Mugabe e i fantasmi del colonialismo

Il presidente dello Zimbabwe, Robert Mugabe, prendendo la parola durante la cerimonia per il 60∞ anniversario della FAO, non ha perso l’ occasione per attaccare George Bush e Tony Blair, paragonandoli a Hitler e Mussolini e addossando loro tutte le disgrazie dello Zimbabwe.
Un editoriale del New York Times sottolinea che, mentre Mugabe parlava, nel suo paese banditi armati razziavano le aziende agricole di patate e i leader dell’opposizione cercavano sostegno per boicottare le elezioni fissate per novembre. Intanto le agenzie umanitarie rendevano noto che nello Zimbabwe, su 11 milioni e mezzo di abitanti, 4 milioni devono far fronte alla carestia.
La soluzione di Mugabe è stata ordinare la distruzione dei campi occupati dagli abusivi, aggravando le già misere condizioni di centinaia di migliaia di persone. Ha poi respinto le proteste dell’ ONU definendole ìsfacciate ingerenzeì e ha dichiarato che gli abitanti dello Zimbabwe non sono affamati, semplicemente non possono mangiare i loro cibi favoriti.
Il tiranno ormai ottantunenne continua imperterrito ad ìaccusare colonialisti, neocolonialisti, razzisti e chiunque altro delle sofferenze del suo popolo, a truccare elezioni e perseguitare i suoi oppositoriî.
Ma il dittatore non può più contare sul sostegno di un tempo. Ormai è visto come un macigno al collo dello Zimbabwe dagli stessi africani.
L’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu lo definisce ìla caricatura di un dittatore africanoî, l’ex dittatore marxista dello Zambia Kenneth Kaunda gli chiede di smettere di ìcombattere i fantasmi del colonialismoî e lo scrittore nigeriano premio Nobel Wole Soyinka ha definito il regime di Mugabe una ìvergogna per il continenteî.
ìÖci sono tutte le ragioni per appoggiare i coraggiosi sforzi dell’opposizione per spodestare la cricca di Mugabe e per rassicurare il popolo sofferente dello Zimbabwe che il mondo non lo ha dimenticatoî.

di Lynch il 20 ottobre 2005 in Estera & Esteri · 38 commenti

{ 38 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

leonida alle termopili 21 ottobre 2005 alle 16:01

questo succede quando non si vogliono fare i conti con la storia e per dare addosso al colonialismo si sono volute accettare i peggiori dittatori. E i primi che hanno voluto affondare malamente le colonie, sine grano salis e, ovviamente, non certo per motivi filantropici, sono stati per primi gli ammutinati d’oltre atlantico e poi con la guerra fredda, anche i sovietici. La Rhodesia, fino a quando comandavano gli inglesi era definita la svizzera d’africa e la polozione non avrà avuto l’indipendenza ma viveva, bene, sotto la lex britannica. Il casino è successo, come sempre, quando per raggiungere l’indipendenza non si è voluto seguire un percorso logico e temporalmente accettabile, ma si è voluto forzare i tempi. Il Canada è una grande nazione, l’australia è una grande nazione, la Nuova Zelanda è una grande nazione, anche l’India è una grande nazione. Laddove gli yankee hanno voluto fare i paladini dei popoli oppressi hanno creato casini. Vedasi il processo in palestina che sarebbe potuto avvenire in tempi diversi se solo fosse stato lasciato il tempo ai britannici di mettere ogni tassello al suo posto, o come nei vari stati e staerelli africani nei quali, anzichè favorire un graduale passaggio all’indipendenza, lasciando alla guida le nazioni europee che li occupavano, per motivi diversi, s’è scelto di foraggiare e dare il via a guerre e guerricciole di cui non si vede ancora la fine. L’ingerenza dei paesi europei in questi fatti è stata obbligato poi per non finire del tutto segati dallle scalate al potere che stavano avvenendo lasciando tutte le ricchezze alle due superpotenze e, allora hanno rimestato nel torbido anche loro. Per forza.

Replica

silvestro 21 ottobre 2005 alle 16:21

a leonì, che l’australia e compagnia siano grandi nazioni è vero, ma se ci fai caso l’australiano tipico è un anglosassone.
cosa vuol dire?
che è meglio per le popolazioni colonizzate essere fisicamente e/o socialmente eliminate per essere una grande nazione?

Replica

leonida alle termopili 21 ottobre 2005 alle 16:28

ma dai, silvestro. Si trattava solo di governare i modi e i tempi della “liberazione”. Ho fatto anche l’esempio dell’India. Ma potrei citare la polinesia britannica o i caraibi. Il passaggio di poteri nel secondo dopoguerra è avvenuto in modo esemplare. Gli è che agli yankee faceva comodo sfaldare l’impero britannico, come quello francese o portoghese, in modo eclatante, per razzolare. Poi ci si è messa di mezzo anche la guerra fredda e le sue conseguenze. Questa è la verità che lo si voglia o meno accettare.

Replica

silvestro 21 ottobre 2005 alle 16:45

leonì, non credo che moralmente ci sia differenza tra la colonizzazione europea e quella, chiamiamola indiretta, degli americani e russi.
almeno per quanto riguarda le popolazioni locali.
sui tempi di “normalizzazione” bisognerebbe vedere se il paese in questione abbia o meno ricchezza in materie prime o una posizione strategica.
credo che la cosa sia direttamente proporzionale.
la sola differenza che percepisco e che prima si diceva di portare la civilizzazione ora la democrazia

Replica

leonida alle termopili 21 ottobre 2005 alle 17:26

eh no, c’è una bella differenza tra il dover chinare momentaneamente la testa di fronte ad un re o ad una regina, che comunque gli possono aver dato l’opportunità di capire, studiare e tornare nel propio paese come classe dirigente consapevole(se ne hai la testa, e penso a ghandi) piuttosto che ad un hamburger.

Replica

Return 21 ottobre 2005 alle 17:48

Leo le ex colonie britanniche sono mediamente prospere perché previamente ‘elitizzate’ e ‘commonlawizzate’, non per presunti meriti nel disimpegno che è stato sempre disastroso, a cominciare dall’India la cui Spartizione ha fatto forse 2 milioni di morti e ancora ce la sorbiamo. Del resto i folli confini dell’Iraq li dobbiamo se non erro proprio agli esperti di Sua Maestà, idem (con l’apporto sempre proficuo della Francia) il bordello siro-libanese.
Australia e Nuova Zelanda erano colonie in senso proprio, sterminate o quasi le culture indigene: non fanno testo. Il Canada è un patchwork che ha rischiato la secessione del QuÈbec fino all’altro ieri. Sorvolerei su altre perle come la Giamaica.

Replica

leonida alle termopili 21 ottobre 2005 alle 18:02

return, il passaggio dei poteri in India, e non lo dice solo un alcolizzato, è stato, per mano di Lord Mountbatten, e di Ghandi un successo superiore ad ogni aspettativa, considerato il momento storico in cui ciò avvenne ed i popoli(da secoli in lotta fra loro) interessati. Il discorso dell’iraq è ancora diverso. Quando vennero stabiliti i confini del medioriente gli estensori avevano chiari gli interessi imperiali da salvaguardare ed il progetto si piegava a questo, reinstaurazione della monarchia compresa. Nel 21 o 22, non ricordo, ma mi sembra nel 21, Wilson, proprio perchè non voleva sentir parlare di impero, impose le proprie regole che snaturarono quel progetto. Ottimo l’articolo di Romano sul Corriere di qualche tempo fa. Insomma se costruisci una Aston Martin e poi le fai fare il fuoristrada non poui incazzarti se si rompe. Ogni progetto è in funzione di fini che si impone. Il progetto mediorientale britannico era funzionale ad uno status imperiale o comunque di protettorato e così sarebbe stato, se i soliti yankee non vi avessero messo il becco. Bagdad nel ’17 era come la beirut degli anni 60. E, tra l’altro, vi era un ottimo club per gentlmen dove servivano i migliori gin fizz ad ovest di dalhy.

Replica

leonida alle termopili 21 ottobre 2005 alle 18:12

Return, era nel 21 al cairo la conferenza di cui ti riferivo e, spulciando, ho recuperato questo stralcio di Sergio Romano: “…Quando si riunì la conferenza del Cairo la Gran Bretagna doveva decidere che cosa fare del bottino. Le sue truppe erano entrate trionfalmente a Bagdad e a Gerusalemme. L’Impero ottomano era scomparso dalla carta geografica. I possedimenti arabi di Costantinopoli erano stati divisi tra Parigi e Londra: la Grande Siria alla Francia, la Mesopotamia e la Palestina all’Inghilterra.
La divisione era stata approvata dalle altre potenze alleate e sarebbe stata formalmente ratificata, poco dopo, dalla Società delle nazioni. Bisognava ora decidere come governare quelle conquiste. Lo stato maggiore non intendeva rinunciare alle risorse petrolifere della Mesopotamia. Churchill avrebbe voluto amministrare i territori direttamente come colonie o protettorati e aggiungere così un’altra macchia rosa-arancio (il colore attribuito dai geografi all’Impero britannico) sulla carta del mondo. Ma esistevano alcune difficoltà. In primo luogo l’ortodossia politica imposta agli Alleati dal presidente americano Woodrow Wilson voleva che i territori conquistati venissero preparati all’indipendenza. In secondo luogo la Mesopotamia aveva dimostrato di essere un nido di vipere…”

Come vedi le cose sono sempre più complicate di come si potrebbe pensare all’evidenza.

Replica

panka 22 ottobre 2005 alle 12:36

leonida non ti accorgi che le tue argomentazioni non reggono? Nuova Zelanda e Australia sono paesi anglosassoni in tutto e per tutto. Sono una espressione di una civiltà vincente. Quella anglosassone cui gli usa appartengono di diritto.
Il candada per la maggior parte pure. L’india è un caso isolato e unico, ma non si è costruito sul nulla ma su una civilta ricca aperta e capace.
In africa è mancato e manca tuttora il substrato culturale necessario perchè si formino democrazie degne di questo nome. Io ti vorrei ricordare in favore degli USA due esempi: Giappone (fondato sulle ceneri di un impero non sulle ceneri delle società tribali) e Cile oltre a mille altri troppo facilied evidenti.
Son sempre le persone e le società che esprimono a fare uno stato, le menti racchiuse nella stanza dei bottoni son meno importanti di quello che credi.
Se uno stato non riesce le maggiori responsabilità son quelle dei suoi cittadini. ti ricordo che solo 60 anni fa l’europa era ricca di dittature, 40 un po meno 30 un po meno ancora…. e secondo le statistiche il mondo sta seguendo lentamente la stessa strada.
Non è che da un giorno all’altro si crea cultura democratica, è una cosa che costa fatica e vite umane.
P.S. (Pensiero Stupido)
Quando le colonie le vogliono fare gli inglesi… son robba buona, cavolo quando ci si impegnano gli americani (vedi recenti guerre) bhe è sporco impero… valli a capire..
ciao

Replica

leonida alle termopili 22 ottobre 2005 alle 14:36

panka, il giappone è un clone mal riuscito dell’america che ha perso completamente la sua identità culturale, anch’essa antica di secoli, per cui lo lascerei perdere. In africa e in medio oriente, come già detto, non s’è voluto o potuto(ma propendo più per la prima ipotesi) dare il tempo affinchè venissero create della classi dirigenti degne di questo nome, cosa che mi sembra condivida tu stesso quando fai notare come la democrazia si sia allargata, anche in europa, man mano, in tempi diversi.
P.S. una cosa è dipendere da una Corona, altra da un hamburger

Replica

Return 22 ottobre 2005 alle 16:30

“Quando [Gandhi] tornò in India, dopo trent’anni, nel 1914, il misticismo, la tenacia, l’astuzia d’un bania erano commisti agli utopismi egualitari di uno più inglese che indiano. Ovviamente si associò a quel movimento anglicizzato che era l’Indian National Congress. Smise la redingote nera; seminudo vestì da monaco indiano. Non persuase i brahmani nÈ quelle Èlites indù che lo consideravano un bania esaltato e intrigante; ma commosse le folle e deliziò i giornali americani. Prevalse in pochi anni nel Congresso, abusando delle assemblee. Nel 1919 usò l’emozione isterica che era seguita alla fine del sultano di Costantinopoli, ‘il califfo di tutti i credenti’, per eccitare il nazionalismo dei musulmani indiani, fino ad allora indifferenti alla causa dell’indipendenza. Da un secolo i governi di Sua Maestà controllavano con minime forze la sterminatezza dell’India aizzando l’uno contro l’altro indù e musulmani. Non pochi amministratori inglesi contrari a questa regola del divide et impera erano già stati trasferiti”
(…) “Quando il 3 settembre del 1939 l’Inghilterra dichiarò guerra a Hitler, Gandhi e il Congresso proclamarono la disobbedienza civile. Applaudirono Hitler, e una una parte del Congresso addirittura organizzò un’armata dell’India libera che coi giapponesi avanzò fino in Birmania. Churchill offì all’India di diventare dominion sopo la guerra, con facoltà di uscire dal Commonwealth. L’India indù, dei marata, dei dravida, dei principi, leale, offrì due milioni di soldati, di cui centottantamila non tornarono.Gandhi rifiutò” (…) “Di nuovo giudicò di d’essere il più astuto, e di avere tempo. Ma il governo laburista di Attlee precipitò gli eventi, annunciando nel febbraio del 1947 che entro la prima metà del 1948 gli inglesi se ne sarebbero andati. Jinnah e i fanatici della Lega chiesero l’indipendenza per i musulmani. E il destino dell’India fu deciso da un Lord Mountbatten arrivato appena da tre mesi, il quale escluse partiti indù e moderati musulmani e negoziò con quei tre avvocati del foro che erano Gandhi, il socialista Nehru e Jinnah. Avvenne la divisione di Panjab e Bengala e l’invenzione del Pakistan. La metà dei musulmani rimasero in India; gli indù del nuovo Stato furono privati dei loro diritti e massacrati: cinquecentomila morirono, e dieci milioni divennero profughi. Gandhi digiunava per protesta. L’India perdette il paese dei Sette Fiumi, la vallle dell’Indo, la culla della sua civiltà. Mentre gli invasori musulmani sopo secoli s’avviavano a confondersi nell’India, gli inglesi, le astuzie del Congresso, e il bania Gandhi, liberarono il loro fanatismo. Nacque uno Stato economicamente monco, dominato dalla legge coranica, che spostava il Medio Oriente ai confini dell’Assam e del Panjab.”(…)
Geminello Alvi, Uomini del Novecento

Replica

leonida alle termopili 22 ottobre 2005 alle 17:57

mi sembra che voler paragonare gandhi ad un fanatico filonazista sia una leggera forzatura non estranea al modo di raccontare la storia del nostro.

Replica

Britsh Bulldog 23 ottobre 2005 alle 08:17

sula questione medio orientale Leonida ci sarebbero pero da valutare le promesse fatte agli Arabi in occasione dell Rivolta Araba contro l Impero Ottomano al fianco dell Intesa
Li va detto ( e parte dei problemi successivi ed attuali ne sono alle origini ) vi furono delle promesse fatte agli Arabi che non vennero mantenute Rinnovo molta della diffidenza araba verso l occidente nasce anche da li,,,
Vero che il Regno Unito tento di mantenerene una parte ,,, ma se a questo aggiungi la sballatissima decisione di appoggiare le pretese al trono dei Saud con Ibn Saud (sostenuti da St John Philby (e nel kaso te lo chiedessi si,,era proprio il padre , del famoso Kim Philby ) a differenza di come aveva suggerito e avrebbe voluto e sostenuto T.H. Lawrence
degli Hascemiti con il grande Feisal ..ci furono grossi errori da parte Britannica nela getsione di quelal zona nel post Guerra Mondiale ( anche se va detto piu colpa dell avidita Francese ) -ma qui entraiamo in quel terreno ,,che sta tuttora esplodendo dell eredita della Grande Guerra (vedi non ultime le questioni balcaniche dell ex Jugoslavia )

Replica

Francesco 24 ottobre 2005 alle 10:10

Io preferisco l’hamburger alla Corona Britannica. carissimo Leonida.
E credo che solo la Storia potrà giudicare quale sarà stato l’Impero migliore per i colonizzati. Ad oggi, da hamburgerizzato, sono molto soddisfatto.
Come ha ricordato BB (oggi sobrio?), l’Impero inglese ha molte colpe, dovute (dioc io) al motivo di fondo di essere fondato non su una solida base materiale ma su eccezionale abilità e dedizione alla Corona dei suoi politici. Ma con le pezze al culo si fanno troppe coperte corte.
Volendo vedere qualcosa di positivo, che anche i politici africani vedano Mugabe per quello che è mi sembra promettente.
Ciao

Replica

leonida alle termopili 24 ottobre 2005 alle 12:39

Caro Franz,
è per questo che il mondo sta rotolando malamente verso la disgregazione, altro che la mancanza di fede. Quando si preferisce un unto hamburger a degli ottimi crostini di fegato d’anguilla con gelatina alla menta, innaffiati con dell’eccellente birra scura, significa che s’è perso ogni senso estetico…ed è la morte civile.
servus

Replica

Francesco 24 ottobre 2005 alle 17:02

Carissimo,
è che la buona cucina inglese, ammesso che esista e non sia come il programma dell’Unione, è sempre stata riservata ad una ristrettissima elitè. Mentre l’essenza della cucina yankee è di essere per tutti.
E’ questo che ha permesso agli USA di diventare grandi, sconfiggere l’Impero (e far vincere una guerra pure alla Francia) e salvarlo tre volte nel secolo scorso (cosa che credo tu preferisca ignorare …).
O tempora o mores!
Francesco

Replica

Britsh Bulldog 25 ottobre 2005 alle 04:40

non o parlato di colpe ma di errori fatti dall Regno Unito in quell area
e in quel momento,,, Dovuti anche all evolversi di una situazione che nessuno all Inzio della Grande Guerra in realta si aspettava,,, o meglio alla fine della Grande guerra ,,, c erano troppe nuove nazioni e troppe nuove rivendicazioni,,,, e troppo cattivo sangue in giro,,,,
Riguardo poi alla cosidetta “sconfitta Britannica ” ad opera degli Usa nella Ribellione del New England,,, quella e una fiaba che gli americani si sono raccontati e hanno saputo vendersi,,,
La decsione Britannica di disimpegnarsi dalle 13 colonie non fu dovuta una vittoria militare netta usa,, cosi come l immagine sia degli Inglesi opressori cattivi in fuga di fronte agli “arditi bravi ragazzi usa” Le sconfitte e le vittorie nel conflitto si alternarono,,
Il Regno Unito decise di disiempegnarsi da quella Guerra per l allargamento che aveva subito con il coinvolgimento dell Potenze Europee,, (Francia-Spagna-Olanda) –ma al momento dell Trattato di Versailes del 1783 ,,l Inghilterra ha ancora sotto il suo controllo 2 terzi dell territorio dell 13 colonie,, nonche il controllo assoluto marittimo…. — e dettaglio non da poco mantiene il totale controllo del Canada…-
Il Dismpegno Britannico e dovuto da due ragioni principalmente uno appunto l allargamento del conflitto –dall altro dall inzio,,, dell espansione in India e della decsioen Inglese di concetrare la sua politica coloniale in quell area ,,comprensibilmente
Visto che da un lato c erano una strisci di territorio di relativo valore la cui unika fonte di interesse commerciale (il traffico delle pellicce ) veniva mantenuto dal Regno Unito in Canada
…dall altra c era il Diamante Indiano,,

Replica

Francesco 25 ottobre 2005 alle 10:22

BB:
non mi pare che la tua difesa ottenga un gran risultato, per quanto coraggiosa.
Confermi gli errori inglesi nella gestione delle colonie (e chi parla di colpe? mica sono un moralista).
Confermi che ancora oggi gli albionici non si sono resi conto di aver perso la guerra con le 13 colonie e del potenziale delle stesse, che è abbastanza grave …
Cordiali saluti

Replica

Britsh Bulldog 25 ottobre 2005 alle 12:52

ma al momento della Guerra di Indipendenza il potenziale era quello,,, sopratutto visto che l asse economico principale dell epoca e fino all fine 800 si puo dire ,,era l Oriente ,,specie per nell ottica delle potenze economiche navali,, era il commercio Orientale quello che contava ,,,, e l acquisizione e l espansionismo in India,,, inziato con Clive.e .proseguito da Warren Hastings — Tenendo da conto riguardo alle 13 Colonie che il canada rimaneva saladamente nell mani britanniche,,, e che dal punto di vista economico le 13 Colonie erano comunque si puo dire costrette a dipendere per lo scambio commerciale dal Regno Unito
Il Punto chiave e che la decisione Britannica
di disimpegnarsi dalle 13 colonie fu causata come gia detto dall allargamento del conflitto,, a Francia-Spagna e Olanda

Replica

Francesco 25 ottobre 2005 alle 15:15

Guarda che essersi tirati contro Francia, Spagna e Olanda non è una scusante ma un’aggravante (come la distrazione per le sentinelle).
E gli errori di valutazione come quello di Giorgio III affossano gli Imperi, mica stiamo parlando del ducato di Campobasso.
Poi è ben vero che ci voleva un genio per vedere nel futuro.
Saluti cordiali, che non hai insultato i cattolici per almeno due post (e non iniziare adesso solo per provocarmi ;)

Replica

Britsh Bulldog 25 ottobre 2005 alle 17:00

momento ,,,,tralsciando la questione Giorgio III e i suoi disturbi mentali,,, (la famosa pazzia di Re Giorgio ) va rikordato che l Inghilterra era gia una monarchia parlamentare
LInghilterra non e al momento della Guerra di Indipendenza americana una monarchia assoluta di tipo francese…
Giorgio III ha responsabilita fino a un certo punto,,,, Aggiungiamoci una Francia desiderosa in parte di una rivincita (sia pure relativa) alla Guerra dei 7 Anni( a costo di trirarsi il colpo di grazia a delle finanze gia di loro iperdisatsrate )
E Comuque la decsione o scleta di Giorgio III non affosso affatto l Impero Britannico rinno e lo diko per la terza volta (sorry se insito) le Perdite in Nord america (molto relative) vennero ampiamnete compensate dall esapnsione in India su cui il Regno Unito decise di puntare

Replica

Francesco 25 ottobre 2005 alle 17:33

Caro BB,
forse sto ragionando troppo col senno di poi. Certo che da quel punto di vista tra l’India e gli Stati Uniti …
Come mai il Canada è rimasto disabitato? Al Nord farà freddo ma il paese è immenso, non è che la concorrenza della libertà Star and Stripes fu troppo forte?
Saluti
PS non ho mai caricato le cople sulle deboli spalle del re, la forza dei britannici fu quella di essere una nazione unità dietro alla Corona come i romani dietro al SPQR.

Replica

Britsh Bulldog 25 ottobre 2005 alle 21:32

a parte le ragioni climatiche …. va messa in conto anche la differente politica della Corona Britannica nei confronti dei nativi ben diversa da quella dei Rinnegati del New England Per la quetione usa va anche aggiunto che i motivi di spinta e d interesse di una potenza navale come Il Regno Unito erano ben diversi dalla spinta nell entroterra dell 13 Colonie Sopratutto in un mondo dove il fulcro della Ricchezza era essenzialmente il commercio Orientale
Va detto che sulal questione pellicce ,, Nord America,,, mi sono un attimo sbagliato,,dato che esisteva un altro tipo di commercio altamente Fruttifero
sia con il Nord America sia con il Sud America spagnolo attrverso l “Asiento”
relativo all commercio dell “Avorio Nero”

Replica

leonida alle termopili 26 ottobre 2005 alle 08:36

perchè, c’è qualcuno che ha dubbi su dove si viva meglio tra Canada e gli stati a sud?

Replica

Francesco 26 ottobre 2005 alle 09:30

Leo,
leggiti Keynes al riguardo: tutta la qualità della vita canadese valeva fino a 50 centesimi di salario in meno, poi si passava il confine.
Comunque questo non è il punto: negli States ci vivono in 300 milioni e continuano ad arrivarci da tutto il mondo. In Canada ci sta una casetta piccolina …
BB
non mi pare che detto commercio desse ancora dei problemi ai sudduti di Sua Graziosa Maestà all’epoca.
E’ come dire che si vive meglio in Galles che a Londra ;)
Ciao

Replica

leonida alle termopili 26 ottobre 2005 alle 10:33

Caro Franz,
se la qualità ed il valore della vita è quantificabile in 50 cent in meno, ti lascio keynes( e mi fa specie che proprio tu faccia discorsi di questo genere riguardo i valori da attribuire all’esistenza: non sei mica un leonida alcolizzato qualsiasi). E d’altro canto non mi sembra che vi siano orde di canadesi che spingano ai confini dei “mitici” per aver l’onore di viverci: semmai, in piccola parte e per chi voglia e ne abbia le capacità economiche, è vero il contrario. Chi ha la possibilità di scelta – e lo dico a ragion d’esperienza – certo non va nelle ex colonie a sud dei grandi laghi.
Il fatto che negli usa arrivi una quantità enorme di gente, per lo più all’ultimo stadio della considerazione umana, non vuol dire che quella sia la scelta più giusta. Vuol solo dire che, nell’immaginario collettivo, quelli si configurano come l’”el dorado”: nulla di più nulla di meno. Ed è un motivo in più per non andarci.

Replica

Francesco 26 ottobre 2005 alle 11:49

Carissimo,
io ho una parte di formazione che è brutalmente marxiana, pesantemente materialista (infatti sono cristiano, la religione più materiale che ci sia).
Ho citato il Manifesto che citava Keynes che parlava della sua famiglia di operai nel settore auto (a memoria). Insomma, spero fosse Keynes (ma non era inglese?). Era un canadese.
Il mio intendimento era dire che la mitica “qualità della vita” ad un certo punto deve saltar fuori quando si fanno i conti. Sennò son tutte seghe mentali (e.g. io amo il sistena fiscale tedesco che se ti dichiari cristiano ti aumenta le tasse e le passa alla tua Chiesa).
Chi ha possibilità di scelta e palle va in California o a New York. Per apprezzare il Canada sembra ci vogliano anche i soldi. Ergo gli Stati Uniti sono vivi e il Canada è un mortorio, adatto a gente come me.
Ciao

Replica

leonida alle termopili 26 ottobre 2005 alle 14:10

scusa eh, Franz, ma se i conti si abbinano alla qualità della vita, non è meglio? O gli uni prescindono dall’altra?
Poi permettimi di contestare il fatto che chi ha possibilità di scelta e palle, va in california. Dipende dalle conoscenze ed inclinazioni personali(di studio e di lavoro chè, in effetti, per quelle di culo, s.francisco è la mecca) o da l’attività che intendi intraprendere.
servus

Replica

Francesco 26 ottobre 2005 alle 15:18

Cavoli se è meglio, carissimo Leonida. A riuscirci è proprio la pacchia. E il mio tasso di cambio denaro/qualità della vita è spostato verso la seconda.
Ma ad oggi senza i selvaggi yankees, barbari e plutocrati, chi avesse palle e possibilità entrebbe nel KGB o nelle SS. Perchè non sono stati i civili canadesi, svedesi o finlandesi a sconfiggere nazi e rossi, ti ricordo.
Ciao

Replica

Britsh Bulldog 27 ottobre 2005 alle 15:17

mai sentito parlare della Royal Air Force
Kaiser Franz?
Karo Kaiser Franz se mai l Europa si e salvata per l ennesima volta lo deve prima di tutti a quella Piccola Isola chiamata Albione
Quella Pikkola grande Isola che mettici suonatori di nacchere , mangiarane ,unni , mangia karuti (versione 2) (con suonatori di mandolino a traino (totalmente inutili come sepmre) Non ha mai mollato e ha rimandato tutti a casa
Quanto ai Candesi da te citati ,,bhe I canadesi nell IIGM entrarono in ballo fin dal 1940 dano ampiamente il loro contributo ,,specie nello sbarco di Normandia di cui sono considerati tradizionalmente la Teraza Componente -(non per nulla assieme all Union Jack e allo star and stripes in ogni commemorazione della Normandia come terza bandiera principale ci sta la Foglia d Acero ) –e tralsciamo il dettaglio sulla Campagna d Italia in cui furono i Canadesi a sfondare la linea gotica —
Dimentcavo riguardo alla citazione sui Finlandesi,, Ci stavano ekkome Solo che stavano dall altra parte e la loro partecipazione fu limitata al conflitto sul fronte Orientale (visto il precedente parallelo della Guerra Russo-Finlandese e della Linea Mannerheim) (per certi veris unatteggiamento simile a quello Giapponese) (ovvero in guerra con Regno Unito e usa ma non con l Urss ( se si esclude quella che viene chiamata la Guerra Segreta ) (cosa che permise all Urss di spostare i Siberiani da est a ovest )(permettendo cosi ai pikkoli uomini dagli okki a mandorla ,,di far venire gli incubi a scolapsta e mangiakrauti ) (un po come i Gurkhas o i Maori nel deserto quando andavano a segare le gole dei makkeroni)

Replica

Britsh Bulldog 27 ottobre 2005 alle 15:27

Dimentikavo Kaiser Franz
“l avorio nero ” e il suo commercio ,,dal punto di vista morale non era certo un problema dal punto di vista economico era un triangolo economiko perfetto –carabattole e prodotti finiti dalle Europa ( Olanda-spagna-Regno Unito-francia-portogallo-Danimarca) all Africa—avorio Nero dall Africa alle americhe (sud-nord) —Cotone-tabacco-caffe-et altro dalle Americhe all Europa —–traduzione la nave non viaggiava mai con la stiva vuota —-
e l Asiento e le sue quote rientrava in questo commercio —-che al di la dell eufemismo usato all epoca di Avorio nero,,,,, –credo dovrebbe essere mediamente chiaro cosa era realmente l “Avorio nero”

Replica

leonida alle termopili 27 ottobre 2005 alle 19:08

vorrei solo richiamare il fatto che non furono gli usa a dichiarare la guerra a nazisti e fascisti, ma quel personaggio di poco conto, di là dalla manica, che prende il nome di Chamberlain. Non è dato sapere se e quando sarebbero entrati in guerra senza questo piccolo particolare.
Vorrei ancora richiamare l’attenzione sul fatto che fino al posizionarsi della forza aerea degli usa in U.K. e fino all’invasione tedesca della russia, gli unici a morire per mano nazista furono i perfidi albionici, i canadesi,i mangiarane, gli olandesi, i polacchi, i belgi ecc.ecc. Non trovo alcun rinnegato d’oltre atlantico. Coi se e con i ma, la sotoria non si fa, ma questi sono fatti. Come fatti sono la legge affitti e prestiti di cui mi sembra aver già parlato e che è serviita nei primi anni del conflitto solo a metter un po’ a posto la coscienza ai ballerini mangiatorte di mele. El Alamein fu uno sforzo di sangue, britannico e del Commonwealth, le città rase al suolo furono quelle inglesi ed europee e lo sbarco in normandia fu per due terzi britannico, anche se hollywood ci fa vedere solo gli impavidi rangers alle prese con la scalata della point du hoc e le migliaia di ragazzoni d’oltreoceano all’assalto del vallo atlantico, dimenticandosi vigliaccamente del sangue britannico, canadese, polacco, delle fiji, che fu versato, almeno quanto quello americano. La liberazione dell’italia fu sostenuta, in maggior parte, dall’ottava armata e dalle brigate che ne facevano parte. Ma sempre e comunque il merito è degli yankee. La guerra segreta in europa fu controllata e combattuta dagli inglesi, la guerra nel mediterraneo e in gran parte dell’atlantico fu combattuta dagli inglesi e dal Commonwealth. Il Regno Unito, perse un impero e si dissanguò in tutti i sensi per contrastare il nazismo ma, per hollywood, ci furono solo gli americani. Bei pezzi di merda.

Replica

Britsh Bulldog 28 ottobre 2005 alle 02:54

io aggiungerei alla lista di leonida anche i Russi,, se e per quello,,scesi in campo prima degli Usa (sia pure anche loro in conseguenza dell attacco Tedesco dell operazione Barbarossa ) e che da quel punto di vista pagarono forse in termini di vite umane il prezzo piu alto (tenendo da conto che per Hitler i russi erano al pari degli ebrei degli Untermensch )
Un piccolo dettaglio aggiuntivo per chi fa rimarcare il differente comportamentoe atteggiamento tenuto dagli Anglo Americani nei confronti dei paesi liberati(francia-beglio-Oland Danimarca-Norvegia)
e in quello tenuto dai Russi in Romania Ungheria Bulgaria… e che a differenza dei Paesi liberati dagli Anglo Americani e realmente occupati dalla Germania
I paesi in questione in cui si realizzo l entrata dei Russi erano Paesi Entrati in Guerra a Fianco della Germania che avevano partecipato con Uomini e mezzi all Invasione della Russia …. In parole Povere i Russi entravano non in paesi occupati da liberare ma in paesi nemici da sconfiggere ,,, cosa che fa un certa differenza mi pare o no?

Replica

leonida alle termopili 28 ottobre 2005 alle 07:38

B.B hai ragione, con l’eccezione della Polonia, che subì da parte dei russi le stesse devastazioni degli altri paesi, anche se fu la prima a combattere il caporale imbrattatele.

Replica

Minerva 28 ottobre 2005 alle 09:12

Archiviato il “caporale imbrattatele”, i sovietici non si sarebbero accontentati dei paesi dell’est. Avevano ben altre mire e l’Europa, da sola, non era in grado di contrastarli.

Replica

leonida alle termopili 28 ottobre 2005 alle 09:34

cara Minerva se si fossero tenuti in debito conto i moniti di L.S.Churchill, il problema sovietico sarebbe stato tenuto qualche centinaio di km più ad est, ancor prima dell’ermistizio mettendo il baffuto georgiano di fronte al fatto compiuto ed avrebbe dovuto mettersela in saccoccia(come direbbero sulle sponde del tevere). Ma il paralitico sognante pensò bene di non dare ulteriore respiro all’imperialismo britannico ed anzi di irridere ed umiliare il bulldog che lo rappresentava. E così ci toccarono quasi 9 lustri di guerra fredda. Questi sono i fatti.

Replica

Francesco 28 ottobre 2005 alle 10:24

Carissimi Leo e BB,
scusate se esisbisco la mia ristretta erudizione ma state pisciando fuori dal vaso.
Non intendo sminuire il valore e i sacrifici delle altre nazioni che combatterono contro l’Asse nella WW2 ma il fattore decisivo per la vittoria alleata fu la potenza (industriale, scientifica, ingegneristica, logistica, demografica e militare) degli Stati Uniti. A cominciare dal mare di aiuti che permise a Impero Britannico e Unione Sovietica di resistere prima dell’entrata in guerra ufficiale degli USA.
Tutto il valore dei polacchi non permise loro di resistere, nè ai finlandesi di vincere, e la RAF alla fine riuscì a resistere (soprattutto per le cazzate commesse da Hitler). Sui russi ci sono dei dubbi, forse ce l’avrebbero fatta da soli (ma ricordo che la non belligeranza Giappone-URSS discese dall’entrata in guerra degli USA e liberò le forze necessarie alla controffensiva di Stalin).
Nonostante l’insipienza politica di FDR, senza l’intervento degli yankees non ce l’avremmo fatta.
Poi furono soldati spesso mediocri anche in quella guerra, e molti loro comandanti dei perfetti incompetenti. Ma questi sono dettagli.
Saluti

Replica

Britsh Bulldog 28 ottobre 2005 alle 11:42

sulla questione polacca Leonida ci sono alcuni elemnti da considerare a sua volta nella relazione con l Urss – Russia che andrebbero considerati la Prima buona parte della Polonia fino al 15-18 era parte dell impero Russo (come lo erano per altro Finlandia-Lettonia–Estonia -Ucraina-Lithuania) e per certi versi la cosa rientrava nella politica staliniana si puo dire di ricostruzione territoriale del Impero Russo – cosa che puo essere analizzata anche dai frequenti paralleli che Stalin pare abbai usato fra la sua figura e la sua opera con quella di Pietro il Grande –la seconda altrettanto storica e che ci u la volonta russa di mettere il lucchetto una volta per tutte alla Porta Polacca ,,,, —visto che tutte le 3 grandi Invasioni da occidente a oriente avevano utilizzato la area Polacco/Ucraina come base d attacco (per 3 grandi invasioni si intendono Quelal Tedesca della II Gm-quella Napoleonica —e quella Svedese di Carlo XII)
Tutte e 3 le invasioni si realizzarono infatti lungo questa line a detta semplice la Polonia era la porta della Russia —Diciamo che il rapporto Russo-Polacco ha radici molto piu antiche di quelle limitate all periodo comunista (dato che appunto inziano con la Guerra Russo-Svedese (Seconda Guerra del Nord 1700-1721)-passando per le 3 Spartizioni ( 1772-1793-1795)fino alla rinascita polacca del 1918)(molto dell rapporto Russo -Polacco si ripete con il rappporto Russo-Ucraino (anche se qui le cose ebbero un certa facilitazione rispetto all Polania dall essere gli Ucraini ortodossi al pari dei russi e dell ostilita Polacco-Ucraina ) –ma comme detto sopra la questione polacca da parte dell Urss nacque appunto per la necessita di mettere il lucchetto alla porta Polacca

Replica

Scrivi un commento

Eventuali commenti volgari, offensivi, fuori tema o palesemente promozionali saranno rimossi.

Post precedente:

Post successivo: