BoratÎmkin

Ho visto Borat. E chissene… direte voi, lettori abituali o di passaggio, giovani o stagionati. Prendete questo post solo come uno sfogo personale: dopo aver letto di opera comico-geniale, del clamoroso successo americano, di risate fin dai primi secondi, ancora aspetto di ridere. Sì, qualche sorriso stiracchiato qua e là (la versione boratiana di The Star-Spangled Banner davanti agli increduli spettatori di un rodeo, la parodia di The Blair Witch Project) lo ha strappato anche a me, ma il primo giudizio che mi è venuto in mente alla fine della pellicola è quello che un Ugo Fantozzi in versione ribelle appioppa a ìLa corazzata PotÎmkinî.

di Losciacallo il 28 novembre 2006 in Fuffa docet · 54 commenti

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Manuele 29 novembre 2006 alle 02:40

Lo vedo oggi al festival (di cui ho fatto cenno sul blog)… certo che un po’ mi hai fatto passar la voglia però :-D

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carlo 29 novembre 2006 alle 11:20

… e cionondimeno io mi sono meritato un “cazziatone” alle tre di notte dalla Signora Direttrice, solo perché, oltre a non averlo visto, non l’avevo mai neppure sentito nominare…
Non ci cascherò più.

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l'oste 29 novembre 2006 alle 13:44

Ridere fa ridere. Ma e’ tropo lungo per il genere, e non e’ questa fantastica satira…
Certo, il fatto che gli attori fossero inconsapevoli di esserlo gli fa guadagnare qualche punto.

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Minerva 29 novembre 2006 alle 15:53

Manuele, esagerato :)
Sono rimasta ferma al post che ti ha pubblicato la rivista specializzata (però potevi anche scrivere quale, ché mi è rimasta la curiosità). Stasera vedrò di trovare il tempo per leggere gli arretrati.

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Manuele 29 novembre 2006 alle 19:39

Infatti alla fine non l’ho visto, c’era un omaggio ad un’attrice indiana scomparsa e facevano vedere un film indiano degli anni sessanta girato in lingua tamil… che dire, dopo le tue parole mi ha attirato di più ^___^
La rivista non è specializzata, comunque si chiama “in altri TERMINI” e viene distribuita (credo gratis) nelle grandi stazioni ferroviarie, tipo milano centrale e roma termini, appunto. Molto carina, almeno a giudicare dal pdf che mi hanno mandato.

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British Bulldog 30 novembre 2006 alle 01:08

Minerva non potrebbe esser scattato l effetto di un pessimo doppiaggio anche?

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Gabibbo 30 novembre 2006 alle 10:32

Inizio a sospettare che sia come per la ìversione di Barneyî: anche lì i redattori del Foglio si sperticavano in lodi e addirittura c’era la rubrichino quotidiana, io mi sono fatto tentare e l’ho pure compratoÖ du’ palleÖ
PS.: bentornate/i, iniziavamo a preoccuparci :-)

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l'oste 30 novembre 2006 alle 12:25

Esiste gia’ il doppiaggio in italiano?
Concordo con BB comunque, credo che Borat non sia un film adatto al doppiaggio. Un po’ come doppiare Toto’ (o Fantozzi) in Inglese: pensate un po’ al risultato.
=

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Francesco 30 novembre 2006 alle 13:11

gabibbo
se ti sei annoiato con la versione di Barney, era meglio se facevi il bracciante o il minatore di sale.
un libro bellissimo, uno dei pochi ad emozionarmi da anni.

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British Bulldog 30 novembre 2006 alle 15:57

Oste premetto ch non ho ancora visto Borat ,,e manco so se lo vedro (non e che mi attiri piu di tanto ) ,,Ma mi e successo in
a lcune occasioni di aver visto dei film in originale con sottotitoli e averli apprezzati molto
e poi rivisti doppiati malissimo in italiano ,,, irriconoscibil,,, Quindi ipotizzo,,, un eventualita del genere per Borat,,,

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Minerva 30 novembre 2006 alle 16:13

BB e L’oste, Borat in italiano è doppiato da Pino Insegno (sic), ma in Italia il film uscirà in primavera.
Ho visto la versione originale in inglese con sottotitoli in inglese (aiutano a non farsi sfuggire le battute). Non mi è proprio piaciuto. Certo, riservargli il giudizio fantozziano è un po’ una provocazione, ma davvero non l’ho trovato niente di speciale. Forse mi sarei divertita di più con il film indiano in tamil :)
Baron Cohen lo conoscevo dai tempi di Ali G e non mi ha mai entusiasmato.
Grazie, Gabibbo.

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Gabibbo 30 novembre 2006 alle 16:20

Francesco, se pensavi di fare la figura dell’acculturato, sappi che hai fallito l’obiettivo.

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Losciacallo 30 novembre 2006 alle 16:53

Gabibbo, perchè t’ha annoiato?

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Gabibbo 30 novembre 2006 alle 19:08

Vedi, di solito sono molto diffidente di fronte ai fenomeni editoriali (ho letto ìil nome della rosaî cinque anni dopo che me l’avevano regalato, e ìla lingua perduta delle gruî quindici anni dopo la sua pubblicazione), ciononostante ho comprato la ìversioneî, dopo lo smarronamento interminabile operato dall’elefantino e dai suoi accoliti, sembrava quasi fosse la nuova Divina CommediaÖ
E invece a me non ha fatto questa impressione, m’è parso un libro senz’altro originale, ma la carica eversiva che tanti vi hanno letto, io non l’ho trovata, il particolare ìsenso della vitaî che era parso trasudare dalle pagine ai suoi molti estimatori a me è rimasto ignoto, e, alla fine, il libro m’è diventato noioso, tanto che mi sono dovuto costringere a leggerlo fino in fondo.
Mi spiace, ma di tutto quel tomone non ricordo una pagina che sia una, vuol dire che ho perso il mio tempo, con un libro che non m’ha lasciato nullaÖ peccato.

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Losciacallo 30 novembre 2006 alle 19:17

Me l’ha consigliato un amico dicendomi che era divertente, ed in effetti in alcuni punti mi ha fatto morire dal ridere (specie quando immaginavo ‘sto vecchio rincoglionito che sbavava e urlava “cazzo cazzo cazzo”).
Particolari “sensi della vita” non ne ho visti, ma manco ne cercavo.
Cmq, grazie.

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l'oste 30 novembre 2006 alle 21:02

Ma guarda come siamo tutti piu’ civili quando non si parla di politica.
Rimedio subito.
Minerva se non ti e’ piaciuto e’ perche’ non ci hai capito una mazza.
Francesco la versione di Barney e’ un libro noioso quanto te.Bleah!
Ora mi sento piu’ a mio agio.
Cio ho visto Borat in un cinema irlandese strapieno di gente, che mediamente si ammazzava di risate. L’unico che non rideva per nulla era il mio amico che mi aveva convinto a vederlo. Io, come detto prima, credo che sia piacevole ma un po’ eccessivo. La sua fortuna/sfortuna e’ che il film non e’ cosi’ geniale come la pubblicita’ che gli e’ stata fatta. Fare incazzare l’ambasciatore del Kazakhstan e’ stata una mossa promozionale da premio Nobel.
I media ci si sono tuffati dentro et voila’…caso mediatico cucinato alla perfezione.
A margine mi rimane una domanda: ma perche’ in Italia i film arrivano sempre in ritardo? “The wind that shakes the barley” per esempio e’ uscito da poco quando quando nel resto del mondo si vedeva a Settembre! Cercasi illuminazione.

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Minerva 30 novembre 2006 alle 22:27

Tutto può essere L’oste, ma direi che non mi è piaciuto anche perchè l’ho capito. Hai un amico intelligente.
P.S. C’è gente che si ammazza dalle risate anche con i vari natali sul nilo.

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l'oste 30 novembre 2006 alle 22:46

Minerva era una battuta.
Non mi costringerai a mettere gli smile?

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Minerva 30 novembre 2006 alle 23:55

No no. E’ che non sono ai miei soliti livelli di umore, ero incerta se fosse una battuta, e ho tentato una risposta “neutra”. In effetti a rileggerla sa un po’ troppo di acido.

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Francesco 1 dicembre 2006 alle 10:08

Tomone?
Gabibbo, se pensavi di convincere qualcuno che sai leggere e scrivere hai sbagliato.
Posso giusti accettare come ipotesi di lavoro il giudizio spietato dell’Oste, sarà una questione di affinità elettive.
Sul Nome della Rosa, lo ho letto da piccolo, mi ha lasciato un retrogusto strano, mi hanno obbligato a studiarlo da più grandino, lo ho capito meglio, adesso odio Umberto Eco (se lo considerassi, lo odierei, diciamo meglio).
Ciao

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British Bulldog 1 dicembre 2006 alle 22:48

il Senso della Vita???ma non è un film dei Monty Python?

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Francesco 2 dicembre 2006 alle 08:41

Un capolavoro, non un film, per la precisione.

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British Bulldog 3 dicembre 2006 alle 09:39

mai come Brian di Nazareth

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Gabibbo 3 dicembre 2006 alle 20:35

I VOCE: Ma… tutto qui?
II VOCE: E perché? C’è qualcosa che non va?
I VOCE: Ma… mica finirà così!
II VOCE: Ma sì! Non ti piace?
I VOCE: Veramente mi sembra un po’ moscio.
II VOCE: Ma non è la vera fine! Questo è cinema! Poi ci sarà “Brian 2″.
I VOCE: Ma… ma se muore il protagonista!
II VOCE: Ah… ah, sì, già, è… è vero, eh… allora vediamo, diciamo che… ecco: all’ultimo momento arriva in una biga dorata tirata da quattro cammelli una stupenda ereditiera egizia che lo scorge, si innamora, e lo tira giù dalla croce. Poi se lo porta al Cairo, lo fa diventare vice faraone e ritornare vincitor da una guerra che provoca il declino e la caduta dell’Impero Romano. Eh? Beh, che ne dici?
I VOCE: Scusa, e se invece lo lasciamo morire e poi, qualche giorno dopo, lo facciamo resuscitare?
II VOCE: No, no! Ma chi vuoi che ci creda?
Brian sì, che era un capolavoro… altro che Barney :-))

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Francesco 3 dicembre 2006 alle 21:21

Potrei anche essere d’accordo …

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Alex 8 dicembre 2006 alle 18:35

non capisco il (sic) dopo “Pino Insegno”.
ovviamente non ho visto il film doppiato, ma dubito che potrà essere all’altezza dell’originale
il film è geniale perchè, come ogni opera di genio, ha un doppio livello di lettura, uno immediato che ti fa sbellicare, e uno piu profondo che ti fa pensare “azz, ma davvero la gente è così?”
e gli interrogativi che solleva sono inquietanti…

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Minerva 11 dicembre 2006 alle 16:20

Il sic dopo Pino Insegno perché la sua comicità è quanto di più lontano si possa immaginare rispetto a quella di Baron Cohen. So che Insegno è considerato un ottimo doppiatore, ma io sono per i sottotitoli sempre e comunque.
Se, per considerare un film geniale, bastasse il doppio livello di lettura, allora siamo pieni di film geniali. Ci voleva Borat per capire come è la gente?

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Alex 11 dicembre 2006 alle 17:51

(sic) sta per “sic est” , serve a rilevare che una castroneria era proprio cosi nel testo originale
insomma non è una specie di “sigh”
per il resto, pino insegno mi fa cagare e non ho mai riso a una battuta della “ditta”
non basta il doppio livello e no, non siamo pieni di film geniali tutt’altro, lo rende geniale il fatto che Borat riesce a far dire alla gente cose che normalmente non direbbe (da qui la sfilza di querele per “brutta figura”) e allo stesso tempo che con una battuta apparentemente sboccata e volgarotta ti lasci a rimuginare se davvero siam presi così male…

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Minerva 11 dicembre 2006 alle 20:43

E no, la lezioncina gratuita la voglio dare anche io.
ìÖ di seguito alla trascrizioneÖ di una frase inconsueta o apparentemente assurda, per dare conferma al lettore che la parola, o la frase, va letta proprio così, che non si tratta di una svista o di un errore di chi trascrive. (Il vocabolario Treccani)
La notizia sul doppiaggio di Insegno è trascritta da un commento a Emmebi ( :P) e ti sarà senz’altro noto l’uso ironico, anche delle particelle latine. Il mio sic non sta per sigh, ma è, per l’appunto, ironico: sì, è così, avete letto bene, non è un mio errore.
E’ una scelta che tradisce il film, perché è assai probabile che Insegno ci metterà molto del suo, proprio stile Premiata ditta. Credo una scelta voluta, per rendere Borat appetibile ai palati italiani, abituati alle varie vacanze di natale a New York.
Mi risultano, fino ad ora, tre querele, non una sfilza (dall’insegnante di bon ton, dagli studenti ubriachi, dai Rom ). Per poter utilizzare le ìcandid cameraî hanno dovuto ottenere la liberatoria. E infatti gli studenti se la tentano, sostenendo di essere stati ingannati al momento della firma.

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martin_peccatore 11 dicembre 2006 alle 22:24

arrampicarsi sugli specchi costa poco. sic andava messo se ci fosse stato un modo scherzoso di deformare il congome di insegno, non ce errore di trascrizione , non è una dizione peculiare. quel sic ignorante indica non un errore nella forma ma nella sostanza. a volte dire, “oh cazzo so ignorante, scusate” è proprio difficile.

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Minerva 11 dicembre 2006 alle 23:39

No, no. Nei miei commenti decido io cosa va messo, anche forzando il significato dei termini, ché un po’ di sana creatività non guasta.
Il riferimento alla trascrizione da Emmebi è (mi sembrava chiaro, a quanto pare non lo è) una garbata PpC. Il sic, così come l’ho usato (uso estensivo, mai sentito?) è ironico, ma non è un problema se qualcuno non ci crede.
Il resto del commento precedente, constatatane la scorrettezza formale e sostanziale, lo prendo come una provocazione. Non andata a segno, se l’estensore sperava in una sequela di contumelie.

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martin_peccatore 12 dicembre 2006 alle 00:03

non era una provocazione la mia, era solo una nota sull’uso scorretto della lingua. non esiste un uso ironico del sic, perche la produttività linguistica in tal senso è vietata finche rimangono persone che sanno cosa significa non è lecito inventarsi altri usi. l’estensività e la produttività linguistica sono consentiti in una lingua solo nel caso in cui tutti gli udenti comprendano il singificato che il parlante (o scrivente da loro). in questo caso ci sono un po troppe persone non imbarbarite per infinocchiarle tutte con qualche invenzione ironica.non avrei mai ricommentato o fatto io la lezioncina se non avessi visto l’arrampicata vitrea, e non mi fossi ricordato di una bacchettata sul mio ipsissimo uso della patria lingua da parte tua.

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Minerva 12 dicembre 2006 alle 00:21

Non ho mai bacchettato nÈ bacchetto nè bacchetterò alcuno per l’uso scorretto della “patria lingua” (unica eccezione un appunto generale su “sÈ stesso” senza accento). Mi interessano le argomentazioni. Perciò, mi dovresti fare la cortesia di indicarmi questa fantomatica bacchettata, altrimenti sarebbe cortese chiedere scusa.
L’uso estensivo e ironico è comprensibile per il semplice fatto che sic, come l’ho usato, è utilizzato molto spesso. Cerca e troverai.

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Return 12 dicembre 2006 alle 00:44

Martin, il tuo ‘sic ignorante’ (sic) rappresenta un utilizzo estensivo del termine, giacché una parola non può ignorare alcunché, e financo un controfattuale ‘uso ignorante del sic’ sarebbe estensivo – un uso non ha coscienza, semmai rinvia per metonimia all’usante, che è participio. ‘Sic’ può simulare incredulità per una fonte a fini retorici, con un’ampiezza x, sebbene possa non piacerti.
Di solito un po’ di pratica sessuale estende il raggio dell’elesticità ammessa/ammissibile.
Minerva, invidio davvero il tuo aplomb. La prossima volta ricordati le virgolette per carità.

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martin_peccatore 12 dicembre 2006 alle 00:46

infatti mi sono sbagliato non eri stata tu. quindi ritiro tutto. bhe tutto no, rimane il fatto che sic con un uso ironico esiste solo negli scribi ignoranti. esempio argomentante: c’è un sacco di gente che per ironia dice “mi dichi” “facci pure” in seguito alla divulgazione dell’opera del sommo poeta villaggio. tuttavia nell’uso corrente la “gente” sostituisce congiuntivo con l’indicativo non con una forma di congiuntivo deviante. fantozzi non fa ridere perche sbaglia il congiuntivo, ma perche lo sbaglia in una maniera media (mediocre).
una produttività linguistica ironica non puo cozzare contro l’uso comune nè contro il significato piu erudito, deve essere altro, altrimenti non ottieni nessun risultato.

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martin_peccatore 12 dicembre 2006 alle 00:58

return sono molto contento che tu non sia sceso in campo per difendere l’ignoranza di un uso del sic est non consentito ne italiano, in tedesco, in inglese e in francese. difesa puntuale precisa, che non adduce argomento vero, o verosimile, ma mi invita a scopare. io sinceramente basito costernato non so come rispondere. è piu controfattuale “tua sorella” o piu metonimico “tua madre”?
stai sul pezzo e dimostra che sic è anche ironicissimo o stai zitto su.

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Return 12 dicembre 2006 alle 01:08

Il tuo sense of humor aumenta di commento in commento, vedo :-) Relax, please!

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Rolli 12 dicembre 2006 alle 01:16

Sic: avv. si usa metterlo tra parentesi nel riferire un passo di qualche testo, per indicare che le parole sono proprio quelle, di solito con l’intenzione di far notare un errore del testo citato o per sottolineare ironicamente il giudizio espresso nel testo della questione
Palazzi Folena pag 1673

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Return 12 dicembre 2006 alle 01:20

Ciao Rollina! :-)

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Rolli 12 dicembre 2006 alle 01:28

Ciao Return :*)

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martin_peccatore 12 dicembre 2006 alle 01:38

ok, giochiamo a chi ce lha piu duro il vocabolario?
devoto oli:
avv. lat cosi: si scirve tra parentesi spesso con un punto escalmantivo a commento di una citazione che sembra sorprendente oppurea alla trascrizione di una parola errata o incomprensibile perche chi legge non attribuisca lo sbaglio al trascrittore o allo stampatore
gabrielli
sic così si scrive tra prerntesi a volta nchea ccompangato dal puntoesclamativo accanto a una parola a una frase in modo da richiamrre su di essa l’attenzione del lettore perche errata; o incomprensible, facendo sapere che è stata trascritta fedelmente e non è quindi frutto di una svista
demauro
così, proprio così, spec. usato fra parentesi come avvertenza accanto a parole o citazioni errate o incomprensibili, per segnalare al lettore che queste sono trascritte fedelmente.
3-1, (senza contare che l’assurdo della treccani faremmo 4-1 ma lha citato minerva contra se non avvedendosene quindi sarebbe iniquissimo rigirarlo)
continuamola sta battagliola che è divertentissima, spero vi rendiate conto che non è tanto grave ammettere di aver scritto una stupidata se poi si deve combattere per la nobile causa dell’abbruttimento fumettistico della lingua italiana e per l’adozione accademica di usi folkloristici. io rimarro romantico ed isolato lassu sulla collina di quelli che ricordano come usare le parole latine, voi fate un po ironicamente quello che volete.

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Minerva 12 dicembre 2006 alle 01:51

MP, non mi interessa se non ritiri sul sic (non l’ho chiesto, potremmo discuterne all’infinito, e comunque, proprio leggendo e capendo Devoto Oli e Treccani il mio uso di sic è più che giustificato). Quanto alla mia richiesta di scuse, era oziosa: ci vogliono troppo coraggio ed educazione.
non avrei mai ricommentato o fatto io la lezioncina se non avessi visto l’arrampicata vitrea, e non mi fossi ricordato di una bacchettata sul mio ipsissimo uso della patria lingua da parte tua.
Un intervento per lavare l’onta, indirizzato alla persona sbagliata. Mah. In ogni caso, se c’è qualcosa che non va, sfogati pure, ché zia Minerva è comprensiva.

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Minerva 12 dicembre 2006 alle 01:52

Grazie, Return, ma è solo per via del mezzo :)
Ciao, Rolli :)

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martin_peccatore 12 dicembre 2006 alle 02:05

minerva, non sei la prima nel’ultima persona colpita per errore. io son ben felice di ritirare una mia castoneria, ma non era uno sfogo o un lavare un onta, quanto un inserirsi in un discorso oziosissimo spinto da un cattivo ricordo. il che non inficia il fatto che quello che ho detto lo ritengo giusto e incontrovertibile sotto il cielo della lingua italiana.
mi spiace moltissimo che tu creda davvero che si possa discutere ore su una definizione di un vocabolario, peccato che quello che non cè scritto non cè scritto.
mi spiace moltissimo che tu non capisca che l’uso suggerito dalle definizioni esclusa quella palazzi folena fa ricadere nello scrivente del sic la volontà della parola nello scrivente citato mentre tu ne ammetti un uso che trasferisce a te la volontà del giudizio.
mi spiace moltissimo inoltre che tu creda che assurdo e sorprendente siano eguali a ironico. ma permettermi di essere ironico della tua assurda comprensione delle sorprendenti definizioni. buona notte e sogni d’oro.

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troglodita 12 dicembre 2006 alle 07:43

che diatribe del cazzo(sic)

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Calvin 12 dicembre 2006 alle 11:23

che bello una diatriba del cazzo! sic in latino significa “così”, nell’uso italiano mi pare venga utlizzato in senso rafforzativo, “proprio così”. Poi gli illustri linguisti possono pure dire che si utilizza dopo una citazione o solo dopo le parole che finiscono con “lalia”, resta un’interiezione che ha un significato e che può essere utilizzata in tutti i contesti dove ha senso. L’utilizzo fattone da Minerva mi sembra inappuntabile: “il doppiatore sarà Pino Insegno” (SIC => è proprio così, non avete letto male!).
Martin riduci la dose di caffeina, a parte gli effetti collaterali nei commenti fa proprio male! (cordialmente)

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Francesco 12 dicembre 2006 alle 12:05

Ma in latino cazzo non si dice “mentula”?
cosa c’entra il “sic”?

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Minerva 12 dicembre 2006 alle 13:04

Come dar torto a Leonida? Perciò, con questo commento, qui si chiude l’avventuraÖ
Assurda è la scelta (e relativa notizia) di Insegno; sorprendente, in senso negativo, è la scelta (e relativa notizia) di Insegno. Perché assurda e sorprendente ? Perché Insegno con la comicità di Sasha Baron Cohen non ha niente a che fare, ed è quasi certo che interpreterà tradendo lo spirito ìboratianoì. Insomma, in Italia vedranno un altro film rispetto all’originale. Non esattamente una questione di vita o di morte, in effetti.
Con sic (sì, proprio così) si è inteso sottolineare ironicamente l’assurdità e il carattere sorprendente (in senso negativo) della scelta citata (e relativa notizia).
Reitero l’invito a un’ attenta lettura di Devoto Oli e, soprattutto, Treccani. In ogni caso, è sufficiente che un solo dizionario registri (non giudicandolo scorretto) l’uso di un termine in un dato modo, per poter utilizzare tale termine senza tema (si fa per dire, ché ho altro a cui pensare) di tratto di penna rossa. Ergo: hai torto.
Persino io, parte non interessata, ricordo chi ti ha bacchettato per il tuo abuso dell’Italiano, M.P.. A maggior ragione lo ricordi tu, e infatti hai immediatamente riconosciuto l’”errore”. Sono convinta che lo hai fatto di proposito, per provocare, come provocatorio è il tono di tutti i tuoi commenti sotto questo post. Poi, libero di negare l’evidenza. L’errore che riconosco è quello di averti dato corda, nonostante abbia capito la provocazione. Punto.

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martin_peccatore 12 dicembre 2006 alle 13:31

no in realtà mi sono semplicemente sbagliato, non sono un superumano io, ho confuso ginevra con minerva in assoluta buonafede. se ce stata malizia provocatoria rintracciala a seguire dai simpatici commenti anglosassoni alla get laid che sono accorsi in tua difesa. il resto è semplicemente una mia opinione: che un uso del sic cosi sia semplicemente dovuto a non sapere in che contesto venga utilizzato. poi se tu credi che io abbia torto sono fatti tuoi, nel giorno in cui scriverai le tue memorie un qualsiasi studentello ficcato in redazione ti correggerà la bozza e potrai sfogarti con lui, spiegando a lui la differenza tra le caricature grottesche della premitata ditta e le caricature grottesche di baron-cohen, la differenza tra il bene et il male, e la differenza tra chi legge un vocabolario per interpretarlo e piegarlo alle sue ragioni e chi semplicemente non riserva l’esegesi ai testi biblici.
(il punto è che io ho scritto tutto finora sorridendo e senza malizia, rancore, astinenza sessuale, troppi caffe etc :S mi accorgo dell’insufficenza del mezzo e della presunzione mia di riuscire a fare ironia sugli errori altri, e sulla stupidità mia nel continuare una diatriba onestamente inutile. dai, buone feste a tutti)

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Calvin 12 dicembre 2006 alle 13:53

io ho stima di mp, che non conosco, ma che reputo intelligente e preparato. esaurita la captatio benevolentiae, martin rileggiti un po’:
“arrampicarsi sugli specchi costa poco. sic andava messo se ci fosse stato un modo scherzoso di deformare il congome di insegno, non ce errore di trascrizione , non è una dizione peculiare. quel sic ignorante indica non un errore nella forma ma nella sostanza. a volte dire, “oh cazzo so ignorante, scusate” è proprio difficile”
ok, non è caffeina. è coca? no dai, a parte gli scherzi, manco minerva, ginevra o chicchessia ti avesse sodomizzato la mamma mentre ti metteva dello zucchero nel serbatoio della macchina (e qui invito a cogliere la facillima citazione). oh poi se il tono era scherzoso mi cospargo il capo di cenere e chiedo venia. buone feste a tutti, meno che agli infedeli cui auguro di bruciare nel fuoco della Gehenna.

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martin_peccatore 12 dicembre 2006 alle 14:05

calvin, il dramma è che volevo risultare simpatico, pur affermando quello che secondo me è un errore che ho visto troppo spesso perpretuato impunemente. posso anche aver capito che minerva non lha fatto per ignoranza grassa ma perche a lei sembra giusto che si possa usare cosi, e addiritura un vocabolario le da ragione, ma rimane una cosa che mi urta i nervi vederlo usare cosi. per me rimane una particella da usare nella edizione di testi, nelle trascrizioni, non come sostitutivo di un intero pensiero. riconosco che ho osato troppo e che forse ero animato da uno spirito del tipo “ha mi fai le pulci ai miei apostrofi e poi non sai una pippa di italiano” ma insomma ero in fase stronza e presuntuosa, abbiate pietà. (lo sono ancora provate voi a fare 3 giorni per aria senza essere hostess)

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Francesco 12 dicembre 2006 alle 15:52

Mp
forse non la sai ma Minerva non fa mai errori.
e questo è un dogma di fede del blog.
uomo avvisato …..

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Rolli 12 dicembre 2006 alle 16:03

Martin, fermo restando che il sic – ti giuro sulla testa di Dante, potesse morì se non è vero – è a buon diritto utilizzato anche ironicamente, sei comunque simpatico :)
Poi figurati, tre giorni di volo giustificano anche l’omicidio, per quanto mi riguarda, visto che io evito anche i canonici 50 minuti

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Alex 12 dicembre 2006 alle 16:43

uhm… volevo solo puntualizzare… la prossima volta invece starò zitto…
8(

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