L’estate della violenza sulle donne

Tempi duri per le donne…se qualcuno vuole accorgersene (mentre facciamo fatica a tenere i conti)

di Rolli il 28 giugno 2005 in Giustizia · 17 commenti

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Obiuan 28 giugno 2005 alle 10:29

E’ uno schifo.
Il degrado assoluto della società.
Pene certe e severe. Molto severe!

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YukioMishima 28 giugno 2005 alle 14:18

Severissime, senza pietà. Non esiste atto più vergognoso dello stupro…

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Il Griso 28 giugno 2005 alle 17:23

Beh, dai, in fondo stando applicando lo spirito (se non la lettera) della 40: trattasi d’impianto forzato preventivo d’embrione.
La ratio è la medesima: il parere dell’interessata non conta.

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jumper 28 giugno 2005 alle 17:39

tutti gli anni assieme all’estate arriva anche il tormentone del fatto di cronaca. Qualche anno fa erano i cani killer, quest’anno gli stupri. Ma qualcuno se le va mai a leggere le statistiche prima di commentare?

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Rolli 28 giugno 2005 alle 18:26

Jumper, non mi pare ci sia scritto “la prima estate di violenza sulle donne”; apre siamo sulla media di uno stupro al giorno. Se vuoi facciamo finta di niente.
Griso, io penso che conti anche quello in effetti. Del resto secondo me non si sarebbero mai sognati di fare una legge simile se fosse stata prerogativa maschile procreare.
Ma se lo dico mi danno di femminista..

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Obiuan 29 giugno 2005 alle 09:11

Jumper mi sa che l’hai fatta fuori dal vaso……
Se il tormentone di cronaca è un fatto grave la cui massiccia informazione può portare maggiore conoscenza di un fenomeno degradante come lo stupro ben vengano i servizi di studio aperto e i dibattiti a Porta a Porta.
Non me ne frega nulla se le statistiche dicono che gli stupri sono in percentuale uguale minore o superiore agli altri anni: finché ce ne sarà anche uno solo bosogna fare campagne aggressive come quella attuale.
Cribbio

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xman 29 giugno 2005 alle 14:18

Sapete, mi sono sempre chiesto come sia possibile riuscire a stuprare qualcuno. Perchè a me, per esempio, credo proprio che un’erezione con una signorina non consenziente proprio non verrebbe. Problemi tuoi direte, io invece penso che il problema sia di chi stupra: qualcosa nel suo cervello bacato smette di funzionare o forse non ha funzionato mai e per tre minuti di troppo i freni inibitori finiscono sotto lo zerbino. E allora, comincio a chiedermi se la ricetta calderoliana sia poi davvero così indigeribile.

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Rolli 29 giugno 2005 alle 15:08

Quasi tutti i paesi civili utilizzano la castrazione chimica; da noi lo dice Calderoli e quindi non va bene. Soprattutto perchè ad essere violentate non sono le loro mogli, amanti, figlie

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jumper 29 giugno 2005 alle 17:25

La “massiccia informazione” avrà forse come unico effetto l’aggiunta di una nuova legge severa e severissima, puntualmente disapplicata. Esattamente come 2 anni fa con i cani quando anche chi portava a spasso uno yorkshire doveva mettergli museruola e guinzaglio. E i discorsi più o meno erano analoghi a questi, ben venga se se ne parla così si affronta il problema ecc ecc… così non si affronta il problema si cavalca l’emotività popolare e basta con risultati quasi sempre nefasti, non si fa una buona legge a furor di popolo.

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Alx 29 giugno 2005 alle 18:15

Ok, Jumper… pero’ dacci almeno un’alternativa. Tu come lo affronteresti il problema?
Per conto mio, a volte mi viene da pensare che la castrazione chimica non e’ (o potrebbe non essere) sufficiente. Come giustamente rileva xman, qui e’ questione di cervelli malfunzionanti, di freni inibitori che vanno a ramengo. E certi istinti, certe pulsioni, certi cortocircuiti cerebrali devono comunque trovare sfogo. Se la violenza sessuale non e’ piu’ fisicamente possibile, quali vie alternative potrebbero trovare questi decerebrati per sfogarsi?

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jumper 29 giugno 2005 alle 19:46

Uno stato che impone una menomazione ai criminali è ancora uno stato di diritto? Se il discorso castrazione chimica è fatto dal punto di vista medico mi può star bene, purchè davvero sia efficace, se viene presentato come un tipo di pena invece no, fa parte di un modo di intendere la giustizia di stampo medioevale.

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chacko 30 giugno 2005 alle 03:10

Mi pare che qui le questioni siano due:
1. la “castrazione chimica” che poi non e’ castrazione ma inibizione chimica dello stimolo sessuale (il vecchio bromuro insomma!).
E’ applicato in diversi paesi, per lo piu’ su pedofili violenti.
Ma, per i violentatori di donne, non funziona.
Anzi, non ha funzionato neppure la castrazione fisica, applicata negli Usa per diversi anni.
I motivi per cui uno violenta, non sono sessuali, basta un po’ di ricerca per documentarsi facilmente. Infatti molti castrati hanno continuato a massacrare di botte altre donne.
Tra l’altro, in Italia, se la questione e’ far sesso, con quattro soldi uno si compra una prostituta che lo fa anche piu’ contento. Quattro soldi, ripeto, senza rischi. Il fatto e’ che questi sono individui che provano piacere a dare dolore etc. etc, non ad avere un amplesso.
Questo porta a:
2. La pena. Al castrazione va bene se impedisce il reato futuro ma non se e’ una pena? Jumper, ma cosa vuol dire? E’ natura della (paura della) pena l’essere un disincentivo a delinquere. E l’incarcerazione non e’ una pena corporale, oltre che psichica? Medioevo? E sia ! la gogna in piazza, e piombo fuso nel culo. E poi vediamo quanti stupratori ci sono in giro…
p.s. non mi ricordo chi era il genio, ma qualche mese fa, qui, simile discussione a proposito delle donne e l’islam, e appunto un genio sosteneva che il 20% (o altro, non ricordo la cifra idiota) delle donne italiane sono violentate in casa da familiari. Spero non ricominci con questa solfa…..e se lo fa, prego Rolli di implementare una medioevale censura.

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Alx 30 giugno 2005 alle 23:38

Stato di diritto… be’, sapete che nuova c’e'? Me ne frego dello stato di diritto. Questi simpaticoni che non fanno altro che parlare di diritti inalienabili, diritti umani, diritti di qua’ e diritti di la’, be’, mi hanno veramente stancato. Sin da quando ero piccolo mi e’ sempre stato detto che nessuno ti regala niente, e le cose te le devi guadagnare. Be’, anche i diritti, uno se li deve guadagnare. E nel momento in cui commetto un crimine, tanto piu’ abietto come uno stupro, o un rapimento, o un omicidio, in quel preciso momento io RINUNCIO ai miei diritti. Rinuncio a far parte della societa’ civile, rinuncio al diritto di essere trattato da essere umano, perche’ sto dimostrando che a me dei diritti non me ne frega nulla. E se non frega niente a me, perche’ altri devono sentirsi in obbligo di regalarmeli?
Mi piacerebbe tanto un mondo in cui certa gentaglia viene schiaffata in galera, e li’ rimane fino a che morte non sopraggiunga, ma sul serio, non con i permessi premio, le indulgenze, i perdoni, le libere uscite e le altre menate. Un mondo in cui chi stupra una donna, infierisce su un bambino, picchia a morte un invalido, venga trattato da quel che e’: una bestia, qualcuno che ha rinunciato alla (o che se ne frega della) civilta’. Troppi sentimentali, quindi niente pena di morte? Benissimo. In galera. A vita. Uno di meno. Amen.

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jumper 1 luglio 2005 alle 10:54

io ho come l’impressione che si confonda la giustizia con la sete di vendetta. La nostra società era assai più violenta di oggi nell’amministrare la giustizia, si finiva squartati per un nonnulla, ma non per questo mi sembra fosse migliore dell’attuale. Sono d’accordo sul fatto che chi delinque rinuncia ai suoi diritti. Il problema è che decidere chi delinque o meno non è così facile e se è vero che tanti criminali la fanno franca è altrettanto vero che ci sono pure gli innocenti che restano a marcire in galera. Capitasse a voi di essere evirati per uno strupro che non avete commesso come reagireste? Questo non è voler difendere la società dagli individui violenti è un modo barbaro di esprimrere il proprio desiderio di sangue, il proprio odio. La realtà è che volete qualcuno da punire, squartare macellare sacrificare, perché questa è la nostra natura, gli aztechi facevano i sacrifici umani, i nostri antenati squartavano gli eretici, mozzavano nasi e orecchi noi siamo esattamente come loro.

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Alx 1 luglio 2005 alle 16:58

Non ti permetto di darmi del deficiente. Non sto parlando di vendetta e odio, sto semplicemente parlando di punizioni severe, giuste e, perdio, DE-FI-NI-TI-VE. Pene CERTE. Sto parlando di sopravvivenza della societa’, di autodifesa, di esclusione delle mele bacate. E le tue sono argomentazioni assolutamente capziose. “Decidere chi delinque o meno non è così facile”… ma non diciamo bestialita’. Quanti ce ne sono presi in flagranza di reato? Quanti ce ne sono di nota fama? I vari Brusca, Maniero, Provenzano e i loro compari mafiosi di professione, e i ladri, gli assassini, gli stupratori presi con le mani nel sacco. Il problema e’ che in Italia ci sono troppi buonisti e troppi garantisti dell’ultima ora. Sai perche’ “tanti criminali la fanno franca”, come giustamente hai osservato? Per via di gente che parla come te, che parla di diritti, di giusti processi, di democrazia e giustizia, e magari pure “pace senza se e senza ma”. Prendi Saddam, uno che ha sterminato migliaia e migliaia di persone per puro gusto personale. Lo hanno appeso per le palle? No, deve avere “un giusto processo”. Prendi uno delle decine di tipi che hanno ammazzato qualcuno a sangue freddo (apri un giornale a caso, in un giorno a caso). Vengono schiaffati dentro in eterno? No, magari vanno ai domiciliari, o magari escono dopo pochi anni. E magari chiedono pure “perdono”. Lo sai che in questo paese conviene uccidere la moglie piuttosto che divorziare? Ti fai qualche annetto di galera e poi tra buona condotta, condoni, perdoni e “garanzie” varie te ne esci come nuovo. Col divorzio sei condannato a pagare alimenti A VITA. Ma questo e’ tutto un altro discorso… Rimane il fatto che per quanto riguarda la giustizia (almeno in Italia) sembra di essere a Paperopoli…

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Claudio Mandrelli 21 settembre 2005 alle 10:34

Castrazioni chimiche, carcere, isolamento, pena di morte, fustigazione, taglio delle mani, taglio del pene e ancora potrei continuare il listato della violenza repressiva e punitiva che si scatena ogni volta che giornali, riviste e tv decidono a tempo perso di tirar fuori qualche fattarello di cronaca e di violenza. La violenza purtroppo c’è ed è un fatto storico che ha coinvolto milioni di persone, i più forti vs i più deboli. Drammi, sofferenze, delitti. Esistono associazioni in Italia che si battono per l’abolizione della pena di morte. Nessuno Tocchi Caino ad esempio o Amnesty International. Portano avanti la battaglia denunciando anche le migliaia di soprusi e abusi che vengono fatti contro detenuti soprattutto in regimi totalitari violenti e autoritari. Si denuncia la brutalità con il quale vengono trattati la loro condizione disumana la barbaria che viene loro inferta. Non è possibile, chiunque esso sia, qualunque cosa abbia fatto che vengano perpetuati contro ogni essere umano dei crimini di stato e per questo legali e moralmente giusti e non barbari. E’ incredibile che un popolo civile e democratico come il nostro si ostini e continui a proporre le solite soluzioni violente, autoritarie, solamante e stupidamente repressive tardo talebane e non cercare invece misure preventive che vadano nella direzione della convivenza civile. Il bello è , o il brutto, dipende dai punti di vista, che ha proporre soluzioni talebane-repressive-naziste che ricordano più il dottor Mengele e i campi nazisti non sono i soliti frequentatori dei bar ma anche quelle femministe sessantottine che dovevano, così ci hanno detto, cambiare la società e renderla migliore, meno violenta dove c’è più rispetto e più armonia tra gli esseri umani. Beh! Complimenti Rolli alla vostra civiltà sadico-masochista, complimenti a voi castristi-castronisti che ogni volta e sempre di più, in nome di un mondo più giusto ci propinate quello che in realtà cova dentro di voi. Rabbia e odio.
Claudio Mandrelli.

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Alx 21 settembre 2005 alle 11:58

Mi hai convinto. Mi battero’ perche’ al prossimo stupratore venga dato un soggiorno forzato allo Sheraton di almeno sei mesi.

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