Sgrena. il senno di poi

Non mi sono mai sentita una loro nemica. Non era facile, la mia era una posizione di sottomissione. Ma ho cercato di capirli, attraverso le frasi che scambiavamo
(..)
Io ho sempre appoggiato la resistenza civile irachena. Ma in guerra, posso capire che si arrivi a questi eccessi”
“ragionandoci sopra posso persino arrivare a capire, anche se non a giustificare, le ragioni che hanno portato i sequestratori ad agire in quel modo
Certo, a sapere che erano compagni con i quali si era un po’ seccata, compagni da comprendere e non condannare, potevamo pure tenerci Nicola Calipari in Italia e attendere che le discussioni tra Giuliana Sgrena e i suoi sequestratori si risolvessero.
Concordo con 1972: è un’indecenza.

di Rolli il 7 marzo 2005 in Opinioni · 20 commenti

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LR 7 marzo 2005 alle 17:43

Sindrome di Stoccolma.

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YukioMishima 7 marzo 2005 alle 17:55

Ah, ecco, la guerra se la fanno loro la si tollera, se la fanno gli americano la si condanna “senza se e senza ma”…complimentoni.

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bill 7 marzo 2005 alle 17:55

Mi raccomando, non definite la Sgrena comunista sennò Silvestro se la prende con noi fanatici. Testa di cazzo può andare bene?

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Rolli 7 marzo 2005 alle 17:56

Certo, lo capisco. Poi quei simpaticoni erano pure tifosi di Totti, figuriamoci! Sembrava di essere a casa.
No, non lo capisco: una che nonostante le gradite conversazioni animate con i compagni resistenti si è vista cadere morto addosso chi l’aveva liberata, dovrebbe avere la decenza di fare silenzio. Il padre, che spiegava con la voce rotta dal pianto che la figlia non piangeva mai, e che “dio mio come sta male” mentre ora, illuminato, “comprende”, dovrebbe avere la decenza di farlo in silenzio.
Pier lasciamolo stare, quello è il nulla personificato
Si stanno comportando da schifo.
Nessuno chiede loro di abiurare “la dottrina”, figuriamoci! Ma la decenza, quella sì, la si pretende

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Angelo Mele 7 marzo 2005 alle 19:12

Non vedo molte soluzioni alla cosa.
A lei piacciono i terroristi e non le piacciono gli americani.
De gustibus ragazzi… non ve la prendete, d`altronde ce ne sono a centinaia come lei.
Ciao Rolli

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marco 7 marzo 2005 alle 19:12

e non hai citato il meglio (o peggio)
Nel suo primo video sembrava disperata.
´Lo ero. Non ero ancora riuscita a versare una lacrima fino a quel momento, e io sono una che piange spesso. Quando ho parlato di Pier, mi sono messa a piangereª.
I rapitori cosa le avevano detto?
´Mi avevano chiesto di drammatizzare. Era un momento difficile, perché ero in una fase di grande incavolatura. Ero rabbiosa, litigavo. Non capivo i loro motiviª.
a be’, gliel’avevano chiesto con gentilezza…come si fa a dire di no?

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Esteban 7 marzo 2005 alle 19:36

Un’indecenza è la parola giusta. Non oso pensare a che figlio potrebbe venir fuori da quei due.

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lynch 7 marzo 2005 alle 20:12

Conoscete un uomo più ingenuo di Walter Veltroni? Io no.
“Quando ho visto Gabriele Polo, direttore di un quotidiano comunista, piangere per la morte di un uomo dei servizi segreti ho pensato che, nella tragedia, stesse accadendo qualcosa di grande.
[..] è il segno di una bella Italia che c’è: l’unità, il rispetto reciproco, la lotta comune contro il terrorismo e la violenza, il rispetto delle istituzioni ne sono la trama. Antiche inimicizie, antichi schieramenti ideologici, antichi sospetti sono caduti perché il mondo è cambiato.”

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valerio 7 marzo 2005 alle 20:42

Qui la foto della macchina su cui viaggiava la sgrena. Dove sono i 400 colpi?
http://littlegreenfootballs.com/weblog/?entry=14962_Maybe_All_400_Bullets_Missed&only=yes

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chacko 7 marzo 2005 alle 21:14

Tutto questo, alla faccia di chi -ingenuo!- aveva detto “beh, aspettiamo almeno di sentire la sua versione…”.
Da subito ho sostenuto, prendendomi anche insulti da diverse fonti, che era tra amici e per me poteva restarci.
Purtroppo, ce lo ha confermato. Era tra amici, in vacanza, e ha anche avuto il coraggio di “drammatizzare” le riprese.
Una sola parola mi resta: ASSASSINA.
Sarebbe il minimo se qualche gip si desse la briga di verificare se queste dichiarazioni non costituiscano apologia di reato.
Tra l’altro, dimostrano che non trattare con i rapitori e’ la cosa migliore da fare.

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Angelo Mele 7 marzo 2005 alle 21:25

x valerio: quella non e` la macchina della notte dell`incidente.
Leggi bene gli updates sotto.
Anche io ci ero caduto, poi dopo hanno aggiunto nuovi commenti e ho dovuto cambiare il post. Pare che fosse una macchina incidentata e stop. Niente a che vedere con la sgrena.
ciao
Angelo

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Rolli 7 marzo 2005 alle 21:33

Chako, è sempre meglio temporeggiare ed intervenire col rischio certo che poi ti becchi le solite giaculatorie pro terroristi che nono avere dei fessi sgozzati a causa della loro stessa scemenza.
Certo, malcapitato il prossimo, se aspetta l’opinione pubblica.. (hai notato che questa volta sono stati pochissimi i blog che avevano parlato del rapimento? la prossima, sperando non ci sia, saranno ancora meno)

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blind 7 marzo 2005 alle 21:43

Sono sempre piu’ convinta che presto il consiglio comunale di Roma approvera’ una delibera che dia liberta’ al sindaco piu’ televisivo del mondo, di essere seguito in ogni dove da una colonna sonora.
Piu’ che un sindaco sembra un regista tv specializzato in effetti speciali.
Blind

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chacko 7 marzo 2005 alle 23:00

Rolli,
e’ giusto intervenire, se e quando le probabilita’ di successo sono molto alte. E nel frattempo, temporeggiare, preparare l’intervento. Non pagare. E’ peraltro un dilemma che esiste da quando esistono i rapimenti. Ed e’ un dilemma serio.
Pero’ e’ la prima volta che sento un ostaggio simpatizzare in questo modo con i rapitori, e sono schifato.
Per non parlare delle motivazioni che avranno i militari e agenti vari nel caso di nuovi rapimenti. Certo, saranno ben incazzati con gli americani anche, non c’e dubbio.

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Rolli 7 marzo 2005 alle 23:07

Comprendo perfettamente, Chako. Sinceramente mi aspettavo un comportamento più serio da parte della Sgrena.

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Paolo 7 marzo 2005 alle 23:22

Mi chiedo se sia possibile rimandarla dai suoi non nemici in cambio dei quattrini spesi….
Penso poi a Calipari ed al suo sacrificio ed immagino che sia stato tutto inutile…

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Pauler 7 marzo 2005 alle 23:46

Tanta ansia per niente: la Sgrena ha recitato
Mandato da Pauler Martedì, 08 March 2005, 00:09.
Calmi tutti, al prossimo rapimento stiamo attenti tutti a non ìdrammatizzareî troppo gli avvenimenti e quel che vedremo, appelli compresi dei rapiti. La Sgrena sta parlando tanto e certe sue posizioni erano prevedibili e comprensibili. Non ci saremmo certo aspettati che la Sgrena invitasse le forze anglo americane ad annientare quella che alcuni, compresa lei, si ostinano a chiamare resistenza, ma ora apprendiamo anche che nel periodo del suo rapimento la giornalista del Manifesto non ha mai considerato i suoi carcerieri come ìnemiciî. La cosa ci fa piacere, soprattutto perché siamo certi che questo la aiuterà a raggiungere più in fretta un equilibrio.
Ma la cosa che ci sorprende oltre modo è stata quella di apprendere che il video trasmesso da Al Jazira a metà febbraio e che la ritraeva in lacrime e psicologicamente molto provata era una ´drammatizzazioneª espressamente voluta e cercata dai rapitori. Lo ha affermato la stessa giornalista italiana in un’intervista che apparirà martedì sul quotidiano francese ´LibÈrationª, la cui giornalista, Florence Aubenas, è ancora nelle mani dei suoi sequestratori.
Insomma la Sgrena ha recitato e dobbiamo dire che lo ha fatto alla grande, se si considera il contesto in cui è stata costretta a compiere la sua rappresentazione. Perché la Sgrena in quei giorni stava meglio di quanto sia apparso nel video e si sentiva molto combattiva. A sconvolgerla è stata solo la richiesta insistita da parte dei suoi rapitori di rivolgersi al compagno Pier Scolari, nel tentativo di ìdrammatizzareî l’appello. A quel punto la Sgrena non ha retto e si lasciata travolgere dalle emozioni proprio come in un reality di Raffaella Carrà.
La Sgrena passa poi a premiare la mobilitazione dell’opinione pubblica e degli organi d’informazione che, a suo dire, hanno effetti positivi sulla sorte degli ostaggi. Nel suo caso, infatti, i rapitori le hanno raccontato che l’Italia tutta si era mobilitata con marce e attaccando la foto della Sgrena sulle facciate delle case. Un effetto devastante, tanto da condizionare il comportamento dei rapitori dinanzi all’ampiezza di una simile mobilitazione. La lezione che la Sgrena ne trae è che la solidarietà ha pagato e che bisogna proseguire a mobilizzarsi. E poco importa se a condurre in porto la sua liberazione sono stati i servizi segreti italiani e una buona manciata di milioni di euro. Questi sono ovviamente particolari secondari.
Siamo felici di leggere nuovamente gli articoli e le parole della Sgrena, ma sempre più convinti di quanto siano infondati e per certi versi deliranti.
Paolo Carotenuto

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Lontana 8 marzo 2005 alle 00:20

Non voglio più sentir parlare della signora Sgrena ( lo sapevo che fingeva nel filmato), di suo padre e del compagno Scolari. Non li reggo più. Uno schifo simile non l’avevo ancora mai visto. Dopo che il governo ( noi italiani) sborsiamo soldi per una persona irresponsabile e inutile come lei,dopo che una persona come Nicola muore per la madama comunista, dobbiamo anche sentirci tutti i giorni e tutte le ore questa lagna del Manifesto e gli insulti e la terribile, sconfinata, inarrestabile ingratitudine..Che vadano a nascondersi nell’angolo più remoto del pianeta , che scompaiano, che non si senta più pronunciare quel nome.

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blind 8 marzo 2005 alle 00:31

Ehi, Lontana!
Ciao!
Blind

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Rolli 8 marzo 2005 alle 00:42

Ribadisco: mi auguro non rapiscano più italiani, perchè per il prossimo temo sarà dura. Questo della Sgrena è un danno incalcolabile (il secondo per di più) che toccherà pagare al prossimo. Speriamo di no.

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