Regionali e Governo

Però a questo punto qualcuno me lo deve spiegare, l’arcano.
Devo capire perchè le elezioni a Bergamo, Milano, Bottanuco sopra, diventino, a comodo della sinistra e se vogliamo della destra ma ormai il ricordo è sbiadito, il metro di valutazione dell’operato politico del governo.
Mentre è facilissimo che io possa votare Rifondazione a Bergamo, ad esempio, è assolutamente improbabile che lo faccia alle politiche. E allora?
Non discuto che le Regionali siano un dato politico in sè, e che il perderle sia una spia di politiche errate; ma queste sono locali, non centrali, e c’è una grande differenza.
Che c’entra Scapagnini con il governo Berlusconi? Bianco mette le fioriere e i “falchi” – da amante di Catania devo dire che male non ci stavano – e Scapagnini apre i cantieri. Molto bello, ma che c’azzecca col Governo?
Si accettano disegnini, abbecedari, linguaggio dei segni. Astenersi mercenari, perditempo e rivoletti di bava.

di Rolli il 16 maggio 2005 in Opinioni · 154 commenti

{ 154 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

anonimo romano 16 maggio 2005 alle 13:00

In teoria non dovrebbero acceccarci per nulla.
In pratica c’azzecca, quanto meno come segnale di tendenza. Ricordiamoci che noi italiani, ammalati di ideologie e partitismo, anche ad un voto che dovrebbe essere “amministrativo” diamo forti connotazioni politiche e credo che quanto tu menzioni inizialmente sia l’eccezione e non la regola. Dovremmo modificare il nostro pensiero fino a comprendere, ed agire di conseguenza, che anche in un’elezione politica, sopratutto oggi quando le distinzioni o meglio le possibilità di manovra sono minime, sarebbe più che opportuno eleggere chi si ritiene il migliore “amministratore” della res pubblica senza guardare al colore politico. E’ quanto avviene negli stati più avanzati. Da noi, per ora, un’utopia.

Replica

ze_king 16 maggio 2005 alle 13:02

In effetti non ha nessun senso: le elezioni comunali dovrebbero essere un premio all’amministrazione della città e non (solo) una cosa politica. Se io penso che un candidato sindaco sia + bravo, posso anche turarmi il naso e votare per lui.
Purtroppo i partiti vivono solo di confronti e i voti (qualunque essi siano) sono uno dei pochi elementi quantitativi che hanno per giudicare se il consenso c’è o se ne sta andando.
Poi tutti (sx e dx) nel momento di vantaggio (o quando sanno di vincere) affermano che il voto, anche se locale, ha un grande valore politico e rappresenta l’opinione pubblica. Ma va!

Replica

Donatello 16 maggio 2005 alle 13:27

Sembra che il problema vero, in questo momento, non sia “Cosa ci azzeccano le Regionali con il governo?”, bensì “Cosa ci azzecca questo governo con il Paese?”
Donatello – BlogGlob

Replica

Francesco 16 maggio 2005 alle 13:42

Carissima Rolli,
la domanda che tutti si fanno è: “Come posso attaccare Berlusconi oggi?”, quindi le comunali di Catania vanno benissimo. All’improvviso la mafia non esiste, il passato mediocrissimo di Bianco sparisce, quel che Scapagnini abbia o meno fatto da sindaco non conta, e tutti sparacchiano su Berlusconi.
Che potrebbe anche fregarmene poco poco, è che attraverso Berlusconi sparano a ME, che rifiuto di entrare in una qualche coroporazione, congrega, sindacato, associazione di “più uguali degli altri” e spero invece in riforme di giustizia, libertà, onestà.
Il futuro in Italia è dei gruppuscoli di potere (e fatevela sta tessera delle Coop, così per cominciare), ma durerà pochissimo. Temo.
Ciao e buon terzo posto.
Francesco

Replica

Return 16 maggio 2005 alle 14:53

C’entrano perché gli “alleati” non aspettano che l’occasione buona per sferrare l’affondo definitivo. E la Sicilia, feudo forzitaliota, è una ghiotta occasione.

Replica

Il Griso 16 maggio 2005 alle 14:55

Senza bava alla bocca ma coi numeretti: se Berlusca perde anche in Sicilia (la terra dei 61 eletti su 61 collegi all’uninominale) non lo salva più manco il mago Otelma, alle prossime elezioni. Mi pare semplice.

Replica

Rolli 16 maggio 2005 alle 15:10

Griso, non fare come con il fumo che distrai argomenti e propini ragionamenti apodittici: dimmi, se lo sai e se ti va, per quale motivo Catania deve essere lo specchio del Governo. Non mi interessa il giochino che verrà fatto subito dopo, voglio sapere il nesso.

Replica

Il Griso 16 maggio 2005 alle 15:12

Lo vedrai dopo i risultati, il nesso.

Replica

Rolli 16 maggio 2005 alle 15:20

Oh! Ogni volta che non hai argomenti usi sempre la stessa tattica, eh!
Non me ne frega una cippa del risultato, voglio sapere perchè, quale nesso ci sia. Che poi la Cdl sia allo sbando e permetta ai sinistri come te di far giochetti mediatici è un dato di fatto; stai certo che se fosse unita le regionali ve le dareste in bocca.
Il concetto non chiaro è quale sia il nesso.
Mi pare chiaro che non ci sia. Il resto è la solita brodaglia da prima repubblica che ti lascio tutta

Replica

frank 16 maggio 2005 alle 15:21

vedrai che ce lo spiega Follini il nesso

Replica

Francesco 16 maggio 2005 alle 15:33

metterlo in cella con Izzo, Follini, che idee che mi vengono

Replica

Return 16 maggio 2005 alle 15:48

Rolli non ho capito, ma secondo te perché noi sinistri dovremmo volere le dimissioni di Berlusconi proprio adesso? A noi converrebbe semmai una “stagnazione” (“nella recessione non ci credo”, ma vaff…) della Cdl fino al 2006, non certo la crisi di governo e un passaggio di testimone a Casini. Mi sembra lampante…

Replica

Obiuan 16 maggio 2005 alle 15:51

MI suole ricordare che Izzo è affetto da un disturbo psichico dovuto al sottosviluppo fisico, e pure al circeo non ci riuscì a stuprare le 2 ragazze (dalla testimonianza, il cretino ci ha provato ma nemmeno riuscì a penetrarle – che schifo).
Io Follini lo rinchiuderei in cella con qualche bestione Albanese………

Replica

Giancarlo 16 maggio 2005 alle 16:08

Ammazza che commenti dal tono elevato

Replica

Rolli 16 maggio 2005 alle 16:13

Return, son mica tanto convinta sai, che vogliate la stagnazione.
In ogni caso io volevo solo capire quale fosse il nesso e cioè che c’azzecca Catania, come qualsiasi altra città e regione, col governo della nazione. Io credo siano cose talmente diverse ..
Giancarlo, olà! Forza, un tuo illuminato commento per noi poveri plebei d’accatto, sù, o anche tu sei senza argomenti epperò hai il ditino puntato?

Replica

giancarlo 16 maggio 2005 alle 16:57

quando leggo un commento tipo “Io Follini lo rinchiuderei in cella con qualche bestione Albanese………” mi scappa la voglia di commentare. Beninteso a me Follini non sta simpatico per niente.

Replica

greedy 16 maggio 2005 alle 17:05

Secondo me ha ragione Francesco. Catania è solo una tappa nella cottura a fuoco lento di Berlusconi (ed è la Cdl più che l’Unione a colorare politicamente le amministrative siciliane…). MA ricordo a Rolli che Berlusconi stesso si è prestato al gioco andando a Catania a fare comizi solo pochi giorni fa: tra un “noi siamo i crociati della libertà” e un “la sinistra è il partito delle tasse” di certo non ci ha infilato temi di amministrazione cittadina. E oggi chi vuol far fuori il Cavaliere – se le elezioni andranno male per Scapagnini, medico personale di Berlusconi che il premier ha imposto al resto della coalizione che avrebbe preferito Musumeci – avrà l’opportunità di dire che Berlusconi non tira più.
Diverso il discorso delle regionali: per il numero di elettori coinvolti e per i risultati, che hanno visto la Cdl perdere uniformemente consensi da Nord a Sud, segno che le peculiarità locali hanno avuto scarso peso.

Replica

Francesco 16 maggio 2005 alle 17:27

Berlusconi sa che oggi le elezioni si perdono facilmente.
Nel 2006 la situazione economica dovrebbe essere meno peggiore, potrà dire che sull’Iraq aveva ragione lui, magari i tedeschi si sono liberati di Schroeder … magari il Milan non ha ancora perso lo scudetto, magari Follini ha preso una botta in testa ed è rinsavito.
In ogni caso credo si illuda: gli italiani non credono più ad un nuovo miracolo italiano ma a qualcosa di molto più improbabile, che Prodi gli permetta di campare come prima, nonostante l’euro, la globalizzazione, la concorrenza asiatica, il fallimento della Fiat.
Credo sia colpa della scuola e dell’egemonia culturale marxista, che hanno diffuso ignoranza nel popolo e disprezzo per l’economia nelle èlites.
dai Gianca, era solo un apprezzamento sulla virile esuberanza dei nostri dirimpettai dell’Adriatico, non buttarla sempre sul politicamente corretto …
F

Replica

Pietro 16 maggio 2005 alle 17:49

A me pare che za_king abbia risposto alla tuo dubbio, copio e incollo:
“Purtroppo i partiti vivono solo di confronti e i voti (qualunque essi siano) sono uno dei pochi elementi quantitativi che hanno per giudicare se il consenso c’è o se ne sta andando.”

Replica

Ginchelli 16 maggio 2005 alle 17:50

Follini ha bisogno di un alibi (qualunque) per dirigersi verso l’abbraccio mortale di Ciccio Rutella.
Marco Follini = FALLICO MINOR

Replica

rAjAh 16 maggio 2005 alle 18:04

Quando i giornali pubblicano sondaggi (basati su campioni più o meno ampi) del tipo “55% sceglierebbe il centrosinistra e 45% il centrodestra”, nessuno viene a chiedere “che c’azzecca il sondaggio con il governo?”. Le elezioni amministrative in Sicilia fungono da sondaggio, il cui valore è ridotto dalle questioni locali che riguardano i candidati sindaci, ma che indicano lo stesso la direzione del vento; se si sommano queste indicazioni siciliane a quelle del resto d’Italia (cf. elezioni regionali) si otterrà un indicatore affidabile dell’orientamento politico in generale. Naturalmente è sbagliato dire “vittoria scapagnini = vittoria berlusconi in 2006, vittoria bianco = vittoria prodi”, ma un’indicazione viene data lo stesso.

Replica

Tetsuo 16 maggio 2005 alle 20:46

“Credo sia colpa della scuola e dell’egemonia culturale marxista, che hanno diffuso ignoranza nel popolo e disprezzo per l’economia nelle èlites.”
ma lol
e poi qualcuno qui ha il coraggio di affermare che è la sinistra a sentirsi superiore…
siete ridicoli

Replica

zanad 17 maggio 2005 alle 07:22

Domanda:
“Che c’entra Scapagnini con il governo Berlusconi? Bianco mette le fioriere e i “falchi” – da amante di Catania devo dire che male non ci stavano – e Scapagnini apre i cantieri. Molto bello, ma che c’azzecca col Governo?
Si accettano disegnini, abbecedari, linguaggio dei segni. Astenersi mercenari, perditempo e rivoletti di bava.” F.to: Rolli
Risposta:
“Se lo devono mettere bene in testa tutti: il premier sono e sarò ancora io. Sembrava che a Catania dovessero fare chissà che e invece, ecco…. Ma soprattutto è la dimostrazione che quando scendo in campo io, non ce n’è per nessuno” F.to: S. Berlusconi
Avrà la bava alla bocca?

Replica

Francesco 17 maggio 2005 alle 09:10

Lui di sicuro. Infatti non scrive sul blog di Rolli. E’ stato espulso alla terza Coppa Campioni vinta …
Tetsuo, in Italia il senso comune economico è diverso dal resto del mondo. O hanno ragione tutti gli altri (ed io) o hanno ragione gli Italioti. Visto l’andamento della nostra economia, io avrei un’ipotesi. E tu?

Replica

Rolli 17 maggio 2005 alle 09:22

E’ un dato di fatto che il leader sia Berlusconi, e questo se lo devono mettere bene in testa i vari Follini, Casini ecc.
Vero che senza di lui non ce n’è, ma guarda che ieri sera, a primo piano, in fondo lo diceva anche Letta, che del resto si dice ben contento che il leader sia il buon Silvio, così lo battono. Già.
Detto questo, le elezioni di Catania, pur vinte da Scapagnini, non hanno valore politico nazionale, non ci si scappa. La sinistra era pronta, con Follini, a strumentalizzarle in quel senso ma è una deviazione. Scapagnini ha governato bene e l’unico dato nazionale che si può evincere è che i catanesi sono meno cretini di altri cittadini italiani che pur avendo governato bene il leader di centrodestra hanno fatto il giochino sinistro. NIente altro.

Replica

Giancarlo 17 maggio 2005 alle 09:41

Insomma: se non votano come piace a te gli italiani sono cretini. Che le facciamo a fare le elezioni amministrative? basta chiedere a te un giudizio sul fatto se un amministratore locale ha fatto bene o male e in base al tuo giudizio lo confermiamo o lo sbattiamo via. Le elezioni non servono, anzi sono dannose visto che nella maggior parte vince chi e’ votato dei cretini.

Replica

Rolli 17 maggio 2005 alle 09:52

Lo so che ti sembra strano si possa esprimere il proprio parere, ma per il momento in Italia funziona così. Nel Lazio, ad esempio, è incontrovertibile che Storace abbia ben governato, eppure hano piazzato Marrazzo, e così anche a Bologna. Questo a mio parere, caro Giancarlo, ti piaccia o meno Poi gli italiani possono votare come meglio credono,e Rolli mantiene il diritto di dissentire, senza che questo influisca sulle sorti della Nazione. Quindi risparmiati la sceneggiata.
Cose da non credersi.

Replica

giancarlo 17 maggio 2005 alle 12:08

Non ti sfiora l’idea che considerare chi non ha votato per Storace un cretino ti metta in compagnia di chi sostiene che Berlusconi ha vinto le elezioni perchè i suoi elettori sono rincretiniti dalle televisioni?

Replica

Obiuan 17 maggio 2005 alle 12:29

A me sinceramente viene da pensare che le televisioni sono intervenute pesantemente nelle elezioni regionali molto meno in quelle comunali in Sicilia (almeno a livello nazionale).
Trasmissioni tipo zelig mai dire lunedì le iene ecc ecc manifestano la pienezza della libertà di opinione in Italia e su Mediaset (ed è libero pure Fede di fare quello che gli pare ed è giusto così – che fra l’altro penso sia giusto dire che Fede fa più danni che benefici al pro del Berlusca).
Basta con sta storia della mancanza di libertà di espressione!
Voglio far notare che lo share del tg5 da quando ha abbandonato la conduzione Mentana (vabbè l’hanno cacciato) è salita sensibilmente nello share andando a tallonare l’orrendo tg1).
NOn c’entra nulla ma avevo voglia di scrivere sto post (sono appena arrivato ma entro breve verrò bandito!)

Replica

Rolli 17 maggio 2005 alle 12:34

Guarda Giancarlo, ritengo di avere un minimo di obiettività e ti faccio un esempio: alle ultime amministrative di Roma, a dire il vero anche alle penultime, non vedevo alcun motivo per votare diversamente da Veltroni, viste le proposte della Cdl e avrei considerato dei fessi i romani se avessero votato il candidato azzurro. Catania la conosco abbastanza e ho parecchi amici di diverse fedi politiche nonchè l’ho vissuta anche piuttosto intensamente e votare diversamente da Scapagnini, oggi come oggi, sarebbe stato da fessacchiotti per una serie di motivi.
Così lo è stato nel Lazio – Marrazzochi? – e a Bologna.
Ma non è che se si vota a sinistra io definisco cretino il votante a priori, no: è a seconda dei casi. Detta da una che non si sente rappresentata e quindi in massima parte non vota, ma quando lo fa difficilmente decide partendo dal colorino bensì dal migliore o dal meno peggio. Berlusconi a tutt’oggi è il meno peggio

Replica

bill 17 maggio 2005 alle 15:03

Aver vinto a Catania non dimostra, ovvio, che si è già vinto l’anno prossimo. Dimostra solo che se si fanno le cose seriamente, governando e condividendo un programma, la gente ti sostiene. A Enna si è perso perchè la CdL si è presentata divisa su tutto. Vincere l’anno prossimo dipende dai partiti della Cdl e non da altro: la sinistra ha fatto il pieno di voti, ma ha grosso modo lo stesso numero di consensi. E’ evidente che se ogni giorno si deve assistere ad una sceneggiata, come facevano gli ulivisti ai loro tempi, l’elettore saluta e se ne và.

Replica

ze_king 17 maggio 2005 alle 15:16

Parole del Berluska di ieri sera…”E’ stata una battaglia bellissima per tutti. Questo voto ha una grandissima importanza…”
vogliamo scommettere che il primo ad usare il voto di catania a fini politici sarà lui? sta già rimettendo in riga follini…

Replica

Francesco 17 maggio 2005 alle 15:21

scommessa troppo facile, maestà.
e dagli torto, all’uomo crocifisso alle regionali.
ossequi

Replica

ze_king 17 maggio 2005 alle 15:35

Frank, vabbè era facile, però mi pregusto i lunghi coltelli tra FI e UDC a breve. Immaginati come sta tremando pierferdi che già si sentiva leader del polo…
secondo me l’UDC si spaccherà in sicilia (dove fa la differenza)

Replica

olden 17 maggio 2005 alle 15:36

Rolli scrive: Berlusconi a tutt’oggi è il meno peggio
Se questo corrisponde a verità non rimane che l’emigrazione. O il suicidio.

Replica

Rolli 17 maggio 2005 alle 15:49

Non ti suicidare, Olden, che poi indagano me.
Ze king, avrebbe ragione Berlusconi, a parlarne in termini politici, visto che erano partite le grancasse sul voto di Catania che ha valore politico bla bla. Secondo me non ce l’ha e non ce l’hanno le regionali, ma se scassano quel che non si dice per settimane col tam tam e poi non va come certi signori speravano, è ovvio che Silvietto sia tentato dall’affondo, no?
Io mi auguro non lo faccia, ma se dovesse essere in effetti non saprei dargli torto.

Replica

uataimiin 17 maggio 2005 alle 16:15

Sarei curioso di sapere in quale nazione emigrerebbe Olden……mmhh fammi pensare…..proprio non mi viene nulla. Sarà che l’Italia è il paese più bello del mondo nonostante i mezzi patrioti che si ritrova.

Replica

Obiuan 17 maggio 2005 alle 16:25

Avendo una bella macchina del tempo potrebbe rifuguarsi in quell’isola felice che era la Bulgaria degli anni 60/70

Replica

blind 17 maggio 2005 alle 16:27

E’ la prima volta che la lega non fa una delle sue solite uscite nordiste o anti cdl, alla vigilia di un voto!
La primissima volta.
Anche per le amministrative in sardegna ha detto quanto bastava a spaventare gli elettori, mi pare, di nuovo sui dipendenti pubblici e i contratti.
Blind

Replica

ze_king 17 maggio 2005 alle 16:37

rolli
sulle comunali sono d’accordo con te, sulle regionali meno. Queste infatti erano le prime elezioni che coinvolgessero buona parte della popolazione (11 o 12 regioni) a parte le europee freguntubo.
per il polo, se il significato delle regionali fosse solo relativo alle modalità di amministrazione, secondo me sarebbe ancora peggio in quanto è stato bocciato in regioni (puglia, lazio, piemonte, liguria) popolose su temi che alla gente giustamente interessano(la sanità su tutti). Silvietto andrà al vedo con udc sicuramente, sopratutto per fargli pagare quanto gli stanno facendo passare (e secondo me ha ragione quando dice “questi senza di me non esistono”)

Replica

Francesco 17 maggio 2005 alle 18:37

Sulla sanità la prima polemica della giunta Vendola dice già tutto sul qualunquismo che ha sconfitto i governatori di Centrodestra.
Quindi non la vedo così male alle politiche. L’ideale sarebbe dichiarare che non si coprono i buchi di bilancio delle regioni che eccedano gli accordi preventivi (o quello che sono, faranno pure dei preventivi ‘sti stronzi). E allora vedremmo chi li vuole pagare gli assessori alla pace …
Ora e sempre guerra totale all’UDC ;)
Ciao

Replica

blind 17 maggio 2005 alle 19:09

Francesco, come potrebbero giustificare il servizio civile obbligatorio senza l’assessorato alla pace e come potrebbero giustificare l’assessorato alla pace senza promulgare il servizio civile obbligatorio?
Quante regioni e comuni di sinistra hanno inventato la pace e bene obbligatori finanziati con le nostre tasse?
Questi sono come i famosi ladri di pisa che litigano di giorno per rubare insieme di notte e in quelle notti si sono spartiti l’italia gia’ da un pezzo.
Blind

Replica

Lucetta 17 maggio 2005 alle 19:32

Ze king, se non ricordo male persino d’Alema, la sera in cui Silvio B. si presentò a Ballarò, ammise che diverse regioni erano state ammnistrate bene dalla Cdl, comprese Lazio e Puglia. Definire popolose Liguria e Puglia, insomma… la Lombardia e il Veneto, le cassaforti d’Italia, le uniche due regioni veramente proiettate verso l’Europa, quelle da cui speravano di tettare le sinistre, da sole hanno gli stessi abitanti di una bella fettina di quelle dove l’Unione ha vinto.
Infine, la CdL pare abbia fatto ottimi risultati anche negli altri 38 comuni dove si votava, Enna è stato solo un incidente dovuto alla divisione visto che AN correva da sola. Non è forse che questa meritata vittoria sia frutto, per i siciliani, di una veloce riflessione sui candidati dell’Unione che hanno vinto in altre regioni e sulle loro dichiarazioni d’intenti?.
Lucetta.

Replica

Lucetta 17 maggio 2005 alle 21:32

E naturalmente anche il fatto che Silvio B. si sia speso in prima persona.

Replica

blind 17 maggio 2005 alle 22:46

Cerchiamo di essere realisti: a catania ha vinto la mafia e a Enna ha vinto la faccia pulita dei giovani che hanno deetto NO alla mafia.
E se per uno 0,1 a Catania avesse vinto Enzo Bianco? Allora anche a Catania avrebbe vinto la faccia pulita dei giovani che hanno detto NO alla mafia.
Elementare, Watson.
Blind

Replica

Sergio 18 maggio 2005 alle 08:35

Rispetto alle scorse comunali, riapetto alle provinciali ed alle regionali, nonchè alle politiche, pur vincendo, la CdL ha perso voti anche a Catania.
nonostante il teleimbonitore (che prima ancora degli italiani ha fregato tutta la “destra”, in cambio di un giro di giostra) si sia spesoi in prima persona…
Perchè tutti cantano vittoria?
Perchè non si guardano i dati? Così difficile?

Replica

Francesco 18 maggio 2005 alle 09:33

Perchè quello che fa tendenza, morale, prospettiva, è avere vinto, carissimo.
Da qui al 2006, restando banalmente uniti e smettendo di litigare come i polli di Renzo, si potrebbero riguadagnare quei pochi punti che farebbero vincere di nuovo.
Guarda Blair: ha perso, ha perso, ha perso, però ha vinto il terzo mandato.
Temo tu sia troppo repubblicato, se mi spiego.
Ciao
PS non preoccuparti, da domani ricominciano a litigare di brutto.

Replica

marcello 18 maggio 2005 alle 09:56

tutte le elezioni sono politiche.
quella che si puo’ votare un partito alle amministrative e un altro alle politiche, secondo me e’ pura fantasia.
io rifondazione comunista non la voterei neanche se candidasse dio.
non ce la farei, e’ piu’ forte di me.
penserei semplicemente che dio ha fatto la stessa fine di montanelli.
invecchiare rincoglionisce un po’ tutti.
saluti.

Replica

Francesco 18 maggio 2005 alle 10:01

A proposito di rincoglionire, Dio si scrive con la maiuscola. Anche Montanelli.
E se si candidasse con Rif, avrebbe sempre ragione Lui ;)
Comunque io non escluderei di votare un candidato di centrosinistra ad una carica locale. Certo che se mi propongono sempre Dalla Chiesa, Penati, Sarfatti ….
Saluti

Replica

marcello 18 maggio 2005 alle 10:12

Dio che si candida per rc perde gran parte del credito che aveva per aver creato l’universo, l’uomo, lo spaziotempo, ecc. ecc.
comunque, tranquillo.
non lo lascierebbero candidare per la sinistra.
prodi (questo me lo concedi minuscolo?) non gradirebbe un candidato autorevole alle primarie.

Replica

Rolli 18 maggio 2005 alle 10:15

Francesco, mi fai il Ferrara di turno? Io urlo, mica no! Dio si scrive con la minuscola, con buona pace di Montanelli, perchè se tu sei davvero cattolico praticante dovresti sapere che non bisogna nominare il nome di Dio invano, ergo ci si rivolge, nella scrittura olitica, genericamente a dio come entità astratta, pour parler.
(sì lo so che rompo, ma dovrò pur vendicarmi di mesi di Foglio illeggibile, no? :)

Replica

BJH 18 maggio 2005 alle 10:23

” Dio si scrive con la minuscola”
mica l’ho capita questa :-)))

Replica

BJH 18 maggio 2005 alle 10:24

ah no, adesso ho messo gli occhiali e l’ho capita….io e la punteggiatura facciamo a botte spesso :-))

Replica

Sergio 18 maggio 2005 alle 12:11

Mi sfugge solo il significato di “repubblicato”…
Per il resto, non credo si tratti di vincere o perdere, comein una partita di canasta, piuttosto di saper guardarela realtà, al di là delle appartenenze….
Purtroppo l’appiattimento e l’impoverimento (nonchè, a mio avviso, la scomparsa) della politica hanno portato a questi fenomeni….
Cordialmente,

Replica

marcello 18 maggio 2005 alle 12:29

secondo me repubblicato stava per “lettore di repubblica”.

Replica

Francesco 18 maggio 2005 alle 14:10

Esatto, inteso però come vittima di una nefasta influenza che distorce patologicamente la percezione della realtà
ciao
PS nel gioco,la canasta.

Replica

Sergio 18 maggio 2005 alle 14:20

Peccato che io non legga “solo” Repubblica, anzi…
E peccato che non si possa discutere al di là di certi… ehmm… pregiudizi?
Io ho parlato di dati, oggettivi e non “repubblicati”…
Salute!!!

Replica

Francesco 18 maggio 2005 alle 15:17

e scusa, il teleimbonitore è un dato oggettivo?
o i mille esempi di politici che hanno saputo rimontare i sondaggi? da Schroeder a Zapatero, per ricordarne un paio …
non venderti per più di quello che sei, non ti comprano

Replica

Sergio 18 maggio 2005 alle 15:28

“Teleimboinitore” è un vezzeggiativo.
I dati ufficiali sono i voti.
I dati ufficiali sono i voti di questa tornata elettorale, comparati con le precedenti.
I dati ufficiali sono questi.
non mi vendo, mi regalo….
Forse il fatto che io non sia sul mercato, agli occhi di “alcuni”, getta discredito sulle mie affermazioni.
Sarà, ma preferisco rimanere fuori dal mercato, visti gli effetti che fa……
;-))

Replica

Francesco 18 maggio 2005 alle 16:07

Lo dicono quelli senza mercato.
Ricordati la favola della volpe e dell’uva.
Ciao
PS non c’è nulla di oggettivo nello scegliere come dato più importante il “chi ha vinto” o “come sono andate le percentuali rispetto ai precedenti”. si tratta di usare l’intelligenza e azzardare un giudizio.

Replica

Sergio 18 maggio 2005 alle 16:53

No, no, non preoccuparti, lo dice pure chi ha scoperto che vendere il pensiero fa male!!!!
Io quando non posso avere qualcosa che desidero lo urlo, altro che negarlo !!!!
P.s. qualcosa di più oggettivo c’è, secondo me: contare i voti e compararli con le passate tornate elettorali, fare il “saldo” (parola che ti dovrebbe suonare familiare)e vedere se il segno davanti alle cifre è positivo o negativo.
Quello che avresti fatto col centrosinistra al governo, in poche parole….
Ciao!!!!

Replica

Sergio 18 maggio 2005 alle 16:54

P.p.s. l’intelligenza non è “solo” manipolare dei dati per avere ragione nonostante tutto….

Replica

flipper 19 maggio 2005 alle 18:33

avete visto l’altra sera a Ballarò come Fassino ha sistemato la Prestigiacomo :-)

Replica

BJH 19 maggio 2005 alle 19:07

Sergio nell’analisi politica sul voto uno poi deve tener conto del saldo come lo chiami tu ma di fatto dato oggettivo è che a catania la sx ha perso e non se lo aspettava. Se io sono elettore di sx e il mio candidato se ne esce con la frase “abbiamo perso ma siamo in netta rimonta” o roba simile un bel vaffanculo non glielo leva nessuno. Lui sarà in rimonta ma io mi becco altri anni di politica a me non gradita. Le elezioni si fanno per vincerle, il resto son chiacchere. Uno può passare la vita a dire che è in rimonta semplicemente non vedendo che ciò indica che ha sempre perso e questo sì è dato oggettivo. Sul perchè anche una vittoria di poco conto sia stata tanto celebrata mi pare ovvio, dopo le scoppole delle regionali anche una vittoria al comune di Morterone (che se non erro è il + piccolo o tra i + piccoli d’Italia) serve a far morale.
A me sconcerta sia l’entusiasmo del cdx sia la faccia di bronzo di coloro che nel csx mò dicono che tanto hanno vinto molto e quello non conta nulla ben sapendo che si sono prestati loro per primi a caricare di significato eccessivo tale voto.

Replica

Sergio 23 maggio 2005 alle 07:48

Carissimo BJH,
sono d’accordo con te, pur non essendo di sinistra.
La conclusione del tuo interventomi trova perfettamente d’accordo.
Facevo solamente notare a Francesco la sua “parzialità”….
ciao!!!

Replica

Francesco 23 maggio 2005 alle 10:01

No, Sergio,
io sono d’accordo con BJH.
Tu ciurli nel mamico.
Saluti

Replica

Sergio 23 maggio 2005 alle 10:40

Ahahahah.
io non ciurlo nel manico, dico che nè la sinistra nè la destra avrebbero motivo di gioire per il risultato di Catania.
La destra continua a perdere consensi, nonostante la politica (o la non politica) del centrosinistra, che non è infatti riuscita a vincere nonostante abbia recuperato un bel po’ di voti rispetto alle scorse elezioni.
Caro Francesco, non te la prendere, ma i tuoi continui attacchi nei miei confronti, la tua “vis polemica mirata”, i tuoi epiteti a me rivolti, tutti questi atteggiamenti definiscono più de che me….
P.s. Nell’ultimo intervento ho sbagliato a scrivere “parzialità”, volevo scrivere “faziosità”.
E questo non vuol dire “correggere il tiro”, ma fare delle precisazioni (posto che non ci sarebbe nulla di male a “correggere il tiro”: capita nelle discussioni quando si parla per confrontarsi e crescere, risulta difficile capirlo a chi discute SOLAMENTE per affermare le proprie opinioni sopra le altre, se non addirittura il propio “ego”…)

Replica

Obiuan 23 maggio 2005 alle 12:22

Scandaloso.
Apprendo solo ora che alle comunali di Bolzano un presidente di seggio abbia “distrattamente” sbagliato una comunicazione che aveva inizialmente portato la coalizione di centro sx alla vittoria (SVP compreso).
Ora, pare, che la comunicazione sia stata corretta ed abbia vinto la CDL.
Se non fosse stata una distrazione ma un atto deliberato tale situazione sarebbe degna di una denuncia.

Replica

Obiuan 23 maggio 2005 alle 12:25

PS: le elezioni anticipate che Shroeder ha annunciato dopo la sconfitta nelle amministrative (sconfitta in termini percentuali molto più evidente di quella della cdl) sono un segno che in questa congiuntura economica chiunque stia al governo è destinato a perdere consenso (sia a sx che a dx).
Voerrei vedere Zapatero ora come ora.

Replica

Sergio 23 maggio 2005 alle 14:48

Ma la cause di questa congiuntura economica dove sono?
Nella furia degli elementi?

Replica

Obiuan 23 maggio 2005 alle 15:56

Secondo te la recessione Europea è colpa di Berlusconi?

Replica

Sergio 23 maggio 2005 alle 16:16

Seconde te sono idiota?
Certo che no, ma comunque la domanda che ti ho posto non è retorica, quindi la ribadisco (visto che devi aver frainteso).
Secondo te, maestro Kenobi, quali sono le cause della congiuntura economica negativa?

Replica

bill 23 maggio 2005 alle 16:39

Secondo me la congiuntura negativa dell’Europa (perchè dalle altre parti le cose vanno molto, ma molto meglio, compreso Inghilterra e stati dell’est europeo) ha la prima causa nel voler tenere in piedi un welfare che, così com’è, è solo un colabrodo. Se ne stanno accorgendo in Germania, e qui da noi è ancora peggio. L’Euro, operazione fatta coi piedi, è solo un fastidio temporaneo. In più, il fatto di avere avuto dal ’45 ad oggi una grande industria o statale o comunque monopolista ha fatto sì che ora, dovendo competere in un mercato vero e non artefatto, non ne siamo semplicemente capaci. Abbiamo un’economia presocialista. E guardandosi in giro, molta gente dimostra di non avere alcuna voglia di imparare. Vogliono l’”aiutino”, loro, come ai quiz della Carrà.

Replica

Sergio 23 maggio 2005 alle 16:47

Scusa Bill, ma il welfare inglese, che comprende cose tipo “sussidi di disoccupazione” ti pare meno welfare di quello italiano?
Inoltre, se la causa dovesse essere quella che indichi, perchè ora e non prima? A causa della competitività dei paesi”emergenti” che non hanno questioni di welfare?
Credo che, ammesso che questa causa possa avere una sua incisività nella congiuntura economica negativa europea, ce ne debbano necessariamente essere delle altre.
cosa suggerite?

Replica

Obiuan 23 maggio 2005 alle 16:49

Mi spiace ma non sono un grande economista (nonostante la laurea in tale materia, ma fino a che il sitema universitario si limita a richiedere la conoscenza mnemonica delle formule e non il ragionamento…………)
cmq direi che il sistema industriale ha solo tagliato i costi e non ha investito in R&D
La svalutazione competitiva del dollaro
La politica economica della BCE volta solo al contenimento dei costi ed al mantenimento dei parametri e non alla ricerca di sviluppo economico
politica petrolifera OPEC
La lungimiranza della CIna delgi anni ’80-’90
e un sacco di altre
non basterebbe un blog intero

Replica

marcello 23 maggio 2005 alle 16:50

esatto.
concordo in pieno con bill.
il problema dell’europa e’ l’allergia a competitivita’, meritocrazia e libero mercato.
la mentalita’ prevalente e’ quella del 6 politico,del salario minimo, del posto fisso.
tutte concessioni che puo’ fare un’azienda pubblica o monopolista, ma che portano un’azienda(o stato) che operi in condizioni di mercato aperto a un fallimento irrevocabile.

Replica

Sergio 24 maggio 2005 alle 08:42

Posto che sono uno studente al prino anno di scienze storiche, quindi mi intendo ancor meno di chiunque altro di economia, mi lascio andare ad alcune considerazioni:
Inopinabilmente gli investimenti per quanto riguarda R&D (si parla di ricerca e sviluppo, credo…) sono stati decisamente insufficenti (ed è un eufemismo), ma anche questo è un fattore che potremmo riscontrare sempre nell’italica storia, non solo negli ultimi tempi.
C’è il nodo della politica della BCE, che riporta alla attenzione la problematica bancaria, fuori da ogni controllo, con il potere di fare moneta e di influenzare fortemente l’economia, al di fuori di ogni controllo.
La questione petrolifera è più complessa, perchè in parte riaggancia al primo punto, quello della ricerca, che potrebbe affrancarci dal petrolio e dare una seria ed autentica svolta all’economia (questo è il punto a mio avviso più importante, nel medio periodo, specialmente considerando gli studi di Colin Campbell).
La lungimiranza della Cina, secondo me, si basa (in parte) sui medesimi aspetti della lungimiranza dell’India (per quanto riguarda il settore dell’ingengneria informatica, in particolare): ovvero ingenti spese nella ricerca e nello sviluppo tecnologico. Quindi torniamo al primo punto.
Il maestro Kenobi ha ragione a dire che ce ne sono un sacco di altre, tuttavia credo questi aspetti siano, già di per loro, sufficenti a generare una congiuntura economica negativa…
Per ciò che concerne il discorso sulla competitività, temo che il discorso di bill e di marcello risenta di un certo populismo spicciolo che va tanto di moda di questi tempi.
E’ pur vero che ci sono dei “costumi” negativi abbastanza radicati, delle sacche di improduttività, ma è mia opinione che queste situazioni siano molto più ricorrenti, anche altrove, di quanto non si pensi.
Credo che nel nostro caso si tratti più di diffondere una cultura del lavoro e della competitività, per quanto riguarda questo aspetto, pittosto che agire a livello strutturale in maniera inconsueta.
Anche perchè, ripeto, molti discorsi sul “welfare” o sulla “competitività” sono fatti “giocando sull’ignoranza” delle persone…
Ora: alla luce di queste considerazioni, devo rilevare che le politiche economiche degli ultimi governi (quindi di entrambi gli schieramenti: centrodestra e centrsinistra) si sono rilevate non solo inadeguate, ma decisamente non incisive….
Per l’ennesima volta mi sorge spontanea la domanda: che cos’è la destra? Cos’è la sinistra?

Replica

Obiuan 24 maggio 2005 alle 09:25

Guarda che ricerca e sviluppo hanno rappresentato un problema non solo italiano.
Tutta l’Europa ha perso il vantaggio tecnologico che aveva nei confronti della maggior parte dei Paesi Asiatici (chi oggi comprerebbe un televisore tedesco?)
La BCE avrebbe dovuto fare e modificare una politica monetaria rispondendo colpo su colpo a quella effettuata dagli USA ma è stata immobile e non ha capito il grave danno che avrebbe procurato all’economia (non è un caso sel il PIL del Giappone registra un +5% dopo un quinquennio abbondante di crisi, yen e dollaro sono agganciati, e la politica del dollaro ha favorito pure il giappone).
La questione petrolifera si aggancerà al primo punto, non ora. Sottolineo che l’OPEC è denominato il cartello. E come chiunque abbia studiato minimamente economia i cartelli sono una grave turbativa del mercato che ne impedisce il raggiungimento dell’equilibrio. QUindi non mi si venga a dire che è giusto che il petrolio costi 50$ al barile è un prezzo drogato e imposto da 4 beduini ai quali è stato lasciato troppo potere (potere che ha affossato solo l’Europa unico continente privo di riserve petrolifere, o quasi).
Lungimiranza della cina è stata solo quella di aver capito che sarebbe venuto il loro turno. Non è stata effettuata la minima redistribuzione della ricchezza al popolo (se non negli ultimi anni ma solo a ben precise lobby) e tutti gli “incomes” sono stati reivestiti in infrastrutture ricerca e sviluppo.
Oltre a questo si è messa ad applicare una politica di dumping commerciale che sta mettendo in ginocchio settori dell’economiedi mezzo mondo, ciò permesso dal barbaro sfruttamento delle manovalanze (persino lavoro infantile). Per non parlare del fattoche il diritto allostudiop non è acquisito, si formano ben identificati individui e si lasciano nella miseria più nera e all’analfabetismo le plebe che verrà utile come carne da macello per produrre al costo che loro hanno identificato come equo.
Cultura del lavoro? Appartiene non certo alla sinistra! Ricordo che la ricetta di rifondazione comunista per il recupero di competitività erano le 35 ore lavorative!
imporre il passaggio al 44 ore lavorative obbligatorio farebbe scendere in piazza tutta la sinistra compatta così come compatta scenderebbe a manifestare per l’abolizione di qualsivoglia festività nazionale.
Qui prodest?

Replica

Francesco 24 maggio 2005 alle 09:30

Caro Sergio,
la tua (notevole) supponenza e la tua (discreta) ignoranza ti qualificano come di Sinistra, tendenza republicones.
Così, per darti indizi riguardo alla tua ultima domanda.
PS ti consiglio di approfondire il welfare inglese, è pieno di cosette tipo: se non accetti questo lavoro, arrangiati, che il sussidio di disoccupazione volontaria non te lo paghiamo. Poi da noi passa per welfare tenere in piedi l’Alitalia, la Fiat, Volare, Banca di Sicilia, Banco di Napoli, i due maestri alle elementari, i dipendenti RAI, e molte altre cosette.

Replica

Francesco 24 maggio 2005 alle 10:08

CUI prodest …

Replica

Obiuan 24 maggio 2005 alle 10:20

azz.
Errore di sbaglio.
chiedo perdono

Replica

Sergio 24 maggio 2005 alle 10:44

Caro maestro Kenoby,
Infatti ho scritto, per quanto riguarda R&D, che non è un problema recente (almeno per quanto riguarda l’Italia). Che poi non sia solo italiano, come problema, è vero, ma la nostra riluttanza a spendere in questa direzione sembra essere maggiormente radicata nel tempo rispetto ad altri paesi europei.
Per quanto riguarda “l’agganciamento” della questione petrolifiera alla R&D, ho parlato infatti di medio-periodo, ma va anche tenuto conto del fatto che, se si fosse investito massicciamente negli scorsi anni… ma è vero che la storia non si fa con i se, seppure aiutino a pensare.
Purtroppo di “cartelli” il nostro fantomatico mercato ne è afflitto in molti, troppi campi: i “beduini” di cui parli sono “occidentalizzati”, sotto questo aspetto. Inoltre sono loro gli interlocutori “meno peggio” scelti da chi ha la possibilità di scegliere.
Inoltre il gioco di forza politico (con relativi ostruzionismi e problematiche correlate) che si fa nei confronti dell’adozione dell’euro negli scambi petroliferi fa, nell’economia del discorso, la sua parte.
(scusa il gioco di parole)
Il discorso dell’investimento in R&D da parte della Cina è, infatti, corrispondente al richiamo che ho fatto a proposito dell’India (che ha un polo informatico che, oggi come oggi, fa impallidire il MIT). Le altre speculazioni sulla Cina (riconducibili a quelle che io chiamo caratteristiche dello schifoso regime), sono le medesime sfruttate, ieri ed oggi, dalle aziende occidentali.
Farne un discorso etico-nazionalista, o meglio etico-sciovinista, mi sembra puerile ed infantile: un espediente come un altro per “rimuovere” i problemi creando un capro espiatorio.
Non comprendo, infine, il maiuscolo urlato su rifondazione.
Purtroppo devo prendere atto del fatto che anche il maestro Kenobi soffre di “allucinazioni post-ideologiche”.
io comunista non sono, non sono mai stato.
ribadisco il discorso sulla cultura del lavoro e ribadisco la mia opinione sul fatto che non siano necessari interventi strutturali in questa direzione.
E’ una ca**o di opinione, non pretende di essere vangelo, ma se volete discuterla, almeno fatela con argomenti o con opinioni, non con dischi rotti su destra e sinistra, rifondazioni e scioperi.
Fatti, non pugnette, please…
Impossibile fare un discorso serio basandosi esclusivamente su argomenti e considerazioni, senza che a qualcuno appaiano i suoi fantasmi personali.
Vabbè, non è un problema mio…
X Francesco
“è meglio stare zitti e passare per scemi che aprire bocca e togliere ogni dubbio”.
dovresti farne tesoro, piuttosto che appioppare etichette agli altri.
La tua supponenza, la tua arroganza e la tua maleducazione invece ti identificano come un idiota, quindi non perdo tempo a “parlare” con te, per non confondermi nella tua melma.
Ti dirò solo, per l’ultima volta (a meno che tu non ti decida a cambiare registro linguistico, allora sarò lieto di discutere nuovamente con te) che le tue affermazioni sciocche e pretestuose non significano nulla.
io ho solo rilevato che in UK esiste un sussidio di disoccupazione, non ho detto assolutamente che fosse incondizionato o stupidaggini simili che di sottecchi vuoi addebitarmi.
Il tuo modo di “discutere” è veramente speculare a quello della polizia stalinista.
Renditene conto, sei sempre in tempo.

Replica

Sergio 24 maggio 2005 alle 10:57

A proposito di “cartelli” mi viene in mente la raccolta pubblicitaria in Italia….
Strano vero?

Replica

Francesco 24 maggio 2005 alle 12:11

Sergio,
se per te il welfare inglese e quello italiano sono abbastanza simili da bocciare l’analisi di Bill, siamo in due che avremmo fatto meglio a tacere.
Saluti

Replica

Sergio 24 maggio 2005 alle 13:02

Probabilmente mi sono spiegato male.
non volevo intendere questo.
volevo semplicemente dire che il welfare è un termine che indica un insieme di leggi, istituzioni e quant’altro (possiamo chiamarle “sovrastrutture”?), articolate tra di loro. Tanto che è difficile fare dei paragoni come quelli suggeriti da bill. Sia in senso possitivo che negativo.
Se poi ho liquidato l’aspetto Welfare nell’economia del discorso è stato esclusivamente perchè ciò che diceva il maestro Kenoby mi sembrava più articolato, dettagliato ed inerente alla domanda che avevo posto.
Tutto qui, credevo fosse chiaro.
Ricambio i saluti.

Replica

ventomare 24 maggio 2005 alle 16:38

Ocse, l’Italia è in recessione, 2005: Pil -0,6%, deficit 4,4%.
Allora, adesso come la mettete? Quali fesserie vi inventate dopo che avete negato per due anni? Ci ha preso per il culo prima delle elezioni, durante questi anni di cerone e pure adesso. Cinque anni buttati per l’Italia, eccola la verità. Ci ha portato in coda al mondo.
E dopo questi sfasci, come quello fatto nel decennio 1982-1992, poi magari si lamentano per le monetine!

Replica

Francesco 24 maggio 2005 alle 16:44

Ciao Ventomare,
ci mancavi. Dunque adesso prendi per oro colato le previsioni dell’OCSE e cerchi pure di proiettarle all’indietro.
Come facevamo ad ammettere una recessione se per i due anni di cui parli il PIL è cresciuto?
Goditi la recessione del 2005 e buon pro ti faccia.
Certo che il tuo livello di civiltà politica è assai elevato: monetine ai governanti cattivi. E appenderli per i piedi no?
Vecchio stalinista nostalgico!
Ciao

Replica

Sergio 24 maggio 2005 alle 16:53

Ventomare, ci mancavi solo tu….
Che vieni a contestare? Non lo sai che è colpa dei communisti e dei precedenti governi? Meno male che torna Pinochet che ci riporta la democrazia….
;-)))
Adesso però vado davvero a lavorare, a domani, simpaticone ;-D

Replica

Francesco 24 maggio 2005 alle 17:10

Ehi, sapientino,
perchè non mi illustri le molte tappe passate tra la dittatura di Pinochet (che mi guardo bene dal negare) e la democrazia in Cile (che mi pare del tutto evidente)?
Così la smetto di scrivere scemenze.
Saluti

Replica

ventomare 24 maggio 2005 alle 18:05

Il berlusconismo ci avrebbe portato alla distruzione anche se il mondo fosse andato a mille. Perché è tarato alla fonte. E’ interessato, finto, oscuro, volgare, iroso, selvaggio. E questo quello di cui non vi siete resi conto. Sono stati 5 anni in cui si è quasi completamente distrutto quello che era stato fatto dal 1992: l’Europa, un bel passo verso il risanamento finanziario dello stato e la rinascita di un minimo senso etico.
Mi domando, ad esempio, come si può fiducia di un uomo volgare come Scapagnini: – Per vincere le elezioni bisogna essere “coluto”! – E’ questa la classe dirigente che risolleverà le sorti del bel paese?
Non smetterò mai di ricordare la commissione Telecom Serbia perché quello stato è il momento in cui si è raggiunto l’apice di quella degenerazione.

Replica

Giordanobruno 24 maggio 2005 alle 18:15

E’ tornato Ventomare il bardo.
Il berlusconismo è “interessato, finto, oscuro, volgare, iroso, selvaggio”. Naturalmente, ciò presuppone che il cattocomunismo sia, al contrario, cristallino, vero, solare, aristocratico, pacifico, civile. E d’altronde, nessuno ignora quanto onesto, carismatico e in gamba sia Prodi. Specie quando progetta di mettere le mani in tasca alla gente.
Non c’è dubbio: quelli come Vento hanno una marcia in più. Anche una narice.

Replica

ventomare 24 maggio 2005 alle 18:43

Giordanobruno, quando il centrodestra produrrà una classe dirigente degna di questo nome lo riconoscerò, sta tranquillo. Anzi ci spero fortemente, perché vuol dire che tutta Italia avrà fatto un passo avanti. Io parlo del berlusconismo come segno degenerativo, evidente e finale, della crisi italiana. Se riusciremo a tenerci lontani da tutto quello che ha detto, da come lo ha detto, da quello che ha fatto e come lo ha fatto, Berlusconi in questi 5 anni, come massimo rappresentante del lato peggiore della società italiana, avremo fatto un grande passo avanti verso la soluzione dei nostri problemi. Per il resto ci sono persone in gamba ed oneste a destra ed a sinistra. Le cose si misurano alla luce dei fatti, con i risultati raggiunti. Ed alla prova dei fatti non mi sembra che tu sia uscito dai 5 anni della sinistra così depresso come esci adesso. E parlo comparativamente con il resto del mondo.

Replica

Manuele 24 maggio 2005 alle 18:50

No, il centrosinistra è soltanto una puzzolente e viscida parte politica. Potrebbe essere migliore ma non lo è. Però è attualmente l’unico soggetto politico degno di governare, con tutto il suo viscidume.
Quando a destra il dilettantismo, la mancanza totale di senso politico e di percezione di legalità verranno messe da parte, allora sarà un altro discorso. Cioè ci saranno due schieramenti politici normalmente schifosi tra i quali scegliere :)

Replica

bill 24 maggio 2005 alle 18:57

Riprendiamo il discorso welfare. Siccome a sinistra, e tu sergio sei di sinistra, che non significa comunista, tendono a mischiare le cose, ti faccio io un’affermazione e una domanda. L’affermazione è che pure in Germania c’è il sussidio per i disoccupati. Dura sei mesi, durante i quali ti propongono pure dei lavori in base alle tue qualifiche. Se non ne accetti uno, bay bay babe. E infatti, siccome non funziona, lo stesso Schroeder voleva riformare questa cosa, che fa sì che, in certi casi, un disoccupato guadagni più di uno che lavora. La domanda invece è un’altra: come mai da noi, dove tutto è subdolo (la cassa integrazione cos’è?)e dove i servizi spesso funzionano peggio che altrove, i conti sono in rosso (da sempre, non per il berlusconismo)? E, soprattutto, chi ne è responsabile? Ti giuro che se rispondi Berlusconi non dialogherò più, ma ho fiducia.

Replica

Giordanobruno 24 maggio 2005 alle 19:18

Eh no, Vento. Qui nessuno porta l’anello al naso. Tu hai le tue, legittime, posizioni politiche da difendere, ma il finto buon senso lo rimando al mittente.
Perchè tu puoi benissimo dire “Io parlo del berlusconismo come segno degenerativo, evidente e finale, della crisi italiana. Se riusciremo a tenerci lontani da tutto quello che ha detto, da come lo ha detto, da quello che ha fatto e come lo ha fatto, Berlusconi in questi 5 anni, come massimo rappresentante del lato peggiore della società italiana, avremo fatto un grande passo avanti verso la soluzione dei nostri problemi”, allo stesso modo, però, io posso obiettare che l’Unione altro non è che un’accozzaglia di partiti quasi incompatibili tra loro la cui componente principale altro non è che una forza che ancora non ha smaltito le scorie puzzolenti del suo osceno passato. E quanto alla depressione, la crisi economica c’è, ed è globale: tutte le riforme che chiunque incolpa il Governo di non aver fatto, e che fanno persistere le condizioni anomale dell’economia italiana, prima causa del nostro stare peggio degli altri, il csx non le farà mai. Perchè il csx non vorrà nè potrà mai combattere i suoi sodali (in primis sindacati e assistiti vari) in nome di un efficientismo che non gli appartiene. L’unica cosa che farà, more solito, sarà scippare ad alcuni per dare ad altri.
Spiacente Vento, ma i comizi ormai stiamo imparando a farli anche di qua.

Replica

ventomare 24 maggio 2005 alle 20:02

Uno che va negli USA a dire che bisogna investire in italia perché ci sono le segretarie bbone è il futuro del paese! un po’ di serietà è quello che ci vuole, altro che le barzellette sugli ebrei e sui malati di AIDS!
quale sono le riforme? vendere le spiagge o fare i casinò a palermo e a cefalù? o la prima riforma non è liberare il paese dalla criminalità organizzata? finirla una volta per tutte di distruggere il territorio?
mi dici qual è il dibattito che ha portato avanti il centrodestra tra le forze produttive per rilanciare e riorganizzare la nostra economia ed uscire dalla crisi di un paese in difficoltà? Si è proccupata per tutti questi anni dei destini di un uomo inquisito fino al midollo, lui e tutti i suoi amici che si è salvato dalle condanne morali e processuali ricorrendo a mille espedienti. Un paese alla ricerca di un destino rinnovato preso in ostaggio da uno che parlava della paura del comunismo per non fare i conti con la sua vita.
Poi, che ti succede, dopo tutte quelle giravolte arriva Schroeder, che perde un elezione regionale e va alle elezioni perché dice di pensare di non avere più la fiducia del paese. E allora capisci di quale squallore stai a parlare.

Replica

Giordanobruno 24 maggio 2005 alle 20:50

Vedi, anche prendendo per buona quest’ultima sparata, resta che, però, nessuna riforma può essere fatta dal csx, in quanto conservatore e clientelare. Altro che i malati di Aids, il trapianto, Veronica, la rava e la fava. Il Governo, naturalmente, ha le sue colpe: voi, nella crisi, avete sguazzato come gli avvoltoi nella carcassa, per prendere il potere. Sapendo, però, che non farete altro che aumentare qualche tassa; e di certo, così, dalla crisi non si esce.

Replica

ventomare 24 maggio 2005 alle 21:35

guarda che nei 5 anni dell’ulivo non è aumentata la pressione fiscale di una lira (a parte il picco del 98 con la singolarità dell’eurotassa, rimborsata al 60%) nonostante le entrate del fisco fossero aumentate di 80.000 miliardi. In parte dovito al ciclo di crescita, ma per la maggior parte era recupero dell’evasione. Eravamo quasi in pareggio di bilancio nonostante i 6 punti di interessi del debito.
ci sono 200.000 miliardi di evasione presunta in Italia, pensi che si possono provare a recuperare, almeno in parte, facendo 5 condoni fiscali oppure portandosi dietro l’eredità di sospetti di evasione per 230 miliardi di lire nella compravendita di diritti cinematografici?
in Italia serve concorrenza e maggiore liberalizzazione da rendite di posizione, serve maggiore equità fiscale, serve maggiore legalità, serve maggiore peso alla valorizzazione della conoscenza, serve di ridefinire la missione nel mondo del nostro paese, serve unità e non divisione. questo è ciò che dovrà fare la sinistra.
Berlusconi non ha mai unito il paese e non aveva le caretteristiche necessarie per farlo. ha dovuto dividere per depistare, creare un senso di continua rissa per fare polveroni sulla verità della sua inconsistenza e delle magagne. il risultato è che ha succhiato energie e non ne ha date. è stato questo il tradimento della manipolazione.

Replica

Giordanobruno 24 maggio 2005 alle 22:00

Senti Vento, adesso basta con le sparate, il gioco è bello quando dura poco. Ai militanti sono abituato ma per sti pistolotti hai scelto la persona sbagliata.
Missione nel mondo del nostro Paese, unità e non divisione…bum! Concorrenza e maggiore liberalizzazione? Con Bertinotti? Poi, mi tocca farti presente, che L’Irap, che adesso, con la faccia che vi ritrovate, dite debba essere eliminata, l’avete messa voi. E tra l’altro, siete sempre voi che state studiando tassazioni maggiori sui capitali. E’ arrivato il salvatore, mpf…

Replica

ventomare 24 maggio 2005 alle 22:55

anche questa dell’irap è un’altra di quelle storie che si ripetono come un disco rotto. l’irap raccoglieva dal punto di vista fiscale i 3/4 di 7 tasse che ha semplificato/sostituito tra le quali: l’imposta patrimoniale sulle imprese, l’ILOR (che era una specie di tassa addizionale sui profitti), i contributi sanitari, la ìtassa sulla saluteî, l’ICIAP ed altri tributi minori. Il peso fiscale per le imprese ed il costo del lavoro diminuì, nel primo anno, nel complesso per una cifra superiore ai 10.000 miliardi di lire. questa è la sostanza. il problema dell’irap è che tassa il lavoro indipendentemente dai profitti. si può obiettare sulla sua scelta tecnica ma è una tassa importante che finanzia la spesa sanitaria e che ha abbassato il carico fiscale. magari andava abolita gradualmente, mi domando perché non l’ha fatto il centrodestra, privilegiando demagogicamente strombazzare la finta riduzione delle tasse alle persone fisiche, che fa più fichezza elettorale, piuttosto che fare un intervento magari meno clamoroso, ma più utile specie in un momento di difficoltà delle imprese.

Replica

Giordanobruno 24 maggio 2005 alle 23:40

Perfetto, se è una tassa importante, perchè andate dicendo che va abolita? O avete inventato un balzello orrido, o adesso siete dei cazzari. O tutt’e due. E perchè lo dice anche l’UE?

Replica

Sergio 25 maggio 2005 alle 09:10

Le tue domande sono calzanti e appropriate, caro bill, ma permettimi di dirti che non mi va di definirmi di sinistra.
Nè di venir definito di sinistra.
Sono Sergio ed ho la mia testolina, tra l’altro sono anche un po’ ambidestro (anatomicamente), anche se mangio e scrivo con la destra, ho più forza nella mano sinistra e, quando giochicchiavo a pallone, preferivo tirare col sinistro.
Fuor di metafora-descrizione anatomica: provo a dare una risposta alla tua domanda.
Perchè in Italia c’è il più alto tasso d’evasione fiscale, perchè non c’è il senso dello stato, o per lo meno non permea, come nei paesi che hai descritto, la “società civile” (‘azzo vuol dire pure ‘sto termine? Chi sarebbe l’omologo opposto, la “società incivile”??!!??).
Ahem, scusa la digressione, la mia opinione è che uno dei fattori principali, se non il principale, sia questo.
Ed è un problema sul quale hanno perso una buona occasione sia la sinistra che la destra.
Non credi?

Replica

Francesco 25 maggio 2005 alle 10:09

“Perchè in Italia c’è il più alto tasso d’evasione fiscale?”
Essendo un lavoratore dipendente tassato alla fonte, posso fare una domanda ai nostri Soloni rossi? Cosa proponete di fare per questa sciagura nazionale che ci opprime e ci impedisce di godere il sol dell’avvenire?
La storia di San Visco che stava sistemando il tutto ma è stato fatto fuori DAL CENTROSINISTRA la racconta solo Ventomare. Io ne traggo qualche conseguenza.
x Sergio: essere di sinistra non è mica una cosa di cui vergognarsi. Nè implica che ti devi iscrivere a qualche partito. O inventarti che i governi di sinistra hanno fatto bene. E’ solo che il 100% delle idee partorite dalla tua testolina sono vecchie idee di sinistra.

Replica

Sergio 25 maggio 2005 alle 13:06

Se ti interessi di connotare le idee degli altri, è un tuo problema.
Evidentemente ne hai bisogno per non perderti nei meandri dei ragionamenti. Hai bisogno di ricorrere ad associazioni continue, anche se con schemi obsoleti, altrimenti non riesci a dare un senso alle parole.
Io ho detto, e ripeto, che non (mi) riconosco (in) queste categorie di pensiero.
Sai, i “miopi” di sinistra mi danno del fascista o comunque mi dicono che sono di destra (fin dal liceo!!! Pensa un po’ tu….), ugualmente fanno quelli di destra, quindi….
Benvenuto nel mucchio!!!!
E quanto sia STERILE questo mucchio, lo confermi con il tuo pomposo e polemico (quanto inutile) appello ai “Soloni di sinistra”.
Se non esci fuori dal giogo dell’appartenenza, continuerai a giustificare le ca***te dellatua “squadra” in nome delle ca***te dell’altra “squadra”.
Io non mi vergogno delle mie idee, al massimo mi vergogno quando mi capita di dire qualche ca***ta.
A te non mi pare che capiti mai, di provare un po’ di vergogna….
chissà, magari mi sbaglio….
ciao, Fra’ !!!!

Replica

Sergio 25 maggio 2005 alle 13:07

P.s. anche io sono un lavoratore dipendente tassato alla fonte.
peccato che il maestro Kenoby sia latitante, con lui il discorso era un po’ più interessante….

Replica

Francesco 25 maggio 2005 alle 15:16

Sergio, guarda che del tuo puntiglio nel rifiutare la definizione di “sinistro” posso anche farmene una ragione.
Mi divertirebbe sapere cosa mai hai detto per farti dare del fascista al liceo!
Gli schemini sono utili perchè il 99% delle cose che diciamo sono ripetizioni di già detto. Inutile rifare pari pari le scoperte già fatte da altri prima di noi. Io mi diverto da matti a trovare qualcosa di originale ma … non capita. E rifiuto di considerare obsoleto qualcosa che funziona quasi sempre!
Ma, come dicevo, trascuriamo questo punto.
Torniamo all’evasione fiscale e al basso senso dello Stato, che individui come prima causa dei nostri probolemi economici. Hai qualche idea per risolvere il problema?
Saluti

Replica

Sergio 25 maggio 2005 alle 16:50

“rifiuto di considerare obsoleto qualcosa che funziona quasi sempre”
Sarei curioso sapere da cosa capisci che funziona…. Veramente. Se me lo sai dire, anzi, se riesci a comunicarmelo (più difficile) te ne sono grato.
Cosa fare riguardo all’evasione a alla “latitanza” del senso dello Stato, dici?
Quando dico che è stata un’occasione persa dai governi di entrambi gli schieramenti, mi riferisco ad una lotta all’evasionee all’emersione del sommerso che è sempre, secondo me, stata insufficente e prevalentemente di facciata.
Per promuovere una cultura dello stato, certo, non si può agire solamente in questa direzione.
Bisognerebbe rendere funzionale la pubblica amministrazione, fallata più nei direttivi che altrove, rendere la tassazione più equa laddove possibile: insomma ridare fiducia nello Stato, renderlo presente nella vita pubblica ed assente in quella privata, portatore e difensore di valori condivisi… e tante altre belle cose, credo.
Purtropo o per fortuna, però, non sono un politico e non posso avere un “programma” in tal senso (non che i politici ce l’abbiano, del resto, al massimo millantano di averlo).
tu che dici?
P.s.
Al liceo mi davano del fascista quando rifiutavo di fare mie le ampollose e retoriche istanze che venivano imposte “dall’alto”, quando promuovevo una lista “alternativa” a quella del “collettivo”, a quella “ciellina” ed a quella “de-de-de-destra”.
Siccome rifiutavo di giocare a fare i “grandi”, ma volevo capire che senso potesse avere fare il rappresentante d’istituto e comportarmi di conseguenza, non ero ben visto (perchè se uno non sta al gioco e dice che il re è nudo può dar fastidio).
Non ricordo molti avvenimenti specifici, ma ti assicuro che i fasci m’hanno menato ed i compagni “esiliato”.
P.p.s
il novantanove per cento di ciò chediciamo è, almeno nel mio caso, una RIELABORAZIONE di ciò che è stato già sentito. Forse nel tuo caso è una ripetizione (frecciatina, ma senza livore)
;-DD
Ciao Fra’ a domani!!!!!

Replica

Francesco 25 maggio 2005 alle 17:30

non è che ti menavano perchè non riuscivano a farti smettere di parlare neppure dopo due ore di intervento?
(frecciatina)
ciao

Replica

blind 26 maggio 2005 alle 00:02

Ieri Giuseppe D’Avanzo ha toccato vertici di servilismo sotto il padrone cdb davvero elevatissimi.
L’ennesima assoluzione di Berlusconi sul lodo mondadori, lo ha mandato in bestia.
C’e’ qualcuno tanto gentile che puo’ recuperare l’editoriale in questione?
Con la ssentenza dell’altro ieri siamo alla catastrofe per Repubblica.
Eppure, nonostante ogni anno il Berlusca venga prosciolto dalle innumerevoli accuse che la procura di Milano continua ancora a gettargli addosso, per i repubblicones non e’ successo proprio niente.
Oggi assolto per il lodo mondadori, ieri per la sme, l’altro ieri per le tangenti alla guardia di finanza, l’altro altro ieri per il caso medusa, ecc…ecc…ecc…
Blind

Replica

Rolli 26 maggio 2005 alle 00:42

Pensa in che stato di prostrazione sono Fabrizio e Ventomare..

Replica

blind 26 maggio 2005 alle 01:06

Ventomare ha una fede incrollabile e mistiche visioni che lo tengono lontano da queste sofferenze.
E il povero Prodi?
Fino a pochi giorni fa ce le ha fatte a fette col suo: -uniti si vince!- e mo’?
Ho sentito che ci sono gia’ alcune giunte in crisi, in giro per l’Italia: Puglia, Piemonte, Liguria, e…non mi ricordo piu’.
Blind

Replica

ventomare 26 maggio 2005 alle 02:11

Rolli, io continuo a credere nel buon senso, per cui quando fai queste affermazioni mi viene ancora tristezza.
Dimmi un po’ una cosa. Se ti accorgessi di essere stata presa per il culo, ma alla grande, proprio alla grande, cosa faresti?

Replica

Rolli 26 maggio 2005 alle 08:48

Insomma, Vento, sono corrotti questi giudici che lo assolvono? Non sei quello che ha fede, in loro, sempre e comunque? Non sono coloro che posseggono il Verbo? Non lo posseggono più? Credi o no in queste assoluzioni?

Replica

Sergio 26 maggio 2005 alle 09:42

Caro Francesco,
non mi hai ancora detto in cosa ti sono utili le categorie di pensiero che hai asserito “ti funzionano”.
mi hanno menato perchè non riuscivano a farmi smettere di ridere, se ti interessa sapere com’è andata….
Parlo troppo?
si vede che credo di avere qualcosa da dire…..
Ai posteri l’ardua sentenza…

Replica

ventomare 26 maggio 2005 alle 10:48

Non credo a Berlusconi, qualunque cosa dica o faccia. Va bene così? Non credo ad un uomo che si è fatto prescrivere ormai una decina di volte, ad un uomo che non ha vergogna politica ed umana. Un uomo che accetta, anzi rincorre, assoluzioni rabberciate basate su mille distinguo, sulle prescrizioni, precedenti o successive a condanne di primo grado, su sentenze mai limpide di non colpevolezza, dei non poteva sapere o non sapere, delle insufficienze di prova. Come se per formare il nostro giudizio, non quello giudiziario, il nostro civico, ci fosse bisogno di una candid camera dove si vede l’accusato firmare l’assegno corruttore. Sapeva di sapere, non sapeva di sapere, non ‘era, anzi c’era e se c’era dormiva. La giustizia prima di condannare un uomo deve essere più che certa, e va bene, ma, per esempio, nel caso della SME, nonostante i miliardi spesi in avvocati e un intero parlamento dedicato la sentenza di prescrizione dice che non si sono raggiunte prove di innocenza. Tu come lo leggi questo? Come un’assoluzione? In ogni caso dove non c’è condanna giudiziaria, c’è una definitiva condanna umana e politica per un uomo che non ha voluto, non ha potuto, provare la sua innocenza e perciò candidarsi disinteressatamente e a testa alta alla guida del mio paese.
Non ti dimenticare che la sentenza condanna a sette anni il suo amichetto (e con lui tutta la compagnia cantante, quella compagnia che Berlusconi aveva negato, mentendo, di conoscere), di mille battaglie, una sentenza per una truffa ai danni dello stato di mille miliardi. Una persona per cui Berlusconi, dopo che l’aveva speso per lui, ha è speso il Parlamento per tentare di far approvare una legge che ne spazzolasse la candanna, trasformandola in prescrizione.
E a te basta per formare il tuo giudizio di onestà politica ed intellettuale di un leader politico, e per ironizzare sulla nostra prostrazione invece di farti stare zitta, e con una piccola smorfia di scetticismo e disgusto sulla bocca?
Qui non c’è nessuno che vuole vedere le persone marcire in galera per un gusto vendicativo, qui si trattava di svelare ad un paese manipolato la verità, e di farlo svegliare, alzare la testa e vederlo crescere e liberarsi dalle proprie tare, dalle debolezze sulle quali qualcuno stava agendo alla grande per mantenerlo in una condizione di dipendenza.
Se tu queste cose non le capisci o non le vuoi capire, non potrò essere io, nÈ nessun altro a fartele capire. E tutta la tua perspicacia, tutta la tua bravura polemica, il tuo gusto per la ricerca dell’informazione, finiranno, finiscono per perdersi dietro il tuo limite senza rimedio di voler negare la malafede dell’uso spregiudicato e menefreghista della “manipolazione” della mente altrui a fini personali, come a voler difendere chissà chi, quale memoria. Ma queste cose sono solo tue ed attengono ad aspetti che riguardano te e la tua vita.

Replica

Rolli 26 maggio 2005 alle 10:58

Non hai risposto ma mi basta questo che hai detto:
“In ogni caso dove non c’è condanna giudiziaria, c’è una definitiva condanna umana e politica”.
Ti qualifica.

Replica

Giordanobruno 26 maggio 2005 alle 11:39

E infatti, la premessa è chiara. A prescindere dalle sentenze e dai giudici, “non credo a Berlusconi” (e però ancora si parla di SME…). Dove sei, Giovannino Guareschi?

Replica

bill 26 maggio 2005 alle 11:45

Ventomare non crede a Berlusconi. E’ un suo diritto. Io invece non credo alle migliaia di perquisizioni fatte alla Fininvest mentre c’era chi girava il mondo con gli aeroplanini della Parmalat, a boiardi di stato che hanno sfasciato per decenni questo paese per interessi di partito, a chi ne ha azzoppato l’economia dando vita al mostro che si chiama debito pubblico, ai giornali di un biscazziere che ha fatto diverse porcherie con il Banco Ambrosiano e l’Olivetti e con tutte quelle scatole vuote quotate in borsa. A proposito di condanne umane e politiche. Vediamo se così si capisce perchè, a gente che la pensa come me, la sinistra fa profondamente schifo.

Replica

marcello 26 maggio 2005 alle 11:57

e’ per questo che la sinistra fa paura.
“condanna umana e politica”.
umana? e perche’?
politica? vogliamo parlare di amministrazioni di sinistra, coop rosse, debito pubblico alle stelle(e contemporaneamente anche tasse alle stelle. questo si, un vero miracolo italiano),andreotti demita e prodi?
no, la condanna a berlusconi e’ solo per non aver consegnato l’italia ai comunisti.
e’ un peccato originale che nessuna sentenza potra’ cancellare.

Replica

Sergio 26 maggio 2005 alle 12:08

Ed è per questi motivi, che bill illustra giustamente e che marcello enfatizza in pompa magna, aggiunti a quelli di Ventomare, che la politica è agonizzante…
ma voi preferite scannarvi per discettare su chi ci abbia sodomizzato con più brutalità, chi con meno vasellina, chi l’ha fatto con amore e chi con rabbia…
il giuoco delle parti? non lo conoscete?
Bello spettacolo!!!!!

Replica

bill 26 maggio 2005 alle 12:23

Sergio, il giochino del super partes non funziona. Per questo, come ho detto direttamente a Rolli, non condivido la sua, legittima, scelta di non votare. Nessuno sostiene che la perfezione esista, ma in politica si deve scegliere. Spesso, il meno peggio. Idealmente, la parte che ti è più affine. Bisogna sporcarsi le mani, insomma. Che non significa, non essendo militanti nè desiderosi di tessere, non avere senso critico e non cercare di cambiare le cose che non ci convincono. Di solito, in democrazia si fà così. Anche perchè lamentarsi dopo è inutile.

Replica

Sergio 26 maggio 2005 alle 12:34

(traduzione dall’articolo di copertina: ìThe real sick man of
Europeî dell’Economist del 21-27 maggio 2005).
Il vero malato d’Europa.
“L’economia italiana è stagnante, il business depresso e le riforme moribonde”.
Lo zar Nicola I di Russia creò la frase: “Il malato d’Europa” per descrivere l’impero Ottomano. Da allora molti altri stati sono stati definiti “il malato d’Europa”. Negli anni ’60 e ’70 una Gran Bretagna dominata dagli scioperi e con una bassa crescita era la favorita. Negli anni ’90 il titolo passò alla Germania. Ora è emerso un nuovo paziente: l’Italia. Per un certo periodo, la malattia dell’Italia è sembrata essere comune anche a Germania e Francia, che insieme all’Italia producono il 70% del GDP della zona euro. Tutti e tre gli stati soffrono degli usuali problemi dell’Europa: eccesso di forza lavoro, rigidità del mercato della produzione, spesa pubblica eccessiva, tasse elevate ed eccesso di regolamentazioni. Le notizie della scorsa settimana sull’Italia in recessione nel primo quarto del 2005, con Francia e Germania in miglioramento, suggeriscono che l’Italia ha problemi più seri delle altre due nazioni.
Problemi diffusi nel’economia, nel business e nella politica. Come riportato ancora una volta dal rapporto di questa settimana dell’OECD, la lenta crescita economica dell’Italia riflette le sue debolezze strutturali. Il ìmiracolo economicoî degli anni ’50 e ’60 creò un’economia dipendente in gran parte da piccole aziende manifatturiere, concentrate per la maggior parte al nord e in aree specializzate come il tessile, i mobili, macchine utensili, processi alimentari ed elettrodomestici. Società che avevano bisogno di bassi costi per poter competere; nei tempi di inflazione, questa condizione era assicurata alla svalutazione della lira. Questa misura non è più possibile dall’adozione dell’euro.
Inoltre queste aziende sono le più vulnerabili non solo dalla competizione europea, ma, sempre più da quella asiatica, in particolare cinese. Non sorprende che le aziende tessili italiane siano in prima linea per chiedere a Bruxelles uove protezioni contro le esportazioni cinesi. Produttori di mobili e di elettrodomestici versano nelle stesse difficoltà. E le aziende italiane stanno perdendo quote di mercato spetto ai rivali cinesi non solo in Europa, ma anche nel resto del mondo.
Non desta sorpresa quindi che gli uomini di affari in Italia siano pessimisti. Anche se combattono con una economia sonnolenta, devono comunque affrontare una serie di eventi che hanno diminuito la loro confidenza, oltre a quella degli investitori stranieri. Le cose cominciarono a peggiorare visibilmente due anni fa, quando i
problemi (ancora irrisolti) esplosero in Fiat, la società costruttrice di auto di bandiera, e quando le banche italiane si arrogarono il diritto di vendere bond ad alto rischio ai loro
clienti come se fossero immuni da rischi. I bond furono rilasciati dall’Argentina e da due società italiane, Cirio e Parmalat.
L’Argentina entrò in crisi, mentre le due società alimentari fallirono. La frode che fece fallire la Parmalat dimostrò che il sistema di corporate governance delle società era marcio. La risposta a livello di nuovi regolamenti, sebbene veloce all’inizio, rallentò allorchè i politici pensarono che una crisi fosse alle porte.
Sebbene la Parmalat sia stata salvata, i procedimenti giudiziari contro coloro che arrivarono quasi a distruggerla non hanno brillato per zelo.
La corporate governance continua a soffrire grossi rovesci, ma nessuno più evidente del licenziamento da parte del governo di Vittorio Mincato, amministratore dell’Eni, la sesta compagnia modiale gas-petrolifera. Non soltanto questo brillante e apolitico amministratore è stato rimpiazzato da una persona con nessuna conoscenza specifica(Paolo Scaroni,amministratore dell’Enel, la compagnia elettrica italiana); ma questa ignoranza è ora condivisa dall’intero consiglio dell’Eni. La natura politica della nomina di Scaroni suggerisce che il governo considera ogni società in cui detiene la maggioranza come di totale proprietà dello stato e quindi suscettibile di indirizzi politici. Questo atteggiamento inverte una situazione in cui lentamente le aziende si sono rese indipendenti dalla prevaricazione e dalla protezione della politica che costrinse in passato l’Italia a pagare interessi elevati per ottenere prestiti internazionali. Scaroni ha oggi l’opportunità di dimostrare che può respingere le interferenze politiche, così come fece Mincato. Ma gli azionisti dell’Eni osserveranno con nervosismo come la società si comporterà sotto la guida del nuovo management. Allo stesso modo, gli investitori stranieri stanno aspettando di vedere se la straordinaria saga dei due tentativi di scalata di banche italiane da parte di banche estere abbia un lieto fine (cioè che le banche estere vincano) o finisca in una farsa. A questo punto, il risultato è confuso, ma la Banca d’Italia e la Consob, che regolano il mercato borsistico italiano, hanno fino ad ora dimostrato una miscela irritante di protezionismo e di indolenza.
Dov’è il governo?
Gli scarsi risultati dell’Italia non hanno danneggiato solo il business; hanno anche minato gli standard di vita degli italiani. Questa è la principale ragione per cui gli italiani si sono allontanati dalla coalizione di centro-destra capeggiata da Silvio Berlusconi in carica dal 2001. Sebbene Berlusconi abbia avuto buone notizie dalle elezioni siciliane questa [la scorsa, ndr] settimana, altre recenti elezioni hanno confermato che il suo governo è oggi profondamente impopolare. L’Economist non fece mistero delle sue valutazioni su Berlusconi nel 2001; argomentammo che era inadatto a diventare primo ministro italiano. La nostra valutazione si basava sulla sua lunga storia di grovigli giudiziari, oltre agli stridenti conflitti di interessi che doveva affrontare come capo del governo (e quindi, indirettamente, la sua televisione pubblica), mentre controllava quasi tutte le stazioni televisive private. Ma sperammo in una possibilità: che l’uomo d’affari trasformatosi in politico introducesse le riforme economiche necessarie in Italia e mettesse mano alle finanze pubbliche.
Quattro anni dopo, il governo Berlusconi non è riuscito a fare nemmeno questo. Distratto da faccende legali e dipendente dai suoi partner di coalizione, Berlusconi ha prodotto troppe poche riforme (sebbene i suoi personali interessi di business abbiano prosperato). I suoi rimedi per le finanze pubbliche italiane sono stati prevalentemente misure una tantum, come i condoni fiscali; il debito pubblico sta di nuovo aumentando. E’ riuscito a ridurre di poco le tasse, ma non quanto promise. Ha operato dei cambiamenti nelle pensioni e nella sicurezza sociale, ma in generale le sue riforme hanno prodotto troppo poco e troppo tardi.
E la notizia veramente negativa è che, se Berlusconi perdesse le elezioni politiche della primavera del 2006, l’opposizione di centro-sinistra, guidata da Romano Prodi, in precedenza primo ministro ed ex presidente della Commissione Europea, non ha in apparenza politiche economiche innovative e riforme da offrire. Il nuovo titolo dell’Italia (malata d’Europa, ndr) può rimanere senza sfidanti per un lungo periodo.

Replica

Sergio 26 maggio 2005 alle 13:14

Caro Bill,
non è un “giochino”, ma una forma mentis…
O ce l’hai, o non ce l’hai.
Si può anche acquisire, è vero, ma bisogna prima riconoscerla come tale.
Vedi, chi si schiera non riesce facilmente ad accettare che si possa anche evitare di schierarsi.
Fattene una ragione. Come ebbi modo di dire, libertà è (anche, ma in democrazia sopratutto) partecipazione, ma votare non è l’unico modo di partecipare alla democrazia di questo paese….
non ci sono “parti” a me più affini, posso esserci, al massimo, persone… E sono sparse tra gli schieramenti, per mia fortuna o sfortuna, non so…
Solo su una cosa sono d’accordo: bisogna sporcarsi le mani.
Solo che per te non so cosa possa significare, per me vuol dire mettersi in discussione a trecentosessanta gradi, pretendere lo stesso dal mio interlocutore, e cercare la crescita nel confronto dialettico.
Uscire dai rassicuranti gusci dell’appartenenza, quindi, per appartenere al mio senso critico, alla mia sensibilità e non farmi “traghettare” da questi finti maieuti (i nostri “politici”) verso le rassicuranti spiagge, che altro non sono che miraggi e fantasie….
Non una consolante rassicurazione di ciò in cui credo.
(o credo di credere…)

Replica

ventomare 26 maggio 2005 alle 13:21

“Parlate alle persone come fossero bambini di undici anni, fategli credere che avete il sole in tasca!”
Tu Bill l’economista o Giordanobruno il filosofo potete credere ad uno così? Gli fareste fare l’educatore di vostro figlio? Ad un teorico della manipolazione? Io non credo a Berlusconi perché dice una montagna di bugie. Io non credo ad uno che no ha mai spiegato l’origine della sua fortuna, che si sicrive alla p2 e poi dice non era stato lui, che sfugge con tutti i modi alla giustizia invece di confrontarsi ed accettarne il giudizio serenamente, che da dei pazzi ai magistrati, lui che ha l’ambizione di guidare un paese.
marcello è un altro che ha imboccato. come” non ha consegnato l’italia ai comunisti”? se tu ritieni il centrosinistra i comunisti, guarda che dal 1996 al 2001, quando tu dovevi essere in un altro mondo, quelli hanno governato per cinque anni e non gli hanno nemmeno fatto la legge giusta per il pluralismo televisivo perché temevano i piagnistei. Quelli, ic omunisti di marcello, l’hanno portata in Europa ed hanno provata a risollevarla dalla prostrazione in cui stava, passandola a quelli che poi l’hanno riportata nello stato poveretto in cui è tornata a stare adesso.
Il comunismo, argomento che non usano più neanche gli americani, serve per sollevare i polveroni sotto ai quali ripararsi, caro marcello.
Per quello che riguarda il debito, ariecco bill. Io non so più come fare dopo avergli presentato una decina di tabelle. Come te lo devo dire che è stato fatto tutto tra 1l 1982 ed il 1992, passando dal 60% al 127%, quando il PCI contava meno del due di coppe a livello nazionale e Berlusconi crapulava, in tutti i sensi, con Craxi?

Replica

Francesco 26 maggio 2005 alle 13:30

x Ventomare:
guarda che in quel decennio la briscola era a coppe e quindi il due il suo bel valore ce l’aveva …
Soprattutto tira fuori la tabella dei tassi di interesse dell’epoca, che nascondi da tempo perchè demolirebbe la tua ricostruzione storica.
Ciao
PS tu crederesti a Prodi, uno che ha inventato una seduta spiritica come fonte delle sue informazioni sul nascondiglio in cui era tenuto prigioniero Moro?
E salutami Vendola, quando si posa il polverone.

Replica

Giordanobruno 26 maggio 2005 alle 13:31

Devo credere più a lui che ai cattocomunisti, che non hanno alcun programma, non hanno un’identità presentabile ed occidentale, credono nella punizione fiscale e nell’invidia di classe. E soprattutto più a lui che a chi, militante e quasi robot, sa di avere una missione e quindi non si ferma mai.
Come te, che parti sempre in tromba con pistolotti moraleggianti che sembrano quasi prestampati.

Replica

blind 26 maggio 2005 alle 14:38

(ANSA) – ISTANBUL, 25 MAG – Batoste ad Ancelotti dopo la sconfitta di oggi?
”Poverino, no. Io non licenzio mai nessuno”, dice Silvio Berlusconi.
Il presidente del Consiglio sottolinea che ‘il calcio e’ come la politica:
uno pensa di aver vinto, e invece no’. ‘Sono stati tre gol molto strani…”
…diavolo di un Berlusca!
Che stesse invitando Prodi a riflettere sulle regionali e le prossime politiche?
Blind

Replica

bill 26 maggio 2005 alle 14:53

Ventomare, smetti di dire sciocchezze sul debito pubblico. Prima cosa: si è cominciato ad impennare seriamente negli anni 70, ministro del tesoro uno di quei cervelloni del cazzo che piacciono a te: Andreatta. Poi passato all’Ulivo. Come dire: la scuola è quella. E infatti, larga parte degli scalzacani che fino ai primi anni 90 ci hanno governato, e tutti quei boiardi di merda messi lì per fare gli interessi delle loro associazioni mafiose chiamate partiti, stanno in quella allegra combriccola chiamata Ulivo. I tuoi amici ex-post-maeravamodiversi-forseno-nonlosonomaistato comunisti, nel frattempo, in quegli anni in parlamento votavano a favore di oltre l’80% delle leggi di spesa. Salvo mandare a picco l’economia del paese con milioni di ore di scioperi assolutamente indecenti. Indecenti perchè non hanno portato alcun vantaggio ai lavoratori, ma molti ai caporioni di quelle sfighe innaturali che sono i sindacati italiani. Assieme agli amiconi DC, di cui Baffetto sente tanta nostalgia. Perciò, lascia stare.

Replica

Sergio 27 maggio 2005 alle 08:36

Francesco.
Non ho capito cosa proponi, di comparare i tassi di interesse prima dell’euro e dopo l’euro?
Stai bene?
Per il resto sono d’accordo (ma con altri argomenti, perchè i tuoi… per carità, all’asilo forse vanno bene, ma da grandi…) con te, con Prodi non si va da nessuna parte, come con Berlusconi…
Giordanobruno dovrebbe cambiare nick, perchè sta facendo rivoltare il povero filosofo-scrittore-astronomo nella tomba. Un po’ di pietà: già l’avete bruciato vivo, ora volete anche infangarne la memoria ????
Credi che si sarebbe astenuto LUI sui referendum???
Bah….
Bill, per favore…
i tipi alla Andreatta poi sono confluiti sia a destra che a sinistra, a seconda delle oppoertunità e degli intrecce clientelari.
Il resto è teatrino, andateci voi….
La tua fotografia “quei boiardi di merda messi lì per fare gli interessi delle loro associazioni mafiose chiamate partiti” si adatta benissimo al centrodestra e ai quattro anni di gooverno: se non te ne rendi conto da solo vuol dire che sei irrecuperabile….
Ciao ciao

Replica

Giordanobruno 27 maggio 2005 alle 10:09

Sergio, carissimo terzista illuminato, come mai tu, pur essendo, appunto, un cittadino imparziale e ravveduto, presumi che io mi astenga, quando invece voterò tre sì?
Forse perchè i toni sarcastici di per sè non possono evitare di dire stronzate?

Replica

Sergio 27 maggio 2005 alle 10:16

Perchè mi chiami terzista?
Mi sembrava di ricordare di avere letto dei tuoi commenti in merito nell’apposito topic.
Evidentemente mi sono sbagliato e chiedo scusa per questo.
Spero che le mie scuse vengano accolte…
P.s. si ai primi tre quesiti e no al quarto?
Come Fini? Non ci crederai, forse, ma è la mia stesssa scelta….

Replica

Giordanobruno 27 maggio 2005 alle 10:25

Ok, caso chiuso. E sì, voto come Fini, no all’eterologa…

Replica

Francesco 27 maggio 2005 alle 10:39

Ventomare,
bello guaglione, i tassi di interesse nei lunghi decenni in cui la montagna del debito pubblico si è elevata alle attuali sconsiderate altezze.
Caso strano, proprio i decenni di cui stavamo parlando, dagli anni ’70 in poi.
Che sei furbetto ma mica un genio.
Parliamo d’altro: non ti fidi di Berlusconi (e va bene), non ti fidi di me (e va bene), non ti fidi di Prodi (miracolo! – comunque sono ancora d’accordo).
Allora cosa proponi?
Ciao
PS Bill ha ragione, solo è un pò irruento. I padri nobili del debito pubblico, quelli con i titoli accademici e i libri di Keynes, sono TUTTI nel centrosinistra. Alla destra sono rimaste le bestioline da spreco semplice, ma quelli che hanno tracciato il solco sono i primi.

Replica

ventomare 27 maggio 2005 alle 11:49

E chi ha detto che non mi fido di Prodi? Diglielo a Rolli se mi fido di Prodi. :))
Mi fido anche di Ciampi, di Fassino, di Veltroni, Bersani, Visco, e altri onesti e professionali.
Se leggi le informazioni sul debito pubblico, come quello che scrivo io allora si capisce tutto. :)) Ed è inutile che vi linki, le tabelle che dicono che il debito pubblico è passato dal 60% al 127% dal 1982 al 1992. E non c’è neanche la scusa degli automatismi perché la scala mobile era stata tagliata nel 1983. Per quanto riguarda gli interessi alti, dipendono da come governi, da come spendi, dall’affidabilità che hai, dall’ammontare del debito. Sentito mai parlare di rate? :))
Comunque ho perso la speranza che ammettiate la palese verità, che il principale momento di saccheggio dell’economia italiana sia stato negli anni dell’Italia da bere. Tutto in una volta. Con l’aggravante che oltre al più grande debito mai raggiunto da una democrazia europea, quegli anni si portarono dietro il degrado della politica e della società: Tangentopoli. E senza alcun vantaggio sociale. Nessuno. Proprio nessuno. La crisi dell’Italia ed il declino inizia lì. Interrotto dalla gestione risanatrice dei 5 anni dell’ulivo che ha riportato deficit entro il 3%, abbassato il debito di 18 punti, recuperato evasione fiscale, in cinque anni, per oltre 50.000 miliarsi, mantenuto una crescita tra il 2 ed il 3% anche se in una congiuntura favorevole, raggiunto un avanzo primario di 5%, mantenuta costante la pressione fiscale a fronte di un aumento del PIL (per cui ridotto le tasse) Iniziato il trend dell’aumento occupazionale (negli ultimi due anni dell’Ulivo ci furono 400.000 nuovi occupati all’anno, non solo percentuali). Liberalizzato e privatizzato molto servizi. Portato il paese in Europa. Raggiunto il sesto posto, quasi il quinto, tra i paesi industrializzati. Questa è la verità. Il resto sono minchiate.

Replica

Francesco 27 maggio 2005 alle 12:00

Ventomare,
non scrivere la parola minchiate che poi ti fischiano le orecchie.
Se tu mi dici che “con Prodi non si va da nessuna parte”, mi illudo che almeno un’idea sensata in zucca ce l’abbia. Mi sbagliavo.
Sulla relazione tra tassi di interesse nazionali ed internazionali, ti rimando all’ABC dell’economia politica. Poi non voglio difendere Cirino Pomicino ma neppure discutere con uno che si fida di Visco.
Ciao
PS bestiolina, se il PIL aumenta e la pressione fiscale rimane costante, vuol dire che le tasse NON sono state ridotte ma sono aumentate quanto il PIL.
PPS allora le tangenti in Italia sono iniziate con gli anni ’80? E magari finite con i gloriosi governi dell’Ulivo?
vabbuò, almeno una volta dimmi perchè il centrosinistra ha cacciato Visco, lo sai che è successo, vero?

Replica

Giordanobruno 27 maggio 2005 alle 12:05

Ecco, senza cascare nel tranello dei dati e controdati che usa per protrarre le discussioni all’infinito, l’affermazione baldanzosa sul fidarsi di Veltroni è già sufficiente per seppellire tutto con una risata.
Il mio sindaco è infatti la dimostrazione che Berlusconi non ha il monopolio del fumo, giacchè è maestro nell’arte di apparire, e di regalare alla gente sublimi minchiate nascondendo il nulla.
Trattasi, infatti, di un amministratore specializzato in impegni utilissimi e per di più, spesso, poco onerosi per le casse comunali, quali la notte bianca e la festa dei vicini. Trattasi di uno che si permette di usare le imposte comunali per fare solidarietà, obbligatoria e per lui promozionale, in Africa. Di uno che, prima che venga approvata la finanziaria, taglia i trasferimenti ai municipi incolpando fantomatici tagli del Governo, e poi, approvata la finanziaria, si appropria di tutti i fondi per Roma capitale.
Però la battaglia è persa, dal momento che Vento, instancabile trombone della propaganda, è conscio della sua missione, e nulla lo fermerà.

Replica

Francesco 27 maggio 2005 alle 12:26

Liberalizzato e privatizzato molto servizi.
Scusate, questa me la ero persa. Adesso i regali di D’Alema ai suoi amici si chiamano così!
E pure “liberalizzato” ha scritto, quando anche i giornalisti del Corsera ormai sanno che, per fare cassa, abbiamo privatizzato i monopoli, che giustamente sono stati pagati di più, perchè rendono di più di imprese che operano in mercati concorrenziali (Microeconomia I, primo anno di università).
Ciao

Replica

ventomare 27 maggio 2005 alle 12:27

Uno che a fronti di tagli dei trasferimenti non aumenta le tasse comunali e mantiene i servizi, anche quelli sociali, che hanno rischiato parecchio. E ci riescie recuperando 140 milioni di euro di tasse inevase, io lo giudico un buon amministratore. Senza considerare che ha la dei romani, quella stima internazionale, che tenta di riportare Roma al centro della cultura e dei dibattiti importanti del mondo come quello sulla povertà, che continua il trend di miglioramento della città in tutte le graduatorie della qualità della vita delle città italiane, che grazie all’aiuto della città e nel caso del papa anche della protezione civile da un esempio di civiltà, che porta roma ai vertici della produzione industriale italiana. A me non sembra che dica solo parole.
Lo stesso non si può dire del governo Berlusconi che ci ha fatto scivolare all’ultimo posto in Europa e ci ha portato a crescita negativa e ci fa sforare in un trend quasi a raddoppiare il 3%, che non ha toccato il debito come gli è stato consegnato.
E’ solo propaganda Giordanobruno? Dateve una regolata, se dite che il nero è bianco e il bianco è nero perderete mille elezioni nonostante le rinnovate divisioni, spero transitorie, della sinistra.
Se recuperi evasione puoi abbassare le tasse e mantenere la pressione invariata. Se tutti pagano si paga meno e si hanno più servizi. Ma capisco per chi si fida di chi è inquisito per aver evaso 140 milioni di euro 10 anni fa, è un po’ difficile capirlo.

Replica

Francesco 27 maggio 2005 alle 12:33

Beh, non avevi scritto questo. Proprio per niente.
E VISCO??
Ciao
PS io sto a Milano. Da dove vengono i dati sui 140 milioni di tasse inevase e i vertici della produzione industriale? Così impariamo anche noi nebbiosi …

Replica

Giordanobruno 27 maggio 2005 alle 12:38

Vento, non hai letto. I tagli dei trasferimenti li ha usati, addirittura prima della finanziaria, quando cioè non potevano esistere, per giustificare i suoi tagli ai municipi.
Per quanto riguarda il dibattito sulla povertà, appunto, è propaganda oscena: innanzitutto, perchè la politica estera non la fanno i Comuni. Secondo, perchè se ti lamenti un giorno sì e l’altro pure dei “tagli” del Governo che creano problemi al bilancio comunale e poi regali centinaia di migliaia di Euro ad un Paese africano, sei un buffone. La solidarietà è una gran bella cosa, ma deve essere volontaria. Non ti puoi permettere di prendere soldi pagati dai cittadini che servono a parcheggi, opere pubbliche e, in generale, all’amministrazione della Città, e farci quello che vuoi per fare il piacione.
Altro che il Papa, Totti, i cazzi e i mazzi.
Non illuderti: lo so che le elezioni sono già perse. Non per questo, ovviamente, posso far passare per buono qualunque sermoncino ridicolo.

Replica

marcello 27 maggio 2005 alle 12:45

per bill:
non potevi esprimerti meglio.
sono d’accordo in toto.
grande.

Replica

Sergio 27 maggio 2005 alle 13:03

“…..sono TUTTI nel centrosinistra. Alla destra sono rimaste le bestioline da spreco semplice, ma quelli che hanno tracciato il solco sono i primi.”
Ipse dixit.
Ipse chi?
Francesco
Ahh…..

Replica

bill 27 maggio 2005 alle 13:27

Sergio caro, tu di politica capisci poco, forse a causa dell’età. Il governo di centrodestra fa più incazzare noi destrorsi di te, che pontifichi a vanvera. Però mi devi spiegare, e non fingere di non essere di sinistra che è meglio, cosa avrebbe fatto la sinistra a fronte di avvenimenti epocali quali il crollo verticale delle borse, le torri gemelle, l’ingresso dei paesi emergenti nel mercato mondiale. Guarda che come boiardi di merda lì siete insuperabili: proponete il più becero come premier, pensa un pò. In compenso, per le animelle semplici come te non si sarebbero riformate le pensioni, il mercato del lavoro non sarebbe stato riformato ma avrebbe visto, grazie ai vostri amici comunisti, l’estensione dell’art. 18 alle piccole imprese, e ci proponete una bella patrimoniale di merda. Dei geni dell’economia, davvero. Politiche mafiose, con regalino annesso ai poveri culi che li votano. Fai un girotondo, va là, che è una delle poche cose che sapete fare.

Replica

Sergio 27 maggio 2005 alle 13:33

Mi dispiace Bill, ma parli con una tua immagine di me, non con me.
prova a riflettere…. se mi accetti come interlocutore bene, se devo stare a sentire le boiate di uno che parla con un altro e non con me, lascio perdere….
Lascio la cacca che hai seminato a marcire al sole dell’indifferenza.
Peccato, sino ad ora eri stato un interlocutore educato e rispettoso, per quanto acceso.
mi ero scusato io, con te, in precedenza.
Avevo sbagliato?
io non ho mai fatto i girotondi, ma sempre meglio fare i girotondi che sparare giudizi e ca***te sui blog, o meglio, farsi i pom**ni a vicenda tra lobotomizzati ideologici….
Va bene così? Sono abbastanza sceso al tuo livello?

Replica

bill 27 maggio 2005 alle 13:34

Ventomare, alla prossima assoluzione del Berlusca riuscirai a trovare una ragione diversa per vivere? Non parlare di evasione: la sinistra, a parte i bla bla dei suoi convegni che non si incula nessuno se non i miliardari oratori, non ha mai fatto un cazzo. L’unica cosa che si ricordi è il condono edilizio di Visco.

Replica

bill 27 maggio 2005 alle 13:44

Sergio, non si tratta di rispetto. Sei tu che fai affermazioni apodittiche, e poi tiri indietro la mano. Tu parli di boiardi nel centrodestra e di quattro anni di governo. Sei nato 4 anni fa? Sai chi ci ha governato prima? Sai chi ha rovinato questo paese, e dove siede ora? Prova ad uscire dai luoghi comuni, e parliamo di fatti. Vuoi che ti ricordi cosa è successo alla Fiat e all’Olivetti durante il periodo ulivista? Sai cosa fecero i soindacati? Sii disincantato, e se tu definisci la politica di questo governo (criticabile finchè vuoi) figlia dei boiardi di stato, significa che non conosci la storia del nostro paese. Poi, sù, non facciamo le mammolette: non siamo nel salotto buono di zia Teresa.

Replica

Francesco 27 maggio 2005 alle 14:12

x Ventomare:
ti avrei fatto un paio di domande. Ci sei?
Grazie

Replica

marcom 27 maggio 2005 alle 15:10

Assente da un po’ di tempo dal blog per impegni,torno e ritrovo Ventomare in piena forma che ci illustra le sue arcinote menate contro Berlusconi,identiche a quelle che scriveva gia’ tempo fa.E’ bello constatare che il tempo si e’ fermato.

Replica

Francesco 27 maggio 2005 alle 15:41

Allora perchè io ho più capelli bianchi e Shevcenko sbaglia i rigori in finale di Champions League?
Dove è lo sbaglio?

Replica

ventomare 27 maggio 2005 alle 19:30

i dati del recupero dell’inflazione bilancio 2004 (140 milioni) li o sentiti alla radio intorno a marzo, se vuoi ci puoi credere altrimenti non me ne può fregare di meno. sul sito del comune di roma non c’è il bilancio 2004, ancora. Però se ti vuoi rendere conto dell’attività di recupero dell’evasione puoi vedere il 2003 andando qui e scaricarti il documento Rapporto di Sintesi 2003 – Analisi finanziaria, in particolare a pag 50 vedi l’analisi dell’aumento delle entrate (circa 60 milioni) che viene giudicato dovuto al recupero fiscale dal momento che risultano nÈ nuove tasse ne aumento di pressione tributaria. (guarda caso parlano il mio stesso linguaggio).
Per quello che riguarda la situazione macroeconomica vai qui. Anche questo purtroppo è un dato 2003, nel 2004 rispetto al dato nazionale c’è ancora un miglioramento sul turismo. Il documento evidenzia comunque come Roma sia una delle città che regge meglio rispetto al dato nazionale (inferiore solo a torino), sul fronte del turismo, delle costruzioni, e dei servizi.
Io non sono un’esperto di economia ma quando si recupera evasione quasi sempre c’è un aumento di pressione tributaria dovuta al fatto che i recuperi si fanno principalmente sui ricavi mediamente più alti. Per cui se non compensato con dimunizione di tasse ci dovrebbe essere un aumento di pressione fiscale che, ad esempio, negli anni dell’ulivo non si rscontra (la pressione 2001 è pari a quella 1996. Infatti ci sono state riduzione di tasse sia sul fronte delle imprese (Irap e Irpeg) che su quello dell’Irpef.
Per verificare i tuoi dubbi dovrai aspettare la pubblicazione del bilancio 2004.
Come vedi ti do anche i documenti cosa che voi non fate mai. Adesso però mi sono stancato e non mi va di perdere più tempo con chi a fronte di una cosa così eclatante come una crisi economica di proporzioni gravissime, siamo ultimi in europa, che viene dopo promesse di miracolo economico, presentando progetti faraonici mai realizzati, si mette a fare le pulci agli altri. Per cui considerala come ultima risposta. E’ un atteggiamento semplicemente vergognoso ed imbecille, indice di incapacità ad ammettere la verità scomoda di aver dato fiducia a persone che non lo meritavano e che hanno preso per i fondelli, negando per 4 anni la crisi, in particolare, chi gli ha dato il voto.

Replica

blind 28 maggio 2005 alle 17:46

Ventomare, che ne pensi di questo articolo?
Chi scrive non e’ un Berlusconiano, magari potrebbe, per questo, essere piu’ credibile ai tuoi occhi?
“L’economia, il governo e l’opposizione TROPPI ERRORI TROPPI SILENZI di ALBERTO RONCHEY
Chi lo ricorda, in questi tempi di torbido malessere, segnalato anche dal presidente Ciampi? C’era una volta il miracolo italiano, lo sviluppo impetuoso del dopoguerra. Insorgeva, come primario fattore di vitalità, l’ansia collettiva
di uscire dall’arretratezza dopo l’irruzione della modernità americana.
Fra gli altri fattori decisivi, elencati dagli storici dell’economia, i contributi finanziari e tecnologici del Piano Marshall, il gas naturale
della Padania, la siderurgia competitiva grazie ai bassi noli marittimi per l’importazione di ferro e carbone, la scelta d’una parità con il dollaro favorevole all’esportazione, i liberi scambi e la Comunità europea, la moderata dinamica salariale. Ma poi? Più oltre, fra le aspettative crescenti, lo sviluppo veniva ostacolato dai troppi costi del rivendicazionismo e del clientelismo. Il Mezzogiorno, arretrato anche dopo le profusioni di spesa pubblica, rimaneva un gravoso fardello per l’economia nazionale, mentre appariva inarrestabile il dilatarsi di mafie o camorre. I governi risultavano inefficienti nelle funzioni proprie – abbattere la criminalità organizzata e aggiornare le infrastrutture civili – mentre assumevano improprie funzioni negli affari economici fino all’abnorme capitalismo di Stato parallelo
a un assistenzialismo dissipatorio.
Il dissesto nella società disordinata raggiungeva le proporzioni più allarmanti dopo l’esplosione rivendicativa dell’autunno ’69 e la crisi energetica del ’73-’74, con l’inflazione sopra il 20%. Ma i sindacati reclamavano sovvenzioni per le aziende fallimentari, mentre l’imprenditoria manovrava per cedere quelle aziende alla mano pubblica. Più tardi, l’inflazione della
lira veniva sostituita in larga misura dal debito pubblico esorbitante, preferendo stampare titoli invece della cartamoneta con il risultato di
trascinare in alto i tassi delle obbligazioni di Stato. Fu così, con interessi fino all’11-12%, che divenimmo gli strozzini di noi stessi magari senza saperlo. Inoltre l’artificiale o illusoria prosperità, fra inflazione, debito pubblico, ricorrenti svalutazioni della lira per forzare la competitività del commercio con l’estero, assecondava l’euforica irresponsabilità collettiva
e ogni sorta di corruzione fino agli scandali drammatici degli anni ’90.
Tutto questo è accaduto sotto gli occhi di tutti, anche se tanti sembravano ciechi o magari qualcuno si toglieva gli occhiali per non vedere. Dopo gli strenui tentativi dei governi Amato e Ciampi per il risanamento dei conti pubblici fra il ’92 e il ’94, ora siamo in dissesto congiunturale ma insieme strutturale. I problemi di fondo sembrano ancora invariati,
anzi aggravati da un diffuso pessimismo fra sventure dell’industria e avventure della finanza.
Il governo in carica, da tempo accusato di considerevoli errori e millanterie, appena due giorni fa invitato all’azione anche dal presidente di Confindustria Montezemolo, s’è sempre difeso ricordando che ha dovuto affrontare ostacoli come l’avversa congiuntura internazionale dopo il 2001, il caropetrolio,
l’euro troppo forte per l’esportazione, la soverchiante concorrenza in
particolare dalla Cina dei bassi salari non solo nelle merceologie tessili.
Eppure, osservano gli oppositori, altri governi europei hanno retto meglio (ndblind: non avendo avuto questo passato) simili prove. Certo è vero. Ma non è dato sapere che cosa promette la variegata opposizione, in termini chiari e realistici, per l’eventuale ricambio governativo
nel 2006. Se un piano preciso esiste fra gli oppositori, viene custodito nel massimo riserbo. Non sarà, per caso, il segreto strategico meglio protetto dai tempi dello sbarco in Normandia?”
-corsera 28.05.05-
Ciao
Blind

Replica

Sergio 30 maggio 2005 alle 10:34

Bill,
non sono io a parlare di “boiardi”, ma tu. Ti ho fatto semplicente presente che la tua affermazione (virgolettata) poteva benissimo essere riferita ANCHE al centrodestra.
I boiardi sono boiardi, che siano di stato o no.
Non ci trovo alcuna differenza.
cos’è successo a Fiat ed Olivetti? Bah, cos’è successo a Mediaset ed associate, più o meno.
Quindi?
quindi io sono molto più “disincantato” di te, carissimo Bill, perchè per smascherare le magagne e le connivenze del csx non devo essere apologeta del cdx e delle sue magagne.
E le mammolette c’entrano ben poco: si chiama coscienza critica ad oltranza (a differenza di quella “ad intermittenza” che perori tu).
Non si tratta di affermazioni apodittiche.
E il rispetto c’entra sempre, essendo alla base del confronto e della convivenza…
Io mi scusai con te, se tu non ritieni opportuno fare altrettanto dopo aver mancato nel medesimo modo, sei l’autore della tua definizione, che non è lusinghiera.
non è che bisogna stare nel salotto della Zia Teresa per essere educati. tutto qua.
X Blind:
cosa ha fatto il governo in quattro anni, a proposito dei fattori strutturali di cui parla Ronchey?
Nulla.
solo la proverbiale cecità di Blind può assurgere questo pezzo a difesa dell’operato del governo in carica.
E’, casomai, una giusta reprimenda di un’opposizione inesistente dal punto di vista programmatico, che non ha neanche un “finto programma”, ideologico ed ideologicizzato, retorico ed inutile, come il centrodestra.
Nella desolazione più deprimente versa il nostro Paese.
E c’he chi si rallegra, perchè continua a fare affari d’oro.
Buon per Lui, ma male per tutto il resto del Paese.
ciao a tutti!!!!

Replica

bill 30 maggio 2005 alle 12:48

Sergio, rispondi fischi per fiaschi. Nel periodo ulivista, la Fiat ha licenziato 60.000 dipendenti e l’Olivetti ha semplicemente chiuso. Hai per caso visto un qualche sciopero generale? Se mi spieghi il parallelo con Mediaset sei bravo.

Replica

bill 30 maggio 2005 alle 13:01

Sergio, perchè non ti fai un giretto in Germania. Ti fa bene la Germania, essere paese tanto serio. Ha solamente il doppio dei nostri disokkupaten, e il goferno sozialisten sta per andaren a casen. Il paese è tanto allo sfascio, che tu te ne vai in vacanza. Nessuno dice che è tutto bello, ma da qui a far passare che si chiude bottega ce ne passa. Aufwiedersehen.

Replica

Scrivi un commento

Eventuali commenti volgari, offensivi, fuori tema o palesemente promozionali saranno rimossi.

Post precedente:

Post successivo: