Il restyling del Corriere

Prima ha cominciato Repubblica, con un risultato estetico traumatizzante e una funzionalità colata a picco; ora tocca al Corriere, che con una grafica che sembra lasciata a mezz’aria, dà un calcio anche alla leggibilità del sito.
Entrambe le testate online, tra l’altro, mi pare abbiano ridotto drasticamente anche il contenuto delle notizie: poche, scarne, non approfondite.
Non è che al Corriere, visto che Repubblica li ha superati nelle vendite, sono convinti che seguirne le orme sul web risolleverà le loro sorti cartacee?
Personalmente, quando la Stampa divenne a pagamento, smisi di leggerla e da quel che vedo i blog che ne parlano o riportano notizie di quel quotidiano sono ormai quasi spariti.
Al Riformista mi sono abbonata ma non certo perchè fosse diventato a pagamento; ritengo sia un quotidiano che vada sostenuto e devo ammettere che è molto più leggibile sul web in formato doc che non su carta.
Il Foglio lo compro e, tranne quando devo riportare qualcosa qui, non lo leggo sul sito perchè detesto i pdf (siamo in tanti).
Sinceramente non credo che Internet porti via copie cartacee ai quotidiani; se uno legge a scrocco per principio, non comincerà certo a comprare il giornale perchè diventa a pagamento.
Il giornale- web ha un’utenza particolare, poco propensa a spendere e piuttosto permalosa, capace di mollarti dall’oggi al domani.
Quello che poi mi risulta incomprensibile, oltre che antipatico, è che ti offrano la possibilità di leggerlo il giorno dopo, chiedendo però una registrazione fuori dal mondo, dove devi scodellare nome, cognome, indirizzo, data di nascita, maschio o femmina e via discorrendo. Gentilissimi, perchè il numero di telefono di casa ti concedeono di non metterlo. Per ora, immagino. In compenso devi accettare che i tuoi “dati siano comunicati ad altre aziende per permettermi di ricevere informazioni scientifiche e commerciali, campioni gratuiti buoni sconto o essere contattato per sondaggi d’opinione”.
Va beh, vedremo come andrà questo nuovo stile.

di Rolli il 1 marzo 2005 in Società e dintorni · 19 commenti

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blind 1 marzo 2005 alle 16:28

Paolo Mieli potrebbe, con un barlume di deontologia professionale residuo, gemellarsi con Repubblica e uscire insieme al quotidiano cugino, accontentando del tutto i lettori prodiani magari col classico due al prezzo di uno.
Blind

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bill 1 marzo 2005 alle 17:33

Ci sono voluti 30 anni per capire che il Corriere è un giornale, come dire, di merda?

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leo 1 marzo 2005 alle 18:46

Oh Rolli, guarda che “le registrazioni fuori del mondo” per leggerti i giornali online puoi farle anche fornendo generalità e dati personali inesistenti.
W LA PRIVACY!
leo

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frank 1 marzo 2005 alle 19:20

il nuovo corriere.it fa schifo, ma si può leggere il giornale di oggi

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Rolli 1 marzo 2005 alle 19:30

Leo, ma io l’ho fatta la registrazione con dati inesistenti (mi urta però questo modo) e ieri notte non è andata a buon fine. Erano anche dati carini, quasi poetici :)
frank, ti sei registrato?

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Minerva 1 marzo 2005 alle 20:10

E poi non ho ragione a pensare che gli americani sono avanti anni luce. Nessuna delle edizioni on line nostrane regge il confronto con NYT e WP, che per di più si accontentano di indirizzo email, genere, anno di nascita e qualche domanda su lavoro e simili, con risposta accettata “other”. Così evitano all’utente di peccare mentendo :)

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superciuk 1 marzo 2005 alle 20:35

non si dice deontologia professionale

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blind 2 marzo 2005 alle 12:29

Ah no? E perche’?
Blind

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superciuk 2 marzo 2005 alle 12:36

perchè non si dice “bella calligrafia”.
Nel caso specifico dal greco “ta deonta” e “logos”

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blind 2 marzo 2005 alle 14:40

Superciuk, sono un pochino inquieta…
Da qualche tempo mi segui come un’ombra e, a questo punto mi chiedo cosa ho fatto per meritarmi tanta attenzione da parte tua.
Comunque il tuo appunto e’ abbastanza corretto: avrei fatto meglio a scrivere “deontologia giornalistica” invece di “professionale”.
Sto sudando per la paura di voltarmi e vederti di nuovo alle mie spalle…
Blind

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superciuk 2 marzo 2005 alle 14:55

casualità

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frank 3 marzo 2005 alle 15:11

sì, mi sono registrato e leggo tranquillamente il Corriere

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Rolli 3 marzo 2005 alle 16:01

grazie Franck, mi sono registrata anche io; era il servizio che non funzionava perchè non era stato ancora attivato.

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blind 3 marzo 2005 alle 20:21

Dovendo analizzare le mosse dell’avversario, mi sono registrata anch’io…
Vivere all’estero mi ha favorito anche durante questa registrazione evitandomi lo strazio della legge ipocrita sulla privacy e del trattamento dei dati personali.
blind

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Rolli 3 marzo 2005 alle 20:47

A me sta cosa del trattamento dei dati mi ha urtato come non mai.

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superciuk 3 marzo 2005 alle 20:56

Vi adombrate per quattro sciocche informazioni, tra l’altro del tutto by-passabili. Abituatevi, perchè in clima di guerra al terrorismo mi sa che ben altre sono le violazioni della privacy alle quali siamo già andati o andremo incontro. Volete la guerra? Combattetela, vili e rinunciate a qualcosa: almeno alle brioches! O forse no?

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blind 4 marzo 2005 alle 14:30

Superciuk, ci sono cose di cui, meno di altre, i comunisti non dovrebbero mai occuparsi, una di queste e’ la tutela della vita privata dei cittadini.
Per quanti cambi di nomi possano fare, alla fine comunisti sono e tali rimangono.
Il controllo totale sui comportamenti e sui pensieri dei “sudditi” fa parte del loro sistema di governo.
E’ per questo che la legge 675 sulla privacy e’ una delle tante prese per i fondelli che il governo catto-comunista ci ha inferto.
Ha riempito di tante e tali deroghe la legge che, alla fine, qualsiasi atto o contratto tu debba sottoscrivere prevede il ricatto, spesso anche brutale, del -se non mi firma la liberatoria niente servizio-.
Alla fine i tuoi dati personali sono in mano a tutti, come prima della legge, con la differenza che grazie al comunista Rodota’, oggi sono ancora piu’ remunerativi per chi li tratta.
Senza contare che almeno una volta avevi accesso a tanti servizi senza problemi e oggi non puoi neanche sapere se un tuo parente e’ ricoverato all’ospedale perche’ c’e’ la privacy e certe informazioni non si possono piu’ dare!
Blind

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superciuk 4 marzo 2005 alle 16:03

Nulla vieta di cambiare una legge, se la si ritiene scorretta: quattro anni sono sufficienti e qualche provvedimento “urgente” il parlamento l’ha varato…o no?
Oppure, più che i comunisti, c’entra Bruxelles?

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Minerva 4 marzo 2005 alle 17:46

Almeno evitassero di prendere l’utente per i fondelli con la finta possibilità di scelta fra “accetto” e “non accetto”.

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