Le Idi di marzo di Furio Colombo

Furio Colombo lascia la direzione dell’ Unità (non di sua volontà) e passa il testimone a Padellaro, rimanendo comunque editorialista del quotidiano. Per ora. Sottolineato.
Il Riformista, che aveva previsto il cambio di poltrona già da qualche mese, lo definisce ” un ottimo padre per il suo giornale e un pessimo maestro per il popolo della sinistra.
Un ottimo padre perché dell’Unità è stato addirittura un rifondatore, e non vedremmo male se da ora in poi nella testata uscisse quotidianamente la scritta: giornale fondato da Antonio Gramsci e rifondato da Furio Colombo. Nel caos politico succeduto alla sconfitta della sinistra nel 2001, nello smarrimento e nel girotondo di testa che ne derivarono, riuscì ad intercettare e qualche volta perfino a cavalcare l’onda giusta, quella che portava copie, lettori ed entusiasmo: nelle condizioni in cui era stato ridotto quel giornale, Colombo ha ragione a rivendicarlo come un successo editoriale.
La direzione in cui conduceva quell’onda era però il nulla politico, la radicalizzazione di un antico difetto di tutte le sinistre, che diventano parolaie e faziose quando non hanno alcuna speranza di governare, e non possono far altro che testimoniare la loro incazzatura.
In questo senso Colombo è stato un pessimo maestro: perché ha accarezzato e talvolta aizzato la parte peggiore dell’animo di sinistra. Soprattutto, lo ha fatto compiendo il peccato che un giornalista non dovrebbe mai compiere: il disprezzo della realtà a vantaggio della propaganda.
Non erano gli editoriali, e nemmeno la linea politica, il problema dell’Unità: erano i titoli e un giornalismo superficiale, perfino un po’ ingenuo e goffo. Perché se dici che una tragedia del mare è colpa della Bossi-Fini sugli immigrati, perdi credibilità e attendibilità, e questo si riverbera con nefaste conseguenze anche sul tuo più che legittimo core-business, e cioè la lotta contro il governo Berlusconi .. continua..”

di Rolli il 23 febbraio 2005 in Politica · 10 commenti

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Alex Marra 23 febbraio 2005 alle 09:23

considero Furio Colombo un esploratore, un tizio che si è spinto ai limiti estremi del giornalismo disonesto e della propaganda, con frequenti cadute nel ridicolo. naturalmente si trattava di salvare l’Unità: lui ha scelto di farlo solleticando gli istinti peggiori del pubblico di riferimento di questo giornale, e c’è riuscito. non credo che avrebbe avuto altrettanto successo senza il suo vero salvatore, Silvio Berlusconi. è stata l’esistenza di Berlusconi a dettare la linea editoriale dell’Unità di Furio Colombo, dal primo all’ultimo giorno. non riesco proprio a immaginarmi come avrebbe fatto senza un bersaglio così.

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vgg 23 febbraio 2005 alle 12:30

Tu sei un ottima madre e un ottima figlia

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Fonz 23 febbraio 2005 alle 15:08

Non penso sia il solo e non penso sia nemmeno tutta colpa sua. Certo una cosa bisogna dirla, in Italia c’è un’anomalia che si chiama Silvio Berlusconi.
Badate non nel senso che intendono i sinistrati. Silvio è anomalo perchè di lui parlano molto di più i suoi avversari che non i suoi sostenitori.
Chi lo avversa (e lo odia perfino) diventa il suo primo pubblicitario. I sinistrati sono ossessionati, non riescono a far passare giorno senza doverne (S)parlare per qualche ragione.
Personalmente trovo che tutto questo sia esilarante.

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Ginchelli 23 febbraio 2005 alle 15:19

Titoli standard de l’Unita’di Colombo: “Nevica sull’A1: altre vittime della Bossi-Fini”. “La Juve perde a Madrid: un altra vittima della Bossi-Fini”. “Delitto di Cogne: altra vittima della Bossi-Fini”. “Paperone si separa da Brigitta: un altra vittima della Bossi-Fini.”
Almeno adesso cambierannno la titolazione.

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LR 23 febbraio 2005 alle 15:43

Però a volte questi titoli ti strappano anche una risata. I mie preferiti sono ancora su Il Manifesto e Liberazione.
Fiat-General Motors: “La sconfitta dei capitalisti”, “Americani bye bye” :o)

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lynch 23 febbraio 2005 alle 17:27

E attendiamo un certo Manifesto del maggio 2006…
Good Morning Italia
Con una valanga di voti gli italiani cacciano Berlusconi da palazzo Chigi.
Venti milioni di elettori in più rispetto al 2001 portano Prodi alla Presidenza.
Nella notte gli exit-poll decretano la sconfitta del servo dell’uomo della guerra preventiva.

Alle pagine 2,3,4,5,6,7,8, ecc…

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Fonz 23 febbraio 2005 alle 17:31

Corsi e ricorsi storici, pensavo che fossero cosa più lunga a verificarsi dal Novembre 2004 :P

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blind 23 febbraio 2005 alle 17:57

Ma in queste idi di marzo … Bruto chi e’?
E, soprattutto. chi e’ Cesare?
Blind

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Ginchelli 23 febbraio 2005 alle 18:08

Ho sentito dire che forse Colombo scrivera’ i testi di Zelig, ma non sono sicuro se e’ vero.
:-)

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LR 23 febbraio 2005 alle 22:04

Ginchelli, da quel poco che seguo mi sembra che i testi di Zelig si ispirano già ampiamente ai titoli di Colombo. Ma volevo segnalarvi una cosetta in tema, per me abbastanza sconcertante:
ANSA di oggi:
CINEMA: SEAN PENN, UN PERDENTE NEL SOGNO AMERICANO
Fa effetto vedere un perdente in un film Usa. E fa ancora piu’ effetto capire la ragione che rende perdente…nell’American Dream: essere fondamentalmente onesto…farla finita con le bugie
Cosi’ identificare il male…in Richard Nixon e volerlo uccidere diventa poi non cosi’ assurdo.
Sam Bicke, protagonista di ‘The Assassination’…e’ un perdente in tutto……lui proprio non ce la fa a dire le bugie e cosi’ viene buttato fuori (e non e’ la prima volta che perde il posto)…
Sua moglie Marie…l’ ha lasciato, proprio perche’ e’ un perdente…e a lei tocca fare la cameriera di un pub dove, ancora una volta, l’American Dream vuole che porti la minigonna per rendersi piu’ appetibile alla clientela maschile….
Da qui la decisione finale: uccidere Richard Nixon…
”Oggi – spiega il regista in conferenza stampa – in Usa sembra di essere tornati a quei tempi, a quel decennio che va dal 1964 al 1974, pieno di sconvolgimenti. E c’e’ anche molta gente che paragona l’amministrazione di Bush con quella di Nixon. Entrambi i presidenti infatti fanno gli stessi discorsi in cui si parla di vittoria dell’America”…ma c’e’ meno copertura in quanto a informazione. Dell’Iraq ad esempio si vede molto meno di quello che si poteva vedere della guerra in Vietnam”.
:-o

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