Unioni solidaristiche

Il Caro Presidente Vendola ha fatto ancora una volta sfoggio della sua magnanimità e lungimiranza donando ai suoi adorati e adoranti corregionali alcune novità.
Ad esempio, la modifica della legge sui servizi sociali.
Solo alcune piccole e insignificanti incomprensioni tra i partiti della sinistra hanno determinato un minuscolo cambiamento di rotta nella linea politica annunciata in campagna elettorale: certo, si era partiti strombazzando l’estensione di tutele alle unioni di fatto, eterosessuali e omosessuali.
Però, strada facendo il nostro Caro Presidente, illuminato “divinamente”, ha saggiamente virato su una formulazione più moderata: ora, quindi, si parla di unioni solidaristiche (tutele per persone legate da vincoli di parentela, affinità, adozione). Certo, per i ricchioni nisba, ma noi, devotamente, ammiriamo la sua le capacità di mediazione dialettica (“unioni solidaristiche”….) e apprendiamo che “ora si guarderà al mondo delle marginalità come a un mondo pieno di risorse”.
Poi, estendendo il suo sguardo sapiente fin oltre i confini della Capitanata, Egli ha ha benedetto la presa di posizione della sua maggioranza in Consiglio contro la la direttiva Bolkestein.
Amen

di Minerva il 10 febbraio 2006 in Vendolandia · 11 commenti

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Francesco Catalano 10 febbraio 2006 alle 17:11

‘per i ricchioni nisba’ è una di quelle frasi perfette, attraverso le quali è possibile qualificare immediatamente lo scrivente. non c’è bisogno d’altro.

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Zanocom 10 febbraio 2006 alle 17:17

Anche a me ha dato fastidio leggere quel commento.
Sai fare di meglio

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Losciacallo 10 febbraio 2006 alle 17:26

Dai ragazzi, non iniziate a rompere.
Se andaste oltre la parola e riusciste ad arrivare alla sostanza, forse potreste capire la frustrazione di chi – ricchione vero – ha votato Vendola. Il quale, invece, con questa legge se li è, è proprio il caso di dirlo, inculati….

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Gabibbo 10 febbraio 2006 alle 17:37

Sciacallo, era il termine da usare, punto.
In campagna elettorale erano cittadini discriminati cui una destra becera e rozza impediva una piena realizzazione.
Finita la campagna elettorale sono tornati ad essere ìricchioniî, cittadini di serie T da ignorare allegramente.
» come nella barzelletta: ìscusa, non sei stilista, non sei giornalista, non sei miliardario, tu non sei gay, sei ricchione!î

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silvestro 10 febbraio 2006 alle 17:40

è il miglior schieramento che un omosessuale può votare per avere qualche speranza di avere dei diritti.
io spero che non si voglia semplicemente innervosire i pretacchioni nel pre-elezioni.

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Gabibbo 10 febbraio 2006 alle 17:44

già, è sempre la stessa storia, “il fine giustifica i mezzi”, sacrifichiamoci oggi per costruire il paradiso dei lavoratori domani, eccetera…

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Francesco 10 febbraio 2006 alle 17:45

dipende da quali diritti vuole portare a casa.
quelli che gli spettano come cittadino e che da noi non sono proprio amplissimi o vuole giocare al matrimonio?
non è la stessa cosa

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bill 10 febbraio 2006 alle 19:42

Adesso faranno pure il sindacato..Si tratta solo di vedere con quale strumento certificare dei diritti su cui tutti, ma tutti, sono d’accordo. E vi dirò: per raggiungere questo scopo, il matrimonio gay è un’idiozia. E la sinistra fa solo propaganda. Della più stupida, oltretutto.

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Losciacallo 10 febbraio 2006 alle 20:49

Grazie Gabibbo.
A rincarare la dose si aggiungono due fatti, che forse qualcuno ignora (e di certo molti sottovalutano):
1) Vendola è gay-ricchone-frocio-ocomevuoichiamarlo. E’ come se io mandassi al governo un imprenditore (che ne so, uno a caso: Berlusconi) e lui si facesse interprete di una deriva statalista (che ne so, uno a caso: Berlusconi). Le aspettative legittime, cari miei….
2) Pena ricorsi alla Corte costituzionale (comunque non esclusi anche se non rivince la CDL) era impossibile estendere le tutele sociali anche alle coppie omosessuali.
Epperò loro (il governo pugliese di centrosinistra) promettevano, e poi promettevano e poi promettevano ancora.
Epperò loro (sempre il governo pugliese di centrosinistra) facevan finta di studiare, parlare, confrontarsi, capire.
E poi di scannarsi, minacciarsi, litigare.
E poi, infine, di consultarsi nuovamente per infine partorire, ‘sto popò di montagna, solo quel timido topolino.
Nell’Anno Domini 2006, caro mio….

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Losciacallo 10 febbraio 2006 alle 21:18

Pensa, caro Gabibbo, al destino cinico e baro (si dice così, no?)

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Gabibbo 10 febbraio 2006 alle 21:34

eh, sì ho letto… se persino l’arcigay alza la voce, beh significa che lo scherzo di questa specie di programma quattrostagioni non è piuaciuto poi così tanto…

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