Donne ai margini, persino in carcere

La vita non va ancora come in Volver, il nuovo film di Pedro Almodovar. Là tre generazioni di donne alleate fanno fuori gliuomini traditori e stupratori e vivono abbastanza contente. Nella vita no.
Ho ricevuto via email l’invito a sottoscrivere un appello al Parlamento contro le violenze domestiche sulle donne. L’appello si apre ricordando alcuni dati noti e impressionanti:”Un omicidio su quattro in Italia avviene in famiglia, tra le mura domestiche (187 nel 2004), il 70% delle vittime sono donne, soprattutto uccise per ragioni passionali o durante un litigio da partner abituali, passato o pretesi tali, da familiari maschi o da clienti e sfruttatori… Per ogni donna uccisa ce ne sono tante che subiscono ogni giorno umiliazioni e vessazioni, che rischiano di morire lentamente”
Si discute tanto di quote rosa. Troppo, per un aspirazione così ovvia: che alle donne debba essere garantita una proporzione decente di posti a sedere, dato che il viaggio è comune, anche a costo di sloggiare un certo numero di signori.
E’ imbarazzante mettere a confronto le percentuali assegnate a donne nel Parlamento nazionale o in quelli locali (nel consiglio comunale appena eletto a Napoli, che pure vanta un sindaco donna, non c’è neanche un consigliere donna), nei consigli d’amministrazione o nei dibattiti televisivi.
E’ molto più increscioso misurare, alla rovescia, la sproporzione fra donne e uomini rispetto alla violenza domestica. Oltretutto, il dato è pressochè universale, comprendendo paesi del Nord Europa come la Gran Bretagna.
Ed è aggravato dalla malaugurata pretesa di immigrati non europei (fino a poco fa anche nostra) di tenere fuori dalla porta di casa il vigore della legge comune, in nome di una legge propria etnica o religiosa e del pregiudizio secondo cui i panni sporchi si lavano in famiglia.
In Spagna, tra il 2000 e il 2004, 309 donne persero la vita per mano del proprio marito, fidanzato o ex. Il primo e apiù apprezzabile provvedimento del governo spagnolo d Josè Luis Zapatero, composto per metà da donne, riguardò appunto, nel 2004, le violenze domestiche.
E’ significativo che quella riforma del codice sia stata osteggiata come incostituzionale: l’aggravante della violenza commessa da uomini contro donne avrebbe turbato l’uguaglianza di fronte alla legge.
Argomento che evoca quello che si oppone alle quote rosa, e ci ironizza su chiamando in causa i panda.


Che siano spesso donne ad avanzare queste proteste (anche in Spagna toccò a una giudice donna) non deve sorprendere. Anche i panda hanno il loro orgoglio, e i loro fraintendimenti.
C’è una controprova singolare di questa sproporzione, su cui non si riflette abbastanza. Le donne detenute nelle carceri italiane sono 2900 circa, su un totale di oltre 61mila detenuti. Dunque una percentuale inferiore al 5 per cento.
Difficile trovare un divario simile in altri campi quando non tratti di istituti (non so, il Sacro concistoro o un battaglione di lagunari, tra i quali peraltro si fanno timidi passi avanti) che escludono per statuto la presenza femminile. Le donne “delinquenti” continuano a essere dunque una minoranza irrisoria, così come le donne vittime della violenza sono in numero eccedente.
In un certo senso, si tratta di un segnale di ritardo: le donne sono tenute al margine di tutte le carriere e della stessa carriera criminale.
Inoltre il maschilismo può mutarsi in paternalismo nel valutare i comportamenti femminili. E’ tipico che nei manicomi(con qualunque eufemismo si vogliono chiamare) la presenza femminile sia stata molto maggiore.
Quando le donne ci dispiacciono, le dichiariamo pazze.
E’ un fatto che negli Stati Uniti, per esempio, la reclusione femminile conosce una crescita enorme.
Tuttavia non è questo il punto essenziale.
Le donne hanno con i reati un rapporto analogo a quello che hanno con la guerra. Gran parte delle detenute sono imputate o condannate per reati legati a tossicodipendenza, spaccio, furti, prostituzione; molte sono straniere, molte rom, fra queste la percentuale più alta di madri detenute coi figli piccoli.
Ben il 60 per cento delle condannate deve scontare una pena inferiore a 5 anni. Una minoranza significativa ha commesso un infanticidio o un uxoricidio (si chiama così, uccisione della moglie, anche quando la vittima è il marito: neanche un nome tutto per loro è stato accordato. In cambio ora si è coniato il brutto termine di “femminicidio”, per uscire dall’equivoco “omicidio”. Brutto ma inevitabile)
La prigione è un luogo maschile. Le figure femminili, direttrici, agenti, educatrici, psicologhe, mediche e infermiere, hanno incrinato un paesaggio crudamente maschile, ma non riescono a correggerlo. Con l’eccezione di pochi istituti, sette in tutto, come la Giudecca a Venezia, le detenute occupano piccole sezioni femminili annesse a 62 carceri maschili, ed è raro che ricevano l’attenzione di operatori e operatrici impegnati nel cosiddetto “trattamento”
Ancora più raro che ricevano le cure sanitarie peculiari di cui hanno bisogno. Nello stesso ministero non esiste ancora un ufficio specifico riservato alla reclusione femminile.
L’appello che h oricevuto dice anche:”Troppo spesso gli omicidi di donne vengono giustificati e letti dalla nostra società, dalla nostra cultura e dai mass media come gesti di uomini disperati che non sono riusciti a sopportare il dolore e il peso della separazione, per troppo amore, per troppo attaccamento. Non è vero”. Infatti, non è vero.
Adriano Sofri – Panorama (non online)

di Losciacallo il 10 giugno 2006 in Adriano Sofri · 37 commenti

{ 37 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

desnos 11 giugno 2006 alle 01:53

Caro Adriano sono dalla tua parte
quando si discute a proposito di
Calabresi
ma vederti snocciolare queste cifre
statistiche e pretendere di spiegare l impossibile attraverso
il far finta di niente
mi fa rendere conto che la tua li berta’ si stata barattata con la tua disfatta politica
nn riesci ad uscire dai luogi comuni
dai discorsi fatti
nn un accenno al
marcio che schiaccia questa societa’
ingiusta e virile
nn sento una parola vera in quest articolo
nn provi nemmeno minimamente ad indicare l unico e e vero motivo di questo stato di cose
viviamo all interno di una societa’ concorrenziale
e spietata dove il piu debole soccombe inesorabilmente
nella vita e negli affari
la globalizzazione nn ha fatto che aumentare questa tendenza portandola a livelli astronomici
ingiustizia e dolore
che
per incanto si trasforrmano per magia
nella societa felice e egualitaria (a patto di essere ricchi)
ma
nn sara’ certo con la contrapposizione dei due sessi che la societa’ potra superare la dialettica
giustizia e libertà
nn sarà certo un film di 4 categoria
che individua
l emancipazione sociale femminile
nella vendetta delle donne sugli uomini
come se i colpevoli fossero le marionette che si muovono nel palco e nn i burattinai delle economia che muovono i fili e per questo

Replica

Francesco 12 giugno 2006 alle 09:40

Omicidio, da homo, essere umano.
Uomo come maschio si dice vir.
Per il resto, mi sembra una sequela di cazzate. La stragrande maggioranza dei delitti implica l’uso della forza bruta e, in questo, il dislivello ha origini naturali.

Replica

Rolli 12 giugno 2006 alle 15:33

Come tu possa liquidare quanto dice Sofri in questo modo non è dato sapere.
Una sequela di cazzate? Per l’etimologia della parola? Ma tu li leggi i giornali? ti guardi intorno? Lo vedi il disprezzo verso le donne che vengono massacrate, stuprate, picchiate, uccise giorno per giorno, in un crescendo mai visto? Le senti le giustificazioni per gli uxoricidi o credi che Sofri se li sia inventati giusto per farne un articolo? Che diavolo ne sai della condizione femminile per buttare nel cestino della carta straccia un grido d’allarme come questo? Ma il fatto che Tommaso sia stato ucciso da uno che aveva appena subito una condanna per stupro e che, pensa un po’, non era in carcere, non ti dice niente su come si comporta la società nei confronti delle donne? Uno stupro di quella fatta non era abbastanza per trattenere in carcere un uomo decretandone la pericolosità. Del resto era semplicemente violenza carnale, appunto, quella che giuridicamente è diventata contro le persone solo da poco tempo.
Non ti dice nulla il fatto che le donne siano spesso vittime dei mariti, fratelli, fidanzati? Perchè è facile litigare con la moglie o la figlia e spaccarle la faccia perchè ti esaspera; non fanno la stessa cosa con un uomo, ci pensano trenta volte prima, perchè la faccia rischiano di averla spaccata loro.
Donne sulle quali la Chiesa e lo Stato vogliono mettere le mani addosso, in particolare sulla loro capacità di generare, che è come se noi donne decretassimo come dovete usare il vostro organo genitale. Impensabile, vero? e poi dirai che non c’entra nulla. E perchè mai?
Donne che se vengono picchiate a sangue si ritrovano anche il loro aguzzino nei paraggi, perchè giudici e forze dell’ordine non ritengono inderogabile che non possano più venire avvicinate dalui, e che poi vengono definitivamente uccise dalla stessa mano. Con uno sguarduccio di sdegno della società che dura quattro secondi netti, e nulla più.
Le violenze sessuali e familiari contro di loro aumentano e questo è un segno di una sottile tolleranza, di una società e di uno Stato che non si indignano e non puniscono esemplarmente, anzi spesso giustificano, tra “provocazione” e “grande amore frutstrato” che diventano l’attenuante per delitti e violenze gravissime.
Mi indigni. Profondamente.

Replica

l'oste 12 giugno 2006 alle 16:01

A parte il fatto che non mi piace l’articolo (ma è un dettaglio), e a parte il fatto che non sono neanche d’accordo sul fatto che la capacità di generare appartenga delle donne (tanto per rimarcare bene bene i motivi di litigio),
credo sia chiaro il maschilismo strutturale della nostra società.
Non solo la sottorappresentazione delle donne in politica, ma anche il loro ritardo nel mondo del lavoro. Abbiamo uno dei più bassi tassi europei di occupazione femminile e la più bassa percentuale di donne in parlamento: perché?
Ci vorrebbero due leggi: quote rosa e maternità a carico dello stato.
Ma chi le vuole?

Replica

Rolli 12 giugno 2006 alle 16:17

Ah be, nessuno le vuole, salvo poi decidere che non devi prendere la Norlevo, e niente Ru486, e guarda ‘ste cretine che arrivano a 40 anni senza aver generato e poi pretendono pure la fecondazione assistita, e che schifo ‘ste donne che non fanno figli e siamo a crescita zero, e che schifo ‘ste mogli che salassano i mariti co gli assegni divorzili, e chi la vuole una donna con figli in azienda che scassa le palle quando questi si ammalano e pensa, devono pure andarli a prendere a scuola e bla bla bla
Oste, tu sei libero, a quanto pare, di inseminare chi vuoi, e per di più di dartela a gambe; noi di non partorire o di farlo
Forse, visto quanto accade ultimamente e da sempre

Replica

Quello che guida i camii 12 giugno 2006 alle 17:22

l’Oste dice:
Ci vorrebbero due leggi: quote rosa e maternità a carico dello stato.
Ma chi le vuole?

Io, le quote rosa, no. La maternità a carico dello stato sì ma, attenzione, per tutte le donne, non solo le dipendenti. Perché attualmente le donne che lavorano in proprio, se fanno un bambino, dallo stato si beccano due lire.
Le quote rosa sono una pessima idea. E mi stupisce che donne intelligenti come Rolli le vedano con favore.
La condizione della donna nella società è dovuta a motivi storici e naturali. Quindi cambierà (ed è già cambiata molto), gradatamente, man mano che cambia la società stessa.
Ma pensare di poterla cambiare con una legge è una follia.
Sarebbe come pretendere per legge che i mariti debbano alzarsi di notte per soccorrere il moccioso urlante un numero di volte uguale o superiore a quello delle mogli. E che debbano applicarsi un bel paio di tette finte (rigorosamente omologate dal ministero della salute) dotate di pompette per allattare il pargolo anche loro.
Oltre al fatto che sarebbe una legge iniqua e probabilmente anticostituzionale.
E poi è scontato che ci troveremmo in parlamento un bel numero di femmine incapaci e incompetenti che non potrebbero che aggravare ulteriormente la condizione della donna. Perché screditerebbero tutte le altre donne, comprese quelle capaci e competenti, che non mancano. E generebbero reazioni di antipatia e insofferenza nei confronti di tutto il genere femminile.
E’ anche scontato che in parlamento ci arriverebbero le più furbe, le più intriganti, le più disposte a dimostrarsi “gentili” con i maschi che decidono la composizione delle liste.
Un disastro!
Io, poi, non sono mica tanto convinto che le donne siano così sotto rappresentate solo per colpa del maschilismo della società.
E’ che le donne sono diverse.
E’ infatti facile costatare che ci sono un sacco di uomini appassionati (a volte sfiorando il fanatismo) di politica, di elettronica, di musica, di sport, di informatica, di motori e di qualunque altra cosa.
Mentre sono veramente poche le donne capaci di provare passioni ed entusiasmi simili. Magari sono bravissime a scuola, spesso anche più brave degli uomini. Ma raramente si innamorano di quello che studiano.
Qualcuno ha detto che gli uomini hanno bisogno di appassionarsi a qualcosa fuori di sè perché non possono partorire. Il che è possibile.
Ma questa è la realtà dei fatti.
E questo fatto non può non influire pesantemente suo ruolo della donna nella società.
Oste, tu sei libero, a quanto pare, di inseminare chi vuoi, e per di più di dartela a gambe; noi di non partorire o di farlo
Rolli, qui stai deragliando completamente. Il feto o l’embrione o il ricciolo, chiamalo come vuoi, non ti appartiene, non è una parte del tuo corpo.
Non hai alcun diritto di decidere della sua sorte!!!
Che poi sia ingiusto che questa “seccatura” tocchi alle donne, può anche essere. Ma questa situazione non è stata voluta dai maschi cattivi.
E’ così. Se non ti piace puoi farti sterilizzare, perché il tuo apparato riproduttivo, quello sì, è tuo.
Ti sei mai chiesta perché è così bello scopare senza protezione e raggiungere insieme l’orgasmo? Perché lo scopo dei nostri corpi, maschili e femminili è la riproduzione.
E l’Oste ha perfettamente ragione a dire che non è d’accordo sul fatto che la capacità di generare appartenga alle donne.
Infatti non vi appartiene. E infatti non è affatto vero che gli uomini sono liberi di inseminare e poi di darsel a gambe. Qualche progresso la società l’ha fatto in questo senso.

Replica

Return 12 giugno 2006 alle 17:36

Le donne ‘raramente si innamorano di quello che studiano?’
E’ per questo che guardano tanta tv e votano berlusconi.
‘Ti sei mai chiesta perché è così bello scopare senza protezione e raggiungere insieme l’orgasmo? Perché lo scopo dei nostri corpi, maschili e femminili è la riproduzione.’
Dovresti provare con un profilattico stimolante, Quèlo.

Replica

Return 12 giugno 2006 alle 17:39

‘Io, poi, non sono mica tanto convinto che le donne siano così sotto rappresentate solo per colpa del maschilismo della società.”
E’ che le donne sono diverse.’
Fantastico.

Replica

Rolli 12 giugno 2006 alle 18:41

Le quote rosa sono una pessima idea. E mi stupisce che donne intelligenti come Rolli le vedano con favore.
Le vedo come necessità, per poter uscire da una società maschilista che le avversa per potere e comodità.
Una società che non dà pari opportunità e anzi aggrava la condizione femminile, perchè attraverso questa mantiene il potere
La condizione della donna nella società è dovuta a motivi storici e naturali. Quindi cambierà (ed è già cambiata molto), gradatamente, man mano che cambia la società stessa.
Ti dò una notizia: fra 60.000 anni la terra verrà attratta irresistibilmente dal sole e brucerà. Per quel tempo me ne frega niente che forse le donne avranno una parvenza di parità
Ma pensare di poterla cambiare con una legge è una follia.
La legge serve a questo: a cancellare discriminazioni e a creare giustizia
Sarebbe come pretendere per legge che i mariti debbano alzarsi di notte per soccorrere il moccioso urlante un numero di volte uguale o superiore a quello delle mogli. E che debbano applicarsi un bel paio di tette finte (rigorosamente omologate dal ministero della salute) dotate di pompette per allattare il pargolo anche loro.
Incommentabile. Fossi in te farei finta che qualcuno mi abbia fregato il pc e scritto al posto mio
Oltre al fatto che sarebbe una legge iniqua e probabilmente anticostituzionale.
Si cambi la Costituzione, non è la Bibbia, non è il Verbo e del resto è stata fatta da uomini
E poi è scontato che ci troveremmo in parlamento un bel numero di femmine incapaci e incompetenti che non potrebbero che aggravare ulteriormente la condizione della donna. Perché screditerebbero tutte le altre donne, comprese quelle capaci e competenti, che non mancano. E generebbero reazioni di antipatia e insofferenza nei confronti di tutto il genere femminile.
Il Parlamento è pieno di uomini incapaci, nullafacenti e cretini
E’ anche scontato che in parlamento ci arriverebbero le più furbe, le più intriganti, le più disposte a dimostrarsi “gentili” con i maschi che decidono la composizione delle liste.
E’ più facile che accada ora che non con una legge ad hoc. Del resto in Parlamento arrivano i furbi, no? O tutti questi maschietti sono geni giunti per meriti propri e con mezzi limpidi?
Io, poi, non sono mica tanto convinto che le donne siano così sotto rappresentate solo per colpa del maschilismo della società.
Dici?
E’ che le donne sono diverse.
Già ..
E’ infatti facile costatare che ci sono un sacco di uomini appassionati (a volte sfiorando il fanatismo) di politica, di elettronica, di musica, di sport, di informatica, di motori e di qualunque altra cosa.
Mentre sono veramente poche le donne capaci di provare passioni ed entusiasmi simili. Magari sono bravissime a scuola, spesso anche più brave degli uomini. Ma raramente si innamorano di quello che studiano.
fossi in te proverei a rileggere questi due periodi una decina di volte, per renderti conto di quello che hai scritto
Qualcuno ha detto che gli uomini hanno bisogno di appassionarsi a qualcosa fuori di sè perché non possono partorire. Il che è possibile.
Intendi dire che le donne non si appassionano perchè tutte intente alla loro unica funzione? E quelle sterili? E quelle che decidono di non procreare? Che ne sai delle passioni delle donne?
Meglio: ma tu che concetto terrificante hai delle donne?
Rolli, qui stai deragliando completamente. Il feto o l’embrione o il ricciolo, chiamalo come vuoi, non ti appartiene, non è una parte del tuo corpo.
Non hai alcun diritto di decidere della sua sorte!!!
Scordatelo. Che tu lo voglia o no, che la legge lo permetta o no, così è e così sarà fino alla fine dei giorni.
O pensi di mettere sotto controllo qualunque donna donna in età fertile?
Che poi sia ingiusto che questa “seccatura” tocchi alle donne, può anche essere. Ma questa situazione non è stata voluta dai maschi cattivi.
Seccatura? Pensa che io lo considero un dono e un privilegio
E’ così. Se non ti piace puoi farti sterilizzare, perché il tuo apparato riproduttivo, quello sì, è tuo.
Questo fallo tu, eventualmente, e magari proponilo per tutti quei maschietti che utilizzano impropriamente la loro capacità fecondativa. Ecco, sì, si potrebbe fare una legge: i maschi che fecondano senza il loro consenso le donne e che non si prendono la responsabilità delle loro azioni generatrici, devono essere definitivamente sterilizzati.
Che ne dici?
Ti sei mai chiesta perché è così bello scopare senza protezione e raggiungere insieme l’orgasmo? Perché lo scopo dei nostri corpi, maschili e femminili è la riproduzione.
L’orgasmo insieme puoi raggiungerlo anche con le protezioni, e la pillola permette le stesse cose.
Nel frattempo continuo a chiedermi se ti rendi conto di quel che hai scritto
E l’Oste ha perfettamente ragione a dire che non è d’accordo sul fatto che la capacità di generare appartenga alle donne.
a no? …
Infatti non vi appartiene. E infatti non è affatto vero che gli uomini sono liberi di inseminare e poi di darsel a gambe. Qualche progresso la società l’ha fatto in questo senso.
Tutti a richiedere l’esame del Dna?
Sgomenta.

Replica

sing 12 giugno 2006 alle 18:52

Camionista:
E poi è scontato che ci troveremmo in parlamento un bel numero di femmine incapaci e incompetenti che non potrebbero che aggravare ulteriormente la condizione della donna.
Bella questa, con tutti gli uomini incompetenti e incapaci che ci sono in parlamento (spesso tra l’altro con una media d’età non rappresentativa della media italiana) non vedo come la presenza di donne incompetenti potrebbe aggravare ulteriormente la condizione della donna.

Replica

Quello che guida i camii 12 giugno 2006 alle 20:06

Le vedo come necessità, per poter uscire da una società maschilista che le avversa per potere e comodità.
Non è la società che avversa le donne per potere e comodità. Sono gli esseri umani che avversano gli altri esseri umani per potere e comodità. Purtroppo. Comprese le donne che avversano le altre donne per potere e comodità. E spesso per una forma di sadismo che non provano per gli uomini.
Una società che non dà pari opportunità e anzi aggrava la condizione femminile, perchè attraverso questa mantiene il potere
Sì. Vallo a raccontare a quei padri ai quali è stato negato l’affidamento dei figli e che sono costretti a dormire in stazione.
Ti dò una notizia: fra 60.000 anni la terra verrà attratta irresistibilmente dal sole e brucerà. Per quel tempo me ne frega niente che forse le donne avranno una parvenza di parità
Take it easy Rolli! Come down! A essere così incazzati (anzi, incazzatE) si finisce per diventare giacobini/e. Non nego che le donne siano discriminate. Lo sono eccome. Ma non mi va questo modo di affrontare il problema. Avere tutta questa bile in corpo significa di fatto riconoscere la condizione di inferiorità che qualcuno ti vorrebbe attribuire. L’approccio deve essere più sereno.
La legge serve a questo: a cancellare discriminazioni e a creare giustizia
Sì, dicevano così (e dicono ancora, per la verità) anche quelli che volevano instaurare la dittatura del proletariato.
Incommentabile. Fossi in te farei finta che qualcuno mi abbia fregato il pc e scritto al posto mio
Confermo tutto: ero proprio io. Ho scritto anche di peggio.
Si cambi la Costituzione, non è la Bibbia, non è il Verbo e del resto è stata fatta da uomini
Altroché! La costituzione deve essere cambiata, quando necessario.
Ma ci sono dei principi che, in democrazia, non possono essere cambiati. Nemmeno se l’intento è quello di rimediare a palesi ingiustizie. Non ha senso tentare di risolvere un problema creandone uno più grosso ancora.
Il Parlamento è pieno di uomini incapaci, nullafacenti e cretini.
Verissimo.
E’ più facile che accada ora che non con una legge ad hoc. Del resto in Parlamento arrivano i furbi, no? O tutti questi maschietti sono geni giunti per meriti propri e con mezzi limpidi?
Certo che in parlamento arrivano i più furbi. E sarà sempre così, finché ci sarà la democrazia.
Al tempo dei re taumaturghi era diverso. Ma non è un modello proponibile, oggi.
fossi in te proverei a rileggere questi due periodi una decina di volte, per renderti conto di quello che hai scritto
Non c’è bisogno. Sono convintissimo di quel che ho scritto. Ovvio che ci sono eccezioni. Direi che non è nemmeno il caso di specificarlo. Ma che questa differenza, tra uomo e donna, esista, è pacifico.
Intendi dire che le donne non si appassionano perchè tutte intente alla loro unica funzione? E quelle sterili? E quelle che decidono di non procreare?
Non ho detto questo. O almeno non l’ho detto io. Io mi limito a costatare questa differenza tra uomini e donne. Perché sia così, non so.
Che ne sai delle passioni delle donne?
Meglio: ma tu che concetto terrificante hai delle donne?

Qualcosina sulle donne la so.
E delle donne non ho affatto un concetto terrificante. Anzi! Io le donne le adoro. Il tuo errore, cara Rolli, sta nel fatto di considerare una caratteristica femminile come negativa (e quindi da negare a tutti i costi) solo perché differenzia le donne dagli uomini. Il che fa di te una maschilista.
Quando ho detto che le donne sono diverse, ho detto una banalità. Ma intendevo proprio questo. Se per te pari opportunità significa un mondo dove le differenze tra i sessi sono abolite per legge, beh allora sei fuori strada. Ci hanno provato in Unione Sovietica a fare qualcosa di simile. Con i risultati che sappiamo.
E il fatto di vedere l’abolizione delle differenze come la soluzione dei problemi tradisce una mentalità maschilista. Perché si considerano le qualità maschili come migliori di quelle femminili.
Scordatelo. Che tu lo voglia o no, che la legge lo permetta o no, così è e così sarà fino alla fine dei giorni.
O pensi di mettere sotto controllo qualunque donna donna in età fertile?

Calma calma! Io non voglio mettere sotto controllo nessuno. Io credo molto poco nei tribunali e moltissimo nell’educazione e nella cultura, grazie alle quali, gradatamente, si superano anche i problemi legati all’ideologia.
Seccatura? Pensa che io lo considero un dono e un privilegio
E dai Rolli! Era virgolettato e mi sembrava abbastanza chiaro che l’intento fosse ironico.
Questo fallo tu, eventualmente, e magari proponilo per tutti quei maschietti che utilizzano impropriamente la loro capacità fecondativa. Ecco, sì, si potrebbe fare una legge: i maschi che fecondano senza il loro consenso le donne e che non si prendono la responsabilità delle loro azioni generatrici, devono essere definitivamente sterilizzati.
Che ne dici?

Dico che dovresti essere un po’ più serena e pensare con più calma e distacco.
Ma quali sono i maschi che fecondano le donne senza il loro consenso, a parte i violentatori? Quali sono? Dove sono? In che film? Io so di donne che fanno in modo di farsi inseminare senza il consenso del maschio: “Vai tranquillo che ho preso la pillola”.
L’orgasmo insieme puoi raggiungerlo anche con le protezioni,…
Non è la stessa cosa, sia per l’uomo che per la donna, evidentemente. Non puoi negarlo.
… e la pillola permette le stesse cose.
Nel frattempo continuo a chiedermi se ti rendi conto di quel che hai scritto

Anche in questo caso non è la stessa cosa, perché la pillola altera il ciclo della donna e inevitabilmente influisce negativamente anche sugli aspetti più piacevoli.
Non voglio dire che la donna ci deve rimanere ogni volta. Lungi da me. Dico solo che questa è la realtà. E’ innegabile che il momento migliore per farlo sia quando la donna è al colmo dell’ovulazione, e farlo con la protezione in quei momenti è una cosa terribile per quello che si perde. E questo lo sai anche tu.
Mi limito a costatare il fatto in sè. E il fatto che sia tragico non poterlo fare in quel modo senza le conseguenze che sappiamo.
Tutti a richiedere l’esame del Dna?
Sgomenta.

Cheppalle Rolli! Sgomenta. Ma sgomenta di che? Se una non vuole rimanere in cinta, non lo rimane, a meno che non venga violentata.
Se poi ragionare su queste cose ti sgomenta o ti indigna, allora è inutile parlarne. Ma non è con questo atteggiamento che si migliora la condizione delle donne. Tutto il contrario!

Replica

Quello che guida i camii 12 giugno 2006 alle 20:12

Sing dice:
Bella questa, con tutti gli uomini incompetenti e incapaci che ci sono in parlamento (spesso tra l’altro con una media d’età non rappresentativa della media italiana) non vedo come la presenza di donne incompetenti potrebbe aggravare ulteriormente la condizione della donna.
La aggraverebbe terribilmente. Perché gli attuali incompetenti sono eletti democraticamente (salvo brogli, ovviamente). Le eventuali incompetenti “rosa” invece, sarebbero, oltre che incompetenti, imposte per legge. Da una legge anti-democratica e profondamente discriminatoria.

Replica

giancarlo 12 giugno 2006 alle 20:52

Un cretino resta un cretino, sia che sia eletto democraticamente sia imposto per legge. Roba da matti, siamo a teorizzare “il cretino democratico”

Replica

Rolli 12 giugno 2006 alle 23:22

Tu tenti di superficializzare per ridurre a luogo comune e sminuire una questione che invece è grave e importante.
Se poi parli delle guerre tra donne capirai che novità: uno dei tanti esempi di guerra tra poveri, tenuti sottomessi per millenni, che acquisiscono un minimo d autonomia dalla loro condizione attraverso il dominus.
Incazzata? Biliosa? Perchè mi ribello al tuo “lassamo fà, lassamo annà”? Cose da matti.
E poi certo che riconosco la condizione d’inferiorità delle donne, altrimenti non starei qui a parlarne e Sofri si sarebbe occupato di cardellini anzichè di donne ai margini.
E poi scusa, non avevi detto che poverine le femmine non si appassionano a ciò che studiano, tutte prese dal loro procreare? Ecco qua che c’è la Rolli tutta bella appassionata della questione sociale e politica e vedi un po’ che mi reagisci male. Deciditi
E quale sarebbe la caratteristica femminile che io cattivona e maschilista negherei?
E che c’entra l’Unione Sovietica? Giusto per fare il Guzzanti? La legge e lo Stato democratico sono fatti per sanare le differenze quando queste sono penalizzanti per una parte, te lo devo ricordare ad ogni commento?
E il sanare non significa riconoscere come migliore la parte soverchiante, semplicemente evitare che questa continui ad esserlo.
Ma evidentemente la cosa non ti piace
E guarda un po’ non conosci maschietti che inseminano senza consenso femminile, ma solo torme di mantidi che imbrogliano per rimanere incinta, e padri sotto i ponti perchè non gli hanno affidato i fgli.
Di ometti con l’amante e i soldi imboscati per non darli a moglie e figli invece non hai mai sentito parlare? Mani pulite cominciò proprio a causa di uno di questi, la cui moglie andò da Di Pietro a dire che il marito non le passava una lira dicendo che era indigente e invece.. no, tu vedi solo i servizi di comodo delle jene con quei mariti stranissimi che non si capisce perchè debbano finire sotto i ponti.
Però sono io che dovrei stare calmina e guardare le cose con distacco, come se fossero un bel quadro e non roba che mi circonda.
Poi senti, fammi la cortesia: io non vengo da Marte e quindi tu non puoi venirmi a dire che andare a letto con un uomo è diverso se prendo la pillola perchè, cielo!, mi si modifica il ciclo. mA stai scherzando?
Insisto: ti rendi conto di quel che scrivi?
E’ più bello quando la donna è al culmine dell’ovulazione?? E ti stranisci pure se ti guardo sgomenta???

Replica

Francesco 13 giugno 2006 alle 09:21

“Lo vedi il disprezzo verso le donne che vengono massacrate, stuprate, picchiate, uccise giorno per giorno, in un crescendo mai visto?”
NO.
“Ma il fatto che Tommaso sia stato ucciso da uno che aveva appena subito una condanna per stupro e che, pensa un po’, non era in carcere, non ti dice niente su come si comporta la società nei confronti delle donne?”
NO. La società si comporta così nei confronti di quasi tutti i criminali. Il tizio poteva aver appena accoltellato me perchè non gli piaceva la mia cravatta e sarebbe stato fuori lo stesso.
“Perchè è facile litigare con la moglie o la figlia e spaccarle la faccia perchè ti esaspera; non fanno la stessa cosa con un uomo, ci pensano trenta volte prima, perchè la faccia rischiano di averla spaccata loro.”
E’ quello che ho scritto io. Il problema non è di noncuranza della società nei confronti delle donne, è che noi uomini siamo più grossi delle donne; anche dei bambini, se è per questo.
Insomma, inventarsi questa come una questione femminile è una fesseria. Se la metti come una assurda forma di tolleranza nei confronti della violenza privata, che è più grave per le donne perchè sono più deboli e più a rischio di essere picchiate, è giusto.
Riuscire poi ad attaccarci la Chiesa e la pillola è un’acrobazia da circo.
Ciao
Uno che non picchia la moglie

Replica

Francesco 13 giugno 2006 alle 09:24

Il cretino democratico è la figura fondamentale della democrazia.
L’unica alternativa è la repubblica isalmica di Iran, dove dei saggi escludono i candidati “cretini” prima delle elezioni.
Mi tengo il nostro sistema tutta la vita.

Replica

sing 13 giugno 2006 alle 09:38

Francesco,
la pillola c’entra, si sta parlando di raggiungere l’orgasmo con o senza protezione.

Replica

Quello che guida i camii 13 giugno 2006 alle 10:21

Tu tenti di superficializzare per ridurre a luogo comune e sminuire una questione che invece è grave e importante.
Che la questione sia importante non ci piove. Che io voglia sminuirla… boh. E perché dovrei?
Se poi parli delle guerre tra donne capirai che novità: uno dei tanti esempi di guerra tra poveri, tenuti sottomessi per millenni, che acquisiscono un minimo d autonomia dalla loro condizione attraverso il dominus.
Cioè le donne si fanno la guerra per colpa della condizione in cui gli uomini le hanno costrette per millenni? Se fosse così sarebbe veramente triste. Ma non lo credo. E non dovresti crederlo nemmeno tu, proprio perché sei donna.
Incazzata? Biliosa? Perchè mi ribello al tuo “lassamo fà, lassamo annà”? Cose da matti.
Non attribuirmi pensieri che non mi appartengono. Non ho detto che va bene così. Volevo solo dire che un approccio al problema stile “lotta di classe” non può che produrre danni.
E poi certo che riconosco la condizione d’inferiorità delle donne, altrimenti non starei qui a parlarne e Sofri si sarebbe occupato di cardellini anzichè di donne ai margini.
Si chiama “morale dello schiavo” e andrebbe evitata accuratamente.
Sofri, sarebbe meglio per tutti se davvero si occupasse di cardellini. Anche perché ho l’impressione che non sia neanche sincero quando scrive certe cose. Soltanto opportunista. Non mi risulta, fra l’altro, che in Lotta continua o in movimenti consimili le donne avessero poi questo ruolo.
E poi scusa, non avevi detto che poverine le femmine non si appassionano a ciò che studiano, tutte prese dal loro procreare?
No. Non l’ho detto. Rileggi, se vuoi.
Ecco qua che c’è la Rolli tutta bella appassionata della questione sociale e politica e vedi un po’ che mi reagisci male. Deciditi
E’ proprio per questo che sono qua, cara Rolli, perché sei bella appassionata. E questo mi piace. Non sai quanto. Questo non significa che debba per forza darti ragione su tutto. Sarebbe un’offesa alla tua intelligenza se lo facessi.
Ma quante delle tue compagne di liceo e di università sono belle appassionate come te?
Tu non hai idea di quante donne ci sono nel mio pantheon personale.
Una nota di colore: da ragazzino ero (e sono tutt’ora) un fan di Patti Smith. Avevo tutti i suoi dischi (bootleg compresi), le sue raccolte di poesie, i ritagli da giornali e riviste ecc. Mio padre mi prendeva per il culo, non capiva come potevo appassionarmi tanto a una cantante che, a giudicare dalle foto, era un “cesso”. In effetti non era un granché da quel punto di vista. Ma le sue canzoni, le sue parole, il suo modo di cantare facevano sì che io la venerassi. Anche se politicamente è sempre stata una gran testa di cazzo.
E quale sarebbe la caratteristica femminile che io cattivona e maschilista negherei?
Non ho detto che sei una cattivona. Solo un tantino incazzata. La caratteristica femminile che neghi è quella che ho detto: una certa concretezza tipicamente femminile.
E che c’entra l’Unione Sovietica? Giusto per fare il Guzzanti?
Questa è dura da incassare. Darmi del Guzzanti… ma ti perdono ;-)
La legge e lo Stato democratico sono fatti per sanare le differenze quando queste sono penalizzanti per una parte, te lo devo ricordare ad ogni commento?
Se lo desideri. E io continuerò a rammentarti che non ha senso tentare di rimediare a un problema creandone uno anche peggiore. E che bisognerebbe evitare di stravolgere i principii fondamentali, quelli riguardano tutti, donne e uomini.
E il sanare non significa riconoscere come migliore la parte soverchiante, semplicemente evitare che questa continui ad esserlo.
Riconoscere come migliore la “parte soverchiante” no. Ma infliggere un duro colpo di credibilità alla parte “sopraffatta”, certamente sì. Le quote rosa sarebbero una macchia che le donne si porterebbero appresso per i secoli a venire.
Ma evidentemente la cosa non ti piace
Infatti, per le ragioni che ho detto. Non per quelle che pensi tu.
Vedi Rolli, dovresti evitare di incasellare tutto dentro una griglia interpretativa troppo rigida. La griglia ce l’abbiamo tutti, poiché è indispensabile. Ma più che una griglia di ferro, dovrebbe essere una trama tessuta a maglia larga.
E guarda un po’ non conosci maschietti che inseminano senza consenso femminile, ma solo torme di mantidi che imbrogliano per rimanere incinta, e padri sotto i ponti perchè non gli hanno affidato i fgli.
Più precisamente perché i tribunali tendono a tutelare gli interessi e i diritti delle madri e per nulla quelli dei padri.
Di ometti con l’amante e i soldi imboscati per non darli a moglie e figli invece non hai mai sentito parlare?
Altroché. Ma bisognerebbe vedere caso per caso prima di giudicare. Imboscare i soldi, in certi casi (dico “in certi”), può essere una misura di autodifesa perfettamente legittima data che l’aria che tira nei tribunali.
Mani pulite cominciò proprio a causa di uno di questi, la cui moglie andò da Di Pietro a dire che il marito non le passava una lira dicendo che era indigente e invece.. no, tu vedi solo i servizi di comodo delle jene con quei mariti stranissimi che non si capisce perchè debbano finire sotto i ponti.
Le jene non lo guardo, credimi. Quindi non conosco il servizio cui ti riferisci. Ma i padri che dormono in stazione o nei dormitori ecclesiastici insieme agli extracomunitari sono una triste realtà.
Però sono io che dovrei stare calmina e guardare le cose con distacco, come se fossero un bel quadro e non roba che mi circonda.
Proprio perché è roba che ti circonda dovresti cercare di non farti coinvolgere troppo se ti sta a cuore migliorare la situazione.
Poi senti, fammi la cortesia: io non vengo da Marte e quindi tu non puoi venirmi a dire che andare a letto con un uomo è diverso se prendo la pillola perchè, cielo!, mi si modifica il ciclo. mA stai scherzando?
Dico sul serio. La pillola altera il ciclo e di conseguenza influisce su tutta una serie di aspetti sia fisici che psichici. Non riconoscerlo significa negare la meravigliosa complessità del corpo e della mente femminili.
Insisto: ti rendi conto di quel che scrivi?
E’ più bello quando la donna è al culmine dell’ovulazione?? E ti stranisci pure se ti guardo sgomenta???

Insisto pure io: sì è più bello. Perché in quei giorni la donna è al culmine del desiderio e il suo utero è un luogo più meraviglioso del solito.

Replica

Quello che guida i camii 13 giugno 2006 alle 10:27

E’ quello che ho scritto io. Il problema non è di noncuranza della società nei confronti delle donne, è che noi uomini siamo più grossi delle donne; anche dei bambini, se è per questo.
E’ vero, Francesco. Fra l’altro le donne menano anche loro. Eccome se menano!
Solo che, non per colpa dei maschi, sono fisicamente più deboli.
Ma, proprio per questo motivo, molti uomini non alzerebbero mai le mani su una donna. Anche se quella li mena. E così se le prendono.
E’ capitato a me e a molti che conosco.

Replica

Rolli 13 giugno 2006 alle 14:14

Sinteticamente, quelloche: il mio approccio al problema non è da lotta di classe ma semplicemente diretto e accorato, perchè la questione femminile mai come ora sta subendo attacchi, in primo luogo dalla Chiesa, con buona pace di Francesco, che si sente l’anima in pace perchè non mena sua moglie. Che bravino! Ora mi informo per la medaglia da conferirgli per cotanto comportamento eroico.
Nè mi interessa che tu mi dia ragione a tutti i costi, figuriamoci: sulla questione femminile poi.
Io discuto e propongo il mio pensiero, tu te ne puoi dissociare evitando, per cortesia e se ti è possibile, di dare caratteristica negativa al mio modo di discutere, visto che sono donna e non sto guardando un bel quadretto del Louvre ma una questione seria che proprio in quanto donna non può non riguardarmi.
E ti prego di evitare di dire castronerie, perchè una vita sessuale, anche piuttosto intensa, mi ha accompagnato e mi accompagna, e la pillola l’ho presa ininterrottamente dai 16 ai 35 anni e non vorrei farti la descrizione di quegli anni che mi limito a sintetizzarti in “particolarmente soddisfacenti”.
E a memoria devo dire che i migliori rapporti sono stati quelli liberi da paure e tensioni per una possibile gravidanza.
Piacerebbe sapere dove le leggi certe cose sulle donne attizzate dall’ovulazione e dalla fecondazione, magari in quegli stessi libri dove si raccomanda di non toccare le piante quando si ha il ciclo mestruale.
Mi pare che tu abbia una conoscenza del mondo femminile più libresco che non direttamente comunicativo.
Il che, per l’amor di Dio, non significa che tu non copuli, per carità; più semplicemente che copulare non significa necessariamente “comunicare” e “conoscere” realmente la persona con la quale stati.
Ci sarebbero battaglioni di uomini pronti, col senno di poi, a confermare quanto dico.
Sui tribunali che tutelano le donne a scapito dei maschietti avrei serissimi dubbi, tanto che le donne che non possono permettersi avvocati bravi e personali, in genere filano a casa con due lire e un marito che se la spassa con l’amante limitandosi a “comprare” i figli con regali costosi. A volte nemmeno quello.
E tanto che il primo passo consigliato ormai dagli avvocati è proprio il blocco dei beni per tutelare quella che sta per diventare la “ex famiglia”, che evaporano all’improvviso come neve al sole poco prima della separazione.
Sono dispostissima a conoscerli personalmente, questi poveri uomini finiti alla Caritas, giusto per farci due chiacchiere serie.
A disposizione, quando vuoi
Infine: i paesi civili hanno le quote rosa, quando ci sono forti discrepanze nel lavoro e nella politica, proprio perchè c’è la necessità e la volontà di modificare le cose.
E questo, permettimi, è proprio quello che tu e Francesco non volete, nascondendovi dietro una presunta “ingiustizia” al contrario

Replica

Quello che guida i camii 13 giugno 2006 alle 15:01

Io discuto e propongo il mio pensiero, tu te ne puoi dissociare evitando, per cortesia e se ti è possibile, di dare caratteristica negativa al mio modo di discutere, visto che sono donna e non sto guardando un bel quadretto del Louvre ma una questione seria che proprio in quanto donna non può non riguardarmi.
Io mi permetto soltanto di criticare un certo modo di argomentare. Il che non implica necessariamente una valutazione negativa sulla persona che argomenta in quel modo. Tantomeno la volontà di offendere.
E ti prego di evitare di dire castronerie, perchè una vita sessuale, anche piuttosto intensa, mi ha accompagnato e mi accompagna, e la pillola l’ho presa ininterrottamente dai 16 ai 35 anni e non vorrei farti la descrizione di quegli anni che mi limito a sintetizzarti in “particolarmente soddisfacenti”.
Non ne dubito. Mai ho preteso di esprimere giudizi sulla tua vita sessuale. Della quale, evidentemente, non so nulla.
E a memoria devo dire che i migliori rapporti sono stati quelli liberi da paure e tensioni per una possibile gravidanza.
Anche di questo non ho motivo di dubitare.
Piacerebbe sapere dove le leggi certe cose sulle donne attizzate dall’ovulazione e dalla fecondazione, magari in quegli stessi libri dove si raccomanda di non toccare le piante quando si ha il ciclo mestruale.
Non conosco questi libri. E non credo di aver mai letto un libro si sessuologia. A parte un libretto di mio padre che si intitolava, più o meno, L’educazione sessuale del bambino spiegata ai genitori.
A parte questo, non mi interessa la sessuologia. Mentre mi interessa molto la pornografia.
Mi pare che tu abbia una conoscenza del mondo femminile più libresco che non direttamente comunicativo.
Il che, per l’amor di Dio, non significa che tu non copuli, per carità; più semplicemente che copulare non significa necessariamente “comunicare” e “conoscere” realmente la persona con la quale stati.

Ecco che ripiombi negli stereotipi dandomi del segaiolo. Infatti, secondo te, sarei un segaiolo anche se copulo. Perché ancora non ho capito l’importanza del comunicare e conoscere la persona che sta con me. E quindi sempre di seghe si tratta: con la mano in solitudine o nell’utero in compagnia.
Che poi segaiolo lo sono eccome! E non me ne vergogno. Ma è un passatempo che pratico esclusivamente in solitudine.
Mentre ho potuto costatare che la comunicazione con la donna è massima proprio nei giorni dell’ovulazione.
Insomma Rolli, la tua griglia interpretativa al cromo vanadio ha colpito ancora.
Quando magnifico il momento magico dell’ovulazione lo faccio a ragion veduta, perché ne ho avuto esperienza diretta.
Se poi questi fantomatici libri, che secondo te sono la vera fonte del mio argomentare, esistono, ti prego di segnalarmeli. E io li leggerò. Se invece non esistono, forse è il caso che ne scriva uno io: “La sessualità della donna vista da un camionista”. Sento puzza di bestseller :-)
Scherzi a parte, il tuo reagire con fastidio alle mie affermazioni su ovulazione e desiderio è dovuta, secondo me, alla difficoltà di accettare la natura del corpo umano. Non sto dicendo che le donne sono consciamente attizzate dall’ovulazione e dalla fecondazione. Ma di certo il desiderio cresce in loro in quei momenti. E’ un meccanismo naturale legato alle esigenze di sopravvivenza della specie. E non trovo che sia qualcosa di umiliante. Al contrario.
Spesso le donne dicono che gli uomini sono dominati dai loro coglioni. Il che è parzialmente, molto parzialmente, vero. Ma la stessa cosa accade alle donne. Tanto è vero che gli uomini ricambiano la cattiveria dicendo che “il cervello delle donne naviga in un mare di ormoni”.
Per quanto riguarda gli uomini finiti alla Caritas, non te ne posso presentare alcuno, perché non li conosco personalmente. Ma basta leggere i giornali per averne notizia.

Replica

francesco 13 giugno 2006 alle 23:48

Non è vero, infatti non faccio politica per lasciare il posto a donne più in gamba di me.
E voi invece mandate in Parlamento le Pivetti e le Menapace.
Capisci che parlare di quote rosa, con relativo stupro dei principi democratico, suona offensivo.
“la questione femminile mai come ora sta subendo attacchi, in primo luogo dalla Chiesa,”: scusami ma non capisco questa frase.

Replica

sing 13 giugno 2006 alle 23:59

Le quote rosa sono state applicate i vari paesi europei. Non mi sembra si possa dire che siano diventati delle dittature. E pure, precedentemente in italia con le liste bloccate alle regionali (un uomo, una donna).
L’unico argomento anti-donna che ha ormai la chiesa in occidente è la lotta alle leggi che autorizzano le interruzioni di gravidanza.
Per ritoranare come si fa in Brasile dove l’aborto è vietato e l’aborto clandestino fiorente. L’importante per i cattolici è infatti l’apparenza. Ma le cose, in america latina, stanno cambiando fortunatamente. Il Brasile è l’unico paese al mondo a concedere l’adozione dei propri bambini alle coppie gay dei paesi che hanno legalizzato queste adozioni. A Buenos Aires hanno fatto i pacs. E l’elezione della Bachelet dimostra che i latinoamericani sono summa buona strada.

Replica

Rolli 14 giugno 2006 alle 01:28

Non ti ho dato di segaiolo, nemmeno nell’accezione che intendi tu. E’ un dato di fatto che gli uomini conoscano pochissimo delle donne, comprese quelle con le quali si accompagnano. Convinti di conoscerle profondamente, ovviamente.
Che poi ci siano dei cicli di maggior desiderio è cosa nota, meno noto evidentemente è che il desiderio ci sia comunque, nè più nè meno come i maschietti anche se guidato da meccanismi diversi.
E il desiderio lo puoi aumentare, ovviamente con un compagno decente, più che aspettando l’acme dell’ovulazione
La pillola poi, modifica il ciclo e un po’, non sempre tra l’altro, l’ambiente vaginale; sull’influenza che avrebbe sulla psiche stenderei un velo pietoso. In compenso modifica molto l’approccio, perchè un conto è farlo con l’angoscia di rimanere incinta e un altro potersi dare liberamente senza le ansie di una gravidanza. Mi pare che gli inconvenienti siano ampiamente superati dai vantaggi.
Ma poi io reagisco con fastidio non all’affermazione che il desiderio possa aumentare durante l’ovulazione, ma quando dici che in quel momento e solo in quello, e solo senza pillola o senza protezioni.
Non è vero. Tutto qui.

Replica

malik 14 giugno 2006 alle 08:21

sing, aggiungerei anche la danimarca alla lista dei paesi che concedono l’adozione ai single e ai gay. non solo, in danimarca, la settimana scorsa hanno dato il via libera all’inseminazione artificiale per lesbiche e single.

Replica

sing 14 giugno 2006 alle 08:42

malik non hai capito, il brasile non credo conceda l’adozione a gay e a single, ma è l’unico paese a rendere disponibili per l’adozione internazionale i propri bambini anche alle coppie gay. Cioè una coppia gay olandese o spagnolo puo’ attraverso l’adozione internazionale adottare bambini brasiliani. La Danimarca non concede l’adozione alle coppie gay, permette al partner di adottare il figlio dell’altro. Probabilmente in questo modo una persona puo’ adottare da single e poi far riconoscere l’adozione del proprio partner.

Replica

malik 14 giugno 2006 alle 09:40

è vero è come dici tu, è un modo più tortuoso di arrivare allo stesso risultato: un bambino adottato può avere due genitori gay/lesbiche, riconosciuti dallo stato

Replica

CLaudio Mandrelli 14 giugno 2006 alle 17:53

La solita demagogia populista nazional-femminista. Non ho capito bene che differenza c’è tra una violenza e una violenza. Se ammazzo qualcuno 20 anni, una donna 35! Mah! Siamo al di fuori della logica. Sono le solite scemenze tardo-vetero comuniste femministe illiberali, contro il diritto, contro l’individuo.
Un saluto. CLaudio Mandrelli.

Replica

silvestro 14 giugno 2006 alle 17:55

e tu non fare nè l’uno nè l’altro e stai tranquillo

Replica

Francesco 14 giugno 2006 alle 18:15

sarebbe come dire che se ad ammazzare un negro mi danno 5 anni, per un bianco 20, va tutto bene tanto io non ammazzo nessuno …

Replica

silvestro 14 giugno 2006 alle 18:22

francè, 5 anni in italia te li danno solo se ammazzi un ovulo fecondato con gravi patologie geniche.

Replica

Rolli 14 giugno 2006 alle 18:23

Francesco, vedo che peggiori..sarebbe come se tu ammazzassi una persona di fatto più debole e più indifesa, anzichè un tuo pari. Non è difficile, provaci

Replica

Quello che guida i camii 27 giugno 2006 alle 15:00

Francesca Senette su Libero di oggi:
Facciamo un esempio: se domani al vertice dei vari quotidiani [...] ci fossero solo donne sarebbe cambiata la solfa? Basterebbe un incremento delle sottane per festeggiare? Forse sì, se le donne di potere si battessero per le altre donne: qualifiche alle redattrici, mansioni importanti alle colleghe, adeguamento di stipendi e qualità del lavoro migliore per le addette alla segreteria, alla reception, alle pulizie. Scusate la schietteza: io non ci credo, purtroppo la solidarietà femminile non esiste, le alleanze rosa sono un bluff! Siamo brutte iene, pettegole invidiose e in competizione. Le discriminazioni le fomentiamo noi! L’amore per le nostre sorelle, mica ce lo impone la legge!!!

Replica

Rolli 27 giugno 2006 alle 15:16

Ah be’ se lo dice quella fine analista della Senette mi tolgo il cappello, perbacco.
In pratica, l’adorabile signora, valuta il rapporto tra donne senza tenere conto dei secoli di sottomissione ed educazione culturale che le donne hanno alle spalle e che hanno insegnato loro la divisione. Ma se alla Senette le dici “dividi et impera” probabilmente fa “gù” e corre a chiedere a Fede il motivo di cotanto insulto.
Che però non capisca quellocheguidaicami questo sì, mi perplime

Replica

troglodita 27 giugno 2006 alle 15:29

eheheh ;)

Replica

Francesco 27 giugno 2006 alle 15:53

Quindi se io ammazzo un energumeno è meno grave che se ammazzo uno piccolino e gobbo?
Mah, fortuna che sono uno pacifico e al massimo ammazzo i ragni …

Replica

Quello che guida i camii 27 giugno 2006 alle 18:24

Beh, Rolli, siamo d’accordo: la Senette è la Senette e vale per lei quello che ho detto della Carfagna, sentendomi un po’ miserabile ma tuttavia pensandolo.
Ma trovo la sua opinione interessante perché viene dal di dentro. Del mondo femminile, intendo.
Cose simili le aveva dette la Santanché, meraviglioso esemplare del nostrano “right wing trash” (memorabile la mise a stelle e striscie esibita alla manifestazione per gli USA indetta dal Foglio).
Comunque non puoi negare che le cose stiano come dice la Senette e infatti non lo neghi. Ma lo spieghi con “secoli di sottomissione ed educazione culturale che le donne hanno alle spalle”.
Ora, ammesso che questo sia vero – e secondo me non lo è – trovo che, a maggior ragione, le donne dovrebbero evitare di porre la questione in termini conflittuali invocando interventi legislativi lesivi delle regole basilari della democrazia e del buon senso. Perché altrimenti non si farebbe che perpetuare la situazione di conflitto e disarmonia che, secondo te, dura da secoli.
Ma, ripeto, secondo me sbagli. Intanto perché non è vero che le donne non hanno mai avuto potere nella società. Il potere non è solo quello tipico del mondo maschile, è anche quello esercitato all’interno delle famiglie, per esempio. E nelle famiglie le donne hanno sempre esercitato un potere immenso. E poiché la famiglia è il nucleo fondamentale della società…
E poi, io tendo a pensare che la competizione e la mancanza di solidarietà che contraddistinguono i rapporti fra donne siano comportamenti connaturati alle donne stesse. Ora, non t’incazzare ma, come ho già detto forse in questo thread, ci sono caratteristiche degli esseri umani non ascrivibili alla cultura, bensì alla natura. E così come i maschi tendono a pavoneggiarsi, esibire la propria forza e virilità ecc. (e voi donne non mancate di compatirci e sbeffeggiarci per questo), nello stesso modo le femmine tendono non solo a mettersi in mostra ma anche a detestarsi istintivamente l’un l’altra, a percepirsi come concorrenti. Ti sei mai chiesta perché nascono più femmine che maschi?
Poi è chiaro che questi comportamenti innati, calati nel contesto attuale, non vengono necessariamente attuati per fini sessuali, ma si manifestano nelle occasioni più diverse.
E’ la sopravvivenza della specie, bellezza.

Replica

Scrivi un commento

Eventuali commenti volgari, offensivi, fuori tema o palesemente promozionali saranno rimossi.

Post precedente:

Post successivo: