Torna Biagi, viva la Repubblica

Potevo non tornare mentre rimbombava la notizia strabiliante, data nientepopodimenoche in diretta telefonica a Che tempo fa, da Claudio Cappon in persona, a Fabio Fazio proprio pochi minuti fa? No, non potevo, un blogger che si rispetti deve cavalcare la notizia storica, a qualunque costo, ovunque sia, al di là di ogni umano impedimento.
Ho l’onore di annunciare la ritrovata libertà di questa Repubblica: è stato firmato il contratto con Enzo Biagi per il suo ritorno in Rai.
Cappon aveva la voce del resistente trionfante, Fazio l’occhietto commosso, noi tutti, rigorosamente emozionati, sgattaioliamo fuori dai bunker e finalmente torneremo a ricordarci della rata del riscaldamento e del cappotto da rinnovare.

di il 10 dicembre 2006 in Fuffa docet · 196 commenti

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Gabibbo 10 dicembre 2006 alle 22:45

Ah ecco, adesso ricordo perché stasera ho abbandonato la cena della domenica coi miei in fretta e furia: ci mancava solo che, durante le pubblicità nelle repliche di Colombo, qualcuno finisse sul 3…

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Manuele 10 dicembre 2006 alle 23:31

Bentornata anche come poster ;)
Cattivella e pungente, va bene. Tanto di Biagi non me ne frega ‘na mazza ^^
Approfitto solo per dire che un vecchio dittatore sanguinario sudamericano è morto… troppo tardi e troppo bene per i miei gusti.

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Gabibbo 11 dicembre 2006 alle 00:12

Questo, in fondo, oramai era un “ex dittatore” da oltre quindici anni… qui si attende con ansia la morte dell’altro dittatore sudamericano, quello ancora in carica…

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Rolli 11 dicembre 2006 alle 02:05

Gabibbo, da Fazio però avresti incontrato anche la Litizzetto, che a me piace molto :)
Certo, doversi prima sorbire Biagi, in effetti..
Ciao Manuele :)
ma hai notato che Luttazzi, epurato col governo dell’Ulivo tra l’altro, non è ancora tornato’

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Manuele 11 dicembre 2006 alle 08:22

Luttazzi per me rimane il numero uno :-))
Ironia cinica, tagliente a volte pure rivoltante… per me è davvero il migliore. Peccato che l’ho visto 1 volta sola dal vivo.
Cmq si’, Luttazzi è un cane sciolto e i cani sciolti non piacciono a nessuno.
Gabibbo, però non me li mettere sullo stesso piano, via. Sennò sei ridicolo come quei “democratici” che portano Castro a bandiera. Pinochet è stato peggio di mille Mussolini, siamo ai livelli di inumanità di hitler e stalin. Con la differenza che lui non aveva in mano la Germania o l’URSS. Capisco che possa ricordarti i tempi oscuri quando gli attuali esportatori di democrazia esportavano dittatura, ma via… siamo onesti.

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Gabibbo 11 dicembre 2006 alle 09:33

Davvero?
E in cosa Pinochet è stato peggio di Castro? se non altro per una minor durata, ho il sospetto che abbia fatto molti meno morti e torturati…
I dittatori sono tutti uguali ma ricordati che il giorno dopo che Pinochet ha lasciato la cadrega, il Cile ha ripreso a vivere dovendosi occupare “solo” delle macerie morali, quando la corte del barbuto dell’Avana si toglierà dalle palle, di quel paese, che un tempo era una perla dell’America Centrale, non ci sarà più nulla in piedi…

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T A R O 11 dicembre 2006 alle 09:52

l’ultima volta che ho sentito parlare Biagi post epurazione mi sembrava un po’ arrugginito, forse per l’emozione di parlare nuovamente dagli studi RAI. Vedremo, magari in differita recupererà la grinta.
Questo commento però è funzionale solo al darti un caldo ben tornata alla tastiera Rolli.
Salut!

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bill 11 dicembre 2006 alle 10:07

Cero che se il ritorno di Biagi sarà simile a quello di Santoro, mi abbonerò a Sky una volta per tutte. Sperando, almeno lì, di non incocciare in quel minus habens presupponemte di Furio Colombo che in questi giorni, chissà perchè, impera su tutte le reti. Sono un pò debole di stomaco..

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Francesco 11 dicembre 2006 alle 10:46

Anche con tutte le magagne aggiuntive uscite allo scoperto di recente, paragonare Pinochet a Hitler o Stalin rimane ridicolo.
In cambio stanno uscendo notizie su Allende, che mettono in luce diversa il golpe.

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Ginchelli 11 dicembre 2006 alle 10:50

Se non e’ apparso in rai per 5 anni, spero cmq che in questi anni sia uscito di casa, sia andato al cinema, al ristorante, abbia telefonato agli amici, scritto su riviste, libri, fatto gite, andato al mare etc etc …………
wb rolli

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silvestro 11 dicembre 2006 alle 10:58

In cambio stanno uscendo notizie su Allende, che mettono in luce diversa il golpe.
a francè…mavaffanculovà

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Francesco 11 dicembre 2006 alle 11:00

Vacci tu, Silvestro, se ancora agiti il santino dell’individuo in questione.
E nota bene che non ho detto nè che Pinochet allora ha fatto bene a fare il golpe nè, tantomeno, difeso le nefandezze di cui si macchiò, che non tutti i golpe e le dittature sono uguali e lui fu uno di quelli cattivi.

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silvestro 11 dicembre 2006 alle 11:30

ecco, una bella marcia indietro su una minchiata detta, ma fatta con orgoglio.
bravo fra

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Manuele 11 dicembre 2006 alle 12:41

Faccio come la settimana enigmistica, trova la differenza ^___^
1) Batista -> Castro = Dittatura -> Dittatura
2) Allende -> Pinochet = Democrazia -> Dittatura
1) Colpo di stato popolare, perché la dittatura di Batista faceva schifo (la perla del centroamerica stocavolo, per gli statunitensi forse).
2) Colpo di stato militare, orchestrato per ragioni geopolitiche dagli Usa.
E voi sareste i liberali? Siete uguali ai castristi fanatici, basta che la bandiera non sia rossa e vi sorbireste pure una dittatura.

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Francesco 11 dicembre 2006 alle 12:43

Silvestro,
scusa ma la marcia indietro c’è solo nella tua testa.
rilevare quanto fosse pericoloso Allende non è uguale a sostenere che Pinochet abbia fatto bene a deporlo con un golpe militare.
diciamo che ti sei lasciato andare a delle conclusioni precipitose.
saluti
x Manuele: niente.

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silvestro 11 dicembre 2006 alle 12:51

In cambio stanno uscendo notizie su Allende, che mettono in luce diversa il golpe.
diciamo che l’hai fatta questa marcia indietro, per fortuna.
e diciamo che la facciamo finita qui.

Replica

bill 11 dicembre 2006 alle 12:57

Allora, riepiloghiamo.
Pinochet: un dittatore, e pure crudele coi dissidenti.
Allende: eletto, per il meccanismo allora vigente, col 36% di voti (se ricordo bene). Fece una politica socio-economica che definire disastrosa è un atto benevolo.
Cuba: dubito assai che con Batista si stesse peggio che con Castro. Comunque, due dittature due. Mi auguro per i cubani che, morto il barbone, riescano ad avere la democrazia.

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Calvin 11 dicembre 2006 alle 14:00

Mi risulta che anche Castro, inizialmente, godesse di un certo appoggio da parte degli USA. Comunque sono cose che riguardano cileni e cubani,andare a fare la contabilità dei morti per stabilire chi sia stato meno cattivello mi sembra più che altro una grossa perdita di tempo…

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bill 11 dicembre 2006 alle 15:13

Un’unico appunto: oggi come oggi, secondo me è difficile dire che sono fatti che riguardano solo i cileni e cubani. Perchè, e non da oggi, viviamo in un mondo globalizzato. E’ notizia di oggi che il dittatore iraniano è stato contestato a Teheran da degli studenti durante uno dei suoi allucinati discorsi. Penso che fatti come questo non interessino solo i cubani, ma tutti noi.

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orlandofurioso 11 dicembre 2006 alle 15:35

Comunque sia Biagi è mille volte meglio di Vespa.
Io sto cercando di boicottare tutti i libri del copiaincollone girandoli sul retro: vedere la faccia disgustosa del neo-vivente è la miglior pubblicità negativa che si possa fare per dissuadere chiunque dal solo guardare certa immondizia.
Un signore, mentre mi apprestavo a quest’atto di ‘vandalismo’ mi ha detto: “guarda che così la gente scappa dalla libreria :)”.

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Francesco 11 dicembre 2006 alle 16:02

Si chiama qualunquismo, caro OF, e quando è fatto dai padroni del vapore fa schifo.
Detto questo, chi è Vespa?
x Silvestro: ribadisco, tu hai letto cose che non ho scritto, e non ho nulla da ritrattare.

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silvestro 11 dicembre 2006 alle 16:15

e sotto quale luce andrebbe visto il golpe cileno?
andrebbe visto sotto un’ottica migliore, fra?
le parole hanno un significato.
ma lasciamo perdere che è meglio, và

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Francesco 11 dicembre 2006 alle 16:28

certo che rilevare la non ottimalità del governo di Allende (e sottolineo che si tratta di un eufemismo), rende più problematica la valutazione morale e politica del golpe di Pinochet.
come se Berlusconi fosse stato quello che i bugiardi di sinistra hanno ribadito per anni e un qualche generale nostrano ce ne avesse liberato.
solo che Berlusconi non lo era e Allende sì.
Saluti

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Minerva 11 dicembre 2006 alle 16:37

Allende
P.S. Prevengo l’ovvia obiezione: P.Guzzanti non c’entra niente.

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silvestro 11 dicembre 2006 alle 16:38

vedi francè, tu apri la bocca per dargli fiato e manco ti accorgi di quello che dici.
ora, ad esempio, hai ribadito quello che ti rimproveravo.
lo hai negato prima ed ora lo ribadisci.
tu riproponi una diversa visione morale di un militare che ha rovesciato un governo democraticamente eletto resosi responsabile di una vera e propria “pulizia politica”, ad iniziare dall’assassino di allende.
dicendo poi che il governo di allende (manco tre anni) fu devastante per il cile.
come se fosse servito al cile, paese ti ricordo estremamente ricco di materie prime, quegli anni di dittatura.
sei il solito cazzaro, fra

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Manuele 11 dicembre 2006 alle 16:52

Io, pur credendo fermamente che Berlusconi dovrebbe essere in galera con i suoi amici, non avrei voluto vederlo deposto da un colpo di stato militare. Ma si scherza?
Democrazia drogata, democrazia mediatica… ma pur sempre democrazia, per diamine. Io mi stupisco sempre di piu’…
Allende, democraticamente eletto, aveva fatto una politica economica disastrosa? Ok, lo seghi alle elezioni successive… Mica l’ammazzi e metti su un regime sanguinario. Via…
Davvero, sono basito.
P.s. Sono d’accordo con Bill al cento per cento sul suo discorso sulla globalizzazione e la buona notizia della contestazione del premier iraniano.

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Minerva 11 dicembre 2006 alle 17:00

Mica l’ammazzi e metti su un regime sanguinario.
E chi lo ha scritto? Però si potrebbe arrivare a una conclusione simile, partendo dal discorso sulle priorità che hai fatto sotto altro post, Manuele.

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Manuele 11 dicembre 2006 alle 17:03

Minerva ma che Allende fosse sospettato di prendere finanziamenti sovietici era cosa cmq risaputa (pure su wikipedia è noto). Come risaputi (ed enormemente maggiori in termini economici, presumibilmente) erano i finanziamenti americani ai suoi avversari.
Mi pare normale guerra fredda. Il cile tra l’altro, a differenza dell’Italia, non doveva nemmeno render conto di niente agli americani…
A me basta che non si voglia in qualche modo giustificare il golpe di pinochet, poi si può dir tutto.

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Manuele 11 dicembre 2006 alle 17:06

certo che rilevare la non ottimalità del governo di Allende (e sottolineo che si tratta di un eufemismo), rende più problematica la valutazione morale e politica del golpe di Pinochet.
Ecco chi l’ha scritto ;)
Sul discorso delle priorità ho già dato, per me si può chiedere di rinunciare ad un po’ di libertà, non ALLA libertà.

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aldo 11 dicembre 2006 alle 17:07

importante quel vecchio post. certo che pinochet fu un immondo macellaio, ma forse la sua andata al potere evitò che nel cile succedesse una cosa simile a cuba venti anni prima, cioè un regime progressista che poi, per meccanismi di guerra fredda, diventa comunista e quindi filosovietico. Un regime del genere avrebbe lasciato stragi, pari pari a pinochet, ma al contrario di pinochet sarebbe finito forse più tardi e di sicuro avrebbe lasciato pure tanta miseria. il resto è nostalgia di inti illimani e anni formidabili.

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bill 11 dicembre 2006 alle 17:07

Anch’io vedrei bene Prodi in galera, perchè uno che ha l’impudicizia di affermare di avere avuto l’indirizzo di un covo delle BR durante una seduta spiritica ditemi voi dove dovrebbero metterlo. Capisco che di primo getto verrebbe da dire “in manicomio”, ma in primo luogo il soggetto non è matto, ma solo un contaballe abituale che sa di mentire; e in secondo grazie a Bisaglia i manicomi ormai non ci sono più. Ma neanch’io auspico un golpe per sostituirlo: sarebbe una cosa seria e grave, cosa che il personaggio in questione non merita.

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Calvin 11 dicembre 2006 alle 17:09

bill, non ci siamo intesi. noi inquilini del villaggio globbale potremo valutare l’impatto politico, economico, sociale, storico del golpe di pinochet o di quello di castro. possiamo accapigliarci su dove sarebbe finito il cile di allende o sulle condizioni di vita sotto batista, al di là del luogo comune del “bordello degli Stati Uniti” ancora in voga grazie a 40 anni di propaganda. ma la valutazione sulle dittature intese come regimi di privazione delle libertà spetta ai popoli che le hanno subite; sinceramente, mi ha stupito che solo il 55% della popolazione sia contraria ai funerali di stato per pinochet. sarà la sindrome di stoccolma?

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Minerva 11 dicembre 2006 alle 17:18

La versione dei finanziamenti è sempre stata contestata, e infatti la pubblicazione del libro di Andrew suscitò a suo tempo molte polemiche.
Non dare a Francesco quello che non è di Francesco ;)

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silvestro 11 dicembre 2006 alle 18:08

bisogna capirci.
cosa vuol dire essere dei democratici?
la democrazia è un sistema basato sulla scelta, attraverso il voto dei cittadini, di un governo.
qualsiasi governo.
chi si sente democratico ad intermittenza non è un democratico.

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Francesco 11 dicembre 2006 alle 20:56

Silvestro,
non dire cazzate che non sono più valide dal 1933, grazie.
Ma se neanche la storia di Hitler è magistra vitae, hanno ragione quelli dei reality.
Cmq, io, come Ahminejad, ho solo affermato di voler aprire il dibattito. A differenza sua, non ho conclusioni precostituite.
Solo noterei che una sindrome di Stoccolma post-mortem e ad una ventina d’anni dal referendum del licenziamento mi pare un’ipotesi poco credibile.
Ma perchè ascoltare i cileni su Pinochet quando abbiamo Silvestro?

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orlandofurioso 11 dicembre 2006 alle 23:12

Silvestro, ma pensi davvero che chi vota FI e Lega sappia cos’è la democrazia?
Per cominciare a capire leggersi “La mucca pazza della democrazia” di Alfio Mastropaolo.

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Francesco 11 dicembre 2006 alle 23:20

Scuas OF ma chi è il signor Alfio Mastropaolo?
E fossi in te non mi azzarderei a dare lezioni di democrazia neppure allo Sinn Fein o a Batasuna.

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Francesco 12 dicembre 2006 alle 12:07

PS
consiglio un giro su peacereporter.net per vedere come il giudizio su Pinochet non sia così banale e scontato.

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bill 12 dicembre 2006 alle 12:46

Dite a Orlando che la democrazia non la ha inventata Togliatti a Mosca, mentre faceva ammazzare i suoi compagni. Quella dicevasi “democrazia popolare”; di sicuro quel capitolo, coloro che votano CdL, l’hanno saltato da un pezzo. Agli eredi del Migliore è dovuto cadere in testa il muro di Berlino perchè cambiassero nome…mi sa che le lezioncine è meglio non farle, và.

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aldo 12 dicembre 2006 alle 12:48

beh, ventomare latita e mancavano scemi col botto su questo sito. ma non disperate: ecco a voi orlando coglioso…

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Rolli 12 dicembre 2006 alle 12:53

Orlando, sei una rivelazione per me, sembri l’ala estrema della Lega trasportata a sinistra
Grazie a Ginchelli e Taro (ho letto adesso)
Silvestro e Francesco, siete assunti, rigorosamente in coppia :)

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bill 12 dicembre 2006 alle 13:09

Vedi Francesco, quanto sei rozzo e ignorante? Si vede subito che bazzichi la Cdl: non conosci neanche Alfio Mastropaolo!! Leggi, bifolco, invece di guardare le chiappe delle veline..e vendi quel suv che ti ritrovi.

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carlo 12 dicembre 2006 alle 13:55

Alfio Mastropaolo: direttore della rivista “NUVOLE – Per la ragionevolezza dell’Utopia”.
Nuvole: “Una rivista della sinistra che da oltre dieci anni si ostina a cantare fuori del coro, indipendente dai partiti e sindacati tradizionali come da quelli non tradizionali, dando spazio ad una pluralità di opinioni in diversi campi della politica, della società, dell’economia e della cultura, senza paura delle verità difficili e scomode”.
Un ciarlatano, insomma.
Uno di quelli per finanziare i quali questo “governo” sta spremendo dalle nostre tasche più quattrini di quelli che servono.

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Francesco 12 dicembre 2006 alle 14:45

ROLLI!!!
cosa dici mai?
va bene che sei il Capo ma …

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bill 12 dicembre 2006 alle 15:11

Quanti metri sopra il cielo?

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l'oste 12 dicembre 2006 alle 15:32

Francesco
lo Sinn Fein (qui al sud) e’ una onorevolissima forza politica presente in parlamento e pure senza pistole.

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Francesco 12 dicembre 2006 alle 15:51

Parlavo di quello del Nord, of course.
Rolli, aspetto sempre con ansia di sapere perchè mi hai accoppiato a Silvestro :((
Ciao

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troglodita 12 dicembre 2006 alle 18:12

Oste, che sinn fein sia una forza politica presente in parlamneto non v’è dubbio. Altro considerarla onorevolissima e senza pistole.
Sull’onorevolissima ognuno potrà avere la propria opinione(la mia è che siano dei balordi travestiti da persone per bene). Le pistole non le hanno in parlamento ma a casa.

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orlandofurioso 12 dicembre 2006 alle 23:28

Rolli, mica è colpa mia se tutti gli studi fatti su FI dimostrano che è un partito populista, creato come le girelle Motta e che basa la sua forza sull’antipolitica.
Mastropaolo espone nel libro che ho citato un suo studio sulle nuove destre riconosciuto dai più importanti politologi come pregevole e meritevole di un’attenta riflessione.
Certo, ci sono moltissime cose da dire anche sull’estrema sinistra, ma qui credo che queste siano superflue :)
P.s. possibile che uno che non sta con voi debba per forza essere comunista?

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carlo 12 dicembre 2006 alle 23:40

“… riconosciuto dai più importanti politologi…”
Mi ricorda la pubblicità del Calfort: “consigliato dalle più importanti marche di lavatrici”.
Pensano e parlano come Carosello, e pontificano su FI “creato come le girelle Motta”.
Neppure il senso del ridicolo.

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 00:02

Non ti sforzare di far vedere che sei un minus habens, non serve.
Allora, se si vuole cominciare a parlare seriamente di politica si dovrebbe partire da delle letture comuni, basilari per inquadrare decentemente l’argomento trattato. Ecco qui una fornita bibliografia sui partiti politici:
Comunisti. Trasformazioni di partito in Italia, Spagna e Portogallo
Bosco A.
Bologna, Il Mulino, 2000
Tipologia: Monografia
Anno: 2000
Temi trattati: I partiti politici
Forza Italia
Poli
Bologna, Il Mulino, 2002
Tipologia: Monografia
Anno: 2002
Temi trattati: I partiti politici
I partiti conservatori in Europa occidentale
Raniolo F.
Bologna, Il Mulino, 2000
Tipologia: Monografia
Anno: 2000
Temi trattati: I partiti politici
I partiti politici
Della Porta D.
Bologna, Il Mulino, 2001
Tipologia: Saggio
Anno: 2001
Temi trattati: I partiti politici
La partecipazione politica
Raniolo F.
Bologna, Il Mulino, 2002
Tipologia: Saggio
Anno: 2002
Temi trattati: I partiti politici
Pci-Pds-Ds
Bellucci P., Maraffi M., Segatti P.
Roma, Donzelli,
Tipologia: Monografia
Temi trattati: I partiti politici
The Three Phases of Italian Parties
Morlino Leonardo
in L.Diamond and R.Gunther, eds., Political Parties and Democracy, Baltimore, The Johns Hopkins University Press, pp. 109-142. , 2001
Tipologia: Saggio
Anno: 2001
Temi trattati: I partiti politici
Per chi avesse voglia di saperne di più ecco qui i link del SISP e della rivista di scienza politica del mulino
http://www.sisp.it/index.asp
http://www4.soc.unitn.it:9080/risp/content

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Rolli 13 dicembre 2006 alle 00:11

Orlando, hai letto per caso la parola comunista nei miei commenti? che mi fai, il bondi de sinistra che vede accuse di comunismo ovunque?
Io ti ho detto che sembri l’ala estrema della Lega spostata a sinistra.
Francesco, guarda che tu e Silvestro siete impagabili quando vi accapigliate, davvero :)

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Francesco 13 dicembre 2006 alle 00:14

faccio notare che le girelle Motta sono buonissime, una vera delizia.
e che tutti i tentativi di rifare un partito come Forza Italia sono falliti: forse per culo ma direi che Silvio ha intercettato qualcosa di molto più profondo e radicato in larga parte del popolo italiano. certo che per i fighetti di sinistra questo è del tutto inconcepibile, per loro il popolo esiste per applaudirli e venire educato. quando si rifiuta, è colpa del popolo.
poi dicono che è populismo mandarli a cagare.
PS Carlo, bello il parallelo con Calfort.
PPS ma l’antipolitica è come l’antimateria?
PPPS io sono abbastanza vecchio da aver già sentito questa acuta analisi nel 1979 parlando di Ronald Reagan …

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Francesco 13 dicembre 2006 alle 00:15

Capo
cosa è questa storia, manco S ed io fossimo due bimbi di 5 anni che litigano su chi è più alto tra loro?
poi dicono che uno diventa come Leonida, con queste donne certo!
ciao

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Rolli 13 dicembre 2006 alle 00:20

Non ho detto che sembrate due bimbi di cinque anni che litigano su chi sia più alto, semplicemente che è divertente leggervi.
E non cercare scuse per la tua prossima misoginia :P

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 00:26

Rolli perché mi odi: prima mi vuoi appioppare qual tale, adesso mi paragoni a Bondi, uffa.
Per gli altri suggerisco di leggere il bel libro di Marco Tarchi: “l’Italia populista”.
Ora se avete il coraggio di dirmi che anche lui è comunista mi flagello con il cavo della stampante.

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 01:40

Rolli, cosa votavi prima della nascita di FI?
So che è una domanda molto personale, ma sono davvero curioso. Ovviamente sei libera di non dirmelo, ci mancherebbe!
P.s. Però il silenzio verrà inteso come segue:
1) votavo DC
2) ero ancora una signorina prima del 94
3) tu vuoi sapere la mia età per provarci
4) sei una spia comunista che non merita risposta

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Manuele 13 dicembre 2006 alle 09:29

Francesco sono d’accordo con te nel dire che FI ha coperto un “buco” politico, ma non è in contrasto con quello che dice Orlando…
Ad ogni modo, spezzo una lancia in favore del partito-merendina, la situazione politica italiana è sempre stata talmente incancrenita e chiusa che solo i soldi e le TV di berlusconi avrebbero potuto dare ad un nuovo partito lo slancio minimo per affermarsi sul piano nazionale.
L’unica realtà che è cominciata “dal basso” affermandosi fino ad un livello nazionale è stata la lega nord (in pochi anni cmq, non in pochi mesi). E la lega nord tra l’altro deve molto della sua ribalta ai magistrati milanesi.

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Francesco 13 dicembre 2006 alle 09:51

Orlando, Manuele,
secondo me in questa polemica contro il populismo c’è moltissimo l’effetto “vecchia nobiltà” dei partiti tradizionali che si vedono scalzati da qualcuno che non ha il sangue puro. E’ che i vecchi partiti (e intellettuali), e tutta la loro concezione della politica e della democrazia, appartengono ad un mondo morto (anzi, chiuso per fallimento) ma non possono accettarlo.
E allora giù di futili polemiche e, soprattutto, di insulti agli elettori.
A me, alla fine, fanno ridere.
Capo, perchè “prossima”? Io sono già misogino, solo che mi maschero per non essere percosso con il battipanni da te …

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Calvin 13 dicembre 2006 alle 10:40

Ma soprattutto, pare il discorso di un guercio. Non per fare del menopeggismo da quattro eurocent, dietro la ricerca di un’identità post comunista a partire dal 1989 ci sono solo grandi battaglie ideali o non c’è invece una sana strategia di marketing? poi sinceramente trovo la lettura di scienziati politici/sociologi una colossale perdita di tempo, mi sembra troppo poco scienza e troppo coin tossing/guessing.

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carlo 13 dicembre 2006 alle 10:50

Francesco, non credo che sia l’effetto “vecchia nobiltà”, magari fosse così.
E’ l’effetto “vecchia mafia”.
E’ l’avversione di chi per anni si è infiltrato in tutti i meccanismi della società nella convinzione di impadronirsi in questo modo delle coscienze del “popolo”, e poi s’è visto scalzare dall’ultimo arrivato, premiato proprio per la sua non-appartenenza alla Organizzazione.
E’ l’avversione di chi pensa di intontire il “popolo” con i bizantinismi della politica verso chi si presenta semplicemente per “governare”.
E’ l’avversione di chi deve leggere sette libri di un Mastropaolo qualsiasi per sapere cosa pensare la mattina quando si sveglia, verso chi sa, per intelligenza, cultura e buonsenso personale, che le cose corrette sono sempre semplici, e limpide, e se ci si scrivono sopra sette libri vuol dire che non sono nÈ corrette nÈ limpide, sono solo chiacchiere.
E’ l’avversione di chi vuole inciuciare con tutti, siano essi terroristi o centristi democristi, verso chi persegue posizioni chiare e inequivocabili.
E’ l’avversione del decadente mondo latino verso l’emergente mondo anglosassone.
E’ l’avversione di chi si crede furbo verso chi è “solo” intelligente… :-D

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Francesco 13 dicembre 2006 alle 10:57

Esagerato

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carlo 13 dicembre 2006 alle 11:06

Candido

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Manuele 13 dicembre 2006 alle 11:11

Mah, non sono d’accordo, nÈ con la “vecchia nobilità” (che di nobile aveva ben poco), nÈ con i discorsi da poema omerico di carlo… tra l’altro molto farlocco :)))
Dai, non mi si può parlare di Berlusconi come di uno che non c’entrava niente con quello che era capitato fino al giorno prima! E’ da fanatici.

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silvestro 13 dicembre 2006 alle 11:23

rolli, ricordati che il buon francesco è contrario alle coppie di fatto.
francè, c’è differenza tra l’essere eletto democraticamente e l’essere scalzato democraticamente e l’essere eletto per poi eliminare il voto.
nel secondo caso non si è in democrazia.
punto.
carlo, sei ingenuotto forte

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carlo 13 dicembre 2006 alle 11:57

Uhm, “ingenuotto” io? VabbÈ, vi perdono…
Non ho detto che Berlusconi “non c’entrava niente con quello che era capitato fino al giorno prima”.
Ho detto che Berlusconi, come mentalità, era ed è estraneo alle camarille di curia in stile Casini (o Mastella, o D’Alema, o chi ci volete mettere a simbolo).
Mai visto Berlusconi dare un colpo agli USA, uno ai talebani, uno ad Israele, uno agli Hezbollah, come piace tanto a Prodi e ai suoi.
Che poi abbia intrallazzato finanziariamente questa è un’altra storia.
Ingenuotto io…
Pfui… :-)

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Diddy 13 dicembre 2006 alle 12:00

Ciao a tutti,
torna anche Diddy! :)

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Francesco 13 dicembre 2006 alle 12:09

francè, c’è differenza tra l’essere eletto democraticamente e l’essere scalzato democraticamente e l’essere eletto per poi eliminare il voto.
nel secondo caso non si è in democrazia.
Quoto al 100%, mai scritto nulla di diverso. Faccio solo notare che AP si è levato dalle palle in seguito ad un voto popolare. Altri, che so FC, sono ancora lì e non ci pensano neppure al voto popolare.
Ribadisco che essere eletti democraticamente è una gran bella cosa ma non impedisce di essere le peggiori persone con le peggiori intenzioni. Tra cui rovinare tutto prima delle elezioni successive o eliminare dette elezioni. Vedasi i noti esempi storico.
Ciao
x Manù: perchè ti inventi cose?
Carlo non è ingenuo, è un pelino ottimista.

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silvestro 13 dicembre 2006 alle 12:43

eccerto, dopo quasi un ventennio in cui cercò di ammazzare tutti gli oppositori politici.
il regime di pinochet è stato instaurato con la forza alla faccia del verdetto democratico.
se non si è tifosi o eccessivamente orgogliosi (ne ha rovinati più lui del petrolio…) non ci si dovrebbe riempire la bocca della parola “democrazia” per poi fare i distinguo a seconda del caso.
il vero democratico è un altro.
p.s.
il trucchetto di tirare in mezzo castro è vecchio, fra.
una dittatura è una dittatura e la democrazia è cosa diversa.
la democrazia è l’unico sistema che permette i cambiamenti senza violenza (almeno…), tutto il resto non è accettabile senza se e senza ma, altrimenti si è ipocriti.
entiendes?
carlè, tu dimentichi le pacche sulle spalle a gheddafi o i lecchinaggi alla turchia.
che poi essendo completamente estraneo all’interesse nazionale, è ovvio che ha rinunciato completamente a far avere all’italia quel ruolo che le spetta nel mediterraneo e si è appiattito sulle posizioni di bush.
la diplomazia è un’arte necessaria quando non si è produttori di materia prima o di energia

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Francesco 13 dicembre 2006 alle 13:09

Silvestro,
temo che la Chiesa non abbia ancora sostituito la Trinità con la Democrazia, quindi puoi pure aspettarti che io non la adori.
La preferisco agli altri regimi politici, ne apprezzo molti aspetti, riconosco i suoi limiti.
Se ti infastidisce la retorica di Bush, scrivi a lui direttamente, non a me. Non sum dignum :)
“una dittatura è una dittatura e la democrazia è cosa diversa.”: se non ce lo dicevi tu qui non ci sarebbe arrivato nessuno, grazie.
apprezzai molto l’appiattimento sulle posizioni di Bush e trovo riprovevole il suk messo su da D’Alema e Prodi, la diplomazia è altro.

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silvestro 13 dicembre 2006 alle 13:31

fra, ma che tu sia convinto che il piano marshall sia ancora in atto lo avevo capito, purtroppo la guerra fredda è finita e stanno spostando le basi in asia.
non ce li danno più i soldini francè, ce li dobbiamo guadagnare da soli.
ed il petrolio e il gas tocca comprarli senza invadere nessuno.
che fai, speri nella simpatia di bush e putin per gli spaghetti ed il mandolino?
ah, già, tu vorresti puntare tutto sul turismo…scusa

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bill 13 dicembre 2006 alle 13:33

Alcune cosette. br
1)Pinochet fu un dittatore, e non ci piove. La triste contabilità ufficiale assomma i suoi ammazzamenti a circa 2800 persone. Anche una sarebbe troppa, ma confronto a un Castro, per poi salire a un Pol Pot, pare un agnellino pasquale. 2) Il populismo e l’antipolitica. Penso siano le caratteristiche migliori di FI. Nel senso che la politica intesa come totale delega ai partiti, che poi hanno fatto i loro comodi mafiosi e continuano a farli tuttora, ha stancato tutti. Per questo una democrazia più diretta, tramite il federalismo, l’indicazione del candidato-premier, l’elezione diretta dei sindaci etc etc sia molto, ma molto meglio delle “convergenze parallele” e delle mille scemenze vuote che animano i salotti partitocratici. E non è un caso che l’ultima riforma elettorale, che non è il male assoluto ma che è un tantiniello partitocratica, l’abbia voluta l’UDC: quelli tornerebbero a parlare di niente, come del resto stanno facendo in questi giorni.
3) La politica estera italiana è tornata oggi ad essere quel niente che è sempre stata. Io preferisco un paese filoamericano (il che non ha impedito di non seguire gli Usa nella guerra in Iraq, come ha ammesso Mortadella stesso al ritorno delle nostre truppe). Fare ammoina con Siria e Iran è molto andreottiano, e semplicemente ridicolo.

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silvestro 13 dicembre 2006 alle 14:09

bill, alcune cosette:
1)2800 persone sono solo nella tua capoccia e fare confronti per sminuire i crimini di pinochet è sbagliato e ipocrita.
2)la riforma elettorale così com’è l’ha voluta la cdl per recuperare lo svantaggio e rendere ingovernabile il paese.
3) convergenze parallele cosa vuol dire? se vuol dire interesse nazionale è sacrosanto e sarebbe il sale della democrazia.
p.s. interesse nazionale è meglio di interesse di uno solo, indagato e proprietario di reti televisive.
4)questa politica del nulla ha, per prima cosa, rimesso nelle mani dell’italia quel ruolo nel mediterraneo che avevamo perso.
a cosa serve? per esempio a fare accordi con i paesi che esportano il gas per diversificare l’importazione, fare accordi più vantaggiosi e non dipendere solo da putin o dalle divergenze della russia con l’ukraina.
è un esempio eh, senza dimenticare gli accordi commerciali con l’iran ed altri paesi per cui siamo i primi partner commerciali.
e i diritti umani?
facciamo quello che fanno gli usa con la cina, esattamente.

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bill 13 dicembre 2006 alle 14:44

Silvestro: hai i nervi scoperti. A parte che il dato sugli ammazzamenti lo leggevo proprio ieri ( perchè, pensavi fossero milioni per caso?),questo non riabilita per niente Pinochet ai miei occhi. Noto solo che questi sbalzi d’umore non ti colpiscono se si parla di un maiale come Castro, che nella sua brillante carriera di assassino comunista ne ha fatti ben di più: fatti tuoi. Per me, pari sono. Anzi, una differenza c’è unoha accettato un voto democratico e si è tolto dalle balle, l’altro è ancora lì a martoriare il suo popolo.
La legge elettorale, se ti rileggi le cronache del tempo e quanto afferma in questi giorni Casini, fu fortemente voluta proprio dall’Udc. Dire che con questa la CdL contava di rimontare è una cazzata che non sta in piedi: è proprio grazie a quella legge che Prodi, invece di zappare un campo, si trova premier.
Convergenze parallele stava a significare il linguaggio astruso e stupido dfinito “politichese”, non la teoria di Moro. Che era ugualmente stupida, ed era finalizzata al solito giochetto democristiano di prendere voti a destra e di spenderli a sinistra. Altro che interessi del paese.
Il ruolo nel mediterraneo è una cazzata: cosa pensi, che prima non cagassimo gli altri stati della zona? Sono sciocchezze..Il gasdotto africano è in compimento da un pezzo: credi che noi stessimo snobbandolo? Andiamo sù.
Non giocare a fare il pragmatico con l’Iran. Una cosa è intrattenere rapporti diplomatici e commerciali, altra pretendere di inserirlo nelle trattative riguardanti quell’area geografica. E’ come regalare della corda al boia. Cioè, una cazzata degna, che so, di un Diliberto qualsiasi.

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Francesco 13 dicembre 2006 alle 14:49
troglodita 13 dicembre 2006 alle 15:32

Beh, l’idea di puntare in modo professionalmente avanzato sul turismo nella penisola mi sembra non solo legittima ma doverosa se si vuole sviluppare un terziario con ampio valore aggiunto. Cos’è, vogliamo in nome di un, proletarismo ormai fuori dai tempi, puntare sull’industria pesante? Fare la concorrenza alla cina sui prodotti di consumo?
Mi sembra sia più che chiaro e logico che lo stivale sia dotato per turismo ed agricoltura(di alta qualità, con alto valore aggiunto chè è questo il problema degli imprenditori, cosa che non fu perchè negli anni ’60 conveniva industrializzare per avere voti e teste sotto contratto). Tante braccia e teste di cazzo da togliere dalle università(chè tanti laureati inutili, non solo non servono, ma sono anche deleteri aspirando, anche se incapaci, a lavori di concetto mentre dovrebbero fare con impegno e capacità professionali(e sarebbero molto più utili anche a se stessi oltre che alla società) gli agricoltori, gli artigiani, i muratori, camerieri, ecc.ecc.ecc.
servus
P.S. dove abito io c’è uno dei più bassi indici di scolarizzazione universitaria e la più alta percentuale di giovani che seguono il lavoro dei padri; l’immigrazione seppur esistente non raggiunge i livelli del resto della penisola, gli artigiani ed i contadini fanno con soddisfazione i loro lavoro e i giovani non rompono il cazzo perchè non trovano un lavoro alla loro altezza

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silvestro 13 dicembre 2006 alle 15:36

bill, leggendoti mi ricordi il perchè ho votato convintamente prodi.
p.s.
come mai io parlo di democrazia e tu mi tiri fuori castro? è un democratico percaso castro?
tzk
francesco, ormai è una pia illusione cercare di farti capire che saremmo un paese industriale e che non si può puntare TUTTO sul turismo.
ci rinuncio promettendoti di sorridere solamente quando ti atteggi ad economista.
che poi ad una base a vicenza ampliata si toglie una base alla maddalena sono particolari.
non sono particolari il fatto che è la cina il maggior competitore e, ad essere ottimisti, l’europa.
tu comunque continua ad aspettare lo zio d’america.

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silvestro 13 dicembre 2006 alle 15:38

leo, puntare tutto sul turismo è una cazzata.
il turismo va sfruttato eccome, ma va incentivata la ricerca tecnologica più di tutto, se vogliamo continuare ad avere degli standard di vita da primo mondo

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silvestro 13 dicembre 2006 alle 15:42

oh, leo, all’inizio degli anni sessanta l’italia era il terzo paese per produzione di energia nucleare, tra i paesi a maggior industralizzazione farmaceutica e informatica.
poi basta far di conto e confrontarci con gli altri paesi, soprattutto fare un paragone sul numero dei laureati e sulla ricchezza procapite.

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troglodita 13 dicembre 2006 alle 15:56

Silvestro insomma, ad ognuno il suo. Vada per la teconolgia avanzata(perchè in cina non ce l’hanno?)ma è necessario sfruttare le unicità più che qualcosa che, probabilmente, in tanti sanno fare meglio.
Poi non ho parlato – e neanche Franz mi sembra – di una monoeconomia basata sul turismo, ma di uno sviluppo intelligente delle risorse in questo senso. E poi sull’agricoltura di qualità: o forse fare i contadini e gli artigiani non è sufficientemente elevato?
Sul fatto del terzo posto quanto a produzione di energia nucleare non vedo il nesso con quanto detto sopra. Nessuno ha mai detto che non si debba sviluppare tecnologia e ricerca ma per farlo non serve avere milioni di avvocati che si menano l’uccello sulla cattedra di una classe elementare composta da 14-15 alunni perchè bisogna dar lavoro(sorry, un posto) ai laureati, qualche migliaio di scienziati capaci e ben pagati.
Ottima l’energia nucleare, basta volerla e non scemndere in piazza per disfarsene.

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 16:06

Troglodita, perché non ci mandi tuo figlio a fare il contadino, il muratore o l’operaio?

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silvestro 13 dicembre 2006 alle 16:08

leo, è una vecchia diatriba tra me e francesco, che, ebbene si, vorrebbe eliminata la voce ricerca tecnologica dagli investimenti nel bel paese.
ed è ovvio che ti seguo quando si tratta di ottimizzare le risorse che abbiamo, senza tornare indietro però.
io conosco un tizio che si occupa di ricerca zootecnica e di produzione animale che mentre in cina ed in giappone si becca attestati ufficiali dai primi ministri, qui non becca una lira di finanziamento.
pensa poi che io abbraccio appieno il progetto che era di ruberti con la collaborazione delle aziende con l’università.
le competenze vanno indirizzate.
senza negare però che anche un’intensa attività umanistica darebbe i suoi frutti economici.
dovrebbe essere il mercato a regolare l’inutilità di certi lavori, così però non è.
siamo ormai un paese di immobiliaristi, a proposito di lavori inutili

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kamù 13 dicembre 2006 alle 16:14

Una curiosità esclusivamente statistica:ma dov’è scritto che Castro ha fatto più morti di Pinochet?

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 16:14

Sei diplomato e ti tirano le pietre
Sei laureato e ti tirano le pietre
qualunque cosa, ovunque tu andrai sempre pietre in faccia prenderaiiii
Sara’ cosììì finché vivraiiiii
Canzone dedicata ai giovani figli della classe operaia che oggi vengono privati del loro futuro.
L’ascensore sociale in Italia è morto e questo porterà ad inevitabili conflitti, duri e purtroppo sanguinosi.
Voi pensate che stia delirando, ma se la situazione rimarrà così a lungo vedrete come torneranno in fretta gli anni 70.

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 16:18

E poi non si lamentino i figliocci borghesi se verranno pestati a dovere, la colpa è dei loro padri che si sono arricchiti con i soldi degli altri, con il futuro degli altri.
Questo non è comunismo, ma la logica conseguenza di politiche che remano contro gli stessi valori espressi dalla Costituzione.

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 16:22

La lotta di classe sta per scoppiare, ma molti scellerati non se ne stanno accorgendo.

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carlo 13 dicembre 2006 alle 16:52

Per far scoppiare la lotta di classe occorre che qualcuno ne paghi l’organizzazione.
Negli anni ’70 pagava il KGB, oggi chi li caccia i soldi?
La sinistra no perché è al potere.
Si potrebbe chiedere a Berlusconi…
Io sarò “ingenuotto”, ma voi sembrate usciti da una birreria di Monaco degli anni ’20.
Sveglia, la Storia vi ha macinati come carne trita e voi siete ancora lì a cantare Bandiera Rossa e a sognare di tirare le molotov.
Che infanzia abbandonata.

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silvestro 13 dicembre 2006 alle 16:58

carlè, quando la maggioranza dei lavoratori sarà composta da precari a progetto non ci sarà bisogno che di una scintilla.
e, permettimi di ridarti dell’ingenuotto, ma non hai capito nulla.
qui si tratta di gente che non è protetta nè dai sindacati nè dalla sinistra, se non cambia saranno cazzi.
bene che ci andrà si avrà una barca di semi indigenti con tutte le conseguenze che ciò comporterà.
e te stai ancora a credere al comunismo

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Kamù 13 dicembre 2006 alle 17:05

Carlo al di la delle legittime opinioni personali,dici una marea di cazzate credimi.
La lotta di classe deglianni 70 la conosco molto ma molto bene,avendovi partecipato e di conseguenza pagato in prima persona:nella moltitudine variegata dell’allora estrema sinistra,noi di Autonomia come chi militava in Lc,Prima Linea ecc…(qualche milionata di persone),non solo non abbiamo mai visto una lira dal Kgb,ma neanche mai c’è stato il minimo contatto e meno che mai un comune denominatore nell’agire politico…
Va bene la malafede,che in codesto blog è moneta corrente,ma informarsi un po di più non costerebbe niente sù!

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troglodita 13 dicembre 2006 alle 17:12

Orlando, dov’è il problema? Io non mando alcuno a fare niente che non voglia, ma dovranno scegliersi la strada in funzione delle loro capacità e del loro impegno: su questo non si discute. Non dovranno certo studiare per forza, perchè così fan tutti.
Se avranno voglia di studiare e conseguiranno risultati saranno liberi di studiare, diversamente potranno fare il muratore o il contadino o intraprendere un’attività in proprio; dipenderà dalle loro qualità, se le avranno. Cosa c’è di male a non essere laureati se si fa bene il proprio mestiere e si è in grado di sostenere la propria famiglia?
Oppure potranno, se dimostreranno di esserne all’altezza e di averne voglia, prendere in mano le redini dell’azienda, chè il sottoscritto ne ha già pieni i coglioni.
servus

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kamù 13 dicembre 2006 alle 17:15

…il kgb…mi fate ridere cazzo…le assurdità che si leggono qua non le trovi veramente da nessun altra parte…parlano senza sapere un benemerito cazzo di quello che dicono,è incredibile!!!
Eppure è stata prodotta una mole impressionante di documentazione storiografica,critica e assolutmente esaustiva rispetto al ventennio 60-80…questa panzana vergognosa del kgb in contatto con la sinistra extraparlamentare non ha il minimo riscontro da nessuna parte,la lotta armata è nata dallo spontaneismo operaio e studentesco,da Trento,da Reggio Emilia,dalla Resistenza tradita,dai cento morti nelle piazze italiane dal dopoguerra a p.zza fontana ad opera delle forze di polizia,dalla strategia della tensione messa in atto da servizi “deviati” in collaborazione con l’estrema destra….
Carlo ma che cazzo stai a dire?
Ma come puoi essere così meschino?
Va bene difendere le proprie posizioni,ci può stare,ma se per farlo uno deve arrivare a mentire viscidamente come fai tu è assolutamente deplorevole cazzo.

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carlo 13 dicembre 2006 alle 17:17

Eh, certo, il KGB lo veniva a dire a te, e magari ti lasciava pure un vaglia nella cassetta delle lettere.
Fa venire i brividi pensare che i rottami di quell’epoca sono ancora tutti in giro, con le stesse teste e le stesse idee di allora.

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troglodita 13 dicembre 2006 alle 17:18

Ed infatti, appena possibile, mi ritirerò nel vecchio maso di montagna, con alcune vacche a 4 zampee ed una badante a 2 gambe a trascorrere gli ultimi anni in santa pace, mettendo su una vendita diretta di latticini e prodotti del maso. E tu, laureato che non sai un fico secco della vita e del lavoro, verrai a comprare il mio burro il doppio di quanto lo pagheresti in un supermercato

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silvestro 13 dicembre 2006 alle 17:19

leo, è che state parlando di cose che stanno su due piani diversi.
orlando si riferiva alla frase che proponeva lo studio come possibilità solo per chi se lo può permettere, escludendo i figli degli operai.
tutto il contrario della meritocrazia.
è certo preferibile investire in un veterinario esperto in zootecnia che in un pastore, ovviamente, e qui vengo a te, se ha le capacità.
tenendo presente che il lavoro è lavoro nella sua dignità, qualsiasi lavoro.

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silvestro 13 dicembre 2006 alle 17:21

carlè, pensa i brividi che mette uno che crede ancora nel feudalesimo…

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 17:43

Troglodita, guarda che io non sono un radical chic :)

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 17:56

Troglodiata, ma un figlio di una famiglia operaia per diventare un borghese deve essere un genio?
Si deve tornare quindi agli stati generali?

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Calvin 13 dicembre 2006 alle 17:58

a me risulta che la stragrande maggioranza dei lavoratori sia assunta a tempo indeterminato, e anche nella fascia di età 25-35, l’incidenza delle forme atipiche non supera il 30% (dati del Ministero del Lavoro del 2005, non recentissimi ma non penso siano diventati il 60% in capo ad un anno).
mi risulta anche che all’università ci vadano per lo più i figli del ceto medio (operai? borghesi? orlando ma vieni dal pianeta rosso o ti sei bevuto il cervello? un saldatore specializzato con la mia stessa esperienza di lavoro prende più di me…), quindi direi che non si tratta di un bene di lusso.
mi sembra anche che l’ascensore sociale in Italia non abbia mai goduto di buona salute, semplicemente prima il rapporto domanda:offerta (di laureati) era maggiore o uguale ad uno mentre adesso è sicuramente più basso – stante il fatto che di ingegneri e chimici disoccupati non ne ho ancora conosciuti, magari presentatemene qualcuno voi.
ah, silvestro, il tuo amico è l’unico imprenditore agricolo che non riceve sussidi dall’Unione Europea? che sfigaccia infame

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 18:05

Silvestro, qui in Italia se sei un figlio di operai non hai le stesse possibilità di successo di uno che viene da una famiglia borghese, sebbene sia dotato delle medesime capacità. E non si parla di differenze minime o comunque accettabili. Qui si tratta infatti di un divario così enorme da produrre un odio classista, peraltro giustificatissimo.
Ti pare normale? A me no.
P.s. OF, non hai la laurea non ci servi.
OF, hai la laurea ma non ci servi perché ti manca l’esperienza.
Come dici?! Il tizio assunto è diplomato? Sì ma è amico del capo. E’ amico del dottor pincopallo. E’ amico dell’avvocato tizio o dell ‘ingegnere caio.
Come dici?! E’ laureato con dieci punti in meno di te? Ma lui è particolare. Ma lui è mio figlio. Ma lui è il ganzo di mia figlia. Ma lui ha estro.
Ma lui è figlio del dottor o dell’avvocato o dell’ingegner ecc…

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Ginchelli 13 dicembre 2006 alle 18:08

Qui una ricostruzione di Facci su Dagospia:
http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_28322.html

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 18:17

Calvin, cosa sarebbe il ceto medio?
Calvin, se la laurea la prendono in molti è anche vero che poi vengono assunti sempre gli stessi.
Ed è per questo che poi uno si incazza e comincia a pretendere che i suoi diritti siano rispettati.
Gli ingegneri sono tecnici utilissimi, ma senza una florida industria pesante a cosa servono?
E’ vero che esistono moltissime specializzazioni che abbracciano in parte anche il terziario, ma sono una minoranza. Non credi che sarebbe più giusto parlare di ingegneri informatici o delle telecomunicazioni?
La chimica è messa ancora peggio. In conceria con mio padre lavora un laureato appunto in chimica che però prende quanto lui.
Quel ragazzo ha fatto davvero un ottimo investimento.

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 18:20

Il campo scientifico in Italia è fatto da piccoli numeri, questa è la realtà.

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 18:22

E anche lì, credi che un afflusso vigoroso di studenti non porti poi ad uno scontro classista?
I privilegiati di oggi vorranno piazzare i loro figli e se i posti sono contati ne vedremo delle belle.

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 18:33

Quindi o si stabilisce una linea che fa della meritocrazia e dell’equità il suo asse portante, oppure siamo destinati a dolorosi conflitti.
Tengo qui a ricordare come l’Italia sancisca nella propria Costituzione proprio i valori che ho qui esposto. Se poi questi sono solo carta straccia, cazzate buone soltanto ad imbonire i cretini, bene, allora legittimerete chi si vedrà costretto ad usare quella che poi sarà l’ unica arma a sua disposizione: la violenza.

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Calvin 13 dicembre 2006 alle 18:37

ma gli stessi chi? de che? quasi tutte le persone che frequento sono uscite dall’università, hanno fatto un po’ di colloqui, stage e adesso lavorano, il tutto senza raccomandazioni, mafie e consorterie varie. posso chiedere la tua esperienza su cosa si basa? L’ultimo laureato in chimica che conosco l’hanno preso alla Basf. Gli ingegneri informatici, sempre per esperienza indiretta, sono quelli che adesso hanno più difficoltà a trovare posizioni discrete, perché negli ultimi anni ne sono usciti in quantità spropositate.
Ultimo appunto: l’industria in Italia esiste eccome, e cerca ingegneri dei materiali, ingegneri meccanici o fisici tecnici con la bava alla bocca. Al punto che spesso e volentieri trovi periti industriali pagati come ingegneri. Poi posso capire che per alcuni l’impresa con meno di 50 dipendenti impresa non è, ma direi che, almeno in Italia, il problema è vostro, non mio.

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 18:42

E’ così disdicevole da parte mia pretendere che siano rispettati i miei diritti?
Sembra quasi che io sia scemo a chiedere quello che la stessa legge stabilisce.
Ma in fondo oggi conta solo la prepotenza e la prevaricazione, andare a letto con la gente giusta, dare il culo alla gente giusta.
Anzi, non basta nemmeno quello se uno non ha il marchio borghese stampato sul deretano.

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Calvin 13 dicembre 2006 alle 18:50

riassumendo.
ti ho chiesto su cosa si basa la tua esperienza relativa al mondo del lavoro: nessuna risposta.
ti ho fatto esempi concreti sul mondo del lavoro: nessun commento.
visto che discutere con uno che si esprime per slogan non è il massimo (però a quest’ora il cazzeggio viene da sÈ) mi voglio togliere un dubbio: quali sarebbero i tuoi diritti? trovare un posto stimolante e ben remunerato al termine dell’università? non mi pare ci fosse scritto nella costituzione l’ultima volta che ho guardato. che poi citare un pezzo di carta di 60 anni fa frutto di compromessi infiniti tra ideologie che normalmente non si sarebbero sedute nemmeno allo stesso tavolo non è manco ingenuo, è proprio idiota…

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carlo 13 dicembre 2006 alle 18:53

I soliti pretesti dei nipotini di chi voleva il 6 politico, che adesso scoprono che col 6 politico non vai da nessuna parte.
Salvo avere la tessera di quelli che l’hanno inventato, il 6 politico.

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 18:54

Calvin, allora capiamoci subito: se uno studente si laurea con 110 non può essere pagato mille euro, non può essere assunto come cocococococo, non può vedersi soffiare via il proprio futuro perché non non è possibile che poi uno stia al gioco.
le ditte italiane vogliono personale sottopagato, sottoinquadrato e credimi, una persona mediamente intelligente non può accettare una cosa del genere, soprattuto quando ha studiato ottenendo degli ottimi risultati.
Ecco perché a volte è meglio un perituccio: lui rompe meno le palle perché ha meno pretese.
Leggete un pochino qui
http://www.montag.it/blog/archive/003370.html

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 19:12

Calvin, cosa avresti mostrato?
Calvin sai cos’è una costituzione e cosa recita la nostra?
Oddio, non sei certo l’unico a non conoscerla, però tu sei istruito ed hai il dovere di leggerla:
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
» compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 9.
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Art. 36.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sÈ e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.
Art. 41.
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
Art. 54.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 19:14

Ora da bravi forzaitalioti mi direte che sono un comunista e che la Costituzione fa schifo.
Dai che lo aspetto con ansia.

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Calvin 13 dicembre 2006 alle 19:18

i beg your pardon? “credimi”? abbi pietà, mi vuoi dire tutta sta esperienza sull’impresa italiana da cosa ti deriva, una buona volta? perché io la fede la tengo per le cose importanti, non per i commenti sui blog… Riprendendo gli esempi concreti, ti potrei fare l’esempio di una persona laureata con un voto di tutto rispetto in una delle migliori università italiane, felicissimo di prendere 1.200 euro al mese perché lavora in una start-up – che senza contratti atipici non avrebbe mai aperto – perché ha delle ottime prospettive e fa un lavoro che gli piace. l’unico problema è che non manda lettere a Repubblica per esprimere le sue good vibes…

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 19:19

Calvin, credo che la lingua italiana possa esprimere benissimo ogni concetto.
Per cortesia, usala.

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troglodita 13 dicembre 2006 alle 19:22

No, Orlando, non è necessario che sia un genio, ma il fatto che provenga dalla classe operaia non gli impedisce di poter essere anche un coglione(esattamente come il figlio della buona borghesia). Nel qual caso farebbe meno danni e risulterebbe più produttivo per la società se fosse un buon idraulico piuttosto che un avvocato o uno psicologo.

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Calvin 13 dicembre 2006 alle 19:30

ah ah ah, voi regazzini siete troppo scontati quando non sapete cosa rispondere :-D
guarda, lo so che non credi a niente di quello che dice silvio, ma l’inglese serve veramente per lavorare, non è una balla! imparalo, che poi stracci le palle che non trovi da lavorare e fai la rivoluzzzzione viulenta.

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 19:46

Troglodita, io ho iniziato l’università a quasi 23 anni per costruirmi un futuro, per migliorami, per realizzarmi.
Adesso sto preparando la tesi e tra poco inizierò un tirocinio di due mesi in una radio, oltre al fatto che sto seguendo i corsi della specialistica del mio indirizzo di studi.
Ho la media del 28,6 e sicuramente otterrò almeno un 108 come voto di laurea.
Ecco, secondo te sto facendo troppo poco per ottenere ciò che mi sono prefissato?

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 19:49

Sono davvero così pazzo nel chiedere uno stipendio che mi consenta di comprarmi una casa a solo con un piccolo giardino?

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orlandofurioso 13 dicembre 2006 alle 19:57

Mi scuso per come ho scritto il penultimo commento, ma è facile lasciarsi pervadere dalla rabbia quando qualcuno risponde con toni così assurdi a domande tanto importanti che riguardano non solo me, ma tutti i giovani del nostro paese.

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troglodita 14 dicembre 2006 alle 07:32

Orlando, forse non ci siamo spiegati. Ciò che cerco di dire non è che non debba fare l’università chi voglia migliorarsi e che ne abbia le capacità. Dico che un esercito di laureati più per “obbligo sociale” o perchè “così trovo un posto pubblico”, senza averne nè gli stimoli, nè le capacità, sono uno sperpero di risorse e potenzialità e questo, mi sembra, avvenga più al sud che altrove.

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troglodita 14 dicembre 2006 alle 10:30

Poi ripeto che è più facile riuscire nell’intento di costruire qualcosa(nel tuo caso la casa con giardino) dandosi da fare a 360∞ senza preclusioni di casta(perchè, alla fin-fine, nelle vostre parole ben si intende che per essere rispettati è necessario essere laureati, non rendendovi conto così di essere classisti alla rovescia), anzichè attendere una sedia da scaldare alle poste o una cattedra di maestro per insegnare ciò che pochi vogliono imparare.

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Francesco 14 dicembre 2006 alle 10:47

“leo, è una vecchia diatriba tra me e francesco, che, ebbene si, vorrebbe eliminata la voce ricerca tecnologica dagli investimenti nel bel paese.”
Ehi bugiardello, qui non siamo a Repubblica!
Io voglio controlli sulla qualità degli investimenti in ricerca e meno retorica della Scienza Pura, molto più mercato nelle università e nei centri di ricerca e molto meno sindacalismo dei ricercatori.
Poi io sono miope, senza ricerca scientifica sarei praticamente cieco!
Intanto un sacco di nullafacenti DOVREBBERO essere di fronte all’alternativa tra il digiuno e lavorare dove l’Italia ha enormi vantaggi comparati sul resto del mondo, anche se significa fare i camerieri, le guide turistiche, i custodi di musei e così via.

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troglodita 14 dicembre 2006 alle 10:48

Orlando, a conferma di quanto sopra ti riporto la mia di esperienza, per quel che può valere avendo di poco superato la cinquantina. maturità, naja con ferma prolungata, ingresso nell’amministrazione, guida alpina e maestro di sci, 5 anni sabbatici trascorsi ad arrampicare dalle dolomiti al tibet alla patagonia, lavoro autonomo con laurea a 40 anni(laurea che professionalmente non mi mi serve, chè il mio lavoro è di tutt’altro genere), azienda con 15 dipendenti e prospettiva di vecchiaia a fare il contadino nel vecchio maso di famiglia, se la cirrosi non mi distrugge prima. Ti basta?

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Francesco 14 dicembre 2006 alle 10:58

“Calvin, allora capiamoci subito: se uno studente si laurea con 110 non può essere pagato mille euro, non può essere assunto come cocococococo, non può vedersi soffiare via il proprio futuro perché non non è possibile che poi uno stia al gioco.
le ditte italiane vogliono personale sottopagato, sottoinquadrato e credimi, una persona mediamente intelligente non può accettare una cosa del genere, soprattuto quando ha studiato ottenendo degli ottimi risultati.”
Sei pazzo. E i cinesi (o gli indiani o i turchi o i polacchi) ti seppeliranno che ancora strilli queste follie.
In ogni caso, se vali quello che pretendi, metti su una tua ditta e dimostralo.
Ma chi le ha diffuse certe cazzate sugli effetti del pezzo di carta? Ritorno pannelliano se mi danno l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
Adesso vedi che un’azienda mi deve pagare quanto voglio io solo perchè sono laureato con 110 e lode!
Leo, hai un posto nel tuo maso del buen ritiro? Che inizio a preoccuparmi, e non certo della Lotta di Classe …
PS a me risultano campi di addestramento alla lotta armata in Cecoslovacchia durante i gloriosi anni ’70, Kamù ne sai niente?

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Francesco 14 dicembre 2006 alle 11:00

“Ora da bravi forzaitalioti mi direte che sono un comunista e che la Costituzione fa schifo.
Dai che lo aspetto con ansia.”
facciamo che ti dico che fai schifo (come ragionatore) e che la Costituzione è comunista: va bene lo stesso?
Desolato

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Francesco 14 dicembre 2006 alle 11:06

“Sono davvero così pazzo nel chiedere uno stipendio che mi consenta di comprarmi una casa a solo con un piccolo giardino?”
Di fondo sì, caro Orlando. Io ti consiglierei di lasciar perdere l’università e di imparare ad usare una fresatrice o un tornio, hai molte più possibiità (no, garanzie non ne avrai mai nella vita) di ottenere quello che desideri. A meno che non ci spieghi quale università stai facendo.
Anche essendo un bravo idraulico o elettricista credo proprio che casetta e giardino non ti mancherebbero, in giro è pieno di assoluti incompetenti, vuole dire che la domanda è spropositata rispetto all’offerta.
Non contare sulla Costituzione, ti prego, anche se non fosse sbagliata non c’è più nessuno che le da retta e avresti una vita molto dura.
Ciao

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troglodita 14 dicembre 2006 alle 11:09

Franz, certo che un posto ci sarebbe, però alla badante devi pensarci da solo che la mia, per le mie necessità, sarà già troppo impegnata.
servus

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bill 14 dicembre 2006 alle 11:47

Adesso i reduci di quella folla di teppisti che si chiamava Autonomia Operaia (chissà perchè, visto che gli unici che non c’erano erano proprio gli operai) vengono a cianciare, nel 2006, di borghesia e lotta di classe? Maddechè??? Caro Orlando, apri gli occhi. Primo: in Italia si laurea una percentuale bassissima di studenti. Secondo: se ti laurei, che so, al Dams, è difficile pretendere di essere assunto da qualche parte: è più facile che sbatta il culetto rosa per costruirti una carriera. Io conosco gente che lo ha fatto con successo, mentre chi non lo ha fatto lavora in un pub. E’ giusto così, o vogliamo essere tutti menagers? E di cosa, visto che non si sa fare un cazzo? Terzo: se ti laurei con votazione alta in determinate discipline, in primis ingegneria, sei coperto da lettere di aziende con proposte di assunzione. E, invece di dire le solite cacate comunistoidi, dovresti almeno sapere che a queste aziende non gliene frega un tubo di chi tu sia figlio: interessa che sia competente. Quarto: se i titoli di studio in Italia valgono quel che valgono, cioè molto poco, vallo a dire ai tuoi zii, che non volevano la selezione a scuola e che presentavano tesi di laurea in architettura parlando del Vietnam. Mi sembri Silvestro, quando afferma che noi eravamo all’avanguardia nel nucleare (il che è verissimo). Omette però di dire CHI volle buttare al macero questa competenza scientifica, nonchè una vagonata di soldi.

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silvestro 14 dicembre 2006 alle 11:52

francè, bugiardello un par di palle, sei fortunato che non mi va di andare a cercare i tuoi commenti.
ma pensa te…
mi hai anche sfidato a trovare una qualsiasi cosa derivante dalla ricerca che usi quotidianamente.
calvin, tu vivi in un altro mondo mi sa.
per cominciare tutti gli istituti di ricerca (dall’istat al cnr, all’enea all’istituto superiore di sanità) e le università, hanno dal 20 al 40% di lavoratori precari, con punte anche del 90%.
d’accordo che ci sono anche enti inutili, ma non certo quelli che ho citato.
aggiungiamoci i laboratori di analisi e le industrie farmaceutiche, solo per citare le possibilità di lavoro nel mio campo.
niente maternità, spesso e volentieri ferie non pagate e bisogna pregare di star bene sempre.
questo se il tuo capo è uno stronzo ovviamente, ma di stronzi ne è pieno il mondo.

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silvestro 14 dicembre 2006 alle 11:55

bill, un referendum popolare dopo chernobyl, purtroppo.
e invocare nuovamente il nucleare quando si commissaria l’enea e si tagliano completamente i fondi agli enti devoluti alla ricerca sul nucleare è da ipocriti bugiardi, come l’ex presidente del consiglio.
e ti ti bevi proprio tutto

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Francesco 14 dicembre 2006 alle 12:33

A’ Silvestro
se i fumi delle mutazione genetiche a scopi militari con cui lavori t’hanno bruciato le sinapsi, nun te la devi prendere con me!
Ti ripeto: se ti sei scelto il campo sbagliato, che c’entriamo noi? Come se Leo venisse a lamentarsi perchè a star in campagna gli tocca sorbirsi la puzza di letame.
Il livello dei salari è determinato da quanti soldi chi ti paga riesce a fare con il tuo lavoro. Il resto non è politica, è fuffa.
E questo si impara all’asilo, nei paesi civili.
E gli enti sono deputati alla ricerca sul nucleare, devoluto è Bossi.

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 12:46

Allora, io studio scienze politiche nella migliore facoltà d’Italia, la Cesare Alfieri.
Troglodita, hai fatto quello che hai voluto e sei riuscito a realizzarti, cosa che vorrei fare anch’io attraverso l’istruzione universitaria.
Art. 4.
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Art. 36.
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sÈ e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
Art. 41.
L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.

Art. 54.
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
La COSTITUZIONE è chiara ed i suoi Principi sono inviolabili dato che l’intero ordinamento giuridico nasce e si legittima da lì.
Altrimenti facevano bene i vari Potere Operaio, Lotta continua e anche le BR ad agire attraverso la violenza. In fondo, se è vero quello che voi dite, la loro non era altro che una guerra di resistenza in difesa degli stessi principi che lo stato aveva sancito solo teoricamente e che loro volevano ripristinare.
La nostra italia è in mano agli arricchiti, ai barbari privi di intelletto che credono di poter sfruttare impunemente gli altri con la scusa della Cina, dell’India ecc…
L’Italia è il paese dove le regole vengono calpestate o invocate a convenienza, dove gli evasori pensano di avere il diritto di evadere, dove esiste una classe imprenditoriale parassita che succhia soldi allo stato dicendo di produrre posti di lavoro, dove si crede che la competizione si possa fare non investendo sul capitale umano, ma nella soppressione della dignità dei lavoratori.

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Calvin 14 dicembre 2006 alle 12:49

calvin, tu vivi in un altro mondo mi sa.
silvestro, tu hai un gusto per il paradosso davvero raffinato. perché accusi me di vivere in un altro mondo, e poi prosegui in bello stile:
per cominciare tutti gli istituti di ricerca (dall’istat al cnr, all’enea all’istituto superiore di sanità) e le università, hanno dal 20 al 40% di lavoratori precari, con punte anche del 90%.
praticamente mi hai parlato di due settori, ricerca e università, che mi stupirei occupassero più del 5% della forza lavoro in Italia. e che è pure risaputo che sono in crisi perché la ricerca in Italia la fa soprattutto lo stato, che però preferisce buttare via i soldi in altro modo. però – ci mancherebbe! – sono io che vivo in un altro mondo, pur conoscendo gente che lavora in finanza, in piccole imprese manifatturiere, in piccole e medie imprese del terziario, in grandi imprese chimiche…
d’accordo che ci sono anche enti inutili, ma non certo quelli che ho citato.
ecco, forse dovresti prendertela con chi non li chiude, gli enti inutili, e con chi li difende a spada tratta – sindacati in primis…
aggiungiamoci i laboratori di analisi e le industrie farmaceutiche, solo per citare le possibilità di lavoro nel mio campo.
quindi dici che un mio ex compagno di liceo laureato CTF che lavora alla Sigma Tau da quattro mesi ha avuto un bel culo? (a onor del vero però ha fatto prima un master…)

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silvestro 14 dicembre 2006 alle 12:50

fra, basterebbe fare un confronto tra, che so, la svizzera e il bel paese.
ma il confronto si potrebbe fare con l’olanda, l’inghilterra, il giappone, la finlandia, la francia, il belgio…e via dicendo fino ad arrivare alla spagna che ci sta segando le recchie.
vedere quanti finanziamenti danno e che stipendio hanno quelli che fanno il mio lavoro e di quanto cresce la ricchezza procapite da loro e da noi.
se da noi è meglio fare l’idraulico che il ricercatore biotecnologico e la nostra forza produttiva cala rispetto agli altri, un motivo ci sarà.
ed è un motivo che ti dovrebbe entrare in quella capoccia di granito che hai, il perchè è la logica che lo spiegherebbe.
il fatto che vedresti di buon occhio un ritorno ai fasti dello stato vaticano di tre secoli fa, non significa che hai capito tutto, anzi.
pensaci

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silvestro 14 dicembre 2006 alle 12:51

calvin, una mia ex dottoranda lavora alla sigma tau e il contratto dura un anno.
quindi evita le cazzate, grazie

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Calvin 14 dicembre 2006 alle 12:53

Allora, io studio scienze politiche nella migliore facoltà d’Italia, la Cesare Alfieri.
Cazzo che sborone. Comunque già che ci sei, mi spieghi una cosa? A cosa serve la facoltà di scienze politiche? Perché io è una voto che provo a capirlo ma non mi riesce proprio… Insegnano a scartare i Ferrero Rocher nelle feste d’ambasciata?

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Calvin 14 dicembre 2006 alle 13:00

calvin, una mia ex dottoranda lavora alla sigma tau e il contratto dura un anno.
quindi evita le cazzate, grazie

ciccio, ti devi da dare una calmata però. mi trovi dove ho scritto che lavora a tempo indeterminato? Solo che io i ctd non li inserisco tra i precari: ci versano i tutti i contributi, abbiamo le ferie, malattia, cazzi e mazzi… Mi vorrai mica dare del precario? Guarda che mi offendo eh! (Ah, l’anno prossimo Prodi mi sa che ci dà pure qualche sgravio! Se devono assumermi speriamo sia dopo aver incassato ∞_∞)

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 13:14

Calvin, basta vedere la classifica stilata dai rettori italiani per rendersi conto che la Cesare Alfieri è la migliore facoltà di scienze politiche d’Italia, nonché la prima che sia mai stata costruita nel nostro paese.
Qui trovi tutte le risposte che cerchi:
http://eprints.unifi.it/archive/00000851/01/27-Rogari_Cesare_Alfieri.pdf
P.s Lo so che sessanta pagine di riflessioni per un ‘tennico’ sono dure da digerire, ma se fai uno sforzo ce la puoi fare.

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 13:20

Calvin, sei proprio un forzaitaliota: ignorante, ridicolo e anche prepotente.

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carlo 14 dicembre 2006 alle 13:23

“Allora, io studio scienze politiche…”
Questo spiega tutto.

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Francesco 14 dicembre 2006 alle 13:28

Orlandino
dimmi che non esisti e che sei uno schermo usato da Silvestro o da Lele Mora o da chiunque nell’univesro!
SCIENZE POLITICHE!
La facoltà che per giudizio unanime di quelli che lavorano è l’ideal-tipo della perdita di tempo, dell’assoluta inutilità, del parlar pur di non sudare. E tu, con 120, lode, bacio in fronte, (prospettici) ti metti già a fare il difficile sul tipo di lavoro?
Beh, se dovessi scommettere dei soldi, non credo che te lo offriranno un lavoro con quel tipo di laurea. Temo proprio di no.
Potrai sempre dedicarti ai concorsi pubblici, naturalmente.
SCIENZE POLITICHE!
pensa te, io avrei voluto farle per motivi personali ma persino da pischello 19enne ebbi dei dubbi sugli sbocchi lavorativi e optai per Economia Politica.
Nota: se le BR & C.C. lottavano per i Sacri Principi della Costituzione, allora ho ragione io a dire che è comunista (o ha ragione Forza Italia a dire che fa schifo)
Nota bene: quando fai un colloquio di lavoro, non dire al tizio che potrebbe assumerti che è un “imprenditore parassita che succhia soldi allo stato”, non fa una buona impressione
Nota importante: il tornio, figliuolo, il tornio. Quella è una strada adatta a te.

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Francesco 14 dicembre 2006 alle 13:30

Silvestro
mai sentito parlare di eccellenze settoriali?
O anche di vendere vasi a Samo?
In sintesi, non è così certo che ci sia spazio anche per un’industria italiana rilevante del tuo comparto di scelta.
Come non c’è un’industria automobilistica in Svizzera, per farti un esempio.
Quindi prima di darti i soldi delle mie tasse vorrei capire meglio.
PS ma tu sei comunista? ogni tanto sembra

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Calvin 14 dicembre 2006 alle 13:31

Vogliamo fare a chi ce l’ha più grosso piccolo? Io ho studiato alla Tokyo Tekoku Daigaku! :P

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 13:34

P.s. in USA e in UK le facoltà di scienze politiche sono ritenute preziosissime.
Fai tu.
http://www.lse.ac.uk/
http://www.princeton.edu/politics/
http://www.ksg.harvard.edu/
http://www.sipa.columbia.edu/
http://falcon.arts.cornell.edu/Govt/
Questi sono solo alcuni nomi, ma esistono moltissime facoltà che sebbene siano meno note ai più, sono decisamente apprezzate dagli addetti ai lavori. Tipo:
http://www.georgetown.edu/sfs/
Orlando, se metti più di tre link il server ti rifiuta il messaggio e lo manda in moderazione, con il rischio che io non sia al pc o non me ne accorga e tu lo veda pubblicato trent’anni dopo

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FB 14 dicembre 2006 alle 13:41

“[...]per giudizio unanime di quelli che lavorano[...]”
Sei un ridicolo piccolo uomo. Devo pure spiegarti perchè?

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 13:48

Calvin, vediamo assieme cosa c’è alla Todai:
Specializzazioni post-laurea:
Legge
Medicina
Ingegneria
Sociologia
Scienze
Agraria, Scienze Ambientali e Scienze Naturali
Economia
Arte
Scienze dell’educazione
Farmacia
Matematica
Ricerca scientifica
Informatica
Interdisciplinary Information Studies
Scienze politiche
Istituti di ricerca:
Istituto di Medicina
Istituto di ricerca sui terremoti
Istituto di cultura orientale
Istituto di scienze sociali
Istituto di studi sulla socio-informazione e comunicazione
Istituto di scienze industriali
Istituto di storiografia
Istituto di bioscienze molecolari e cellulari
Istituto per la ricerca di raggi cosmici
Istituto della fisica dello stato solido
Istituto di ricerca oceanografica
P.s. Calvin, allora confesserò tutto:
io sono Eikichi Onizuka 22 (ora 25) anni, celibe, laureato in una università di quinto livello :)
Amo i ronin ed insegno all’Istituto Seirin :P
Senti, se ami il giappone e soprattutto i manga/anime si può fare la pace :)

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 13:50

Rolli, scusami non lo sapevo.

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silvestro 14 dicembre 2006 alle 14:10

calvin, il grandissimo problema è che ci sono datori di lavoro che ti dicono che non ti possono pagare 12 mesi altrimenti ti dotrebbero assumere.
che, se sei donna, ti devono congelare il contratto se vai in maternità o non te lo rinnovano affatto.
che preferisono pagare neolaureati per due anni perchè un over expertising gli costerebbe troppo, alla faccia della qualità.
che ti possono fare al massimo un part time di consulenza anche se poi ci lavori 10 ore al giorno.
oltre al fatto che, nonostante le minchiate che le banche sparano, per avere un mutuo con un contratto cocopro dovresti venderti un rene per dar loro un minimo di garanzia.
io lavoro con progetti, mi autofinanzio con soldi europei ed americani perchè dallo stato italiano non arriva nulla e resto sei mesi all’anno col culo per terra.
questo perchè con 40mila euro di finanziamento tra la stecca all’ente di appartenenza, la divisione dei soldi con i coautori, resta uno stipendio per pochi mesi.
non sono preoccupatissimo perchè male che andrà me ne vado fuori, ma per un paese che addestra ricercatori per farli lavorare all’estero sono cazzi amari.
e, ci sia prodi o berlusconi, i finanziamenti alla ricerca e all’innovazione vanno aumentati. altrimenti andiamo in malora.
francè, io oltre al controllo su alcuni farmaci, faccio preclinica, studio malattie considerate “rare” come la sclerosi laterale amiotrofica o la corea di huntington.
ho brevettato un farmaco e ho, per ora, una quindicina di pubblicazioni di medio livello.
e potrei fare di più se non fosse che a volte mancano i soldi per i farmaci o i materiali e dobbiamo girarci i pollici finchè non li troviamo.
e, guarda un pò ti do anche ragione, a far ricerca così ci si rimette di certo.
tantovale chiudere baracca e burattini e campare come fa la grecia o il portogallo.

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carlo 14 dicembre 2006 alle 14:33

“in USA e in UK le facoltà di scienze politiche sono ritenute preziosissime”.
Qui no.
Dura lex sed lex.

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Calvin 14 dicembre 2006 alle 14:56

orlando non è che se in tutto il mondo la gente si scopa le capre mi hai dimostrato che scopare le capre è un’attività rispettabile; al massimo mi hai dimostrato che non sei l’unico a scopare le capre, e per corollario che le capre scopano un casino. poi siamo sempre ai fondamentali, di scienziati politici ce ne sarà pure bisogno (c’è bisogno di quelli che masturbano gli animali per la riproduzione artificiale, ergo) ma l’offerta è sovrabbondante e il voto da solo non basta a fare selezione. Quando sono andato alla laurea di un’amica a Trento su 5 persone prima di lei il voto più basso è stato un 105… Vedi te. Io non avrei fatto scienze politiche nemmeno sotto tortura, detto questo in bocca al lupo per il tuo futuro lavorativo.
silvÈ, ma tu sei uno in gamba, quante volte bisogna dirtelo di andare negli USA? Rassegnati, qui va così, e non sarà questa generazione di politici a cambiare le cose… Qui il mercato non piace, si preferisce dare quattro soldi a tutti, ricercatori in gamba e poveri stronzi, piuttosto che dare un paio di milioni di euro a quelli in gamba e poi valutare in base ai risultati. La ricerca non è un settore per produrre innovazione ma una sacca per sussidiare la gente. Chiaro che ci vadano di mezzo quelli bravi, ma se 5 anni di silvio non hanno cambiato le cose speri che le cambi Bersani con la sua agenda Industria 2015? A me vengono i brividi solo a sentirne parlare…

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 15:20

Calvin, ho provato a non essere pesante per cercare di capire meglio il perché di certe posizioni, ma a questo punto ti dico che non sei molto intelligente, oltre che prepotente e barbaro. Sei incapace di ragionare e, peggio ancora, di relazionarti con gli altri.
Rappresenti perfettamente l’elettore di FI che manipola pro domus sua le regole della democrazia, del vivere civile nonché della mera logica.
Immagino anche che nel tuo settore tu sia un mediocre dato che altrimenti mi obbligheresti a dare ragione a Gentile quando definiva con disprezzo i ‘tecnici’, ovvero coloro che non si applicavano alle materie umanistiche.
Non ho certo voglia di regalare le perle ai porci quindi penso che non abbiamo più niente da dirci a meno che non tu non cominci a scrivere cose serie e sensate.

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Francesco 14 dicembre 2006 alle 15:23

OF, Silvestro,
ho capito che giudicate, sinceramente, idiota l’andazzo di questo paese.
E posso anche essere d’accordo.
Quello che non capisco è perchè insistete a dar testate ai muri in attesa che qualcun altro sposti i muri.
Fondate un partito politico, un blog, una setta, iscrivetevi all’UDC che già in due spostate gli equilibri interni e devono darvi retta, fate qualcosa se adattarvi vi è impossibile.
Ma perchè dovete rompere i marroni qui?
“ci sia prodi o berlusconi, i finanziamenti alla ricerca e all’innovazione vanno aumentati. altrimenti andiamo in malora.”: sono d’accordo ma SSE ci metti un NUOVO sistema di attribuzione dei fondi e di valutazione dei risultati, sennò siamo a riempire un colino con più acqua, quando avremmo bisogno di metterci invece un secchio.
OF: com’è che alla fine è diventato presidente George?
ciao

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 15:23

C’è un limite al grado di sopportazione anche negli animi più pacati, figuriamoci nel mio.
O si cerca di mantere una forte onestà intellettuale durante una conversazione, oppure non ha senso affrontarla. Io almeno la penso così.
Nonostante tutto auguri anche a te per il tuo lavoro e non solo.

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Francesco 14 dicembre 2006 alle 15:25

OF
rileggi Calvin e vedrai che ha ragione.
Se c’è bisogno di n laureati in scienze politiche e ce ne sono 3n, allora tutti faranno la fame e moltissimi altri lavori.
Oppure pensa ad un Master nei paesi in cui tale laurea gode di maggiori riconoscimenti e ad un trasferimento là.

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silvestro 14 dicembre 2006 alle 15:30

calvin, io per lavoro ne conosco tanti di ricercatori italiani e stranieri, e ti assicuro che io sono di medio livello.
è ancora una buona scuola quella italiana, mancano solo i soldi per addestrare la gente nella pratica di laboratorio.
e ne conosco tanti di italiani in america che spaccano il culo ai passeri e che ancora hanno la speranza di tornare.
quanto a silvio ho visto come sono andate le cose e non è un caso che non l’ho votato.
in 5 anni non si è visto manco un sottosegretario e i soldi sono calati sempre di più.
ciò non toglie che sono disposto a mandare affanculo anche bersani e soci se non manterranno le loro promesse e ad andarmene in svizzera o in olanda (negli usa ci sono già stato per parecchio tempo e mi è bastato).
staremo a vedere

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 15:43

Francesco, non credo che Rolli sia d’accordo con molte delle cose scritte da te e da Calvin, o almeno è l’idea che mi sono fatto io.
Con questo non dico che siamo sulla stessa linea, ci mancherebbe.
Però sono convintissimo che le stiano a cuore il rispetto dei valori democratici e della Costituzione nei suoi Principi fondamentali, oltre a possedere una onestà intelletuale rara da trovare al giorno d’oggi.

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silvestro 14 dicembre 2006 alle 15:47

ma SSE ci metti un NUOVO sistema di attribuzione dei fondi e di valutazione dei risultati
e bravo francè, è uno dei punti caldi.
la moratti manco ci sarà mai andata al ministero e mussi, che ad essere onesti c’ha provato, gli hanno cassato la cosa.
e ti vengo a rompere i maroni perchè ho delle pause di 5 minuti ogni acquisizione e mi annoio

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 15:50

Francesco, il problema non sono i posti disponibili, ma il modo in cui vengono assegnati e la loro retribuzione.
Andare via… E quindi lasciare i problemi alle spalle? No, io amo il mio Paese ed è per questo che voglio rimanere per migliorarlo anche a costo di rimetterci di persona.

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Calvin 14 dicembre 2006 alle 15:50

Scusa orlando, ma non puoi citarmi Gentile e il disprezzo dei tecnici e poi scrivere “pro domus sua”, cribbio. Che poi mi tocca far valere i miei cinque anni di liceo classico e farti fare brutta figura…
silvestro, secondo me per diventare di ottimo livello ti manca solo passare meno tempo a cazzeggiare su internet :D

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kamù 14 dicembre 2006 alle 15:58

Non c’erano operai in Autonomia vero?
Bill MA CHE CAZZO DICI? Ma perchè parli senza sapere un cazzo di quello che dici?
Campi di addestramento in Cecoslovacchia?E’ una cosa che è stata abbondantemente smentita e invito chiunque a provare il contrario.Ma poi chi ne avrebbe “usufruito” dei suddetti campi?le Br magari?Ma veramente,guardate che informarsi non costa niente sù…
Ripeto,va bene la legittima difesa delle rispettive posizioni personali,ma qua ragionate esclusivamente sulla base di menzogna,malafede e calunnia,nella migliore delle ipotesi scarsa informazione….
Non oso immaginare il livello di frustrazione e mediocrità in cui siete sempre vissuti e in cui il vostro meschino modo di fare ha inesorabilmente prosperato…contenti voi…

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silvestro 14 dicembre 2006 alle 15:58

calvin, su quello non ci piove, ma ho paura che non servirebbe: sono un cazzone di natura

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carlo 14 dicembre 2006 alle 15:59

Allora, un laureato in scienze politiche non serve a niente, a nessuno, quindi è chiaro che si viene assunti con altri criteri, magari per raccomandazione. Nessuno assumerebbe un laureato in sp, se non per fare un favore a qualcuno…
Se hai una laurea che serve a qualcosa, e sei bravo, stai tranquillo che il modo in cui i posti vengono assegnati smette di essere un problema, soprattutto nel settore privato.

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Iskida! 14 dicembre 2006 alle 16:10

….ma si ma poi che stracazzo me ne può fregare di stare qua a discutere con quattro sfigati…quello che dice che le Br lottavano per difendere la costituzione italiana(!?)..ma dove mai si è visto…l’unico rimpianto,leggendovi,è proprio quello di non aver sparato abbastanza…ma c’è tempo…e siamo in tanti…

Replica

troglodita 14 dicembre 2006 alle 16:26

“l’unico rimpianto,
leggendovi,
è proprio quello di non aver sparato abbastanza
…ma c’è tempo…
e siamo in tanti…”

a titillarci
con sommo diletto
quell’improbabil vergin
buchetto…
ciao fesso

Replica

Francesco 14 dicembre 2006 alle 17:26

“quanto a silvio ho visto come sono andate le cose e non è un caso che non l’ho votato.
in 5 anni non si è visto manco un sottosegretario e i soldi sono calati sempre di più.”
Hai fatto anche bene, allora. Alle prossime elezioni ti asterrai, temo. Se non sarai già emigrato.
Però, soprattutto se hai pause tecniche di riflessione, mi spieghi perchè dovrei dare più soldi per la ricerca se è impossibile mettere un sistema di verifica e ricompensa? fino ad allora, sono o non sono soldi buttati? a me i miei soldini mi piacciono, devo lavorare per averli, sono pure sottopagato (o sovraqualificato), vedi tu …
Anche qui a Milano si inizia a chiedersi se sia sveglia sta Moratti. Poi guardi in faccia il resto del Consiglio Comunale e lasci perdere.
OF, se ci sono più richiedenti che posti, la retribuzione cala: la fate Economia Politica 1 a Scienze Politiche, spero. E sui criteri di retribuzione, dovrei sapere cosa fanno i laureati in SP prima di risponderti.
Rolli, ti hanno dato della democratica scalfariana, vedi un pò!

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silvestro 14 dicembre 2006 alle 18:02

fra, le commissioni non devono essere composte dalla stessa gente che richiede i soldi.
è un’usanza del menga che c’è in molti paesi (non è facile competere con un americano se i soldi sono americani), solamente che in italia ci sono pochi soldi e in pochi si prendono tutto il cucuzzaro.
devo dire che dove lavoravo, negli usa, davano tanti soldi, tanti che c’era spazio per tutti e usciva fuori la meritocrazia: nel mio lavoro carta canta.
e c’erano anche più sprechi, ho visto macchinari in magazzino che farebbero la felicità di qualsiasi ricercatore italiano.
un altro modo è farlo e basta. inimicandosi i baroni.
non è facile ma è necessario farlo.
e purtroppo non decidi tu a chi dare i tuoi soldi, è probabile che siano stati dati ai forestali calabresi ;-)

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Francesco 14 dicembre 2006 alle 18:24

carissimo
il fatto è che i tuoi soldi sarebbero aggiuntivi rispetto a quelli dei forestali calabresi (o dei mucchiaioli bergamaschi)
e io sono già stufo ora.
vai, mazzuola forcal e mucber e torna vincitore, ti darò i denari!

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 19:11

Ma si può parlare con della gente che davanti alla Costituzione mi parla di economia politica 1 o di come si declina un sostantivo latino?
Ma siete pazzi o siete decerebrati?
Davvero devo spiegarvi a cosa serve la facoltà di scienze politiche?
Ma siete voi ad essere fuori dal mondo non io cari miei.
O meglio, avete ragione sugli effetti del malessere prodotto dall’antipolitica e dall’anarchia economica, ma poi non vi lamentate se poi un giorno si tornerà agli anni 70. Oppure pensate che l’ingiustizia sociale sarà tollerata all’infinito?
La vostra profondità di riflessione è pari allo zero, ma alla fine la storia entrerà anche a casa vostra, che lo vogliate o no.
Mortati parlava di costituzione formale che può essere destituita da quella formale, ma anche delle terribili conseguenze che provoca uno scollamento del genere.

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 19:14

Infatti si passò al PnF.

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orlandofurioso 14 dicembre 2006 alle 19:28

Io non posso abbassare il mio livello ancora di più. Devo usare termini tecnici che voi non conoscete per darmi un tono e quindi un certo rispetto, oppure cercare di parlare colloquialmente di problemi complessi per cercare un sano confronto in merito? Se per voi la politica si riduce a recitare una serie di slogan beceri e ridicoli, allora con quale coraggio pretendete di accusare gli altri di essere comunisti?
Semplicità non è semplicismo, ma qui mi pare che si guardi molto al luccichio delle medagliette e poco a chi le indossa.
Del resto siete elettori di FI, o mi sbaglio?

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carlo 14 dicembre 2006 alle 19:31

Guarda che noi con l’antipolitica ci troviamo benissimo, niente malesseri, neanche un ruttino.
Se poi si potesse avere anche l’antieconomia, anziché questo governicchio di nostalgici di dottrine tardo-ottocentesche, per di più mal digerite in salsa demagogica…
Quello che non volete capire è che voi siete già stati espulsi dalla Storia, insieme alla vostra ferraglia anni ’70…
Mamma mia, come si fa a ragionare con teste così?…

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bill 14 dicembre 2006 alle 19:41

Orlando: ma dove vivi? Qui alla lotta di classe non ci crede nessuno. Se tu mi dici che un operaio è sottopagato, io sono d’accordo. Il problema è con chi prendersela. Tu te la prendi coi fantasmi (la borghesia..), e secondo me sbagli. Io me la prendo con uno stato bucherellato che fa sì che il costo di un operaio sia più o meno il doppio di quanto si mette in tasca, per poi scoprire che non ci sono più le pensioni, che ti mettono ticket vari, che insomma, dietro uno stillicidio di tasse, non c’è un tubo.
Silvestro:so anch’io del referendum post-Chernobyl. E chi l’ha proposta, quell’idiozia, babbo natale? A parte il fatto che ce ne fu uno anche per abolire il finanziamento pubblico ai partiti, e come vedi se ne sono ampiamente strafottuti…Oh Silvè, non ci sono solo i forestali calabri: ci sono tutte le assunzioni inutili che vuole fare la maggioranza che piace a te. Cos’è, sei guercio?
Per finire, non mi pare che la ricerca con Prodi abbia usufruito di chissà che capitali. Nonostante la valanga di soldi che ci sta ciucciando.
Kamù: guarda che ai tempi d’oro dell’autonomia io c’ero. Sostenere che gli autonomi armati di allora fossero operai è una balla: la massa degli operai, grazie al cielo, non girava con le P38 e i passamontagna. Avere nostalgia di quei tempi di merda lo trovo assurdo.

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Manuele 14 dicembre 2006 alle 20:22

Io mi sono pentito di non aver fatto scienze politiche… col senno di poi mi sarebbe piaciuto provare la carriera diplomatica. Sono le delagazioni diplomatiche che fanno la politica internazionale, non le strette di mano dei pezzi grossi ;)
In generale cmq i posti di lavoro sarebbero pure aumentati, ma all’estero nelle organizzazioni sovranazionali.
Mi tengo quindi la mia “strana” laurea in scienze della comunicazione, (strana perché ho fatto un percorso un po’ particolare) che praticamente mi ha dato tutto quello che volevo sapere del mondo.
Trovare lavoro è molto molto molto difficile, ma lo sapevo già quando mi iscrissi. Fu una scelta personale, volevo studiare quello che mi interessava e sacrificare il resto per questo proposito.
Ammiro, ma non invidio, chi, come Francesco, è riuscito invece a scegliersi un percorso di studi *in funzione* del lavoro.

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kamù 14 dicembre 2006 alle 23:08

No bill nessuna nostalgia,hai ragione…è che spesso tendi a generalizzare a discapito della verità e,mi permetto,secondo me sbagli.

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Manuele 14 dicembre 2006 alle 23:16

Io me la prendo con uno stato bucherellato che fa sì che il costo di un operaio sia più o meno il doppio di quanto si mette in tasca, per poi scoprire che non ci sono più le pensioni, che ti mettono ticket vari, che insomma, dietro uno stillicidio di tasse, non c’è un tubo.
Oh, cavolo Bill… finalmente hai scritto una cosa che vale la pena di quotare e sottoscrivere al 100%. Non scherzo.
Però a sto punto mi devi togliere una curiosità:
fino al 92 spero tu non votavi PSI, PLI, PSDI o DC… vero? -_-’
Che sta roba qua sopra è tutta roba loro…

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orlandofurioso 15 dicembre 2006 alle 00:30

Bill, io e molti altri giovani chiediamo soltanto che non ci sia negato il nostro futuro.
Poi, se vengono fatte politiche che incrementano il divario tra i ceti sociali e che anzi li drammatizzano, come puoi non credere che non si possa tornare al conflitto?

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Francesco 15 dicembre 2006 alle 09:56

x Mauele
“Trovare lavoro è molto molto molto difficile, ma lo sapevo già quando mi iscrissi. Fu una scelta personale, volevo studiare quello che mi interessava e sacrificare il resto per questo proposito.”: scelta consapevole, ti faccio i miei complimenti e ti esprimo il mio rispetto.
Io ho fatto Economia Politica con specializzazione in Sviluppo Econimco Internazionale … “plagiato” da Marx, e ho trovato lavoro solo perchè ho deciso di studiare tedesco e non spagnolo.
Sennò avrei fatto Finanza o il commercialista, solo quelli sono sbocchi lavorativi ragionevolmente sicuri. Giusto per darmi un minimo di tono. A cuore avrei fatto lettere classiche con specializzazione la cultura greca, tutta la vita.
“Davvero devo spiegarvi a cosa serve la facoltà di scienze politiche?” Sì, sì, sì e anche in termini comprensibili (Indro Montanelli e il lattaio dell’Iowa, se sai di cosa parlo).
“Oppure pensate che l’ingiustizia sociale sarà tollerata all’infinito?”: guarda che le differenze sociali (GIUSTE) sono destinate ad aumentare e che in Cina o in India o ovunque nel mondo dei problemi di ordine pubblico in Italia non gliene frega un cazzo. Al massimo puoi portare l’Italia al livello della Somalia, al massimo.
“Devo usare termini tecnici che voi non conoscete per darmi un tono e quindi un certo rispetto”: faresti solo la figura del fesso, sembri un 15nne brufoloso e complessato. Ne hai da mangiare di polente, o cous coous, prima di ottenere del rispetto.
“Che sta roba qua sopra è tutta roba loro…” e no, io che votavo pentapartito col naso turato me lo ricordo bene il peso della sinistra compresa nell’arco costituzionale nelle peggiori decisioni. Non ci furono solo ladri e idioti ma anche demagoghi e idioti. Il ’68 non lo ha fatto la DC, la sua colpa fu di non saperlo contrastare.
Ciao

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bill 15 dicembre 2006 alle 11:22

Manuele: è una lettura monca la tua. Perchè pure la sinistra ha responsabilità enormi nello sfascio dello stato. E vorrei ricordarti, ma è solo un esempio fra migliaia, l’opposizione feroce fatta a suo tempo sulla riforma pensionistica, perorando il perpetuarsi di un modello previdenziale insostenibile e che ha portato alla situazione attuale. Nota che fin dagli anni 70 si sapeva che saremmo finiti così. Vogliamo poi parlare di scala mobile o altre scelleratezze, che oltretutto oggi stanno tornando demenzialmente in voga? Vogliamo parlare della scuola, dell’impossibilità di bocciare gli studenti, delle lauree un tot al chilo; delle assunzioni folli nell’apparato pubblico; delle politiche sindacali, che ad esempio hanno fatto sì che i ladri di bagagli alla Malpensa non si potessero licenziare? Le responsabilità sono equamente divise, negarlo è inutile.
Orlando: io, ti assicuro, non voglio togliere il futuro a nessuno. Non provengo da una famiglia ricca, non ho interessi di casta da difendere. Voglio che però non sia un futuro per legge, ma sulla base dei meriti e delle capacità. Questo è un concetto liberale, non comunista. Ora mi devi dimostrare che un figlio di operai che studia con profitto abbia ostacoli di natura “sociale” nel costruirsi un futuro. Perchè non è così.

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Manuele 15 dicembre 2006 alle 11:22

Francesco, però il fatto che l’inps non sia in grado di ridare i contributi presi negli ultimi quarant’anni scusami tanto ma io la considero più colpa di chi governava di chi stava all’opposizione (pur con un ruolo importante e via dicendo), altrimenti diventa un gioco al massacro, ma con tutti innocenti.
BTW, grazie per i complimenti… li metterò nel curriculum ^__^

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Manuele 15 dicembre 2006 alle 11:36

Bill, gli ostacoli di natura sociale che può trovare un figlio di un operaio nel costruirsi un futuro è magari l’esser fuori da una logica di conoscenze e amicizie. Ho amici con i padri nel Lion’s Club (o Rotary club che è la stessa cosa), che praticamente volendo avevano posti assicurati e con buoni stipendi fin da subito nelle aziende degli amici del club. Senza contare per un giovane che vorrebbe fare l’imprenditore (come vorrei fare io) quanto è utile cominciare con i soldi “di papa’” piuttosto che con i soldi della banca.
A parte questo (che non è poco, ma non è nemmeno tutto), fortunatamente gli altri ostacoli sono tutti nelle capacità dei singoli.
E con questo non faccio più interventi qua, che qua non ho la banda larga e per caricare 170 commenti ci metto un quarto d’ora -__-’

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Francesco 15 dicembre 2006 alle 11:42

Manuele
io non ho babbi o zii al Rotary ma non posso che dirti che per quello non sono state trovate soluzioni.
Mai. In nessun posto, tempo, regime politico, religione, cultura, economia. I figli dei potenti hanno il culo parato alla grande. L’unica cosa che varia è la dimensione del pannolone.
Quindi tanto vale vivere nel mondo esistente e, a costo di passare per fessi, non diventare complici di codesti signori.

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bill 15 dicembre 2006 alle 12:46

Gurda Manuele: nessun imprenditore, per quanto iscritto o meno al Rotary, si tiene in azienda un incapace. Se non obtorto collo: pensa a Malpensa che si deve tenere dei ladri..
In quanto alle conoscenze, certo che contano, come conteranno sempre. Io, ad esempio, ho rivisto un sacco di persone che frequentavano il liceo con me negli anni 70, attivisti di sinistra, e che oggi lavorano alla coop. Ne ho visto uno, che ai tempi era di Lotta Continua, che oggi è vigile urbano. Voglio dire: secondo te non deriva da conoscenze una cosa del genere? Fatto importante: vivo a Bologna, dove il partito è tutto. E guarda che non mi scandalizzo più di tanto; solo che non sopporto che si parli di privilegi, che esistono certamente, dimenticando che mezzo paese si imbosca per una logica di potere e usa la cosa pubblica per i fatti suoi. E magari è pure contento di essere trattato come un servo.

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orlandofurioso 15 dicembre 2006 alle 14:31

Bene bene, almeno si è smesso di dire che la Costituzione non conta nulla e che i suoi valori sono scemenze da vendere come figurine.
Allora, per quanto riguarda il dimostrare che in Italia chi esistono barriere sociali che hanno rotto l’ascensore sociale basta leggersi i dati OCSE relativi al sistema dell’istruzione italiana.
In Italia, secondo la ricerca dell’all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, le possibilità di successo sono legate alle condizioni della famiglia.
Ergo, tutto questo è anticostituzionale oltre che moralmente schifoso.
A detta dello stesso ministro Fioroni, siamo ancora in presenza di una scuola nella quale se sei figlio di operaio la normalità è che resti operaio.
Bill, io chiedo che vengano rispettati i miei diritti, la mia dignità di cittadino e di uomo e non accetterò mai che sia ritenuto normale il fatto che l’equità sia spacciata per comunismo e che la meritocrazia si traduca semplicemente col la legge del più forte.
Bill, ti ringrazio comunque per la risposta sentita, almeno tu mi hai ascoltato e, sebbene abbiamo due punti di vista diversi, capiamo che è importante parlarne con serietà perché sono questioni che riguardano tutti noi.
Sono troppi gli ebeti che fanno ormai parte della classe dirigente e l’unica nostra speranza è nel creare le condizioni affinché ne possa nascere una migliore, realmente competitiva perché emersa da una società più giusta.

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carlo 15 dicembre 2006 alle 14:53

Il nostro amministratore delegato è figlio di un operaio.
La mia ex, avvocato di un certo successo, è figlia di un ruspista.
Un mio caro amico, ingegnere di successo, è figlio di un cameriere imbarcato su piroscafo, poi diventato casellante di autostrada.
Come mi guardo intorno vedo gente normale che s’è fatta strada con la sua testa. Con qualche sacrificio, ma niente di più.
Poi ci sono gli incapaci come te, che nascondono la propria indeguatezza dietro un mare di chiacchiere, dietro Fioroni (capirai…), dietro l’OCSE…
Rimboccati le maniche e rema, invece di agitare bandierine.

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bill 15 dicembre 2006 alle 15:17

Orlando: secondo me sono altri i nemici da combattere, e sono tutti nella nosta testa da italiani. In ordine sparso: il mito del posto fisso, l’imprenditore visto come sfruttatore del prossimo, l’idea che si possa fare carriera per anzianità invece che per meriti, il valore legale del titolo di studio, il terrore per la competizione, la ricerca di ua mediocre “tranquillità” invece di correre dei rischi mettendo in gioco le proprie capacità, il considerare il lavoro come una tortura piuttosto che come un modo per realizzarsi, la poca voglia di sbattersi, l’idiosincrasia per la parola “vendita”..e se vuoi continuo

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troglodita 15 dicembre 2006 alle 15:49

Orlando, non credo che ad alcuno interessi tarpare le ali ai giovani. Forse però, i giovani, pretendono di avere il posto bellepronto non appena escono dall’università, solo per il fatto di aver studiato. Ecchissenefrega se hai studiato, scusa. Il futuro te lo crei tu caro Orlando Furioso e se, finita l’università, uno deve andare a fare qualche altro lavoro prima di trovare la propria strada, niente di male. Il problema è che vorreste avere la vita pianificata cosicchè da poter programmare la casetta con giardino in tutta sicurezza. Uno studia scienze politiche? ecco pronto il posto di spin doctor, farmacia? accolo a dover trovare immediatamente un posto fisso come farmacista(ma guai se lontano da casa), ingeniere? subito a progettare il ponte sullo stretto, giurisprudenza? devo essere subito avvocato pagato come tale. Le cose, sorry, non stanno così. Laùreati e studia quel che ti pare, guardati in giro ed inizia ad entrare nel mondo del lavoro. Puoi anche trovare delle alternative temporanee, ce ne sono tante, ma finiamola con ‘sta sega lagnosa dei giovani ai quali si nega il futuro. Che balle! Cos’hai adesso? 25 anni? Bene puoi seguire un corso per personal trainer e farti assumere in una palestra. Ne cercano ovunque di bravi, si guadagna discretamente e ti lascia il tempo per guardarti in giro per sviluppare le tue aspirazioni. Ripeto il sottoscritto per una decina d’anni ha lavorato come maestro di sci e guida alpina quasi a tempo pieno e le cose, un po’ alla volta, evolvono. Non aspettate solo e sempre che tutto si realizzi per magico incanto dopo aver studiato.

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orlandofurioso 15 dicembre 2006 alle 15:56

Allora, se uno ha dei diritti e li pretende agita bandierine, se uno mostra scientificamente che esiste una certa situazione allora questa non corrisponde alla verità, se uno scrive di far rispettare le regole gli si risponde che queste non esistono.
Bill, anch’io vorrei un sistema competitivo, ma allora sarai d’accordo con me nel sostenere che si dovrebbe far chiudere le decine di aziende parassite, si dovrebbe eliminare il parentato della istituzioni e far rispettare le leggi dello stato.

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troglodita 15 dicembre 2006 alle 15:57

Mi fa un po’ girare le balle uno che dice: ho studiato e allora devo avere un lavoro adeguato. Ma chi l’ha detto? Don Backi? Io ho fatto esperienza sessuale quotidiana e con grande impegno a suon di seghe fino a 15 anni con la speranza, avendo tanto studiato, di trombare solo da miss mondo in su… e allora? Per arrivare alle strafighe ce ne sono volute ancora parecchie di seghe.

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orlandofurioso 15 dicembre 2006 alle 17:09

Allora se uno non studia deve fare l’operaio perché è ignorante, se uno studia deve sempre fare l’operaio perché l’istruzione non serve.
Però se il figlioccio dell’avvocato, dell’ingegnere o del maestro hanno bisogno di trovare un posto ce l’hanno sempre, come mai?
Io non penso certo di rimanermene con le mani in mano, anzi. Ma più cresce l’impegno e più cresce l’odio verso chi ruba il mio futuro e quello di molti altri che non hanno avuto la fortuna di nascere nella ‘rete’ giusta.
Se fossi stato figlio di borghesi adesso sarei già sistemato o quasi, eppure l’impegno profuso è il medesimo.
Facile dire tu vai e fai quando però il tuo andare e fare produrrà un decimo di quello dei benestanti. Dove’è quindi l’equità e la meritocrazia?
Secondo te dovrei starmene buono e zitto e rassegnarmi a questa schifezza, oppure denunciarla ovunque mi sia possibile?
Se l’Italia ha abolito il riscatto sociale attraverso l’istruzione a vantaggio della prepotenza, del furto e della prevaricazione, è l’ora di dirlo chiaramente affinché tutti possano così saperlo.

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troglodita 15 dicembre 2006 alle 17:14

Orlando Furioso che cazzo dici? Guarda che qui dentro quello che beve sono io.

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orlandofurioso 15 dicembre 2006 alle 17:30

Troglodita, si vede che adesso siamo in due :)

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orlandofurioso 15 dicembre 2006 alle 17:41

Troglodita, la natura mi ha dato la bellezza e un cervello, ma non la ‘rete’.
Pensi che iscrivermi alla loggia massonica possa essermi di aiuto?

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troglodita 15 dicembre 2006 alle 19:13

O.F. se se attratto dalla massoneria per questo motivo(la rete), hai sbagliato indirizzo ed è meglio che lasci perdere subito. La massoneria non è un contratto di mutua assistenza. Se sei interessato per altri motivi, puoi iscriverti anche tramite internet, c’è un modello da compilare.

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orlandofurioso 15 dicembre 2006 alle 20:04

La mia era una battuta, però vedo che sei molto informato. Da oggi posso chiamarti muratore?
Ciao, e grazie comunque per avermi ascoltato.

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Francesco 15 dicembre 2006 alle 22:28

Allora se uno non studia deve fare l’operaio perché è ignorante,
ho sentito un operaio un paio di settimane fa, che cercava di spiegare agli studenti di un IPSIA che se non studiavano manco li facevano provare, a fare gli operai
giusto per spiegarti come funziona il mondo

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troglodita 16 dicembre 2006 alle 07:20

O.F. non serve essere fratello per andare sul sito della massoneria e leggere un po’ di cose.

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Calvin 19 dicembre 2006 alle 16:20

Scusate, ero nella città più bella del mondo (by far).
Orlando non ti impermalire, suvvia. Però mi pare di leggere un opuscolo di Potere Operaio, se gli scienziati politici in Italia stanno ancora alle categorie marxiane stiamo messi bene… Senza contare le parti sui giovani privati del loro futuro, che scatenerebbero l’invidia di De Amicis.
Studia bene l’inglese + un’altra lingua (almeno), lascia stare il latino che non sei buono (che poi prima lo tiri fuori e poi ti lamenti perché ti si fa notare che hai cannato, non sei mica sportivo) e la Costituzione che è un pezzo di carta che lascia il tempo che trova, e vedrai che un lavoro lo trovi. In Toscana, con le tue idee, è capace che ti assumando direttamente senza manco fare lo stage :D

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