Facce di bronzo 12: Afghanistan, il voto inventato

Incredibile, oltre che inqualificabile, la maggioranza (?) al Senato sul voto di fiducia per la missione in Afghanistan.
I votanti sono 159, il quorum è 160 e, nonostante manchi il numero legale, la votazione viene spacciata per valida.
Ovviamente l’opposizione si imbufalisce ed eccepisce, ma Marini risolve alla “Totò il truffatore”: i votanti sono 159, ma il presidente del Senato è presente anche se non votante, quindi siamo 160.
Da non credersi: la manovalanza dei lestofanti.

di Minerva il 28 luglio 2006 in Facce di bronzo · 60 commenti

{ 60 commenti }

martin peccatore 28 luglio 2006 alle 03:34

al senato e’ un po un mercato delle vacche, fanno quello che vogliono, resuscitano cadavari conteggiano inconteggiabili. a me fa sorridere il fatto che gente votata per essere li e votare NO, esca dall’aula e faccia discorsi tipo “la maestra e’ cattiva”. eccerto che e’ stronzo e gira il regolamento come vuole marini, mica lo ha scoperto schifani. rimango dellidea che a moi elettore di destra facevano piu piacere 158 no, o anche 100 si e 50 no di destra. mi sarebbe piaciuto che per una volta fossero in grando di prendere una decisione su unargomento e non farsi condizionare anche loro dai 4/5 dissidenti comunisti. (se loro votano, noi non votiamo, se noi votiamo, voi non giocate, la palla e’ mia quindi in porta ci vai tu). per la cronaca ho visto un lancio agenzia “schifani: non finisce qui” mi pare che sia quello che dice dopo ogni votazione. non laveva detto dopo la terza notturna ripetizione per mavini presidente? mi pare che sia finita li.

martin peccatore 28 luglio 2006 alle 03:39

il punto e’: anche avessero contato tra i votanti un fuffino canino di qualche senatrice, la legge la volevamo fa passare? io ce li voglio i soldati in afganistan e la mia parte politica si permette di cavillare per dimostrare che glialtri non glielafanno. ok. io non volevo lindulto e la mia parte politica lo vota? ok. saranno i caldi dellestate. ma
se qualcuno mi tira fuori che in politica la forma e’ sostanza, o la sacralita’ dei regolamenti sbadiglio. come sbadigliavo quando lo diceva la sinistra gli ultimi 5 anni.

desnos 28 luglio 2006 alle 08:11

per l appunto hai ragione ToTo’
hai azzaccato l italia e’
ancora sotto egida di ToTo’
pensa ai noglobal loro distruttori di citta’
oggi sono per la guerra sotto il nome di carita’
cosa nn fa il potere in italia
poi se starai bravo…
vedi Massimo si chiama per nome con Condi
e cosi potrai ancora giocare alla guerra di nuovo
puo partire la tarantella
jamme..

Manuele 28 luglio 2006 alle 09:47

Bah, non conosco il regolamento del senato, nÈ tantomeno la prassi. Cosi’ a naso però non ci vedo niente di male… o il presidente del senato è da considerarsi una sorta di assente “di default”?

Domiziano Galia 28 luglio 2006 alle 10:44

Antipatia per questo governo a parte, non si dovrebbe essere contenti per il rifinanziamento della missione? Poi certo, mi pare un po’ che si sia alla sagra dei asparagi ciò.

Francesco 28 luglio 2006 alle 10:45

MP,
sull’elezione di Marini hanno fatto delle gran porcate, sfruttando il fatto che alla fine possono autoassolversi avendo la maggioranza. Ci fossero dei giornali in Italia, sarebbe loro compito esporre al pubblico ludibrio codeste schifezze.
Su questo voto, escludendo di votare la fiducia a Prodi, ma sarebbe stato divertente farlo con argomentazioni occidentaliste e opportuni commenti sul rientro nei ranghi del folklore pacifista, pare anche a me difficile che il Presidente del Senato non conti come presente.
Buone ferie

panka 28 luglio 2006 alle 11:15

adesso vediamo osa olezzodialghe si inventerà…

Fiandri 28 luglio 2006 alle 11:43

Il Presidente del Senato è un senatore, eletto dai cittadini. La consuetudine costituzionale vuole che egli si astenga: così come continuamente si astengono altri senatori, che pure concorrono al numero legale. In sostanza, tutti senatori concorrono al numero legale, che votino oppure si astengano. Non è affatto una truffa: è un modo legittimo per contrastare l’ostruzionismo (anch’esso legittimo) dell’opposizione, che aveva promesso di sollevare ad ogni occasione la questione formale del numero legale e che sta mantenendo le promesse.
Se poi dalla forma passiamo alla sostanza, bisognerebbe semplicemente chiedersi se si è d’accordo col rifinanziamento della missione in Afghanistan e rispondere di conseguenza.

Rolli 28 luglio 2006 alle 13:13

Fiandri, la consuetudine, a quanto pare, vuole che non venga calcolato, e invece è stato fatto.

bill 28 luglio 2006 alle 13:39

Visto che a quanto pare l’ondata di calore sta volgendo al termine, e che stranamente non ha prodotto inaugurabili effetti sui senatori a vita, bisognerà aspettare l’inverno. Ma poi, amici di sinistra, pensate che un governo possa andare avanti così, come si dice a Bologna, a cucci e spintoni? Guardate, il rischio che cada per un raffreddore, piuttosto che per le divisioni all’interno dell’Unione, è enorme. Imploderà, perchè se l’opposizione fosse una cosa seria Prodi sarebbe già in bicicletta. Quindi non affannatevi a giustificare le varie cialtronate, che tanto tali rimangono. Bisogna cominciare a preoccuparsi per il dopo. Questo psicodramma quotidiano ha già reso.

troglodita 28 luglio 2006 alle 13:49

per parlare di consuetudine o meno sarebbe opportuno chiedersi quante volte si è verificata una tale situazione. 1,2,30 e quali sono state le decisioni? Senza questi numeri non è dato sapere se quanto successo è uno strappo istituzionale o meno. Voi lo sapete?

Rolli 28 luglio 2006 alle 14:01

Schifani ha detto che non è mai successo, e Marini non l’ha contestato; perlomeno non ufficialmente

Manuele 28 luglio 2006 alle 14:58

una voce più autorevole?

bill 28 luglio 2006 alle 15:03

Perchè, Marini è autorevole?

Fabio 28 luglio 2006 alle 15:15

rolli, è tutta colpa di questa legge elettorale, inutile e casinara. L’AVETE FATTA VOI e ora l’unico modo per governare è A COLPI DI FIDUCIA.
Avete fate voi “LA PORCATA” (R.CALDEROLI) E PURE VI LAMENTATE…..

noname 28 luglio 2006 alle 15:24

Scusate l’intrusione.
Ma perche’ gli stessi dubbi non li avete avuti quando, al senato, andavano tanto di moda i “pianisti” – di cui la Santache’ e Malan sono stati maestri nella precedente legislatura?
Non mi pare di aver mai letto nessuna critica su queste deplorevoli iniziative che, ad un certo punto, erano divenute prassi tanto da essere trasmesse su tutti i tg inglesi tra le risate dei vari commentatori politici.
X Bil,
lo psicodramma, come lo chiami tu, e’ il frutto di una legge elettorale votata -con la fiducia- dalla CdL.
Adesso l’Unione si sbrighi a cambiare la legge elettorale (rigososamente a maggioranza se ne avra’ i numeri) e poi torniamo a votare.
Allora, e solo allora, vedremo se c’e’ una maggioranza reale (di destra o di sinistra)nel paese.
X Rolli,
pensa ai lestofanti della tua parte politica. Li’ ne trovi molti e di eccellente qualita’.
Buone vacanze.

Fiandri 28 luglio 2006 alle 15:40

Rolli, la consuetudine costituzionale non vuole che il Presidente voti, ma non è mica vero che la consuetudine non vuole che venga calcolato, viene calcolato invece.
Schifani gioca sull’equivoco votanti/presenti, ma sa benissimo che ai fini del numero legale rilevano presenti, mica i votanti (art. 107, comma 2, regolamento del Senato). Il Presidente – quando è in aula, è chiaro – viene sempre calcolato fra i presenti.
Se poi mi vuoi dire che è messa male una maggioranza che deve ricorrere alla presenza del Presidente per raggiungere il numero legale, allora son d’accordo, ma quello è un altro discorso.

Rolli 28 luglio 2006 alle 15:52

Figurati se non ce n’è sempre uno pronto a pestare i piedini mentre sbraita: fatto pure tu, gne gne.
La predicuccia te la puoi rispedire al mittente, caro noname, perchè non c’è blog di sinistra, a parte jim momo, che abbia mai criticato severamente la sua parte politica, cosa che invece questo blog ha fatto e stra fatto. Quindi eventualmente qualche lezioncina con annessa predicuccia te la posso dare io, tranquillo
Un esempio per tutti, ma ce ne sono decine, corredate di centrodestristri imbufaliti che mi hanno accusata, delinkata, insultata etc etc
Capisco ti dispiaccia che qualcuno indichi i lestofanti della tua parte, ma tant’è
Fabio, nascondersi dietro l’altro gne gne de “la legge l’avete fatta voi” non è decoroso.
Qui si imbroglia, si vota con i pizzini, si viaggia a colpi di fiducia per non perdere la seggiolina, e giustificare la lestofantata con il gne gne capisci che è ridicolo
Prima predicavate la vostra onestà, correttezza (da ridere:) e via discorrendo puntando il ditino nell’occhio del governo Berlusconi, senza indicare mai il travone, evidentissimo, che avevate piantato nel vostro. Tutto qua.
Fiandri, Schifani dice che questo sistema di conteggio non è mai stato applicato, e Marini – “autorevole” in quanto presidente del Senato, con buona pace di Manuele – su questo non mi risulta abbia obiettato nulla.
Quindi, fino a prova contraria,rimane la lestofantata alla Totò.
Io mi seccavo quando la mia parte faceva porcate, tanto da arrivare a non votare, se invece agli attuali sostenitori della maggioranza piace il sistema se ne prende atto e amen. Basta poi evitare di fare il bue che dice cornuto all’asino. Per decenza, se non per onestà

bill 28 luglio 2006 alle 15:56

Non ne sono sicuro, Fiandri. Penso, ma sono pronto ad essere smentito, che siccome non vota e non dovrebbe contare, non venga annoverato frai presenti al momento della votazione. Per cui sono dell’idea che sia una cosa inusuale.
Qui, scusate, la legge elettorale secondo me non conta un tubo. Il fatto è che, con lo 0,0000x in più (e solo alla camera..) non ci sono i numeri. Punto. E rimane il fatto che cinque anni così sono una autentica assurdità. Quindi, se vi illudete di durare, mi dispiace per voi. Poi, potete benissimo vincere, stavolta con maggior scarto, e governare. Ma così, sinceramente, anche per la rottura di palle di questa storia quotidiana (cade, non cade..), basta. Questo aldilà delle personali preferenze politiche. E lo sapete pure voi, sù.

Fabio 28 luglio 2006 alle 16:02

infatti, schifani dice…..e anche quando c’è sempre una prima volta ed è legale. Leggiti la costituzione ed in particolare il regolamento del senato.
L’avete fatta la porcata? E noi rispondiamo di conseguenza……

Rolli 28 luglio 2006 alle 16:05

Sei disonesto, Fabio, quindi è inutile che io interloquisca con te, perchè sono fatta di altra pasta, come questo blog ben dimostra.

troglodita 28 luglio 2006 alle 16:15

Reitero: quante volte è successo?
Se mai, fino ad ora, il presidente è stato contato per definire il numero legale, allora quanto fatto dalla “maggioranza” è uno strappo istituzionale significativo(la prassi consolidata, sia alla camera che al senato, impegna esattamente quanto il regolamento), se viceversa, in altre occasioni, una maggioranza ha conteggiato la presenza del presidente per definire il numero legale, allora non c’è nulla da dire. Si tratta quindi di fare una ricerchina e non attenersi alle dichiarazioni di tizio o caio.

bill 28 luglio 2006 alle 17:02

Fabio, se facciamo il conto delle porcate penso che possiate vincere, questa volta con più dello 0,ooox. Ma devi ringraziare quella legge se ti sei tolto lo sfizio di rivedere mortadella al governo. Breve ma intenso, come diceva quello che regolarmente aveva una eiaculatio precox.

bill 28 luglio 2006 alle 17:11

Eppoi il discorso non è se è legale o meno. In gioco c’è la correttezza. Il fatto che un comportamento sia legale non implica che non sia una paraculata. Un presidente del senato e/o della camera non dovrebbe incidere così vistosamente su una votazione. Se non si hanno i numeri, non si fanno giochetti.

Fiandri 28 luglio 2006 alle 17:13

No, dunque. Il sistema di conteggio è quello stabilito dal regolamento, che fa riferimento ai presenti: non altri. Uno può fare tutte le capriole dialettiche del mondo, ma questi sono i fatti.
E se prima non c’è mai stata una maggioranza così risicata da rendere determinante anche la presenza del Presidente, questo non crea certo una consuetudine costituzionale, suvvia. Sarebbe come dire che se uno lascia qui un commento e tu non replichi, si assume che gli dài ragione.
Fa sorridere che l’opposizione, mentre si aggrappa ai cavilli più formalistici del regolamento per dar contro alla maggioranza, piagnucola perché la maggioranza, invece di usare il fair play, nel difendersi adotta lo stesso sistema formalistico. Ma – e lo dico a Bill – il dubbio sul senso politico di una maggioranza del genere rimane.

giancarlo 28 luglio 2006 alle 17:48

Un dubbio: ma se i senatori del centro destra fossero stati tutti presenti e avrebbero votato contro si sarebbe pareggiato?

Fiandri 28 luglio 2006 alle 17:51

In quel caso si va ai rigori

Rolli 28 luglio 2006 alle 19:47

Fiandri, il presidente non è mai stato contato, e la consuetudine sai benissimo che in Parlamento conta.
A me pare che le capriole le stia facendo la maggioranza, ad essere sincera

ahahahahahah 28 luglio 2006 alle 21:44

Tu???Sincera?!?!?!?

martin peccatore 29 luglio 2006 alle 01:58

la consuetudine conta in parlamento. non e’ vero un cazzo.
la consuetudine come fonte di diritto nel luogo dove il diritto viene creato conta meno di zero. adesso alla consuetudine si sovrappone legittimamente linterpretazione dell’aula.
al massimo si puo oziosamente dire che in politica ogni atto deve essere trasparente, che non e’ bello fare atti di forza. ma questi so discorsi per chi vuole fare la bella figa.

Rolli 29 luglio 2006 alle 02:58

Spiacente, Martin, le belle fighe mi sembrano color che fanno finta di non sapere che il presidente del Senato una volta che è tale rappresenta tutti e non appartiene quindi a nessuno. Tanto che la maggioranza non sventola alcun supporto del loro sdegno, e infatti la storia stessa del Senato non ha mai fatto concorrere il presidente nel computo del numero legale.
Poi, che vogliate giustificare ogni cosa mi sta pure bene, basta che non facciate i santi martiri dell’onestà.

martin peccatore 29 luglio 2006 alle 03:46

tu non fare la martire dellintelligenza. il tuo ragionamento avrebbe senso solo nel caso
a) nel regolamento del senato la cosa fosse esplicitata, e non lo e’
b)nel momento di accettare il ruolo di presidente si dimetesse da senatore, ma non lo fa.
e’ una forzatura della malora, ma se non ce la norma, la consuetudine viene schiacciata dalla volonta’ della camera. monsieur schifani inveci di dire “non finisce mica qui” come Dick Dastardly poteva spingere per una razionalizzazione del regolamento quando ne avevano la possiblita’, sopratutto nel momento in cui si erano accorti che il senato avrebbe portato al pareggio vista la modifica ciampi al testo di legge. il parlamento e’ vincolato alla costituzione e basta, delle consuetudini se ne impippa. se vuoi continuare a discutere pregasi citare i passaggi di costituzione e regolamento del senato ove la tua tesi e’ avvalorata.

Rolli 29 luglio 2006 alle 04:32

Ecco, siamo al ridicolo:”!nel momento in cui si dimettesse da senatore”. E come potrebbe fare il presidente del Senato? Gli arzigogoli per non ammettere la lestofantata, insomma.
Citami tu dove il presidente concorre alla formazione del numero legale
E’ inutile che fai lo gnorri, sai perfettamente che persino la logica ti indica che l’arbitro non può mettersi a calciare il pallone
Ti agiti perchè sono disonesti e si vede, e quindi cerchi di farla passare per “forzatura”?
E siccome la leggge elettorale l’hanno fatta i pirla di centrodestra, il centrosinistra ha diritto di essere disonesto? Bravo.

martin peccatore 29 luglio 2006 alle 05:05

no pianino. io non mi agito mica, ho detto subito che sono discorsi di scarso appeal. il punto e’ che se non e’ vietato contarlo, nulla vieta di cambiare la consuetudine. non che se non ce scritto che puo farlo non lo puo fare. chiamalo diritto positivo, chiamala sintesi delle fonti giuridiche, chiamala come vuoi, ma in assenza di norma la fonte piu’ autorevole decide, e tra consuetudine e parlamento la fonte piu’ autorevole e’ parlamento.
io non ho detto che ha diritto ad essere disonesto, ho detto subito che marini e’ cialtrone, che e’ una mossa pacchiana e vile. ma legittima. pero me fa ridere schifanuzzobeddo che “non finize mica qui”, finisce proprio li.
la logica mi indica molte cose, ma il diritto me ne indica altre, e se vogliamo fare un discorso di legittimita’ o meno di unazione non me ne sto mica a guardare la logica. seguire la logica contro il diritto e’ un reato penale, si chiama “esercizio arbitrario delle proprie ragioni”.

oldbear 29 luglio 2006 alle 07:22

Rimane il fatto che sono lestofanti e si comportano come tali.
Con buona pace dei vari fabio, noname, martino, laiena, …
Ciao

Manuele 29 luglio 2006 alle 10:52

Ricordo una furbata del centrodestra al senato in chiave anti-ostruzionistica…. mi ricordo cosa successe per far passare una delle tante leggi ad personam, mi pare proprio il lodo-schifani.
Fecero passare all’ultimo un emendamento che cambiava il testo nella forma, e non nella sostanza, al ché l’illustrissimo Pera dichiarò inammissibili tutti gli emendamenti dell’opposizione che erano svariati centinaia e il testo passò in un lampo.
Magari dopo faccio una ricerchina veloce di link per vedere se ricordo bene…
Insomma, in generale mi sembra che quando davanti c’è un tentativo di ostruzione si giochi sempre al limite del regolamento. Da una parte come dall’altra. L’unica differenza vera tra i 2 episodi è che stavolta si votava qualcosa di più o meno necessario, l’altra volta invece qualcosa di assurdo.
Rollina, questo per dire che è bene rimettersi a parlare della sostanza… che non mi sembra proprio sia il caso di fare gli schizzinosi sulla forma.

troglodita 29 luglio 2006 alle 11:06

Manuele, sorry, ma in democrazia la forma E’ sostanza. E’ la legittimazione della sostanza, E’ l’assicurazione che non ci possono essere scorciatoie per alcuno, E’ la garanzia che non ci sono primi inter pares. Questo, ovviamnete, secondo una concezione asburgica e non borbonica della burocrazia.

roberto 29 luglio 2006 alle 11:29

Cè da dire che a Rolli tutto si può imputare meno che l’incoerenza. Oggi è qui a discettare su regolamenti, consuetudini leggi e loro interpretazioni. Ma il tutto però nel rispetto delle leggi. Ad aprile faceva la stessa cosa col risultato elettorale http://www.rolliblog.net/archives/2006/04/21/era_ora.html solo che allora le sue e di Losciacallo richieste non avevano ne capo ne piedi, legalmente parlando. Cè stata un’evidente inversione di rotta. Brava Rolli!! Meglio tardi che mai! :-)
Saluti

Manuele 29 luglio 2006 alle 11:30

Allora, intanto correggo, era la Cirami.
Leonida (quando ritorni al tuo vecchio nick che mi piaceva di più?) quel che dici è sacrosanto, ma dal momento che siamo chiamati a giudicare/commentare le azioni di persone che della forma se ne sbattono appena possono (lamentandosene inconsolabilmente quando subiscono e facendone spallucce quando agiscono)… disquisire sulla forma della sostanza diventa purtroppo un esercizio di stile. E’ una realpolitik dello spettatore.

gvertigo 29 luglio 2006 alle 11:53

Ok è consuetudine, prassi consolidata, la si chiami come si preferisce, che il presidente del senato non venga conteggiato.
E’ consuetudine che le consuetudini ogni tanto vengano cambiate. Proprio perchè consuetudini e non regolamenti, non è necessario un voto parlamentare per questo.
E’ una bella cosa farlo per salvarsi in corner come ha fatto il governo ?
OK d’accordo, non lo è.
E’ uno scandalo come dice Rolli?
Direi nemmeno, proprio perchè parliamo di consuetudini e non di violazioni di regolamenti.
I pianisti proliferano in parlamento da decenni con buona pace di tutti, e a me questo pare una cosa allucinante. Se non vengono rispettate leggi e regolamenti, non vedo come possano esserlo le mere consuetudini.
Almeno, in questo caso la prassi è stata modificata per un motivo di interesse nazionale, ricordo che quando nel ’94 il polo vinse le elezioni cancellò la consuetudine di assegnare all’opposizione la presidenza della Camera, per regalarci la suora laica Pivetti. Allora la sinistra protesto’ con veemenza, secondo me assolutamente a torto e oggi grazie a quel precedente può avere Marini al Senato e Bertinotti alla Camera, con buona pace di tutti.
Quindi a buon rendere e alla prossima.

Fiandri 29 luglio 2006 alle 19:42

Rolli, mi indichi il punto in cui avrei detto che la consuetudine in Parlamento non conta? Se leggi con più attenzione, ti accorgi che io ho detto che la consuetudine è quella di non far votare il Presidente, mentre non è quella di non contarlo presente.
I dati che abbiamo, e se li contesti vuol proprio dire che non ti arrendi nemmeno di fronte all’evidenza, sono questi:
- il Presidente del Senato è un senatore;
- l’art. 107 del Regolamento del Senato dice che il numero legale si stabilisce in base ai senatori presenti.
Questi sono i fatti, fino a prova contraria. Se tu affermi che c’è una prassi diversa da ciò che prescrive il Regolamento, e cioè che il Presidente non è o dimostri come e quando si sarebbe verificato che fra i presenti non è mai stato computato come presente, oppure sei la solita fanfarona che parla di prassi inesistenti.

Rolli 30 luglio 2006 alle 00:27

figuriamoci se non cavillicchiava. Il presidente del Senato non è, nel momento in cui tale diventa, valutato come senatore, bensì come rappresentante neutro di tutti, arbitro.
E infatti non è mai (MAI) stato conteggiato.
Puoi continuare a cavillare.

martin_peccatore 30 luglio 2006 alle 04:41

deciditi cocca, prima dici che rimane senatore se no non potrebbe essere a capo del senato, dopo dici che non è valutato senatore. poi il mai li è divertente, sei forse a conoscenza di tutte le votazioni parlamentari dal 48 in poi, dacci una prova di cio che non sia schifani. o accetta di aver detto una fregnaccia.

leo 30 luglio 2006 alle 06:38

Rolli, sei fuori di testa. (Comme d’habitude)
Ma ti dispiace tanto che invece di andare in crisi al buio finanziamo una missione militare in Afganistan?
Marini è stato eletto Senatore nella repubblica italiana. Tu stessa, anche trattenendo il fiato, non riuscirai mai a trovare un pezzo di carta ufficiale dove sta scritto che la sua presenza in aula non vale in sede di conteggio di numero legale.
E se pesti un po’ i piedi?
Anche se pesti un po’ i piedi.
Questo blog dimostra di che pasta sei fatta: sei fatta di gnÈgnÈ, arrampicate sugli specchi, insulti gratuiti e accuse fuorvianti.
Lo sai cosa c’è? C’è che la gente come te, molto spesso, è convinta che i suoi avversari siano più nobili. E’ un complesso di inferiorità.
Ebbene, Rolli, no. Non siamo più nobili. Vi fottiamo sempre per un cavillo, vi rimandiamo a casa, vi prendiamo per il culo, e gnegnegnÈ e pappapero. E va a piangere da Schifani, va.

Fiandri 30 luglio 2006 alle 10:33

Dimmi solo una cosa, Rolli. Su che cosa ti basi tu quando dici che non è mai stato conteggiato?
Non credo che sia cavillare, voler sapere in base a che cosa l’autrice di questo blog si forma una convinzione così perentoria.

Losciacallo 30 luglio 2006 alle 10:56

Io porto il nick Losciacallo, ma leo tu dovresti cambiare il tuo in iena, perchè di quell’animale hai tutte le caratteristiche negative.
Soprattutto la vigliaccheria, perchè con rabbia e cattiveria ti inserisci in una discussione in cui tu non c’eri, ma lo fai perchè ti sembra (ti sembra….) di vedere il tuo avversario in difficoltà e pensi di poter sciacallare impunemente.
Non ti sarà parso vero di poterne approfittare per restituire (pensi tu….) almeno una piccola parte delle legnate che hai preso negli anni.
Ora, come le iene, sparirai di nuovo, come fai sempre. Poi rimarrai nascosto lì, nel buio, aspettando il momento buono per un’altra incursione.
Il problema è che quando lo fai, solitamente pesti merde.
Nel calcio esiste la consuetudine di restituire il pallone ai tuoi avversari se questi hanno interrotto l’azione per consentire i soccorsi ad un avversario.
Nel regolamento non sta scritto che lo si debba fare, non lo prevede nessun codicillo. Eppure lo si fa, da sempre. E se qualcuno viene meno a questa prassi, piovono fischi pure dai suoi stessi tifosi. Dopo 20 anni ancora si parla di quando Massaro contro l’Atalanta…..
Da destra sbraitano perchè l’Unione ignora prassi consolidate, ma la sinistra se ne impipa e non replica nel merito: mi basta questo per pensare, senza essere un parlamentarista di lungo corso, che Schifani abbia ragione.
Basterebbe invocare lo stato di necessità – “o si fa così o cade il governo” – per ottenere la mia comprensione non ostile (perchè come giustamente dicono altri, conteggiando Marini non si viola alcuna regola scritta).

Fiandri 30 luglio 2006 alle 11:08

Losciacallo, mi inserisco perché anche tu dài ragione a Schifani e lo chiedo anche a te: perché parli di ìprassi consolidateî? Entriamo pure nel merito, nessun problema: potete portare un esempio, anche uno solo, di quello che dite? Oppure non ne sapete niente e tutto quello su cui vi basate è la parola di Schifani perché è così e basta?

Manuele 30 luglio 2006 alle 11:11

Questo blog dimostra di che pasta sei fatta: sei fatta di gnÈgnÈ, arrampicate sugli specchi, insulti gratuiti e accuse fuorvianti.
Mmmm…. mi sembra esagerato questo attacco.

Manuele 30 luglio 2006 alle 11:17

Fiandri, a voler essere obiettivi però siamo noi quelli che dovrebbero portare un esempio-uno in cui il presidente è stato conteggiato, non loro.
Schifani dice: “non è mai successo”, affermazione che già di per sÈ è un dato. Dato al quale si può replicare solamente con:
xxxx dice: “no guarda, è successo in data xx/xx/xxxx”
Cmq, io rimango della mia idea. Ad ogni legislatura tutte le maggioranze cercano di spremere il cervello per aggirare l’ostruzionismo delle opposizioni e normalmente questo porta a qualche evento mai verificato, ma non vietato dal regolamento. Mi sembra normale routine…

Fiandri 30 luglio 2006 alle 11:58

No no, l’onere della prova non è mica ìnostroî: è chi sostiene che c’è una prassi in deroga alla norma, a dover dimostrare che questa prassi esiste.
Figurati se per smentire la norma bastasse dire che di fatto non è così: bisogna dimostrarlo, come giustamente disse Rolli sull’ereditarietà del notariato (si vede che quel giorno aveva voglia di cavillare).
In assenza di esempi concreti che possano indicare questa prassi, la parola di Schifani (´Non è mai successo nella storia del Senato che il presidente dell’Assemblea venga computato nel risultato del votoª) vale esattamente come quella di Marini (´il Presidente è sempre stato indicato come presente anche se non votanteª): sono solo chiacchiere. E sul tavolo rimane la norma, valida fino a prova contraria: proprio come quando Rolli ha detto che al notariato si accede per concorso (norma) e ha chiesto a Ventomare, che diceva esservi una diversa prassi, di dimostrarla.
E allora chiedo a Rolli e a Losciacallo un esempio che dimostri che la norma non si è mai applicata, altrimenti debbo dedurre che parlano per sentito dire.

Losciacallo 30 luglio 2006 alle 12:17

Fiandri, ho precisato di non essere un parlamentarista, e penso non lo sia neppure tu.
Quindi, andiamo tutti a memoria: io non ricordo di aver mai visto un Presidente anzarsi dalla poltrona, andarsi a sedere sullo scranno da deputato e votare pure lui. Tu ricordi niente di simile?
Comunque, può darsi che mi sbagli, e allora mi affido
a questa constatazione: Schifani fa un’affermazione pesante ma a sinistra nessuno reagisce.
L’onere della prova, se non ti spiace, è invertito e c’è il legittimo sospetto che sia andata come dice Schifani.
Anche perchè, mi sembra logico che si sia instaurata una prassi di questo genere: che garanzia di imparzialità da un Presidente che vota gli argomenti sulla cui discussione dovrebbe imporre la disciplina all’aula?
Fa l’arbitro e il giocatore?
Rimane il dato politico: la sinistra deve cooptare pure il Presidente per far passare le sue decisioni.

rabbi 30 luglio 2006 alle 12:47

Spero perlomeno che la destra risponda con altrettanta bassezza. Basta giochetti e inciucini.

Manuele 30 luglio 2006 alle 13:06

Sciacallo, qua non si parla di voto, ma di presenza. Sai bene cmq che al senato, a differenza che alla camera, l’assenza paradossalmente ha più valore politico della presenza astenuta, perché l’assenza equivale perfettamente ad un voto contrario, mentre l’astensione in presenza ha valore più neutro (a meno che non ci siano casi di ostruzionismo).
Cmq Fiandri, quando dico che le parole di Schifani sono già un “fatto” intendo dire che dire non è mai successo è equivalente ad affermare una frase del tipo “ecco qua tutte e 1000000000000 pagine di atti del senato dal ’48 ad oggi, le ho lette tutte e non c’è traccia del presidente contato nella votazione”. L’onere della prova spetta a chi è chiamato a trovare quell’unico esempio in sessant’anni che lo sconfesserebbe.

Losciacallo 30 luglio 2006 alle 13:14

Si Manuele, lo so bene.
E’ che si gira intorno al problema.
Ti ricordi quando, durante le trattative post-elezioni per scegliere il candidato PResidente del Senato, alcuni a sinistra non volevano Marini perchè, essendo senatore, la sinistra avrebbe perso un voto?
Schifani ha ragione.
Ma, come giustamente dici tu, è routine che “ad ogni legislatura tutte le maggioranze cercano di spremere il cervello per aggirare l’ostruzionismo delle opposizioni e normalmente questo porta a qualche evento mai verificato, ma non vietato dal regolamento”.
Poi, siccome bisogna dar contro rolli allora va tutto bene.

Fiandri 30 luglio 2006 alle 13:15

Allora, Losciacallo.
Io ho una norma che dice una cosa. Tu hai un parlamentare che dice che la norma non si applica. Se riesci a spiegarmi per quale motivo l’onere della prova dovrebbe essere invertito, mortadelle per un anno anche a te, promesso. Lo ha già detto Rolli (vedi il link), ma ti porto un altro esempio. Facciamo che agisco in giudizio per ottenere il pagamento di una somma che non è stata pagata alle scadenze stabilite da un contratto di fornitura; tu ti costituisci dicendo che, anche se il contratto indicava certe scadenze, la consuetudine era che il pagamento avvenisse ad altre scadenze. Tocca a me provare che le cose andavano proprio come dice il contratto, o a te provare che vi era una consuetudine diversa da quello che dicevano le norme contrattuali? Ma scherziamo?
» assolutamente certo che il Presidente del Senato (o della Camera) non si è mai alzato dalla poltrona per andare a votare: questo non è in discussione, e infatti il Presidente non ha votato. Ma qui si sta parlando di una cosa diversa. Si sta parlando del computo del Presidente come presente ai fini del numero legale. Presente, non votante: quando sul tabellone appare il numero dei presenti, in quel numero c’è anche il presidente della camera, che pure non vota. Di questo si parla, su questo c’è la parola di un parlamentare contro una norma.
E abbiamo almeno la decenza di non parlare di palla buttata fuori e di fare esempi di fair play, quando il giochino, nella fattispecie, è partito dall’opposizione, che non è entrata in aula per tentare di far mancare il numero legale. Una piccineria attuata a turno da tutte le opposizioni, sia chiaro, e di livello infimo. Lasciamo ben stare questi discorsi da verginelle, dài…

martin_peccatore 30 luglio 2006 alle 14:18

fiandi, e smettila di chiedere una prova! non esiste quella prova, cercano di sgambarla attaccando ma non ha fondamento alcuno quello che si dice da parte di alcuni qui. hanno la parola di schifani e quella basta. non ce nulla che vieta il conteggio, come non ce neanche nulla che voterebbe il voto in realtà. come ho detto in un predente post la consuetudine vale meno come fonte della deliberazione del parlamento,
la cosa dell’arbitro superpartes è solo galanteria, è una facciata e lo sanno tutte le persone vacinate e adulte che non è mica un arbitro imparziale ma un attore fondamentale. volersi richiamare a quel ruolo di imparzialità è fare “le anime belle”. dal mio punto di vista questo thread ha finito la sua esistenza fino a sensate repliche da parte degli schifanisti.

troglodita 30 luglio 2006 alle 15:16

Ma scusate, per tagliare la testa al toro, non sarebbe semplice verificare una qualsiasi votazione precedente ed osservare se nel numero legale era stato conteggiato anche il presidente? Non credo siano necessarie grandi ricerche, basta leggere un verbale.

Rolli 30 luglio 2006 alle 16:45

Mi pare che Losciacallo abbia ben detto, senza bisogno che iio insegua i cavillicchi, visto che tra l’altro sto in connessione umts a singhiozzo
Ma passo alla luce dei miei occhi, cioè a Leo, ché quando gli allentano la camicina si esalta:
Rolli, sei fuori di testa. (Comme d’habitude)
ecco, appunto :)
Ma ti dispiace tanto che invece di andare in crisi al buio finanziamo una missione militare in Afganistan?
In effetti non mi dispiace moltissimo, devo dire, visto che la missione si presenta cruentella. Vi attendo al varco, altro che rammaricarmi; voglio vedere le crisi isteriche perchè il soldatino fa bum bum anzichè farsi sgozzare, mentre voi ululate aita aita, via dall’Afghanistan.
E’ spettacolo da non perdersi, altro che crisi
Marini è stato eletto Senatore nella repubblica italiana. Tu stessa, anche trattenendo il fiato, non riuscirai mai a trovare un pezzo di carta ufficiale dove sta scritto che la sua presenza in aula non vale in sede di conteggio di numero legale.
Spiacente, l’ha già detto Schifani e la maggioranza a questo non ha potuto opporre nulla: mai è stato conteggiato, alla canna del gas avete dovuto farlo per la prima volta nella storia della Repubblica
Non ha fiatato nè Marini nè la Finocchiaro nè nessun altro, opponendo ben altre giustificazioni campate per aria. Rassegnati oppure digli di opporre argomenti concreti
E se pesti un po’ i piedi?
Anche se pesti un po’ i piedi.

Non pesto i piedini, lo scrivo e lo evidenzio. Ti dà fastidio? Lo vedo, ma insomma, puoi sempre rinfrancarti col tuo famoso pubblico, ricordi? Quello al quale rifili Gaza e i Parrazzi
Questo blog dimostra di che pasta sei fatta: sei fatta di gnÈgnÈ, arrampicate sugli specchi, insulti gratuiti e accuse fuorvianti.
Non riesci mai a cavartela e allora passi al tentativo di sputtanamento, che come al solito non ti riesce perchè basta leggerti.
E va be’, il blog è a tua disposizione, riprovaci dai :)
Lo sai cosa c’è? C’è che la gente come te, molto spesso, è convinta che i suoi avversari siano più nobili. E’ un complesso di inferiorità.
Mannò, non gettarti in pseudo analisi psicologiche forte della camicina bianca incrociata sul petto: essere in analisi non significa saper analizzare.
Io prendo ciò che l’attuale maggioranza ha sempre blaterato e criticato e chiedo conto dei comportamenti contrari. Ti è così difficile da comprendere? Saranno i sali di litio?
E’ cosa che ho fatto con la mia parte politica e che, guarda tu che sfacciata, faccio adesso con la tua.
Ebbene, Rolli, no. Non siamo più nobili. Vi fottiamo sempre per un cavillo, vi rimandiamo a casa, vi prendiamo per il culo, e gnegnegnÈ e pappapero.
Ma guarda che già lo sapevo, mica devi dirmelo. Io sono convintissima che siate una manica di disonesti, a maggior ragione oggi che avete inglobato cani e porci peggio di quel che avevate prima. Però no, non ci prendete per il culo, questa è manfrina politica, giusto perchè non passiate sotto silenzio.
Detto io che ti esalti quando allentano i laccetti…
E va a piangere da Schifani, va.
Ma valà, faccio prendere a te e a un bel po’ di altri un attacco di bile e intanto mi mangio la granitina. Senza Schifani: lui è in vacanza da un’altra parte :)
Sul notaio, per Fiandri: e no, Ventomare ha affermato una cosa (come Rolli e Schifani e un’altra) e Rollina tua gli ha portato le pezze a dimostrazione del contrario (cosa che Fiandruccio mio non fa, seguito a ruota dal peccatore e da Marini)
Datevi pace

Fiandri 30 luglio 2006 alle 18:18

Hai ragione Martin Peccatore, lascio perdere.
:-)

Pulex 31 luglio 2006 alle 22:23

Comunque certi senatori che hanno votato contro coscienza sono proprio dei polli.
A prescindere dal numero legale. Hanno tradito le loro idee per cosa? per mortadella? tutto un magna magna…..
Pulex

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