Onu, gli scudi umani di Hezbollah

Paeta Hess-von Kruendener, uno degli osservatori Onu rimasto ucciso accidentalmente in un raid israeliano in Libano, poco prima della sua tragica morte aveva denunciato la micidiale strategia di Hezbollah che utilizza le postazioni ONU usandole come scudi contro gli attacchi israeliani, che ìnon sono deliberatamente mirati su di noi, bensì dovuti a necessità tecnicheî.
E nessun telegiornale o quotidiano lo scrive, tantomeno lo dice il meraviglioso Kofi Annan che prima accusa Israele di aver ucciso deliberatamente gli osservatori e poi fa marcia indietro, senza denunciare quanto affermato da Paeta Hess-von Kruendener (Liberopensiero, via 1972)

di Minerva il 31 luglio 2006 in Medio Oriente · 46 commenti

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Layla 31 luglio 2006 alle 17:15

Niente di nuovo Rolli, niente di nuovo purtroppo.
E pensare che ci sono almeno il 50% delle persone che non ci credono neanche se glielo dimostri.
Gli arabi hanno sempre usato le persone come scudi umani, trattandoli come sacchi di sabbia e tanto a chi si ribellava aspettava comunque morte sicura.
Ma il “nazista” è naturalmente Israele.
E comunque già la musica è diversa da qualche anno fa, almeno ora parrebbe che una parte dell’opinione pubblica e della gente “veda e capisca” ma credo che abbia ragione Shimon Peres quando dice che forse Israele non ha mai avuto così tanti amici, ma …..inutili.
Perchè intanto a combattere lì contro terroristi che gli sparano addosso missili e opinione pubblica che spara sentenze sono sempre da soli.
Grazie Rolli.
Layla

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JimMomo 31 luglio 2006 alle 18:57

http://jimmomo.blogspot.com/2006/07/la-strage-di-cana-firmata-hezbollah.html
ciao Rolli!
P.S. mi sono arreso. Foto anche sul mio blog.

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Olden 31 luglio 2006 alle 20:40

Fatto sta che è totalmente assurdo affermare che azioni come quella di Cana servono a frenare il terrorismo. Al contrario: lo alimenteranno senz’altro.
E’ inutile girarci intorno o tentare di scaricare le colpe sul nemico: Israele ha massacrato 37 bamnini innocenti e questo rimarrà nella storia e nell’immaginario collettivo (soprattutto degli arabi). Punto.
Il danno è fatto. E non si venga a dire che non era un rischio calcolato e previsto. E’ semplicemente impossibile. Sapevano bene che potevano succedere fatti di questo tipo quando hanno lanciato l’attacco al Libano, eppure Israele non ha esitato.
Non ha esitato di fronte ai bambini uccisi. Non ha esitato di fronte alla rabbia degli arabi. Non ha esitato di fronte al rischio (praticamente alla certezza) di alimentare la rabbia e l’odio contro Israele stessa e contro l’Occidente.
Non ha esitato neppure Washington a dare il via libera all’operazione (perchè, qualcuno forse crede che ci sarebbe stato qualcosa del genere senza il beneplacito USA?).
Insomma, i bambini morti stanno sulla coscienza di Israeliani e Americani, non c’e’ niente da fare.
Come giudichereste voi uno che ha sparato in bocca a vostro figlio e poi sostiene di averlo fatto solo perchè dietro di lui si nascondeva un criminale, e perciò si dichiara innocente?

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Olden 31 luglio 2006 alle 20:43

p.s. – anche la resistenza Irakena afferma che sono i soldati americani a farsi scudo dei civili quando fanno saltare in aria mercati e luoghi affollati di donne e bambini.

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troglodita 31 luglio 2006 alle 21:28

Olden, posizione pericolosa la tua. Parrebbe infatti che sia lecito ed anzi “naturale” che dei combattenti si mischino tra i civili per colpire impunitamente. Cosa faresti se dei balordi tirassero contro la tua casa ed i tuoi figli da un asilo? Abbozzeresti? Parliamo di 100 150 razzi al giorno(razzi senza guida, turati “a saturazione d’area”) che non mietono tante vittime solo perchè in israele si proteggono. Non è proprio così semplice come la metti giù tu. Certo che gli israeliani sono caduti nella trappola, ma la trappola qualcuno l’ha preparata mettendo in conto che succedesse quanto in relatà è poi successo. Anzi: auspicando la strage. Non è un bella posizione, neanche per la tua posizione, credo…

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Olden 31 luglio 2006 alle 23:38

I razzi di Hezbollah non mietono tante vittime perchè in Israele si proteggono??
E tu pensi che i civili libanesi non farebbero altrettanto se ne avessero la possibilità?
Evidentemente non hanno i mezzi necessari per proteggersi tanto quanto gli Israeliani, e questo, ovviamente, l’IDF lo sa.
Ma bombarda le aree civili ugualmente, con i risultati che vediamo.
E allora, parliamo di “scudi umani” o di civili inermi impossibilitati a ripararsi in luoghi adeguati?
E poi, insomma, non ti è ancora chiaro che questa nuova guerra di Israele non ha nulla a che fare con la difesa dello stato ebraico?
Ti pare ragionevole pensare che tutto questo orrore possa portare in Israele maggiore sicurezza?
Ci sono obiettivi strategici, geopolitici e – ovviamente – economici che vanno ben al di là del problema della sicurezza.

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matteo m. 1 agosto 2006 alle 00:21

Olden,
siccome a me non e` chiaro che quel che accade non abbia a che fare con la difesa dello stato ebraico, per favore comincia pure ad elencare gli obiettivi economici e geopolitici etc… che secondo te sono sempre alla base di tutto, magari cambio idea, illuminami…
gli scudi umani ci sono si, e sono civili e hai ragione, israele lo sa, allora che fare, continuare sapendo che si faranno anche vittime civili, anche bambini, o smettere e farsi sparare addosso e sperare nell’onu(nell’onu???). la tua risposta sara` smettere, ma tu non vivi li e non sei ebreo il che cambia le cose visto che per te non ci va di mezzo la pelle, pensaci.
piccolo appunto, su quasi tutti i giornali si parla di 700 vittime e si dice che son tutti civili…. peccato che si confondano civili con abiti civili, perche` lo saprai, gli hezballah hanno in cosi` alta considerazione la vita dei civili e dei bambini da usarli come scudi per farsi propaganda, sono solo dei fanatici vigliacchi teste di c…, magari lo pensi anche tu, ma farebbe bene dirlo un po a tutti ogni tanto.

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martin peccatore 1 agosto 2006 alle 00:47

patetica notizia scritta e riscritta sulla blogosfera senza che nessuno abbia MAI visto davvero questa famosa email di Paeta Hess-von Kruendener, notizia data da http://www.ynetnews.com quindi andamo bene.
se lonu sapeva che questi si facevano scudi perche non li hanno spostati? non erano mica prigionieri o donne gravide di nuove orde di arabi sudici. il ragionamento che va bene per i poveri libanesi di cana a maggior ragione per quei figaccioni dei puffi.

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Rolli 1 agosto 2006 alle 02:29

Olden?? Gli iracheni dicono che gli Usa si nascondono dietro i civili? A dire il vero lo dice solo qualche squinternato no global italiano, cercando di rivoltare la frittata. Chi è che mette le bombe nei mercati, scusa? Gli americani? E fuori dai panifici? Gli inglesi? E chi è che va a farsi saltare in aria tra i bambini che prendono caramelle? Gli italiani? No, loro, sempre e solo loro, i terroristi islamici.
E cosa dovrebbe fare Israele, secondo te? Tenersi i razzi che gli sparano e vivere, come sta vivendo, nei bunker?
Ma a te risulta che Hezbollah avvisi gli israeliani, quando lancia i razzi? In compenso si aggira tra bambini e Onu per cercare la strage. Ma secondo i soloni la fessacchiotta Israele cade nella trappola. Di grazia, cosa dovrebbe fare per non “cadere in trappola”? Ringraziare per ogni missile che si fionda sul suo territorio e vivere sotto terra in eterno, così non fa pum pum?
Ma ci si rende conto di che ragionamenti siano questi? significherebbe che chiunque può fare il tiro al bersaglio sugli israeliani, perchè tanto poi ci si va ad imboscare fra i civili e loro, per non fare male a nessuno, non sparano.
Gasateli, allora, e non se ne parli più.
Sono basita.
e scusa tanto, Olden, nessuno è andato a sparare in bocca ai libanesi, ma più semplicemente dal Libano partono i missili contro Israele, a decine.
I libanesi non vogliono Hezbollah? Se ne liberino. Non ne sono capaci? Perfetto, lo fa Israele. Li vogliono? Se li tengano, con le conseguenze drammatiche che comporta ospitare, tollerare e foraggiare dei terroristi
E’ un piacere ritrovarti Layla :)
Ciao Jim, ti converrebbe utilizzare i tastini per i link, perchè così sono più facilmente fruibili (con firefox non si vedono)

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martin peccatore 1 agosto 2006 alle 02:52

rolli rispondimi a una cosa: sono pericolosi i razzi o e’ pericolosa hezbollah per israele? disicuro e’ pericolosa hezbollah, credi che si possa distruggere un movimento politico in un paese straneiro a cannonate? difatto neanche linvasione americana in iraq ha disintegrato la fazione bahatista che ora si nasconde sotto il nome folle di resistenza iraqena. se si pensa di risolvere le cose cosi, non si riuscira’ mai.

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Rolli 1 agosto 2006 alle 03:40

Non credo assolutamente che Israele pensi di distruggere Hezbollah, nè l’hai detto. Israele, considerato che il Libano non fa nulla, l’Europa nemmeno e i paesi arabi abbozzano, i cosiddetti “moderati” che con hezbollah han tutto da perdere, si difende da sola e si crea un’area cuscinetto che protegga il suo Stato. Mi pare equo, Martin, lo faresti anche tu.
Se tu fossi circondato da vicini che ti sparano addosso ogni volta che esci, abbozzi qualche volta ti incazzi qualche altra, gli tiri una coltellata un’altra ancora, dopodicchè li cacci dal raggio del tuo confine, per evitare che perlomeno possano colpirti ogni tre per due.
Questo non significherà che poi Israele sarà al sicuro al cento per cento, semplicemente che il compito di Hezbollah diventa molto più difficile
Si chiama diritto alla sicurezza e alla sopravvivenza, perchè non credo che tu pensi che Israele odi gli arabi e vogliano cancellarli dalla faccia della terra, giusto? Invece gran parte di loro vogliono quella fine per Israele

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martin_peccatore 1 agosto 2006 alle 05:05

io non posso tirare coltellate ai miei vicini, non facciamo paragoni di sto tipo. israele non vuole distruggere hezbollah? “We will continue to pursue Hezbollah at any place and at any time and we will not permit it to regain its capacities” questo si chiama distruggere hezbollah e lha detto olmert pubblicamente. questi hanno gia avuto successo propagandistico su una gran parte di popolazione sofferete, se crei un cuscnietto in terra loro con le armi non vivi in pace. vivi con un bel po di nemici che non possono colpirti con i missili, ma che ti odiano. con l’odio si fanno tante cose, si riesce pure a far pilotare un aereo contro un grattacielo o convincere qualcuno a farsi saltare per aria in un mercato, bus, asilo, discoteca. sono abili con i pretesti, figurati con ragioni motivate. io non sono mica un cretino pacifista con la bandiera al collo che crede che tutto si risolve in modo politico, basta mettersi li fumare il kalumeth della pace e via. ma non sono neanche convinto che il problemi di israele si risolvano cosi, disicuro non migliorano la situazione nel lungo periodo.

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Olden 1 agosto 2006 alle 08:47

Con il massacro di Cana Israele si è assicurato una nuova riserva di insicurezza, odio e terrore nei suoi confronti da parte dei paesi confinanti.
E’ vero, Israele ha il diritto di vivere in pace e in sicurezza. Ma non puo’ non sapere che Pace e sicurezza durature sono sempre figlie del compromesso e della trattativa, non certo della spietata dimostrazione di muscolatura militare.
Il fatto è che non sono per nulla convinto che la sicurezza dei propri cittadini sia la principale preoccupazione dei leader politici israeliani…

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matteo m. 1 agosto 2006 alle 10:29

Olden,
dato che non sono ritardati ci avranno pensato alle altre possibilita`, lo sapranno che la piazza araba si incazza, mi sembra che ci hanno provato con la trattativa, e andava anche bene al libano, risoluzione onu etc….
apprezzo l’ultima frase, anche se a me sembra assurda almeno e` chiaro cio` che pensi, molti lo pensano e non lo dicono.
comunque se non pensi che la sicurezza dei civili sia la loro priorita`, di grazia, qual’e`?

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Emanuele 1 agosto 2006 alle 10:37

Va bene.
Fascia di sicurezza.
2 km.
E quando Hezbollah riceverà in regalo missili a gittata più lunga?
I km diventeranno 3. Poi 4. Poi 40. E poi?
E’ solo una domanda.

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LR 1 agosto 2006 alle 11:11

“Pace e sicurezza durature sono sempre figlie del compromesso e della trattativa”
Se le richieste di una delle parti sono assurde, se una delle parti ha altri scopi, non ci può essere nessuna trattativa. In concreto cosa ci sarebbe da trattare? Non so: in cambio della rinuncia alla lotta armata di qualche organizzazione islamofascista cediamo il 50% di Israele o iniziamo a deportare in Europa qualche charter di israeliani (come vorrebbe il caro Ahmadinejad e i coglioni che lo votano)?

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martin_peccatore 1 agosto 2006 alle 11:17

matteo m. potrebbe anche essere che abbiano abbiano a cura la difesa dei loro cittadini, ma solo nel brevissimo periodo e nello scenario di una guerra piu vasta. passo uno li faccio smettere di missilare, passo due mi magno siria e iran. anche vedendola cosi è una mossa politicamente cieca e militarmente sbagliata. nessuno si aspettava che si impantanassero cosi, speriamo che ne escano. non pacificheranno la regione con le bombe. tanto per dire, ieri su slate cera una serie di fotografie un po ruffianeggianti su gaza, perche israele la guerra continua anche a gaza anche se noi non ne sappiamo nulla.
in realtà hezbollah vuole indietro due suoi attivisti, tanto per cominciare darglieli indietro e lasciarli senza pretesti reali ma solo con fumose idee non sarebbe male. pare che li scambieranno a breve. cmq LR se la vedi cosi lalternativa è ammazzare uno per uno chi è simpatizzante di hamas, baath, hezbollah?

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Arcroyal 1 agosto 2006 alle 11:26

Olden ha scritto “Pace e sicurezza durature sono sempre figlie del compromesso e della trattativa”
Seguendo questa logica, Neville Chamberlain ed Edouard Daladier si precipitarono a Monaco nel 1938 tra i muggiti di approvazione dei pacifisti inglesi e francesi. L’unico risultato apprezzabile fu di dare il tempo alla Wehrmacht e alla Luftwaffe di completare la preparazione bellica.
Seguendo questa logica, Henry Kissinger si recò a Parigi nel 1973 a firmare un accordo con i rappresentanti del Vietnam del Nord. L’unico risultato significativo fu di consegnare l’intero Sud Est asiatico al comunismo sovietico, e di precipitare nella miseria e nella morte milioni di esseri umani.
Seguendo questa logica, Yitzhak Rabin firmò nel 1993 gli accordi di Oslo e riconobbe ufficialmente l’OLP di Yasser Arafat. Israele ottenne in cambio la seconda intifada e le bombe sugli autobus e nelle pizzerie.
La storia, che i Tiziano Terzani, i Gino Strada e tutti i pacifisti di questo mondo ignorano, o fingono di ignorare, insegna che le trattative e i compromessi con gli stati totalitari e con i movimenti terroristici servono a poco o a nulla.

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martin_peccatore 1 agosto 2006 alle 11:33

tra la seconda intifada e gli accordi di oslo passano sette anni e la morte di rabin per mano di yigal amir, e il degenare della situazione politica israeliana che dopo i governi corrotti di netanyau era debolissima. non ce nessuna relazione tra oslo e la seconda intifada. il punto è che seguendo questa tua logica arcroyval la soluzione è uccidiamoli tutti e lasciamo che sia dio a decidere. è sempre troppo facile dire che sono gli altri ad essere inaffidabili.

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European Citizen 1 agosto 2006 alle 11:38

Ok! Cancelliamo lo stato di Israele e perchè non anche tutti gli israeliani, ebrei e tutti quelli di religione ebraica.
In questo modo avremo finalmente pace e sicurezza nel mondo arabo e nel mondo intero?
Anzi osiamo di più, cacelliamo dalla faccia della terra tutti i non-musulmani.
Lasciamo che la terra sia popolata solo da adoratori di Allah (come nei sogni più bagnati di un islamico radicale).
Finalmente avremo pace nel mondo?
Ho la sensazione, ma potrei anche sbagliarmi che i fratelli musulmani continuerebbero a massacrarsi tra loro.
Quale’è il problema dunque, l’esistenza dello stato d’Israele o la presenza nel 21 secolo di stati islamici anacronistici?

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Arcroyal 1 agosto 2006 alle 11:57

In quei 7 anni tra Oslo e la seconda intifada, a Gaza e in Cisgiordania furono impiantati i laboratori per le cinture esplosive, arrivarono le armi dall’Iran, Saddam Hussein spedì i soldi per finanziare i martiri di Allah e le loro famiglie. Certo non furono Netanyau e Yigal Amir a creare le condizioni per la più spaventosa ondata terroristica che abbia colpito lo Stato di Israele. Il responsabile principale, se non unico, della pace mancata fu Yasser Arafat. Un terrorista, oltre che un ladro matricolato.
Sperare di ottenere la pace da gente come lui, come Hitler, come Ho Chi Minh o come Nasrallah è senza senso. Per loro la guerra è l’unica condizione per vivere e prosperare. Non ci rinuncerebbero mai.
Qui non si tratta di uccidere tutti o di lasciar decidere a Dio. Si tratta di far fuori Hezbollah e di cacciare dal Libano gli agenti siriani ed iraniani cercando di ridurre al minimo le vittime civili.

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Emanuele 1 agosto 2006 alle 12:38

Volano nomi grossi. Hitler, Ho Chi Minh, Chamberlain, Kissinger. Buona parte di questa gente è morta e sepolta (anche Kissinger, ma non se n’è ancora accorto).
Contro i regimi totalitari si è sperimentato tutto. La trattativa, il martello militare, anche, in certi casi, una malcelata approvazione.
Eppure gente così non manca mai. Dov’è l’errore? Perché la deterrenza violenta non funziona? Perché non si impara dagli errori/orrori del passato? Com’è che le mazzate non bastano mai?

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troglodita 1 agosto 2006 alle 13:10

Olden, non sono d’accordo. Se, come dici tu: “…non sono per nulla convinto che la sicurezza dei propri cittadini sia la principale preoccupazione dei leader politici israeliani…”, d’altra parte sappiamo benissimo(perchè dichiarato apertamente) che la principale preoccupazione di hezbollah e degli altri balordi dell’area, è la distruzione dell stato d’israele. Allora come la mettiamo? Su israele iniziano a piovere razzi di punto in bianco e lo stesso risponde “NON per la sicurezza dei propri cittadini”, invece hezbollah tira i razzi per distruggere israele. C’è un passaggio che mi sfugge. Ma forse sono io che sono ottuso…

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bill 1 agosto 2006 alle 15:23

D’altra parte, Olden, per negoziare bisogna essere in due. A me pare che chi non ne voglia sapere sono gli hezbollah, hamas e compagnia cantante. Per indurli a farlo, si potrebbe cominciare col tagliare gli (ingenti) finanziamenti che la UE generosamente offre. Ma la UE è quella tragica cialtronata che sappiamo…Mi dispiace, ma l’Europa è un continente morto, nient’altro che un’area economico-commerciale.

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troglodita 1 agosto 2006 alle 16:00

Bill, NON tutta l’europa è un continenete morto

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bill 1 agosto 2006 alle 16:46

Come entità politica, ribadisco il giudizio. Noi poi, col governo che ci ritroviamo, puzziamo addirittura di carcassa.

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angelocesare 1 agosto 2006 alle 20:20

Che grande confusione!

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desnos 1 agosto 2006 alle 23:04

a questo punto se l onu fosse giusto e super parets darebbe ad entrambi io 60 gg
poi ferebbe sparire quei luoghi
dalle cartine
nessun morto ma nessun rapporto
“nn sono mai stati in grado di andare d accordo”
nel 21 sec” risoluzione 287389739791
e finalmente si tirerebbe un po il fiato
il mondo deve solo pensare a questo problema
da 50 anni e piu
evviva i guerra fondai dovrebbero essere condannati all oblio
sotto con problemi piu seri pere l umanità parliamo d altro dell effetto serra del cancro delle desertificazioni della fame
se questi hanno il tempo di ammazzarsi significa che stanno troppo bene

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Olden 1 agosto 2006 alle 23:47

Allora, qui tutti sembrano dimenticare che la questione centrale non è l’esistenza dello Stato Ebraico la quale , checchè se ne dica, non è ragionevolmente in pericolo. Ad essere in serio pericolo è l’esistenza dello stato palestinese, quello sì, indubbiamente sempre virtuale, effimero, teorico, evanescente.
La soluzione del problema palestinese non sembra interessare affatto Israele: quello che conta è affermarsi sempre piu’ come potenza regionale incontrastata, cane da guardia degli USA, avamposto occidentale in MO, eccetera eccetera.
Il predominio politico-militare sull’area mediorientale non è cosa di poco conto: stiamo parlando dell’area gepoliticamente piu’ importante del mondo.
Il peso degli interessi in gioco val bene la vita di un pugno di palestinesi segregati nelle enclave, e la soluzione due popoli-due stati è pura retorica. Siamo passati da Clinton che convocava i rispettivi leader per tentare mediazioni a Bush che accende semafori verdi per bombardamenti indiscriminati sul Libano.
Una bella differenza, no?
In effetti è il mondo intero ad essere cambiato, il medioriente è l’ombelico del mondo e gli assetti cambiano di conseguenza.
La sensazione è quella di un salto in avanti pericoloso e ardito: o la va o la spacca: Washington vuole tutto ed è disposta a giocarsi tutto.
La questione centrale rimane la geopolitica del petrolio, ovvero Iran, Iraq , Opec, Cina che paga prezzi alti e non pretende prezzi politici, arabi che alzano la testa.
Il petrolio è troppo caro. E una grande Israele è quantomai necessaria e utile all’idea di Mondo Unipolare Americano che dovrebbe ristabilire vecchi equilibri e conseguenti privilegi.
I rischi sono enormi, questo lo sanno tutti. Sicuramente i potenti penseranno che aggiungere al sangue palestinese quello di un migliaio di civili libanesi innocenti non sia nulla se in gioco ci sono i destini energetici del mondo.
Potrebbero sbagliarsi.

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matteo 2 agosto 2006 alle 01:21

Olden, mi sembra un po da manuale del piccolo complottista il tuo ultimo post, credo e spero che ti sbagli, ciao

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Orlandofurioso 2 agosto 2006 alle 01:54

Spero che la Siria si intrometta in modo esplicito così alla fine ci leviamo dai coglioni pure loro…

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orlandofurioso 2 agosto 2006 alle 01:59

Ah dimenticavo…Spero che si aggiunga anche l’Iran così almeno si fa piazza pulita e non ci si pensa più.

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Arcroyal 2 agosto 2006 alle 02:07

Emanuele ha scritto: “Eppure gente così non manca mai. Dov’è l’errore? Perché la deterrenza violenta non funziona?”.
Stai forse sostenendo che l’uso delle armi non serve a sconfiggere dittatori e terroristi perchè, nonostante tante guerre e tanti morti, continuano a saltarne fuori di nuovi?
Però…un ragionamento davvero ‘suggestivo’. Una linea di pensiero che apre anche interessanti prospettive nella nostra vita quotidiana. A questo punto non ci resta che chiudere pure tribunali e carceri, e sciogliere le forze di polizia. Infatti, nonostante una lotta plurisecolare contro il crimine, le Erike Di Nardo e i Totò Riina non sembrano finire mai. Tutto inutile. Occorre cercare nuove strade.
Grazie Emanuele per averci illuminato. Non si finisce mai di apprezzare la profondità e l’acume del pensiero ‘no war’ e ‘no global’.

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Arcroyal 2 agosto 2006 alle 02:27

Da piccolino ho visto i soldati di Tsahal lasciare il Canale di Suez e il Sinai. Poi è stata la volta di Beirut, di Gaza, delle città della Cisgiordania, del Libano del Sud.
Ho visto primi mistri di Israele fare di tutto pur di ottenere un pò di pace e di tranquillità per il loro popolo. Persino fidarsi di ignobili criminali come Arafat.
Eppure, nel momento in cui Israele lotta ormai per difendere Haifa e la Galilea, tocca ancora leggere gente come Olden che fantastica di un “grande Israele” destinato a dominare il Medio Oriente per volontà degli orridi amerikani.
Anche quando si è ritirato da tutto il possibile e l’immaginabile, anche quando difende le sue case e le sue strade, Israele è accusato di farsi “grande”. Pazzesco. Semplicemente pazzesco.

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martin_peccatore 2 agosto 2006 alle 04:11

da piccolino li avrai visti anche andarci a suez, sinai, beirut o gaza. o li hai visti solo ritirarsi?

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Olden 2 agosto 2006 alle 08:18

Acroyal, mentre tu parli di un Israele che “si è ritirato da tutto il possibile e immaginabile”, l’esercito israeliano ha avviato l’invasione di terra di uno Stato sovrano confinante, dopo averne fiaccato la resistenza per giorni con spietati bombardamenti aerei.
E’ vero che poco prima si era ritirato da Gaza, ma subito dopo ha cominciato a raderla al suolo.
Presentare Israele come la vittima è molto, molto fuori luogo.

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Losciacallo 2 agosto 2006 alle 09:40

“Spietati bomabardamenti aerei”?
Gaza rasa al suolo?
Che film vedi?

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sprizs 2 agosto 2006 alle 09:58

bravo martin, cantagliele, ma adesso spiega cosa ci siano andati a fare gli israeliani a suez, nel sinai, a gaza e a beirut.
olden
oltre ad alludere al complotto demoplutogiudaicomassonico continui ad evitare di spiegare cosa dovrebbe fare israele. dai prova.

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troglodita 2 agosto 2006 alle 10:12

Dopo gli accordi con l’egitto di sadat, israele ha lasciato il sinai nella mani egiziane(dopo averlo conquistato con una guerra ndr).
Ha abbandonato il golan, dopo averlo conquistato con una guerra. Ha abbandonato parte della cisgiordania, dopo averla occupata con una guerra. E’ disponibile a lasciare del tutto la striscia di gaza, dopo avervi perso centinaia di uomini in combattimento. Ha fatto dei grandi errori nel colonizzare determinate aree ma, anche in questo caso, è in corso una parziale(e coatta ndr) smobilitazione. Israele a vinto sul campo tutte le battaglie che è stata chiamata a combattere. Anzi non le ha vinte: la ha stravinte, umiliando militarmente gli eserciti vicini, 5 volte più numerosi. Ciononostante è disponibile alla concezione dei due stati(israeliano e palestinese) purchè chi gli sta attorno accetti la sua presenza. Presenza, tra l’altro, legittima tanto quella, eventuale, della palestina, chè quella terra non è mai appartenuta ai palestinesi(a tutti, a partire dall’impero ottomano, ma non ai palestinesi). Israele è una potenza atomica. Qualunque altro stato avrebbe mantenuto le posizioni ottenute con il sangue dei propri soldati e ciò non è stato proprio nella considerazione che, politicamente, non sarebbe sostenibile.
Che la situazione attuale sia frutto di una tara di nascita e di successive situazioni politiche in cui gli americani hanno avuto la loro bella colpa(la fretta per la genesi dello stato d’israele, la posizione contro l’intervento anglo-francese a suez) , sono il primo a sostenerlo. Ma, allo stato dei fatti, bisogna che i balordi depongano le armi(volenti o nolenti), accettino l’esistenza di israele e si mettano a discutere. Ma – e mi sembra ovvio – questo non è nelle loro intenzioni.
servus

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ventomare 2 agosto 2006 alle 10:24

ellegi, ecco a che serve la forza multinazionale.
LIBANO: OLMERT, GUERRA FINO A ARRIVO FORZA INTERNAZIONALE

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sing 2 agosto 2006 alle 10:41

Olden:
E una grande Israele è quantomai necessaria e utile all’idea di Mondo Unipolare Americano che dovrebbe ristabilire vecchi equilibri e conseguenti privilegi.
Ecco quando si fanno queste affermazioni sarebbe utile argomentarle e dimostrarle perché io non ho ben capito in cosa una grande Israele sarebbe necessaria ad un’idea di un mondo unipolare americano. Penso invece che la prospettiva di un grande Israele sia stata abbandonata proprio da Sharon che per primo ha capito che perseguirlo avrebbe messo in pericolo l’esistenza stessa dello stato ebraico, già oggi gli Ebrei israeliani sono meno dell’80% e l’Aliyah è diminuita quest’anno (senza contare che le statistiche sulla Yeridah sono completamente tabù in Israele: gli Yordim lasciano Israele sempre nella discrezione mentre l’accoglienza degli Olim viene sempre pubblicizzata).
Purtroppo il sostegno ad Israele che viene dalla destra oggi è dovuto all’ammirazione per l’esercito per la maniera in cui Israele si difende, ma non c’è assolutamente interesse per la causa ebraica in generale. A sinistra invece l’odio irrazionale nei confornti di Israele e il sostegno ai palestinesi è soprattutto frutto di un posizionamento ideologico (i dannati della terra vs il capitalismo) che sfiora l’antisemitismo. Questo da luogo a discussioni sull’argomento colorate da un estremismo sia dall’una che dall’altra parte. Per concludere dovrebbe farci riflettere quello che è successo a Seattle. Se pure negli Stati Uniti succedono queste cose stiamo freschi.

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Ellegi 2 agosto 2006 alle 10:45

Ventomare, ma non c’è già in Libano una forza multinazionale? Perchè è scoppiata la guerra? non mi sembra sia servita ad un granchè. Forse Olmert ha raggiunto gli obiettivi che si era proposto con la guerra?

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sing 2 agosto 2006 alle 10:58

Troglodita, Israele non si è ritirato dal Golan ci sono 17.000 coloni israeliani in quella zona che è importantissima per l’approvigionamento d’acqua. Gaza è stata lasciata perché è un peso demografico, più di un milione di palestinesi in una striscia di terra. Il problema è ora che Gaza è diventata un Hamasland e finché continueranno a lanciare razzi qassam sulle città israeliane è ovvio che Israele impedirà la riapertura del porto dal quale potrebbero arrivare armi ancora più pericolose.

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Orlandofurioso 2 agosto 2006 alle 15:47

Ma non sarebbe l’ora di finirla con questi mediorientali? A me onestamente hanno già rotto le beneamate. Spero che si scopra una fonte alternativa di energia così non sentiremo più parlare di questi ‘signori’ che si ridurranno alla pericolosità del continente africano.
Infatti nessuno li difenderà più e alla prima cazzata non sarà difficile farci un bel parcheggio.

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franco 27 settembre 2006 alle 12:36
Rolli 27 settembre 2006 alle 13:15

Filo spinato per difendersi? uguale uguale agli scudi umani, dei veri kriminali, ecco

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