Due parole al cavaliere e tre all’Onu

Scusate la fretta ma sono in partenza, e però questa manciata di consigli al Cavaliere sono da non perdere.
Idem per questo articolo sull’Onu
Fate i bravi, nel frattempo, e non tiratevi sanpietrini :-)

di Losciacallo il 29 aprile 2005 in Politica · 8 commenti

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Black Cat 29 aprile 2005 alle 19:48

Buon viaggio! :)

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Return 1 maggio 2005 alle 14:10

Intanto, quella “bestia” di Gianluca Neri ha pubblicato in scoop universale il rapporto Calipari senza omissis approfittando dell’incompetenza informatica del Pentagono. Repubblica e Corriere a ruota. Bravo Machianera!

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blind 3 maggio 2005 alle 01:43

Return, cosa ci trovi di meraviglioso nell’aver letto questo rapporto senza censure?
Blind

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Rolli 3 maggio 2005 alle 09:33

Che cosa ci trova? Che un agente segreto italiano non potrà più aiutarci e mettere a disposizone le proprie capacità perchè in questo modo è stato bruciato, grazie un clamoroso errore degli americani.
(grazie bc)

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leonida alle termopili 3 maggio 2005 alle 10:26

Considerata la mia aperta antipatìa nei confronti dei rinnegati d’oltreoceano, potrei dire di essere segretamente compiaciuto nel veder clamorosamente ed ufficialmente riconosciuta la pochezza e sfigaggine degli alleati(?)yankee ma, per obiettività, non credo che le cose stiano così. I documenti classificati(se tali sono) non sono messi in rete da un/a segretario/a, come le cartelle “top secret” NON vengono “sbadatamente dimenticate” sul sedile di un taxi nero o accanto ad un bidone delle immondizie. Se ciò accade è perchè SI VUOLE che qualcuno scopra l’arcano.
Politica…niente altro che sporca, meschina, normale, politica diplomatica e, quale corollario mafioso, un neanche tanto sottinteso avvertimento ai servizi di competenza.

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BJH 3 maggio 2005 alle 13:25

Amen.

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blind 3 maggio 2005 alle 15:11

Leonida, in ogni caso siamo davvero l’unico paese al mondo che vive tutto come un melodramma.
Questa storia si e’ gonfiata a dismisura e credo che ne sia consapevole anche tu, no?
Si e’ trattato di un incidente come ne sono successi e ne succederanno ancora, purtroppo, anche nei posti di blocco italiani.
Quante volte la nostra polizia ha sparato contro auto sospette che nulla avevano a che fare con quelle dei criminali ricercati?
Durante gli anni della grande tensione terrorista questi casi erano all’ordine del giorno.
Mi chiedo come possiamo trascinare questa storia mettendo in croce gente che lavora in una zona dove la bestialita’ terrorista e’ oltretutto suicida.
Immagino la soddisfazione di Al Zarqawi che riesce a scatenare la guerra tra gli alleati anche senza agire direttamente.
Blind

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leonida alle termopili 3 maggio 2005 alle 16:11

Per quanto abbia fatto parte dell’amministrazione, durante gli anni di piombo, non mi risulta che si sparacchiasse a destra e a manca come pippo a caccia. Poi siamo d’accordo sul fatto che si sia trattato di un incidente, nulla da dire o da aggiungere in merito, ma questi “incidenti” sono un po’ troppo frequenti anche perchè, se siamo a conoscenza di ciò che avviene quando ad essere colpiti sono gli occidentali, nulla o poco sappiamo di quanti autoctoni possano essere caduti “incidentalmente” ai posti di blocco americani. Per non parlare del fuoco amico. Chiedere ai desert rats in azione a bassora per avere notizie di prima mano, tant’è che ogni qual volta sanno di avere al fianco gli yankee, si toccano i coglioni(fonte “daily telegraph”). Forse hanno qualche insana erezione a sentire bum

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