Francesco Cossiga: i mandanti dell’omicidio Calabresi

Caro Direttore Feltri, sono stato sempre sostenitore della concessione della grazia a Adriano Sofri, perché lo ritengo innocente. Ma sarei sostenitore della concessione della grazia, dopo tanti anni dal luttuoso evento dell’omicidio del commissario di polizia Calabresi, anche se lo ritenessi colpevole. E tutti, pur rendendo onore al valoroso servitore dello Stato, lo dovrebbero essere.
Basterebbe solo leggessero la lettera che, additando il Calabresi come l’assassino di Pinelli, incitava praticamente alla sua “punizione”, giudiziale o extragiudiziale.
E poi, dopo aver letto, portassero la loro attenzione su chi ne siano stati i firmatari.
Eccoli: il Gotha dei politici e della intellighenzia della sinistra di allora, e soprattutto dei ” compagni di strada”, tra cui alcune personalità che sono considerati ancora autentici ” Padri della Patria”!
Cordialmente, Francesco Cossiga


Furono più di ottocento i rappresentanti della cultura italiana che sottoscrissero in più riprese un documento pubblicato sull’Espresso il 13 giugno 1971 in cui Calabresi veniva definito un “commissario torturatore” e “il responsabile della fine di Pinelli”.
Fra questi ci furono:
PAOLO MIELI, ENZO SICILIANO, ALBERTO BEVILACQUA, MARGHERITA HACK, BERNARDO BERTOLUCCI, GILLO PONTECORVO, VITTORIO TAVIANI, LILIANA CAVANI, MASSIMO TEODORI, GIULIANO MONTALDO;
NORBERTO BOBBIO, LUCIO COLLETTI e LUCIO VILLARI;
FEDERICO FELLINI, MARIO SOLDATI, CESARE ZAVATTINI, LUIGI COMENCINI, CARLO TAVIANI, PAOLO TAVIANI, DUCCIO TESSARI, MARCO BELLOCCHIO, SALVATORE SAMPERI, UGO GREGORETTI, NANNI LOY, FOLCO QUILICI;
PIER PAOLO PASOLINI, GIOVANNI RABONI e GIOVANNI GIUDICI;
RENATO GUTTUSO, ANDREA CASCELLA, ERNESTO TRECCANI, EMILIO VEDOVA, CARLO LEVI;
VITO LATERZA, GIULIO EINAUDI, INGE FELTRINELLI;
FRANCO ANTONICELLI e PAOLO SPRIANO;
GIULIO CARLO ARGANO, FILLO DORFLES, MORANDO MORANDINI, FERNANDA PIVANO;
LUIGI NONO;
GAE AULENTI, GIO’ POMODORO, PAOLO PORTOGHESI;
ALBERTO MORAVIA, UMBERTO ECO, DOMENICO PORZIO, DACIA MARAINI, FRANCO FORTINI, ANGELO M. RIPELLINO, NATALINO SAPEGNO, PRIMO LEVI, ENZO ENRIQUES AGNOLETTI, LALLA ROMANO;
UMBERTO TERRACINI, GIORGIO AMENDOLA, GIAN CARLO PAJETTA;
GIORGIO BENVENUTO e PIERRE CARNITI;
EUGENIO SCALFArI, GIORGIO BOCCA, FURIO COLOMBO, MAURO CALAMANDREI, LIVIO ZANETTI, SERGIO SAVIANE, GIUSEPPE TURANI, CARLO MAZZARELLA, ANDREA BARBATO, VITTORIO GORRESIO, CARLO ROGNONI, GIAMPIERO BORELLA, CARLO ROSSELLA, CAMILLA CEDERNA, TIZIANO TERZANI.
BRUNO ZEVI, GRAZIA NERI, TONI NEGRI, FRANCO BASAGLIA, i fratelli CARLO e VITTORIO RIPA DI MEANA, PAOLA PITAGORA.

di Losciacallo il 4 giugno 2006 in Adriano Sofri · 103 commenti

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Il Griso 4 giugno 2006 alle 07:48

Sì, ma i nomi?

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BJH 4 giugno 2006 alle 10:58

e soprattutto i cognomi :-))
anyway non concordo sulla concessione della grazia “…anche se lo ritenessi colpevole”

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Lorenza 5 giugno 2006 alle 08:13

Capisco che il clima dell’epoca dovesse essere alquanto infuocato ma proporci un omicidio in stile Orient Express mi sembra un tentativo, al di là del discorso della grazia, di annientare le responsabilità personali che ci devono pur essere state, altrimenti di questo passo anche Battisti potrebbe rientrare in questo discorso. Lo dimostra il fatto che la gente che aderì al ’68 in gran parte non scelse di certo la lotta armata nè aderì a quelle organizzazioni che la predicavano. Per entrare invece nel merito della grazia a Sofri, penso che 8 processi tra cui, se non sbaglio, una sentenza della corte europea, con una magistratura pendente a sinistra, possano essere un buon motivo di pensare a una sentenza equilibrata. Poi il fatto che Adriano S. si rifiuti di chiedere la grazia presuppone il rifiuto di riconoscere lo stato e le sue sentenze per cui mi chiedo perchè dovrebbe essere lo stato stesso a concedergliela di sua iniziativa. Per ultimo sono contraria all’istituto della grazia, retaggio monarchico in piena repubblica.

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giancarlo 5 giugno 2006 alle 10:56

@ Lorenza: Dire che Sofri non chiedendo la grazia non riconosca lo stato, è un cazzata monumentale. Lo riconosce a tal punto che si è sottomesso a tutti i processi e alla galera. Lui sostiene che non può chiedere la grazia perchè è innocente rispetto a quello che gli è stato contestato. Mi sembra legittimo, oppure si potrebbe sempre ripristinare la santa inquisizione, per fare in modo che renda piena e completa confessione, così tu sei contenta e i giudici diranno: “visto che avevamo ragione?”

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OrlandoFurioso 5 giugno 2006 alle 12:44

Si è addirittura sottomesso, pensa un po’ te.
Per me marcirebbe in galera come tanti altri nessuno che dicono di essere innocenti e vittime di un’ingiustizia dello Stato.
Credo che siano il 99% della popolazione carceraria.
Allora fa bene chi si fa giustizia da solo, anzi, è obbligatorio non aspettare le farse dei processi perché tenderebbero a premiare il criminale a dispetto delle vittime.

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Quello che guida i camii 5 giugno 2006 alle 13:01

Tutta sta menata di Sofri non è che l’abbia seguita molto, a parte leggere qualche articolo, molto noioso, e vedere qualche discussione in TV.
Lui mi sembra un po’ supponente. Parla con quel tono ispirato, da guru che ha capito tutto e si degna di accennare appena agli altri, che invece non hanno capito niente e non possono capire perché non ci arrivano, alla verità. Ecco perché si limita ad accennare, lo splendore della verità sarebbe troppo abbagliante per noi umili.
Ma queste sono note di colore.
Quello che non capisco è perché è così importante liberarlo. LUI.
Forse perché è innnocente? Può essere, non so quasi niente della sua vicenda. Ma allora perché l’hanno condannato definitivamente? Chi lo vuole dentro? E perché?
Una volta ho visto in TV il leader della comunità ebraica di Milano che diceva che Sofri è una “autorità morale”. Il perché lo sia non l’ha spiegato e io non l’ho capito. Forse perché ha scritto dei reportage dalla Cecenia e dalla Yugoslavia? Boh… non capisco.
Non capisco perché Rolli e tanti altri blogger sentono il bisogno di mettere banner colorati per Sofri nei loro siti.
Se è un problema di giustizia ingiusta perché non impegnarsi invece per TUTTI gli sfigati, spesso innocenti, che marciscono in galera?
Se è un problema di pacificazione nazionale, perché impegnarsi solo per LUI?
Non capisco non capisco non capisco.
Cossiga, poi, per quanto simpatico, ha rotto i coglioni con questo suo modo di argomentare alludendo qui e alludendo là.
C’è qualche anima buona che può spiegarmi, sinteticamente e in linguaggio semplice, perché è così importante impegnarsi per Sofri?
Grazie.

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Quello che guida i camii 5 giugno 2006 alle 13:16

Ho notato solo adesso l’update di Rolli.
Va beh, questo si sapeva. Come dire, tutti mandanti morali, quindi perché solo Sofri in galera?
Bisogna vedere, poi, se davvero Sofri si limitò ad essere un mandante “morale”.
Quelli nell’elenco si preoccupavano di fare carriera e soldi slappando un po’ qui e un po’ là. Sofri era a capo di Lotta Continua.
Ma continuo a non capire perché Sofri è così importante.
“Ha riscattato il suo passato con la scrittura” aveva detto qualcuno, non ricordo chi. Pazzesco!
A parte che non mi sembra che sia poi questo nuovo Dostoevsky.
E poi checcentra? Allora è giusto che abbiano assolto O.J. Simpson perché è stato un grande giocatore di basket.
Boh! Spiegatemi spiegatemi.

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Il Griso 5 giugno 2006 alle 13:25

Io non sono un’anima buona, però cercherò di essere sintetico, quasi acrilico: Sofri è (anche suo malgrado) un simbolo. Certo che c’è altra gente nelle sue condizioni, ma non tutti hanno una vicenda giudiziaria così contorta e controversa alle spalle: dopo otto processi (o quanti sono) probabilmente la verità vera diventa impossibile da ricostruire.
L’atto di clemenza nei suoi confronti non pregiudicherebbe l’attenzione nei confronti del problema carcerario nel suo complesso, anzi: lui stesso se n’è fatto portavoce, per esempio sull’amnistia/indulto che comunque non riguarderebbe il suo caso.
Inoltre (ma questo può anche non interessarti, o puoi non condividerlo) è una delle menti più lucide di questo Paese. E questo manda in bestia parecchia gente, che intellettualmente non gli arriva ai calzini: basta vedere il livore con cui ne parlano, a destra come a sinistra (soprattutto estrema).

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OrlandoFurioso 5 giugno 2006 alle 14:09

Griso, Sofri è il simbolo di chi?
Sofri ha avuto il meglio che la giustizia potesse riservagli: 8 processi!
I signor nessuno invece sono costretti a subire violenze di ogni tipo, altro che la finta galera fatta da Sofri. Ma quanti giorni di carcere si è fatto questo signore?
Gli intellettuali che non gli arrivano ai calzini… può essere vero come il fatto che lui è un assassino che ha fatto vigliaccamente uccidere un valentissimo uomo dello stato che, non avrà avuto la sua erudizione, ma in fatto di intelligenza gli era senza ombra di dubbio molto superiore.

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OrlandoFurioso 5 giugno 2006 alle 14:12

Io credo che Sofri sia comunque il meno peggio tra gli altri terroristi attivi negli anni di piombo ed è per questo che pretendo soltanto che sconti la pena che gli è stata comminata.
Mentre per i vari Battisti spero che qualcuno gli riservi lo stesso trattamento che hanno avuto per le loro vittime.

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Quello che guida i camii 5 giugno 2006 alle 14:29

Certo che c’è altra gente nelle sue condizioni, ma non tutti hanno una vicenda giudiziaria così contorta e controversa alle spalle: dopo otto processi (o quanti sono) probabilmente la verità vera diventa impossibile da ricostruire.
Il che è come dire che la giustizia così come è organizzata attualmente, con tutti i gradi di giudizio, non va. Che non è in grado di accertare la verità. Quindi meglio abolire i vari gradi di giudizio.
Che poi è vero che la giustizia non va. Lo scoprono sulla propria pelle milioni di sfigati come me.
Una volta ho fatto scrivere dall’avvocato (solo scrivere) ad un cliente (uno ricco e potente) che mi doveva un sacco di soldi e che proprio non aveva intenzione di darmeli. Quello, per tutta risposta mi ha querelato facendo scrivere dal suo avvocato (molto abile) un sacco di balle sul mio conto e chiedendo un risarcimento enorme (per le mie tasche). La cosa è andata avanti per due anni e ad ogni udienza risultava che il giudice non aveva ancora letto le carte che dimostravano – con prove documentali – che avevo ragione io. E io non ci dormivo di notte perché rischiavo di farmi mangiare il camion ereditato da Babbo. Alla fine ci siamo accordati fuori dal tribunale e io ci ho perso metà di quello che mi spettava, le spese legali e due anni di vita. E alla fine di questi due anni il giudice ancora non aveva letto le carte.
E che dire dei pedofili scarcerati quasi subito e reintegrati nei loro posti di lavoro?
Lo so che sono argomentazioni grevi tipiche di persone grevi come me. Ma che vuoi farci, non riesco a non incazzarmi quando sento che qualcuno si è scopato un bambino.
Io credo che le mobilitazioni dovrebbero essere fatte per risolvere questo tipo di problemi più che per invocare la libertà per meriti di lucidità mentale.
Fra l’altro, mi sembra che l’atteggiamento di Sofri sia lo stesso di una certa sinistra e cioè: lo so che ho sbagliato, ma in quel periodo andava bene commettere quegli sbagli; lo so che ho sbagliato ma sbagliando avevo pur sempre ragione, perché animato da nobili ideali.
Ora, che quegli ideali fossero veramente nobili è tutto da vedere, ma non è questo il punto. Il punto è che anche i nazionalsocialisti, in molti casi, erano animati da nobili ideali (secondo loro), ma non credo che questo giustifichi i crimini commessi.
E a proposito di nazisti, cosa mi dici di Priebke? Non che il vecchio SS sia un’autorità morale o una mente lucida, per carità, ma mi risulta – correggimi se sbaglio – che sia stato assolto due volte, e che il crimine per cui è stato processato (rappresaglia su civili) non fosse tale all’epoca in cui è stato commesso. La rappresaglia sui civili era prevista dalla legislazione di guerra a livello internazionale. E infatti i nazi non sono stati gli unici ad utilizzarla. Ora la legislazione è cambiata, per fortuna, ma non mi sembra molto giusto applicarla retroattivamente.
Quindi se Sofri è un simbolo, allora anche Priebke lo è. E’ il simbolo, suo malgrado, dell’abuso della giustizia da parte della politica.
Eppure per Sofri ci si mobilita, si scrivono paginate nei giornali, si dibatte in TV. Mentre per gli sfigati che mangiano merda tutti i giorni nei tribunali italiani, niente.
Scusami Griso, ma continuo a non capire.

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desnos 5 giugno 2006 alle 14:29

il piccolo banner nel blog di Rolli
dedicato a Sofri ha in se qualcosa di giusto
e di affidabile
qualcosa che ti fa dire be nn la p[ensiamo allo stesso modo io e Rolli
ma so che la pieta’ ha in qualche modo a che fare con lei e l orribile pensiero di ferocia e vendetta nn circola nei suoi pensieri
La parola stessa “grazia” dovrebbe far intuire o percepire una sua qualità sottrattiva alleviante
un riconoscimento della civiltà che punisce ma allo stesso tempo prevede l emancipazione dalla ferocia di chi nn dimentica
megli allora la condanna a morte di una morte lenta
la ferocia della seconda scelta annulla la prima
ma a quanto pare
si sono dimenticati e dimenticate tante cosuccie ben piu cruente e
ben piu farcite di vittime in cui nessuno ha mai pagato e pagherà
Ustica Seveso Mestre
la stazione di Bologna e altre stragi
un elenco sterminato
ma come quest affaire Sofri e’ diventato il simbolo di tutte ?
e a pagare il solito uomo tutto di un pezzo
perche come un
vitello si e’ consegnato alla macchina feroce della giustizia e quella ancora più
feroce dei ben pensanti ?
loro orribili testimoni di assassini e misfatti orribili e
quotidiani su quali pero’ le loro spallucce gracili
si sono sempre alzate dicendo il mondo va cosi
eh si va cosi
cosa poter fare io penso alla mia famiglia
fiutando dietro ogni colpa un apparato ben piu potente delle loro
spallucce gracili
ma nn appena ci si può scagliare contro chi ha sognato qualcosa di diverso
la pietà vien meno
e le spallucce gracili diventano il simbolo dello stato offeso
e pilastro della verità
CHE SOFRI SIA LIBERO
e chi e’ senza peccato scagli la prima pietra

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R*o*b*i*n*i*k 5 giugno 2006 alle 14:53

OLD
Pubblicato una marea di mesi or sono…
Rimangono dei dubbi (pur condividendo il parere di Cossiga):
- Se questi signori si unissero e dessero mandato per uccidere Sofri?
- La quantità legalizza?
- Non sarebbe il caso di far coincidere la grazia di Sofri con l’esilio sociale di quella sfilza di idioti? Quantomeno quelli rimasti in vita…
- Non sarebbe il caso di scrivere che se la grazia a Sofri è accettabile nei termini scritti da Cossiga (e da me mesi or sono) non lo è quando viene proposta dai Sofri-fetish alla Rolli come 4∞ grado di giudizio?
Attendo soliti insulti
Firmato
Il Cretino (ieri non avevo voglia di scrivere tutti gli asterischi ;) )

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OrlandoFurioso 5 giugno 2006 alle 15:19

Desnos io sono senza peccato dato che ho la fedina penale linda come il culo di un bambino.
E come me ce ne sono molti, sebbene non se ne parli mai. Quindi non invocare strane parabole che poi ci rimani male: se fosse possibile Sofri sarebbe già sommerso sotto una montagna di pietre, tante quante le persone oneste che vivono in Italia.

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Il Griso 5 giugno 2006 alle 15:43

Orlando, 8 processi non sono ‘il meglio che la giustizia possa riservarti’ ma l’esatto contrario.
PS: sono incensurato anch’io, embÈ? Sai quanti dell’ex maggioranza dovrebbero tacere e beccarsi le pietre?

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Wind Rose Hotel 5 giugno 2006 alle 16:37

Cossiga, a mio avviso, ha perfettamente ragione. certo che a rileggere quei nomi c’è di che pensare.

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silvestro 5 giugno 2006 alle 16:50

Non sarebbe il caso di far coincidere la grazia di Sofri con l’esilio sociale di quella sfilza di idioti?
chiamando idioti i nomi nella lista ti insulti da solo robinik, non c’è bisogno di infierire

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OrlandoFurioso 5 giugno 2006 alle 16:50

8 processi a me non li facevano. Se poi ci si vuole prendere per il culo liberissimi di farlo ma non contate su di me. Il fatto di mettere assieme incensurati e non, la dice lunga sul tipo di garantismo radical chic imperante in Italia. Dopo i condoni edilizi ecco quelli sulle pene. Ahh se esistesse in ogni città uno come il famoso personaggio interpetato da Charles Bronson, si starebbe tutti meglio.
Ahh se uno facesse secco Tanzi, Fazio e Consorte.
Sofri non ha pagato il suo debito con lo stato, con la legge, con noi cittadini onesti ed è per questo che deve andare in galera e non a casa in villeggiatura.

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OrlandoFurioso 5 giugno 2006 alle 16:56

Io sono per una giustizia più giusta voi garantisti radical chic non credo.
Mi piacerebbe organizzare una bella manifestazione in piazza con tutti incensurati a gridare nessuno tocchi abele.
Che dite, poi sarei considerato fascista?

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BiGi 5 giugno 2006 alle 16:57

Ok
Scarceriamo Sofri e carceriamo tutti quelli (vivi) che ci sono nella lista! Per me va bene!

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Luciano Mollea 5 giugno 2006 alle 16:59

Cossiga è un genio…

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OrlandoFurioso 5 giugno 2006 alle 17:03

Io sono per mettere i detenuti ai lavori forzati così si risparmierebbe un casino di manodopera e potremmo fare a meno di molti stranieri per i così detti “lavori che gli italiani non vogliono più fare”
Chi delinque dovrebbe pagarsi la galera con il proprio sudore, redimendosi attraverso la fatica di un lavoro onesto.

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OrlandoFurioso 5 giugno 2006 alle 17:07

Altro che condoni. Una pala in mano e via a guadagnarsi il pane.

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Diddy 5 giugno 2006 alle 17:11

Anche io sono per i lavori:
1) Il lavoro nobilità l’uomo
2) Imparando un mestiere potrebbe aprire ai detenuti delle porte una volta fuori, non è detto che si debbano fare solo cestini e stronzate varie.
3) Una parte molto sostanziosa di quanto si guadagnerebbe per il lavoro forzato deve essere data alla vittima del proprio crimine (ovviamente se il crimine commesso ha una vittima) in modo da far capire che il crimine non solo non paga… ma paga le vittime

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OrlandoFurioso 5 giugno 2006 alle 17:19

Diddy, io gli verserei anche i contributi per la pensione, ma sono convinto che molti direbbero di no.
Meglio vivere senza fare nulla alle spalle dei cittadini onesti che gli pagano la villeggiatura, al posto di sudarsi il pane.

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BJH 5 giugno 2006 alle 17:24

alcuni un “lavoro” (l’ho detta grossa) molti già lo imparano…e te li ritrovi in parlamento….+ che al risarcimento comincerei a pensare a non prenderle per il culo le vittime. L’elezione di D’elia pare vada in altra direzione.

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Il Griso 5 giugno 2006 alle 17:59

Rolliiiii!!! Mi han dato del ‘garantista radical chic’!

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OrlandoFurioso 5 giugno 2006 alle 18:15

Adesso non iniziare a far diventare personali i ‘complimenti’ espressi a carattere generale, solo per la tua vanità.
Devi farne di strada prima di raggiungere i livelli di Camillo e compagnia bella
Ciao :)

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Francesco 5 giugno 2006 alle 18:37

Silvestro
ma più di firmare robaccia infame quelli cosa dovevano combinare perchè anche tu gli dessi dell’idiota?
A me dispiace vedere Pasolini in compagnia di tanta gentaglia, certo, ma mica l’hanno obbligato a firmare. Idem per primo Levi. Gli altri sono ben noti.

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brujo 5 giugno 2006 alle 19:31

Sofri,caro Orlando,rappresenta nel bene e nel male una generazione di decine di migliaia di persone che in un determinato periodo storico di cui tu dimostri ampiamente di non sapere un cazzo si è posta come antagonista(e ripeto nel bene e nel male)a uno stato autoritario e repressivo(per stessa ammissione di chi,Cossiga,quello stato lo gestiva).Tu rappresenti solo un povero stronzo in preda all’ignoranza più nera.
Sofri è in galera solo e unicamente sulla base delle dichiarazioni di un pentito,Leonardo Marino,di dubbia credibilità e di sospetta moralità…nessunissima altra prova contro di lui se non le parole di Marino,vedi tu…per questo e solo per questo si è arrivati a fare otto processi,e per questo e solo per questo la colpevolezza di Sofri non ha mai convinto completamente nessuno.Calabresi non è stato ammazzato in quanto poliziotto,strano che nessuno lo dica,ma perchè ritenuto l’assassino dell’anarchico Pinelli buttato giu dalla finestra della questura di Milano pochi giorni dopo la strage di pzza Fontana di cui era ingiustamente accusato di esserne l’esecutore…
ma come cazzo la fate semplice voi….

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OrlandoFurioso 5 giugno 2006 alle 20:06

Ecco qui i garantisti che piacciono a me :)
di solito sono ex sessantottini e amano molto ricordare i ‘bei’ tempi andati.
Si, sono povero e stronzo, mentre certa gentaglia è ricca e ‘intelligente’
Mi scuserai se dal basso della mia immoralità spero tanto che certi signori crepino tra mille sofferenze.
Almeno il sogno lasciamelo, oppure vuoi togliermi anche quello?
Sofri come padre putativo di Caruso…sarebbe da farci una tesi :)

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OrlandoFurioso 5 giugno 2006 alle 20:10

Ma anche le nuove BR sono forze antagoniste…
suvvia perdionamole sono solo compagni che sbagliano.
Anzi, se proprio si deve essere onesti non ci sono prove su di loro ma solo illazioni da parte di uno stato violento e capitalista.

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Quello che guida i camii 5 giugno 2006 alle 20:14

Sofri [...] rappresenta nel bene e nel male una generazione di decine di migliaia di persone che in un determinato periodo storico [...] si è posta come antagonista(e ripeto nel bene e nel male)a uno stato autoritario e repressivo [...]
Bene.
Posso dire che queste decine di migliaia di persone, nella migliore delle ipotesi, non avevano capito un cazzo? Che le loro idee e le loro azioni erano anche peggio dello “stato autoritario e repressivo” che pretendevano di combattere?
Posso dire che le loro azioni, anche se compiute in perfetta buona fede, sono degne di biasimo, come minimo, e che, pertanto, dovrebbero esimersi dal tromboneggiare, come invece, purtroppo, fanno di continuo?
Mi sembra che non ci siano molte obiezioni sul fatto che i firmatari del documento pubblicato dall’Espresso si comportarono in modo miserabile. Mi permetto di aggiungere che anche Sofri, in quel frangente, si comportò in modo miserabile.
E non importa che oggi non sia più la stessa persona di allora, che tutte le cellule del suo corpo siano cambiate completamente, che sia un pozzo di scienza. Non importa nemmeno che a un certo punto decise di sciogliere Lotta continua.
Importa che non abbia riconosciuto le sue colpe. Importa che continui a non dimostrare un minimo di umiltà nei confronti delle vittime – indirette, nell’ipotesi più benevola – del suo operato.
Importa che continui ad affettare un’atteggiamento di superiorità morale e intellettuale del tutto fuori luogo.
Anche le cellule del corpo di Priebke sono cambiate completamente dai tempi in cui era un SS e tendo a pensare che anche lui sia ormai una persona diversa da quella fu. E, per favore, non tappatemi la bocca dicendo che sono discorsi antisemiti. NON LO SONO. Quella non fu un’azione contro gli ebrei, fu una rappresaglia lucidamente e volutamente provocata dai partigiani comunisti. Infatti le vittime non furono soltanto ebrei.
Rolli, non voglio provocarti, giuro, ma non posso fare a meno di chiederti: a quando un bannerino col faccione di Priebke?

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Lorenza 5 giugno 2006 alle 21:28

Diciamo che sarebbe bello che qualcuno si occupasse anche di Abele, una tantum.
Ricapitolando:
- grazia a Bompressi, con tanti saluti ai Calabresi;
- prossima grazia a Sofri;
- fuori tutti dalle galere (meno male che erano i condoni fiscali la rovina del Paese. Ovvero: se ti fai un soppalco sei un delinquente, se ammazzi uno sei un caso umano, degno dell’ONU.

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Rolli 5 giugno 2006 alle 22:03

Non c’è problema per Priebke: se ne È parlato qua, e qua, poi qua e anche qua

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brujo 5 giugno 2006 alle 23:01

..ma che stronzate Dio che cazzate!!!
ma dov’è che Sofri non si è mai assunto le proprie responsabilità?ma cosa vai blatterando???
..al limite non si è assunto la responsabilità materiale dell’omicidio Calabresi,ma questo semplicemente perchè non è stato lui personalmente a commetterlo.
Riguardo al suo molto presunto atteggiamento di superiorità,immagino per il fatto di “permettersi” di esporre scrivendo il proprio pensiero,bisognerebbe semmai capire il tuo senso di inferiorità rispetto alla lucidità con cui scrive,che te lo fà presuporre “superiore”.
Il paragone tra Sofri e Priebke è degno della consuetà disonestà intellettuale di certe semplici menti.

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OrlandoFurioso 6 giugno 2006 alle 00:01

“semplici menti” questa è da segnare.
Finché a difenderlo saranno persone come te stai sicuro che sarà odiato sempre di più.

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OrlandoFurioso 6 giugno 2006 alle 00:32

Io se fossi una vittima di gentaglia come Battisti come dovrei prenderla?
Onestamente se mi avesse ammazzato un mio caro lui non sarebbe latitante.
Non perché mi ritenga un eroe o un rambo, tutt’altro. Non avrei sopportato la sua faccia schifosa libera di dire cazzate addirittura sotto lauti pagamenti.
Avrei preso la mia macchinina e sarei andato in Francia per la presentazione di un suo ‘libro’. Avrei tirato fuori il beretta da caccia e gli avrei sparato in fronte così per essere sicuro di averlo preso bene. Cosa mi avrebbero fatto?
Mi avrebbero dato l’ergastolo? Oppure una medaglia al valore civile? Chi lo sa. Sta di fatto che uomini di merda come lui sono ancora vivi e se la spassano all’estero in barba alla giutizia italiana, incapace di punirli per i loro crimini.

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OrlandoFurioso 6 giugno 2006 alle 00:34

Poi a quelli in galera gli si da pure la grazia e così il cerchio si chiude.

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Il Griso 6 giugno 2006 alle 08:33

Rolli, è una decisione meditata, sofferta ma inevitabile: rinuncio al Cappio d’Oro, c’è gente ben più degna di me di fregiarsene.

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BiGi 6 giugno 2006 alle 08:51

OrlandoFurioso scrive:
“Io sono per mettere i detenuti ai lavori forzati così si risparmierebbe un casino di manodopera e potremmo fare a meno di molti stranieri per i così detti “lavori che gli italiani non vogliono più fare”
Chi delinque dovrebbe pagarsi la galera con il proprio sudore, redimendosi attraverso la fatica di un lavoro onesto.”
Bravissimo! Sottoscrivo parola per parola!
Anche per quanto riguarda i contributi da te citati nel post successivo.
Però se lo Stato si mettesse a far fare i lavori forzati sarebbe…come dice brujo?…ah sì, “autoritario e repressivo”!
BEN VENGA!

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BiGi 6 giugno 2006 alle 08:58

OrlandoFurioso scrive:
“Sta di fatto che uomini di merda come lui sono ancora vivi e se la spassano all’estero in barba alla giutizia italiana, incapace di punirli per i loro crimini.”
Sono preoccupato da questa mia identità di pensiero con Orlando, che mi pareva da altri post avesse idee abbastanza agli antipodi rispetto alle mie…comunque appoggio in pieno la sua obiezione!
E – per inciso, brujo – il terrorismo non lo giustifico. MAI!
Non importa quanto “autoritario e repressivo” sia lo Stato (visione spesso e volentieri distorta, che fa rientrare in tale definizione non solo gli Stati ove vige un regime di dittatura, ma anche quelle Nazioni che cercano semplicemente di limitare il “faccioilcazzochevoglio” di certi gruppi sociali – rientrano nel “faccioilcazzochevoglio” ad esempio le manifestazioni come quelle durante le quali a Torino sono stati messi a ferro e fuoco i cassonetti in Via Po e danneggiate le vetrine, danni che poi si son dovuti pagare ovviamente i commercianti perché i manifestanti sono “intoccabili”)
Una metodologia che prevede di dimostrare qualcosa mettendo a repentaglio la vita di persone INNOCENTI io la condanno IN TOTO!

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bill 6 giugno 2006 alle 10:23

In galera, comunque, per adesso ci rimane Ricucci. E’ socialmente pericoloso, lui. Tanzi no. I banchieri che hanno venduto spazzatura fanno la fila alle primarie. Quel tipo che ha fatto fuori tutta la sua famiglia esce da l carcere (auguri ai suoi condomini). Quattro aderenti alle BR vengono assolti. E Vanna Marchi?

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bill 6 giugno 2006 alle 10:35

Silvestro, solo una constatazione. Quei tipetti che firmano appelli da una vita è impossibile esiliarli socialmente. Sono da sempre i più comodi, i più tutelati, i più premiati, i più protetti. Certo, fra le tante mezze cartucce vi sono alcune persone geniali nella loro attività. Ma come quelle firme stanno a dimostrare, non hanno mai politicamente capito un cazzo, Eticamente, poi, spesso trattasi di bandieruole. Durante il ventennio, li avremmo tutti visti saltare baldanzosamente nel cerchio di fuoco ai sabati fascisti. Il bello è che alcuni lo hanno fatto davvero! E allora, sai, è difficile che oggi i bambini facciano “oh!”.

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Losciacallo 6 giugno 2006 alle 11:15

Vengono i brividi, sia a rileggere quella lista che a dover dare ragione a Cossiga.
E poi viene una constatazione sull’onda del banale: per dare un giudizio meditato e possibilmente equilibrato delle volte è indispensabile viverle, certe epoche.

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silvestro 6 giugno 2006 alle 12:35

bill, ho il sospetto che tu molte di quelle firme non sappia manco di chi siano, sai?

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OrlandoFurioso 6 giugno 2006 alle 13:34

Silvestro, bill ha ragione quando scrive che la maggior parte di quei firmatari sono degli emeriti idioti protetti e amati da altri idioti che li hanno incentivati a seguire le loro orme.
E la cosa bella è che questi signori, quelli ancora in vita, sono ancora lì nei gangli del potere a dettare legge morale e politica.

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OrlandoFurioso 6 giugno 2006 alle 13:42

Chi è davvero per la giustizia qui in Italia rischia di trovarsi in minoranza perché dovrebbe punire la maggior parte della classe dirigente.
E questo è tutto dire…

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Francesco 6 giugno 2006 alle 14:25

Silvestro
ma tu lo hai visto l’appello che hanno firmato?
O ti basta un Umberto Eco qualsiasi e ti prosterni come Minà davanti a Castro?
Senza acrimonia: stai esagerando.

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silvestro 6 giugno 2006 alle 14:47

francè,hai ragione, io non l’ho letto l’appello nè ho voglia di leggerlo, ho già la mia idea ed è un’idea applicabile nel 2006.
cosa pensasse la gente allora spesso è difficile da capire oggi (noto un carlo rossella tra i firmatari, ad esempio)
rispondevo solo sulle personalità che hanno firmato quell’appello, gente che ha solo portato gloria all’italia.
chiamarli idioti perchè il loror pensiero di anni fa è diverso dal proprio di oggi, mi sembra, come minimo, leggermente arrogante

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bill 6 giugno 2006 alle 15:01

Silvestro, ti voglio rassicurare perchè non ti capiti di soffrire del famoso complesso di superiorità antropologica, che dalle tue parti è alquanto diffuso: li conosco benissimo. Vedi, quello che voi non sapete fare è distinguere ad esempio l’opera di un artista dalle sue posizioni parapolitiche. Queste spesso sono dettate da opportunismo, conformismo, paura di essere esclusi da una elite. Fellini è stato un grandisimo regista, ma ciò non toglie che la sua firma a quel documento sia stata una scemenza. se poi consideriamo solo per un momento che in quegli anni c’era un clima da guerra civile, che ha prodotto il bel risultato di oltre duecento MORTI, quell’appello appare ancora di più una enorme stronzata. Soprattutto perchè spara a palle incatenate su un innocente. Sono i fatti che parlano; questi signori hanno sbagliato tutto. Il problema è che molti di loro continuano, nonostante le decennali cantonate. Poi, ognuno è libero di giudicare.

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silvestro 6 giugno 2006 alle 15:19

hai usato frasi del tipo: “Durante il ventennio, li avremmo tutti visti saltare baldanzosamente nel cerchio di fuoco ai sabati fascisti” per primo levi,umberto terracini, amendola e tanti altri che il fascismo l’hanno vissuto sulla propria pelle.
non sei d’accordo su quell’appello che hanno firmato nel ’71? vabbene.
ma rovesciare addosso melma indistintamente, senza manco pensare a quello che si dice poi, solo per avvalorare la tua posizione è puerile bill.
prova una volta tanto a dire la tua senza sbavare bile.
perchè quando lo fai con me e qualcun’altro ci può anche stare, quando lo fai con gente che manco puoi guardare col binocolo diventa un boomerang.
comunque pinelli è stato ammazzato e i responsabili avrebbero dovuto pagare penalmente.
se qualcuno può postare l’appello mi farebbe un favore, dal testo del post di rolli non riesco a capire il tenore dell’appello

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silvestro 6 giugno 2006 alle 15:25

io poi, rileggendo i nomi, vedo gente che di sinistra non lo è mai stata e mi comincio a fare qualche domanda:
siete sicuri, bill e francesco, che sia proprio io e non voi che vi prostrate a pregiudizi senza conoscere di cosa si tratta?
conoscere l’appello sarebbe utile

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bill 6 giugno 2006 alle 16:02

Silvestro: in primo luogo c’è, frai firmatari, chi fu fascista, chi scrisse lettere in cui rassicurava chi di dovere di essere tale, chi scriveva articoli antisemiti. E se tu leggi quelo che ho scritto, volevo solo dire che è tutta gente, politicamente, assai conformista. Ora, ribadisco una cosuccia: la bile viene non perchè uno, magari adolescente, abbia aderito al fascismo. Viene perchè, belli belli come se nulla fosse stato, ci sono taluni che pontificano. Ci sono firmatari di professione (la Hack penso abbia una protesi al posto della mano). Se poi tu non vedi in tante occasioni il conformismo che c’è stato, ed ancora c’è, in taluni ambienti, fà lo stesso. Una cosa però non capisco: ma ammettere che ci sono state delle emerite stronzate, mai???? E’ tutto bello??? E così, tanto per dire, sai cosa sarebbe successo in quegli anni se uno dei firmatari avesse posto il proprio bel nome in un documento che avesse sostenuto il contrario? Io penso tu lo sappia, Silvestro. Ma di queste cose, evidentemente, vi annoiate a parlare.

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silvestro 6 giugno 2006 alle 16:05

bill, tra i firmatari c’è anche chi si è fatto il campo di concentramento perchè ebreo e chi si è fatto la vacanzuccia al confino perchè antifascista.
sei tu che pontifichi e nun sai un cazzo, renditi conto

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bil 6 giugno 2006 alle 16:10

Voglio poi ribadire un concetto che fatica a passare. Una cosa è giudicare l’opera di una persona, sia questa un artista, un giornalista, una astronoma..Altra è giudicare l’uomo di per sè. Che può essere stimabile come detestabile. Sono sfere diverse. Per cui, Silvestro, guardateli tu col binocolo. Sono loro che scendono ad un livello che tutti possono giudicare: nel momento in cui prendi una posizione politica diventi giudicabilissimo. Da chiunque.

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silvestro 6 giugno 2006 alle 16:10

poi renditi conto che parli di fascismo per gente come primo levi tu che hai votato msi fino all’avvento di silvio.
abbi un minimo di senso delle cose per favore

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silvestro 6 giugno 2006 alle 16:12

dì che non sei d’accordo e basta allora. non dare forza alle tue argomentazioni, che tra l’altro non hai dato, dando del fascista a chicchessia

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bill 6 giugno 2006 alle 16:16

Allora non capisci un cazzo. Ma leggi quello che scrivo o rompi solo i coglioni? Ho detto che ALCUNI di loro sono stati quello che sono stati. Vatti a leggere cosa scriveva Bocca nel 43, così impari qualcosa e smetti di dare dell’ignorante senza sapere un cazzo. O la lettera di Bobbio per avere una cattedra. Puoi smentire? No.

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silvestro 6 giugno 2006 alle 16:20

e come spieghi che quel fascistone di bocca, che poi la resistenza in montagna l’ha fatta, ha firmato lo stesso appello che ha firmato primo levi?
sarà mica stato anche levi un fascista antisemita?
non ho mai detto che il tuo è un problema di ignoranza, anche se fai di tutto per farmelo pensare, ma di logica

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brujo 6 giugno 2006 alle 16:22

Orlando tu con tutto il tuo bagaglio di ignoranza e livore a “gentaglia” come Battisti sai cosa gli fai?…non te lo dico per evitare un ovvia quanto inutile volgarità,ma puoi ben immaginartelo…
Detto questo è inutile parlare senza il minimo di prospettiva storica,non si va davvero da nessuna parte.
Mi piacerebbe ad esempio confrontarmi con Bill su quelle che lui definisce “emerite stronzate” e che ci sono state eccome,così come degenerazioni,eccessi,ipocrisie e opportunismi vari,ma la base di partenza è falsata dall’attaccamento alle rispettive posizioni…è il problema è che non è per niente semplice come spesso se non sempre tendete a farla…va da se che questo paese ci metterà ancora parecchio a fare i conti con quel periodo storico.

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silvestro 6 giugno 2006 alle 16:23

perchè non fai marcia indietro e magari cominci a parlare di disaccordo con quei firmatari senza dare del fascista a nessuno?
sarebbe meglio bill

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bill 6 giugno 2006 alle 16:27

Silvestro, vediamo se capisci quello che voglio dire. Il discorso del sabato fascista significava che tante di quelle persone hanno avuto, e diversi insistono tutt’oggi, comportamenti conformisti. Cosa che spesso li porta, ad esempio, a firmare con zelo manifesti che poi si rivelano ciofeche. Nel caso in questione, Calabresi fu ASSOLTO. Ma cos’è, lesa maestà?

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brujo 6 giugno 2006 alle 16:28

Ma quanti anni aveva Bocca nel 43 oooooh Bill????…eddaiiii…..anche mio nonno è stato un giovane balilla,ciò non toglie che nel momento in cui è stato capace di prendere realmente coscienza della situazione si è unito ai partigiani così come in migliaia hanno fatto…dai ragazzi veramente,abbiamo la rara possibilità di confrontarci con un minimo di intelligenza e senso critico,il blog offre questa preziosa opportunità,non incartiamoci come sempre in inutili guerre tra poveri che non servono a nessuno,un minimo di onestà…chiedo troppo?

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brujo 6 giugno 2006 alle 16:32

Ecco bill hai detto una cosa sacrosanta e fondamentale:Calabresi fu assolto dall’accusa di aver assassinato Pinelli,e con tutta probabilità è la versione più attendibile..non fu Calabresi ad “assassinare” Pinelli,anzi probabilmente al momento non si trovava neanche in quella stanza…ma questo si è saputo molto ma molto dopo…questa sarebbe gia una base di discussione diversa,più sensata sicuramente…non l’adesione di Bocca dodicenne ai circoli delle camice nere…

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Francesco 6 giugno 2006 alle 16:39

Gran parte dei firmatari sono dei conformisti di professione, le cui supposte eccellenze settoriali sono state esaltate proprio dal triste conformismo.
Membri di una casta chiusa e più uguale degli altri, usi ad incensarsi per ogni uscita pubblica.
In gran parte scrittori di libri che gli italiani non hanno letto, registi e attori di un teatro e di un cinema di Stato che non bisogno del pubblico, intellettuali che parlano solo ad altri intellettuali.
Per questo spiace vedere anche firme di persone vere.

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silvestro 6 giugno 2006 alle 16:57

bill, senti cosa ti dice brujo?
vuoi discutere nel merito, o di solito usi discutere prima di tutto insultando con epiteti fuori dal mondo chi fa qualcosa che non ti aggrada?
io non sto parlando dell’appello, sto parlando del dare del fascista a chi il fascismo l’ha combattuto e l’ha subito.
ritengo che sia buon gusto non farlo e, soprattutto, da parte di chi li vota gli eredi di quel fascismo, ok?
francè, film di stato? teatro di stato? e di chi parli? di fellini o dei taviani? di soldati? di moravia?
perchè di sconosciuti letti e visti da pochi, non è che ne vedo tanti.
quello che dico è: non siete d’accordo? affari vostri, magari manco io lo sono, ma disprezzare gente del genere per farsi forza è perlomeno coraggioso, che ve devo dì?

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brujo 6 giugno 2006 alle 16:57

Francesco tu sei in assoluto il più assurdo di tutti…
“film o libri che gli italiani non hanno visto o letto”…ma dove le tiri fuori queste cazzate???
Tu non li avrai letti o visti e si vede ma tantissimo credimi…
Ma se questo paese può vantare all’estero una certa considerazione nel campo delle arti lo deve proprio a molti di quei registi e scrittori che nella tua totale ignoranza tanto ti diverti a disprezzare.Ma poi come fai a definirlo cinema di stato???…ma senza vergogna proprio…veramente ma perchè quanto meno non ti preoccupi di informarti prima di sentenziare così alla cazzo???Ma ad esempio si può definire il cinema di Pasolini o di Fellini come cinema di stato???..ma hai idea del putiferio che scoppiava ad ogni uscita di un film di Pasolini?… questo per fare solo un esempio ma si potrebbero scrivere interi volumi per raccontare la forte contrapposizione culturale tra la censura di stato e le produzioni di determinati autori…non so,parlare con te è veramente inutile…
Io capisco che puoi non avere gli strumenti per cimentarti con certi argomenti ma da qua a imporre la tua ignoranza e farne addiritura un punto di forza nè corre parecchio…sii serio dai…

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OrlandoFurioso 6 giugno 2006 alle 19:22

La politica è una cosa e il cinema, l’arte la scienza e chi più ne ha più ne metta è altro.
Chi non ci arriva è proprio come quelli che hanno firmato quello schifo, persone che dimostrano grandi qualità in vari campi ma sotto il profilo dell’intelligenza politica sono dei nani.
A Battisti gli sparerei in testa se solo potessi.
Anzi, se fosse per me non esisterebbero latitanti perché li avrei fatti rimpatriare dai servizi segreti vivi o possibilmente morti.
Saluti.

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brujo 6 giugno 2006 alle 19:53

Orlando brrrrr che paura….tremiamo tutti….i servizisegreti occcielooooo!!!
…e adesso come facciamo?

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brujo 6 giugno 2006 alle 20:00

Dare del nano a Pasolini(il primo che mi viene in mente eh)sotto il profilo dell’intelligenza politica è veramente da sottosviluppati…ma tu orlandofurioso hai mai letto qualcosa di Pasolini???Sai cos’è “Petrolio”?Hai idea del valore di certi scritti e della loro capacità di leggere la società presente e futura contenuta in certi testi???Capacità e genio riconosciuti pressochè all’unanimità persino da analisti più vicini alla destra….ma perchè quanto meno non provi chessò a darci uno sguardo,a leggere prima di formarti un idea che non sia uno stupido pregiudizio…è chiederti troppo vero?

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Quello che guida i camii 6 giugno 2006 alle 20:08

Rolli,
Grazie per i link. Me ne interessa uno in particolare, quello in cui Sofri si è occupato di Priebke.
Estrapoliamo qualche frase:
Scelgo [...] di parlare dell’argomento più seccante: Priebke.
E’ arrivata anche a me, nonostante la mia condizione ó o forse proprio per quella ó la confezione di libro e cassetta su Priebke,…
Si riferisce al libro e allegata videocassetta “Vae Victis” che raccoglie le memorie di Priebke.
…con l’invito a pronunciarmi in suo favore. Non ho letto il libro.
Non l’ha letto e, in un certo senso, non lo si può biasimare. E’ un volume di quasi 900 pagine e, si sa, la vita è breve e i testi sono tanti.
Tuttavia, tendo a credere che si tratti di una lettura interessante. Se non altro perché contiene testimonianze di prima mano su vicende tragiche che ancora oggi condizionano la nostra società.
Inoltre, avrei pensato che, proprio per la sua “condizione”, Sofri avrebbe dovuto essere come minimo incuriosito dal libro di un vecchio che paga, al termine della sua vita, una colpa commessa tanti anni prima, quando era sicuramente una persona diversa da quella che è oggi.
Non trovate che Sofri dovrebbe provare una certa empatia nei confronti del vecchio nazista? Anche lui sta pagando per una colpa commessa tanti anni prima, quando era molto diverso da come è oggi.
Non prendetela come una provocazione, non sto cercando di metterli sullo stesso piano. Infatti, per me, non sono sullo stesso piano, come spiegherò più avanti.
Invece Sofri non prova alcun interesse per le memorie di Priebke. Come mai?
Direi che il motivo è piuttosto chiaro fin dall’inizio della sua breve nota (e quest’impressione è poi confermata da ciò che scrive dopo): Sofri disprezza Priebke, disprezza il suo passato, disprezza i suoi ricordi e le sue idee. E disprezza anche il suo presente. Non prova alcuna empatia perché, benché i due carcerati siano in certo qual modo accomunati dal fatto di essersi entrambi macchiati di un crimine orrendo in periodi in cui le ideologie provocavano tragedie, Sofri, vecchio comunista, si considera su un altro livello, non ritiene di avere nulla a che spartire con il vecchio nazista.
Non ho difficoltà a credere che Priebke continui a pensare e anche a dire cose sventate, ottuse o oltraggiose. Non ho interesse a quel che Priebke pensi o dica.
Appunto, non si stupisce che Priebke dica e pensi cose “oltraggiose” perché dà per scontato che un personaggio di quella risma non possa ravvedersi, non possa essere a novantanni diverso da quel che era a venti. E quindi non gli interessa conoscere il suo pensiero. E’ una faccenda “seccante”, come dice all’inizio.
Un po’ come pestare una merda.
Quanto all’intenzione dei suoi difensori o simpatizzanti, mi sembra del tutto fuori luogo se immagina di legare la richiesta di un perdono a una qualunque rivalutazione del suo passato o valutazione del suo presente. Il punto mi sembra un altro.
Il libro non l’ho letto nemmeno io (ma lo leggerò se riuscirò a procurarmene una copia), tuttavia non mi risulta che Priebke abbia mai tentato di rivalutare il suo passato nazista in quanto tale. Non mi risulta abbia mai fatto alcuna apologia del nazismo. Ha, invece, cercato di spiegare la sua vicenda umana, di giovane cameriere che, forse per migliorare le sue condizioni, entra in polizia e poi si ritrova nelle SS. E poi in guerra. E poi, come la maggior parte dei soldati in tempo di guerra, si trova a dover eseguire un’ordine terribile.
Badate bene che non sto cercando di fare l’apologia di Priebke, perché è chiaro che entrare in polizia e poi nelle SS (ma questo passaggio, se non ricordo male, non fu volontario) nella Germania di allora denota come minimo una componente di cinico opportunismo.
Quello stesso cinico opportunismo che spinse Norberto Bobbio, dopo aver dichiarato e giurato fedeltà a Mussolini, ad occupare una cattedra universitaria liberatasi grazie all’espulsione di un collega ebreo in seguito alle leggi razziali.
E poi, come giustamente dice brujo, bisogna osservare i fatti nella loro prospettiva storica. E, per quanto oggi ci possa sembrare assurdo e orrendo, quelli erano tempi in cui succedevano cose inconcepibili per la nostra sensibilità. Come, per fare un esempio, il fatto che il governo inglese (e spero che il nostro amico Canide Britannico mi stia leggendo) fece pressioni sui giornali affinché non riportassero le notizie, che trapelavano, sulla persecuzione degli ebrei, perché avrebbero potuto provocare un moto di simpatia nel popolo britannico nei confronti della Germania nazista.
Priebke è un uomo vecchissimo, messo a vivere, dunque a morire, in un appartamento romano.
Ha una moglie vecchissima e malata, che vive, dunque muore, in una casa dell’Argentina.
C’è una estrema simpatia umana, se non per quei due vecchissimi, per noi stessi, che ci faccia preferire che vivano il poco che resti loro e muoiano vicini in quella casa argentina, piuttosto che lasciare che un giorno di questi metta fine alla loro estrema sopravvivenza?

Io penso così, non grazie a quello che Priebke dica o pensi, ma nonostante qualunque cosa dica o pensi, lui e i suoi valutatori.
Ecco! Dopo aver chiarito che nulla lo accomuna al vecchio nazista (per il quale non può evidentemente esistere perdono) e ai suoi “valutatori”, Sofri trova il modo di provare una “estrema simpatia umana” pensando a sè stesso e, forse, a sua moglie.
Sofri vuol dire che non è possibile provare alcuna pietà per l’uomo Priebke, ma astraendo, pensando a un vecchissimo uomo senza nome e alla sua vecchissima moglie senza nome che lo aspetta, e proiettando quest’astrazione su “noi stessi”, ecco, allora ci si può impietosire e si può pensare a una via d’uscita, in tutti i sensi.
A suo tempo, apprezzai molto la posizione di persone eminenti della comunità ebraica ó compresa, se non ricordo male, Tullia Zevi ó che furono fermissime nella volontà di veder condannato Priebke e quella sua antica imprescrittibile colpa, e si dissero disinteressate alla sua materiale punizione.
Sofri, quindi, approva la “volontà di veder condannato Priebke” espressa dalla comunità ebraica ma si disinteressa alla “sua materiale punizione”.
Ora, è un po’ seccante doverlo ribadire ogni volta, anzi è molto seccante ma, tanto per esser chiari, lo ribadisco: non sono antisemita – nÈ consapevole, nÈ inconsapevole. Tuttavia trovo che l’accanimento della comunità ebraica nei confronti di Priebke abbia rappresentato una delle pagine più vomitevoli della storia della nostra Repubblica.
L’assedio a un legittimo tribunale per pretendere la revisione (del tutto illegale) di una legittima e giusta sentenza è qualcosa di cui, se fossi ebreo, mi vergognerei profondamente. Rappresenta la volontà di strumentalizzare la tragedia stessa degli ebrei massacrati durante la Seconda Guerra Mondiale.
E sostengo che la sentenza era giusta perché Priebke non ha fatto altro che eseguire un ordine. L’ordine era di commettere un massacro, è vero, ma era un massacro legale, perché la legge di guerra internazionale di allora contemplava la rappresaglia su civili in seguito ad atti terroristici, quale fu la bomba in via Rasella.
E, lo voglio ribadire, non si trattò di azione contro gli ebrei. Furono infatti massacrati anche partigiani e antifascisti. E, guarda caso, nessuno di questi era comunista. Ma questa è un’altra storia.
Ecco perché Priebke fu assolto, una prima volta in contumacia, e una seconda dopo essere stato estradato dall’Argentina.
Ma torniamo a Sofri.
Dicevo che per me Sofri e Priebke non sono sullo stesso piano. E abbiamo visto come lo stesso Sofri prenda nettamente le distanze da Priebke, al punto da dover astrarre da Priebke stesso per poterne concepire la liberazione.
Ma la tragedia di Priebke consiste nel fatto che lui fu obbligato ad eseguire un ordine – in tempo di guerra – impartitogli da qualcun altro. Mentre la tragedia di Sofri consiste nel fatto che lui – almeno secondo i tribunali che l’hanno giudicato e condannato – impartì un’ordine – in tempo di pace e per motivi ideologici – a qualcun altro. L’ordine di assassinare un commissario di polizia.
Non trovate che la colpa di Sofri sia molto più grave di quella di Priebke? Ecco perché dicevo che non si trovano sullo stesso piano.
Eppure Sofri si considera al di sopra, anche di sopra al dolore della famiglia Calabresi. Non mi venire a dire, brujo, che Sofri ha ammesso le sue colpe. L’avrà fatto quando avrà ammesso che non esiste nessuna giustificazione alle sue azioni, che le morti provocate negli anni “formidabili” non valgono meno di quelle provocate dai nazisti, che l’ideologia che ha ispirato le sue azioni non era migliore di quella dei nazisti, che si dichiara pentito e in quanto tale chiede che gli sia concessa la grazia.
Ma non lo farà. Fra l’altro non ha neanche bisogno di farlo, perché è di fatto già fuori di galera e presto sarà graziato. E continuerà ad ammorbare l’aria e le coscienze con i suoi pistolotti il cui senso è che siamo fritti, che non c’è più speranza per questo mondo.
E perché non c’è più speranza? Semplice, perché anche quelli come lui, “la meglio gioventù” hanno fallito. Ed erano loro l’ultima speranza per il mondo.
Ora, Rolli, ti chiedo: valeva la pena mobilitarsi per un personaggio del genere?

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brujo 6 giugno 2006 alle 20:25

…tu,caro,non hai mai letto niente di Sofri o delle sue rielaborazioni sul periodo degli anni di piombo…e lo dimostri ampiamente.Tu interpreti senza sapere,fidati.
Nessuno fà notare che prima che venisse lanciata la prima molotov,neanche il primo colpo di pistola,nelle piazze italiane erano circa un centinaio i manifestanti assassinati in piazza dalla polizia dal dopoguerra al 1969…
Nessuno ha afferrato quello che era il contesto:stragi di stato,trame nere,pestaggi fascisti,tentativi golpisti più o meno occulti…lo ripeto per l’ennesima volta,c’è un gap di informazione troppo grande per avviare un confronto serio,ma sopratutto se si mette davanti la mala fede non si va comunque da nessuna parte….

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OrlandoFurioso 6 giugno 2006 alle 20:38

Pasoli è l’unico che si poteva distinguere con prese di posizione anticonformiste tra i firmatari di quella porcheria. Nel suo caso credo che sia stato strumentalizzato dalla schiera di pezzenti intellettualoidi che tutt’ora impesta la sinistra.
Tuttavia Petrolio è un libro brutto e ampolloso, altro che capolavoro.
Pasolini è stato sopravvalutato ma ciò non toglie che sia stato un uomo degno di stima e affetto.
A me di quegli anni non solo non frega nulla, ma spero che i suoi protagonisti crepino presto così si chiederà una volta per sempre questa angosciante difesa dei criminali.
Il terzomondismo avvilente che pervade il commento di Brujo è davvero nauseante e indica come purtroppo certa gente non cambierà mai perché certe idiozie fanno ancora presa.

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Giancarlo 6 giugno 2006 alle 20:48

Che vita triste deve essere quella di uno che la passa sperando che la gente crepi. Davvero non hai di meglio da sperare?

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OrlandoFurioso 6 giugno 2006 alle 21:10

Spero che mio figlio possa avere un mondo migliore, un mondo dove i criminali saranno dietro le sbarre e gli onesti potranno camminare tranquillamente per le strade. Un mondo dove chi sbaglia paga per i suoi errori. Un mondo dove la giustizia sia davvero uguale per tutti.
Poi non pensare che io mi scervelli ogni santo giorno su questi disgraziati protetti da una mandria di altri soggetti uguali a loro, ma ti assicuro che se potessi dargli un colpettino e farli schiacciare da un camion, ti assicuro che glielo darei volentieri. Pensa invece che vita triste quella di chi ha avuto i propri cari ammazzati da dei signori che se la spassano al mare o che avranno tra poco la grazia e il perdono dello stato senza aver scontato un decimo della pena che gli era stata inflitta.
Io ci penso, tu?

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Giancarlo 6 giugno 2006 alle 21:16

Ci penso anche io ogni tanto. Solo ti giuro, non mi viene in mente di buttare nessuno sotto a un camion. Sarà che sono strano.

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Giancarlo 6 giugno 2006 alle 21:25

Comunque è impressionante il fatto che tu abbia gli stessi meccanismi mentali di quelli che hanno ucciso Calabresi, chiunque sia stato. Tu, come me non puoi avere nessuna certezza di chi sia stato. Però tu identificato il “colpevole” hai una forte pulsione di vendetta. Proprio come chi riteneva a torto o ragione che Calabresi fosse il colpevole impunito della morte di Pinelli. Forse tu non passeresti all’azione o forse si, ma i meccanismi sono gli stessi.

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OrlandoFurioso 6 giugno 2006 alle 21:37

La certezza invece c’è, ci sono svariati processi che lo testimoniano, senza contare i rei confessi.
A me invece davanti a palesi ingiustizie mi si chiude la vena, che vuoi farci sarà l’età o la saturazione verso i buonisti che amano molto i criminali e poco le loro vittime.

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brujo 6 giugno 2006 alle 21:47

i rei confessi chi? Marino il pentito poi?

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BiGi 7 giugno 2006 alle 09:26

Da quello che leggo, mi pare che brujo e silvestro parlino parecchio per partito preso!
Basta che ci sia solo da dare contro allo Stato quando osa essere “autoritario e repressivo” (mi piace molto questa frase riferita all’Italia, neanche fossimo nel Cile o nel Nicaragua degli anni ’70), e da sparare contro chiunque abbia delle posizioni anche solo leggermente di destra, si giustificano anche gli atti come quelli di Sofri, che -per carità- magari non ha perpetrato fisicamente nessuno degli omicidi e dei reati di cui si parla, ma comunque li ha ideologicamente caldeggiati!
Per me questa è apologia di reato molto di più del saluto fascista di Di Canio allo stadio, per dirne una! Viste anche e soprattutto le conseguenze.
E sul caso Pinelli: ma siete proprio sicuri che sia stato “assassinato”???

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Francesco 7 giugno 2006 alle 09:44

Silvestro, Brujo,
perchè nomn smettete di citare Pasolini (per cui ho fatto esplicita dichiarazione di stima) e non parliamo della masnada di stronzi che ha firmato?
Qualcuno sa dirmi quante copie dei libri di Moravia o Eco sono state vendute, e ancora meglio se oggi si sente il minimo interesse per la loro produzione? Mi risulta un libro per il primo (La Noia) e uno per il secondo (Il nome della rosa), tutto il resto è regime.
I registi peggio, escludo Fellini che a me fa dormire ma ne parlano bene (ma qualcuno li vedeva i suoi sogni personalissimi al cinema?)

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silvestro 7 giugno 2006 alle 11:08

francè, in nome della rosa ha venduto 9 milioni di copie e c’hanno fatto pure un filmetto.
baudolino 300000 copie solo in italia, per citare l’ultimo libro.
moravia non mi fa impazzire, ma gli indifferenti è un capolavoro ed è il suo libro più noto in realtà.
tu conosci solo la noia e in nome della rosa perchè c’hanno fatto dei film, francè?
prova a leggere ogni tanto e scoprirai un altro mondo

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silvestro 7 giugno 2006 alle 11:32

bigi, io non ho parlato affatto per partito preso, in realtà l’unica frase nel merito che ho fatto su quell’appello è stata negativa, tenendo presente che mi sono affidato al post e non all’appello che non ho letto.
e si, penso che pinelli non si sia buttato dalla finestra da solo conoscendo come interrogava la polizia gli “anarchici” a quei tempi (e non cito genova).
magari è stato un incidebte durante l’interrogatorio, ma non si può sapere: non c’era nè l’avvocato difensore nè un testimone qualsiasi in quella stanza.
la mia è un’opinione come la tua.
io ho discusso fin’ora su:
1)la necessità da parte di alcuni di disprezzare sia la persona sia la qualità (non tutti) dei firmatari di un appello del 1971.
e chi ne disprezza la qualità ammette tranquillamente di non conoscere cosa hanno fatto.
il disprezzo della cultura, questo si per partito preso, è una cosa che mi fa girare le palle. è la supponenza dell’ignoranza, qualcosa di attualalissimo d’altronde in italia.
2)chiamare fascista quella gente è ridicolo.
ora pare sia di moda come negli anni settanta, ma a parti invertite.
e ci vuole coraggio a votare prima gli eredi di quel fascismo e poi a dare del fascista a dei noti antifascisti della politica, dell’arte e della scienza del nostro paese che il fascismo l’hanno vissuto e combattuto.
faccio anche notare che tra i firmatari rimasti in vita c’è anche carlo rossella, a dimostrazione di come le idee cambiano e si evolvono e di come poteva essere il clima in quegli anni.
e quando il rispetto per delle persone che non possono dare altro che il frutto del proprio lavoro, e non denaro e ricchezza, viene scambiato per servilismo, significa che si è completamente persa la misura delle cose.
e bisogna considerare bene l’eventualità che il proprio giudizio negativo, magari in forte minoranza rispetto al resto del mondo, sia frutto di un pregiudizio di bassa politica.

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Francesco 7 giugno 2006 alle 11:55

Moravia non mi ha mai suscitato il minimo interesse per cui ti prendo in parola. L’unico bel libro che ha scritto è un altro, poi è diventato un gerarca del regime progressista e chi lo toccava più?
E’ per questo che quasi tutti i firmatari dell’appello possono essere appellati di fascisti, della seconda specie individuata da Ennio Flaiano. Se sai chi è.
La rosa di Eco l’ho letta prima per diletto poi per quattro mesi al liceo: l’approfondimento mi ha permesso di concludere che l’autore è una clamorosa testa di cazzo, dato non smentito dalle copie vendute del suo libro. Anche un bravo artigiano scrittore ma, se volessi citare un romanziere che meriti di essere ricordato, dovrei dire Alessandro Manzoni. Mi confermi che gli altri libri di Umberto non se li sono filati, visto che comunque un minimo sindacale di copie spetta a tutti i gerarchi.
Perchè non provi a pensare con la TUA testa? Primo Levi è uno dei giganti delle mie (molte) lettura giovanili. E se non mi confondo, sai l’età, anche le antologie della Pivano.
Un consiglio amichevole: leggiti le pagine culturali del Manifesto, sono illuminanti per capire chi sono i padri e madri della patria.
Chi li conosce, disprezza.

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silvestro 7 giugno 2006 alle 12:27

francè, il bello è che anche per me primo levi è stato l’Autore della mia adolescenza.
abbiamo in comune anche la pivano e, a questo punto, anche i suoi amici yankees presumo.
tra i firmatari scorgo anche carlo levi, un altro uomo di regime che ho molto amato.
lo vedi che se li leggi bene quei nomi chi conosci merita di più?
forse che ti rendi conto di aver dato dei giudizi troppo frettolosi accecato dal disprezzo?
oh, se vuoi ti cito quelli che non incontrano i miei gusti affatto, ma non ho l’ardire di chiamarli manica di stronzi, fascisti, uomini di regime e quant’altro.
non sono così altero francè.
e non dovresti esserlo manco tu, è piuttosto evidente….senza alcuna offesa ovviamente

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Francesco 7 giugno 2006 alle 12:38

Gusti?
Io parlo di condanna morale e politica, mica di gusti letterari o cinematografici.
Carlo Levi non riesco a ricordarmi se lo ho letto: è suo “La chiave a stella”?
Non basta entrare nell’upper class degli antropoligicamente superiori per avere il mio rispetto. Tutto qui.
Ciao

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silvestro 7 giugno 2006 alle 12:47

la chiave a stella mi pare fosse di primo levi, dei racconti, ma non l’ho letto. di carlo è, ad esempio cristo si è fermato ad eboli, è bellissimo.
frà, io sto parlando di altro, come puoi leggere dai miei commenti, non della morale politica di nessuno.
ed il fatto di riconoscere la grandezza di persone comunque amatissime non solo in italia, anche se non incontrano i miei gusti, non è voler accedere a nulla.
chi parla “upper class degli antropoligicamente superiori” sei tu non io.
vediamo di piantarla con questo complesso di inferiorità della destra italiana per favore.
vuoi un esempio? a me d’annunzio complessivamente non piace per nulla, ma non mi sognerei mai di disprezzare la sua poesia, soprattutto l’ho letta per giudicare.

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aquila 7 giugno 2006 alle 12:49

vediamo di piantarla con questo complesso di inferiorità della destra italiana per favore….scusa ma a quale destra ti riferisci????

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silvestro 7 giugno 2006 alle 13:05

a quella destra senza coda di paglia

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OrlandoFurioso 7 giugno 2006 alle 14:13

Ma cosa c’entra la letteratura con il governo e la poltitica?
A ma noi siamo in Italia…ecco, adesso mi è tutto più chiaro.
Saluti :)

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BiGi 7 giugno 2006 alle 14:32

OrlandoFurioso scrive:
Spero che mio figlio possa avere un mondo migliore, un mondo dove i criminali saranno dietro le sbarre e gli onesti potranno camminare tranquillamente per le strade. Un mondo dove chi sbaglia paga per i suoi errori. Un mondo dove la giustizia sia davvero uguale per tutti.
Un mondo come questo?
Sono sempre più disgustato dalla magistratura italiana…
Ma tanto l’importante è condannare Berlusconi, no?

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Francesco 7 giugno 2006 alle 14:40

Silvestro,
a me Pennac piace come narratore e fa schifo come posizioni politiche e come immoralità, nel senso che nasconde le sue posizioni dietro la storiellina che ti racconta con bel garbo.
A me Leopardi piace da pazzi e basta.
Quello che non riesco a farti capire è che non vedo la grandezza di codeste persone; Marx fu un grande, OK? Bobbio no.
Saluti

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Rolli 8 giugno 2006 alle 22:17

Quellocheguida, sinceramente non trovo tutta questa affinità tra Sofri e Priebke, e men che meno vedrei minori responsabilità nel secondo rispetto al primo. Priebke poteva rifiutarsi di eseguire l’ordine, se proprio vogliamo sottilizzare, a costo della vita, certo, ma non sarebbe stata nè la prima nè l’ultima volta.
Ma qui nessuno chiede eroismi, semplicemente di non accomunare un criminale di guerra a uno che in teoria avrebbe dato l’ordine di uccidere Calabresi.
“In teoria” perchè gli otto decantati processi non hanno provato un bel niente se non le contraddizioni dell’unico accusatore, che di galera non ha fatto un giorno.
Ti do ragione sul comportamento indecente della comunità ebraica dopo il processo, ma altrettanto indecente a mio avviso fu anche quello della Giustizia che trattenne in carcere Priebke. Quando lo Stato si piega alla folla anzichè al Diritto, a perderci sono proprio Giustizia e Democrazia

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Quello che guida i camii 11 giugno 2006 alle 00:15

Ma qui nessuno chiede eroismi,…
ecco, appunto, non chiediamoli e quindi non diciamo “che poteva rifiutarsi di eseguire l’ordine” perché altrimenti ci si ritrova sulla stessa sponda dei pacifisti senza se e senza ma.
E’ chiaro che i soldati sono assassini legalizzati. E non potrebbe essere diversamente. Non vorrei ritrovarmi a dover assistere pure al processo di qualche nostro soldato perché ha ammazzato un paio di jihadisti.
Un soldato ha il dovere di eseguire gli ordini, a meno che si tratti di ordini illegali.
… semplicemente di non accomunare un criminale di guerra a uno che in teoria avrebbe dato l’ordine di uccidere Calabresi.
ma Priebke, mia cara Rolli, non è un criminale di guerra. All’epoca dei fatti era un combattente che ha eseguito un ordine perfettamente legale. L’unico suo “torto” è stato di ritrovarsi dalla parte sbagliata, cioè quella dei perdenti.
Guarda caso, i vincitori, cioè gli americani, che pure hanno voluto quella grande pagliacciata che è stato il processo di Norimberga, rifiutano (giustamente!!!) di riconoscere il Tribunale Penale Internazionale.
Tribunale che, ricordo, quella mente semplice della Bonino, propose di istituire in Italia!
Che poi, tornando a Sofri, non esistano certezze sull’assassinio di Calabresi e sul ruolo avuto da Sofri, può essere, io non sono nemmeno in grado di esprimere un parere. Ma tendo a pensare che nessuno possa farlo, a parte quelli che c’erano e sanno come si svolsero i fatti. E alcuni di loro (non intendo l’”accusatore”, che neanche mi ricordo come si chiama) hanno parlato abbastanza chiaramente, lasciando capire che Sofri la sua parte l’ha avuta eccome. Ma, ripeto, è impossibile formarsi un’opinione certa basandosi su quel che si legge sui giornali. Direi che, sotto questo profilo, Sofri è nella stessa posizione della Franzoni.
Ma, come minimo, dal punto di vista morale Sofri è certamente colpevole (o no? tu pensi di no?) e questo dovrebbe trattenerlo, se solo avesse un minimo di umiltà e onestà intellettuale, dal pontificare e moraleggiare su tutto e il contrario di tutto. E di ostentare di continuo questo atteggiamento di (supposta) superiorità morale. E di dire cose tanto odiose su un povero sfigato come Priebke.
Non è odioso, Rolli, quel che Sofri ha scritto su Priebke? Non lo è?

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Rolli 11 giugno 2006 alle 01:37

No, alla beatificazione di Priebke non partecipo. Fu criminale eccome, perchè non solo eseguì un ordine spropositato, ma lo fece con particolare partecipazione e crudeltà.
Non era un povero subordinato ma un ufficiale, che ammazzava anche di sua iniziativa, senza bisogno di ricevere ordini.
Quindi possiamo discutere della grazia, non della persona.
Paragonarlo a Sofri, insisto, è una perversione anche un bel po’ odiosa.
Sofri ha responsabilità morali, che si è preso, Priebke le ha tutte, compresa quella di non accorgersi che ci fossero 15 prigionieri in più rispetto alla lista stilata da lui personalmente.
Dire poi che questi fossero saliti sui camion che avrebbero portato al mattatoio perchè convinti di andare a lavorare in Germania o in quanto non volevano separarsi dai propri cari, fa ancora più schifo. Cos’è, visto che ci siamo facciamo fuori anche loro?
No, niente beatificazione e nessuna giustificazione.
E ancora no, per l’accostamento a Sofri: ti risulta che Priebke fosse uomo diverso da quello delle Fosse Ardeatine? Giusto perchè non c’era più la guerra, ma pentito non lo era affatto.
Sofri ha ideologicamente sbagliato, lo ha detto, ma ha un percorso nemmeno paragonabile a quello di Priebke, e se permetti questo conta.
Sofri ha incitato alla violenza, Priebke l’ha praticata con quanta più crudeltà gli era possibile e senza ripensamenti.
E se vuoi attenerti ai famosi otto processi (ma allora ti devi attenere anche a quelli di Priebke, Cassazione compresa) facciamo pure che Sofri fosse il mandante di un omicidio, Priebke fu l’organizzatore di una strage. Quella che conosciamo. Ma aggiungici tutto il resto, i prigionieri ammazzati così, al volo, tanto per, e non certo per ordini superiori.
Credimi, è vergognoso l’accostamento

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luigi lamonica 2 dicembre 2007 alle 15:25

“La disparità di trattamento di chi allora uccise e chi venne ucciso è irreparabile, continua negli anni aggravata dal fatto che chi allora uccise scrive memorie, viene intervistato dalla tivù….mentre alla vedova di un appuntato nessuno va chiedere come vive da allora senza marito…” Leggetevi “Spingendo la notte più in là” il libro di Mario Calabresi

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Francesco 15 settembre 2008 alle 16:02

ho appena avviato una piccola ricerca per arrivare alla pubblicazione di tutti gli ottocento nomi (incredibile a dirsi ne ho trovati in mezza giornata di ricerca su internet poco più di cento) e stupirmi sempre più di quanti di loro oggi ricoprano importanti ruoli nella vita ìinformativa” e ìculturaleî del nostro belpaese.
Chi vuole dare una mano è ben accetto.
Ovvio che se qualcuno avesse la fonte (il numero de l’Espresso del 13 giugno 1971 che pubblicò la lista) sarebbe il massimo.

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Francesco 19 settembre 2008 alle 14:52

la ricerca va avanti i nomi sono diventati 356 e presto sarà online anche un archivio degli articoli de l’Espresso che uscirono in quella famigerata “primavera politica” che furono gli anni ’70
http://www.memore.splinder.com

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alex bz 19 settembre 2008 alle 15:31

i paragoni tra sofri e priebke sono del tutto fuori luogo…diverse le epoche diverso il contesto diverso il mondo etc……su sofri ci sarebbero tante cose da dire..sinceramente lo reputo un apersona intelligente e non colpevole del delitto calabresi da un punto di vista materiale xo diciamo che il suo giornale non ci andava tenero col commissario ……cossiga concordo ha rotto i coglioni..l uomo che ha sfasciato i servizi segreti giusto poco prima del delitto moro…che lha riempiti di piduisti…che era ministro sotto ustica,bomba di bologna etc….non fa altro che straparlare per depistare..sue e altrui enormi responsabilita…..io la grazia a sofri la darei almneo non se ne parla piu a buonanotte!!!!

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alex bz 19 settembre 2008 alle 15:50

credo che calabresi abbia fatto la fine del capro espiatorio..o dell agnello sacrificale…tra l altro pare che quando è morto stava indagando sulla strage di pzza fontana e stav a seguendo un traffico d armi..forse ha tokkato dei fili che non dovevea toccare….qualcuno sa spiegarmi xche tempo fa adriano sofri se nè uscito con un articolo in cui scriveva che umbertino d amato,allora capo dei servizi del viminale gli avrebbe chiesto di compiere un omicidio????’xceh sofri ha fatto quell articolo?che messaggi voleva mandare???

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elofoolish 19 settembre 2008 alle 16:08

quanti dei firmatari oggi militano in forza italia?

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alex bz 20 settembre 2008 alle 18:07

tanti tanti..uno per tutto ..il buon carletto rossella oggi direttore di tg5..quello che ti spiega quanto è bella miami e gira in bentley…30 anni fa era di lotta continua…pensa che collaboro’ alla sceneggiatura di un film di roberto faenza del 1978 kiamato….FORZA ITALIA…..

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