Fascisti di sinistra contro Ehud Gol

Il collettivo politico di Scienze politiche ha tentato di impedire all’ambasciatore di Israele Ehud Gol di prendere la parola durante una lezione organizzata dalla facoltà di Giurisprudenza, a Firenze.
Dopodicchè sono intervenute le forze dell’ordine, che hanno sgomberato l’aula dai fascistoni rossi, permettendo così a Gol di tenere la sua lezione, misurandosi anche in un contraddittorio serrato e piuttosto duro con gli studenti. Infine l’ambasciatore è stato fatto uscire dal retro, per questioni di sicurezza.
I fascisti rossi invece denunciano:”le vittime siamo noi. La polizia ci ha prelevato di peso” Pensa tu che cattivoni, ‘sti poliziotti.
Del resto loro non accettano “lezioni di democrazia, perché quell’uomo non rappresenta uno Stato democratico”, e poi “è indegno che a parlare di prospettive di pace sia l’indesiderato ospite, portavoce di uno Stato che, in nome di una presunta democrazia, espropria di fatto la popolazione dei diritti fondamentali”.
Perfettamente inutile far presente che in democrazia si ha diritto di esprimere le proprie opinioni, perchè la risposta è pronta:”Il suo diritto alla parola non esiste, perché lui appartiene a uno Stato che non assicura neppure il diritto alla vita”. Lezioni di democrazia sinistra , insomma, che già conosciamo. (fonte: Corriere della Sera)

di Rolli il 24 febbraio 2005 in Politica · 12 commenti

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blind 24 febbraio 2005 alle 02:56

Dopo essermi letta l’articolo dolciastro di Repubblica, linkato nel post, non ho potuto resistere alla tentazione di copiare qui il servizio di Imarisio sul Corriere.
Lo so che non sono cavoli miei ma, se volete, leggete entrambi i pezzi e poi …
A me un po’ di fumino e’ venuto. Soprattutto leggendo la chiusura di Repubblica con la dichiarazione di Amos Luzzato, un uomo che, nonostante tutti i calci che gli ebrei e israele si sono presi dalle sinistre, continua a coprirsi gli occhi per vedere solo fascisti ovunque.
“Gol contestato dagli studenti: ´Sei un fascistaª
DAL NOSTRO INVIATO
FIRENZE – ´Provi a vedere se ne trova uno nel cestino della carta straccia.
Li hanno strappati tuttiª. I cartelli che annunciano la lezione sul tema
´Prospettive di pace in Medio Orienteª in effetti sono dove dice la donna
delle pulizie che sta spazzando l’atrio della facoltà di Giurisprudenza.
Il timbro dell’ateneo di Firenze, ´Lezione di S.E. l’Ambasciatore di Israele,
che avrà luogo alle ore 12 nell’aula 1.18 (D6) del polo universitario di
Novoliª. Sui muri (e per terra, e sui banchi) adesso ci sono altri cartelli,
i volantini del ´Collettivo politico di Scienze Politicheª. Titolo: ´L’ambasciator
che porta penaª. Contenuto: ´» indegno che a parlare di prospettive di
pace sia l’indesiderato ospite, portavoce di uno Stato che, in nome di
una presunta democrazia, espropria di fatto la popolazione dei diritti
fondamentali… Vogliamo quindi ribadire il nostro sdegno di fronte alla
presenza di un tale personaggio nelle nostre aule…ª.
Il loro sdegno lo hanno ribadito, su questo pochi dubbi. Alle 12.10, mentre
l’ambasciatore Ehud Gol stava per prendere la parola, gli studenti di Scienze
Politiche hanno srotolato una striscione (´Vita, terra e libertà per il
popolo palestineseª), e hanno urlato. ´Sharon boiaª, ´Israele fascistaª,
´Assassiniª eccetera. Così per venti minuti. Il professore ordinario di
Storia delle Costituzioni moderne Stefano Mannoni, che organizzava l’incontro,
ha deciso che la lezione si faceva lo stesso. Si è consultato con il rettore,
e ha chiamato la questura. Lo sgombero è stato laborioso, con scontri verbali
tra il preside di Giurisprudenza e gli ospiti (´Fascistaª, ´No, fascisti
voiª). Sono arrivate le camionette del reparto mobile, c’erano i poliziotti
in assetto antisommossa.
Cinque ore dopo, l’ambasciatore Gol è ancora furibondo. ´Ridicoli, ridicoliª,
dice. ´E pensare che ero felice. Dall’inizio dei nuovi negoziati, era la
prima volta che parlavo ai giovani. Ho sentito l’odio di questi ragazzi
nei confronti dello Stato che rappresento. Un odio totale e ignorante.
Ma li leggono i giornali?ª. Gol dice che è la seconda volta. Quattro mesi
fa a un suo collaboratore era stato impedito di parlare all’università
di Pisa. C’era di mezzo sempre un altro collettivo, che spiegò come ´l’oppressoreª
fosse stato ´respinto a calci nel culoª.
Ragazzi, forse era meglio se vi veniva un’altra idea. ´Dici? Guarda che
le vittime siamo noi. La polizia ci ha prelevato di pesoª. Sono una trentina
in tutto. Il più grande ha 24 anni, diciannove la più giovane. Il Collettivo
esiste dal 1976. La sede è al pianterreno, nel palazzo accanto a quello
di Giurisprudenza. Una stanza lunga e stretta. Ai muri ci sono i poster
di ordinanza, ´Guatemala resisteª, ´Solidaridad obreraª, ´Contro gli imperialismiª.
Qualche scritta a pennarello: ´Chavez no se ne vaª, ´Antifascismo militante,
parole poche, mazzate tanteª. Si finanziano con le feste organizzate in
facoltà, quella del 12 ottobre scorso ha lasciato strascichi. Il rettore
non ha gradito lo stato di viali e corridoi a musica finita. Organizzano
convegni, il prossimo è con l’economista Walden Bello. Jacopo e Giovanni,
uno fiorentino, l’altro sardo di Nuoro: ´Non accettiamo lezioni di democrazia,
perché quell’uomo non rappresenta uno Stato democraticoª. Sono sinceramente
stupiti quando apprendono che la loro trovata ha scatenato altri sdegni,
come quello del presidente della Camera Casini (´Indegno episodio di violenza
e sopraffazioneª). Dice una ragazza: ´Quella lezione non aveva contraddittorio,
era antidemocraticaª.
Alla facoltà di giurisprudenza fanno notare che è in programma anche un
incontro con un delegato palestinese, bastava aspettare. ´Se verrà, lo
faremo parlareª. Ecco, magari il problema è questo. ´Quale?ª. Non vi sembra
sbagliato impedire a una persona di esprimere le sue opinioni? Jacopo dice:
´Il suo diritto alla parola non esiste, perché lui appartiene a uno Stato
che non assicura neppure il diritto alla vitaª. Alla fine Gol ha parlato
per mezz’ora, rispondendo alle domande anche dure degli studenti rimasti
in aula. Quelli del Collettivo si sono trovati nel pomeriggio, hanno discusso
un comunicato per rivendicare l’iniziativa, giudicata ´un successoª.
Marco Imarisio

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marcom 24 febbraio 2005 alle 09:04

Quello che mi dispiace e’ che,ancora una volta,un grave episodio di intolleranza radicale della sinistra accade in Toscana(la mia regione,buco nero della democrazia).D’altronde non c’e’ neanche da meravigliarsi piu’ di tanto,se consideriamo che il governatore rosso della regione(Martini)e’ un paladino dei no global girotondini,che sfila ai loro cortei e, da perfetto ruffiano,li difende sempre,qualunque cazz*ta facciano!

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Alex Marra 24 febbraio 2005 alle 10:43

non è certo un fenomeno solo Toscano. in tutte le università italiane i cosiddetti collettivi fanno il bello e il cattivo tempo e tappano la bocca a chi vogliono. qualche anno fa mi ricordo che a Torino, dove studiavo, impedirono una conferenza di Renzo De Felice. la sede delle facoltà umanistiche è costantemente inondata di manifesti “antisionisti” e bandiere palestinesi e il metodo più sicuro per rimediare un bel pestaggio sarebbe presentarsi con una bandiera israeliana (tra l’altro è pure successo).

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bill 24 febbraio 2005 alle 11:27

Due sono le cose che mi fanno pensare. La prima è che non si capisce come una trentina di teste di cazzo possano bloccare una conferenza in un’università. La seconda è l’ipocrisia italiota nel definire “fascisti rossi” dei comunisti doc come qiesti stronzi. Sono comunisti, e vanno chiamati così.

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YukioMishima 24 febbraio 2005 alle 11:30

Un volta la sinistra amava gli ebrei per andare contro ai fascisti, oggi li odia per andare contro agli americani. Non servirebbe dire altro…se non che quando emerge dell’antisemitismo, automaticamente si pronuncia anche la parola “fascismo”…non mi sembra che quei simpatici opinionisti dell’università di Firenze abbiano molto di fascista, dato che appartengono alla sinistra estrema, tanto che in sede gridavano “palestina rossa!”, a meno che non basti essere antisemiti per essere anche fascisti, cosa che non credo, visto anche che le leggi razziali furono una di quelle cose che il fascismo prese dal nazismo (malauguratamente aggiungerei)…
SE si deve chiamare le cose con il loro nome, li si chiami COMUNISTI, e non fascisti, perché così facendo si getta ulteriore fango su una parte lasciando intonsa l’altra, come per 60 anni è stato fatto nonostante di atrocità ne abbiano messe in atto entrambi gli schieramenti….

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LR 24 febbraio 2005 alle 11:45

Per estensione si può utilizzare il termine “fascista” anche per definire chi è molto reazionario e usa metodi e linguaggi violenti, antidemocratici.
E vuoi mettere la soddisfazione di chiamare legittimamente fascista qualche sbarbatello che è sempre andato in giro candando “Bella ciao”? :-)
PS: secondo voi questo post quanto c’entra con il post sotto “Tutti in classe col cellulare”?

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blind 24 febbraio 2005 alle 12:40

Bill, c’e’ effettivamente da parte di molti che, come me sono anti-comunisti e liberali, una sorta di sudditanza culturale inconscia che, nonostante si siano liberati da tutti quei luoghi comuni, da tutte quelle vulgate anti-fasciste e sessantottesche che hanno formato troppe generazioni di ragazzi, ancora oggi impedisce di usare l’aggettivo comunista per definire la violenza politica.
Io confesso che non sono molti anni che nella parola comunista leggo tutto il carico di tragedia inumana che ha colpito e continua a colpire interi popoli con una ferocia che il fascismo e’ stato ben lungi dal toccare o immaginare soltanto.
Per me questi “studenti” che sono autorizzati ad usare le nostre universita’ come covo per organizzare le loro squadracce, sono comunisti e rappresentano perfettamente il comunismo.
Blind

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YukioMishima 24 febbraio 2005 alle 12:46

E come tutte le estensioni è parzialmente erronea…soprattutto perché fa credere alcune cose non sempre corrispondenti al vero alla gente che non conosce realmente i fatti storici…

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bill 24 febbraio 2005 alle 16:13

Lo so che è un’estensione, LR. Ed è sbagliata. Quella gentaglia ha una storia e delle parentele prossime, e a tutt’oggi implicite complicità in larga parte della sinistra, radicale e non. Chiamarli con il loro nome significa dare un taglio a tutta una stagione vergognosa e ipocrita. E’ ovvio che al Corriere, che è un giornale ipocrita e diretto, ma guarda, da gente alquanto sinistrorsa nonostante vesta per benino e vada volentieri nei salotti, questo pensierino non sorga neanche. Sono troppo impegnati nel far credere che il centrosinistra abbia già vinto tutte le elezioni del mondo. Chissà che faccia faranno, quando magari si accorgeranno di non avere capito un tubo, come di solito gli succede.

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blind 24 febbraio 2005 alle 23:58

Si sa che anche nelle peggiori tragedie si puo’ trovare un lato grottesco e in questo episodio di violenza comunista anti-semita mi appare chiaro che le pagine e pagine di giornali che da oltre una settimana strombazzano ai quattro venti la conversione della sinistra all’amore per l’ex cattivo Sharon, son rimaste bloccate nell’edicola fiorentina senza mai riuscire a giungere all’universita’.
Per favore che qualcuno vada anche a piedi alla facolta’ di scienze politiche con tutti i numeri arretrati dei quotidiani e ordini agli ignari:
“contro ordine compagni, Viva Sharon, Abbasso Arafat!”
Blind

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passante 25 febbraio 2005 alle 01:02

ho capito mi tocchera andare in facoltà (lettere, la creme de la creme) con la maglietta di Reagan stile che guevara.
Come andare in autostrada a fari spenti di notte :-)

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bill 25 febbraio 2005 alle 11:52

Beh, farai sempre una figura migliore di qualche giocatore miliardario che esibisce il tatuaggio di Che Guevara, o che saluta il pubblico a pugno chiuso. Se ripassassero la grammatica e si togliessero gli orecchini, farebbero meno senso.

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