Separati alla nascita: i barbari

.. barbarie che accomuna ..

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Giustizia è fatta.jpg

Non ci sono le condizioni per la grazia a Sofri   non ho trovato una giustificazione per concedere la grazia a Stanley ‘Tookie’ Williams

“Mi ricordo
Le questioni sono decisamente altre, e non sarà un problema quel che dice o non dice Andreotti, ma questa sua battuta data ieri alle agenzie è esemplare della leggerezza con cui ogni passante dice la sua perentoria e definitiva verità su una storia piuttosto complessa:
“In quel momento forse – spiega Andreotti – piu’ responsabili dei ragazzi che sparavano erano gli intellettuali.
Mi ricordo quando usci’ il giornale (Lotta continua, ndr.) con ‘Giustizia e’ fatta’.î

Andreotti, come molti passanti, non può ricordarsene, perché quel titolo non è mai esistito (esistettero molte altre cose, anche peggiori): è una balla di efficace e impressionante sintesi, inventata a un certo punto nel corso dei processi, provatamente contraddetta, e che ora Andreotti si ricorda.
E così va tutto il resto” Wittgenstein

di Minerva il 14 dicembre 2005 in Adriano Sofri · 27 commenti

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apicella 14 dicembre 2005 alle 13:16

e poi sono i leghisti che parlano di Europa come “Forcolandia” e che si oppongono al mandato di cattura europeo….
tra le colpe di Berlusconi credo che una non da poco sia stato permettere a certi personaggi come Castelli o Calderoli di fare i ministri dello Stato Italiano….(e non sono prevenuto contro i leghisti, dato che penso che Maroni sia stato uno dei migliori del governo…)

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società civile italiana 14 dicembre 2005 alle 15:44

anche se non è mai esistito quel titolo, avrebbe benissimo potuto esistere. basta questo alla società civile italiana perché si interroghi giustamente sulla necessità della grazia a chi ha la grave responsabilitò morale di troppo sangue versato. Ci spiace per Sofri, ma non riesce a convincerci.

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sirgauvain 14 dicembre 2005 alle 15:48

Dichiarazione del Segretario di Nessuno tocchi Caino:
ìIl caso Sofri non è una questione di grazia ma di giustizia. Ad aver bisogno della grazia è la giustizia italiana, che il 30 novembre scorso è stata condannata dal Consiglio d’Europa per le ënumerose violazioni della Convenzione europea dei diritti dell’uomo sin dal 1980′ e per aver con i suoi ritardi costituito ëun pericolo effettivo per il rispetto dello stato di diritto in Italia’.
Di questa non-amministrazione della giustizia e della violazione della nostra costituzione è vittima Sofri, come sono vittime i sessantamila detenuti costretti a vivere in carceri penose e le almeno dieci milioni di famiglie colpite dalla vergogna di avere conti in sospeso con la giustizia a causa dei ritardi di quest’ultima.
La Marcia di Natale per la Amnistia, la Giustizia e la Libertà proposta da Marco Pannella serve proprio a questo: a far si che si manifesti e manifesti l’immensa realtà sociale costituita dalle vittime della non-amministrazione della giustizia.î
http://www.lettera22.it/showart.php?id=3822&rubrica=26

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Rolli 14 dicembre 2005 alle 16:12

Non mi sembra che Sofri voglia convincere nessuno: ci sono anni della sua vita e del suo pensiero lì, a dimostrare chi sia.
Forse vorrebbe convincere qualcuno della sua innocenza, e quindi certamente non chiedendo la grazia ma attraverso la via giudiziaria, ma tra sentenze suicide, testimoni unici e niet, non è possibile.
Infine, sarebbe bello se la “societa civile” si interrogasse sulla grazia, così come se lo facesse il ministro Castelli, peccato che facciano finta di farlo

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LR 14 dicembre 2005 alle 16:22

“si interroghi giustamente sulla necessità della grazia a chi ha la grave responsabilità morale”
Balla Continua.

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silvestro 14 dicembre 2005 alle 16:27

io ho l’impressione che molta gente decide sulla pelle di altri per semplici simpatie.
quello mi sta sulle palle perchè è un ricco di sinistra (tra l’altro manco lo direi tanto).
c’è gente che per omicidio prende sei anni e tutti zitti.
izzo era fuori e tutti zitti.
la mambro e fioravanti hanno la semilibertà (su cui sono d’accordo) e tutti zitti.
sofri no, sofri deve pagare.
e non importa che non sia più da tempo un pericolo per la società.
ma cosa è, vendetta?
vendetta per quello che dicevano?
guardate che le minchiate che sparavano invogliavano alla violenza non sicuramente meno di certi discorsi di autorevoli esponenti di questo governo.
e quelle minchiate hanno sicuramente danneggiato, oltre che le vittime eventuali naturalmente, chi cercava di trasmettere il messaggio democratico di una sinistra istituzionale che ancora si dichiarava comunista, non certo chi di sinistra non era.
se è colpevole dovrebbe avere lo stesso trattamento di altri, altri che sono fuori.
se è innocente ma responsabile per quello che diceva dobbiamo incarcerare anche mughini, capuozzo, panella, lerner, paolo mieli, liguori e via dicendo.
per favore qualcuno mi spieghi il perchè, forse mi sfugge qualcosa.

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Diddy 14 dicembre 2005 alle 16:36

Scusi “società civile italiana”… quel pulrale a chi si riferiva?

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Diddy 14 dicembre 2005 alle 16:39

anzi ancora meglio…
“anche se non è mai esistito quel titolo, avrebbe benissimo potuto esistere. basta questo alla società civile italiana perché si interroghi giustamente sulla necessità della grazia a chi ha la grave responsabilitò morale di troppo sangue versato.”
Ma che cazzo vuol dire????????
Anche se la “società civile italiana” non ha mai detto che si tromba i bambini potrebbe benissimo anche essere. Basta questo a noi per venire a casa sua e mutilarle le manine…
Che dire .. il discorso fila

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apicella 14 dicembre 2005 alle 16:44

silvestro, dimentichi Toni Negri….
il perchè è semplice, silvestro, Sofri è il capro espiatorio che deve pagare tutte le colpe delle sinistra, è il corpo sul quale la destra sfoga tutto il livore contro la sinistra e la sua “egemonia culturale”….Castelli rappresenta la volontà di colpire uno di sinistra perchè è l’unico che si trova tra la mani, è a disposizione….così come un “aussie” puro si trova un arabo e lo mena a Sydney o un fanatico islamista si trova un ebreo e lo mena a Teheran, un celerino si trova un manifestante e lo mena, un anarchico si trova un poliziotto e lo mena….

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leonida alle termopili 14 dicembre 2005 alle 16:47

giraudo e agricola fuori e sofri dentro…complimenti!

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silvestro 14 dicembre 2005 alle 17:05

c’avessero preso almeno….
a me sofri non sta simpatico, nè toni negri ne lotta continua.
non mi piacevano allora e non mi piacciono oggi, loro e quel modo di fare politica.
la maggior parte è diventata prima craxiana negli anni ottanta e molti sono al soldo dell’editore berlusconi o della confindustria a fare i terzisti, altro che comunisti.
ma mai mi sognerei di “vendicarmi”.
la giustizia deve essere “giusta” ed uguale per tutti.

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apicella 14 dicembre 2005 alle 17:22

silvestro, ma ti aspetti che gente come Castelli, Borghezio, Gasparri, La Russa sia capace di fare dei distinguo tra comunisti, anarchici, extraparlamentari ecc… ???
assolutamente no, basta si parli di “sinistra” e loro menano che comunque non si sbaglia (tipo come a Genova o in Val di Susa), con il risultato di beccare gli innocenti e dare man forte ai veri colpevoli, che possono fare le vittime….

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Sonia 14 dicembre 2005 alle 18:05

Qui ci si potrebbe ricollegare a quanto scritto già il 19/7/03 ( http://www.rolliblog.net/archives/2003/07/19/castelli_la_famiglia_calabresi_il_parlamento_e_sofri.html )…. ho commentato lì…
ciao

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Pascual 14 dicembre 2005 alle 19:31

Mi spiegate perchè si sarebbe dovuta concedere la grazia a tal Stanley Williams? Non è tanto questo il tema chiave, quanto la questione sulla bontà della pena di morte. Credo…

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OrlandoFurioso 14 dicembre 2005 alle 20:11

Io aborro il sistema giudiziario italiano.
I delinquenti sono tutti fuori, liberi di fare il loro comodo alla faccia delle persone oneste che ogni giorno si spaccano il culo per portare a casa il salario.
Con questo non voglio certo dire di essere favorevole alla grazia per Sofri, anzi. Io li vorrei semplicemente tutti dentro.
P.s. Sofri ha scontato solo pochi anni dei 22 che gli sono stati comminati…ne sconti almeno i due terzi e poi ne riparliamo.

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OrlandoFurioso 14 dicembre 2005 alle 21:04

2 P.s. tutti i galeotti si dichiarano innocenti o cmq al massimo complici involontari di delitti che non avevano intenziore di commettere. Poi ci sono le ‘vittime’ della società, quelli che sostengono che i loro crimini sono stati commessi non da loro, ma dallo Stato che ha permesso la loro rovina. In carcere cantano canzoni del tipo: ognuno qua è innocente, è lo stato il vero delinquente.

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giancarlo 14 dicembre 2005 alle 21:07

Pascual, perchè in Italia fin dai tempi di Beccaria si è fatta strada l’idea che il carcere debba tendere al recupero di chi ha sbagliato, non alla vendetta. Io di Williams so poco, ma ho letto dappertutto che era una persona diversa da quando era stato condannato e che ha fatto molto per evitare che altri facessero i suoi errori.
Poi mi rendo conto che spiegare questi concetti a chi è rimasto alla legge del taglione è tempo sprecato.

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olden 14 dicembre 2005 alle 21:13

Ma nessuno fa notare quanto sia azzardato (per non dire completamente fuori luogo) il paragone tra Luca Sofri e Stanley “Tookie” Williams?

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giancarlo 14 dicembre 2005 alle 21:23

Olden, “Luca” Sofri per il momento è ancora a piede libero :)
Comunque l’accostamento non è tra Sofri e Williams ma tra due ottusità: Castelli e l’ormonato hanno una visione comune della giustizia: la vendetta.

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Minerva 14 dicembre 2005 alle 21:24

“…che cos’è che accomuna il no alla grazia per Sofri e il no alla grazia per Williams da parte del governatore Schwarzenegger? Una ìbarbarie.î Certo, gli effetti delle due decisioni (grazie al cielo!) sono ben diversi, anzi, c’è un abisso. Però Ö
Però c’è una barbarie che accomuna le due vicende, e consiste in questo: la giustizia intesa come vendetta. La giustizia è vendetta quando assume questa dimensione meta-temporale, non contestualizzata, quando si rinchiude nel formalismo di una sentenza emessa per sempre, dunque non suscettibile della revisione che il mutare dei tempi e il mutare delle coscienze e il mutare degli uomini condannati imporrebbe, secondo un elementare senso, per l’appunto, di giustizia”. (Wind Rose Hotel, il link è nel post)

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olden 14 dicembre 2005 alle 21:59

ops scusate, nel commento precedente ho mandato in galera il povero Sofri Junior!
Ok, per lui concedo io stesso la grazia immediata. :-)

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roteante 14 dicembre 2005 alle 22:01

Sulla annosa questione della grazia a Sofri , ho sempre trovato curiosa – per non dire irritante – l’insistenza e la pedanteria dei suoi amici ora saldamente altolocati e ben piazzati verso destra su una richiesta di grazia che il diretto interessato non ha mai inoltrato, dimostrando (lui sì) se non altro una grande dignità.
Sulla faccenda sono quindi sempre stato propenso a lasciare che la giustizia faccia il suo corso, ma da quando ho scoperto che
il 6 dicembre 1975 a Roma i militanti di Lotta Continua della sezione Cinecittà hanno tentato di boicottare una grande manifestazione femminista irrompendo nel corteo al grido di “E’ ora / è ora / la fica a chi lavora” , temo che la mia indifferenza per le sorti dell’ex leader di Lotta Continua stia iniziando a vacillare.

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OrlandoFurioso 14 dicembre 2005 alle 22:01

Beh, quelli che il signor Williams ha ammazzato come cani di certo non hanno avuto alcuna possibilità d’appello.
Redenzione, pena, vendetta…solo giustizia, solo la certezza della pena quale che sia.
Tutti sono pronti a stracciarsi le vesti davanti a caino, ma ad abele chi pensa?

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Rolli 14 dicembre 2005 alle 22:04

Pascual, che te ne fai del cadavere di Stanley Williams?
Un uomo pentito (va bene, tutti ci pentiamo quando combiniamo disastri e dobbiamo pagarne il fio, ma il pentimento l’ha dimostrato sul campo), che ha dedicato il suo tempo a combattere i motivi che lo hanno portato a delinquere. Combattere per non farci cadere altri futuri Stanley Williams. Non si chiedeva di lasciarlo andare a zonzo per la città, semplicemente di non ucciderlo.
Orlando, tutti si dichiarano innocenti, ma Sofri l’ha fatto consegnandosi alla giustizia e tentando di dimostrarlo per via giudiziaria. Permettimi che almeno questo lo distingue.
Personalmente, sbeffeggiata dai più, io lo credo innocente, ma poniamo pure che in via diretta o indiretta fosse colpevole: Sofri non è niente di ciò che era in quei tempi, è un uomo diverso e non l’ha dimostrato solo da carcerato, ma anche da libero. Adesso è pure gravemente malato, con buona pace del pensoso Castelli. Il senso, vorrei capire il senso della sua detenzione. Hanno più odio e accanimento gli estranei che non la famiglia Calabresi, l’unica titolata eventualmente ad averlo.
Almeno due terzi della pena? Così il commissario resuscita? Non capisco..
Forse si vuole la certezza della pena, ma chi più di Sofri ha dimostrato e dimostra di piegarsi alla pena? Ma tu ti saresti costituito, sapendoti innocente (o colpevole, fai tu) di fronte al nostro sistema giudiziario? O saresti andato a passeggiare nelle banlieu con Scalzone?
Lui è andato davanti ad un tribunale.
E adesso che sta male, qual’è il senso di negargli la grazia? Strappargli la dignità con i denti? Non ci riusciranno.

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jumper 14 dicembre 2005 alle 23:28

Tutti forcaioli col collo altrui vero Orlando Furioso? Ma vorrei vedere se fossi al posto suo se sosterresti la stessa linea dura. Dimmi in quale democrazia finisci in carcere per omicidio avendo come unica prova a carico la testimonianza di un pentito, per giunta poco attendibile. Siamo il paese che ha condannato Andreotti come mandante di un omicidio dove non si sapeva nemmeno chi era l’esecutore materiale. E stiamo a fare guesti allegri discorsi sulla certezza della pena come se fosse un paese serio?

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OrlandoFurioso 15 dicembre 2005 alle 01:30

Innanzitutto io non ne faccio una questione personale, ovvero mi è indifferente chi sia il soggetto in questione. Quello che mi preme è capire come la genta interpreti la giustizia e come la utilizzi per giustificare gli amici e condannare i nemici.
Io seguo questo ragionamento: Ti hanno processato? si. Quante volte? 8. Lo stato che ti ha accusato era realmente democratico? si.
Ti hanno dato 22 anni? si.
-Sei malato? si. Gli altri detenuti come vengono trattati in questi casi? Se la malattia è veramente grave, ovvero stai per schiattare o poco ci manca ti danno i domiciliari.
Rolli, sono così fascista se chiedo un trattamento uguale per tutti?
P.s. ma quanti Sofri ci sono nelle nostre patrie galere? Perché non gliene frega una beneamata a nessuno? Perché loro non possono essere graziati? Perché chi è dentro per molto meno deve subire in silenzio? Perché le persone oneste lo prendono sempre in quel posto? Perché se io facessi un decimo di quello che hanno fatto certi signori sarei finito per sempre e nessuno se ne fregherebbe? Mai nessuno muoverebbe un dito per Orlando, sarei solo un numero, uno dei tanti. L’ingiustizia non sta nel negare la grazia a Sofri,ma nel fatto che a certa genta è stato sempre permesso di fare quello che gli è parso a scapito della brava gente.

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giustino 25 dicembre 2005 alle 23:39

jumper hai (come molti, vedo) una visione dei processi di sofri molto romanzata: permettimi di consigliarti una discussione più argomentata di quella che noto qui
http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=10168

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