Crocifisso e seggi elettorali

Il crocifisso è rimasto nei seggi elettorali, per decisione del Tribunale dell’Aquila che ha rigettato il ricorso che chiedeva la rimozione del simbolo da tutte le sezioni elettorali.
Il giudice Villani che presiedeva il tribunale afferma, nel provvedimento, che “i principi della Costituzione postulano uno Stato che, rispetto alla religione, non si pone in termini di ostilità” ed inoltre che “il crocifisso non può essere considerato solo un simbolo religioso“.

di Rolli il 4 aprile 2005 in Giustizia · 15 commenti

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giobbi 4 aprile 2005 alle 15:34

villani di nome e di fatto. se non è solo simbolo religioso cos’altro simboleggia il crocefisso?
ah, forse si riferisce a eventi non esattamente religiosi come le crociate, l’inquisizione e le guerre territoriali di giulio II?

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Rolli 4 aprile 2005 alle 15:41

E si che dovresti averlo ben presente, cosa significhi il crocifisso. Non ti hanno rinfrescato la memoria questi giorni, ad esempio?

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giobbi 4 aprile 2005 alle 15:52

fin troppo.
ma tutto quel che ho visto, e che rappresenta in senso lato l’occidente più che la cristianità, può esistere anche senza la croce. anzi, frose si fonda esattamente sul rifiuto della croce.

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bill 4 aprile 2005 alle 15:56

Giobbi, per caso ti manca qualche pagina del sussidiario?

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giobbi 4 aprile 2005 alle 16:27

rolli ma com’è che certi commentatori compaiono solo sotto elezioni? ah, come no, dev’essere perchè le scuole son chiuse!

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Rolli 4 aprile 2005 alle 16:35

Se ti riferisci a Bill, guarda che è uno dei commentatori storici di questo blog e a parte momenti isolati ha sempre scritto qui

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bill 4 aprile 2005 alle 16:37

Se per caso ti riferisci a me, giobbi, ti sbagli: commento quasi quotidianamente.

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LR 4 aprile 2005 alle 17:21

Sono sicuro che l’ostilità in gran parte finirebbe se ognuno di noi, credenti, cattolici, agostici e atei, iniziasse a usare termini e definizioni adeguati senza tirare per la giacchetta la storia.
A me sta bene la non ostilità verso la religione, e sta bene sbeffeggiare Adel Smith perchè si pone in un atteggiamento ostile e quello che vi pare, ma il saggio storico che ci propina il Tar farebbe ridere anche il più scalcinato studente fuori corso della facoltà di Storia.
Non si può dire che un simbolo ha valore per tutti e quindi ha diritto di stare lì e pretendere che vada bene per tutti, da qui nasce matematicamente la litigiosità (per fortuna, aggiungerei, perchè non stiamo mica in Iran) ed è inutile sottolineare e scrivere mille volte in grassetto una cosa sbagliata.
Si potrebbe affermare invece (e a me sta bene, e anche a gran parte degli atei starebbe bene) che non è giusto toglierlo perchè è importantissimo per una parte rilevante di popolazione, il che non esclude le critiche alla religione di stato e non autorizza le frasette superficiali sulle altre religioni e sull’ateismo.
Sembra ovvio, ma per iniziare col piede giusto, almeno diciamo l’ovvio.

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bill 4 aprile 2005 alle 17:30

Ma infatti, LR, il fatto è molto semplice: si parla della nostra tradizione. E della nostra storia. E queste sono due cose che credenti e atei hanno in comune. Oggi viviamo in una società secolarizzata: mi pare anomalo che i laicisti, non i laici, oggi abbiano questa voglia di fare guerre di religione.

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giobbi 4 aprile 2005 alle 17:56

mannaggia…è che il livello del contraddittorio mi ha fatto pensare alle elementari…

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Diddy 4 aprile 2005 alle 18:39

Fa parte della nostra storia il fascio… perchè nn appenderne qualcuno affianco al crocifisso?

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bill 4 aprile 2005 alle 18:51

Un paragone veramente appropriato, Diddy. In fondo hai ragione, cosa vuoi che siano 2000 anni.

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Rolli 4 aprile 2005 alle 18:51

Perchè sul fascio non si è formata la nostra cultura. Epperò mi auguro che tu non faccia adesso una petizione per abbattere mezza Roma..sai com’è, con tutti i monumenti fascisti che ci sono

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LR 4 aprile 2005 alle 19:20

Ecco, uno ci prova pure ad abbassare i toni e a cercare i termini giusti, e poi… si parla di fascio e distruzioni di Roma? :-)

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blind 4 aprile 2005 alle 22:16

Scusate cari atei o multietnicisti, non vi sembra che il Crocifisso avesse perso da un bel pezzo ormai la sua valenza religiosa?
Voglio dire che quell’oggetto appeso alle pareti era notato tanto quanto un quadretto a mezzo punto messo nella parete vicina.
Non e’ stato proprio il protagonismo di adel smith a far scoprire a milioni di persone che davanti ai loro occhi c’era quella croce?
E proprio lui ha fatto scattare, per reazione, tutti i meccanismi di difesa del povero cristo minacciato dal barbaro.
Lo stesso vale per le feste religiose, Finche’ nessuno rompeva le scatole contro il presepe, la gente pensava solo che Natale era l’arrivo della tredicesima mensilita’ e affrontava lontano dalle parrocchie, i cenoni e pranzi canonici.
Troverei incoerente eliminare il crocifisso e mantenere le feste religiose che ci coinvolgono tutti, magari anche solo per le vacanze che ci permettono di riposare.
Qualcuno vorrebbe aggiungere altri simboli religiosi vicino alla croce… allora coerentemente bisognera’ anche riconoscere le feste delle altre religioni.
Io preferirei che tutto ritornasse nell’oblio dell’abitudine.
Blind

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