Decapitare i bambini

Ritanna Armeni, a Porta a Porta, ieri diceva che gli americani dovrebbero andarsene via dall’Iraq e lasciare che gli iracheni vadano avanti con le loro forze.
Il giorno prima sono stati decapitati 15 pellegrini sciiti a Latifiyah: dieci uomini, tre donne e due bambini. Dei bambini nessuno, a parte Libero, ha avuto il coraggio di scrivere.

di Rolli il 10 marzo 2005 in Medio Oriente · 26 commenti

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franco 11 marzo 2005 alle 09:24

Lo stesso doveva essere fatto con le due Simone e la Sgrena.

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Francesco 11 marzo 2005 alle 09:38

Dimentichi che gli Sciiti iracheni, come i Curdi, sono tutti degli sporchi collaborazionisti (tranne l’ottimo Al Sadr) e quindi meritano abbondantemente di essere sgozzati, fatti esplodere, sterminati fino all’ultimo; soprattutto i piccoli collaborazionisti in fieri che solo il tuo buonismo osa chiamare bambini.
Del resto che prove ci sono che sia stata la Nobile Resistenza Popolare Irachena e non delle unità speciali perfido-giudaiche (OPS, volevo dire sioniste)? Basta chiedersi “cui prodest?” e la risposta apparirà magicamente ai nostri occhi.
Saluti
Francesco

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esperimento 11 marzo 2005 alle 11:32

Troppo impegnati con i bambini palestinesi (di quelli con le pietre in mano a difendere i terroristi)?

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gigio 11 marzo 2005 alle 17:11

se l’ha scritto solo libero vuol dire che è un’altra puttanata inventata da quell’inqualificabile feltri

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bill 11 marzo 2005 alle 17:14

E’ infatti noto l’amor filiale dei terroristi islamici, ben lieti di in passato di mandare i propri figli a farsi esplodere e di ricevere a conguaglio 25000 dollaroni da Saddam.

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Rolli 11 marzo 2005 alle 17:26

No, l’ha scritto anche il Giornale. Eh lo so che è difficile credere che la nobile resistenza irachena decapiti i bambini, oltre a violentare e far esplodere quelli di Beslan, però fattene una ragione. Sono compagni che sbagliano

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blind 11 marzo 2005 alle 22:20

E l’Europa?
Non ha tempo per queste sciocchezze.
Ha cose piu’ importanti da fare, tipo inaugurare splendidi airbus da crociera di lusso.
E’ un’immagine che non riesco a dimenticare quella di Chirac, Zapatero, schroeder e Blair (unico incolpevole) che festeggiano l’aereo piu’ elegante del mondo mentre il terrorismo impazza anche in casa loro.
Anch’io voglio peccare di demagogia una volta ogni tanto.
Blind

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apicella 16 marzo 2005 alle 10:19

ehi, ragazzi, c’è un altro pericoloso pacifista che dice che dobbiamo tornare a casa a settembre!!!
lo conoscete, fa il presidente del consiglio….ma come non dicevate che chi diceva di tornare era….era…..
ah, è vero, il vostro agisce sondaggi alla mano…

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LR 16 marzo 2005 alle 10:45

Apice’, l’occupazione militare permanente dell’Iraq esiste solo nelle menti ottuse dei pacifinti.

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Ginchelli 16 marzo 2005 alle 11:41

Su La Stampa di oggi riguardo al ventilato ritiro truppe da Irak: ” Prodi: era ora, avevamo ragione noi.”
Grazie Onano, sei il faro di tutti noi.
N.b. Truppe alleate/americane sono rimaste in Francia fino a 5 anni dopo la fine della WWII. Poi sono tornate.

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apicella 16 marzo 2005 alle 11:56

mah, io avevo capito che si tornava indietro quando in Iraq ci sarebbe stata sicurezza e democrazia….
e l’amico George è della stessa idea…ho sentito che si sta già pensando a come sostituire gli italiani che se ne vanno….

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bill 16 marzo 2005 alle 12:13

Cari apicella e compagnia, fatemi capire. Pensavate che saremmo stati in Iraq per l’eternità? Sbagliato. Pensate che si vada via prima che l’Iraq possa gestire in proprio la sicurezza? Sbagliato. Pensate che ritirare le truppe nel momento in cui polizia ed esercito iracheni siano sufficentemente addestrati sia ammettere di avere fallito? Sbagliato. Solo Prodi può dire una sciocchezza del genere.

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Francesco 16 marzo 2005 alle 12:16

Certo che è una bella testa di cazzo.
Se non fosse per Prodi lascerei perdere di interessarmi di politica.
Francesco
PS Apic, i sondaggi erano pacifisti tutto il tempo. Siamo l’unico paese che paga sempre i rapitori con approvazione quasi unanime. Fino a ieri il Nostro si era comportato da statista. Forse non se ne era accorto. Oggi pone rimedio.

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marcom 16 marzo 2005 alle 12:21

A’pice’!Non sei contento nemmeno dell’eventuale ritiro che hai sempre fortemente voluto?Ma cos’e'che vuoi lo sai o no?Ahh!basta essere contro!Capito!!

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apicella 16 marzo 2005 alle 14:54

io pensavo che la guerra in Iraq fosse sbagliata e che il dopo-guerra sarebbe stato durissimo da gestire e avrebbe creato un bel campo da battaglia per i terroristi.
bill, io vorrei capire come fa Berlusconi a dire che a settembre si torna indietro quando tutti dicono che gli iracheni non se la cavano ancora da soli. E che è: adesso è anche indovino? forse andare via PRIMA che polizia e esercito iracheni siano pronti è ammettere di aver fallito…
caro Francesco, è Silvio che ha detto che andremo via “perchè lo chiede l’opinione pubblica”….elezioni troppo vicine? sarebbe questo il grande statista internazionale?
perchè non riversate su di lui tutti gli insulti che avete per Zapatero?
caro marcom, non so come fai a sapere cosa volevo io, se davvero ti interessa io vorrei tanto una coalizione più allargata ad altri paesi che aiuti di più gli iracheni a sconfiggere i terroristi e (magari) sotto il comando di qualcun altro e non solo degli americani

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Ginchelli 16 marzo 2005 alle 16:57

16 03 ore 16 e 40
Iraq,Fini:’Non c’è nuova linea governo’
Il vicepremier e ministro degli Esteri, Fini,dice:”Non c’è motivo nÈ per esprimere sorprese nÈ per parlare di chissà quale nuova linea del governo italiano” sull’Iraq. Poi precisa: “L’Italia non prenderà decisioni unilaterali ma all’interno delle forze di coalizione di cui fa parte e con il doveroso coinvolgimento delle autorità irachene”.E aggiunge:il ritiro delle truppe italiane è condizionato alle “effettive condizioni di sicurezza che l’Iraq raggiungerà nei prossimi mesi”.

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Ginchelli 16 marzo 2005 alle 17:18

All’alba del 17 marzo 2005 si scopre che l’Irak potrebbe diventare un “campo da battaglia per i terroristi”.
Ma come, fino ad oggi non si sosteneva che gli Usa e gli italiani dovessero andare via per avere la P A C E ?.

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Puntini 16 marzo 2005 alle 17:41

Forse leggere quello che viene detto fino in fondo può aiutare a comprendere le cose: B ha detto di aver discusso con gli alleati e che molto probabilemnte (visto come vanno le cose e se il governo Irakeno lo ritiene opportuno – due condizioni importanti) le truppe italiane se ne andranno a settembre.

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LR 16 marzo 2005 alle 17:51

C’è da tempo una tabella di marcia che definisce l’intervento in Iraq, un calendario con delle date, certo non precise ma abbastanza indicative.
Per le elezioni c’era una data: rispettata e riuscita oltre le più rosee previsioni, altro che storie sull’affluenza. Per il ritiro abbiamo sentito parlare diverse volte del dicembre 2005. Tutto questo è e sarà deciso con l’ONU e con il governo iracheno.
Da qui ad arrivare a dire che Berlusconi parlando di Settembre ammette il fallimento mi sembra un ragionamento perverso.
Poi in politica può succedere di tutto e anche Berlusconi non è esente da giravolte, ma non è questo il caso. Apicella (e Prodi che si bea), chiudiamola qui, dai… andavate forte con la storia della “dittatura della maggioranza”. :-)

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apicella 16 marzo 2005 alle 18:05

va beh, ce ne torniamo a casa a settembre…
tanto lo so che anche se ci saranno 4 autobombe al giorno a Bagdad tutto sarà a posto….
come cavolo si fa a fissare una data per il ritiro se non si sa come vanno le cose? mi sembrate Bonaiuti quando diceva che il premier parla “sul filo del paradosso”…

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blind 16 marzo 2005 alle 18:32

Sentite, io credevo che Prodi avesse smesso con le sedute spiritiche e i piattini che si muovono da soli…
E invece no ! A quanto pare sente ancora le voci.
Berlusconi ha parlato di-inizio- del ritiro dei nostri soldati a settembre.
Ed ha aggiunto che questo avverra’ solo in accordo con gli alleati e se il governo iracheno lo riterra’ fattibile.
Dov’e’ che Prodi ha sentito parlare di ritiro unileterale e calendarizzato in toto a settembre?
Blind

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bill 16 marzo 2005 alle 18:54

Sentite, amici di sinistra. Qui non siamo a Porta a Porta. Non c’è bisogno di fare, fra noi, gli agit prop della propria parte politica. Berlusconi ha detto di ritenere che, stante uno standard di sicurezza adeguato in Iraq e in accordo con gli alleati, da settembre possa iniziare un PARZIALE ritiro delle truppe dall’Iraq. Che cosa c’è di strano o di sconvolgente? Aggiungo questo: Fassino si è adombrato perchè il Cav ha detto questo in TV invece che in parlamento. Secondo me , invece, ha fatto bene: si rivolge all’opinione pubblica, esprimendo un’opinione e un intendimento (cosa diversa da un impegno). Concludendo: facciamo polemica quando è il caso, non tanto per fare.

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blind 16 marzo 2005 alle 19:34

Ma la notizia del giorno non e’ quella che, alla camera dei deputati, Diliberto e’ rimasto l’unico a chiedere il ritiro dei nostri soldati da Nassirija?
Questa volta non lo ha seguito neppure Bertinotti !
Blind

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blind 16 marzo 2005 alle 19:59

Quello che non ho capito bene e’ se e’ Prodi ad influenzare i giornali o i giornali a influenzare Prodi.
Fatto sta che commentare cose mai dette da Berlusca e’ uno sport che appassiona e torna utile a tutti costoro.
Blind

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Francesco 17 marzo 2005 alle 09:37

“perchè non riversate su di lui tutti gli
insulti che avete per Zapatero?”
Caro Apicella,
spero riconoscerai che io ho già dato ;)
Fortuna che gli hanno spiegato che era stato male interpretato, o forse è vero, io non ho visto Door to Door.
Bella la tua proposta di più soldati internazionali per lottare contro i terroristi in Iraq, e ragionevole la richiesta di un comando non (solo) USA.
Solo un dettaglio: QUALI SOLDATI?
Ciao
Francesco

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Ginchelli 17 marzo 2005 alle 11:35

La domanda e’: cosa ha fatto Onano Prodi riguardo l’Irak quando era Presidente Commissione Europea (‘azz, mica noccioline!).
Quali iniziative, quali decisioni, quali direttive, quali tutto ?
Nessun umano ricorda nulla. Solo qualche bofonchiamento e pisolino. Neanche un tavolino a 3 gambe, thò.
Ora l’Unione rappattumata lo manda in avanscoperta “…vieni avanti, Romano “ sperando (segretamente ipotizzo) che si faccia a pezzi da solo per poi sostituirlo.

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