Occupato? Naaa…..

Per libera, saggia e preziosa deisione del nostro Caro Presidente Vendola, in Puglia da oggi “i lavoratori che accettino un’offerta di lavoro a tempo determinato o di lavoro temporaneo di durata fino a dodici mesi, conservano lo status di disoccupati, indipendentemente dal reddito che ne sia derivato”.
Non potendo far nulla per il problema della disoccupazione, ha risolto quello dell’occupazione.
Sempre su di lui la Pace!

di Minerva il 17 febbraio 2006 in Vendolandia · 15 commenti

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silvestro 17 febbraio 2006 alle 16:26

non che cambi nulla più di tanto, ma lo status di disoccupato consente di essere nelle liste di, appunto, disoccupazione.
quando non si ha un lavoro a contratto pieno, l’eventualità dell’indennizzo consentirebbe una situazione più sopportabile per il lavoratore.
ovviamente sono considerati solo determinati contratti, quelli da fame.
http://www.ines-lavoro.net/sostegnialreddito.html
devo dire che vendola non ha detto affatto una scemata

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Losciacallo 17 febbraio 2006 alle 16:33

E certo. Con un tasso di disoccupazione al 15%, mi sembra ovvio tutelare con indennizzi i pochi che hanno la fortuna di trovare un lavoro….

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silvestro 17 febbraio 2006 alle 16:42

scusa, ma la “flessibilità” doveva servire ad abbassare il costo del lavoro.
sono scomparsi i contratti a tempo determinato e si sono moltiplicati i cocopro e compagnia bella.
questi contratti fanno si che un lavoratore in soldoni venga pagato meno e solo quando serve.
i risultati sono ovvi, a molta gente tocca vivere con meno di mille euro al mese.
con tutto quello che ne consegue. ancora ovviamente, ci saranno più persone in queste condizioni.
si sono invocati gli ammortizzatori sociali che non sono arrivati, questo è un escamotage.
in più al lavoratore conviene avere un cocopro anzichè lavorare in nero per prendersi anche il sussidio.

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silvestro 17 febbraio 2006 alle 16:47

ho scritto malissimo, scusa.
sono scomparsi i contratti a tempo INdeterminato e gli “occupati” con i contratti ridicoli sono di più (il famoso abbassamento della disoccupazione gioca anche su quello)

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Francesco 17 febbraio 2006 alle 17:24

Silvestro,
il problema non sono i bassi salari di chi ha un contratto a tempo determinato.
Sono gli altri lavoratori che sono ancora senza nessun contratto e nessun salario.
Sarà sgradevole ma non è difficile da capire.

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Losciacallo 17 febbraio 2006 alle 17:24

Non è un escamotage, tutt’altro.
Senza andare per le lunghe, se proprio deve (….) la politica può intervenire sul mercato del lavoro in due modi: dal lato del datore di lavoro o da quello del lavoratore.
Trad: si può incentivare chi assume oppure regalare soldini a chi rimane disoccupato, nonostante sia stato regolarmente assunto.
Ovviamente, arrivato all’undicesimo mese, il lavoratore-disoccupato (più la scrivo, più questa formula mi fa venire l’orticaria) verrà stranamente licenziato e poi riassunto dopo 30 giorni. Avrà ancora un contratto a tempo determinato – così da non dare troppo fastidio al datore di lavoro – e continuerà ad usufruire dei sussidi di disoccupazione.
bene, per mantenere questo sistema ci sono due alternative: avere il Pozzo di San Patrizio oppure togliere risorse da qualche parte (indovina quale?Esatto, i disoccupati veri!). Intanto, è notizia di ieri, il Patto di stabilità interno della Regione Puglia già vacilla pericolosamente. Dopo neanche 9 mesi di governo….

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bill 17 febbraio 2006 alle 17:43

Bisogna però smetterla, Silvestro, di fare demagogia. In primo luogo, risulta che parecchi contratti a termine vengano poi tramutati in contratti a tempo indeterminato. In secondo luogo, sono proprio queste politiche finto-solidaristiche che dissestano la finanza pubblica. Quindi, è giustissimo incentivare fiscalmente gli imprenditori perchè assumano a tempo pieno, ma comprare consenso coi soldi pubblici è una pratica molto democristiana, che a quanto pare pure i comunisti hanno assimilato molto bene. Tanto, paga Pantalone..Oltretutto, cazzate di questo tipo evidenziano come, con la sinistra al governo, la pressione fiscale non potrà che aumentare (quei soldi qualcuno li dovrà mettere, o no?). E senza nessun ritorno.

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OrlandoFurioso 17 febbraio 2006 alle 19:36

Io ho avuto molte esperienze lavorative all’interno di aziende di ogni genere e se alcune mi hanno sfruttato, altre mi hanno proposto contratti INDETERMINATI a cui io ho sempre detto di no avendo altre ambizioni.
Oggi ho 25 anni e sto finendo l’università, ma sono sicuro che se decidessi di fare ancora l’operaio troverei quasi subito un’altra ditta disposta ad assumermi con contratti seri, altro che storie. Certo, ci sono ditte che sfruttano, che vessano, che umiliano, ma finché uno è giovane può star certo che se ha voglia e un minimo di preparazione, qualche porto sicuro lo rimedia sempre. Per fortuna.

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OrlandoFurioso 17 febbraio 2006 alle 19:39

Ovviamente mi riferisco alla mia realtà regionale, molto diversa da quella pugliese.
In Toscana, nonostante la concorrenza cinese, stiamo riuscendo a restare a galla lo stesso.

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olden 17 febbraio 2006 alle 23:22

Perfettamente in linea con la promessa berlusconiana di “un BUON lavoro per tutti”.

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Papillon 18 febbraio 2006 alle 09:29

Non mi e’ molto chiara, questa cosa… cosa significa, che un giorno che qualcuno va a fare una statistica sui DISoccupati, si trovera’ a contare anche quelli che in realta’ un lavoro, ancorche’ temporaneo, ce l’hanno? Comunque sono d’accordo con LoSciacallo… scade il contratto, mese di stop, nuovo contratto… sempre stato cosi’, anche con i co.co.co….

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Francesco 20 febbraio 2006 alle 10:30

Olden,
hai mai sentito un cinese o un indiano parlare di un buon lavoro? e se non li stermini sono loro a dettare le condizioni. quindi smettiamola di raccontarci bugie, le panzane sui buoni lavori hanno la dignità delle promesse del gatto e della volpe a Pinocchio. Anche se oggi codesti signori dirigono grossi sindacati e coalizioni politiche.

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silvestro 20 febbraio 2006 alle 11:10

regà, non è solo il sussidio.
un lavoratore cococo paga anche pochissimi contributi rispetto a quanto lavora.
sugli incentivi per l’assunzione sono perfettamente d’accordo sciacà, il problema bisogna risolverlo da entrambe le parti.
è certo che si deve investire sul mercato del lavoro.
ora, gran parte dell’ultima generazione di lavoratori ha un contratto di questo tipo.
sullo stipendio non ci sono nè i margini per una pensione integrativa, nè quelli per il consumo se non quello stretto per sopravvivere.
oltretutto non è così facile trovare un contratto.
se si flessibilizza completamente il lavoro dovrebbero essere adeguati anche gli stipendi, altrimenti si distrugge il mercato interno.
soprattutto per quanto riguarda l’imprenditoria italiana che compete per la qualità e non certo per i costi.
oltretutto impoverendo così un’intera fascia di popolazione verranno fuori anche moltissimi altri problemi.
questo discorso lo faccio per chi ha presente il problema, per chi, come bill, crede che sia tutto rose e fiori è un discorso inutile

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bill 20 febbraio 2006 alle 12:24

No, io non credo affatto sia tutto rose e fiori. Credo semplicemente che sia meglio un lavoro temporaneo che stare a casa. Credo, o meglio so, che un lavoratore a tempo determinato è più tutelato oggi che ai tempi dei cococo. Credo sia saggio parlare di amortizzatori sociali, ma senza pregiudizi ideologici e senza dire sempre di no a priori, per poi fare ingoiare di tutto se al governo tornano gli amici degli amici.

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silvestro 20 febbraio 2006 alle 12:29

bill, QUESTI sono i tempi del cococo e non si è protetti per nulla, altro che ideologia e pregiudizi.
ed è anche meglio uno stipendio di 200 euro al mese che stare a casa.
diventa controproducente andare a lavoro solo se si spende quello che si guadagna in benzina o autobus, certo.
è un discorso logico

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