Le due facce di Cuba e di certi difensori

Amnesty International condanna il governo dell’Avana , che “continua a sopprimere la libertà di espressione del popolo cubano” e denuncia che almeno 71 persone versano in “condizioni inumane”.
“Per finire in galera basta esprimere disaccordo con le autorità” – afferma il rapporto di Amnesty – “Di questi 71 prigionieri, Amnesty International non è in grado di definire l’esatta posizione giudiziaria. Sono ormai 17 anni che al personale dell’associazione per i diritti umani non viene concesso l’accesso a Cuba”.
Questo avviene mentre 200 “intellettuali” scrivono una lettera-petizione in difesa del regime cubano, affermando, senza provare un minimo di vergogna, che a Cuba ìnon esiste un singolo caso di scomparsa, tortura o esecuzione extra-giudiziariaî e che la rivoluzione ha consentito il ìraggiungimento di livelli di salute, educazione e cultura riconosciuti internazionalmente.î
Nessuno Tocchi Caino replica: ìla lettera non tiene conto minimamente della realtà cubana e dei misfatti compiuti dal dittatore di più lungo corso al mondo. Cuba ha due facce, una sotto i riflettori, l’altra nascosta. Per certi difensori dei diritti umani, esiste solo la prima: quella della base americana di Guantanamo dove sono detenuti i talebani. Ma Cuba non è solo Guantanamo, è anche Combinado del Este, Canaleta, La Pendiente, Ceramica Roja, Kilo 8 ..la Perla dei Caraibi non è tutta sole, mare e sabbia. E’ anche galera e centri di ërieducazione’î.
Per contestare poi le ridicole affermazioni sull’assenza di esecuzioni e torture basta scorrere le cronache e parlare con i dissidenti, per rendersi conto della diversa e terribile realtà cubana.
“Sparivamo nel buio dal resto del mondo, noi dissidenti” – racconta Mario Chanes, 32 anni della sua vita in carcere – Dalla Fortalea de la Cabana arrivava la voce di ch comandava il prlotone. “Preparen armas!” “Apunten” “Fuego!”. A volte il poveretto faceva in tempo a gridare “Cuba libre” o “Viva Cristo Rey” prima di morire. Capivamo a chi sarebbe toccato, perchè mancava all’appello dalla sera prima. Tutto secondo la giustizia di Fidel, rigorosamente, e i processi-farsa dei suoi tribunali…un compagno di cella fu ammazzato con una fucilata, semplicemente perchè voleva raccogliere il cappello che gli era caduto per falciare l’erba. Ti umiliavano, ti facevano capire che tu non eri niente. Ero diventato così magro che, per sedermi sul legno, dovevo appoggiare il cuscino del letto, altrimenti facevano male tutte le ossa. E io sono vivo.
Il governo fa quello che vuole. Mi creda, oggi la situazione è molto seria”.
Nel 2004, un rapporto dell’Onu, aveva segnalato la presenza di scabbia, tubercolosi, epatite, malnutrizione e infezioni gravissime all’interno delle carceri cubane.
Altre notizie sulla meravigliosa sanità a Cuba si possono trovare da 1972.
Forse i 200intellettuali“, tra cui quel brav’uomo di Saramago, non ne sono a conoscenza

di Rolli il 21 marzo 2005 in L'altroMondo · 6 commenti

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LR 21 marzo 2005 alle 15:00

Per iniziare scarichiamo da internet l’intera opera di Claudio Abbado e diffondiamola gratis a tutti, così per fargli fare due conti su dove si sta meglio. >:)
PS: avete letto questo?

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Manuele 22 marzo 2005 alle 02:33

Saramago resta comunque il mio scrittore preferito. Spero che tu abbia provato a leggere qualcosa di suo (evita La Caverna, però) perché IMHO non ha rivali :)
Ma a parte la parentesi letteraria, c’è da dire che questi post sono abbastanza inutili, perché oramai attaccare o difendere Cuba è diventato uno sport politico internazionale. Una discussione basata principalmente sul filocomunismo e sull’anticomunismo e mai sulla verità.
Il paradiso o l’inferno. Non ci sono vie di mezzo e mi sembra un po’ strano.
Ricordo quando Clinton per giustificare l’embargo parlava di Cuba come dell’unico stato al mondo dove non c’era democrazia… ROTFL.

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blind 23 marzo 2005 alle 23:25

Intanto Cuba presiede la commissione ONU sui diritti umani e l’Italia e sotto accusa per averli violati…
Blind

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Deckard 20 ottobre 2005 alle 10:28

Vorrei ricordare ai paladini delle libertà e ai signorotti che vomitano sentenze su quotidiani quali “Il Giornale” o su questo sito, che Cuba è sotto embargo da oltre trent’anni, embargo voluto, firmato e controfirmato dal paese che si professa il più “libero, democratico ed evoluto al mondo”, ovvero gli Usa.
Cuba non è certo un paradiso e alcune “modalità” di governo e di “mantenimento dell’ordine civile” possono essere state alquanto discutibili, ma vorrei far notare che tuttavia i livelli sociali (sanità, scuola, stato sociale) ottenuti da Cuba sono del tutto paragonabili, se non in certi casi superiori, a quelli ottenuti dai paesi “occidentali”.
Il fatto che ci siano degli intellettuali che sostengono e fanno notare questa cosa, non dovrebbe essere interpretata come “scandalosa”, ma semmai dovrebbe far riflettere l’autore di questo articolo che forse, essendo costoro delle persone intellettualmente serie (certamente più dell’autore stesso), una certa verità nelle loro parole ci sia.
Quando la CIA introduce elementi destabilizzanti nella società cubana, quando il governo americano organizza attacchi o golpe ai danni di un paese indipendente, capirete benissimo che risulta essere difficile, per i cubani stessi, professare Grandi Teorie Democratiche, essendo in gioco la propria stessa sopravvivenza.
Negli Usa, a tutt’oggi, essere accusati di “terrorismo” implica la perdita di tutti i diritti civili, al pari degli oppositori politici a cuba; anche le istituzioni nordamericane sono quindi condannabili, giusto?
E vogliamo parlare di “diritto internazionale”, quotidianamente calpestato dai governi Usa?

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Rolli 20 ottobre 2005 alle 11:11

Certo che paragonare i terroristi ai dissidenti cubani richiede una notevole dose di faccia di marmo. Te lo meriteresti, un soggiorno permanente a Cuba. E non da turista.

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Francesco 20 ottobre 2005 alle 11:39

Deckard, ma l’apologia di fascismo non era reato? Il tuo post è Ventennio puro al 100%, roba che non circolava dal 1945.
Dimostrazione:
1) “elementi destabilizzanti” !
2) “professare Grandi Teorie Democratiche” !!
3)”la propria stessa sopravvivenza”: di Fidel Castro e famiglia, nel peggiore dei casi.

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