Stefano Lorenzetto: camminava come una spia

E va bene, associamoci pure al coro d’indignazione sollevato dalla sentenza con cui la Cassazione, mandando definitivamente assolti gli imputati per la strage di piazza Fontana, ha condannato al pagamento delle spese processuali le parti civili, cioè i familiari delle vittime:
´» una decisione che grida vendetta al cielo, un oltraggio ai morti, una vergognaª.
Tutto vero, tutto giusto. Però qui vedo scritto, all’articolo 616 del codice di procedura penale: ´Con il provvedimento che dichiara inammissibile o rigetta il ricorso, la parte privata che lo ha proposto è condannata al pagamento delle spese del procedimentoª. La Cassazione, dunque, non ha fatto altro che applicare la legge, la quale nel processo penale non lascia al giudice margini di discrezionalità, a differenza del processo civile, in cui egli può invece stabilire se compensare le spese processuali fra le parti (traduzione: fra vincitori e vinti).
Ci siamo accorti solo adesso, all’unanimità, che l’articolo 616 non ci piace o comunque andrebbe integrato con alcune eccezioni? Il Parlamento proceda. Ma finché rimane, quello è.
´Un episodio di cieca burocrazia, una beffa che poteva essere evitataª, ha dichiarato il ministro della Giustizia, Roberto Castelli.
E come, eccellenza? Non applicando la legge? Lo stesso Castelli ha individuato una via d’uscita ´tecnicaª per rimediare: [continua..]


siccome fra le parti civili condannate al pagamento figurano, oltre ai parenti delle vittime, anche presidenza del Consiglio, ministero dell’Interno, Comune e Provincia di Milano e Provincia di Lodi, ´se Palazzo Chigi si fa carico delle spese, credo che lo Stato possa uscire brillantemente da questo caso imbarazzanteª. Ottimo. Paga Berlusconi, e noi tutti con lui.
Lo faremo con piacere: pochi centesimi di euro a testa per una solidarietà fra italiani che non ha prezzo. Ma poteva essere la Corte suprema a indicare questa scappatoia? Certo che no: il codice non la contempla. E allora perché da tre giorni ci stracciamo platealmente le vesti, scandalizzati?
Qualcuno dovrebbe anche spiegarmi quale potrebbe essere la via d’uscita ´tecnicaª al seguente paradosso: un cittadino è incriminato per un grave reato, è costretto a nominarsi un difensore di fiducia, viene condannato in primo grado, si vede confermare la sentenza in appello, ricorre in Cassazione ed è infine assolto. Chi gli rifonde le spese legali sostenute? Chi gli restituisce la reputazione? Chi lo ripaga delle ore di lavoro (e di sonno) perdute? Nessuno. Il danno grava tutto sulle sue spalle. Sono forse i diritti di questo cittadino inferiori a quelli di chi perde un congiunto in un attentato?
Bisognerebbe allora domandarsi come mai la Cassazione sia stata costretta a scagionare i presunti colpevoli della strage del 12 dicembre 1969 alla Banca dell’agricoltura di Milano, ciò che ha comportato la crudele sanzione aggiuntiva per tante famiglie innocenti già colpite negli affetti più cari. Evidentemente mancavano le prove per una condanna. Già, ma chi istruisce i processi? Chi deve raccogliere le prove e ponderarne preventivamente la tenuta nei vari gradi di giudizio?
Dieci anni fa, m’è capitato di occuparmi del caso di un pensionato di 70 anni, ex volontario nella Repubblica di Salò, padre di tre figli (uno dei quali iscritto al Pds e un altro a Democrazia proletaria), arrestato per disposizione del giudice milanese che ha seguito l’ultima inchiesta su piazza Fontana. Il collaboratore di giustizia Carlo Digilio – lo stesso che ha accusato gli imputati ora assolti dalla Cassazione – sosteneva d’essere stato infiltrato dal vecchietto nella cellula veneta di Ordine nuovo per conto, nientemeno, della Cia. A carico dell’indagato, un riparatore di frigoriferi abituato a muoversi in motorino, fu addotto un indizio decisivo: aveva ripassato le valvole ai freezer in alcune basi della Nato.
Detenuto prima a San Vittore (dove cominciò uno sciopero della fame che lo portò in infermeria), poi rinchiuso nel carcere di Opera, quindi messo agli arresti domiciliari, il poveretto fu privato della libertà per più di 70 giorni.
Uno dei suoi figli, terapista in un istituto per handicappati, mi raccontò:
´Gli inquirenti hanno detto che mio padre ha la tipica camminata da spia. Ci hanno spiegato che gli agenti segreti camminano come lui: due passi e una breve sosta per guardarsi attorno. Per forza, ho replicato io, ha sofferto di miocardite! Potrebbe morire d’infarto da un momento all’altro. Se non si fermasse a rifiatare ogni due passi, schiatterebbeª.
Naturalmente la disavventura del frigorista non ha lasciato traccia nelle cronache giudiziarie.
Ecco, se la forza probatoria delle accuse esibite in Cassazione era di questo spessore…
A ogni modo non tutti gli sconfitti del processo di piazza Fontana saranno chiamati a risarcire le spese di giudizio.
C’è anche chi perde e non paga. Mai. Forse la vera anomalia è questa.
Stefano Lorenzetto - Il Giornale 7 maggio 2005

di Rolli il 9 maggio 2005 in Giustizia · 14 commenti

{ 14 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

xman 9 maggio 2005 alle 10:15

Chi spedisce a zappare il PM che ha cannato tutto? Nessuno! E si potrebbe proseguire.
Su Piazza Fontana non è in discussione la sentenza della Cassazione, che altro non poteva dire al di fuori di ciò che ha detto, essendo sentenza di legittimità e non di merito.
Resta l’amaro in bocca per trentasei anni buttati al vento, per una mancanza di giustizia che deve lasciare attonito chiunque non sia implicato nella strage. Tragicamente divertente la storiella di Lorenzetto che cammina da spia: ma gli agenti hanno studiato in un cinematografo dove si proiettano solo film di serie Z? A zappare, a zappare.

Replica

Pietro 9 maggio 2005 alle 12:19

Punto primo: non pagherà Silvio Berlusconi in quanto tale ma è stato Silvio Berlusconi, in qualità di Presidente del Consiglio, ha proporre la soluzione dello Stato che si accolla le spese processuali, personalemente ho apprezzato tantissimo questa sensibilità, diversamente trovo penoso il concetto “paga Berlusconi”.
Punto Secondo: Piazza Fontana è la vergogna dell’Italia (insieme ad Ustica, Bologna, Brescia, etc.) e il paradosso utilizzato nell’articolo è assolutamente fuori luogo dal momento che i parenti delle vittime potrebbero chiedere, specularmente, quando potranno avere giustizia.
Punto terzo: chi istruisce i processi sembra, dall’articolo, non essere capace di farlo, bene, sono d’accordo ma l’autore dell’articolo mi spieghi anche chi ha pensato fosse opportuno spostare il primo processo a Catanzaro ovvero di chi diavolo sono le responsabilità dei depistaggi, e di chi è la responsabilità della, storicamente accettata da tutti, “strategia della tensione”.

Replica

Gabibbo 9 maggio 2005 alle 12:26

Te lo spiego io chi ha pensato di spostare il processo: altri giudici, che hanno applicato principi generali del nostro ordinamento.

Replica

Donatello 9 maggio 2005 alle 13:03

Scusa Rolli, davvero credi che la risposta giusta da dare a chi s’indigna (perché ‘cornuto e mazziato’) sia “Zitto e paga”?
Donatello

Replica

Pietro 9 maggio 2005 alle 13:55

Gabibbo, per caso anche le bombe sono state messe dai giudici?

Replica

Rolli 9 maggio 2005 alle 14:18

Pietro, come mai Lorenzetto dovrebbe rispondere a domande di pertinenza dei giudici? Così, tanto per sapere.
Sul “paga Berlusconi” è un modo di dire, se poi Lorenzetto ti sta antipatico perchè tocca un argomento scomodo basta dire: “sarei d’accordo sull’argomento se non l’avesse scritto Lorenzetto”, no?
I parenti delle vittime mi pare che chiedano, giustamente, ogni anno di avere giustizia. E come mai chiami “paradosso” l’ordinaria amministrazione? Il caso Tortora me lo sno inventato io? e davvero pensi che non siano prassi?
Donatello, fammi il copia incolla di dove l’articolo o la sottoscritta affermino che la risposta da dare sia “zitto e paga”. Io non lo vedo, ma probabilmente sono distratta.

Replica

windrosehotel 9 maggio 2005 alle 14:24

Bisogna dare atto, credo, che l’articolo di Lorenzetto coglie un aspetto importante della questione. Però questo non toglie che la situazione in cui si ritrovano i familiari delle vittime sia paradossale. Forse bisognerebbe accettare l’eventualità che nella fattispecie, piuttosto atipica, la norma sia risultata inadeguata, ma che nel contempo sia anche irriformabile. Praticamente scacco matto alla giustizia, e nessuno può farci niente.

Replica

Pietro 9 maggio 2005 alle 14:49

Rolli, vorrei farti notare che “paga Berlusconi” non è un modo di dire, era una forzatura e come tale la giudico. Lorenzetto non è tenuto ovviamente a rispondere alle mie domande ma trovo il suo articolo un attacco gratuito ai giudici che, e questa è un’aggravante, non tiene conto dei fatti relativi a Piazza Fontana, questo vale anche per il paradosso.
Aggiungo che sto vivendo personalmente una situazione come quella di Tortora e ti posso assicurare che con la vergogna di Piazza Fontana non c’entra proprio un bel niente.
Ribadisco, l’articolo di Lorenzetto è disonesto perchè l’indignazione di tutti è dovuta al fatto che dopo 35 anni Piazza Fontana è una strage senza colpevoli e credo che quando se ne parla sia necessario considerare questo legittimo sentimento comune.
Ti segnalo che non conosco Lorenzetto, non ho quindi motivi di antipatia personale nei suoi confronti e non sono solito giudicare (vedi il mio commento sul tuo post “Submission…”)i contenuti in funzione delle persone che li scrivono.
PS Pietro e Zanna sono la stessa persona.
Ciao

Replica

chacko 9 maggio 2005 alle 16:16

Mi pare da sottolineare come capiti di frequente che in cassazione vengano ‘cancellate’ sentenze precedenti, in processi molto lunghi e complessi che sono costati moltissimo in termini di tempo/soldi.
Lo stato della giustizia è da terzo mondo, almeno in termini di durata dei processi, e la magistratura è sempre lì a piangere che non ha risorse sufficienti (che è vero).
Magari, sarebbe meglio spendere ore-lavoro per procedimenti semplici e chiari già in partenza, che ora stanno fermi cinque anni in un cassetto, invece di comportarsi da incapaci e sprecare risorse per mega processi che non portano a niente, evidentemente per incompetenza e incapacità (perché è questo che sancisce la cassazione, incompetenza di chi ha istruito e giudicato il procedimento in precedenza).
E un bel calcio in culo a chi ha sbagliato, mai, vero?

Replica

Rolli 9 maggio 2005 alle 20:54

Ma io non ho capito: te la prendi con Lorenzetto perchè forze dell’ordine, giudici e pm non hanno trovato i colpevoli?
Concordo perfettamente con il suo articolo e non lo trovo per nulla disonesto, tutt’altro: chiaro, preciso,equilibrato

Replica

Galileo 9 maggio 2005 alle 23:20

Blog In Progress
Il 21 Maggio alle ore 16.00 il mondo dei bloggers di diverse piattaforme blog si incontreranno negli studi di Nessuno tv a Roma,
per un evento che sarà unico nel suo genere: una maratona bloggers a favore del voto al referendum per la legge 40.
Si o No, vota però!!!! Questo l’appello del mondo on line.
Se condividete questo atteggiamento e se condividete questo appello: http://www.liberalcafe.it/maratonabloggers.htm (firmatelo!!!) allora vi chiediamo di prendere il banner che trovate in uno dei blog a supporto dell’iniziativa e di inserirla con il testo sotto nella homepage del vostro blog.
pe contatti: bloginprogress@fastwebnet.it
E’ arrivato il momento di rendere quella che è la forza virtuale dei bloggers una marea per abbattere l’astensionismo del 12 e 13 giugno.
http://www.alcestis.ilcannocchiale.it
http://www.galileo.ilcannocchiale.it
http://www.giugen.ilcannocchiale.it
http://www.generazioneelle.ilcannocchiale.it
http://www.liberalcafe.ilcannocchiale.it
http://www.brunopellegrini.ilcannocchiale.it

Replica

Donatello 10 maggio 2005 alle 01:45

SCUSE FORMALI A ROLLI, NON A LORENZETTO. MA GRAZIA PER LE VITTIME DI PIAZZA FONTANA!
1) Hai ragione, faccio ammenda pubblica: nel tuo post non affermi da nessuna parte “Zitto e paga!”. Scusami, sono cresciuto alla ormai desueta scuola delle “citazioni virgolettate”, e la loro assenza mi induce talvolta all’errore (involontario, ma errore) di attribuire agli uni quello che invece è il pensiero degli altri.
2) Discorso diverso per Lorenzetto: è nelle sue parole (non perciò le tue) che coglievo, come dire, un “eccesso di zelo formale” e di insensibilità. Tenuto conto del significato “storico” e politico della vicenda, del dolore e della tristezza subentrati alla sentenza della Cassazione, altrettanto zelo si sarebbe voluto vedere da parte dello Stato, dei servizi segreti e dei tribunali (prima, nel perseguire i colpevoli); come pure da parte dei vari Lorenzetto (adesso, nel commentare quella che viene vissuta come una beffa ai danni delle vittime e di tutti noi).
Comunque, ho postato nel mio blog (BlogGlob) una critica dell’articolo di Lorenzetto più circostanziata, che evito di riportare qui per non monopolizzare il tuo spazio, ma della quale, se non hai nulla in contrario, segnalerei il link:
http://www.educationzip.com/blog/archives/00001956.html
Donatello

Replica

Rolli 10 maggio 2005 alle 09:00

State criticando un articolo attribuendogli pensieri e retropensieri che non ha, e il cui unico peccato mortale è quello di non essere ipocrita. Evidentemente per voi c’è differenza tra un povero cristo anonimo che si deve pagare le spese processuali, nonostante sia esso stesso una vittima, e un parente delle vittime di qualche strage che tra l’altro trova chi paga per lui.
Tutti preoccupati di criticare senza un solo appiglio concreto Lorenzetto e nemmeno una parola su chi ha portato avanti processi con dei presupposti inverosimili e vergognosi.

Replica

Pietro 10 maggio 2005 alle 14:33

Rolli, per quanto mi riguarda, quando scrivi “Evidentemente per voi c’è differenza tra un povero cristo anonimo che si deve pagare le spese processuali, nonostante sia esso stesso una vittima, e un parente delle vittime di qualche strage che tra l’altro trova chi paga per lui.” stai dicendo un enorme fesseria, ma proprio grande.
Per quel che riguarda la critica su chi ha portato avanti i processi mi sembra assurdo utilizzare, come metro di misura della bontà o meno delle azioni dei giudici e dei pm, il solo caso citato da Lorenzetto. Ti faccio notare che, nel post successivo, tu identifichi come indice di colpevolezza dei supposti terroristi islamici un semplice stralcio da un’intercettazione telefonica: non aggiungo altro. Nel merito della critica dell’artico mi trovo completamente d’accordo con il punto 2) del commento di Donatello che, esprime con maggior chiarezza il mio pensiero.

Replica

Scrivi un commento

Eventuali commenti volgari, offensivi, fuori tema o palesemente promozionali saranno rimossi.

Post precedente:

Post successivo: