Una vita da gregario

Il Corriere della Sera, gregario della sinistra da anni,negli ultimi mesi non tenta nemmeno più di nascondere il suo ruolo, ed elargisce servizi ed editoriali smaccatamente contro il governo.
Con le regionali, poi, il pressing si è fatto più tenace ed evidente (c’è da dire che anche il Riformista ha innestato la marcia veloce, ma senza mai arrivare ai livelli sgradevoli del quotidiano diretto da Mieli), arrivando persino a segnalazioni patetiche come questa:
“Subito dopo aver incassato la fiducia anche dal Senato, Silvio Berlusconi ha fatto una passeggiata per andare a mangiare in un ristorante vicino al Pantheon (…) durante il breve giro per Roma .. non ha ricevuto applausi e ha potuto arrivare indisturbato al ristorante”.
Perfino Repubblica, alla stessa identica ora, trova di meglio da segnalare.
L’Unità, poi, ormai più attendibile del Corriere (anche il mio gatto, lo è) nemmeno si scomoda.

di Losciacallo il 28 aprile 2005 in Politica · 28 commenti

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bill 28 aprile 2005 alle 16:09

Che dire, probabilmente avrebbero preferito il lancio di un treppiedi. Certo che il Corriere con Mieli e Il Sole 24 ore con De Bortoli sono la conferma che viviamo in pieno regime berlusconiano.

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Diddy 28 aprile 2005 alle 16:31

Perchè non facciamo un post sul comportamento degli americani riguardo il caso Calipari?

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BJH 28 aprile 2005 alle 16:34

chi ti impedisce di farlo

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BJH 28 aprile 2005 alle 16:35

manca un “?”

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Rolli 28 aprile 2005 alle 16:38

Al momento ritengo non ci siano elementi seri e probanti per fare un post sugli americani come lo vorresti tu, quindi accontentati del corriere. Domani parto, se nel frattempo ci saranno notizie attendibili e degne di nota può essere per settimana prossima
Diddy, il juke box a gettone sta nel bar, lì, in fondo alla strada

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Giuseppe 28 aprile 2005 alle 16:43

Al Corriere tengono famiglia (Giuseppe after Il Griso) e si regolano di conseguenza.
Essendo ben noti i precedenti DC di Prodi e quelli PCI dei suoi compagni di srtada, a Via Solferino si cautelano contro le probabili epurazioni che si verificherebbero in caso di vittoria dell’Unione nel 2006. Di contro, attaccare Berlusconi non comporta alcun rischio concreto.
P.S. adesso qualcuno comincerà a citare Santoro, Luttazi e San Tommaso Moro (quest’ultimo non ci azzecca niente, ma è pur sempre vittima del reggime), dimenticando che costoro devono le rispettive fortune alla loro facciata di “perseguitati”.

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BJH 28 aprile 2005 alle 16:44

parti?? molllllllllllta invidia tu mi fai :-))

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marco 28 aprile 2005 alle 16:58

bene il caso calipari..che dire dell’autista dell’auto dei servizi che dichiara di aver frenato e di essersi fermato in un metro o due? (a 50 km ci si ferma in 13 metri…) e che ammette poi candidamente che non sa parlare inglese, o di Calipari che si piega per fare scudo col suo corpo (i proiettili di una mitragliatrice viaggiano piu veloci del suono, cioè quando senti lo sparo il colpo è gia arrivato), o dei tre-quattrocento colpi sparati secondo la sgrena? Del viaggaire di notte su un auto non riconoscibile e senza scorta, sulla strada più pericolosa di Bagdad?

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Francesco 28 aprile 2005 alle 17:13

Bah, su Calipari rimane che, a volerla fare sporca, si usavano quelli delle Operazioni Speciali armati di AK47.
Così il messaggio arrivava a chi doveva arrivare e di facciata era colpa dei terroristi.
Però non bisogna mai sottovalutare la stupidità umana, c’è gente che paga per leggere L’Unità …
Concordo in pieno sullo sputtanamento del Corriere, io poi sono cattolico e di mazzate ne prendo il doppio … fortuna che mi rimane Superbasket!

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blind 28 aprile 2005 alle 18:24

Buon viaggio, Rollina!
Maddo’, quanto sono curiosa di sapere per dove…
Blind

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Robert Nozick 28 aprile 2005 alle 18:59

C’è chi lo definisce terzista o cerchiobottista. Vi invito ad andare su macchianera e guardare i commenti al post Usa tolleranza 0-5. Io contro tutti. Da non perdere.

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Minerva 28 aprile 2005 alle 23:55

Anche quest’altro giochetto del Corriere non è male. Scrive Luca Sofri su Wittgenstein
Un uomo stimato
A me questa pare fantastica. Come sapete ieri Berlusconi ha fatto tutte quelle considerazioni sul pessimismo degli italiani, sul disfattismo della sinistra, sul fatto che dovremmo imparare a essere ottimisti per combinare qualcosa di buono. Si è beccato la solita quota di sghignazzi e nel migliore dei casi una annoiata insofferenza, come sul Corriere della Sera, che si limita ad accenarvi e lasciar fare qualche battuta ad Aldo Cazzullo.
Bene, ora andate 36 pagine più avanti, sul Corriere di oggi e cosa trovate? Tutta la pagina di apertura di Cultura occupata dal seguente titolo:
ìL’Europa impari dall’America a essere ottimistaî
Occhiello:
ìIl presidente francese Chirac ha parlato di un Vecchio Continente troppo pessimista e sfiduciatoî
Testo dell’articolo:
ìC’è una specie di cultura del pessimismo nei nostri paesiî, ha detto Chirac
e
ìC’è un vero culto del pessimismo e questo non può certo suscitare una grande energia creatriceî
Aspettate, non è finita. A fianco, un commento di Gianni Riotta sulla questione, e in generale tutto un gran Chirac-pone-un-problema-serio e bisogna-discuterne, eccetera.
Non una sola menzione di quel che ha detto Berlusconi. Mai citato il suo nome
Corriere della Sera (via Radicali.it)

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olden 29 aprile 2005 alle 00:27

Rivendico decisamente il primato del Pessimismo sull’ottimismo. E’ quasi superfluo riaffermare che un pessimista è semplicemente un ottimista realista. La storia è piena di disastri combinati dallo sciagurato ottimismo di fanatici entusiasti. Un sano pessimismo è come una cintura di sicurezza sulla vita: conscio del fatto che se qualcosa puo’ andar peggio, prima o poi senz’altro lo farà, un allenato pessimista capisce subito come muoversi ed evita accuratamente di inciampare sulle tante stupide bucce di banana che fanno quotidianamente strage di ottimisti.

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olden 29 aprile 2005 alle 00:30

Dimenticavo: consiglio vivamente le ottime magliette di emmepì.

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blind 29 aprile 2005 alle 00:45

Olden, ci sei tutto tu in questa filippica da paraplegico mentale.
Con tutto il rispetto per i paraplegici fisici.
Blind

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blind 29 aprile 2005 alle 00:55

Cmq Minerva, torniamo sempre li’, tu nella tua celeste ingenuita’, dimentichi che siamo vittime di un regime oppressivo.
Non c’e’ liberta’ di stampa in Italia!
Guarda che lo sanno benissimo anche i norvegesi, gli svedesi, i finlandesi e i danesi.
Fidati!
Blind

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Minerva 29 aprile 2005 alle 00:57

Anche io sono pessimista – per esempio, do già per perse le elezioni del 2006 (o dell’autunno prossimo) – si evitano le disillusioni e si gioisce maggiormente per gli eventi positivi. Ma il mio pessimismo non arriva fino al tirare i remi in barca e rinunciare a combattere. Invece il pessimismo europeo, cui fa riferimento Chirac, sembra quello proprio di chi si chiude in posizione fetale e aspetta che il tempo passi, confidando nell’auto risoluzione dei problemi o magari nell’intervento dello Stato.
La maglietta con su scritto “kill the enthusiasm” è terribile. Preferisco queste di magliette :)

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Minerva 29 aprile 2005 alle 01:00

Blind, ti immagini entrare in un centro sociale con indosso una delle magliette del sito che ho linkato? Altro che guidare a fari spenti nella notte ! :))
Ciao

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olden 29 aprile 2005 alle 01:07

Blind, per caso io ti ho mai dato dell’australopiteco lobotomizzato?
Direi di no. Regolati di conseguenza.

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blind 29 aprile 2005 alle 01:21

Minerva, credo che sia il caso di fare un’ordinazione!
Se avessi tendenze suicide o fossi almeno un po’ masochista, ti proporrei un giretto nei locali del Leoncavallo.
Sei assicurata sulla vita?
Blind

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blind 29 aprile 2005 alle 01:27

Olden, io non ti ho mai dato motivo di definirmi australopiteco lobotomizzato!
Ma tu, scusami, quando ti descrivi come un essere umano paralizzato dai suoi dubbi, mi fai pensare solo a una figura metaforica che e’ quella che ti ho detto.
Si tratta di metafora, Olden, visto che in natura non esistono i paraplegici mentali.
Blind

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olden 29 aprile 2005 alle 01:41

Blind, cosa ti fa pensare che io sia “paralizzato” dai dubbi?
I dubbi consigliano un andatura lenta, non impongono certo di fermarsi, anzi. Piuttosto è l’assenza di dubbi ad essere pericolosa: mentre il dubbioso cammina piano sul marciapiede, gli passa vicino l’uomo senza dubbi che sfreccia a 250 all’ora su una statale. Non ha dubbi: a quest’ora non c’e’ mai nessuno per strada. Piu’ tardi l’uomo dubbioso raggiunge tranqullamente l’incrocio, e trova l’uomo senza dubbi schiantato contro un camion. Si salverà , ma resterà paralizzato.

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blind 29 aprile 2005 alle 01:48

Olden, lo vedi come sei?
Ma se mi trovassi in fin di vita, sai che piacere sapere che l’autista dell’autoambulanza che mi deve soccorrere e’ cosi’ tanto pieno di dubbi…
Blind

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Minerva 29 aprile 2005 alle 01:50

No, no, Blind, non sono così temeraria! Preferisco fermarmi all’immaginazione e lasciare queste Emozioni ad altri.

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olden 29 aprile 2005 alle 02:00

Giusto, Blind. Molto meglio un autista privo di alcun dubbio , pronto alle decisioni rapide. Non sta a porsi dei dubbi sulla tua spina dorsale, fa veloce , non perde tempo, ti carica sulla barella di peso e ti porta di corsa al vicino ospedale.
Peccato: la avevi delle vertebre fratturate, e alzandoti ti ha danneggiato il midollo osseo.
Se si fosse posto un dubbio prima di sollevarti da terra, forse cammineresti ancora.

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blind 29 aprile 2005 alle 02:03

Pero’ ce ne sono proprio di molto carine di quelle magliette.
Massi’, mettiamocele in casa che e’ piu’ sano.
Cmq, dovessi cambiare idea sai dove trovarmi.
Ciao!
Blind

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blind 29 aprile 2005 alle 02:08

Gia’, Olden, certo se il soccorritore fossi tu, impacciato dal poco esercizio al pronto intervento!
Blind

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Robert Nozick 29 aprile 2005 alle 09:04

Comunque, andando in un centro sociale con le magliette proposte da Minerva, per un’oretta buona si sopravvive (fintanto che qualcuno non si rende conto che quello è Reagan, visto che per me non tutti lo sanno).

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