007 alle 21:48

io sono garantista per l’hanefi. ma mi piego in due dalle risate quando il ministro di un paese che puo tenerti in galera 1781 giorni senza prove e processo si lamenta con uno che ti puo tenere in galera senza prove e processo 60 giorni. fa sempre il bullo quando dovrebbe stare zitto, sta sempre zitto quando dovrebbe parlare, il baffo.

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Giancarlo 30 maggio 2007 alle 23:01

@Martin : va bene tutto, neanche io credo che il nostro sistema giuridico sia un esempio da imitare, ma dal tuo commento sembra che quello Afghano sia meglio: mi pare un pochetto forzato. Inoltre, il fatto che abbiamo mandato i nostri soldati credo che ci dia anche diritto a dire la nostra, poi loro facciano ciò che meglio credono.
@Rolli : Se una frase viene considerata una inopportuna interferenza esterna, come definisci mandare delle truppe? Una opportuna interferenza interna?

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Rolli 30 maggio 2007 alle 23:46

Quindi dici che se aiutiamo un Paese contro il terrorismo, poi questo ci deve pagare pegno e noi possiamo dettare legge in casa loro?
Nemmeno gli Usa si sono mai permessi tanta sfacciataggine pubblica

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desnos 31 maggio 2007 alle 01:09

gli Usa che fanno in Iraq ?
dai Rolli
e
in Egitto?
e nei restanti stati del mondo ?
povero
baffetto se si comporta bene
e a modo
nn lo ama nessuno
è un tragedia Italiana
continua cosi
dicevo a Baffetto

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Giancarlo 31 maggio 2007 alle 08:21

“aiutiamo un paese contro il terrorismo”: questo tuo lapsus freudiano sta a dimostrare la differenza di vedute tra me e te. Tu credi che siamo andati in Afghanistan per liberarli dal terrorismo, a me risulta che avessero un sacco di problemi, una dittatura feroce, ma il terrorismo sul loro territorio non c’era. Secondo me siamo andati per liberar*ci* del terrorismo (cosa assolutamente legittima). Loro sono stati liberati dalla dittatura che è un effetto secondario del fatto che ci siamo andati per i nostri interessi. Se non ci fossero stati gli attentati contro l’occidente quasi sicuramente i talebani governerebbero indisturbati. Il terrorismo, caso mai, glielo abbiamo fatto aumentare in casa loro.
Quanto al fatto che gli americani non si permettano di intromettersi negli affari degli altri, credo che tu intendessi qualcos’altro perchè detta così suona ridicola.

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Ginchelli 31 maggio 2007 alle 09:19

“O scarcerate Hanefi o vi rimandiamo Strada”

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martin_peccatore 31 maggio 2007 alle 09:24

giancarlo, io non dico quale sistema sia migliore, mi permetto solo di far notare la differenza di giorni che passa tra essere in galera senza processo in italia e in afghanistan. i campi di al quaeda? il sig. bin laden? non erano in afghanistan? i taliban supportavano attivamente al quaeda e mi vieni a dire che non cera terrorisimo. mah.

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Francesco 31 maggio 2007 alle 10:19

Rolli
ti quoto al 200%.
ciao

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brandavide 31 maggio 2007 alle 11:31

bravo giancarlo, hai capito che è un po’ forzato mettere in dubbio che il nostro sistema giudiziario sia migliore di quello afghano, allora se qui si rimane in galera per 1781 giorni, un tizio come corona sta dentro 80 giorni per storie di veline e papponi, ricucci 90 giorni per le scalate finanziarie e scandali tutti da dimostrare e ingiustizie varie, in un paese in guerra, fermo a 200 anni fa e con un sistema tutto da costruire, le dimostrazioni di isterismo umanitario per il povero Hanefi, sono ridicole e inopportune, come tutto il governo, ridicolo e inopportuno.

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martin_peccatore 31 maggio 2007 alle 12:14

branda, scalate finanziarie e scandali a dimostrare? ricucci è finito dentro per aggiotaggio, inquinamento delle prove e bancarotta. ha pure deciso di collaborare non è che ci sia molto da dimostrare.

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Fiandri 31 maggio 2007 alle 13:47

Brandavide, aggiungo che la carcerazione di Corona (sulla cui fondatezza non mi esprimo) si è prolungata NON per veline e papponi, ma perché secondo l’accusa avrebbe tentato di inquinare le prove e intimidire le persone informate dei fatti.
(E aggiungo anche, per completezza, che il buon Cossiga nel 79-81 fece istituire norme che prevedevano una carcerazione preventiva sino a 10 anni e otto mesi).

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brandavide 31 maggio 2007 alle 14:56

giusti, giusti, quelli che ci vorrebbero per il povero Hanefi,

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giancarlo 31 maggio 2007 alle 15:45

@Martin: Facciamo a capirci, io non metto in dubbio che Al Qaeda sia una organizzazione terrorista, e che i talebani li supportavano attivamente. Dico solo che prima il terrorismo era contro l’occidente, non contro gli Afghani che peraltro dovevano subire una dittatura ferrea dei talebani. Ora che li abbiamo liberati (insisto, dalla dittatura non dal terrorismo) il terrorismo nei loro confronti è aumentato.
@Brandavide: Non oso pensare a cosa farebbero a Kabul a Corona e pure alle veline. Comunque se pensi che il l’Afghanistan sia un faro per la civiltà io non ho nulla da eccepire: fate vobis.

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martin_peccatore 31 maggio 2007 alle 16:34

giancarlo,
dal mio punto di vista il terrorismo non è contro tizio o caio è contro tutti gli abitanti di questo pianeta indistintamente. in afghanistan non vedo proprio l’utlità di distinguere tra la violenza attuale e la violenza precedente alla guerra, anche quando c’erano i taliban esistevano dei gruppi di guerriglia che facevano attentati, non è che massoud mandasse lettere di protesta ai taliban.

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Giancarlo 31 maggio 2007 alle 16:42

Massoud un terrorista??

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martin_peccatore 31 maggio 2007 alle 17:09

giancarlo, quando lho detto? io neanche ho parlato di terrorismo ma di “violenza”, sia prima che dopo la cacciata dei taliban. è sbagliato per me definire terrorismo quello di massoud ma anche la guerra che portano avanti i taliban è semplicemente guerra, non terrorismo.
quello che ti contesto è quando tu dici che “il terrorismo sul loro territorio non c’era” sembri indicare che prima avessero si alquaeda ma mica era un gran danno per loro, e adesso invece giu di attentati la gente non vive tranquilla. al quaeda era un male per l’afghanistan come per l’occidente, e prima non era l’età dell’oro interrotta dalla coalizione. prima avevano una guerra e ora hanno una guerra, ma prima avevano una brutale dittatura ora hanno l’opportunità di crearsi una democrazia, e prima bin laden poteva organizzare i campi scout liberamente, adesso no.

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Manuele 31 maggio 2007 alle 19:35

Riporto un passo di un articolo di peacereporter.net che secondo me è utile contributo.
“…L’Italia ha investito 50 milioni di euro nella ricostruzione dello stesso sistema giudiziario che ha rinchiuso da un mese e mezzo un suo cittadino, Rahmatullah Hanefi, peraltro dipendente di una organizzazione italiana, senza che sia mai stata formalizzata alcuna accusa, senza che gli sia stato permesso di ricevere visite, senza che gli sia stato permesso di avere un avvocato. Di questo caso si stanno occupando anche Amnesty International e Human Right Watch. Sarebbe un caso devastante (e quanti altri ce ne sono?) se si trattasse di un semplice cittadino afgano. Ma quello che peggiora la situazione, è che questo signore afgano è finito nei guai lavorando su indicazione del governo italiano, facendo quel che il governo italiano gli chiedeva di fare, e per riportare a casa la pelle di due cittadini italiani, Gabriele Torsello prima e Daniele Mastrogiacomo poi.”
Insomma, sono d’accordo con te Rolli nel dire che la gestione del sequestro Mastrogiacomo è stata scandalosa ma a questo punto D’Alema non può far altro che alzare la voce, visto come è degenerata la situazione e quali sono i termini del problema. Non ti pare?

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