La colpa è dell’euro

L’euro non piace, mi sembra si sia ampiamente capito, e a quanto pare non piace alla maggior parte degli italiani. Non è una posizione contro l’Europa, come preferiscono pensare coloro che nella questione infilano esclusivamente la partigianeria, è che questa Europa si è dimostrata magnona, assistenzialista, ottusa e anche un po’ ladra. Per non smentirsi, poi, ci ha rifilato una moneta unica alla quale l’economia dei Paesi aderenti non riesce a tenere testa e che anzi, giorno dopo giorno affonda insieme a lei.
Esaurita la bugia sinistra che addossava le colpe a Berlusconi e ci indicava come l’unico Paese che avesse problemi seri con la nuova moneta, si prende atto che le nazioni arrancano, i prezzi sono cresciuti smisuratamente, gli stipendi hanno perso valore d’acquisto, la vita è un po’ più grama per la maggior parte delle persone.


C’è una gran voglia di tornare al passato, un’insana (forse..) nostalgia per i tempi che furono, un senso di frustrazione dilagante che qualche popolo democratico – francesi ed olandesi, ad esempio – può sfogare perlomeno nel voto, mentre qualche altro – gli italiani, tanto per non far nomi – invece no; zitti e mosca, si va avanti imperterriti per la strada segnata, chè qui si tratta di matrimonio indissolubile: è per sempre.
Già a me risulta impossibile pensare di sposare una persona, con una formuletta di questo genere; figuriamoci un oggetto, tra l’altro mai frequentato prima.
Indubbiamente l’euro ha pregi e difetti, certo è che i secondi stanno surclassando i primi, e l’arroganza dei politici non aiuta a mandar giù il pesantissimo boccone. Se l’Europa dei burocrati non scende dal piedistallo per confrontarsi con le esigenze pressanti dei cittadini e per proporre alternative, soluzioni, snellimenti nonchè la soppressione di discussioni ridicole imperniate sul diametro delle mele e la lunghezza delle anguille, si ritroverà alle prese con popolazioni ostili, il cui disagio e malcontento verranno opportunamente cavalcati e strumentalizzati da politici all’arrembaggio.
L’Unione Europea, così come è, non piace quasi a nessuno, e l’euro ne segue la sorte.
Non si può cambiare? Perfetto, ma abbiano il coraggio di guardare in faccia i cittadini e la realtà, per poi proporre nuove strade all’interno della comunità. Fare finta di nulla serve solo a creare ulteriore malcontento e repulsione per il pachiderma europeo. Cui prodest?
I sondaggi, del resto, parlano chiaro:”L’euro da noi è più odiato dei becchini, non è mai entrato nel cuore degli italiani, ma oggi è visto come fumo negli occhi” – dice Luigi Crespi - “quando è stato ntrodotto il 55% della popolazione era entusiasta di cambiar moneta, mentre adesso c’è in giro una grande nostalgia per quella vecchia, tant’è che molti pensano ancora in lire. La nuova moneta – continua Crespi – ha messo in crisi il rapporto coni commercianti, la gente si sente derubata, è stufa di percepire lo stipendio di quando c’era la lira e dover pagare in euro servizi e prodotti che oggi costano tutti il doppio”.
Conferma le tesi Alessandra Ghisleri, direttore di Euromedia Research:”Prima che entrasse in vigore, il nostro econometro attestava al 70% la fiducia degli italiani nell’euro, ma nei primi mesi del 2002 era già scesa al 20%. E’ con l’euro che i cittadini fanno i conti, non con l’Europa, e alla difficoltà di manipolare le monetine si è presto aggiunta la sfiducia per l’evoluzione dei prezzi dovuta al mancato controllo che gli italiani imputano e questo e ai governi precedenti. Pur essendo sostanzialmente favorevoli alla Costituzione europea, molti sperano che il “no” sia l’input per rimettere in discussione la moneta unica e il Patto di stabilità“.
Così i sondaggi, ma anche l’insospetabile Centro Studi Politici di Bruxelles non scherza quando scrive:”La valuta corrente europea è probabilmente responsabile dei problemi economici che sta affrontando l’Italia in questo momento .. e che affliggeranno a breve scadenza anche la maggioranza dei Paesi della zona -euro“.
E’ inutile bacchettare Calderoli e Maroni che hanno il coraggio di dire ciò che la popolazione pensa, e cioè che Prodi, con l’ausilio di Ciampi, ci ha sbattuti dentro l’euro per avere un risultato politico in vista delle elezioni ormai alle porte, pur sapendo perfettamente che il nostro Paese non era ancora pronto, e anche al costo del deprezzamento della nostra lira. Non marginale anche l’atteggiamento di sottomissione con il quale l’Italia è stata gestita all’interno della comunità europea.
Anzichè blaterare di matrimoni indissolubili e di dimissioni, sarebbe opportuno che i politici nostrani e quelli di Bruxelles si dessero la sveglia e corressero ai ripari, per rendere quest’Europa e questa moneta più digeribili. Prima che il rigurgito diventi un’incontrollabile tsunami.
(virgolettati tratti da Libero)

di Rolli il 5 giugno 2005 in Opinioni · 41 commenti

{ 41 commenti }

anonimo romano 5 giugno 2005 alle 21:24

Cara Rolli,
spero che da buona democratica tu possa accettare e considerare opinioni che siano diverse dalla tua.
Permettimi un ultimo accenno ai Maroni e Calderoli vari, per poi passare all’argomento serio.
Qualsiasi sia il merito della questione, ministri di un Governo che voglia essere rispettato, non possono permettersi uscite di questo genere. Se dissentono dalla linea del loro stesso Governo si dimettano e finalmente lo liberino dal continuo ricatto. Facciano gruppo esterno, appoggino chi gli pare, ma la finiscano col loro protagonismo.
In una situazione grave come quella che stiamo vivendo leggerezza ed incoscenza non hanno spazio e, tanto meno, scopertissime dichiarazioni a fini elettorali per “monetizzare” in voti l’Euro.
Quanto all’Euro credo che la sua messa in discussione sia idea folle e suicida.
Con tutta probabilità è stato sopravalutato al momento del cambio lira-euro. Una parità 1000£=1Ä non avrebbe certamente portato alle conseguenze di tensione sui beni di consumo. E questo errore (ma anche debolezza verso i partner che ce l’hanno imposto) è certamente ascrivibile ai governi di allora e quindi, di riflesso anche a Ciampi.
Aggiungo l’errore di non aver mantenuto a lungo il doppio prezzo ed anche quello compiuto dai consumatori di scarsa reazione ed organizzazione verso gli abusi dei commercianti.
Per il resto non vedo che aspetti positivi.
Si circola in europa con una sola moneta e persino in paesi dove l’Euro ancora non circola viene pienamente accettato. Vedi Ungheria e Turchia, ad esempio.
Ha impedito, è vero, la continua svalutazione della lira che ci aiutava nelle esportazioni, ma ha messo, seppur brutalmente, in luce le nostre carenze strutturali. Sarebbero, alla lunga, venute comunque alla luce ed affrontarle sarebbe stato quasi impossibile.
L’Euro ha stabilizzato i tassi d’inflazione (ti dice nulla il 22%?) ed i tassi ipotecari e permesso acquisti rateali prima impossibili.
L’Euro forte ci consente di contenere il prezzo della benzina in limiti accettabili (considerato il mercato). Immagini quanto costerebbe oggi in Italia un litro di benzina con una lira svalutata in 5 anni del 50%?
Prima di scrivere o parlare con furore polemico e di parte, anche se non comprendo quale, oltre quella di Bossi e Bertinotti, sarebbe opportuno riflettere 9 volte, come diceva il saggio Confucio.

anonimo romano 5 giugno 2005 alle 21:32

Addendum:
Ho distinto il problema Euro dal problema Europa (o quale Europa si voglia). Mi sembra che mescolarli conduca solo ad ulteriore confusione.
La mia idea sull’Euro l’ho espressa ed è in evidente contrasto con la tua, mentre condivido le tue perplessità sull’Europa che Bruxelles ci presenta (o quanto meno sull’immagine che ci offre).
Spero proprio che non si discuta solo di banane, piselli e divieti per i forni a legna.
Che questa scossa sia salutare per raddrizzare le cose. L’Europa, anche se Europa delle Patrie, è importante, la Costituzione può attendere.

Rolli 5 giugno 2005 alle 22:21

Uh beh, però sei gentile, AR devo dire: l’incipit all’insegna dell’auspicio di una mia possibile apertura democratica alle idee diverse, e in chiusura la bacchettata alla bambina cattiva, tacciata di furore ideologico perchè non coincide con quanto pensi tu. Non male.
Vedo che liquidi gli aspetti negativi in un fiat, come se fossero di scarso peso; peccato che la gente con lo stipendio e con il potere d’acquisto ci debba mangiare quotidianamente, pagare l’affitto e vivere. Quisquilie.
In compenso possiamo pagare a rate, eureka! e andare a zonzo, con i soldi di chi non si sa visto che si bruciano in un attimo, per Ankara o per Parigi senza passare dal cambio. Che meraviglia.
Poi non si sa quale ricatto stia portando avanti la Lega nei confronti del governo; a me pareva venisse da altre parti il ricatto, epperò io sono la rollifuriosa, si vede che la mia mente è obnubilata.

Il Griso 5 giugno 2005 alle 22:29

“alla difficoltà di manipolare le monetine si è presto aggiunta la sfiducia per l’evoluzione dei prezzi dovuta al mancato controllo che gli italiani imputano e questo e ai governi precedenti”.
Ma scusa, l’euro è entrato in vigore quando c’era già questo governo: chi altri doveva controllare i prezzi? Al massimo si può imputare ai governi precedenti la decisione di entrare nell’euro, che però da solo non basta certo a spiegare le attuali difficoltà economiche e ci ha d’altra parte protetto da probabili crisi valutarie.
Io vado in Olanda almeno una volta l’anno e lì ho visto al massimo qualche arrotondamento, sicuramente non il raddoppio spudorato dei prezzi che c’è stato qui, anzi: fare la spesa pare costi anche meno di prima, visto che da anni i principali supermercati si stanno facendo la guerra dei prezzi.

anonimo romano 5 giugno 2005 alle 23:06

Caspita, sai coglire ogni lato scoperto per colpire! E devo anche ammettere che hai colpito giusto. Questione di caratteri, spero.
Quanto alla sostanza avrei voglia di risponderti a tuo modo, rilevando che sei tu a sorvolare sugli effetti positivi dell’Euro.
Non sono d’accordo, o lo sono parzialmente, sulla continua tiritera sulla quarta settimana di sofferenza.
Dimmi se negli anni dell’inflazione a 2 cifre gli stipendi ed il potere d’acquisto non ne soffrivano.
Quanto ad oggi, c’è da riflettere prima di sbandierare questa improvvisa povertà. Domenica scorsa, durante una sosta per un panino lungo la strada collinare tra Gubbio e Perugia, nell’arco di 20 minuti sono sfrecciate almeno 50 super-moto da 15,000Ä e non era un raduno, ma singoli amatori. Un tavolo accanto, di olandesi, era stupefatto.
La notte, ogni notte, a Roma non si trova un parcheggio in centro; i locali rigurgitano di clienti che si spalmano sui marciapiedi.
Per il ponte del 25 aprile ho cercato, una settimana prima, di prenotare una camera in un B&B a Monterosso. Il proprietario mi ha comunicato che era full da 2 mesi e che quello stesso giorno aveva ricevuto almeno 30 richieste come la mia. Se vuoi continuo. A Roma circolano 23.000 Smart, seconda se non terza auto. Oggi, al rientro dal ponte, c’erano file di 200 km. Tutte le autostrade intasate. Rispondimi seriamente, senza buttarla in sterile polemica.
La verità è una sola: soddisfatti i bisogni primari abbiamo “primarizzato” l’eccesso.
Ieri è morto il televisore di mia madre. Ho fatto un rapido giro e ho scovato con difficoltà un apparecchio catodico a 400Ä. Comprerò quello, ma il negozio era sommerso da TV al plasma e digitale da 2000Ä e passa. Riportiamo il nostro modo di vita a più consoni livelli.
Invece di sproloquiare di sviluppo sostenibile, mettiamolo in essere, a cominciare da ognuno di noi. Altro che Paese povero, almeno per ora.

Rolli 5 giugno 2005 alle 23:06

peccato che olandesi e francesi si lamentino degli aumenti dei prezzi esattamente come ce ne lamentiamo noi e che il cambio della nostra lira sia avvenuto all’insegna del maggior deprezzamento. Poi certo, non è stato esente da vantaggi, quali la stabilità e l’inflazione, in compenso le economie europee sono stagnanti e c’è la recessione ben condita dalla disoccupazione. Tranne che nei negozi olandesi dove vai tu, ovvio

Rolli 5 giugno 2005 alle 23:25

Be’, mi pare ardito colpire una persona e se questa lo fa notare comunicarle che è un ottima cecchina.
Quindi all’impoverimento si può ovviare tornando a livelli di vita più consoni, cioè facendo marcia indietro rispetto a prima? E ci sono le moto e i telefonini e le tivvù al plasma quindi siamo ricchi?
Guarda, senza andare a scomodare le beceraggini sul governo cattivo che non controlla i prezzi (e come mai potrebbe fare? nemmeno sotto le dittature si può figuriamoci in democrazia. Ehi signore, l’arresto perchè vende le mele a 4 euro e invece, lo Stato, ha deciso che le deve vendere a 2.. folklore) oserei dire che il fatto che si ricorra alle rate in modo massiccio non è esattamente un buon segno di ricchezza. Poi basta che tu vada in edicola e compri una raccolta di Topolino, ad esempio, che costava 4.ooo lire per vedere che costa 4,50 euro. Le moto, le macchine, i viaggi e i telefonini c’erano anche prima; oggi rimangono, con la differenza che non si pagano più in contanti. E’ meraviglioso.
Poi non è esattamente vero che non si trovino televisori a prezzo basso, anzi: fai un salto da mediaworld e ne vedrai quanti ne vuoi, insieme a quelli al plasma, certo.
A me ‘sta immaginetta dell’Italia ricca perchè ha il cellulare e i maschietti sono sciupafemmine, che devo dirti, mi urta e mi sembra che venga usata per nascondere il vero problema. Che se poi viene lasciato in mano ai Griso, ad esempio, viene bellamente risolto dando addosso a Berlusconi e non se ne parli più, quando invece il problema è a monte, parte da prodi e passa da Ciampi. Berlusconi non può dirlo, ma io sì. E non sarebbe stato male, a mio parere, se l’avessi ammesso anche tu.

chacko 6 giugno 2005 alle 03:46

La stoia dell’inflazione che si avrebbe senza l’Euro e’ ovviamente una balla. Per chi ha studiato davvero macroeconomia e conosce un po’ di econometrica, non servono spiegazioni.
Per tutti gli altri, e’ piu’ facile guardare ai FATTI:
1. L’inflazione C’E'STATA, e micidiale. Basta guardare i prezzi. Inoltre, il petrolio e’ salito meno di quanto si sia apprezzato il dolalro in tre anni, ma guarda caso la benzina e l’energia costano molto di piu’. Non c’entra la lira, c’entra Bruxelles. A quelli che dicono si’, ma i mutui a basso interesse, rispondo: e i prezzi delle case?
2. Gran Bretagna e Danimarca stanno alla grande, loro si’ senza inflazione e con tassi praticamente uguali ai nostri.
3. Per entrare nell’Euro e farsi mandare a Bruxelles Prodi ha taroccato i bilanci, strafottendosene dei risultati, che abbiamo sotto gli occhi
4. Al governo, disperato alla ricerca di soldi, la botta inflazionistica portata dall’Euro e’ andata benissimo: le entrate da accise, Iva e via discorrendo sono aumentate vertiginosamente.
Al di la’ della propaganda, questo governo ha aumentato il fabbisogno pubblico (cioe’ le spese), e l’Euro per un paio di anni ha consentito di vivacchiare, per quanto detto sopra. Adesso il paese non si muove, e soldi non ne entrano piu’, e allora eccoli a piangere che e’ colpa dell’Euro e dell’Europa iper-burocratica e tecnocrate, invece di muovere il culo coem fanno gli inglesi o gli americani.

Rolli 6 giugno 2005 alle 09:13

Chacko, siamo tutti incapaci? Intendo dire: recessione, stagnazione e disoccupazione riguardano l’Europa, non l’italia singolarmente, e guarda caso l’Inghilterra, che il culo lo muove, non ha l’euro (e ben se ne guarda). Quindi, muovere il culo: come?

Il Griso 6 giugno 2005 alle 09:15

Chacko, per curiosità: secondo te all’Istat hanno studiato davvero macroeconomia e conoscono un po’ di econometrica? E perchè allora ci pigliano pel culo coll’inflazione al due per cento?

Il Griso 6 giugno 2005 alle 09:21

Rolli, fammi capire: prima dici che il problema del controllo dei prezzi è ‘a monte’ (a monte quanto? chi doveva vigilare al momento del cambio valuta e dopo? Giolitti? Cavour?), poi dici che tanto il governo non poteva far niente, mica c’è la dittatura.
Neanche in Olanda c’è la dittatura, eppure lì qualcosa di meglio han fatto: che il tuo povero Silvietto (che tutti ce l’hanno con lui, manco fosse lui a governare l’Italia da soli 4 anni dopo mezzo secolo di regime comunista) si faccia dare qualche ripetizione, ai vertici europei, invece di fare corna e battutine sceme.
Senza contare i commercianti, che evidentemente in Olanda sono meno ladri.

Rolli 6 giugno 2005 alle 09:28

Capisco che tu abbia un incontrollabile livore nei confronti di Berlusconi che non sai dove scaricare, ma devi spiegare come si controllano i prezzi, così imparano anche gli economisti e tu passi alla Storia. Cavallo di battaglia olandese per il no è stato proprio l’aumento dei prezzi abbinato al fatto che loro versano più soldi rispetto a quanto ne ricevano.
Converrebbe che tu gli indicassi i tuoi negozi dove la spesa è diminuita, che loro sono distratti e non se ne sono accorti.

Il Griso 6 giugno 2005 alle 10:11

Rolli, i miei fornitori misteriosi sono le principali catene di supermercati.
Traduco il succo:
I prezzi nei supermercati olandesi (che risultano tra i più convenienti d’Europa) sono più bassi che all’introduzione dell’euro nel 2002.
Lo ha rilevato il presidente del settore, Klaas van den Doel, in occasione della presentazione del rapporto annuale del CBL (Ufficio Centrale Commercio Alimentari): su base annua, la famiglia media risulta aver ottenuto un risparmio di Ä145 su ottobre 2003.

Sono così distratti che se n’è accorto l’ANP (l’ANSA olandese).
Gli economisti l’hanno imparato almeno dai tempi di Adam Smith come si controllano i prezzi: col libero mercato (quello vero, non quello dei magliari nostrani).

bill 6 giugno 2005 alle 11:37

Questa è la migliore della settimana. Che gli Olandesi siano così contenti lo si è visto da come hanno votato. E non hanno certo votato quel pateracchio chiamato Costituzione: e chi ha tempo di leggersela, lunga com’è? Che poi la risposta ad una moneta che non conta un tubo nel mondo (dove sono i capitali esteri investiti in Euro?) e che ha comportato inflazione ovunque stia nella grande distribuzione è una sciocchezza, che oltre a propinarci surgelati e prodotti di second’ordine (sono proprio le grandi catene di distribuzione che vogliono la cioccolata senza cacao e altre schifezze del genere) crea solo problemi sociali enormi nelle città. Se ne aprono fin troppi di ipermercati, e in compenso chiudono un numero enorme di piccoli esercizi. Dici che è bello? Mah! Prova a dirlo ad un anziano, che non ha più un negozio sotto casa, e poi sentiamo cosa ne pensa.
PS: I tassi sono scesi per un decennio, senza che esistesse l’Euro. Anzi, la BCE è riuscita a tenerli sempre più alti che nel resto del mondo, finendo per non attirare capitali esterni. L’Euro coi tassi bassi non c’entra nulla.

Rolli 6 giugno 2005 alle 11:38

Si vede che gli olandesi che protestano per l’aumento dei prezzi, e infatti spernacchiano le UE, non tengono conto dei supermercati, che ti devo dire.
Le mie fonti invece dicono questo:

” L’unica consolazione per le famiglie italiane è che anche nel resto d’Europa la situazione non è molto migliore
. Anche l’Olanda, per esempio, non è rimasta esente dai salati rincari dei prezzi provocati dall’introduzione della moneta unica, anche se l’ufficio statistico nazionale (CBS) insiste nel sostenere che si tratta di un’inflazione non reale, ma solo percepita. Sta di fatto che uno studio compiuto dalla rivista “HP/De Tijd”, le cui conclusioni sono state confermate dall’autorevole società di consulting Mercer, dimostra che in realtà i prezzi in Olanda sono aumentati mediamente del 49% dal giorno in cui è entrato in vigore l’euro. Tra i molti esempi presi in esame, vengono citati il costo di una bottiglia di Chablis (+65%), di una cassa di birra (+21%), di un litro di latte (+17%), dei parcheggi (+39%) e dei taxi (+26%). Anche i biglietti d’ingresso negli zoo, nei musei o nella casa di Anna Frank hanno subito aumenti compresi in una forchetta che va dal 31% al 106%. Mercer ha anche messo in evidenza che ad Amsterdam i prezzi dei ristoranti e degli alberghi sono aumentati del 18% nel giro di un anno. Il CBS è stato comunque costretto ad ammettere che per alcuni generi alimentari come le patate e le uova gli aumenti sono stati salatissimi (+79%), mentre nei parchi di divertimenti la crescita del prezzo dei biglietti è stata del 40%.
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I prezzi della produzione industriale nella zona euro nel marzo scorso sono aumentati dello 0,6% rispetto al mese precedente… maggiori incrementi sono stati registrati complessivamente, sempre su base mensile, in Danimarca (+3,4%), in Grecia (+1,7%), Lituania e Olanda (entrambe con +1,1%)
************
E senti, allora adesso, se arrivano i vostri, cioè la geniale sinistra, avremo mercati liberissimi e prezzi bassi? E so’ contenta so’, chè se lo sapevo prima avrei evitato l’astensione e mi sarei fiondata a votare il benemerito Prodi, accidenti.
Io te l’ho già detto, Griso, tu sei obnubilato dal berluska, e va bene: guai a te se ti trovo a lamentarti, nel caso salisse l’ulivo al governo, di assistenzialismo e fregnacce simili. Te lo sbobbi con religiosa accondiscendenza, a partire dalla politica estera e per finire con lo statalismo. Del resto con i prezzi che ci saranno nemmeno starai sul blog: sarà tutto uno sperperare il sovrabbondante in viaggi e cotillons

Return 6 giugno 2005 alle 12:05

Griso, questi sono quelli che avevano capito tutto (mica come Prodi). C/i dal corriere
“Nell’agosto 1996 in vista della dichiarazione di indipendenza della Padania e della formazione del Governo padano ó avvenute a Venezia il 15 settembreóUmberto Bossi scrive al Presidente della Commissione europea Jacques Santer, chiedendo indicazioni su come far aderire la Padania all’Unione economica e monetaria fin dall’inizio, previsto per il primo gennaio 1999.
Qualche tempo prima (3 marzo 1995), in una dura dichiarazione all’Ansa riguardante Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, Roberto Calderoli si era riferito alla lira come ´la nostra moneta ridotta a carta stracciaª. Il 2 settembre 1996 il portavoce di Santer dichiara inammissibile la richiesta di Bossi di far entrare nell’euro la sola Padania. Il 17 giugno 2001 ó due anni e mezzo dopo la nascita dell’euro ó nel suo intervento di Pontida Umberto Bossi afferma: ´Per quel che ci riguarda, se la lira non fosse entrata nell’euro, allora non sarebbero fallite soltanto le grandi imprese italiane, ma anche le piccole imprese perché il costo del danaro e l’inflazione sarebbero saliti alle stelle e sarebbe sopraggiunta la frantumazione dello Stato italiano, cioè la secessione. Noi avevamo coscienza che se gli avvenimenti fossero andati in quel modo avremmo dovuto immediatamente indirizzare il processo politico verso uno Stato nazionale padano per garantirci la democraziaª.
Ecco, tacere

Rolli 6 giugno 2005 alle 12:28

Taci tu, Return: intanto la Lombardia ha un andamento economico ben diverso dall’Italia, e quindi le farneticazioni di Bossi sulla Padania hanno qualche fondamento. Poi se si fosse entrati non proni e asserviti ma con calma e dignità le cose, probabilmente, sarebbero andate diversamente. Certo è che avete raccontato idiozie sulle colpe di Berlusconi e i paesi europei versano nelle stesse condizioni, anzi e con la disoccupazione più alta. Vi hanno spiaccicato in faccia due no, e continuate a far finta di niente. Anzi, dovremmo pure tacere. Formidabili, non c’è che dire.
La lega farnetica, certo, e intanto i fatti europei le danno ragione.

Francesco 6 giugno 2005 alle 12:34

Beh, se un qualche governo italiano avesse messo mano alle protezioni anticoncorrenza dei mercati interni (cioè fatto la guerra totale a Billè), non avremmo avuto l’inflazione da changeover che ci siamo beccati.
Non l’hanno fatto, i TAR hanno smantellato quel poco che si era ottenuto contro altre situazioni di collusione (petrolieri, assicuratori, ex-monopolisti teleofnici ed elettrici) ed oggi sentiamo nel …. un grosso palo.
Peccato che non sia l’Euro, siano le italianissime corporazioni.
E temo siano pure venerate a destra come a sinistra.
Quindi credo che Rolli, questa volta, abbia torto.
Ce stanno a piglià pel culo con un falso bersaglio
Ciao

Francesco 6 giugno 2005 alle 12:37

PS ha ragione Return.
Oggi la Lega rappresenta quegli imprenditori incapaci che la concorrenza internazionale sta schiacciando. E anche quelle sacche di parassitismo che penalizzano tutti gli imprenditori (non dimentico le battaglie a fianco dei tassisti).
Nel 1996 voleva rappresentare gli imprenditori capaci di competere e stufi dei costi della burocacrazia inutile. Ma non ha mai saputo fare una proposta ragionevole (purtroppo).

Return 6 giugno 2005 alle 12:54

“Se la lira non fosse entrata nell’euro, allora non sarebbero fallite soltanto le grandi imprese italiane, ma anche le piccole imprese.”
Questo non l’ho detto io, cara. Tacciano loro e taci tu, o mettetevi d’accordo tu e Bossi prima di esternare a cazzo di cane che Silvio lo sai si dispiace.
Ma sì, ci facciano proprio la campagna elettorale, contro l’euro. Ma sì, torniamo alla lira che tutto si risolve! Nel frattempo non facciamo nessunissima riforma seria dell’economia, eh, sennò si perdono voti. Gran bella classe dirigente.
PS
La prossima volta che mi associ a posizioni non mie ti mando affanculo perché è disonesto e basta.

Il Griso 6 giugno 2005 alle 13:24

Il Codacons dovrebbe semmai imparare a fare il suo mestiere e tutelare i risparmiatori italiani sul serio, anziché tuonare contro il wrestling in TV.
Ripeto, i prezzi nei supermercati sono ampiamente contenuti, qualche aumento da arrotondamento (ma neanche da paragonare al nostro raddoppio) si è avuto nei negozi e – più che altro – in ristoranti e pubblici esercizi. Parlare di “una forchetta che va dal 31% al 106%” non ha senso, ci metti in mezzo l’unico prezzo che ha sbarellato e il gioco è fatto: o pensi che il costo della vita per gli olandesi si misuri sul biglietto della casa di Anne Frank, dove vanno quasi solo turisti?
Una lamentela effettiva è stata semmai quella sulla parità tra euro e fiorino al momento del cambio, che secondo alcuni sarebbe stata svantaggiosa. Altri hanno replicato che ci si è basati sul marco, cui il fiorino era tradizionalmente agganciato. Controreplica: sì ma all’epoca il marco era debole per via del post-unificazione, etc.
Sta di fatto che, quanto a potere d’acquisto, gli olandesi sono tuttora i settimi in Europa (primi i lussemburghesi, gli italiani non so).

Rolli 6 giugno 2005 alle 13:36

Return, va benissimo, però facciamo che la prossima volta che ti permetti di dire “tacete” il mio vaffanculo sarà più veloce del fulmine, così risparmio anche la replica.
Griso, spiace, non c’è solo il codacons, ma anche gli altri e gli olandesi stessi. Certo che ci vuole una bella faccia nel far finta di non vedere un NO grosso quanto una casa e quasi plebisicitario.
E’ che quegli olandesacci non frequentano i supermercati d’oro

Return 6 giugno 2005 alle 13:51

Rolli, il mio “tacere” (infinito) era rivolto a Bossi e Calderoli che fanno numeri da circo (poi non ricordo come votarono in parlamento. Cosa fecero? Votarono contro o si astennero? Rinfrescami la memoria). Poi se tu mi rispondi taci tu, eh, no: taci tu.

Il Griso 6 giugno 2005 alle 14:08

Rolli, sei tu che vai in cerca di demagogia spicciola anziché del tenore di vita reale: la stragrande maggioranza degli olandesi ‘Chablis’ non sa neanche cos’è e come si scrive, ma TUTTI fanno la spesa nei supermercati che (Albert Heijn in testa, informati se è più diffuso quello o lo Chablis) da anni si stanno facendo la guerra dei prezzi, tanto che i fornitori si lamentano che i loro margini si erodono mentre i supermercati se la cavano comunque, dato il grosso volume d’affari e i consumatori ci guadagnano.
Che c’entra l’euro? Nulla, appunto, è un esempio di concorrenza vera (non quella tra le banche italiane, per intendersi) e di funzionamento virtuoso del mercato.
Il ‘NO’ alla costituione europea è rivolto a un governo impopolare, alla burocrazia, alla perdita di sovranità, alla crisi economica (certo), al timore di trovarsi in casa la manodopera e i prodotti agricoli dell’Est che ti mettono fuori mercato, all’immigrazione e chi più ne ha più ne metta.

bill 6 giugno 2005 alle 14:17

Mi piace che ci si sbracci a difendere una cazzata che si è voluta fare a tutti i costi, col piattino in mano dai tedeschi e scaraventandoci addosso delle tasse vergognose (che il cialtroname ulivista aveva promesso di restituire. Genta seria, mica dilettanti: il dito medio non lo fa vedere in pubblico, ma lo usa davvero bene). Tornare alla lira è forse impossibile, è vero. Ma la provocazione è giusta, se pure il governo tedesco ha dovuto smentire ufficialmente un’ipotesi di ritorno al marco. Quindi, amici belli, non fate i fighetti progressisti del menga: in tutta Europa dell’Euro la gente non ne vuole proprio. Sarà meglio che invece di fare i realisti più realisti del re si cerchi di smettere di strangolare le economie di mezzo continente, e che all’interno invece di cianciare di riforme non si facciano scioperi generali tutti i giorni. Perchè quelli che non vogliono cambiare niente stanno proprio in corteo permanente. Chi la riforma l’economia italiana, Bertinotti?

bill 6 giugno 2005 alle 14:25

Griso, ma scherzi o dici davvero? Guarda che se per te gli ipermercati sono un sinonimo di concorrenza seria, siamo a posto. Io non dico che non abbiano una loro funzione, ma strangolare i dettaglianti a favore di grosse conglomerate, come succede ovunque, non è proprio una concorrenza seria. E, come si vede, non sono una panacea per l’inflazione. E se in Germania si parla di ritorno al marco (e lì non c’è la Lega), vuole dire che l’Euro di danni ne ha fatto ovunque.

Return 6 giugno 2005 alle 14:27

Caro Bill a forza di rigirare la frittata ti si è bruciata. Le riforme le dovrebbe fare il governo in carica, fottendosene degli scioperi giacché è investito del mandato popolare. Se non può, invece di berciare contro l’euro tanto per blandire l’opinione pubblica – tanto lo sanno anche loro che non si può tornare indietro – si dimettessero. Poi facessero una cosa qualunque fra queste: una lista liberale di stampo thatcheriano con i radicali, un inciucio con Rutelli, una grande coalizione con chi ci sta dei riformisti di sinistra, quello che vogliono. Purché facciano qualcosa di serio e sensato. Inveire contro l’euro non lo è.

bill 6 giugno 2005 alle 14:37

Guarda Return che se c’è una cosa che imputo a questo governo è proprio di non avere avuto il coraggio di prendere le decisioni giuste, sfidando la piazza quando necessario. Permettimi però di dubitare che quegli altri abbiano la benchè minima voglia di farlo. Poi, dire che per questo non si può criticare il modo in cui si è concepito un cambiamento importante come l’adozione di una nuova moneta, che è una cosa epocale, non ha senso. Di cosa dobbiamo parlare, del trapianto di capelli del Berluska? Non siamo nati oggi, e quelle pedestri decisioni hanno un peso notevole.

alex 6 giugno 2005 alle 14:44

a proposito di inflazione e televisori: la scorsa settimana è morto il tv a 21 pollici Philips comprato nel 1987 a 579.000 lire ( monofonico, senza televideo e con loi schermo non perfettamente piatto). Ne ho comprato uno a 219 euro, sempre della Philips, con audio stereo, televideo e schermo piatto.

Rolli 6 giugno 2005 alle 15:27

Spiacente Griso, ma ti ho messo dei bei link che confermano quanto ho detto, tu mi hai messo un link che dice che nei grandi supermercati a volte si spende meno. I dati sono lì da vedere.
Return, quel “tacere” non sembrava rivolto in esclusiva alla Lega, ma tant’è; resta che la Lega sta toccando nervi scoperti e anzichè pensare al perchè siano tali, qui e lì ci si arrampica in improbabili difese e in alti lai per lesa maestà. Mi pare semplicemente ridicolo, per non dire altro

chacko 6 giugno 2005 alle 17:36

Rolli,
quando dico “muovere il culo” come USA o Inghilterra, intendo azioni che sono di due livelli, uno “nazionale”, uno purtroppo piu’ limitato “europeo”.
Cosa puo’ fare l’Italia (il governo), davvero SUBITO:
1. Liberalizzare le professioni, cancellando gli ordini e i prezzari bloccati
2. Tassare allo stesso modo qualsiasi reddito da lavoro
3. Colpire i monopoli e i cartelli, in particolare banche e energia con una vera liberalizzazione
4. “Sburocratizzare” la micro impresa individuale, sia negli adempimenti che nei costi (con un immediato sviluppo di “imprenditori part-time” specie nei servizi -ancora, come negli USA)
La lista continuerebbe, con provvedimenti piu’ a lungo termine, senz’altro necessari per strutturare un sistema piu’ agile. Ma quelli sopra potrebbero essere immediati (mi pare erano parte del programma pre-elettorale…), con conseguenze davvero immediate nel dare una scossa all’economia.
Invece, se tanto per fare un esempio, uno vuole mettersi a vendere bigiotteria alle amiche nei weekend, deve metter su un ambaradan di struttura e di costi che neanche ci prova. O lo fa in nero.
Oppure, sempre per rimanere agli USA che su questo sono il vero modello, se uno ha un’idea di business, manda una lettera e 300$, e l’azienda e’ registrata, tempo 10 giorni. Fine, nient’altro. Contabilita’ semplificata, reddito alla fine dell’anno semplicemente aggiunto ad altri redditi familiari (un eventuale lavoro dipendente, e magari il coniuge che ha un part time). Tutto molto semplice e non costoso, cosi’ uno puo’ provare, se funziona contanti tutti perche’ l’economia si muove, altrimenti non ci perde nulla o quasi. Pagamenti via assegno obbligatori, cosi’ non un dollaro scappa all’erario.
Ecco cosa vuol dire muovere il culo. Chiaro che tocca interessi corporativi enormi, e quindi in Italia non si fa.

chacko 6 giugno 2005 alle 17:56

Rolli,
dimenticavo. Dalla tua risposta al mio post capisco che mi sono spiegato forse male.
L’Euro di colpe ne ha, e tantissime. Ma e’ come dire che l’automobile che ti investe ha colpe. Magari io sarei piu’ incazzato con l’autista. La moneta e’ uno strumento che se gestito bene, e’ neutro. Se gestito come l’Euro, e’ un disastro.
E’ anche facile dare la copa alla banca centrale, ma il loro mandato era di tenere l’inflazione “bassa”, e costruire una moneta forte, e i dati glieli da’ Eurostat, mica se li fanno loro. Hanno eseguito, tecnicamente, il mandato. Le scelte politiche a monte sono il disastro VERO. La stupida insipienza di voler estendere il modello renano (o francese) all’intera europa, quando stava gia’ collassando.
Leggo adesso la “boutade” della Lega sul pegging lira-dollaro. MAGARI. Ovvio, impraticabile. Pero’, lo hanno fatto gli inglesi, i danesi, i norvegesi, i cinesi, e via discorrendo. Con discreti risultati, o no?
Adesso possiamo fare due cose: piangere e tafazzarci tra le gambe, o tentare come dicevo prima di “muovere il culo” a livello innanzitutto politico con alcuni provvedimenti efficaci e anche facili. Non mi pare aria pero’, testa nella sabbia e via, e fanculo i figli….come le generazione precedente insomma (quella dei megadebiti che paghiamo noi ora)
Ma ripeto, all’inizio andava benissimo al governo perche’ ha incassato una montagna di soldi di IVA, e ce n’era un bisogno enorme, sia per coprire i buchi precedenti che per mantenere i parametri taroccati che il governo Prodi aveva garantito all’europa.
Inciso: nel 2004 il differenziale dell’accisa sui carburanti ha prodotto di piu’ del “taglio” delle tasse. Questo con l’euro a 1.20$, o a 0.80, e’ lo stesso. Un aumento del 10% del petrolio porta circa il 15% in piu’ di accisa+Iva nelle casse dello stato.

Il Griso 6 giugno 2005 alle 19:05

Spiacente Rolli, non nei ‘grandi’ supermercati, ma nei comunissimi supermercati. Non mi metto lì a tradurre tutto, ma una delle tante strategie è promuovere il prodotto col marchio della catena (che è comunque di buona qualità) invece delle ‘grandi marche’: fra l’altro, vedo che cominciano a farlo anche nei supermercati di qua, anche perchè altrimenti, passata la sbornia da soldi del Monopoli e accortisi che le tasche sono ormai vuote, i consumatori non comprano più.
Tirar fuori il prezzo dello Chablis in Olanda, dove il vino è comunque esotico e costoso, è come dire ‘signora mia, ha visto che il tartufo è arrivato alle stelle…’
Viceversa, ci credo che i taxi sono saliti, perchè la situazione è praticamente all’italiana: qualche anno fa, ad Amsterdam, ci fu la ‘guerra dei taxi’, con quelli dell’ex monopolista che facevano i picchetti, svellevano le colonnine e bruciavano le macchine della concorrenza, senza che il comune muovesse un dito (ma Cohen è famoso per il suo buonismo imbelle – aveva ragione Van Gogh – e Veltroni sembra Giuliani, al confronto).

Rolli 6 giugno 2005 alle 19:09

Ah ecco, peggio ancora! Griso tu mi prendi per tonta, evidentemente. Cioè: si sono abbassati i prezzi, magari dei prodotti loro? Pensa un po’! Anche qui, sai? Ci sono fior di discount con i prezzi bassi, mica no; anche Auchan se è per quello, i suoi prodotti li vende a prezzi accettabili (che poi facciano schifo è un altro paio di maniche)
Ribadisco: ti ho messo dei link chiari, non me li ha passati il presidente del consiglio e insieme al NO olandese dicono tutti la stessa cosa: i prezzi in Olanda sono aumentati.

Massimo 6 giugno 2005 alle 19:58

´Sono orgoglio di avere, insieme all’allora ministro del Tesoro Carlo Azeglio Ciampi, portato l’Italia nell’euro. » stata un’opera che ha messo in ordine i conti dello stato, ha ridato energia al paese, ha permesso di farti il mutuo per la casa, ha abbassato i tassi d’interesse e il costo del denaro, ha rimesso l’Italia in linea, fatto ricrescere i capelli a Berlusconi, reso gli italiani piu magri e piu snelli, sbiancato i denti, e funziona meglio del Viagra!” Cosi oggi Onano Prodi in un’ intervista al Corriere.
Droga liberalizzata e non lo sapevamo?

chacko 6 giugno 2005 alle 20:13

Griso
Certo che hanno studiato econometrica all’Istat, cosi’ bene da saper taroccare alla grande. A proposito dei dati Istat sull’inflazione. Un solo esempio: nel paniere, il peso degli affitti e’ 0.001 cioe’ 1 millesimo (sul sito Istat lo trovi se interessa). In altre parole, se ti aumentano l’affitto di 100 Euro, cioe’ diciamo il 10%, secondo l’Istat contribuisce all’inflazione generale come se ti fosse aumentato dello 0.1%. I prezzi delle case invece, 1 decimillesimo.
Si fa presto a far vedere un’inflazione del 2%, basta “pesare” pochissimo le voci significative.
Poi c’e’ qualche genio che va in tv e dice che l’inflazione percepita non e’ quella reale. Cioe’, la prossima volta che ti danno un calcio sulle palle, non preoccuparti, e’ solo percepito mica e’ reale.

Il Griso 6 giugno 2005 alle 20:57

Rolli, l’ultima volta che ricordo di averne letto, Albert Heijn (la più diffusa catena di supermercati olandese) aveva abbassato i prezzi di un migliaio di prodotti, mica due-tre, costringendo i principali concorrenti ad andargli dietro.
E comunque, ti garantisco che i loro sono buoni, persino la pasta.
La morale è: dove la concorrenza c’è sul serio, i prezzi rimangono bassi, euro o non euro.

Il Griso 6 giugno 2005 alle 20:58

Chacko, grazie delle informazioni: è come sospettavo, ce stanno a pijà pper…

Rolli 6 giugno 2005 alle 21:19

C’è da dire che Chacko spiega bene: ora gli appioppo di default la parte economica del blog :)

chacko 7 giugno 2005 alle 03:11

Rolli
la macroeconomia e’ il mio lavoro. Per questo mi incazzo ancora di piu’, perche’ vedo ogni giorno molto chiaramente come e dove ce lo piazzano…
Se gli italiani (gli europei) fossero meglio e piu’ informati, beh magari qualche balla in meno riusciremmo a farcela rifilare…
Gia’ che ci sono, vorrei far notare una cosa: visto che si parla tanto del declino dell’Italia, come se fosse una roba arrivata chissa’ come per colpa dell’11 settembre.
Quindici anni fa, chi come me si muoveva all’estero (est europa, cina, etc), aveva come argomento di conversazione normale con gli occasionali incontri di lavoro, questo: “se non si fa qualcosa di serio, tra dieci anni saremo al collasso, il sistema non funziona, producendo magliette, mobili, e scarpe, finiremo a fare i camerieri per i russi o i cinesi”.
Beh, direi che bastava ascoltare. Quindici anni fa. La colpa ripeto non e’ dell’euro (che e’ una schifezza), ma di una classe politica intellettualmente disonesta, o incapace.

francesco de goyzueta 11 giugno 2006 alle 13:07

finanza e commercio sono i responsabili dell’indebitamento degli italiani oltre misura a cusa dell’irresponsabilità sociale di questi comparti.Con la connivenza passiva di un mancato controllo del governo che non ha tutelato il risparmiatore vero e consumatore ignaro.
Vergogna!!
Spero che questo governo dia una stangata pesante a questi comparti e riduca le imposte all’industria che è creatrice di ricchezza.

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