Il problema non è Travaglio

Ritanna Armeni viene criticata perchè capace di co-condurre la trasmissione, e secondo me lo è molto più di chiunque altro si sia seduto accanto a Ferrara. Non perchè Sofri o Lerner (la Palombelli, vi prego, lasciamola perdere che mi abbrutisco al solo ricordo) fossero meno bravi da un punto di vista giornalistico, è che caratterialmente non sapevano tenere testa a Ferrara: o tentavano a loro volta di prevaricarlo, oppure si irritavano.
Lei no, lei è serafica, dice quel che intende e vuole, non si altera, risponde a tono con una buona dose di simpatia, lo mordicchia, gli fa i dispetti, lo rimbecca, mai con acredine, ci gioca e arriva dove vuole arrivare.
A me sembra un bel modo di fare, mi piace, significa saper parlare e confrontarsi con chiunque, senza finire a cazzotti e mantenendo alto lo scambio di idee. In modo anche simpatico, il che non guasta.
Marco Travaglio ha scritto sull’Unità che “Ritanna Armeni si accuccia ogni sera sulle ginocchia di Ferrara e gli tiene ferma la vittima di turno mentre lui la mena”. E’ successo il finimondo, e ancora non capisco perchè.
Ovvero: Travaglio non è stato un gentleman? non è una novità, l’uomo lo si conosce ormai bene e la critica politica non fa distinzione fra maschi e femmine. Certo, di un maschietto mai avrebbe detto “si accuccia sulle ginocchia”, ma se il soggetto fosse stato Nichi Vendola, ad esempio, certamente sì. Vogliamo dargli del cafone? Diamoglielo, ma non è un atto rivoluzionario, è cosa intrinseca al personaggio in questione, nota e stranota.
E’ un “maschilista” e uno “squadrista”? Sai che novità. Lo è sempre stato, e i suoi libri, i suoi articoli sono lì a dimostrarlo.
Il punto allora è un altro, ma nessuno, a parte il Riformista, l’ha notato, o voluto notare: l’intelligenza con il nemico.
L’Armeni svolge bene la sua conduzione, non ha cambiato bandiera politica, non può essere accusata di voltagabbanismo epperò lavora con il nemico, peggio ancora: con Ferrara.
Tanto basta per gettare la giornalista nelle galere travagliesche, nelle piazze insultanti e demonizzanti dei suoi articoli, per sbatterla alla gogna come un Dell’Utri qualsiasi. E’ una collaborazionista, punto, al di là di ciò che dice, che anzi non conta nemmeno più, ed esclusivamente perchè lo dice dove e con chi non dovrebbe.
“Questo” modo di pensare, che non è solo di Travaglio, dovrebbe indignare la sinistra molto più della sua cafoneria congenita.

di Rolli il 3 marzo 2005 in Opinioni · 5 commenti

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coccokillbill 3 marzo 2005 alle 08:50

Ricordo anche che Travaglio era quello che diceva che Adriano Sofri, quando uscirà di galera (quando?), dovrebbe strisciare contro i muri, in punta di piedi, lasciando perdere le tv e i giornali perchè a qualcuno (gente come lui?) potrebbe venire la tentazione di andarlo a cercare. Un signore.
Anche tu Rolli ne parlasti. Sono andato a ricercarmi il pezzo. http://www.rolliblog.net/archives/2004/03/12/adriano_sofri_la_ripugnanza_per_travaglio.html
Da salvare. L’articolo.

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Wind Rose Hotel 3 marzo 2005 alle 10:46

Concordo pienamente con il tuo giudizio su Ritanna Armeni. Lei e Luca Sofri sono stati i migliori partners di Giuliano Ferrara, che è un tipo con il quale la convivenza televisiva dev’essere (è) tremendamente difficile, almeno tanto quanto può essere stimolante per chi ne fa esperienza e divertente per lo spettatore. La prima è più brava a fare domande, il secondo è eccezionale nel … rispondere, nel provocare (e ovviamente nel fare imbufalire il boss).
Su Travaglio mi sa che la lettura del Riformista mi offrirà ancora una volta ispirazione per qualche “esercizio di stile”, ammesso e non concesso che io riesca a superare resistenze che affondano le radici in sentimenti e sensazioni che definirei “ancestrali”…

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Wind Rose Hotel 3 marzo 2005 alle 18:14

Nevica, Monsieur tabucchi

… direi che quel che c’era da dire è stato detto e che nulla di significativo vi sia da aggiungere. Tranne, forse, una cosa …

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bill 4 marzo 2005 alle 11:25

E come potrebbe inquietarsi, la sinistra? E’ sempre stata così: demonizzare l’avversario politico, metterlo all’indice è nel suo dna. L’hanno fatto con chiunque vedessero come un ostacolo ai loro giochetti di potere, cambiando bersaglio a seconda della situazione. Guardate il faccione smagrito di Prodi, la sua aria di superiorità, il suo atteggiamento sprezzante. E poi ditemi se una con quella faccia potrà mai riflettere su qualcosa.

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marcom 4 marzo 2005 alle 15:05

A proposito di Prodi che ha trovato il programma di PRC(eliminazione della proprieta’,revisione delle rendite finanziarie,ed altre menate varie che erano presenti nei programmi comunisti dell’epoca dei dinosauri),compatibile con il programma dell’Ulivo ed ha definito PRC un partito riformista,che ne pensate?Vi pare che sia presentabile uno cosi’?

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