Andrea Marcenaro: Repubblica e l’angolo del mugugno

Ma cosa deve fare un povero direttore se il suo giornale, che è l’organo della sinistra, lo specchio della protesta, il luna-park dell’indignazione antineocon, la sagra dell’Europa che non c’è, la casa di tutti i Pietro Micca con la penna in mano, diventa un’altra roba?
Come doveva timonare il povero Ezio Mauro, conosciuto non a caso come il Piccolo Timoniere, tra le onde in cui gli tocca navigare? Con Donald Rumsfeld, che ormai sembra diventato l’editorialista più importante del giornale. Con Vittorio Zucconi, che da una decina di giorni scrive di Bush come se fosse l’ottavo dei fratelli Cervi.
Con i titolisti, che quando si nominano gli Usa adesso si alzano in piedi, cantano God bless e piangono con la mano sul cuore.
E con Affari e Finanza, perfino, che di punto in bianco ti alza delle lodi alla Gasparri e al digitale terrestre che neanche Piersilvio.
Ecco. La redazione un poco sbanda, perché si sente un sacco scapigliata, ma Mauro è stato un genio. Ha inventato l’angolo del mugugno, il cantuccio della protesta.
A turno si va lì e ci si sfoga: cacca, piscia, cacca, merda e pupù. Meglio se su Previti, come ieri D’Avanzo.
Andrea’s Version - Il Foglio
Blindinorge

di Rolli il 25 febbraio 2005 in Andrea Marcenaro · 1 commento

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blind 25 febbraio 2005 alle 19:56

Cosa???
Blind

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