Santissima ipocrisia

Deve essere un senso di colpa atavico, condito di abbondante malafede, quello che muove l’orda selvaggia di occidentali sconvolti per l’uso improprio del Corano o per i toni della Fallaci. Non si spiega diversamente.
Non sta bene, sono d’accordo, buttare nel gabinetto il Corano, da lì allo sdegno continuato di massa, però, vedrei un abisso.


Ci fosse, nel mondo musulmano, lo stesso rispetto per i simboli cristiani o ebrei, potrei anche concepire lo stracciar di vesti cui abbiamo assistito, ma questo rispetto non c’è, a cominciare dalle nostre Chiese, dove bivaccano tranquillamente con “servizi” annessi e connessi, per finire con le restrizioni rigorose che i simboli cristiani subiscono normalmente in moltissimi paesi musulmani.
Questo certo non autorizza a procedere con lo stesso passo prevaricatore, ma dovrebbe indurre perlomeno a moderare lo sdegno.
Ali Al-Ahmed, musulmano nonchè direttore dell’Istituto Saudita di Washington, firma sul Wall Street Journal un editoriale al riguardo dal titolo “Santissima ipocrisia“, denunciando la non reciprocità del mondo musulmano sulle questioni religiose, e sottolineando l’attenzione con la quale invece viene trattato il Corano: “Lo posso comprare ovunque in America e i suoi contenuti sono studiati in tantissime università; i musei spendono milioni per esporre e celebrare l’arte e la tradizione islamica”.
E aggiunge :”Il 14 ottobre scorso, dozzine di uomini e donne saudite sventolavano il Corano durante una pacifica manifestazione nella capitale Riyadh in appoggio ai riformatori Sebbene avessero in mano il Corano anche per proteggersi dall’assalto della polizia, sono stati caricati da centinaia di agenti antisommossa che hanno calpestato i libri con i loro scarponi, secondo la testimonianza di uno dei presenti”.
Quando fa comodo, quindi, tutto questo rispetto nei confronti del testo sacro evidentemente non ce l’hanno nemmeno coloro che invece sarebbero tenuti ad averlo. E allora come mai il mondo arabo invece si rivolta sdegnato urlando alla blasfemia per il presunto episodio del corano buttato a Guantanamo? E a quale titolo pretendono, dice Ali Al-Ahmed, rispetto se poi i musulmani negano la reciprocità perseguitando i simboli religiosi?
“Anche se è considerata sacra nell’Islam ed è menzionata molte volte nel Corano, la Bibbia è vietata in Arabia. Nel settembre del 1993, Sadeq Mallallah, 23 anni, fu decapitato a Qateef con l’accusa di apostasia perché ne possedeva una. Ogni anno, nei rapporti sui diritti umani curati dal Dipartimento di Stato, compaiono molti casi di fedeli arrestati e deportati. Pochi giorni prima dell’incontro tra Bush e il principe Abdullah, il mese scorso, due raduni di cristiani sono stati dispersi con la forza nella capitale Riyadh. Bibbie e croci sono state confiscate e saranno incenerite secondo la legge, che proibisce l’importazione e l’esposizione di croci, stelle di David o di ogni altro simbolo religioso non approvato dalla setta dei Wahhabiti al potere. In Tv, i programmi che mostrano preti cristiani, croci o stelle ebraiche vengono censurati ”
“L’Arabia Saudita non permette la libertà religiosa ad alcun suo cittadino, agli stranieri residenti, ai musulmani stessi, persino a coloro che appartengono alla fazione dei Wahhabis ( il 40% della popolazione). » proprio la parola “libertà” che non esiste. Il governo pratica una forma rigida di controllo sull’interpretazione dell’Islam nell’educazione, nei media, anche nelle moschee! Tv e radio di stato non consentono la partecipazione ai programmi di leaders religiosi o studiosi che non siano Wahhabiti. Libri di altri islamici, così come di cristiani, ebrei o di altre fedi sono banditi. Tutti i libri di filosofia, e la filosofia stessa, sono fuori legge”.
Sono parole di un musulmano, non della Fallaci, che vede l’ipocrisia nei suoi confratelli esattamente come la vedo io in coloro che si battono il petto l’episodio di Guantanamo o per le parole della Fallaci.
Non ho sentito le stesse voci – musulmane e non – sdegnarsi per le minacce e i passaggi volgari di Adel Smith nei confronti della scrittrice, o per il crocifisso buttato dalla finestra e altro ancora. Leggo invece che un solerte giudice di Bergamo respinge la richiesta del pm di archiviazione della denuncia contro Oriana Fallaci per vilipendio della religione islamica e procede contro di lei.
E leggo anche che l’udienza per la denuncia inoltrata dalla scrittrice contro il signor Smith che la insulta e la minaccia, viene rinviata tranquillamente all’anno prossimo

di Rolli il 28 maggio 2005 in L'altroMondo · 15 commenti

{ 15 commenti }

anonimo romano 29 maggio 2005 alle 03:55

La totale mancanza di libertà religiosa in Arabia Saudita è un fatto e la “non reciprocità” ne è la più diretta conseguenza. Oltre alle ovvie denunce di questa realtà,è sulle ragioni che ne sono alla base che occorre interrogarsi. E sul perché, petrolio a parte, l’occidente tace.
Domandiamolo chiaramente ai vari Adel Smith in occasione delle varie presenze mediatiche e magari ai nostri politici.
Quanto agli eventi giudiziari che tu citi, ma non solo quelli, temo che siano buoni-acquisto per ottenere benevolenza verso il nostro paese (leggi attentati).
A quest’ora della notte “de più nun posso”.

Manuele 29 maggio 2005 alle 04:59

Il commento è interessante, ho due appunti:
1) Rolli, quando scrivi:
Questo certo non autorizza a procedere con lo stesso passo prevaricatore, ma dovrebbe indurre perlomeno a moderare lo sdegno.
Mi chiedo, ma sei sicura di quello che hai scritto?
Un’azione poco rispettosa contro una religione non ha valore diverso a seconda della religione e di come è considerata in alcuni paesi. Il “ma” insomma mi sembra fuori luogo, mi sembra un modo di pensare un pizzico nazista.
2) C’è una cosa che non capisco molto bene (o la capisco fin troppo bene). Come mai questo cretino di nome Adel Smith ci viene sempre sbattuto in faccia? Ma chi se lo incula? Siete in tanti a destra ad usarlo come cavallo di battaglia per rafforzare e dar credito alle vostre opinioni intolleranti, ma le persone intelligenti non sprecano nemmeno 5 minuti a parlare di questo qua che, è chiaro, rappresenta solo sÈ stesso.

il Grinch 29 maggio 2005 alle 06:51

Si spiega diversamente. E si spiega con una parola.
Dhimmitudine.
Ecco la condizione nella quale gli occidentali vivono il filoislamismo.
Cercare protezione. Essere sottomessi e servili verso l’islam come pegno per la sopravvivenza.
il Grinch

Donatello 29 maggio 2005 alle 17:52

Beh, dire che Rolli la pensa “un pizzico nazista” perché trova che le limitazioni alla libertà religiosa imposte nei paesi arabi ai non musulmani nel chiuso delle loro case e della loro privacy non sono condannate con la stessa forza delle prevaricazioni subite dai musulmani nelle celle della prigione di Guantanamo, lo trovo alquanto bizzarro.
Come trovo bizzarri coloro che (non a caso sono gli stessi!) condannano il “muro della vergogna” di Israele, ma mostrano “comprensione” per la “disperazione” dei kamikaze che si fanno saltare con le scolaresche di ragazzini ebrei; o che manifestano contro Bush perché “attenta” ai diritti civili degli americani, e allo stesso tempo giustificano il regime di Castro perché a Cuba “comunque” l’assistenza sanitaria è garantita a tutti; o, ancora, che si lamentano perché Previti non è in galera, ma poi ritengono che quello dell’omicida Battisti sia un caso di “accanimento giudiziario”; e via dicendo con decine di altri possibili esempi.
Il dilemma, sulle questioni che comportano giudizi morali, è sempre lo stesso, oramai da qualche centinaio di anni: adottare un metro unico di valutazione a cui conformare il proprio comportamento, oppure di volta in volta usare metri e misure diverse, per conformare la realtà alle proprie convinzioni e convenienze? Preoccuparsi cioè del giudizio morale perché è un giudizio che riguarda noi stessi, oppure utilizzarlo come leva per imbrogliare gli altri e così solo affermare le nostre opinioni?
In questo senso, Adel Smith non è affatto “un cretino” di cui non curarsi, bensì un millantatore che pubblicamente spaccia moneta morale fasulla e che, in quanto tale, va smascherato e svergognato pubblicamente, alla pari di tutti quelli che si comportano come lui.
http://www.educationzip.com/blog/archives/00001964.html
Nelle quesioni morali, diversamente da quelle della politica, per fortuna non sono ammessi nÈ ribaltoni nÈ inciuci.
Donatello – BlogGlob

Rolli 29 maggio 2005 alle 18:17

Ah be, ma a Manuele si impara anon dare più importanza. Ormai scrive giusto per far prendere aria alla tastiera (serve un ventilatore?)

blind 30 maggio 2005 alle 00:06

Questo post e’ di una chiarezza tanto impietosa nei confronti di questo nostro occidente masochista, che piu’ che essere commentato dovrebbe essere imparato a memoria.
Blind

bill 30 maggio 2005 alle 15:54

Oh, Manuele, voi persone “intelligenti” non considerate nemmeno Bin Laden, se è per questo. Siete superiori, e tanto buoni. Sono quasi commosso, oltre che, naturalmente, ammirato.

bill 30 maggio 2005 alle 18:52

Mi rendo conto solo adesso che questo è il post più importante di tutti. Che un magistratuncolo di Bergamo metta sotto accusa la Fallaci è una cosa enorme, stupida, vile. Che a denunciarla sia quel cialtrone di Adel Smith, cui Emanuele non dà importanza, è altrettanto stupido. Solo in questo paese marcio, pieno di mezze cartucce in carriera, di cervelli dati all’ammasso si può fare una porcheria del genere. Mi vergogno di essere italiano, mi vergogno di una magistratura di piccoli burocrati schiavi di un’ ideologia merdosa. E la gente zitta, contenta del quieto vivere e stressata, perchè c’è l’inflazione. Tutte pecore in fila, da bravine. Che cesso di paese è diventata l’Italia?

Manuele 2 giugno 2005 alle 04:54

E’ divertente vedere come da una parte Rolli oramai è parcheggiata nella semplice offesucchia da quattro soldi e dall’altra gli scudieri di turno per darsi ragione hanno provato ad appiopparmi parole non mie e prese di posizione non mie. :-)
LOL ^__^
Cmq, per inciso, denunciare la Fallaci è una stupidaggine. Una stupidaggine di senso opposto ma molto simile a chi continua a proporla come senatrice a vita.

Rolli 2 giugno 2005 alle 11:07

Manuele, perchè non te ne vai sul blog di Ventomare, che è più consono? Questo blog non è fatto su misura per voi per riversare i quintali di bile e di nulla che avete in testa, inventandovi offese, offesucce e castronerie del genere. Se non hai argomenti non è che questo spazio deve necessariamente servire per l’ora d’aria della tua tastiera, sai? Devo spiegartelo con la pratica?

Manuele 4 giugno 2005 alle 16:40

Bah, tu scrivi le tue cose con la tua testa, io leggo e commento con la mia. Per me tu scrivi cose a volte interessanti e a volte cretine e per te io sono un cretino sempre. Che male c’è in tutto questo? Fa parte del gioco, altrimenti rendi il blog privato e fine della storia.
Se invece mi banni il nick o mi cambi i commenti non mi interessa, te l’ho già detto che mi pare una minaccia da 4 soldi.
Cmq di bile non ne ho nemmeno un goccio, se non ci credi non è un problema mio. :)

Rolli 4 giugno 2005 alle 17:44

Ci credo, ci credo; il problema è immaginare cosa tu possa riversare ora, esaurita quella.
Nessuna minaccia, solo una promessa: se il tuo scopo è quello di far cambiare aria alla tastiera ti cancello e punto.
Hai un concetto strano di “privato”.

Manuele 5 giugno 2005 alle 04:39

Concetto strano? No… io intendevo proprio i blog privati, quelli che si possono consultare solo su esplicito invito e che sono chiusi al resto del mondo. Non ho mai capito a chi possano esser utili… però esistono :)
E poi diciamolo 1 volta per tutte: il mio scopo non è quello di farti arrabbiare o di scrivere castronerie tanto per divertirmi. Il mio scopo in effetti non esiste, quando scrivo qualcosa scrivo semplicemente quello che è stato il mio pensiero alla lettura del post e/o dei commenti precedenti. E, per dirla tutta, non mi pare di aver mai scritto niente di tanto stupido da non meritare risposta o da meritare atteggiamenti sufficienti. Ma questo è un pensiero mio ;)

saladin 7 dicembre 2005 alle 10:56

io credo invece che nel mondo islamico sia la tolernza delle religioni. Sull Al Jaezira ogni domenica si tiene una relazione dell prette, eppure anche se voi sappete che il defunto presidente dei Palestinesi Jaser Arafat andava ongni natale o pasqua sulla chiesa di Betlehem.
Ma non dimenticiamo che nell governo della palestina esistono anche dei cristiani puri. Non so, se in Vaticano esiste una moscea?

Rolli 7 dicembre 2005 alle 12:07

In Vaticano non esiste una moschea così come in Arabia Saudita non c’è nemmeno una chiesa. In compenso in Vaticano non ti arrestano se entri con il corano, mentre in Arabia sì

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