Non dire gatto …

Sinceramente mi è oscuro il motivo per cui Berlusconi abbia accettato di formare un nuovo governo anzichè andare ad elezioni, però c’è da dire che forse non rivedremo il cavaliere prono ai capriccetti di facciata dell’Udc.
Le premesse ci sono, i giochi sono scoperti, le carte in fondo non sono male come sembravano

di Losciacallo il 28 aprile 2005 in Politica · 48 commenti

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frank 28 aprile 2005 alle 17:44

ormai anche il sito dell’Udc ( il partito di Follini) pubblica vignette satiriche sul premier ( come riportato in home page su Corriere.it)

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Rolli 28 aprile 2005 alle 17:53

qui, alla voce “vignette”

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mj 28 aprile 2005 alle 17:59

secondo me non è andato a elezioni perchè convinto, non a torto, che con l’attuale legge elettorale e con il sistema politico italiano avrebbe sicuramente perso

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Drugo 28 aprile 2005 alle 18:51

Ma siete ancora convinti che Berlusconi si un buon premier per il nostro paese?

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Robert Nozick 28 aprile 2005 alle 18:55

Sì, sono gli altri a non andare. Troppo proibizionisti. Anti-laici, antimoderni.

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Robert Nozick 28 aprile 2005 alle 18:57

Rolli è vero, che tristezza… Ci sono le vignette sul cav..!

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Return 28 aprile 2005 alle 19:02

Robert, d’accordo ma negli “altri” ci devi mettere un bel pezzo’ di forza italia, non trovi?

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Robert Nozick 28 aprile 2005 alle 19:08

Purtroppo sì Return. Il problema è che FI si è trascinata dentro un sacco di paleo-conservatori, mentre ci vorrebbe una bella svolta neocon. Mancano i liberali doc in FI.

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Return 28 aprile 2005 alle 19:42

Mah, se i neocon nostrani sono tutti come Ferrara stiamo freschi. Libertarians, servirebbero.

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olden 28 aprile 2005 alle 20:39

Liberale e laico il governo Berlusconi?
Nei fatti si direbbe proprio di no, basta dare un’occhiata alle leggi promulgate in questi anni..

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watergate2000 28 aprile 2005 alle 21:22

Ha fatto un altro governo per vari motivi. Uno è che non gli piace perdere e per lui terminare anzitempo una legislatura sarebbe stato deleterio. Inoltre credo che si sia convinto di un fatto, che non c’è resa dei conti che tenga nella CDL: vuole mettere gli alleati di fronte alle loro responsabilità. Se nel 2006 si perderà, si perderà tutti insieme, annullando pretese di leadership contro Forza Italia
E dato non ultimo, a proposito, ricostruire il suo partito, assicurandogli un futuro “storicamente” alternativo alla sinistra, come ha fatto ben capire oggi.
ciao.

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panka 28 aprile 2005 alle 21:44

speriamo abbia ragione tu. In effetti tempo non c’era per rifondare il partito da qui a giugno.
Vedremo con la finanziaria… ma le sue parole, quelle del signor B., non sono suonate positive alle mie orecchie. A settembre sapremo!
ciao
P.S.
Non credo sia in grado di fondare un partito liberale. Fin’ora ha puntato sulla durata. Egli preferisce vicere, e pur di non cadere si è trasformato. Succederà lo stesso col suo bel partito unico!

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Robert Nozick 28 aprile 2005 alle 21:45

A me Ferrara non dispiace, eccetto per la linea vaticanesca che purtroppo ha preso il suo giornale. Neocon è anche gente come Daniele Capezzone (l’avete letta la rubrica su Libero cronache da Bisanzio? Troppo divertente) sperando che presto prenda una posizione politica definita nella CdL, o anche Della Vedova. Quanto ai libertarians, non apprezzo la loro posizione sulla politica estera: isolazionista. Sottoscrivo tutto il resto, tranne l’abolizione della national ID cards (ma solo in tempi come questi, perchè in sè l’idea è global e giusta). Quanto alle leggi promulgate in questi anni, il governo paga la linea clerico-proibizionista di AN, Lega e UdC. Sperando in un futuro senza Follini, temiamo gli altri “alleati”, spingendo fortemente in chiave maggioritaria american-styled per evitare colpi di coda vatico-talebani.

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Return 28 aprile 2005 alle 22:14

Già, però la linea di Foglio non è frutto di una svolta. Sono anni che Ferrara concepisce come assassine le donne che abortiscono (se l’aborto è un “omicidio depenalizzato” la donna che abortisce fino a prova contraria è un’assassina), e c’è da giurare che sia dai tempi del suo (a questo punto per fortuna) censurato programma sul Sesso che ritiene “la Chiesa l’ultimo tutore del diritto a una vera e profonda sessualità, fondata sul piacere totale e non sulla profilassi medica.” (così sul numero di oggi). Aggiungi la sua militanza socialista proibizionista senza se e senza ma, e di liberale resta proprio poco.

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Robert Nozick 28 aprile 2005 alle 23:05

Return il problema è che Berlusca non si rende proprio conto che ci vuole la svolta liberale! Che la sconfitta è attribuibile a questa linea antiliberale intrapresa per accontentare gli alleati! Pensa solo all’ospitalità dei radicali, rifiutata perchè antiproibizionisti ed anticlericali! Pazzesco.

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Robert Nozick 28 aprile 2005 alle 23:09

Non stupiscono le reazioni dei liberali e dei liberisti vari come Capezzone:
Roma, 25 aprile 2005
ï Intervento di Daniele Capezzone per Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani (si prega di citare la fonte)
Antologia delle dichiarazioni rese oggi dal bi-vicepresidente (del Consiglio e di Forza Italia). Numero uno: la crociata contro il “mercatismo mondialista” della sinistra. Numero due: attacchi al “globalismo”. Numero tre: meglio Vendola della “trimurti” Prodi-Fassino-D’Alema.
Ma a queste “new entries” occorre aggiungere gli “evergreen” del repertorio tremontiano. Numero uno: “No a Bruxelles come Washington”. Numero due: “Sì a dazi e protezioni”. Numero tre: difesa delle corporazioni e delle loro rendite a base di “professional day”. Numero quattro (per la verità, in condominio con altri autorevoli membri della sua coalizione): attacchi alle compagnie aeree low-cost per la crisi dell’Alitalia. Roba da pazzi.
Dinanzi a tutto questo (una originale, interessante, personalissima “summa” a-liberale o anti-liberale), mi permetto di formulare una riflessione e una proposta.
La riflessione è che siamo dinanzi a un personaggio che (lo ripeto: da sponde non liberali) ha indubbiamente una sua potente visione, un suo progetto, e può davvero ambire alla leadership di uno schieramento politico.
La proposta è che, dinanzi a tutto questo ben di Dio, Fausto Bertinotti gli offra da subito la tessera d’onore di Rifondazione.

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bill 29 aprile 2005 alle 11:43

Amici, liberale non vuol dire anticlericale tout court. Mai sentito parlare di Don sturzo, piuttosto che di Augusto Del Noce? Sarebbe meglio che Capezzone se li leggesse, prima di fare il primo della classe. Per cui, calma. Perchè i “libertarian” stanno bene a sinistra, dove sono sempre stati. Vorrei anche ricordare che l’aborto è previsto dalla legge italiana come “terapeutico”. Se volete concepire l’aborto come contraccettivo, non è che siete liberali: siete matti. E non occorre essere cattolici e bogotti per dirvelo. A me i radicali vanno benissimo per quanto riguarda temi come la politica estera e l’economia, molto ma molto meno quando giochicchiano alla breccia di Porta Pia e agli illuministi di ritorno. Ma a parte le opinioni personali, cosa credete, che facendo i “libertarian” si arrivi al 51%?

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Ginchelli 29 aprile 2005 alle 12:15

Beh, intanto il popolo-Udc nei sondaggi sul suo sito (gia’ mi immagino Follini e Baccini che cliccano e ricliccano come matti) votano cosi’:
Sei favorevole al partito unico del centrodestra?
si 384 (31.24%)
no 845 (68.76%)
Sei favorevole al ritorno ad una legge elettorale proporzionale?
si 859 (65.22%)
no 458 (34.78%)
Cara (beh insomma, si fa per dire), vecchia DC.

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Robert Nozick 29 aprile 2005 alle 12:22

Dai Bill. Francamente i libertarian ha sinistra è grossa! Ma quando mai ci sono stati in America con i democratici?! Ma Nozick, Rothbard, Friedman erano di sinistra..? Friedman aveva la tessera del partito repubblicano! Quanto all’aborto nessuno ha mai parlato di contraccettivo… Sebbene il discorso sia lungo e complicato. Al contrario qualcuno ha parlato della dignità di nascere down… Probabilmente i seguaci di Don Luigi Sturzo. Non crediamo che si arrivi al 51%, ma almeno crediamo che qualcuno fra i 2 milioni di persone che hanno spostato il loro voto a sinistra, torni sulle sue vestigia.

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Giordanobruno 29 aprile 2005 alle 12:24

Bill, i libertarian sono americani, e lì non stanno proprio a sx. R. Nozick è l’anti-Rawls. Hai letto quel pezzo di Rocca su Parker e Stone, i libertarians autori di South Park, che hanno dichiarato di odiare i liberal perchè antipatriottici?

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Astrolabio 29 aprile 2005 alle 12:30

bhe, caro bill, forse il legislatore con l’aborto intendeva quello che intendi te, ma pare che il popolo lo intenda proprio come contraccettivo, a meno che la terapia sarebbe intesa contro la seccatura di avere un figlio quando si devono terminare gli studi o contro le malelingue del paese se hai un figlio prematrimoniale.
Come sia possibile una cosa del genere non so, ma se uno si azzarda a fare le cose un attimo seriamente ecco che i radicali muoiono di fame.

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bill 29 aprile 2005 alle 12:50

Ok ok, non intendevo i libertarian USA. Premetto che giudico i neocon l’unica vera novità apparsa negli ultimi anni sulla scena politica internazionale, e tendenzialmente mi piacciono. Volevo solo dire che non sono da confondere i cattolici con i vari partiti post democristiani. E che sono critico su un anticlericalismo che, sinceramente, mi pare in ritardo. Il discorso sull’aborto, che per me laico se non terapeutico E’ un omicidio, era in risposta ad un post di Return. Tornando a bomba negli USA, non mi pare che la linea Bush sia impermeabile a spinte “religiose”. Il laicismo fine a sè stesso non serve ad un tubo. Lo dicono laici come Oriana Fallaci. E per fare una legge come quella sul fumo non è richiesto essere cattolici: basta essere bacchettoni. E io ne conosco tanti di bacchettoni laici; voi no?

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Giordanobruno 29 aprile 2005 alle 13:00

Beh, sì. In effetti parecchi.

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Return 29 aprile 2005 alle 20:36

Caro Robert, uno dovrebbe essere abbastanza onesto da trarre le estreme conseguenze non solo dalle posizioni degli altri ma anche dalla proprie. Se l’aborto è un omicidio e la donna è un’assassina, qualcuno mi spieghi perchè si dovrebbe depenalizzare? Perchè altrimenti si finirebbe per espropriare la donna del suo corpo, magari farla partorire contro la sua volontà – e questo è orribile? Certo è orribile, ma è orribile pure l’infanticidio. La donna è moralmente responsabile, il feto no. Quindi se devo decidere da che parte schierarmi, non posso che chierarmi con il feto (innocente) contro la donna (resposanbile) e costringerla a portare avanti la gravidanza. Mi sembra la conseguenza inevitabile della tesi “l’aborto è un omicidio” (fatti salvi i casi ovvi di “legittima difesa”). In verità è sottinteso, anche da chi dice “omicidio” che l’aborto NON è un omicidio, ma una cosa a sè, una via di mezzo fra l’omicidio e la distruzione di una cosa inanimata, chiamiamolo Xxxyyz.

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Robert Nozick 29 aprile 2005 alle 20:40

Non sono del tuo parere Return: se fosse così anche l’embrione sarebbe persona e anche usando la pillola si è degli assassini, perchè la pillola provoca un immediato aborto, quindi sarebbe da condannare.

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Robert Nozick 29 aprile 2005 alle 20:42

Il discorso solito è che l’embrione, pur avendo un’identità biologica, non può avere gli stessi diritti di una donna.

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Return 29 aprile 2005 alle 20:50

- La pillola inibisce la maturazione dell’ovulo, quindi nessun aborto. Tu ti riferisci alla “pillola del giorno dopo2 che infatti non è legale in Italia.
- E perchè non può averli?

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Robert Nozick 29 aprile 2005 alle 21:19

Sì mi riferivo proprio a quella. Non ho detto che non può averli, ho detto che è meglio privilegiare gli enti ontologicamente superiori, come il malato di sclerosi laterale amniotrofica o la madre che non vuole avere il figlio down.

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blind 29 aprile 2005 alle 21:50

Cari maschietti, scusate se mi intrometto.
Fatemi dire che davvero il tempo e’ un grande riformatore.
Avete presente i motivi per cui nel lontanissimo 1978 fu approvata la legalizzazione dell’aborto?
Se non vi ricordate per motivi di eta’ certo non vi sono mancati, come a me, documenti d’archivio scritti e sonori.
Erano anni nei quali le donne vivevano costrette a partorire senza se e senza ma…
Non c’erano alternative alla gravidanza se non attraverso lo stress dell’interruzione del rapporto o il metodo ogino knaus.
Entrambi assolutamente inefficaci.
Cosi’ molte donne, per i piu’ svariati e dolorosi motivi, si “liberavano” secondo la propria consapevolezza e possibilita’ economiche.
Era una carneficina che coinvolgeva non solo le donne senza mezzi ma anche quelle piu’ fortunate che comunque si dovevano muovere nella clandestinita’.
Oggi, dopo quasi trent’anni, grazie anche alle norme inserite nella legge 194, le cose sono cambiate in meglio per cui all’aborto ricorrono solo quelle donne che per circostanze limite, non possono o non sanno utilizzare metodi di prevenzione anticoncezionale.
Oggi, ma ci pensate, le donne sembrano tutte matte per essere ingravidate in qualsiasi modo e da chiunque… Almeno secondo i promotori dei referendum…
Mah…
Ciao!
Blind
p.s.: io non credo alle donne che usano abortire come metodo contraccettivo. Nonostante le tecniche abortiste non siano piiu’ quelle di trent’anni fa, abortire non e’ mai una passeggiata, se non in un ambiente particolare e deviato che, beh, lasciamo perdere.

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Return 30 aprile 2005 alle 16:39

Robert c’è un malinteso. Io non sono contro l’aborto, sto riferendo le posizioni degli antiabortisti cosiddetti laici. La loro tesi gli antiabortisti cosiddetti laici la dimostrano per assurdo: siccome gli abortisti – chiamiamoli così – non sono in grado di definire lo status ontologico del concepito, si espongono al rischio di mettere il concepito sullo stesso piano di un “ricciolo di materia” e perciò di concepire l’aborto come qualcosa di moralmente indifferente. Lo scopo del mio post è di mostrare che anche la posizione degli antiabortisti laici può essere portata a contraddizione, ed è questo che i loro avversari non sembrano in grado di fare aggrappati come sono al discorso dei diritti acquistiti. Insomma hanno perso la capacità di argomentare.
Sia dire che il concepito è una persona sia dire che è ontologicamente nullo sono posizioni indifendibili. Nè ci aiuta la scienza perché quello di persona non è un concetto scientifico ma morale. Tanto è vero che le etiche non-antropocentriche, per esempio quella animalista di Petere Singer arrivano a attribuuire la qualità di persona agli animali sulla base della loro capacità di soffrire. La mia opinione è che individuando la persona sulla base della capacità di soffrire ci avviciniamo di più al nocciolo etico della questione che non affidandoci alla appartenenza di specie.

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Astrolabio 30 aprile 2005 alle 18:09

Io sono nato da una relazione extra coniugale, e non vi dico che amarezza quando ho saputo che l’ho rischiata grossa perchè i miei stavano per ammazzarmi prima ancora che potessi difendermi con le mie mani. Considero l’aborto un omicidio e le donne assassine, che hanno l’attenuante di essere inserite in una cultura che lo rende lecito e quasi lo incentiva.
Sono un mostro?
Ho una sorella molto più piccola di me, fa ancora le superiori, conosce due ragazze che hanno abortito, i feti erano sanissimi ma ovviamente in una famiglia borghese un figlio a quell’età è un problema, per cui grazie anche alle sollecite pressioni dei genitori (che persone simpatiche) hanno abortito.
Nella sua stessa classe un’altra sua amica è rimasta incinta a 14 anni, era figlia di proletari, dedita al sesso (maddai :-) ) alla ganja e all’alcool.
Però si è tenuta la figlia, la neo-proletaria.
Mettere sul piano del diritto prima la voglia di una madre che non vuole rogne che la vita di un bambino mongoloide mi sembra così cinico che mi fa venire il voltastomaco.
Il bambino nato senza talloni che corre alle paralimpiadi sarebbe stato ucciso nel grembo con questa mentalità

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Return 30 aprile 2005 alle 18:45

Astro non so che dirti. Anche il sottoscritto è nato da una relazione extraconiugale. Anche mia madre e mio padre hanno senza dubbio pensato a “farmi fuori”. Poi però mia madre mi ha voluto, come hanno voluto te. Se non ci avessero voluti, sarebbe stato bello nascere lo stesso? Te lo chiedo, me lo chiedo.

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Astrolabio 30 aprile 2005 alle 19:07

Per quanto mi riguarda sarebbe un caso della serie “sempre meglio che niente”.
Il tuo ragionamento ha un senso, ma secondo me ci sono mille miliardi di soluzioni prima di arrivare ad uccidere.
Anche adesso la vita ha i suoi alti e i suoi troppi bassi, ma si va avanti lo stesso, se un giorno dovessi decidere che non ne vale la pena preferirei prendere io l’estrema decisione, e non qualcun altro.

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Robert Nozick 1 maggio 2005 alle 10:10

Vaglielo a dire a chi sta su una sedia a rotelle o a chi, down, è costretto a vivere una vita piena di problemi nella consapevolezza di morire entro i 40. A me questo fa venire il voltastomaco: che il principio “la vita vince sempre” superi spesso la dignità umana, per cui poi Terri Schiavo è stata mantenuta viva in quelle inumane condizioni. Non vorrei che invece sia l’egoismo dei genitori a creare situazioni simili. Chi metterebbe al mondo un figlio nella consapevolezza di assicurargli una vita infamen? Io non me la prenderei questa responsabilità. A parte il fatto che la legalizzazione dell’aborto è stata fatta per evitare che le donne finissero in mano ai macellai…

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Astrolabio 1 maggio 2005 alle 12:16

Cioè secondo te il down si dice che visto che tanto muore a quarant’anni (cioè la speranza di vita in alcune zone dell’africa) tanto vale morire subito?
Una volta ho fatto del volontariato in un centro vacanze per tetraplegici (nasceva per tetraplegici poi si sono aggiunti un numero assortito di altri tipi di disabilità).
Può sembrare una vita di merda dal nostro punto di vista, ma non è che stanno ogni due secondi a piangersi addosso, sono stato battuto a scacchi a uno tipo stephen hawking che grugniva le mosse, uno zoppo amico suo traduceva e io muovevo i pezzi, faceva scacco matto quando ancora c’erano in gioco la maggior parte dei pezzi.
Poi la sera ci si riuniva al salone principale e si discuteva, lo zoppo perlava della sua difficoltà, a volte, ad accettare il suo corpo; Stephen Hawking grugniva, lo zoppo traduceva (quindi era quasi un monologo dello zoppo, magari si inventava la traduzione, non lo sapremo mai :-) ) Bene, dalle parole di Stephen ho sentito cose allucinanti, affrontava il dolore assolutamente meglio di come io affrontassi i miei problemucci adolescenziali (avrò avuto 17-18 anni all’epoca).
Poi ho conosciuto un adolescente come me, solo che lui aveva la sclerosi multipla o qualcosa del genere e stava già sulla sedia a rotelle, se arriva ai 40 per lui è giaà un traguardo.
Si parlava di musica e di videogiochi.
Poi c’era Marco era talmente grave e da tanto tempo che non deve avuto uno sviluppo cognitivo adeguato. Dovevo aiutarlo a pisciare; per cagare fortunatamente ci pensava l amadre.
Però io in tutte queste vite, seppur investite dal dolore ho visto un senso, e almeno nel caso di Stephen soffrivano meno di quello che soffro io e stephen era SUPERIORE a me, altro che dignità.
Io sono contento per voi che non soffrite mai, che avete una vita allegra e felice; io penso seriamente al suicidio circa una volta la mese, però sono almeno contento di avere io questa responsabilità, mi appertiene di diritto.

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Robert Nozick 1 maggio 2005 alle 19:12

Io sono uno studente laureando in biologia molecolare, e di questi casi me ne trovo di fronte moltissimi. Credo che nessuno possa risolvere questa controversia etica, ma in sostanza ritengo migliore che un individuo malato non nasca per niente, piuttosto che nasca in una condizione permanente di dolore, accompagnata dal pensiero della morte imminente. Magari potrebbe vivere quello che ha a disposizione felicemente, grazie alle cure degli altri. Ma forse no. Quindi non ritengo giusto mettere al mondo una vita malata con questa clausola: “Se ti va bene ok… se no ti suicidi”. Questo amio parere è cinismo. Dal momento che nessuno di noi può trovare una soluzione a ciò, impedire l’aborto è fondamentalismo: le tue opinioni sono a tuo dire migliori delle mie, quindi le mie sono proibite. E’ il principio con il quale attualmente si proibiscono irresponsabilmente fecondazione assistita ed OGM.

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Astrolabio 1 maggio 2005 alle 19:52

chiunque può vivere felicemente ma forse no, che discorso è?
La superiorità delle opinioni cosa c’entra?
Il sovrano è il popolo, e decide lui anche se sbaglia, ma visto che non vengo col manganello in mano a impedirti di abortire non capisco cosa intendi.
Lo stato decide, qualcuno, potrebbe dire che è meglio uccidere i negri perchè poi sono discriminati e soffrono.
chi sei tu per deciderlo?
Chi sei tu per decidere cosa è il dolore e cosa no? Chi sei per decidere della vita degli altri?
Poi boh, parlate come se la legge fosse contro di voi, ci sta la cazzo di 194 e ancora aggredite, prima era il diritto della donna, ora l’eutanasia prenatale. bha.

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Robert Nozick 1 maggio 2005 alle 20:43

Penso ci sia un malinteso di fondo. Io non ti sto aggredendo, sto dialogando con te perchè credo che tu sia contrario all’aborto ed io invece voglio difenderne le posizioni. Quanto alla superiorità delle opinioni, non mi riferisco alle tue, ma al discorso generale per cui su tematiche etiche è giusto lasciare decidere al singolo e non prendere delle opinioni, come quelle della Chiesa, come legge. Invece non capisco il discorso sui neri. Quello è un problema di ignoranza della gente, questo è un prob di malattia.

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Astrolabio 1 maggio 2005 alle 21:08

1) Si sono contrario, ovviamente, mi considero salvo per il rotto della cuffia. Per quanto mi riguarda l’aborto è la violazione di un diritto umano.
2)per quanto riguarda le questioni etiche sono daccordo con te, finchè uno non rompe le scatole agli altri. Se sei coprofago per quanto mi riguarda puoi farlo anche se mi fa schifo, sarei anche favorevole all’aborto se non ci andasse di mezzo la vita del bambino.
Poi riguardo al dolore delle disabilità, è una questione di visione negativa e relativa.
E’ vero, non è bello morire a 40 anni, ma morire a 120 non è che sia poi sta gran cosa, bisognerebbe morire a 10000 anni minimo, e allora che facciamo? Ci suicidiamo in massa perchè non possiamo vivere in eterno?
avere le gambe è certo meglio di andare in giro su una sedia a rotelle, ma non è meglio ancora avere un bel paio di ali? Così voli pensa figata.
Oppure corre a una velocita di 100 km/h per ore e ore, coì non ci sarebbe bisogno di prendere l’auto che è anche più ingombrante di una sedia a rotelle.
Però non si può, che si fa? Ci ammazziamo?
anche essere brutti è una bella rogna, e anche essere timidi o antipatici, tromberesti sicuramente meno di George Clooney.
E allora che si fa?
Abbiamo appena scoperto che l’uomo non è libero, l’uomo non è un dio, l’uomo soffre da quando nasce a quando muore.
Il corpo è una prigione e allora facciamo come i catari, ci suicidiamo per fame tutti quanti.
Quest è liberazione dal dolore.
3) le opinioni della chiesa sono per l’appunto opinioni, e non diventano legge se non in forza della volontà popolare.
E potrebbero diventare leggi vaccate clamorose come per l’appunto l’aborto o la pena di morte in alcuni stati americani (o la lapidazione delle adultere in afghanistan visto che ancora vige)
La democrazia è anche questo; non implica necessariamente il rispetto dei diritti umani ma è solo il terreno fertile dove possono crescere.
Ma visto che la libertà è la conditio sine qua non per sviluppare i diritti allora mi tengo pure la 194 ma con la ferma intenzione di cambiarla con i mezzi che la democrazia considera leciti.

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Robert Nozick 1 maggio 2005 alle 23:57

Così come per l’eutanasia l’aborto serve per evitare a qualcuno di vivere una vita nel dolore e nella sofferenza. Sapendo a priori che il bambino nascerà in una condizione patologica grave che gli porterà enormi sofferenze, prendiamo il caso della corea di Huntington, il genetista dichiara ai genitori che non dovranno mettere al mondo figli. Sfido chiunque ad infrangere questo veto per poi vedere il proprio figlio danzare tra spasimi di dolore. L’aborto, in questi casi consigliato dal medico, evita di mettere al mondo un bambino la cui vita, per quanto possa essere felice ha la certezza del dolore. L’aborto è in questi casi una forma ancora più nobile di eutanasia. Forse è cinico ragionare così, ma è ancor più cinico mettere al mondo un malato di corea di Huntington, malattia neurodegenerativa a lunga degenza, letale nel 100% dei casi.

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Astrolabio 2 maggio 2005 alle 00:40

La vita ha sempre la certezza del dolore.
E tutti moriamo pensa un po’, abbiamo tutti una malattia genetica a lungo decorso, causa disfacimento dei tessuti, demenza, progressiva incapacità a muoversi e ad essere autosufficienti.
Malattia letale nel 100% dei casi.
La chiamano vecchiaia.

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Astrolabio 2 maggio 2005 alle 00:43

In ogni caso da ora in poi mi dichiaro FELICISSIMO, non vorrei che se soffro qualcuno mi accoppa come atto di clemenza.

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Robert Nozick 2 maggio 2005 alle 09:13

Sì ma tutti nasciamo almeno sani.

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bill 2 maggio 2005 alle 11:29

Chiedo scusa, Robert, ma il volere fare nascere solo persone sane è nazismo, travestito di buone intenzioni. Mengele, coi mezzi dell’epoca, voleva la stessa cosa.

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Robert Nozick 2 maggio 2005 alle 12:55

E’ quello che dice anche Giovanardi, comodamente seduto dietro una scrivania, con i suoi figli sani, mentre la gente soffre e muore delle peggiori malattie, magari dopo anni di terapie a base di psicofarmaci che riducono a stato vegetativo. Mi sembra assurdo che nel 2005 si facciano ancora discorsi come: “il volere fare nascere solo persone sane è nazismo, travestito di buone intenzioni. Mengele, coi mezzi dell’epoca, voleva la stessa cosa”, perchè nessuno qui vuole difendere la razza, ma si cerca solo di impedire per il fondamentalismo di certa gente, di far nascere persone già condannate a morte e dolore, appellandosi al discorso della pietà umana e del volontariato (tanto poi la sofferenza è degli altri, mica la nostra e quindi ci impegnamo noi a farli soffrire di meno…). Perchè? Per quale perverso gioco? Lo stesso perverso gioco con cui mantenete attaccato il cavo del morto celebrale in coma vegetativo profondo? Far nascere bambini destinati a morte certa è a mio parere pazzesco. Non è il mio parere, ma il parere della scienza: infatti i genetisti sconsigliano alle coppie eterozigoti per un allele difettoso di mettere al mondo dei figli. Bill voler far nascere anche persone geneticamente malate, pur sapendolo a priori, è più nazista di Mengele.

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Astrolabio 2 maggio 2005 alle 13:11

Ma tu sei sicuro di essere perfettamente sano?
Magari hai il pisello piccolo e ti rende infelice, dobbiamo controllare.
Se ce l’hai piccolo ti ammazziamo, Sai, scusa se non chiediamo il tuo parere prima, sarebbe nazista.
(bill lascia perdere non c’è alcuna possibilità di dialogo, robert ha una visione edonistica della vita)

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Robert Nozick 2 maggio 2005 alle 14:00

Meglio questa? Questo bambino nascerà senza pisello in un mondo di pornodivi. Tanto che ci frega, noi il pisello ce lo abbiamo… Al limite lo consoliamo dopo…

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Robert Nozick 2 maggio 2005 alle 14:04

Proprio perchè le nostre visioni, possibili entrambi, sono inconciliabili, è impossibile applicare il principio di proibizione. Ripeto, è un concetto libertario e liberale. Se poi c’è chi dice che farsi i cazzi propri, ossia essere individualisti, non c’entra nulla con il liberalismo, ci piegheremo tutti ai piedi del leviatano chiamato Stato Etico, con sommo rovesciamento intratombale di Rothbard e compagni liberali.

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