Il Traduttore

Giudamaccablog traduce simultaneamente il pistolotto prodiano.
E’ molto più chiaro ed occupa meno spazio (sole 2.400 battute).
Speriamo Prodi lo legga, così capirà cosa lui stesso cosa voleva (ma non poteva) dire con l’articolo spedito al Corriere della Sera

di Losciacallo il 25 febbraio 2005 in Politica · 99 commenti

{ 99 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

ventomare 25 febbraio 2005 alle 17:09

Vorrei capire da voi se il comunismo è caduto perché gli è stata fatta la guerra, oppure è caduto da solo? Perché il sistema non reggeva alla modernità e perciò la differenza con i paesi democratici non reggeva più oppure perché ha ceduto sotto la spinta della minaccia militare americana di una guerra aperta (Sai che bellezza!).
Per il resto condivido la rava e la fava, dalla prima parola all’ultima quello che dice Prodi. Magari poteva usare quanche battuta in meno, ma la sostanza c’è, è ricca e coerente.

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Francesco 25 febbraio 2005 alle 17:25

Tutte e due, Vento, tutte e due.
La minaccia americana di spostare il confronto al livello delle “guerre stellari” ha dato il colpo di grazia ad un sistema perdente dal punto di vista tecnologico, culturale, politico, artistico, economico, militare (ti posso dire che metà della minaccia sovietica era propaganda nostra). Avevano le pezze al culo e Reagan lo ha fatto vedere a tutti, compreso il Politburo.
Persino Prodi ha avuto dei sospetti, l’ho sentito io dubitare della saggezza dell’economia pianificata.
Ciao
Francesco

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Minerva 25 febbraio 2005 alle 17:26

Per chi volesse chiarirsi ulteriormente le idee sul Prodi pensiero questo blog è davvero illuminante.

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Francesco 25 febbraio 2005 alle 17:34

x Ventomare (2)
rileggo la seconda parte del tuo intervento. Sei serio? Prodi non dice NULLA nella lettera al Corriere. Vuoto pneumatico di altissima qualità, non ci trovi un neutrino o un fotone da nessuna parte.
Veramente pensi che quella roba lì sia l’inizio di una nuova civiltà europea, poi mondiale? Ma da quale casa-alloggio per matti completi scrivi?
E io sono ben disponibile a sentire qualcosa di sinistra. Qualcosa, non niente.
Ciao
Francesco

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ventomare 25 febbraio 2005 alle 17:36

E mentre in URSS, che anche se aveva le pezze al culo, aveva missili e testate atomiche per distruggere settanta volte sette la terra, questa cosa ha funzionato: cioè la seconda superpotenza del mondo, si è arresa; in Iraq che non avevano più neanche il culo per andare di corpo c’è voluta una guerra che ha ucciso decine di migliaia di iracheni. Non ti sembra un po’ strano?

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Rolli 25 febbraio 2005 alle 17:43

Ho deciso: pago Ventomare purchè rimanga qui. Possiamo chiudere testi e giornali e studiare direttamente lui. Una (imbarazzante ma realistica) miniera di dati e spunti per capire il sinistro-pensiero.

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Francesco 25 febbraio 2005 alle 17:46

Forse il livello della dirigenza sovietica (Gorbaciov) era diverso da quello della dirigenza irachena.
Infatti prima ha lanciato la guerra al Kuwait, poi ha lasciato massacrare il suo esercito pur di non perdere la faccia, poi non sono riusciti ad eliminarlo e ha trasformato il paese in un lager, poi ha resistito alle sanzioni. In tutto questo il suo interesse per bene dell’Iraq stava a zero.
Francesco

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Francesco 25 febbraio 2005 alle 17:52

Continuo, Vento:
dopo aver perso la Guerra Fredda, l’URSS ha cercato di riformarsi senza rendersi conto, all’inizio, che questo significava la sua sconfitta e la sua condanna.
gli Hussein, da bravi capimafia, sono dell’idea che “dopo di loro il diluvio”, e quindi hanno tenuto duro contro ogni logica, ogni possibilità di vincere, ogni speranza. Tra l’altro, a questi squilibrati solo le pallottole li convingono …
I generali tedeschi, alla fine, mollarono Hitler nel suo bunker. E sembra che anche Stalin sia stato aiutato a togliere il disturbo. Gli iracheni non ci sono riusciti.
F

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danny 25 febbraio 2005 alle 18:04

Per Ventomare

“Nel 1969, il dissidente sovietico Andrei Amalrik scrisse un libro intitolato ´L’Unione Sovietica sopravviverà fino al 1984?ª. Amalrik, al quale avrei più tardi avuto il privilegio di impartire lezioni di inglese, spiegava che uno Stato costretto a destinare tanta parte delle proprie energie al controllo fisico e psicologico di milioni di persone non può sopravvivere all’infinito. L’indimenticabile immagine che il libro imprimeva nella mente del lettore era quella del soldato costretto a tenere il nemico sotto tiro in eterno. Le braccia iniziano a stancarsi finché il loro peso non diviene insostenibile. Esausto, il soldato abbassa l’arma e il prigioniero fugge. All’epoca della stesura del testo, tra miopi leader democratici convinti che l’Unione Sovietica avrebbe resistito per sempre e indicatori economici secondo i quali essa avrebbe presto raggiunto gli Stati Uniti, Amalrik doveva apparire un illuso. All’interno dell’Urss, invece, il suo libro non fu liquidato come il delirio di un matto. Il potere sapeva che Amalrik aveva toccato i nervi scoperti del regime. Comprendeva di essere vulnerabile a idee dissidenti: la più piccola scintilla di libertà avrebbe appiccato l’incendio all’intero sistema totalitario. Io fui arrestato nel 1977 con l’accusa di alto tradimento e attività ´antisovieticheª. Venni condannato, dopo un processo-farsa, a tredici anni di carcere. Nel 1984 i miei secondini del Kgb, gonfi d’orgoglio, mi ricordarono la profezia di Amalrik: ´Vedi, Amalrik è morto – in un incidente d’auto in Francia nel 1980 -. E l’Urss vive!ª. Ma la predizione del dissidente non aveva mancato di tanto il bersaglio. Pochi mesi dopo quell’incontro nel gulag, Mikhail Gorbaciov salì al potere. Di fronte a un’amministrazione americana pronta ad affrontarlo e consapevole del fatto che il regime sovietico non aveva più la forza di mantenere il controllo dei sudditi e insieme competere con l’Occidente, a malincuore Gorbaciov attuò una politica di riforme improntata alla glasnost, la trasparenza. Quel limitato tentativo di ´aperturaª avviò mutamenti che sarebbero andati ben oltre le sue intenzioni. Esattamente come Amalrik aveva predetto, nell’istante in cui il regime abbassava le braccia, il popolo terrorizzato per decenni lo schiacciò.”
(Da The Case for Democracy, di Natan Sharansky)

continua qui:
http://www.educationzip.com/blog/archives/00001770.html

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ventomare 25 febbraio 2005 alle 18:06

Rolli, io lo faccio per divertimento. Avevo un po’ di tempo, e non durerà ancora per molto, e mi divertiva l’idea di inceppare i vostri pensieri destri. Anche se riconosco che sciogliere menti ancora congelate dalla guerra fredda è dura. Comunque io accetto anche pagamenti in natura! :))

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Francesco 25 febbraio 2005 alle 18:10

x Vento:
Mortadelle? Salamelle? Scamorze? Mozzarelle?
Bandiere della pace? Ritratti del Che? Dischi con gli interventi di Prodi da Presidente della UE?
Magari un minimo di contatto con la realtà?
Cosa ti serve, carissimo?
Francesco

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Rolli 25 febbraio 2005 alle 18:13

Vento, non mi minacciare con quel “durerà ancora poco”. Rimani!

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Gabibbo 25 febbraio 2005 alle 20:45

Sentite, non fate gli egoisti, organizziamo l’invio almeno di una bella torta alle fragole al carissimo giuda!
s’è sacrificato per noi e s’è letto tuuutto l’articolo di tinto prodi!
e l’ha pure riassunto!
uno spirito di sacrificio del genere deve essere ricordato nei secoli… io non avrei letto neppure il titolo.

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blind 25 febbraio 2005 alle 20:56

Io me la sono letta tutta la lettera di Prodi…
Ed e’ proprio per questo che capisco l’eccitazione di Vento.
Lo capirei anche se ora fosse arrivato gia’ alla dodicesima lettura pur di rinnovare l’effetto fleshiante che gli ha dato ognuna di quelle 13.000 battute.
Una sola raccomandazione, Vento, attento all’effetto down…
Blind

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Calvin 25 febbraio 2005 alle 21:20

No, davvero, è stato eroico. Oggi stavo scrivendo una parte pallosissima di tesi, e cercando uno spunto per postare sul blog mi sono messo a leggere la prode lettera: 20″ e sono tornato alla tesi.

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eMi 26 febbraio 2005 alle 01:54

x vento, ti cito: “Anche se riconosco che sciogliere menti ancora congelate dalla guerra fredda è dura”
Guarda carissimo che l’unico qui dentro a parlare con il liguaggio pre-glasnost e pre caduta muro sei tu, evidentemente se c’È un cervello congelato non È il nostro tutt’altro!
Nostro scopo È quello di confutare coloro che come te sono rimasti pietrificati dalla storia. Storia che ha preso a correre ben più velocemente di quanto le vostre capacità di lettura degli avvenimenti lo permettano… (forse che anche le vostre braccia si siano appesantite?)
Oggi Sofri parlando di C.L. e L.C. e del ’68 in un’intervista ha detto: loro hanno vinto, noi abbiamo perso. Questa si chiama onestà intellettuale, credo che siate ancora lontanissimi da questi livelli…

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ventomare 26 febbraio 2005 alle 11:32

eMi, Sofri riconosce gli errori di alcuni eccessi, di un’idea totalizzante ed ideologica della giustizia sociale, ma il ’68 veniva dalle università americane, non lo dimentichiamo. Si è portato dietro il rifiuto della guerra (Vietnam), la rivoluzione sessuale, la rivoluzione femminista, un’idea del potere meno beota ed invasiva, la tolleranza razziale, un nuovo rapporto generazionale, idee progressiste sulla malattia mentale, sulla scuola, sui diritti civili, sull’arte. Per cui attenzione a riconoscere i propri errori e a non buttare il bambino con l’acqua sporca.
La guerra fredda è l’idea che c’è bisogno di un nemico per definire la propria identità. Che senza nemico non si giustificano tutte le armi che hai, che ritieni che le armi siano un modo per diffondere la democrazia, che i dittatori amici sono meno dittatori, che c’è un male assoluto ed un bene assoluto, e tu sei il bene. Da qui discendono l’idea della civiltà superiore, della crociata, etc. e parecchi altri guai possibili.
Nel frattempo mantieni in piedi la pena di morte, i politici attualmente maggioranza propalano idee evolutive (creazionismo) e religiose (vari messia) reazionarie ed infantili allo stesso tempo, si muovono sotto la spinta di un fuoco ideologico che li fa ritenere inviati da Dio per la salvezza dell’umanità, agiscono al di fuori del diritto internazionale nell’agire politico-militare, non sottoscrivono trattati internazionali firmati da più di mezzo mondo.
Io, ripeto, amo l’America e gli americani, con la loro spontaneità, entusiasmo, infantilità, genialità, innovazione, specie quelli della West ed East Coast :)), ma a me sembra che questi che pensano al nuovo secolo americano ci pensano con la testa rivolta all’indietro.
Poi ci si stupisce se chi ha giudicato negativamente questi comportamenti, sia soddisfatto e prenda atto che Bush viene in Europa, fa la prima tappa a Bruxelles dando pieno riconoscimento alle istituzioni europee, Parlamento e Commissione, auspica un’alleanza forte e rinnovata nello spirito. A me sembra assolutamente normale e possibilmente foriero di buone cose. Sempre a patto che non sia solo una mossa temporanea e si concreti con atti coerenti.

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Fonz 26 febbraio 2005 alle 12:02

Atti coerenti? Se li aspetti da parte dell’Unione Europea dammi un attimo che mi spancio dalla risate.
Quando a Dubia, conta pure su di lui ;-)

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blind 26 febbraio 2005 alle 13:13

Bello, intenso e pregno il commento di Ventomare!
Non sono i 13.000 caratteri di quello del suo alter ego Prodi, per qui… se Giuda fosse cosi’ cortese da tradurmelo… In fondo lo impegnerebbe meno…forse…
Nel caso lo ringrazio.
Blind

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Calvin 26 febbraio 2005 alle 14:10

La guerra fredda è l’idea che c’è bisogno di un nemico per definire la propria identità.
!!! No, fammi capire, secondo te il conflitto permanente tra modello democratico-capitalistico e assolutistico-collettivista, durato quasi cinquant’anni, è “l’idea che c’è bisogno di un nemico per difendere la propria identità”??? L’URSS ESISTEVA ed era un NEMICO. Non la considerava un nemico Truman perché non gli piaceva il nome: lo stabiliva Breznev quando sbatteva la scarpa sul tavolo del Consiglio di Sicurezza annunciando che CI avrebbe seppelliti. Non che avrebbe seppellito gli amerikani; che CI avrebbe seppelliti, in quanto decadenti regimi democratici, in quanto corrotti sistemi capitalistici, in quanto “dinosauri” se posti a confronti dell’”uomo nuovo”. Ti faccio anche notare che, nel corso di quel conflitto, la democrazia è stata EFFETTIVAMENTE difesa con le armi, e non con le marce e i cortei. La democrazia è stata difesa dalla mutua distruzione assicurata, dagli euromissili e dai conflitti locali. Il resto è solo revisionismo di bassa lega, come quello del tuo leader Prodi, per cui l’Europa rappresenta un grandioso esempio di esportazione pacifica della democrazia (potremmo chiederlo a quelli abbastanza vecchi da aver visto la guerra quanto sia stata pacifica).
Io, ripeto, amo l’America e gli americani, con la loro spontaneità, entusiasmo, infantilità, genialità, innovazione, specie quelli della West ed East Coast :)),
E 2! Già in un commento precedente ti ho fatto notare che questa generalizzazione è razzista. Ma tutti gli americani che hai conosciuto erano spontanei, entusiasti e geniali? Certo, e poi che altro? I negri hanno il ritmo nel sangue e gli ebrei sono tutti tirchi? A questo decidi: o sei stupido o sei razzista. Tertium non datur.

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blind 26 febbraio 2005 alle 22:27

Dopo l’ineccepibile traduzione di Giuda della lettera di Prodi, per completezza, ecco anche quella di Panebianco sul Corsera di oggi.
Ci tengo, visto che si tratta dell’unico articolo non ulivista del giorno:
“…La sua forza attuale dipende da due paradossi storici. Il primo è che la visione
che era stata propria di una minoranza all’interno del cattolicesimo politico
è diventata (dopo la scomparsa del Pci) egemone nella sinistra italiana.
Circolano certamente, in particolare tra i dirigenti Ds, anche visioni più ´laicheª (in materia di pace e guerra) ma ciò che vale per una parte del vertice Ds (o per Rutelli) non vale, credo, per il grosso dei sostenitori del centrosinistra. I quali mi sembrano più in sintonia con la visione prodiana.
Il secondo paradosso è che la posizione di Prodi, con le ascendenze dette, risulta oggi spendibilissima in Europa, perfettamente armonizzabile con la visione gollista di Chirac e gli umori pacifisti della Germania. », dunque, quella di Prodi, una dottrina nche ´politicamente efficaceª. Il vero elemento coagulante di cose così diverse come l’irenismo cattolico, il gollismo e il pacifismo tedesco, ciò che le rende (provvisoriamente?) compatibili è la comune avversione per le scelte di fondo degli Usa. Il
che rafforza la convinzione che Bush in Europa abbia siglato solo un armistizio.
Prodi non propone certo un allontanamento definitivo dell’Europa dall’America.
Anzi, come ha ribadito ieri nel convegno della Margherita sui rapporti euro-atlantici, egli auspica ufficialmente saldi legami fra gli Usa e un’Europa sempre più unita. Ma l’ipotesi dell’allontanamento è nelle cose, è intrinseca
alla sua visione.
Ci sono, nel testo di Prodi, due ´omissioniª rivelatrici: riguardano la ´libertઠe ´l’11 settembreª. Le riscontriamo anche nei discorsi di Chirac o di Schrˆder e mostrano quanto grande sia ormai la distanza fra l’Europa franco-tedesca (e Prodi) e gli Stati Uniti. Prodi non cita mai, neanche una volta, la ´libertàª, chiarendo così di non credere nel fatto che Europa e Usa possano essere ancora accomunati da una missione di libertà nel mondo. La parola libertà compare solo in riferimento alla formulazione ambigua, di sapore organicistico (´libertà dei popoliª) dell’art. 11 della Costituzione.
Il fatto che Prodi parli di pace come obiettivo di fondo e Bush di libertà già definisce i termini delle future rotte di collisione fra un’eventuale Italia guidata da Prodi, in sintonia con l’Europa franco-tedesca, e l’America.
» evidente che il rifiuto del regime change (l’azione di forza per abbattere una tirannia) in qualunque situazione è totale se pace e stabilità hanno sempre la precedenza sulla libertà.
La seconda omissione riguarda l’11 settembre. Prodi sembra non prendere in considerazione il peso che gli attacchi alle Twin Towers e al Pentagono hanno avuto nel riplasmare la politica estera americana. Eppure, anche la guerra in Iraq non può essere discussa, e capita, prescindendo da quegli attacchi. Anche chi è stato contro la guerra non può non fare uno sforzo di comprensione (sempre che continui a considerare l’America una democrazia amica e alleata) per l’interesse americano alla democratizzazione del Medio Oriente. L’eliminazione di Saddam Hussein si inseriva in quel quadro di riferimento che, ripeto, è incomprensibile se non lo si collega all’11 settembre. Per Prodi, invece, l’intervento in Iraq sembra spiegarsi solo con la brutale arroganza imperialistica dell’America. Ciò è in sintonia con quanto tanti pacifisti pensano, ma lo è anche con la verità storica?
Si produce un cortocircuito logico se si condanna la guerra in Iraq senza appello e poi ci si rallegra, come anche Prodi fa, per il successo delle elezioni irachene. Come negare il rapporto di causalità necessaria fra i due eventi? Questo cortocircuito spiega anche il ´noª dell’opposizione
al rifinanziamento della missione italiana.
Infine Prodi, mi pare, sopravaluta i meriti dell’Europa e tace sui suoi limiti. Il merito dell’Europa è che è un’area di stabilizzazione e di stimolo alla democratizzazione dei territori adiacenti. Prodi fa bene a ricordare il ruolo dell’Europa nell’allargamento (anche se omette che esso è stato svolto avendo alle spalle il potere politico e militare americano). »,
del resto, a una operazione congiunta euro-americana che si deve anche, da ultimo, il successo dell’evoluzione ucraina. Ma oltre ai meriti dell’Europa ci sono i suoi pesanti limiti, la sua querula pretesa di ´contareª nel mondo senza assumersi responsabilità corrispondenti. Sull’Iraq la sua vera ´propostaª era di lasciare al potere Saddam. Nel conflitto israeliano-palestinese ha saputo solo appoggiare fino all’ultimo quel campione del doppio gioco che era Arafat. Sull’embargo alla Cina ha una osizione ´irresponsabileª, nel senso che vuole rompere l’embargo senza preoccuparsi del fatto che
in Asia sono gli americani (e non gli europei) ad avere tutto l’onere della difesa dello status quo a fronte delle minacce alla pace mondiale (Taiwan,
Corea del Nord). Nemmeno nel giudizio sull’involuzione autoritaria della Russia sembra esserci vera consonanza fra America e Europa.
Ho detto che la forza della visione di Prodi sta soprattutto nella sua sintonia con le idee degli governanti dell’Europa franco-tedesca. Ma ciò è destinato a durare? In Francia, ad esempio, Chirac non resterà in eterno e la nuova
guardia (Sarkozy) sembra orientata a lasciarsi alle spalle l’antiamericanismo gollista. Tra chi scommette su una futura ´auto-sfficienzaª europea e chi su una rinnovata partnership euro-atlantica la partita è aperta. Se cambiano certi giocatori la forza attuale della posizione di Prodi potrebbe
trasformarsi in debolezza.
di ANGELO PANEBIANCO”
Blind

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ventomare 27 febbraio 2005 alle 14:22

OT. E se prima eravate in tanti a difendere la Cirielli, adesso siete tre (Rolli, Blind e Minerva) a difendere la ex Cirielli! :)

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Minerva 27 febbraio 2005 alle 20:23

Sulla difesa corporativa e sugli interventi politici – ormai entrati nella prassi – del Csm, stendiamo un velo pietoso.
Oltre a ricordare che modificare non significa buttare a mare (la legge prevede anche l’allungamento delle prescrizioni per i reati di mafia), e che sarebbe interessante un confronto su quanto tempo occorre ai magistrati dei Paesi civili per arrivare a sentenza, ti ricordo queste tue parole, Ventomare:
Il ministro Fini ha domanda risponde che Previti avrebbe detto che non intende avvalersi della legge salva Lui. Io non l’ho sentito dire questo e ci credo come credo a Babbo Natale. Però prendiamo atto e vediamo se è un’altra amenità e il ministro Fini ha bisogno di un apparecchio acustico. In ogni caso non bisognerà aspettare tanto“.
Ma forse la notizia sulla lettera di Previti l’ hai già sentita, visto che nel post precedente hai scritto, diligentemente, legge Cirielli e non salva Previti.
E adesso continua pure a sferruzzare. :)

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ventomare 27 febbraio 2005 alle 20:38

Se credi a Previti credi agli asini che volano. Bel teatrino Previti che scrive e Pera, che risponde che non è nel suo potere cambiare l’ordine dei lavori del Senato. E poi Previti ha detto prima dell’Appello, non prima della Cassaazione, non ha detto mai. Quando la legge sarà approvata e Previti condannato arriverete voi, anime candide, a giustificare Previti che si rimangerà la parola, dicendo che un condannato ha diritto ad esercitare ogni risorsa a suo favore. E poi me lo immagino già Previti, col medio alzato che non rifiuta la prescrizione e dice: “Stronzi!”. A me non lo potrà dire, perché io a Berlusconi e Previti non gli credo neanche se giurano sulla testa dei figli (per questo Berlusconi l’ha già fatto ripetutamente, cosa già meschina di per sÈ) a te si però, a te lo potrà dire! Se, malgrado io spero e confido che la legge non passerà perché sarà bollata come incostituzionale, quella legge diverrà legge dello stato, quel giorno che Previti ti prenderà per i fondelli, io te lo ricorderò.

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Minerva 27 febbraio 2005 alle 21:04

Può darsi che io creda agli asini che volano, ma tu fai di peggio: credi a Prodi!
P.S. E poi, perché proprio un OT a commento di questo post? Non ti è piaciuta l’interpretazione di Giudamaccablog?

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ventomare 27 febbraio 2005 alle 21:11

Poi sentire parlare di ragionevole lunghezza del processo, nella storia processuale che riguarda Previti e Berlusconi, fa ridere, sbellicarsi, ma subito dopo piangere e disperarsi per la situazione in cui hanno costretto la il diritto giustizia italiana. Due imputati che hanno usato il possibile e l’impossibile, il parlamento, più volte, leggi ad personam a non finire, le ragioni di salute, quelle istituzionali, i motivi più futili, per rinviare e ritardare i procedimenti che dovevano appurare le loro responsabilità, adesso si appellano alla giusta durata del processo. Ma davvero pensano, pensate, pensa Berlusconi di avere a che fare con bambini di undici anni che si bevono tutte le fesserie che stanno lì a mascherare, male ed in modo vergognoso, tutte le ferite inferte al diritto per guadagnarsi l’impunità?

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Minerva 27 febbraio 2005 alle 21:14

Libero di pensare che io creda agli asini che volano, ma tu fai di peggio: credi a Prodi!
P.S. Perché sei così inquieto? E perché proprio un OT a commento di questo post? Forse non ti è piaciuta l’interpretazione, fatta dall’ottimo Giudamaccablog, della lettera scritta al Corriere dal tuo ciclista preferito.

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Minerva 27 febbraio 2005 alle 21:16

Questa seconda versione era migliore della prima! :)
Oggi il server è più incsnt del solito.

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Minerva 27 febbraio 2005 alle 21:25

Ventomare, so che è inutile,percìò lo scrivo per l’ultima volta: accantona – per qualche minuto -il pensiero di Berlusconi e Previti (che hanno la forutuna di potersi pagare fior di avvocati), e pensa a tutti i poveracci, e sono tanti, che si trovano sul groppone anni e anni di processi da cui escono rovinati anche in caso di assoluzione.

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ventomare 27 febbraio 2005 alle 21:25

Quale, Minerva, che Bush cerca multilateralità? La sinistra ha sempre detto che non era antiamericana; ha detto che era contro la guerra preventiva, l’unilateralismo, le bugie della guerra, le azioni contro le regole della legalità internazionale. Non ha mica detto che era contro la democrazia e le libere elezioni. Ha detto che la democrazia, specie oggi, non si conquista con la guerra. Che gli interventi armati si possono giustificare solo se popoli interi sono in pericolo grave, se stati liberi sono invasi, se ci sono pericoli gravissimi e accertati di terrorismo internazionale. E che decisioni di questo tipo vanno assunte dalle grandi organizzazioni internazionali L’Onu, al limite da Ue e Nato.
Tuto quello che Prodi ha detto nella lettera al Corriere era nel documento di Prodi che ha scritto più di un anno fa, prima delle elezioni europee.
Chi ha cambiato idea, secondo te?

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ventomare 27 febbraio 2005 alle 21:32

No, Minerva, non la accantono, perché questa legge è fatta solo per Previti. Fatta in corrispondenza della fine del suo processo, così tempestiva come tutte le altre leggi fatte per i processi di Berlusconi. Un intera legislatura ed un intero codice penale sequestrato. A Berlusconi dei poveracci non gliene frega una mazza. Hai visto l’evasione fiscale delle compravendite dei film di Mediaset? Adesso chissà che legge si inventerà per aggirare quel processo. Minerva, tra dieci anni quando si parlerà di questi anni, stuoli di studiosi cercheranno di capire come è stato possibile che in Italia si fosse arrivati a questo punto.
Stiamo perdendo credibilità da per tutto, in Europa, nel Mondo. E adesso che a Bush non gli serve più neanche il cagnolino, vedrai come ci tratteranno anche gli americani.

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Minerva 27 febbraio 2005 alle 21:50

Di nuovo. Infatti l’intervento nei Balcani aveva tutte le caratteristiche che hai appena descritto, comprese le risoluzioni dell’Onu, che non c’erano. La verità è che la (Dis)Unione non ha una politica estera, e Prodi deve barcamenarsi per non suscitare le ire dei suoi eterogenei compagni di viaggio. Scrivendo, fra l’altro, baggianate alle quali non crede nemmeno lui (mi riferisco all’Europa che vince la guerra fredda.
Quanto a Bush che avrebbe cambiato idea: si vedrà alla prova dei fatti, con il nucleare in Iran e l’embargo delle armi alla Cina, per esempio. Intanto gli unici che hanno fatto pressioni su Mubarak per il leader dell’opposizione incarcerato sono stati gli SU.
P.S. Il mio era un invito ozioso. Se venisse approvata una legge che prevedesse il trapianto di capelli a carico del SSN, la bolleresti come incostituzionale perché salva Berlusconi.

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ventomare 27 febbraio 2005 alle 22:02

Peccato che i tre quarti della legislatura sono stati dedicati a fare leggi per risolvere definitivamente, via parlamentare, le malefatte del Gatto e al Volpe, altro che sto a guardare il “capello”, queste sono travi sulla nostra convivenza civile.
Leggiti questo documento, di un anno fa, in particolare pag. 51, così capisci che sono idee strutturali della sinistra. Io, però, ti consiglierei di leggerlo tutto, dall’economia all’ecologia, dal sogno dei padri europei, alla pace, identità dell’europa, è molto educativo sul futuro.

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ventomare 27 febbraio 2005 alle 22:02

Peccato che i tre quarti della legislatura sono stati dedicati a fare leggi per risolvere definitivamente, via parlamentare, le malefatte del Gatto e al Volpe, altro che sto a guardare il “capello”, queste sono travi sulla nostra convivenza civile.
Leggiti questo documento, di un anno fa, in particolare pag. 51, così capisci che sono idee strutturali della sinistra. Io, però, ti consiglierei di leggerlo tutto, dall’economia all’ecologia, dal sogno dei padri europei, alla pace, identità dell’europa, è molto educativo sul futuro. http://www.unitinellulivo.it/allegatidef/docprodi.pdf

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Puntini 27 febbraio 2005 alle 22:09

Che gli interventi armati si possono giustificare solo se popoli interi sono in pericolo grave, se stati liberi sono invasi, se ci sono pericoli gravissimi e accertati di terrorismo internazionale. E che decisioni di questo tipo vanno assunte dalle grandi organizzazioni internazionali L’Onu, al limite da Ue e Nato.
Stiamo cambiando opinione come Prodi? ora non è più l’ONU il centro di tutto? Nei bombardamenti nei balcani uno stato sovrano è stato piegato con la forza dalla NATO. Ma questo non era sbagliato per Prodi. Questa non era una guerra? A no scusa era solo un intervento armato. Allora se la NATO decide che uno stato deve essere invaso lo si può fare, se lo dicono gli Stati Uniti no? I musulmani Bosniaci erano in pericolo, mentre la popolazione iraqena no? Ma per favore! Allora qual’è il criterio per dichiarare legittima una guerra, il numero di paesi o le organizzazioni che ne prendono parte? Se poi la sinistra le benedice sono legittime, se non le benedice sono illegittime?

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Puntini 27 febbraio 2005 alle 22:14

Se lo ha scritto Prodi prego Giuda di tradurmelo
Cercare una idea in un documento di Prodi ci vuole un allenamento non indifferente. Non sono ancora pronto.

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ventomare 27 febbraio 2005 alle 22:20

Guarda Puntini che lo dice la Costituzione Italiana, quello che dice Prodi, si parla di organizzazioni internazionali, per tutelare la pace e la giustizia dei popoli. La sinistra dice l’Onu. Dal punto di vista operativo potrebbe accadere che in alcune aree di influenza proprie, come l’Europa dei balcani, Bosnia, Kosovo e Macedonia o in casi in cui la tempestività potrebbe essere fondamentale per la salvezza delle vite, potrebbe anche essere accettabile la decisione di una grande organizzazione internazionale. Ma questa è una estrema subordinata, non ha niente a che vedere con teorizzazioni di una potenza sull’esportazione della democrazia e sui regime change.

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blind 27 febbraio 2005 alle 22:23

Caro Vento, quando Cossiga era ministro dell’interno, con l’assenso anche del pci, venne emanata una legge che prese il suo nome e che prevedeva 12 anni di carcere preventivo senza obbligo di processo per l’imputato.
Faceva parte del pacchetto anti-terrorismo ma naturalmente inferse una ferita profonda al diritto piu’ elementare in un paese civile.
Ci vollero lotte impari per ottenere il ritorno alla legalita’ con la riduzione di quei tempi.
Be’, io sono certa che se a promuovere la riforma di quella legge liberticida fosse stato Berlusconi, voi avreste gridato allo scandalo e alla legge ad personam.
Quello dei tempi di prescrizione lunghi fino all’esasperazione, rappresenta un altro modo di condannare alla gogna chiunque venga accusato, per quanto innocente, dentro o fuori che sia dal carcere.
Blind

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ventomare 27 febbraio 2005 alle 22:43

Stai scambiando la farina con la forfora, Blind!
Cose gravi, in momenti terribili, fatte per cercare di contenere un fenomeno difficilissimo come il terrorismo, mantenendo vivo il più possibile il rispetto della legalità, con la farsa di un uomo piccolo che cerca di usare strumentalmente i limiti della legalità e della giustizia italiana pro domo sua. Tutto questo senza, nel frattempo, far niente per tentare di porvi rimedio con i strumenti del governo dotando la magistratura degli strumenti di cui ha bisogno.
E’ veramente ridicolo come continuate a fare finta di non vedere. Non so se è più grande il sacrificio che fate, consapevolmente, alla verità in funzione dell’ideologia, oppure l’offesa che fate alla vostra intelligenza convincendovi che la motivazione della legge è, davvero, un’idea della giustizia più giusta.

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blind 27 febbraio 2005 alle 22:52

Ehi, Vento, vorresti dire che mantenere sulla graticola per 10 anni una persona senza che possa dire bah, e’ giusto?
Qual e’ l’emergenza che giustifica che dei pm indaghino o facciano finta di undagare su di me senza che io mi possa difendere per anni?
Per il mio senso della liberta’ tra carcerazione preventiva e coercizione da inchiesta infinita non c’e’ nessuna differenza.
Blind

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blind 27 febbraio 2005 alle 22:58

Senza contare che giuristi e costituzionalisti di ogni tendenza politica erano scandalizzati da
quella legge di tipo dittatoriale.
Blind

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blind 27 febbraio 2005 alle 23:27

Tornando a Prodi, sono certa che quella sua lettera ai fedeli, se la si leggesse la domenica mattina in chiesa come omelia del giorno, non verrebbe assolutamente ascoltata in modo diverso da quelle solite tutte improntate alla pace e alla fratellanza che sono tipiche dei preti alla messa.
La cosa stupefacente che la stessa lettera ai compagni sarebbe ascoltata nella sede di rifondazione con l’identica disposizione mentale che se qualcuno leggesse il programma politico di Bertinotti.
Blind

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Minerva 27 febbraio 2005 alle 23:49

Leggiti questo documento, di un anno fa, in particolare pag. 51, così capisci che sono idee strutturali della sinistra. Io, però, ti consiglierei di leggerlo tutto, dall’economia all’ecologia, dal sogno dei padri europei, alla pace, identità dell’europa, è molto educativo sul futuro
Quale sinistra? Fassino e D’Alema? Bertinotti? Diliberto? Pecoraro Scanio?
In Italia, l’estrema sinistra è stata sempre blandita e coccolata. In essa si riconosce una parte non trascurabile dell’elettorato. Ed è rappresentata in Parlamento. La conseguenza, per coloro che si cimentano nella costruzione di una sinistra di governo unita, anzi di un centro sinistra, è dover fare i conti con elementi eteogenei che propugnano politiche
- non solo estere – diverse, se non antitetiche. E, purtroppo per loro, Prodi in testa, dire sinistra unita non è esattamente come pronunziare una formula magica capace di far convergere ciò che è irrimediabilmente divergente.

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Calvin 28 febbraio 2005 alle 00:02

Quale, Minerva, che Bush cerca multilateralità? La sinistra ha sempre detto che non era antiamericana; ha detto che era contro la guerra preventiva, l’unilateralismo, le bugie della guerra, le azioni contro le regole della legalità internazionale. Non ha mica detto che era contro la democrazia e le libere elezioni.
Ecco, sono di nuovo d’accordo con il Bondi dei poveri. La sinistra ha sempre detto tutto questo. Quello che non ha MAI detto è di essere contro le dittature, contro la violazione dei diritti umani e civili. Il che è il comportamento ipocrita di quelli che sono contrari alla fame del mondo e organizzano buffet per discuterne con gli amici.
Ha detto che la democrazia, specie oggi, non si conquista con la guerra.
Ah, allora lo vedi che lo dici pure tu che ha detto una cazzata?
Che gli interventi armati si possono giustificare solo se popoli interi sono in pericolo grave, se stati liberi sono invasi, se ci sono pericoli gravissimi e accertati di terrorismo internazionale. E che decisioni di questo tipo vanno assunte dalle grandi organizzazioni internazionali L’Onu, al limite da Ue e Nato.
Come in Bosnia e in Kosovo?
Chi ha cambiato idea, secondo te?
Prodi.
PS MA che razza di pervertito si leggerebbe un documento di più di 50 pagine di Prodi?

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Rolli 28 febbraio 2005 alle 02:06

Due commenti che sintetizzano perfettamente:
“Prodi è filoamericano nei giorni pari, antiamericano nei giorni dispari,neutrale la domenica” (Fabrizio Cicchitto)
“Dobbiamo prendere atto che sulla vicenda irachena la posizione di Romano Prodi è stata e resta estremamente coerente: se fosse stato per lui Saddam Hussein starebbe oggi tranquillamente al suo posto” (La Voce repubblicana)

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ventomare 28 febbraio 2005 alle 10:08

Per quello che riguarda la prescrizione.
Minerva e Blind, quale folle, da un giorno all’altro, senza valutarne le conseguenze, senza prevedere delle azioni a sostegno della giustizia, senza analizzare le cause, dimezza i tempi di prescrizione per una miriade di reati gravissimi rischiando di vanificare 4500 processi e di rendere il codice un testo morto. E’ o non è tecnicamente eversivo e rivoluzionario un comportamento del genere? Se poi ci aggiungi che tutto questo è motivato dal mandare assolto l’amico e complice quarantennale del presidente del consiglio, arriviamo all’attentato allo stato. Non credete? E’ come se il governo e la maggioranza non fosse la forza che deve governare lo stato, ma che lo stato fosse altro da sÈ, una entità regolatoria che deve essere abbattuta e distrutta e che al suo posto debba essere creata una specie di luogo della anarchia legale e della legge del più barbaro. Questo sembra la salvapreviti.
———————————–
Per quello che riguarda le politica estera della sinistra rileggetevi la Costituzione Italiana, art.11.
———————————–
Di quello che sarebbe successo di Saddam se non ci fosse stata la guerra è importante discutere, come di tutte le strategie per l’allargamento delle democrazie. Quello che non si può fare è un mix che non si capisce tra: esportazione della democrazia con le armi, regimi ostili, guerra preventiva, politica imperiale, e terrorismo.
Un mix che se messo in pratica porterebbe una guerra infinita nel secolo ventunesimo. E mi sembra che Bush e l’amministrazione pare l’abbiano iniziato a capire.
Rome not was built in a day. La stessa cosa si potrebbe dire della democrazia. Chi pensa di far diventare tutto il mondo democratico, in quattro e quattro otto, ha tutta l’aria di essere animato dal fuoco divino. Leggere Scalfari di domenica per avere le idee un po’ più chiare. http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/esteri/busheuropa/usaimperiale/usaimperiale.html
Infine mi domando per quale motivo non si riescono a trovare subito i due miliardi di dollari che servono per completare la azione sanitaria contro l’AIDS, a cominciare dai 180 milioni di euro italiani decisi e non stanziati. E mi domando quale parte stanno facendo gli Stati Uniti in tutto questo? Dove si è intervenuti si sono fatti progressi strabilianti ed in centinaia di milioni di persone sta rinascendo la speranza. Vedi Uganda, India, Cambogia e Repubbliche dell’Est.

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Francesco 28 febbraio 2005 alle 11:12

Leggere Scalfari di domenica per avere le idee un po’ più chiare.
Vento, confessa, questa frase la hai messa solo come provocazione. Sai benissimo che nessuna persona sana di mente lo legge, Scalfari, e tantomeno per avere le idee chiare.
Ho rivisto i commenti: quando ti beccano in castagna su Prodi e Bush ti butti su Previti, quando ti rendo conto di avere annoiato ti ributti sul pacifismo … non è che stai trolleggiando?
Bella la tua difesa di una sinistra che non nulla contro la democrazie e le libere elezioni (e grazie al ….) ma non ha intenzione di fare nulla per favorirle.
Te stai a divertì
Francesco

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Puntini 28 febbraio 2005 alle 11:15

Ventomare, la teorizzazione dell’esportazione della democrazia è la diretta conseguenza dell’11 settembre e se la separi da questa non puoi capire il motivo che ha spinto Bush ad adottare questa teoria.
Bush con questa politica ha dato un segnale a tutti i dittatori (non ai regimi democratici) che chiunque abbia mire destabilizzanti o terroristiche se la dovrà vedere con gli USA e la sanzione sarà certa.
L’intervento USA nei balcani (non Europeo, perché altrimenti Milosevich era ancora lì) non può essere visto come profondamente diverso dall’intervento USA in Iraq.
In entrambi i casi c’erano due dittatori, e in entrambi i casi potenze esterne si sono intromesse in affari interni di uno stato. Puoi essere o no d’accordo, ma con entrambe, non una sì e l’altra no. L’ONU in entrambi i casi ha sanato gli interventi, ma dopo che erano avvenuti.
Il primo non era preordinato ma l’inettitudine europea (e dell’ONU) ha spinto gli USA all’intervento; nel secondo caso l’attacco alle torri gemelle li ha spinti a cambiare la politica estera. Il primo Bush aveva in programma di diminuire drasticamente la presenza militare americana all’estero.
Non credo che gli USA abbiano cambiato la strategia: è la sinistra che (come al solito) non l’ha capita, fornisce elucubrazioni su qualcosa che non riesce a capire e alla fine le spiega dicendo che naturalmente aveva ragione.
Sul decreto ex Cirielli siamo alle solite; come l’altra volta, quando dovevano uscire mafiosi, stupratori ecc. ecc.: poi tutto si è risolto in niente. A forza di gridare al lupo la sinistra minerà la poca credibilità rimasta.

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ventomare 28 febbraio 2005 alle 11:36

Ogni volta l’allarme viene gettato dall’opposizione, dalla società civile, da esperti bipartisan, dall’associazione magistrati, dal CSM, dalla stampa democratica. Ogni volta sono gli interventi del presidente della Repubblica a ridimensionare a far modificare le leggi ad personam e gli esiti nefasti e micidiali sul diritto dei testi così come escono dalla maggioranza parlamentare.
La strategia di Bush mi domando che c’entrava con l’Iraq se Saddam non aveva armi di distruzioni di massa. La strategia di Bush è un polpettone. Le ragioni della sanzione militare e della guerra preventiva (armi di distruzione di massa e legami con Al Queda) si sono dimostrate fasulle (Casus belli). Allora si è passati all’esportazione della democrazia (neocon) e all’abbattimento di un regime sanguinario (Bush jr.): cosa che non avrebbe potuto giustificare un intervento armato. Sappiamo tutti invece che la ragione vera, quella pragmatica è di riprendere il controllo di un’area strategica militarmente (Rice) e economicamente (Cheeney), anche in vista di possibili “regime change” al contrario, vedi Arabia Saudita, Pakistan, o Egitto. Perché, tra l’altro, il rischio dei regime change, senza che la democrazia cresca dall’interno, è anche quello che il cambiamento di regime possa portare a maggiore caos e alla vittoria di partiti fondamentalisti, come successe in Algeria.
Per cui, ditemi, se la comunità internazionale può andare dietro all’amministrazione americana e alle idee dei neocon.

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Francesco 28 febbraio 2005 alle 12:08

Io ci andrei dietro, se fossi in te.
Anche per non restare in compagnia di chi non vuole esportare non la democrazia ma i cannoni, alla più ricca e forte dittatura del pianeta.
Sai mai che ti trovi in una Guantanamo cinese e scopri che bello che è … ma scommetto che non ne hai mai sentito parlare, vero?
Francesco
PS il tuo trolleggiamento sta perdendo colpi, dovresti prenderti la pausa pranzo.

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LR 28 febbraio 2005 alle 12:28

Il Presidente della Repubblica modifica le leggi ad personam ed è garante del diritto stravolto da questa maggioranza irresponsabile?
No comment, Vento. Per me è, come il papa, una di quelle figure incomprensibili, un’istituzione non eletta dai cittadini. Uno che va in Cina a fare impegnative promesse di stampo europeo senza consultare la maggioranza espressa dal voto degli italiani. A ‘sto punto non vedo perchè abbiamo cacciato il re. :-)
Insomma se Ciappi non è daccordo… fermi tutti, mi raccomando… altrimenti somatizzo.

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blind 28 febbraio 2005 alle 12:42

Vento:
“…Sappiamo tutti invece che la ragione vera, quella pragmatica è di riprendere il controllo di un’area strategica militarmente
(Rice) e economicamente (Cheeney), anche in vista di possibili “regime
change” al contrario, vedi Arabia Saudita, Pakistan, o Egitto. Perché,…”
Io questo non lo sapevo proprio… e quando sarebbe successo che l’amministrazione americana si era accorta chestava perdendo il controllo di quell’area?
Pensa Ventomare che io avevo concluso che proprio grazie al suo controllo in quell’area, Bush si e’ potuto permettere di decapitare una feroce dittatura amica dei talebani e che se lasciata in piedi avrebbe resa impossibile la nascita della democrazia in Afghanistan.
Non eravate voi che dicevate che tutto il medio oriente si sarebbe incendiato in una guerra infinita per difendere Saddam Hussein e l’autodeterminazione araba?
Blind

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blind 28 febbraio 2005 alle 13:07

Il presidente della Repubblica dovrebbe astenersi dall’esaminare le leggi che riformano la magistratura, essendone egli il capo.
Oh, e’ un conflitto di interessi anche quello, no?
“Un po’ per scherzo e un po’ no…”
Blind

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ventomare 28 febbraio 2005 alle 13:45

Certo, LR, punteremo alla Repubblica Ordalica Italiana. A capo dello Stato c’è l’Unto del Popolo che rimane in carica per 10 anni dalle elezioni. L’Unto del Popolo è a capo di Governo, Parlamento, Magistratura (il nome cambia e diventa “Giurisdizione degli Untori”), Forze Armate. L’Unto controlla anche per decreto il 50% dei mezzi di comunicazione. L’altro 50% è di sua proprietà eterna. La volontà del Popolo si esercità nell’Ordalia. L’Ordalia è la chiamata per urlo (Sì o No) del Candidato Unico del Parlamento. In ogni distretto elettorale un Giureconsulto Untore, sarà giudice incontestabile della vittira degli “IIIIIIIII!!!” o degli “OOOOOOOOO!!!”. L’Ordalia si svolgerà nel segreto dei mezzi di comunicazione di massa per garantire la giusta riservatezza, come si conviene ad ogni Sacra Consultazione Elettorale.
Felicità al Popolo!
Che il Signore degli Universi sia con l’Unto.

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blind 28 febbraio 2005 alle 13:50

…e al partito dei catastrofisti che se la e ce la vogliono tirare ad ogni atto di questo governo, vorrei solo dare un’altra prospettiva divisuale.
Immagina Vento, i cancellieri delle procure, gli uscieri, il personale vario di tutto l’apparato burocratico e sonnecchioso, insomma, che si vede arrivare l’ordine perentorio di andare a bere qualche caffe’ di meno; stare meno al telefono con gli amici; leggere il giornale solo durante la pausa pranzo che non puo’ essere allungata a propria discrezione; rinviare le ferie a dopo l’esaurimento degli arretrati dell’ufficio; a divenire, cioe’, dei veri dipendenti dello stato al servizio dei cittadini.
Questa e’ una, pero’ non basta se, per primi, i magistrati non danno il buon esempio e la smettono di lasciare ogni giorno a centinaia, i cittadini stessi in preda a panico da udienza, fuori da una porta di un’aula, davanti a un cartello (quando c’e') che, arrogantemente, dice che l’udienza e’ stata rinviata a data da destinarsi.
E il poveraccio non sapra’ mai perche’. Spesso il magistrato aveva qualcosa di piu’ divertente e remunerativo da fare! O piu’ semplicemente non aveva voglia che… tanto di tempo c’e’ n’e'…
Blind

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blind 28 febbraio 2005 alle 14:00

Vento, e’ impressionante come hai descritto bene quello che vuole Prodi, a cominciare da quelle ordaliche primarie…
a proposito che fine hanno fatto?
Blind

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ventomare 28 febbraio 2005 alle 14:01

Certo, Blind. La giustizia sarà garantita dall’Unto. L’Unto nella sua magnificente e magnanima bontà eliminerà tutte le inefficienze, sprechi, sfridi, croste, ragnatele e macchie d’unto (anzi la locuzione “macchie d’unto” d’ora in poi è vietata) dalla macchina della giustizia (d’ora in poi al termine giustizia è fatto d’obbligo di aggiungere l’aggettivo “eterno”), et omnia secula seculorum, sarà assicurata immunità e se del caso impunità a tutti. Ad ogni errore della giustizia, un magistrato scelta a caso tra i vari ordini di giudizio sarà spellato vivo. La giustizia penale civile ed amministrativa sarà messa nelle mani di Previti, che giudicherà tutti con giustizia illuminata dalla luce dell’Unto. A tutti sarà garantita, sulla carta, e per libera estrazione, una villa con 70 stanze ed una donna per stanza in Costa Smeralda. Ogni 50 anni sarà estratta a sorte una villa tra gli iscritti alla lista. L’Estratto sarà anche nominato vicevicevicepresidente amico dell’Unto.

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blind 28 febbraio 2005 alle 14:06

Ahiahiahi, Vento, che commenti da “fine degli argomenti!”.
Blind

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superciuk 28 febbraio 2005 alle 14:11

“Et vero in dissensione civili, cum boni plus quam multi valent, expendendos cives, non numerandos.”
Marco Tullio Cicerone

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LR 28 febbraio 2005 alle 15:03

Guarda Vento, ho capito quello che vuoi dire, ma la storia dell’Unto è veramente fuori luogo. Qui parliamo di uno di quelli (e ce ne sono tanti altri) che mantengono la famiglia e le famiglie dei collaboratori a spese del contribuente (sorvolando sul passato che è meglio), che nessuno ha mai eletto ma che ci rompono le palle ogni giorno su tutti i giornali sentenziando e moraleggiando.
E riguardo la Forleo? Niente. E la Cina? Bocca chiusa.
Oggi ha invitato tutte le forze di governo, dell’industria e sindacali a “tornare ai bei tempi della concertazione”…

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marcom 28 febbraio 2005 alle 15:12

Non poteva essere diversamente.E’ stato iscritto alla CGIL.Ha la concertazione nel DNA!

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Ginchelli 28 febbraio 2005 alle 15:25

L’Unione fa’ la forca.

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Minerva 28 febbraio 2005 alle 16:31

Quando la legge sarà approvata e Previti condannato arriverete voi, anime candide, a giustificare Previti che si rimangerà la parola, dicendo che un condannato ha diritto ad esercitare ogni risorsa a suo favore. E poi me lo immagino già Previti, col medio alzato che non rifiuta la prescrizione e dice: “Stronzi!”. A me non lo potrà dire, perché io a Berlusconi e Previti non gli credo neanche se giurano sulla testa dei figli (per questo Berlusconi l’ha già fatto ripetutamente, cosa già meschina di per sÈ) a te si però, a te lo potrà dire! Se, malgrado io spero e confido che la legge non passerà perché sarà bollata come incostituzionale, quella legge diverrà legge dello stato, quel giorno che Previti ti prenderà per i fondelli, io te lo ricorderò.
A causa di questa tua profezia, Ventomare, (con l’interferenza di questo mio commento “Se venisse approvata una legge che prevedesse il trapianto di capelli a carico del SSN, la bolleresti come incostituzionale perché salva Berlusconi“) ieri notte ho avuto un incubo.
Berlusconi e Previti, sfoggiando lunghe chiome corvine – stile Val Kilmer in Willow – con il dito medio alzato, gli screanzati, mi gridavano “Stronza!!!”
Mi sono svegliata urlando: “Nooooooo! Aveva ragione Ventomare!”
Ormai tormentata dal dubbio, sono passata ad altro problema e ho riletto l’articolo 11 della Costituzione. Niente da fare: all’intervento nei Balcani l’articolo sta decisamente stretto (forse, rispetto ad allora, si è infeltrito) e l’Unione una politica estera comune a tutti gli uniti seguita a non averla.

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Minerva 28 febbraio 2005 alle 16:34

Ventomare, è evidente che il tuo interesse per la Cirielli è dovuto esclusivamente a Previti, ma in ogni caso non dovresti essere così certo di una condanna definitiva di CP e della necessità di una prescrizione di salvataggio.
Da un’intervista del giudice Luigi Bitto, presidente del Tribunale di Bergamo, a spiegazione della sentenza di Milano che assolveva e “prescriveva” Berlusconi:
´Intanto si muoveva [il presidente Castellano] in una zona grigia: c’era un passaggio diretto di denaro, sia pure da Previti a Squillante, anche se non si sa il motivo per cui quel denaro sarebbe stato dato. E su questo punto, sia detto per inciso, dovremmo aprire una lunga discussione: il reato, così configurato, traballa vistosamente, ma questo ci porterebbe lontanoª.

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ventomare 28 febbraio 2005 alle 17:31

Manca poco, Minerva, alle motivazioni della prescrizione di Berlusconi. Essendo stata pronunciata la sentenza il 10 dicembre, entro l’8 marzo dovranno essere rese pubbliche le motivazioni. E poi si vedremo. Io mi ricordo tutte le interpretazioni che a suo tempo avevate fatto. Le andremo a riprendere.
Aggiungo, che per togliere ogni dubbio sulla legge Salvapreviti basterebbe non applicare la legge ai processi in corso. Aggiungo che per tutte le modifiche della prescrizione si dovrebbe fare questo. Anche quelle fatte per Berlusconi. Altrimenti è come un’indulto mascherato, un’autoassoluzione e l’impunità. Così, uno, si libererebbe il campo da interferenze varie, due si darebbe il tempo all’amministrazione di valutare con calma le implicazioni dei tempi e degli investimenti da fare nell’amministrazione della giustizia. Invece c’è una fretta che porta a cattivi pensieri. No, Minerva?

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bill 28 febbraio 2005 alle 17:41

Ventomare, a me piacciono i bastian contrari, perciò mi stai simpatico. Epperò non riesco a credere a quello che dici, o meglio, che tu creda a quello che scrivi. Perchè penso che quella nomenklatura di catafalchi che ti piace tanto ormai la ascolti solo tu. Voglio dire, un Ciampi che tutti i giorni esterna banalità: ma che palle. La modesta pensioncina che prende gliela danno lo stesso anche se non dice un’ovvietà quotidianamente. Gli stessi elettori di centrosinistra, quando parla uno come Prodi, penso che accettino la cosa come una necessaria jattura. E, tanto per cambiare, sbagliano. Sul fatto che sia necessaria, ovviamente.

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Minerva 28 febbraio 2005 alle 18:03

Ma la Cirielli non è in vigore, Ventomare. A Berlusconi è stata applicata la prescrizione già prevista dal cpp. E non è detto che le motivazioni vengano depositate entro l’8 marzo. I novanta giorni devono essere liberi: non si computano i giorni festivi. E’ anche vero che i giudici possono non utilizzare tutto il tempo a loro disposizione.

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ventomare 28 febbraio 2005 alle 18:12

Art. 11.
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.”
Nel Kosovo, era in corso una gravissima e sanguinosa pulizia etnica alle porte di casa nostra, ed era in pericolo un popolo intero, come in Bosnia, la citta di Sarajevo era sottoposta a bombardamenti da 4 anni. L’intervento era dettato dal pericolo più che imminente in cui si trovavano le popolazioni, era in discussione la pace e la giustizia dell’etnia kosovara aggredita dall’esercito e dalle milizie serbe. La UE come l’Onu è un’organizzazione la cui missione è favorire la pace e la giustizia tra i popoli. La NATO è stato lo strumento di una decisione nella quale tutti gli stati europei erano concordi. Non era una coalizione dei volenterosi: chi si e chi no. Questo garantiva che l’intervento non fosse legato ad interessi di questo o quell’altro. Erano tutti gli europei, in un problema che riguardava l’Europa, non l’Africa.
Nella conduzione della guerra si poteva evitare di bombardare Belgrado, anche se la guerra, proprio in quanto guerra, non è facile da contenere una volta iniziata.
Anche la prima guerra del golfo rientrava in questa logica. Lì c’era uno stato invaso, il Kuwait. Anche lì si doveva garantire la pace e la giustizia dei kuwaitiani. C’era stata una risoluzione Onu. Anche lì si andò oltre con la distruzione inutile di vite verso la fine della guerra, la strage della strada della morte. Come conseguenza della guerra si divise l’Iraq in tre aree a protezione delle etnie curde e sciite che era rimasta fino a questa guerra.

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blind 28 febbraio 2005 alle 18:32

Sai cos’e’ che mi sfugge, allora, Ventomare? Il motivo per cui Cossutta avesse, come diceva di continuo, la lettera di dimissioni dal governo e come mai andasse a chiedere perdono a Milosevic ogni volta che poteva.
se era tutto chiaro come dici tu perche’ rifondazione e i comunisti e altri vari della maggioranza organizzavano cortei contro la guerra in Cosovo?
Rispondi pero’ se non ti dispiace.
Blind

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ventomare 28 febbraio 2005 alle 18:34

Ciampi è un grande Presidente. Un uomo che ha dedicato la propria vita professionale al lustro ed al benessere dell’Italia. Nonostante abbia a che fare con Berlusconi, che non mostra rispetto alcuno per le istituzioni, ha sempre dimostrato grande equilibrio e saggezza. Ha contribuito quasi da solo all’ingresso in Europa meritandosi il rispetto e il prestigio internazionale.
Se siete così miopi da non accorgervi di questo dalla cronaca politica, la storia farà la differenza tra un uomo onesto e capace, ed un nano politico, uso alla coltivazione di interessi personali.
Se non ci fosse Ciampi, ancora, a sostenere il paese, mi domando dove ci avrebbe portato la perdita di entusiasmo e lo scoramento. Scoramento che voi non siete in grado ovviamente di percepire. E’ come in una famiglia quando c’è un rompicoglioni che vuole sempre l’attenzione, una nevrosi da complesso di inferiorità che si tramuta in una necessità di creare angoscia continua per controllare, manipolare ed impedire agli altri di esercitare la loro felicità e libertà, di agire e di critica.
Ne avrete sicuramente tutti qualche esempio a portata di mano, un’esperiena psicologica capitata a tutti.

Replica

Minerva 28 febbraio 2005 alle 18:34

La UE, per il diritto internazionale, non è affatto come l’ONU.
Mi chiedo, poi, perchè allora non intervenire per fermare il genocidio nel Darfur? (gli Usa, fino ad ora, sono gli unici che hanno fatto pressioni anche in sede Onu, l’Europa tace). La vera ragione dell’intervento nei Balcani è che era alle porte di casa ed occorreva stabilizzare l’area. Infatti lo scrivi anche tu: erano tutti gli europei. Che però, come al solito, la maggior parte del lavoro lo hanno fatto fare agli SU.Perché c’erano anche loro: Bill Clinton comandante in capo.
Saddam ne ha uccisi molti di più di Milosecic. Perciò, secondo il tuo ragionamento,l’intervento in Iraq sarebbe più che giustificato.

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Minerva 28 febbraio 2005 alle 18:41

Eh no, è tutta colpa del server: io ho cliccato su post una sola volta.

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ventomare 28 febbraio 2005 alle 18:46

Guarda che ci andò anche Bossi da Milosevic, Blind!
In ogni caso non ho nessuna difficoltà ad ammettere che c’erano problemi all’interno della sinistra. La guerra ha sempre diviso la sinistra, anche nella prima guerra mondiale. Mi ricordo Santoro che andò sui ponti di Belgrado. D’Alema si è giocato parte della sua forza politica. Bertinotti fu contro, ma fu contro anche in Iraq dove c’era l’Onu. Adesso ci sono idee diverse sul ruolo dell’ONu ad esempio anche per Bertinotti.
Ma secondo me fu giusto, non si poteva assistere senza fare niente alla pulizia etnica, agli stupri, alle stragi, alle deportazioni di quasi un milione di persone.
L’Iraq non aveva niente di tutto questo. Sebbene sanguinario, Saddam, le etnie erano in parte salvaguardate dalla no-fly zone. C’era l’embargo pesante, c’era l’attenzione del mondo, gli ispettori, si poteva fare diversamente. Si poteva continuare con la pressione internazionale. Non c’era nessuna organizzazione internazionale. C’erano controversie in seno all’Onu, pareri differenti degli ispettori. Senza considerare la guerra preventiva, le bugie, gli interessi americani nell’energia e nell’area strategica. Era molto più importante intervenire in Darfur, se per questo.

Replica

bill 28 febbraio 2005 alle 19:03

Guarda Ventomare che Ciampi alla Presidenza del Consiglio fu un disastro, proprio dal punto di vista economico. Siccome mi sono letto in questi giorni i dati economico-finanziari del suo orripilante periodo, che comportò una costosissima quanto demenziale e inutile difesa della lira sul mercato delle valute fatta svuotando le casse pubbliche (una cosa criminale), mi riprometto di darteli il prima possibile. Come Presidente della Repubblica è sicuramente meno peggio di Scalfaro (ma per questo bastava un celebroleso); continua però l’improvvida abitudine avviata da Pertini delle esternazioni, quotidiane quanto di nessuna utilità, che non gli competono. Ma si sà, più l’uomo invecchia e più è vanaglorioso. A sinistra, che con l’ovvio ci vanno a letto, non par vero di sentire cosette inutili tutti i giorni: ciò giustifica il nulla che da là propongono. A proposito: non vedo l’ora di leggere il programma che scaturirà dalla “fabbrica”: deve essere davvero geniale. Ma come si fà? Mah!

Replica

blind 28 febbraio 2005 alle 19:10

Rolli, aiuto!
Il server e’ completamente fuori come un balcone!

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blind 28 febbraio 2005 alle 20:14

Bill, quello che e’ inconcepibile e’ che dalle stucchevoli ovvieta’, Ciampi sia passato a schierarsi politicamente.
Parla di calo di competitivita’, non fa tacere il csm quando questo attacca il parlamento e ha usato due volte, che sono due volte di troppo, il rinvio alle camere delle leggi.
Blind

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blind 28 febbraio 2005 alle 20:32

Ventomare, il fatto e’ che se voi foste stati al governo dopo l’11 settembre avreste fatto di peggio di quello che ha fatto il fifone Berlusconi.
Gli aerei italiani andarono a bombardare la Serbia ancora prima che il parlamento venisse convocato per discutere il via libera alla guerra.
E il governo catto-comunista di D’Alema sarebbe andato in minoranza senza l’aiuto dell’opposizione guidata da Berlusca.
Dovresti riascoltarti gli interventi di Bertinotti, di Cossutta e altri compagni ds in dissenso e sentiresti che le stesse motivazioni che usano contro l’intervento in Iraq, le usavano contro quello nei Balcani.
Blind

Replica

Rolli 28 febbraio 2005 alle 20:33

Blind, mi fai sapere che problemi ti dà?
Veramente se tutti segnalassero i problemi sistematicamente, come avevo gentilmente chiesto, magari riusciremmo anche ad avere un’idea precisa. Io so quelli che incontro io, di problemi, come internal server error e dopoi aver postato “impossibile visualizzare la pagina”; è bene sapere quali incontrano gli altri ecc.
Fammi sapere blindina.
A me, ad esempio, ora ha perso la pagina, postando, e non pubblicato il commento, cosa che invece prima faceva.

Replica

superciuk 28 febbraio 2005 alle 20:35

“ha usato due volte, che sono due volte di troppo, il rinvio alle camere delle leggi.”
Abolire i capo dello stato: Raus!

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superciuk 28 febbraio 2005 alle 20:38

blindina, cicci, ti sei snervata? Peggio che con i brutti e cattivi?
Povera pucci, pucci.

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blind 28 febbraio 2005 alle 20:42

Tutto quello che capita a te, Rolli, capita a tutti, credo.
A volte scompare la pagina ma salva il commento a volte no.
Insomma un casotto.
Blind
p.s.: qualche giorno fa ci avevi linkato il server, forse volevi che gli mandassimo qualche insulto?

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Rolli 28 febbraio 2005 alle 20:55

Ho linkato il server perchè le loro maestà si rifiutavano di cambiarlo, così ricevevano le visitine e capivano di cosa stessi parlando; infatti si sono quietati al momento, ma non è colpa solo del server. Portate pazienza ancora questa settimana (io ormai la pazienza l’ho persa) e poi si rifà tutto.

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Rolli 28 febbraio 2005 alle 21:43
Rolli 28 febbraio 2005 alle 22:01

Veramente la pulizia etnica, in Serbia, le stragi e le violenze erano già finite da un pezzo (quando appunto nessuno interveniva e c’era un bel silenzio toale) quando si prese il pretesto (sottolineato) per attaccarli.

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ventomare 28 febbraio 2005 alle 22:06

Ha rimandato indietro leggi eversive, Ciampi. se non l’svesse fatto avrebbe potuto essere incriminato per attentato alla Costituzione. Ha rimandato la Gasparri, legge contro il pluralismo, e la riforma della giustizia, legge contro l’eqilibrio dei poteri. Entrambe le cose sono pilastri della Costituzione. Il Capo dello Stato è capo del CSM e delle forze armate proprio per esercitare la funzione di garante e di massima autorità dello stato. Il suo filtro serve anche per non far fare figuracce al parlamento (sequestrato dalla maggioranza). Quella volta che Ciampi ha fatto passare una legge sulla quale aveva lavorato di moral suasion, essa è stata bocciata dalla Consulta: quella sull’immunità per le cariche dello stato. Dopo il comunista Ciampi, anche quelli della Consulta sono comunisti. Dopo Montezemolo comunista e capo possibile dell’opposizione, non c’è rimasto nessuno. L’unico italiano che non è comunista è Berlusconi che invita Putin ex capo del KGB nella villa in Costa Smeralda e ci fa pappa e ciccia, tanto che secondo me, Bush tra un po’ lo manda a cacare.
La verità è che il premier sta iniziando ad andare fuori di testa. Sente che perde in Italia e perde anche gli ultimi appoggi internazionali. Ne farà sempre di più di queste stronzate. Fino che scoppia.

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Puntini 28 febbraio 2005 alle 22:27

Ventomare, il genocidio Milosevich lo faceva in casa sua e la nato ha deciso di intervenire negli affari interni di uno stato. Voglio vedere all’opera la grande potenza europea che ferma tutto da sola un genocidio in una qualsiasi parte del mondo. Se non era per gli USA, Milosevich era ancora al suo posto a fare i suoi comodi. Il fatto che abbiano buttato giù un altro dittatore sanguinario ci fa schifo, dobbiamo cavillare.
Il punto è: se l’ONU è il luogo dove tutte le controversie internazionali devono essere risolte, con Milosevich è stato fatto un errore. E in Italia l’errore di quel periodo è doppio perchè D’Alema (per non finire sotto in parlamento) ha camuffato un’azione di guerra per azione di protezione dei bombardieri alleati (mentre lui faceva bombardare la popolazione civile).

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ventomare 28 febbraio 2005 alle 22:51

Se la guerra fosse stata fatta perché i sunniti stavano mettendo in pratica un’azione di pulizia etnica contro sunniti e curdi, se se ne fosse rilevata l’urgenza e si fosse intervenuto per arrestarla, non ci sarebbe stata l’opposizione che c’è stata contro la guerra preventiva basata su bugie. Stanne certo. Come è successo con il Kuwait. Intervenire per salvare migliaia e migliaia di vite minacciate e schiacciate è cosa diversa dall’invasione per cambiare un regime. Non ci vuole molto a capirlo, anzi a sentirlo. La spinta è solo fermare il massacro. Se non ve ne rendete conto io non ci posso fare niente.
C’è da aggiungere che il giudizio dell’Onu, di Annan in particolare, contro i soprusi serbi era totale, a parte la Russia. Leggi la cronistoria qui.

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Minerva 28 febbraio 2005 alle 22:57

Ma secondo me fu giusto, non si poteva assistere senza fare niente alla pulizia etnica, agli stupri, alle stragi, alle deportazioni di quasi un milione di persone.
L’Iraq non aveva niente di tutto questo. Sebbene sanguinario, Saddam, le etnie erano in parte salvaguardate dalla no-fly zone. C’era l’embargo pesante, c’era l’attenzione del mondo, gli ispettori, si poteva fare diversamente.
Ricordi male, Ventomare. Ma forse non sai che nel Kosovo non sono state ritrovate tutte le fosse comuni di cui tanto si parlò per “pubblicizzare” l’intervento. Leggi questo articolo molto interessante. Pensa: fu una guerra preventiva.
Sebbene sanguinario, Saddam, le etnie erano in parte salvaguardate dalla no-fly zone.
Etnie? Solo i curdi, in una zona ristretta del Nord e grazie agli SU. E gli sciiti?
Embargo? Ma c’era Oil for Food che, stiamo scoprendo, funzionava a meraviglia.
La situazione in Darfur è precipitata fra la fine del 2003 e il 2004. Gli SU hanno portato la questione in Consiglio di Sicurezza, ma Russia e Cina si sono opposte: temevano che il controllo delle risorse petrolifere mutasse a loro sfavore. L’Europa? Silenzio.

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Minerva 28 febbraio 2005 alle 23:04

Rolli, i problemi che ho nel postare sono gli stessi che descrivi tu. Oggi però la situazione è peggiorata. Per il commento precedente, un messaggio in inglese mi comunicava che il post era troppo lungo e non so che altro, perchè ho cliccato di nuovo su post e il commento è stato salvato. Ciao :)

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blind 28 febbraio 2005 alle 23:21

Ventomare, e’ questa l’Europa tutta angioletti e colombe della pace che intendete tu e Prodi?
“Esteri
28 feb 00:04 Francia: accordo militare con lo Yemen
SANAA – Accordo di cooperazione militare e di sicurezza tra la Francia e
lo Yemen. Lo ha annunciato oggi a Sanaa, la capitale yemenita, il ministro
della Difesa francese, Alliot-Marie. Tra i punti qualificanti del patto
l’organizzazione di operazioni congiunte, lo scambio di informazioni e
la fornitura allo Yemen di equipaggiamento militare francese. (Agr)”
Non ti sembra che manchi qualcosa?
Blind

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ventomare 1 marzo 2005 alle 01:17

Guarda, Blind, che l’Europa non è una nazione e non c’è stata, ancora, cessione di sovranità sulla difesa, sulla cooperazione militare e civili, sugli accordi industriali, ivi inclusi quelli delle armi. Ma è un processo che non tornerà indietro, sta sicura. Aggiungo che se tornasse indietro sarebbe una tragedia per l’umanità, una sconfitta atroce e grave. Ma non succederà perché l’Europa è di più dell’Europa! Peccato per te che non lo capisci e che non puoi vivere questa grande speranza.
Minerva, sulla deportazione del milione di kosovari sparsi su tutti i confini, le politiche della grande Serbia applicate al confine croato, in Bosnia; le azioni di Mladic, l’emergenza umanitaria, l’abbiamo vista tutti. Spacciarla come un’invenzione mediatica mi sembra negare l’evidenza, e fa il paio con le frottole delle armi di distruzione di massa.

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blind 1 marzo 2005 alle 01:44

Ventomare, mi parli come se stessimo commentando una meraviglia della natura o un capolavoro di chissa’ quale arte che io, limitata come sono, non posso gustare nella sua eccelsa bellezza.
Qui stiamo parlando di armi che fanno pum pam e che uccidono quando vengono usate.
E la Francia si fa gli affari suoi e vi dice questa e’ l’europa del futuro: francese.
Blind

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Minerva 1 marzo 2005 alle 11:02

Ventomare, l’articolo – si riferisce alle fosse comuni – lo hai letto tutto? Il primo a parlarne fu l’Unità. E le indagini le ha fatte una commissione internazionale. Certo se non fossero intervenuti – dopo aver insistentemente chiesto aiuto a Clinton – la situazione sarebbe precipitata. Ma fu una guerra preventiva.
In senso inverso, ma è come per la Cirielli: la condanni perché dicono che è salva Previti. La guerra nei Balcani la assolvi perché targata D’Alema e benedetta da Prodi.
P.S. Ero favorevole non solo alla guerra in Iraq, ma anche a quella nei Balcani.

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bill 1 marzo 2005 alle 11:17

Ventomà, se il processo europeo non andasse in porto sarebbe una tragedia per l’umanità? Ma cosa ti hanno fatto, il lavaggio del cervello? Che l’UE poi promuova la pace nel mondo equivale a dire che gli asini volano: e chi gliene dà il diritto? E che gliene frega al resto del mondo se l’Europa è unita o no? Il fatto che tu non vuoi capire è che è stato giusto abbattere tanto Milosevich che Saddam. Con una differenza: in Iraq le fosse comuni c’erano eccome, in Serbia no. E in Serbia abbiamo, noi Italiani, bombardato Belgrado (senza alcuna autorizzazione Onu, senza informare il parlamento), e in Iraq non abbiamo bombardato proprio niente. Ma la tua doglianza per le morti dei civili si ferma all’errorino di Baffino? Complimenti per l’obiettività. Cos’è, se bombarda l’Ulivo la morte è più bella? E il fatto che la stragrande maggioranza delle vittime in Iraq le faccia il terrorismo non ti dice niente? Neanche una paroletta? Mi ricordi quei simpaticoni che negli anni 70 dicevano “nè con lo stato, nè con le BR. Cosa facciamo, ci mandiamo Prodi dai terroristi per raccontare quanto è brutta la guerra? In effetti, pur di non sentire uno che non sà neanche leggersi la costituzione, potrebbero smettere gli ammazzamenti per la disperazione.

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Puntini 1 marzo 2005 alle 11:19

Insomma una guerra contro uno stato sovrano è lecita solo se benedetta da sinistra. Se un dittatore fa 10.000 morti e la sinistra lo ritiene cattivo lo si può bombardare con il pretesto che fa pulizia etnica, se ne fa 2.000.000 e gli USA lo cacciano utilizzando come pretesto un timore non infondato, non è più lecito. Ho sintetizzato bene o mi è sfuggito qualche particolare?

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bill 1 marzo 2005 alle 11:30

E smettiamola coi santini della Repubblica: si parla di mediocri. Ciampi fece un disastro come presidente della Repubblica: azzerò le casse dello stato per difendere la valuta, cosa completamente assurda e oltretutto controproducente. La Gasparri è una buona legge: il problemino è che ci sono taluni biscazzieri, tipo il De Benedetti, che vorrebbero fare TV senza sborsare una lira. Voi, Ventomare, siete sempre dalla parte dei ladri:basta che lecchino un pò, e vi diano gli avanzi. Per voi non intendo te come persona ovviamente, ma come controparte politica. Montezemolo non è certo comunista: sà solo che voi gli regalereste l’ennesima valanga di quattrini a babbo morto. Vatti a rileggere l’accordo che quell’ameba travestita da bipede che è Prodi fece con la Fiat per la cessione dell’ Alfa Romeo: oltre a pagare dei soldi che ancora non ha pagato, la Fiat doveva assumere non so quante migliaia di nuovi addetti e mantenere la struttura produttiva. Guarda cos’è stato fatto. E secondo te si dovrebbe dare il Paese in mano a gente così? Ma va là.

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BJH 1 marzo 2005 alle 12:05

Le amd non son sono state trovate come non sono state trovate le decine di migliaia di corpi in fosse comuni nel Kosovo.(perchè di questo si parlava per pulizia etnica) Se son frottole le prime lo è pure la motivazione della guerra del kosovo.(al di là del fatto che Milosevic fosse un criminale)
In kosovo l’ONU non ha autorizzato l’intervento e a farci partecipare alla guerra in barba all’articolo 11 c’erano tanti di quelli che oggi lo hanno incorniciato dopo averlo rispolverato.
Guerra illegittima e di occupazione (secondo uno schema a me poco gradito ma classico)
Stendiamo un velo pietoso sul dopoguerra in Kosovo.

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bill 1 marzo 2005 alle 12:43

Il dopoguerra in Kosovo è gestito dall’ONU. Per la precisione.

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Kamarul 21 novembre 2014 alle 07:58

Il silenzio perf2 non lo osevnsaro i dirigenti del PD, di cui ieri ho intravisto a L’Infedele una certa Daniela Gottardi. L’esponente della Lega faceva notare che chi ha un’industria tessile in Italia deve spendere soldi per la difesa dell’ambiente, la sicurezza del costo del lavoro, pif9 il resto, costi della burocrazia, oneri sociali. No, ha detto la Gottardi, e8 che voi non siete pif9 bravi dei cinesi. Non c’entra essere pif9 bravi o no, ha replicato il leghista, noi abbiamo quelle spese, loro no. E’ colpa della scuola, ha cinguettato la Gottardi, che e8 troppo arretrata. Non discuto, ha detto il leghista, ma il problema resta: noi abbiamo dei costi in pif9. Ho spento la TV e mi sono detto che se gli uomini sono questi, se la strategia del PD per riprendersi il Nord e8 questa -ripetere con dei pappagallini le formulette dell’economia neoclassica- ci sare0 da ridere.

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