Cofferati insiste e resiste

Dove eravamo rimasti: Cofferati,duramente contestato dai suoi dipendenti, aveva annunciato risposte per il 10 maggio. Ed eccole arrivate: il premio produzione, contrattato con l’amministrazione precedente, non può essere distribuito e lui, comunque, non condivide “la tesi secondo cui la giunta deve applicare accordi sottoscritti dalla precedente amministrazione. Se non coincidono con i nuovi obiettivi e manca la copertura finanziaria, è legittimo disattenderli”. Parola di ex sindacalista.
In pratica: i contratti, se cambia la guardia e non sono condivisibili , diventano carta straccia.
Del resto, lui afferma, quell’accordo è stato firmato alla vigilia dell’elezione del nuovo sindaco, e “non ci sono le condizioni materiali che giustifichino quegli impegni”.
Ipse dixit, lo strenuo difensore dell’art.18

Aggiornamento:
Il 12 maggio, alle 20.30, Sergio Cofferati da Giuliano Ferrara, ad Otto e mezzo

di Rolli il 11 maggio 2005 in Politica · 51 commenti

{ 51 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

pickwick 12 maggio 2005 alle 01:02

Io Cofferati non lo sopporto, ma bisogna essere onesti nel dire che Guazzaloca aveva promesso questo premio senza avere la copertura. Della serie: prima di andarmene costruisco ad hoc una patata bollente per il successore. Bello così. Per il resto non vedo alcuna differenza con il precedente. L’imposizione della sua candidatura è stato un grave errore.

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Gabibbo 12 maggio 2005 alle 01:03

E’ un’ottima idea: siccome cambia il direttore generale, o anche solo il responsabile delle risorse umane, allora si può buttare alle ortiche il contratto integrativo aziendale… chissà cosa ne pensano i compagni sindacalisti in fabbrica! :-)

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Lisistrata 12 maggio 2005 alle 01:37

Scusa ma Cofferati faceva il sindacalista con i soldi degli altri, ora quelli del Comune sono suoi. Lui è comunista o sbaglio?

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Manuele 12 maggio 2005 alle 02:07

Fa sorridere anche me la cosa, però non capisco tanto stupore… fare il sindacalista è un mestiere diverso dal fare il sindaco. Si deve render conto a gente diversa, si devono tutelare interessi diversi.
Sarebbe stato grave se avesse confuso le due cose :)

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blind 12 maggio 2005 alle 02:40

Se io fossi al tavolo delle trattative per il rinnovo del contratto degli statali, porterei ai tre segretari della trimurti sindacale, l’esempio di Cofferati sindaco-alista.
Solo l’altro ieri la corte dei conti ha dichiarato che i dipendenti pubblici hanno gia’ ottenuto aumenti congrui extra contratto e che non ci sarebbe la copertura per un altro aumento perche’ si sforerebbe il 3,7% del debito.
Ma naturalmente ai signori che fanno i brillanti coi soldi degli altri, poco preme del patto di stabilita’, quando non gli conviene.
Blind

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.. 12 maggio 2005 alle 03:26

Qui l’unica cosa paradossale è che un sindaco uscente possa promettere 400*4000=1.600.000Ä, sapendo tra l’altro che i soldi non ci sono, i bilanci di un comune non cambiano radicalmente nel giro di un anno, l’ANCI son 4 anni che frigna dicendo che non c’è un euro.

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LR 12 maggio 2005 alle 08:27

Tra l’altro mi piacerebbe sapere cosa hanno prodotto di così eccezionale i dipendenti pubblici per meritarsi quella cifra. Forse (e sottolineo forse) hanno solo rispettato i tempi. Aumenti, extra, premi produzione. E il bello è che Franceschi (Rsu) parla di “guerra tra poveri”… >:[

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Gianluca...]Stk[ 12 maggio 2005 alle 08:42

Non mischiamo datteri e marmellata: Guazzaloca ha firmato l’aumento trovando le risorse per il periodo di sua competenza: tutto il 2004. Quando Cofferati ha fatto il bilancio di previsione del 2005 lo sapeva che c’erano 1.600.000Ä dei comunali, ma ha preferito spenderli in consulenze, per togliere le “gocce”, per riprogettare una metropolitana che sapeva non sarebbe stata finanziata, ecc.
Il problema a Bologna (città con 800 multe di Sirio al giorno [fonte Polizia Municipale]) non è avere soldi, ma come spenderli, e lì si inseriscono le scelte amministrative/politiche di Cofferati.

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Obiuan 12 maggio 2005 alle 09:14

Ricordo che i contratti dei grandi comuni sono sottoposti al vaglio della corte dei conti.
Quindi la copertura ci doveva essere……..

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Rolli 12 maggio 2005 alle 09:21

La copertura probabilmente c’era e comunque Guazzaloca aveva stanziato la cifra. Del resto se si guardasse alla reale copertura salterebbero tutti i contratti dei lavoratori.

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Francesco 12 maggio 2005 alle 10:00

Amo Cofferati sindaco.
Si potrebbe avere un ticket D’Alema (politica estera)-Cofferati (economia) per la Casa delle Libertà alle politiche del 2006?
In cambio potremmo dargli Tabacci, Baccini, Alemanno, magari anche il Fini del contratto cogli statali e il Tremonti colbertista …
Ciao

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pickwick 12 maggio 2005 alle 11:24

Il “probabilmente c’era” cozza con la pragmaticità dei conti matematici.
Che gli statali prendano troppo poco è rilevabile dalle tabelle retributive, che la forbice tra impiegato pubblico-dirigente pubblico sia passata scandalosamente, negli ultimi dieci anni, da un rapporto di 1/3 a un rapporto di 1/7 è un dato di fatto, che si debba far di tutto per rivalutare economicamente un settore di nuovi poveri è una realtà.
Questo non significa che io, nell’ultimo anno di sindaco, possa permettermi di promettere mari e monti sapendo di mettere nei casini il mio successore.
E’ come fare nomine strategiche nell’ultimo semestre di mandato come ha fatto Fitto in Puglia per avere un quadro preciso della qualità delle classi dirigenti di questo paese, sinistra o destra che sia.
Qualche giorno fa, proprio in un commento in questo blog, ho letto che la disillusione regna più nell’animo dell’elettore di destra che in quello di sinistra.
Sbagliato. La disillusione è generalizzata.

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LR 12 maggio 2005 alle 11:56

“Che gli statali prendano troppo poco è rilevabile”
E tutti gli extra, i finti progetti, le consulenze, gli orari? A livello filosofico teoretico si può anche parlare, ma ricordiamoci che il contesto è italiano. Io non ci sto (pugno sul tavolo :)) a paragonare certa roba con metalmeccanici o altro.

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Rolli 12 maggio 2005 alle 11:58

Bene, allora lo dico meglio: Guazzaloca li aveva già stanziati, come del resto il governo aveva già stanziati quella per la metropolitana. Ergo cofferati trova scuse perchè in disaccordo con l’aumento
Poi, i contratti se ci sono si rispettano senza se e senza ma, non ci sono discussioni
E ci mancherebbe pure altro.
Guazzaloca non ha lasciato nessuna patata bollente, semplicemente sapeva governare e l’ha dimostrato, tanto che la sinistra ora, guarda un po’, ora lo rimpiange

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Rolli 12 maggio 2005 alle 12:01

Gli statali che prendono poco è magnifica :)

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Obiuan 12 maggio 2005 alle 12:27

Stiamo scherzando? Ma la sinistra durante la campagna elettorale a Bologna non poteva evidenziare che non Vi fossero i fondi per gli aumenti?
L’allegra macchina da guerra elettorale che è l’ex pci di Bologna non era a conoscenza di cosucce come questa?

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Francesco 12 maggio 2005 alle 12:31

Caro Pickwick,
temo che il problema italiano sia il contrario di quello che poni tu. Ad essere generalizzata è l’illusione che l’andazzo da anni ’80 (lavorare poco e male, studiare niente, investire un cazzo, punir i lavativi e i disonesti mai, alla fine svalutare la lira) possa, in qualche modo, con Berlusconi o con Prodi, continuare.
Mi sto convincendo che ad essere delusi da Berlusconi siano quelli che credevano letteralmente al nuovo miracolo italiano, il popolo del pezzo di carta e della promozione garantita. Che al suo meglio si esprime nel populismo dei Prodi e dei Vendola. Visti da costoro come la nuova speranza.
Intanto, come si dice solo per polemica politica ma senza crederci, il paese declina, barcolla, affonda.
Ciao

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pickwick 12 maggio 2005 alle 12:39

Che Guazzaloca fosse un grande amministratore vaglielo a dire ai bolognesi che si sono guardati bene dal riconfermarlo sullo scranno più alto di Palazzo d’Accursio. Certo, hanno votato forse uno peggio di lui, ma lo hanno fatto sicuramente per togliersi il primo dalle palle.
Tanto per cominciare, vorrei consultare insieme a LR una busta paga di un impiegato comunale dopo trent’anni di servizio. Parlo ovviamente degli impiegati e non dei dirigenti, che invece ricevono stipendi troppo alti senza contare gli extra.
Forse vivete nel paese delle fate, ma non so se siete al corrente del criterio con cui vengono elargite le consulenze comunali, regionali e provinciali. Esse, per il 90%, sono spartite clientelarmente ai “vicini ai partiti”, agli “amici” e agli “amici degli amici”. Quindi il normale impiegato resta sempre fuori, a meno che non sia – come si suol dire in Italia – “intrallazzato” con qualcuno.
Questa è la cruda realtà.
Cercare poi di porre i metalmeccanici contro gli impiegati significa volere la guerra dei poveri e noi, aldilà delle differenze ideologiche, siamo troppo onesti per farlo.

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pickwick 12 maggio 2005 alle 12:58

Caro Francesco,
è probabile che tu abbia ragione e che il presupposto sia contrario a quello posto da me.
Purtroppo posso rispondere soltanto alla mia coscienza, con tutti i limiti che derivano, non potendo viaggiare nelle coscienze altrui.
Credo soltanto che sia palese a tutti che la grande abbuffata degli anni Ottanta è finita da un pezzo e che il “miracolo italiano”, tanto sponsorizzato nella scorsa campagna elettorale, altro non è che il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci nelle tasche di quelli che a turno governano.
Come una volta disse Bossi, siamo una nazione di franceschiello, alludendo non so a quale personaggio; un grande assente dai commenti di questo blog, BB, direbbe di “suonatori d’organetto”.
Beh, a guardare la storia del nostro paese, non me la sento proprio di dire che hanno torto.

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ze_king 12 maggio 2005 alle 13:36

Francesco, direi proprio che più populista di Berlusconi non ce n’è!
Oltretutto non mi sembra che il suddetto sia un alfiere della libera concorrenza. Non dimentichiamoci che l’andazzo degli anni 80 (lira debole, svalutazione per coprire l’inefficienza del sistema produttivo, debito a go-go) ha tra i suoi primi artefici quel “grande statista morto in esilio” Craxi Benedetto (del cavaliere grande amico) e che il cav si è molto arricchito (non solo lui) in quel periodo.

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Obiuan 12 maggio 2005 alle 13:45

Sono perfettamente d’accordo a metà (che gran citazione) con Francesco.
MI spiace solo far notare che il problema non sono stati gli anno ’80 ma la prima metà degli anni ’90 ove per paura di manette varie in Italia non ha più investito nessuno.
Ed ora ne stiamo pagando il prezzo in termini di competitività…..

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Gianluca...]Stk[ 12 maggio 2005 alle 14:12

Guazzaloca ha governato talmente male che nello stesso giorno il 5% dei bolognesi che ha votato centro-sinistra in provincia ha votato lui come sindaco, alla faccia di Cofferati.
Con il 5% dei voti il cdx non avrebbe perso 12-2, ma stravinto alle ultime regionali.

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Francesco 12 maggio 2005 alle 15:26

Maestro Obi-Uan,
non farTi ingannare dalla propaganda del lato oscuro.
L’illusione che negli anni ’80 si stesse lavorando per il bene del paese va di pari passo con l’ignorare le riforme neoliberiste attuate, con gran successo, nel Regno Unito e negli Stati Uniti. Noi nulla facemmo e ponemmo le basi del disastro successivo.
Negli anni ’90 i sindacati, non smantellati per tempo, vennero cooptati nel sistema di potere (accordi del ’92 di Ciampi) della Sinistra Salvifica, potere ai sindacalisti in cambio di moderazione salariale per i lavoratori. E le ricette messe in campo furono sempre precedute dall’esecrazione del “liberismo selvaggio”. Cioè pannicelli caldi. Correggetemi se sbaglio nel dire che l’unica cosa che ha funzionato è stata la megasvalutazione della lira.
Oggi l’errore strategico si rivela nella disfatta dell’economia non ristrutturata, del Servizio Pubblico non ricostruito dalle fondamenta, dell’Università ancora lontana dalle imprese, nei furbi monopolisti privati creati dalle cattive privatizzazioni fatte dal Centrosinistra, nelle mille corporazioni attaccate alla nostra giugulare.
Vero che gran colpa fu della Buonanima ma ancor maggiore fu l’aiuto che i sinistri diccì e piccì gli dettero.
Consiglio lo studio del collasso degli stati africani post-coloniali, con le elites che prendono coscienza del problema solo dopo che non c’è più niente da rubare, a fine anni ’80. Le nostre non mi paiono migliori.
Gli altri europei hanno Aznar, Blair, Schroeder, intanto. Mica solo in America, intendo dire, riformare è possibile.
A noi, Follini e Visco!!!!!

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Francesco 12 maggio 2005 alle 15:29

x il Re:
sorry ma ascoltare Romano II smentisce la tua assunzione. Solo che recita peggio e lo si dimentica subito.
Se poi mi avessi letto, avresti notato come non sia proprio un fan sfegatato di Silvio. Quindi non cambiare discorso, please.
Bye

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Obiuan 12 maggio 2005 alle 15:56

Concordo ancora una volta solo in parte.
Vero, il sistema universitario italiano vive su un pianeta distante anni luce (il tempo che ci vorrà a colmare l’attuale gap) dal pianeta lavoro. Però tale situazione ha radici lontane i cui effetti cominciarono già alla fine degli anni 60 con i collettivi studenteschi ed i celeberrimi 18 politici”. Parliamo di un sistema feudo di quell’intellighezia radical chique di sinistra (qualcuno può dire il contrario?) che si è opposta a qualsivoglia cambiamento negli ultimi anni? Si può sostenere che la riforma Moratti sia sbagliata e quant’altro, ma qualcosa va fatto (Cribbio)…..
Stati Africani post Coloniali???????’
Stiamo parlando di Italia, un Paese che aveva un’economia basata su alcuni (pochi per la verità) comparti che “tiravano”. Prodotti per i quali il termine (che io aborro) “made in italy” era sinonimo di garanzia….
Comparti che oggi non esistono più a causa di politiche volte alla riduzione (scriteriata) dei costi. Giusto talgiare i costi, ma se non investi in R&D che futuro puoi prospettare? Il discorso è ancora lungo ma mi sto infuocando senza avere alcun potere o competenza specifica.
Ciò che posso dire: rigore? taglio costi? Figuriamoci. Sono solo “morfine” date ad un malato terminale. Riforme strutturali, detassare tutto ciò che venga effettivamente investito in ricerca e sviluppo. Dire addio alla piccola imprenditoria e facilitare le concentrazioni.
E altro ancora.
scusate il comizio.

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Francesco 12 maggio 2005 alle 16:08

Guarda che sono d’accordo con te. Hai anche ragione nel dire che lo sputtanamento delle università data almeno dal mitico 1968.
Sugli stati africani: anche loro avevano i loro privilegiati. E questi non hanno mollato la presa fino a che questa non è schiattata. Credo che le nostre elites dominanti siano delle stessa pasta.
Idem sulla Ricerca e Innovazione: ma noi spendiamo i pochi soldi per le nuove provincie, per la millesima facoltà di legge o lettere, per i contratti degli statali e dei ferrovieri, per l’Alitalia e Volare e Fiat, e quindi non resta niente per pensare al futuro.
Se uno cerca di non sperperare il denaro pubblico, viene un Vendola e se lo mangia. (almeno pare, io sto un pò lontano dalla Puglia).
Ciao

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Obiuan 12 maggio 2005 alle 16:19

Infatti in gran parte concordo.
Però
basta dare le colpe di tutto a Bettino (che ricordo a tutti non consigliò ad Eva di mordere la mela….. quello era Andreotti credo) che era più un cialtrone che un brigante……. Tanta gente nell’ombra ha fatto peggio di lui. ed oggi siede al tavolo con politici immacolati (Ogni rif. a Carletto DeBenedetti e a Romano Prodi è puramente causale…..

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anonimo romano 12 maggio 2005 alle 16:59

Mi sembra che Francesco e Obi stiano dicendo grosso modo le stesse cose e sulle quali concordo. Purtroppo.

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ze_king 12 maggio 2005 alle 18:03

Francesco e Obiuan, sono pienamente d’accordo sulla distanza tra università e mondo del lavoro (sperimentata sulla propria pelle da tutti quanti abbiano una laurea).
Secondo me ulteriori ragioni dell’economia traballante sono
- classe imprenditoriale decisamente non all’altezza, che preferisce (vedi mtp, benetton…) cercare di appropriarsi di aziende ex (o tuttora) monopoliste, in palese collusione con i governi (di qualsiasi colore)
- potere politico (di nuovo, tutti) miope e legato a logiche di breve periodo, che non ha saputo rinnovare e adeguare le infrastrutture italiane
- idiosincrasia all’investimento in R&D (ci deve essere qualcosa di genetico in italia, assolutamente incomprensibile)
Di sicuro decenni di “svalutazione” competitiva hanno pesato sui modus operandi delle aziende e da quando non si può + fare (deo gratias), il “sistema italia è in crisi”. Lo era anche prima, ma la crisi era mascherata.
Poi ci sono dei falsi miti da sfatare, come quelli del piccolo imprenditore del NE, in realtà sfruttatore del lavoro nero, evasore totale e incapace di re investire i frutti del suo lavoro.
Poi, francis, la sinistra per fortuna non è fatta di soli vendola!

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Angelo Mele 12 maggio 2005 alle 22:54

GUARDA, SE FOSSE PER ME, A QUESTO PUNTO LO CANDIDEREI ALLA GUIDA DELLA CDL.

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Rolli 12 maggio 2005 alle 23:15

Vero, un leader di destra coi controfiocchi :)
E’ piaciuto anche a me, ad Ottoemezzo, mi sono sbellicata dalle risate ::)

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blind 13 maggio 2005 alle 01:19

Nelle orecchie ho ancora l’eco delle parole come bibbia che dalle fabbriche, alle piazze cofferati ripeteva:
—”i diritti acquisiti dei lavoratori non si toc ca no !!!”
Il diritto all’aumento concesso da Guazzaloca non era un diritto acquisito?
Mah
Blind

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Obiuan 13 maggio 2005 alle 08:44

Dorò di più:
Tito era un Croato, ed in Croazia girava la barzelletta che il vero Tito fosse morto durante la guerra e un cinese si fosse fatto una plastica facciale per prenderne il posto e diventare il leader filo serbo che tutti hanno conosciuto.
E se il Berlusca attuale non fosse altroche lo zio di Rutelli che si è fatto la plastica andando in giro a raccontare una marea di puttanate (pil a +3% nel 2005 e +5% nel 2006 ecc ecc)onde far perdere consenso alla CDL
(il vero berlusca si sarebbe fatto la plastica per diventare il Cofferati sindaco di Bologna)
FANTAPOLITICA?

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Rolli 13 maggio 2005 alle 09:10

Lo stracciarsi le vesti per il supposto tiro mancino del Guazza non ha motivo di essere, soprattutto cn l’esperienza ulivista nazionale alle spalle. Fu la Bindi ad abolire i ticket, sapendo perfettamente che non era possibile e che tutto il peso sarebbe ricaduto sulle regioni, allora in maggioranza azzurre, no? Fu un atto di demagogia puro, vigliacchetto, che comunque non diede voti alla sinistra e pesò enormemente su ogni Regione, senza tanti strepiti. Cofferati, che conosce bene questi meccanismi, altro non deve fare che onorare gli impegni e trovare il sistema per reintegrare quello che va a finire nelle tasche dei dipendenti, esattamente come ebbe a fare il centrodestra. Se ognuno cassasse i contratti non onorabili chiusi dal precedente governo, salterebbero quasi tutti e finiremmo nell’anarchia.
Se Cofferati avesse usato lo stesso metro di giudizio durante la sua lunga permanenza al sindacato, le sue richieste in nome e per conto dei lavoratori sarebbero state, per correttezza e coerenza, molto più basse.

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Francesco 13 maggio 2005 alle 09:49

Caro Re,
il mio dispiacere all’idea che la sinistra torni al governo non nasce dalla convinzione che ci siano solo dei Nichi Vendola.
Ma dalla sfiducia in Romano Prodi, dall’irrilevanza delle persone di buon senso, dalle forze che la sostengono (sindacati, imprenditori monopolisti amici, spiriti illuminati alla Scalfari-De Benedetti, europeisti alla Ciampi) … un insieme che non mi ispira alcuna fiducia. A questo si aggiungono i Vendola, Bertinotti, Diliberto, Cossutta, Pecoraro Scanio, Scalfaro, Agnoletto, Turco, …
Al loro confronto l’imprenditore del Nord Est è un gigante, e se la sua aziendina va avanti vuol dire che i soldi non se li mangia tutti.
Ciao

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Calvin 13 maggio 2005 alle 11:41

Giusto un paio di puntualizzazioni per il distratto pickwick:
1) Guazzaloca è stato trombato non perché abbia governato male, ma perché la sinistra ha mobilitato le truppe cammellate per lavare l’onta di un sindaco azzurro nella capitale rossa. Vogliamo parlare di tutti gli studenti fuori sede che hanno preso la residenza bolognese solo per mandare a casa Guazzaloca?
2) Come fa notare Ichino, gli statali hanno storicamente avuto stipendi più bassi dei corrispettivi privati, per un motivo piuttosto semplice: una maggiore protezione contro il rischio di licenziamento. Mai provato a licenziare un dipendente della PA? Negli ultimi anni, i sindacati hanno fatto finta di dimenticare questo tacito accordo, chiedendo aumenti in linea con quelli del settore privato. Il governo di CD dei miei sogni avrebbe impugnato la legge Bassanini iniziando a tagliare selvaggiamente gli organici pubblici… Sigh.

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sinistro 13 maggio 2005 alle 11:52

Calvin, che vuol dire:
“Guazzaloca è stato trombato non perché abbia governato male, ma perché la sinistra ha mobilitato le truppe cammellate per lavare l’onta di un sindaco azzurro nella capitale rossa” ?
Forse queste fantomatiche truppe hanno occupato i seggi elettorali non permettendo ai sostenitori di Guazzaloca di esprimere il loro voto?
Se fosse così facile la sinistra avrebbe “mobilitato le truppe” anche nel 2001 e non avrebbe perso le elezioni

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Obiuan 13 maggio 2005 alle 12:05

ìL’ordine è di sinistraî, ha detto ieri sera a La7 Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, a proposito della linea della fermezza sul fronte della legalità: parole che rendevano esterrefatto Franco Giordano, di Rifondazione Comunista, che a ogni parola del ìCineseî scuoteva la testa, borbottando
Che il cinese stia pensando di prendere la leadership del centrodestra in virtù che nell’unione ormai non se lo fila più nessuno?

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sinistro 13 maggio 2005 alle 12:18

obiuan,
l’ordine e la legalità sono diventate di sinistra da quando il cav. ha portato i suoi avvocati in parlamento e si fatto fare un po’ di leggine…
Per il resto forse è più giusto dire che il cinese vuole fare il leader del centrosinistra dato che ormai il centrodestra non se lo fila più nessuno

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xman 13 maggio 2005 alle 12:44

Cofferati ad 8e1/2 è stato semplicemente stre-pi-to-so!!!!
Un sindaco coi fiocchi. Cofferati a Milano, ora, subito, adesso.

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Obiuan 13 maggio 2005 alle 14:19

In effetti il centrodestra non se lo fila più nessuno.
Se una leadership nulla come quella di Prodi riesce a infierire bagni di sangue elettorali alla CDL c’è da preoccuparsi.
Vorrei vedere Mario Monti alla guida della coalizione di dx che risultati otterebbe….
Però bisogna accontentarsi di ciò che si ha….
E dopo il Berlusca un pretone.

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Obiuan 13 maggio 2005 alle 15:02

Montezemolo: “E’ recessione”
Le cifre mostrano una situazione grave
Il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo è molto preoccupato dopo gli ultimi dati sul Prodotto interno lordo in flessione. “La situazione è grave” dice il numero uno di Viale dell’Astronomia. “I parametri sono negativissimi e le cifre fanno vedere un Paese in recessione”. Montezemolo è intervenuto a margine di un convegno dell’Ancma.
“Se leggete i giornali”, ha continuato, “tutti si sono accorti della situazione”. Recessione, dunque, secondo l’intervento poco ottimista del presidente di Confindustria. D’altra parte, “a forza di calare, ci si arriva”, ha aggiunto, riferendosi ai numeri che negli ultimi mesi fotografavano un’economia e una produttività sempre in affanno, con una crescita ai minimi termini.
Complimenti al n.1 di Confindustri, mi ha insegnato che il prodotto interno lordo lo fa il governo e non l’industria italiana. Che grande assunzione di responsabilità. Un anno solo di parole (senza senso fra l’altro).

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pickwick 13 maggio 2005 alle 15:16

Calvin, la balla degli studenti che prendono la cittadinanza soltanto per mandare un sindaco a casa non l’avevo mai sentita. Dove l’hai letta, sul corrierino parrocchiale?
E dopo che lo hanno mandato via cosa avrebbero fatto gli studentelli, sono rientrati nei loro paesini d’origine per mandare a casa le giunte regionali di centrodestra?
Ma dai…
Se questo è vero, allora siamo di fronte ad un nuovo fenomeno migratorio: il pendolarismo preelettorale!

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Francesco 13 maggio 2005 alle 15:29

Qualcuno è in grado di verificare il contributo di FIAT alla recessione?
E’ vero che il problema resta ma sarebbe un piacere vedere sul banco degli imputati qualche colpevole storico che di solito fa le prediche agli altri!
Ciao

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pickwick 13 maggio 2005 alle 15:45

Francesco, se D’Amato avesse detto la stessa cosa avresti fatto lo stesso commento?
Oppure pensi che D’Amato non avrebbe mai osato parlare di recessione?

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Obiuan 13 maggio 2005 alle 16:08

Non so Francesco ma io avrei scritto lo stesso se questo articolo avesse riguardato qualsiasi presidente di confindustria, anche se fosse stato il grande puffo (personalità sicuramente più autorevole di Luchino Pariolino).

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Francesco 13 maggio 2005 alle 16:47

Beh, il contributo dato dalla Fiat posseduta e gestita dagli Agnelli al declino dell’economia italiana mi sembra un pochino più rilevante delle eventuali colpe di un industriale (!) di successo (!) napoletano (!!).
Non sono Silvio e non amo nascondere la testa sotto la sabbia, mr. Pickwick. Il problema della crisi strutturale dell’economia italiana è reale e colpisce tutti noi. Ma il tono saputello di LCDM mi sa un pochino sui nervi.
Quasi come sentire i sindacalisti confederali pontificare su cosa bisognerebbe fare …
Fortuna che da Milano la frontiera svizzera è vicina, divento sempre più pessimista.

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pickwick 13 maggio 2005 alle 17:06

Francesco, o non mi sono espresso bene o non hai capito lo spirito della mia domanda.
Ero curioso di sapere se ti sarebbe venuto in mente di parlare del “contributo della FIAT alla recessione” se a parlare di recessione fosse stato D’Amato e non Montezemolo.
Tutto qui.
Se poi decidi di andare in Svizzera fai sempre bene.

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Lucetta 13 maggio 2005 alle 17:49

Non ha i soldi per il premio di produzione ai dipendenti del comune preventivati da quel “fassista” di Guazzaloca però per le consulenze a Enzo Biagi e altri amiconi sì, così come per l’istituzione dell’assessorato alla pace. Se qualsiasi altro sinadco si comportasse come lui, il sindacato avrebbe già messo a ferro e fuoco Bologna. Senza contare che le parole di questo omuncolo suonarono come una fatwa all’indirizzo dell’altro Biagi bolognese, stavolta Marco però.
Decisamente un amministratore con gli attributi questo qui, uno che è riuscito a perdere i finanziamenti per la metropolitana sotterranea per cui la giunta Guazzaloca aveva già preparato il progetto, preferendo tediare i bolognesi con le domeniche a piedi, le targhe alterne e con la proposta di un ticket per entrare in città esteso persino ai motorini, un vero genio!. Ah dimenticavo la messa in opera di Sirio il vigile elettronico a causa del quale, essendo diminuiti di molto i vigili in città tutta la sub-umnità dalla quale la giunta precedente era riuscita a ripulire il centro, via Indipendenza e la stazione è ritornata come prima, più di prima, compresa piazza Verdi in zona università. Spacciatori extracom rifiuti dei centri sociali in libertà drughi, tanto che i residenti hanno cominciato a raccogliere firme per mandare petizioni. Di tutto di più nella Bologna del linciatore di Biagi, quello con la M però.
Bravi bolognesi, mi raccomando la prossima volta votate il candidato del Burqina Faso che vi verrà imposto dal lider maximo di turno.
Lucetta.

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Francesco 16 maggio 2005 alle 17:31

x Pickwick:
è diverso se a sfottere il Milan è uno juventino o un interista: il primo è legittimato a farlo, il secondo direi proprio di no.
Vero che la recessione c’è in ogni caso, ma D’Amato ne aveva meno colpa diretta di LCDM. Che se qualcuno calcolasse il peso statistico della crisi FIAT sull’andamento dell’economia italiana avremmo magari dei dati interessanti.
Saluti

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Sergio 18 maggio 2005 alle 09:16

Gli “statali”….
Ma di chi parlate?
Dei dirigenti? o dei terzi livelli?
Nei carrozzoni degli uffici pubblici, una gran parte scalda le sedie (di solito livelli alti, ma non solo) e se, in qualche modo, le cose vanno avanti, è certo perchè “qualcuno” si fa il mazzo anche per gli altri “paraculati” (scusate il francesismo).
si sa, l’erba del vicino è sempre più verde, quindi giù con tutti i luoghi comuni sugli statali….
Eh si, peccato che molte volte li ho sentiti dalle bocche di persone che proprio poco avrebbero da giudicare (tipo Tremo-nti, o tipo gente che ho avuto il dis-piacere di conoscere).
Sono rassicuranti, però, i luoghi comuni…..
Scusate, ma c’è la recessione (anche se questa recessione l’avvertono solo le classi medio-basse, di cui faccio parte, con i miei 900 euri al mese) devo andare a lavorare (a cottimo)…
saluti e baci,

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