Il condono elettorale del governo Berlusconi

E così è ormai al traguardo il colpo di mano della maggioranza che taglia fondi alla cultura, alle famiglie , ai comuni.
A Roma, tanto per dare un’idea, non andranno all’incasso 5 milioni di euro l’anno.
“Non è stato quantificato il mancato incasso” afferma il sottosegretario all’Economia Maria Teresa Armosino. Giusto per sottolineare che la loro faccia è indistinguibile dal fondoschiena.

di Losciacallo il 27 ottobre 2005 in Politica · 30 commenti

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Astrolabio 28 ottobre 2005 alle 03:42

questa è stata una grandissima finanziaria.

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Rolli 28 ottobre 2005 alle 08:09

Sì, in effetti la Chiesa ne è convintissima

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Raffo 28 ottobre 2005 alle 09:59

Baciamo le mani (e l’ANELLO) a vossia!
Ho deciso che mi faccio buddista!

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Francesco 28 ottobre 2005 alle 10:05

Se tagliano i fondi alla cultura hanno già il mio voto al 90%.
Poi vediamo come sono i fatti su questa menata dell’ICI: è vero o no che prima di questa legge era pagata? Ho sentito versioni contrastanti.

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Raffo 28 ottobre 2005 alle 10:29

Mi risulta che con nella versione redatta dal governo Amato ne fossero esentati solo gli edifici con finalità di culto ed aggregazione; in realtà non erano contemplati quelli ad uso commerciale, sui quali nacquero contenziosi con i comuni. La nuova legge elimina il cavillo, ma secondo me fa male (… e sui risvolti elettorali, staremo a vedere).
Pensavo di aprirmi un monastero 5 stelle (buddista, ovviamente). Qualcuno vuol partecipare?

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Rolli 28 ottobre 2005 alle 10:52

Io, partecipo io, e poi facciamo anche la libreria, e il ristorante, e l’abbigliamento e infine lo sporting club. Cinque stelle, prezzi elevati ma in nome di Budda. In centro, Raffo, che a me la periferia deprime.

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bill 28 ottobre 2005 alle 12:06

Capisco che per qualcuno ci sia timore di un ritorno dell’inquisizione. Ora, a parte che la cosa sugli insediamenti religiosi è stata estesa a tutte le confessioni e che già nella stesura originaria di Amato si parlava ad esempio di “attività ricettive e sportive” (che a casa mia sono alberghi, piscine etc), tagliare fondi a cinema, musica lirica e quant’altro è opera altamente meritoria. Ricordo che con soldi pubblici si sono fatti films stile “Zora la vampira”.., e rappresentazioni di opere liriche di cui si ricordano solo i costi stratosferici. Per i tagli ai comuni, che imparino a spendere i soldi che quotidianamente ci rapinano evitando concerti del cazzo con cachet enormi regalati ai loro amici, viaggi in tutto il globo ed altre amenità. L’alternativa, piagnucolosi amici, è che alzino le tasse per mantenere questi sconci. Tranquilli, ci penserà il vostro centrosinistra del menga ad alzare le tasse: così sarete contenti,dato che questo paese è popolato da un certo numero di beoti capaci di scioperare perchè pagano meno tasse.
Per concludere, vorrei ricordare che a Bologna la nuova epoca oscurantista è già iniziata: non si può più bere dopo una certa ora, i locali devono chiudere al massimo alle tre, non si fa musica perchè impedisce il sonno a probi ottuagenari cittadii etc etc. Peccato che a perpetrare tutto ciò sia non l’arcivescovo, ma Cofferati. Così come lo sgombero dei pittori da piazza Navona Roma da parte di Veltroni. Si sa, questi amno l’arte dove si arraffa, quella dove dilpidare soldi pubblici: sennò a che cazzo serve? E adesso, fatevi buddisti per davvero.

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Rolli 28 ottobre 2005 alle 12:12

Non ho capito perchè non si debba finanziare la Lirica, caro Bill, visto che la stai mettendo sul populismo più basso, e si debba invece mantenere Ruini e persino Adel Smith.
Non ho capito perchè le librerie e gli alberghi e i centri sportivi normali, e persino la Rolli debbano pagare l’Ici e le edizioni Paoline con contorno di negozi commerciali religiosi no.
Fascisti della peggior specie

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LR 28 ottobre 2005 alle 12:21

Se vuol ballare, signor contino… >:]

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Astrolabio 28 ottobre 2005 alle 14:11

vabbè, quella cosa dell’ici e della chiesa è una cagata, m aè un piccolo neo in una finanziaria che dopo millenni di clientelarismo taglia quello che c’è da tagliare.

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Raffo 28 ottobre 2005 alle 14:39

Mi sfugge qualche nesso…
OK. I comuni sperperano soldi. OK. Sono le giunte di sinistra a farlo. Ma perchè tagliargli i fondi, invece di mandare in galera i ladri. E’ il principio di fondo che e’ una cagata!
Se gli amministratori rubano, abbassagli gli introiti non implica che smetteranno di rubare! A pagare saranno i loro cittadini, visto che i pochi soldi su cui prima non ladravano e con cui si facevano belli adesso non usciranno affatto dalle casse del comune!
Ma del resto, fra condoni e sconti, questo governo con la legge e l’onesta ci si è davvero pulito il …. che altro aspettarsi, se non sparare sul mucchio…

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Francesco 28 ottobre 2005 alle 17:18

raffo, sono i cittadini che eleggono i ladri.
se l’unico modo per farli smettere è far emergere con cruda evidenza il furto, pazienza.
esisterebbe un modo migliore, si chiama federalismo fiscale, ma non è molto popolare tra i politici italiani.

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Astrolabio 28 ottobre 2005 alle 22:50

Col federalismo fiscale la mia regione va a gambe all’aria, sarebbe ora, così la smembrano e assegnano i i pezzettoni a lazio marche e toscana.

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leonida alle termopili 29 ottobre 2005 alle 08:46

premetto che il taglio previsto mi tange relativamente, se non per nulla. Ciò che non capisco è la contentezza di chi vede nel taglio alla lirica ed agli spettacoli teatrali una svolta virtuosa. Non so come pensiate che avvenga negli altri paesi civili ma, le attività di cui sopra, sono in tutte le nazioni ampiamente finanziate dal pubblico e mi sembra logico considerato che da sole non potrebbero sopravvivere a meno di non mettere in scena, come dice qualcuno qui sopra, “zora la vampira”. L’Inghilterra, la francia, la Germania, l’Austria, la Svizzera, Il Belgio, l’Olanda, per non parlare dei Paesi Scandinavi, tutti investono importanti risorse per lo sviluppo ed il mantenimento del teatro del cinema della lirica, ecc.ecc. Il problema è, semmai, scremare cosa merita di essere finanziato e cosa invece essere gettato nel cesso. Tagliare tout court mi sembra opera, questa si, demagogica e di impoverimento. Opera di una classe politiche che, con tutta evidenza, non gliene frega un fico secco dell’importanza che i cittadini possano gustarsi amleto, piuttosto che un’ofelia o un opera dei tragici greci. Magari preferiscono che vedano quel gran pezzo dell’ubalda, debitamente inframmezzata da spot pubblicitari. Opera che personalemnte ritengo meritoria e che mi pregio d’aver in più d’un occasione centellinato insieme alla “soldatessa alle grandi manovre” ed a “quella gran porcona della zia concetta”, ma che non pretendo venga finanziata con soldi pubblici. Invece avrebbero potuto benissimo mantenere l’ici su tutto ciò che produce reddito(immobili della chiesa compresi) e finanziare quanto sopra: magari, pensandoci, invece che mettere i propri leccaculo solo nelle posizioni che interessavano, nominando anche nelle commissioni preposte alla valutazione delle opere da finanziare, uomini di cultura e non di partitica. Questo lo potevano fare, o no? Hanno fatto tante leggi e leggine, nominato tante commissioni, tanto che il premier si è vantato del lavoro svolto in questi anni, ma non hanno pensato di sostituire gli uomini colpevoli del mal utilizzo dei soldi pubblici a fini culturali, con persone che fossero in gradi di discernere quanto andava incentivato e quanto no. Questo, evidentemente, per i capi in testa non era importante e non portava voti. Ecco perchè penso che questa gente non sia in grado di rappresentare una destra valida. Perchè sono dei bottegai incapaci di rendersi conto quali siano le basi che formano la coscienza di cittadini di una nazione.
servus

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LR 29 ottobre 2005 alle 12:40

Eh, un impostura della gente plebea! La nobiltà ha dipinta negli occhi l’onestà…

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Astrolabio 29 ottobre 2005 alle 21:26

“Tagliare tout court mi sembra opera, questa si, demagogica e di impoverimento”
Adesso i tagli sono un’opera demogagogica, si infatti da che mondo e mondo tutte le finanziarei pre elettorali sono state fatte tagliano qua e la, così i cittadini erano contenti.
Ma per favore.
Leonida sei coinvinto che la lirica sei importante? Bene finanziala andola a vedere e pagando il salato biglietto, per favore non pretendere che IO te la paghi, visto che magari a me piace quel gran pezzo dell’ubalda, visto che sono un post-tarantiniano.
Io non dico che la lirica faccia schifo, per carità, ma l’arte dovrebbe essere finanziata eminentemente da filantropi. inoltre proprio la lirica è un bene che da qui è usufruito? dai proletari? non credo proprio.
E’ usufruita dai ricchi.
Però le tasse le pagano tutti, tipica spesa pubblica regressiva.
Tassare (anche) i poveri per offirre servizi ai ricchi; praticamente Robin Hood al contrario.

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m+ 29 ottobre 2005 alle 22:15

“OK. I comuni sperperano soldi. OK. Sono le giunte di sinistra a farlo. Ma perchè tagliargli i fondi, invece di mandare in galera i ladri.”
ma perchè non bisogna essere ladri per rubare – come spiegava enzo biagi nel suo libro “1992 un anno una vita”. Il comune di torino sminchia soldi per farsi pubblicità. Rubano? tecnicamente no. Eppure spiegatemi perchè il comune debba finanziare i concerti di piazza (che portano solo un merdaio in torino), o le sagre tipo il salone del vino (ormai un’abbuffata per ubriaconi).
il criterio è semplice e lo aveva spiegato tanti anni fa quel genio di Niskanen: se vuoi tenere la spesa pubblica in ordine devi andarci secco con i tagli, perchè se tu tagli 10, alla fine il taglio reale sarà del 5%. Se tu invece ti chiami siniscalco e proponi un “aumento controllato del 2%” ti trovi con i conti in merda del 5%.
non è che ci vuole molto…
Poi: sta storia dei tagli demagogici. siete straordinari.
ps: ma se uno è appassionato di peep show come leonida è appassionata di lirica e pretendesse che gli altri gli pagassero le ballerine che si strusciano?? E ddddai un pò di serietà!!

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Rolli 29 ottobre 2005 alle 23:45

Insomma, come dire che si possono tagliare i fondi alle biblioteche, chè tanto scusa: perchè finanziare la letteratura e non allora i giornali porno? Ci sono gli appassionati anche di quelli..
Così, “serietà” per “serietà”.

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LR 30 ottobre 2005 alle 12:56

Chi ha sostenuto la CDL per avere meritocrazia e frenare i detestabili sprechi di comuni ed enti locali non so cosa abbia da gioire. Come si fa a parlare di virtù, teorie economiche, tagli di emergenza e fantomatici mantenimenti della spesa dopo questa bella sorpresa dell’ICI e, ricordo, un sempiterno pozzo senza fondo di codesta portata? Come si fa a parlare di soldi tolti ai proletari per sollazzare il vezzo degli amanti dell’opera? Essù, un po’ di dignità, manteniamo un livello di credibilità un po’ più alto di quello di Schifani!

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Astrolabio 30 ottobre 2005 alle 14:41

x rolli:
Almeno le biblioteche so usufrite dai meno abbienti, garantiscono il diritto allo studio sancito dalla costituzione, e sorpresona, almeno alcune ricevono cicciotteli finanziamenti dai privati, spesso mi capita di leggere sui libri che prendo “donato dallla fondazione Tizio o dal signor Sempronio”.
E non è impossibile che ci siano biblioteche private, ad esempio la biblioteca Leopardi (si quella di giacomo) è totalmente privata e aperta al pubblico (per chi deve accedere alle opere ovviamente, per chi la visita da turista si paga).
Rolli, te sei ricca, se ritieni che la lirica sia tanto importante, fai una bella donazione.
xlr: Chi è al potere non è una divinità, non si può pretendere che faccia tutto come vogliamo noi, specie quando ci sono partiti come UDC da una parte e UDEUR dall’altra, che dire: speriamo bene.

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Rolli 30 ottobre 2005 alle 15:10

La lirica, mi spiace contraddirti, verrà negata proprio ai meno abbienti e sbagli analisi se pensi che sia monopolio dei ricchi. Loro non avranno problemi a sentirsi un bel concerto a 250 euro a serata. Basterebbe conoscere un po’ di storia della lirica, dei suoi autori e dei suoi interpreti per renderti conto di quale castroneria sia quella di abbinarla esclusivamente alle persone agiate.
Bene così, che andiamo a grandi passi verso la più crassa ignoranza

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Astrolabio 31 ottobre 2005 alle 00:05

Ai tempi di Mozart ci credo che ci andavano i poveri, adesso dice che preferiscono il calcio.
Ma come funzionava il meccanismo che andava proprio colpire i poveri?
Io non ho mai visto un’opera lirica in vita mia, te immagino di si, però le tasse le paghiamo uguali, in compenso sono un’appassionato di cinema, nessuno mi ha mai dato soldi per rimborsare i biglietti.
Perchè?
(e non è che li voglio, mi acconterei semplicemente di pagare meno tasse, che dovrebbero servire solo per mantenere i beni culturali tipo il colosseo e compagnia bella)

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LR 31 ottobre 2005 alle 01:57

Parere personale: il problema non è l’annoso dilemma se finanziare e come finanziare la cultura, il problema nasce con questo andazzo economico, i buchi e gli sgravi che sappiamo. E’ un ripiego, non il risultato di una linea coerente.
Comunque nel “colosseo e compagnia bella” ci metterei pure le opere di Mozart/Da Ponte, tutte scritte in italiano. :-)
Tremonti, cerchi invan difesa e scusa. Il tuo ceffo già t’accusa; veggo ben che vuoi mentir!

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leonida alle termopili 31 ottobre 2005 alle 08:41

mah, a me sembra di sentire cose che non stanno nè in cielo, nè in terra. Una Nazione che voglia essere tale ha, secondo me, l’obbligo-dovere, di offrire a tutti i cittadini delle opportunità di educazione culturale. E, ripeto, lo fanno tutte, ma proprio tutte, le nazioni civili europee(che siano tutte, ma proprio tutte governate da bolscevichi spendaccioni). E poi il volere fare, come alcuni qui sopra, del dileggio, è cosa del tutto gratuita. Per quel che mi riguarda posso anche accettare le amenità di chi, in alcuni post precedenti, paragona giovannona coscialunga, con un’opera teatrale o una biblioteca, pensando di demandarne l’impegno al mantenimento a qualche filantropo illuminato(neanche fossimo nella firenze dei medici),ma non è certo in questo modo che si sana il bilancio statale, nè tantomenno che si crea la coscienza civile di una Nazione. Evidentemente ad alcuno interessa.
P.S. il problema, ripeto, perchè mi sembra sia stato eluso, non sono i soldi investiti in biblioteche ecc.ecc: è il modo clientelare ed improvvido con i quali vengono spesi da commissioni politicizzate ed incapaci. Allora, come s’è fatto in tanti altri casi di maggior premura per l’establishment, si risolvano questi meccanismi(magari nominando persone capaci al posto di quelle incapaci e sperperatrici buoni solo a spendere “a pioggia” per meri motivi clientelari), non gli investimenti in arte e cultura e conoscenza del mondo. Ma forse è meglio un capannone in mezzo alla campagna con una bella strada d’accesso, chè quello fa quadrare i conti. Mi sa che chi parla a vanvera, di viaggi in europa e di verifiche di cosa offrano le città europee, ne ha fatti ben pochi.
servus

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bill 31 ottobre 2005 alle 11:17

Allora, tanto per capirci: sono d’accordo che l’ICI dovrebbe essere pagata pure dagli istituti religiosi, laddove si esercitino attività commerciali. Volevo solo evidenziare, da fascista della peggior specie (che cazzata!) che la prima idea di tutto ciò fu di Amato.
Da fascistissimo della specie peggiore, insisto nel dire che tutti i paesi europei che cita Leonida finanziano attività culturali, o presunte tali. Negli Usa, praticamente, questo non avviene. Ora Leonida e i liberali a parole si facciano un conticino: quale paese ha più teatri, biblioteche, sale da concerto etc etc al mondo? Sono conscio che non si cambia lo stato dell’arte, e soprattutto una mentalità poco incline al rischio economico ma assai affezionata alle sovvenzioni un tot al chilo, con un paragrafo della finanziaria. Ma fare finta che non vi siano sprechi enormi e regalie infinite ai soliti noti; che non si strapaghino personaggi che all’estero guadagnano meno della metà; che le orchestre di musica classica, cari i miei amici che parlano senza sapere di cosa, siano in Italia il regno del sindacalismo più becero e assistenziale del mondo e dove non si entra per merito ma per militanza e amicizie, beh, è ridicolo. Certo, ogni stato deve promuovere la cultura. Lo può fare aprendo il mercato della cultura (che è fatto di opere che si comprano e si vendono, non di aria fritta), facilitando chi vi vuole investire, detassandone gli investimenti, rendendo accessibili spazi etc etc. Uno stato che di fatto monopolizza certi settori e ne falsa il mercato, oltretutto non promuovendo un cazzo (provate a fare un abbonamento ad una stagione concertistica: è impossibile, sono gli stessi abbonati che rinnovano di anno in anno e che impediscono a chiunque di assistere alle rappresentazioni)genera solo corruzione e robaccia di basso livello.

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bill 31 ottobre 2005 alle 11:23

Facciamo un esempio concreto: diversi spettacoli teatrali vengono finanziati con soldi pubblici. A prescindere dalla loro qualità. Ricordo che qualche tempo fa Rossi, il comico, ebbe a lagnarsi perchè ad un suo spettacolo non era stato accordato il finanziamento. Ma lui fa sold out ovunque: perchè deve essere finanziato con soldi pubblici? E’una domanda fascista? A me sembra fascista chi non si pone questa domanda, pensa un pò.

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leonida alle termopili 31 ottobre 2005 alle 11:35

Se non si vuole capire non è colpa mia.
Non mi sembra di aver detto di voler investimenti a fondo perduto per ogni puttanata venga proposta dall’amico di turno.
Ho detto che i soldi pubblici per la cultura ecc.ecc. sono necessari, come avviene in tutti i pasi del mondo. Bisogna che siano ben spesi da parte di commissioni competenti.
Se volete vi faccio un disegno e se volete solo polemizzare per creare un passaggio tra bocca e culo, liberi di farlo.
servus

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bill 31 ottobre 2005 alle 11:45

E invece, fra bocca e culo, ti dico che non è questione di persone competenti, ma di metodo e di mentalità. Rispondi nel merito: perchè la cultura non la si può avvantaggiare lasciando sia il mercato a gestirla? Lo stato può dare vantaggi in mille modi, senza buttare soldi. Voi, liberali a parole, vedete ancora nello stato una funzione pedagogica che invece non deve avere. In questo siete concettualmente socialisti, o fascisti, se preferite. Ma lo volete capire che quello che non funziona è il sistema, non il sovraintendente di turno? Io non sto dicendo che un comune non debba collaborare nell’allestimento di una mostra, sto parlando di ben altro.

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bill 31 ottobre 2005 alle 11:55

Allargo il discorso. E’ il periodo delle notti bianche. Vabbene, forse portano soldi, forse non sono la cazzzata che sembrano. Però qualcuno mi spiega perchè, in primo luogo, un esercizio commerciale non può stare aperto 24 ore su 24 sempre, se lo desidera? Ma soprattutto perchè le camere di commercio, che ho letto essere tanto contente di queste iniziative, non stimolano i loro aderenti, cioè i commercianti, ad organizzare loro, coi loro soldarelli belli, iniziative del genere? No, devono pagare tutti per far guadagnare loro. Basterebbe che i comuni dessero il supporto logistico e organizzativo del caso. Cos’è, fantascienza?

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bill 31 ottobre 2005 alle 11:59

E questo non è cercare voti e consensi usando denaro pubblico? Vuoi scommettere che quando davvero dei commercianti vogliono organizzare un qualcosa, il comune di turno trova mille modi per ostacolare l’iniziativa? (parlo di cose che ho toccato con mano, non a vanvera).

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