La piroetta di Prodi per le “novità” di Bush

Sono tarda e non capisco: l’altro giorno è stato votato dalla sinistra il no al rifinanziamento alla missione in Iraq, il giorno dopo tutta l’Unione ha chiesto al governo di fare il possibile per liberare Giuliana Sgrena, sapendo a priori che di certo ci sarà un riscatto da pagare e molte risorse in loco da utilizzare. Cose per cui loro hanno votato no, appunto.
Dopodicchè Prodi che insieme alla sinistra si è battuto contro Bush posizionandosi di traverso in ogni dove, scrive la letterina di apertura verso il presidente americano. Perchè sì, c’è stata la svolta, quella che invece l’altro ieri non c’era.
Ho cercato di fare mente locale su quanto ha detto Bush e a memoria non saprei indicare dove sia avvenuto quel curvone che è sceso come lo Spirito Santo nell’anima di Prodi, illuminandolo. Mi pare, se non erro, che Bush abbia confermato tutta l’agenda politica, evidenziando , a richiesta, di non escludere nulla per l’Iran.
“Condizioni per un nuovo, grande accordo transatlantico”, scrive il Nostro, e io forse mi sono persa qualcosa, perchè non mi risultano novità dalla Casa Bianca.
Beh, comunque sia risultano a Prodi e ne prendo atto; magari si è reso conto che l’Europa non ha una politica internazionale, chissà.
Di esempi sotto il naso, del resto, per la sua meditazione ce ne sono a bizzeffe, a cominciare dalla politica pro Arafat che si è dimostrata fallimentare mentre quella americana, rigorosa nei confronti del rais, ha dato i suoi frutti. Non a caso, una volta morto, si sono aperti i negoziati.
Ci sarebbero poi le elezioni in Afghanistan, e in Iraq e altro ancora…ma forse lo faccio troppo intelligente.

di Rolli il 22 febbraio 2005 in Politica · 91 commenti

{ 91 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

Francesco 22 febbraio 2005 alle 09:50

Prodi,
per motivazioni che mi sono incomprensibili, ha ribattezzato “europea” la politica estera della Francia.
Questo intende, mentre qualcuno dei suoi accoliti suggerisce una Santa Alleanza con gli oppositori della guerra a Saddam (ricordo: Cina, Russia, Lega Araba, pacifisti) contro gli Stati Uniti.
Ciao
Francesco

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bill 22 febbraio 2005 alle 11:04

Infatti, Rolli, io non sarei così ottimista sull’intelligenza di Prodi. E’ furbo, o pensa di esserlo, ma intelligente non direi. E non sono un seguace di Lombroso.

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massimo 22 febbraio 2005 alle 11:20

Prodi non ha una sua linea politica, ma ha un obbiettivo: tornare al potere.
Per farlo adotterà qualunque posizione possa procurargli voti.
Se gli offrissero la leadership del Polo, piroetterbbe pure là, sulle punte…

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Alex Marra 22 febbraio 2005 alle 11:25

Prodi è disposto a dire qualunque cosa e a prendere qualunque posizione, e se qualcuno gli farà presente che il giorno prima aveva detto e fatto il contrario lo smentirà. Se gli servirà andrà in giro per l’Europa a chiedere appoggi a Chirac e Zapatero contro il governo italiano, insomma non c’è niente che non possa fare per arrivare a Palazzo Chigi. Mi sembra veramente disposto a tutto (e buono a nulla, visto il suo semestre alla commissione europea).

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Raff 22 febbraio 2005 alle 14:37

Alex Marra…Magari fosse stato SOLO un semestre…Magari!

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Alex Marra 22 febbraio 2005 alle 15:54

ehm… hai ragione, una svista.

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eMi 22 febbraio 2005 alle 16:42

Per non so quale misteriosa alchimia, la politica nazionalistica francese, tutta volta alla sola salvaguardia dei propri interessi, diviene agli occhi della sinistra politica europea, mentre ogni passo del governo volto a salvaguardare gli interessi nazionali diventa anti-europeismo…
Forse dovremmo cambiare nome ai nostri politici Ulivisti Praudy, Bertinautty, Fassinaux ed infine Routelly… Anche L’Unione mi ricorda tanto i vecchi nomi dei movimenti politici francese UDR, UDF erano tutti acrinimi di “Union des” qualcosa poi c’era l”RPR” “rassemblement pou la RÈpublique”, che tradotto in italiano suonerebbe come “L’Assemblamento per la repubblica”, ecco questo mi pare più consono alla sinistra, che mi pare come un PC assemblato in casa…

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eMi 22 febbraio 2005 alle 16:47

Per non so quale misteriosa alchimia, la politica nazionalistica francese, tutta volta alla sola salvaguardia dei propri interessi, diviene agli occhi della sinistra “Politica europea”, mentre ogni passo del governo volto a salvaguardare gli interessi nazionali diventa anti-europeismo…

Forse dovremmo cambiare nome ai nostri politici Ulivisti/Unionisti: Praudy, Bertinautty, D’Alemat, Fassinaux, Rosie Bindy ed infine Routelly… Anche “L’Unione” mi ricorda tanto i vecchi nomi dei movimenti politici francese UDR, UDF erano tutti acronimi di “Union des…” poi c’era l”RPR” “Rassemblement Pour la RÈpublique”, che tradotto in italiano suonerebbe come “L’Assemblamento per la repubblica”, ecco questo mi pare più consono alla sinistra, che mi pare come un PC assemblato in casa…

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eMi 22 febbraio 2005 alle 16:48

Per non so quale misteriosa alchimia, la politica nazionalistica francese, tutta volta alla sola salvaguardia dei propri interessi, diviene agli occhi della sinistra “Politica europea”, mentre ogni passo del governo volto a salvaguardare gli interessi nazionali diventa anti-europeismo…

Forse dovremmo cambiare nome ai nostri politici Ulivisti/Unionisti: Praudy, Bertinautty, D’Alemat, Fassinaux, Rosie Bindy ed infine Routelly… Anche “L’Unione” mi ricorda tanto i vecchi nomi dei movimenti politici francese UDR, UDF erano tutti acronimi di “Union des…” poi c’era l”RPR” “Rassemblement Pour la RÈpublique”, che tradotto in italiano suonerebbe come “L’Assemblamento per la repubblica”, ecco questo mi pare più consono alla sinistra, che mi pare come un PC assemblato in casa…

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eMi 22 febbraio 2005 alle 20:36

Chiedo scusa, ma per ragioni indipendenti alla mia volontà il mio commento si È addirittura triplicato, spero che Rolli possa provvedere a questo eccesso di visibilità! ;-))

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blind 22 febbraio 2005 alle 22:28

Ieri Il Corsera nella sua nuova veste tutta Prodi e Unione, tra gli innumerevoli titoli dedicati a questa meravigliosa novita’ del giorno, ne aveva uno cosi’:
Prodi apre a Bush
Un delirio!
Io mi figuravo Bush tutto intimidito con il cappello (da cow boy) in mano, ginocchioni davanti al prode prodi che lo accoglie in atteggiamento benedicente.
Sono giorni che Mieli il quale, evidentemente, e’ stato chiamato a dare il suo forte contributo all’operazione: “chi ha dato, ha dato, ha dato – chi h’avuto, h’avuto, h’avuto – scurdammoce ‘o passato – simm’e napoli paesa’ -
Tutto e’ cominciato con l’intervista a Furio Colombo (qui postato da Rolli) che ci infinocchiava con la difesa di Sharon da una sinistra inconsapevole di quanto il generale israeliano fosse diventato buono.
Nella stessa intervista anche condoleezza usciva purificata dalle parole del dir. dell’Unita’
A Colombo e’ seguito un altro dir. dell’Unita’, il diessino Caldarola che toglieva il testimone dalle mani del collega e giu’ con complimenti e riconoscimenti a Furio.
Ma quanto e’ bravo, ora lo riconosco, questo e’ il colombo vero!
Caldarola confessa pure tutta la sua solitudine di quando cercava anche lui di scrivere che mica tutta la colpa ce l’avevano gli israeliani.
A questo punto il pubblico e’ bello caldo e puo’ ascoltare il boss. Eil boss parla e dice che Bush e’ un amico, Sharon e’ un amico che siamo tutti amici e che lo saremo sempre…
Ma non basta. Mieli ha garantito molto di piu’ e il giorno dopo ecco spuntare il politologo De’ Giovanni (sempre ds) che benedice Colombo, Prodi e tutta la sinistra che finalmente ha capito che gli USA sono nostri amici e bisogna collaborare con loro e bla’, bla’, bla’…
E poi ho perso i sensi per un attacco iperglicemico…
blind

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ventomare 23 febbraio 2005 alle 03:19

Riconciliazione tra Usa ed Europa
“Conferenza congiunta sull’Iraq”

Magari ci aggiungiamo la scelta di internazionalizzare la presenza militare decisa alla conferenza, di multilateralizzarla, di portare le proposte al Consiglio di Sicurezza, di dare più peso all’Onu e di emettere una nuova risoluzione, ed abbiamo preciso preciso le richieste della sinistra che sbaglia, scritte nero su bianco, nel documento sulle motivazioni, al voto no sul rifinanziamento.
Serve spiegarvi che era questo che chiedeva la sinistra? Serve spiegarvi che Berlusconi ha usato l’Iraq sempre a fini interni?
No, secondo me non serve.

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Puntini 23 febbraio 2005 alle 09:56

Io ho sentito parlare solo di una maggiore collaborazione per la preparazione militare dei poliziotti e soldati iraqeni, ma di nuove risoluzioni e più peso all’ONU non c’è traccia nemmeno nell’articolo di repubblica.
Il fatto di indire una conferenza sull’Iraq per coordinare il sostegno internazionale all’Iraq (solo se se il governo iraqeno lo richiede) non lo vedo come il coinvolgimento dell’ONU che voleva la sinistra. Se hai altre informazioni in merito postale pure che leggo volentieri. Ma dire che la sinistra aveva ragione, mi sembra una forzatura troppo evidente, non trovi?

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YukioMishima 23 febbraio 2005 alle 11:01

Facendo un mero discorso di alleanze, è obbligatorio per noi essere vicini agli USA e loro alleati finché dura la minaccia islamica.
Ma non vorrei che il nuovo patto transatlantico significasse poi altri 60 anni di dipendenza nostra dagli stati uniti…

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ventomare 23 febbraio 2005 alle 11:16

Una conferenza di questo tipo è lo strumento per chiudere con una modifica sostanziale una fase ed aprirne un’altra. Si parlerà di economia, di investimenti e di iniziative commerciali, ma anche della sicurezza, di politica internazionale ed iraqena e dell’agenda della presenza americana. E non dovrà mancare nessuno: Iraq e la nuova leadership, Europa, Onu, Lega Araba e forse anche altre potenze. Non sarà una barzelletta come la precedente di gennaio. Una cosa così è facile che si chiuda con una risoluzione, ma in ogni caso con un cambiamento sostanziale che dia un segnale anche alla parte sunnita. Senza un cambiamento su questo fronte la pacificazione dell’iraq è una chimera.

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Calvin 23 febbraio 2005 alle 12:31

Concordo con ventomare. Una bella conferenza dove si magna e si beve alla grande è il modo migliore per pacificare l’Iraq. Mi chiedo perché nel 1999, al posto di bombardare barbaramente il Kosovo, non abbiano indetto una bella conferenza. Ah l’hanno fatto? A Rambouillet? E le operazioni militari sono iniziate dopo il fallimento della stessa? Ops, scusate.

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blind 23 febbraio 2005 alle 13:22

Ventomare, ingaggiare una lotta quotidiana e instancabile, contro la realta’ come solo tu riesci a fare, alla fine mi strappa un applauso.
Anche stavolta, benche’ sconfitto dai fatti, hai testardamente sentito parlare di maggiore coinvolgimento dell’ONU laddove si e’ parlato solo di rafforzamento della NATO.
Non hai voluto sentire che quando si parla di maggiore presenza internazionale in Iraq non si fa altro che onorare cio’ che gia’ i 15 Paesi del consiglio di sicurezza hanno deliberato con la 1546, che e’ quella risoluzione che i tuoi compagni non hanno voluto riconoscere per poter, con agio, votare contro il rifinanziamento alla missione italiana a Nassirjia.
Rifiuti di concepire che la conferenza sull’Iraq di cui si e’ parlato a Bruxelles dovra’ essere una conferenza molto piu’ ristretta della precedente in Egitto.
Ti ricordo che quella di gennaio
che tu stesso definisci barzelletta era stata voluta solo da Chirac come vetrina per rafforzare la sua influenza nel mondo arabo ed e’ giustamente quanto miseramente fallita.
Blind

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ventomare 23 febbraio 2005 alle 15:17

Fammi un applauso pure sulla SalvaPreviti Blind. :)) Anche lì sono stato costante. Pare che dopo il CSM, e dopo i 61 giuristi di tutte le aree politiche, corre voce che neanche il Presidente della Repubblica sia molto d’accordo. Sulla riforma della giustizia poi siamo in alto mare.
Per quello che riguarda la conferenza non penso che sia così. Ci sono troppi problemi perché si riduca ad una riunione di condominio. Nel frattempo in Iraq ci sarà una nuova leadership, e l’Europa non sarà disposta a far diventare L’Onu, una organizzazione alla stregua del Rotary. Inoltre non si potranno lasciare fuori Lega Araba, Russia. E i sunniti? Pensi che si potranno fare i conti senza di loro? Anche se intervenizze la Nato pensi che lascerebbero la risoluzione così. Nel frattempo inoltre se ne vanno tra i 5 ed i 10 paesi. Staremo a vedere se non ci sarà una risoluzione ONU.

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Fonz 23 febbraio 2005 alle 15:42

Ventomare…
1) Gli Iraqeni sono i primi a non volerne sentir parlare della Lega Araba. Ne hanno già abbastanza che girano in casa loro facendo saltare oleodotti e centrali elettriche perchè fa comodo a molti dei vicini di casa che l’Iraq resti nel caos. Sempre disposti a partecipare a qualche bella conferenza ma sempre pronti ad appoggiare l’integralismo.
2) I sunniti sono stati apertamente invitati dagli sciiti a partecipare alla stesura della costituzione. Mi pare di ricordare che fosse il tuo compagno di merende Olden che contestava questa apertura come antidemocratica perchè non erano stati eletti.
Lo chiedo di nuovo. Sti caspita di sunniti che diamine devono fare per compiacervi?
3) Se anche ci fosse una nuova risoluzione ONU? Ce ne sono già due. Ce ne sta pure una che autorizza i Francesi fare quello che fanno in Costa d’avorio. Ce ne stanno millemila che condannano Israele e manco una che condanni il terrorismo palestinese.
Le risoluzioni ONU valgono a malapena la carta su cui sono stampate.
C’è però un’interpretazione interessante della visita di Bush. La ascoltavo stamattina nella rassegna stampa di radio radicale ma onestamente non ricordo di chi fosse. Stavo in autostrada la mia soglia di attenzione era limitata.
La questione era posta in questi termini. Bush intende ricostruire il legame con l’Europa al fine di poter fare fronte comune ed esercitare forti pressioni diplomatiche, senza dover usare la forza delle armi, su Iran e Siria (in primis).
Dubia che non è per niente un pirla si è accorto però che l’Europa è decisamente divisa sulla politica estera. Da ora, quindi, gli USA vedranno di buon occhio una maggiore coesione politica della UE. In questo senso Berlusconi, che pure ha indovinato in pieno ad appoggiare gli Stati Uniti sull’Iraq, si trova ora nella posizione di aver pestato i calli alla Francia. Cosa che potrebbe causargli non pochi problemi nell’ottica della nuova linea Americana.
Personalmente non trovo che questa interpretazione sia del tutto inattaccabile; tutto dipenderà dalla volontà Francese di rientrare nel gioco (i Tedeschi hanno già detto che ci stanno). Sarebbe controproducente da parte loro affossare un simile progetto ma da parte della spocchiosa Francia ci si può aspettare anche questo.
In quest’ottica si spiegano però i balletti di Prodi che fa la puttana di Chirac mentre strizza l’occhio a Bush.

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LR 23 febbraio 2005 alle 15:53

“corre voce che neanche il Presidente della Repubblica sia molto d’accordo”
Ah beh… se non è daccordo… ah beh… se il Ciappi non è daccordo fiiiiuuuuu… altrimenti somatizzo.

Replica

LR 23 febbraio 2005 alle 15:53

“corre voce che neanche il Presidente della Repubblica sia molto d’accordo”
Ah beh… se non è daccordo… ah beh… se il Ciappi non è daccordo fiiiiuuuuu… altrimenti somatizzo.

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ventomare 23 febbraio 2005 alle 16:03

La differenza tra gli americani ed i francesi è stata proprio il peso dell’ONU ed il diritto internazionale. Gli americani ne vorrebbero fare a meno. L’Europa, no!

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Fonz 23 febbraio 2005 alle 16:08

Come a dire che il colonialismo va bene se fatto sotto l’egida delle Nazioni Unite

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blind 23 febbraio 2005 alle 16:40

Ventomare, un applauso non basta, questa e’ una standing ovation! Te la faccio da sola, ti devi accontentare.
Una volta si diceva fosse indispensabile separare i fatti dalle opinioni ma a quanto pare e’ prevalsa la scuola che usa le opinioni per violentare i fatti e la satira come fosse l’approfondimento e l’inchiesta.
Ti prego toglitela dalla testa l’ONU, non c’entra piu’ niente ormai.
La Russia? Partecipera’ se il lavoro diplomatico in corso lo riterra’ opportuno.
Sai chi e’ che continua a parlare di ONU? Quel tedesco tanto europeista che vuole a tutti i costi un seggio permanente tutto suo contro quello che dovrebbe essere uno unico per l’UE.
Anche se sa che si tratta di un mero successo di immagine, ne ha bisogno per far dimenticare alla sua nazione i motivi dell’esclusione della Germania dal gruppo dei permanenti.
E quando la stampa parla di conferenza ristretta significa ristretta ai capi di stato, contrariamente a quella dove c’erano solo Chirac e pochi altri con vero potere decisionale.
Blind

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eMi 23 febbraio 2005 alle 16:53

Tanti qui in Francia (dove lavoro) mi fanno discorsi sul Bush che va a Canossa in ginocchio, per farsi perdonare da Papa Chirac… Ora mi dico vabbÈ la grandeur ma si puo’ essere così ottusi e stupidi? I francesi non li sopporto più…
In quanto alle piroette, basta osservare gli articoli dei giornali per accorgersi chi ha fatto inversione ad U sulle proprie posizioni…
Ca’ nisciuno È fesso!

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Rolli 23 febbraio 2005 alle 16:54

Non è certo un vanto aver voluto l’inetta Onu a tutti i costi; l’Onu dell’incapacità, degli scandali, monocula come non mai. Certo che gli Usa non la volevano! L’Onu era quella che andava a spasso a fare le ispezioni con i servizi segreti a grappolo che precedeva e seguiva il corteo della delegazione. Ma per cortesia!

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ventomare 23 febbraio 2005 alle 17:16

E qui ti sei fregata, Rolli! Scommetto che ti stai a mordere le mani per averlo scritto! :)))
Saranno stati anche a grappolo quelli di Blix, ma le baggianate sulle armi di distruzioni di massa le hanno dette gli americani al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, non gli agenti delle Nazioni Unite. Pare che il loro lavoro l’avevano fatto bene. Esse non c’erano! Ed ad ascoltare Powell e Blix c’erano Francesi, Inglesi, Russi, Cinesi e quant’altri.

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Minerva 23 febbraio 2005 alle 17:20

Il realismo delle libertà
Bush propone all’Europa l’unica politica internazionalista possibile: la sua
.
ìIl realismo delle libertà e dell’internazionalismo si è spostato ieri con Bush nella capitale dell’Europa, e ha parlato una lingua insieme cortese e trionfalista che mette in imbarazzo alcuni nani dell’europeismo come Prodi, Chirac e Schroeder.
I toni del presidente americano sono quelli della riconciliazione, del sorriso diplomatico illuminato da maniere affabili e battute simpatiche, ma la sostanza è semplice: c’è una sola strategia per affrontare il disordine mondiale ed è l’espansione della democrazia, e un’Europa forte e rispettata è chiamata a collaborare dopo la stagione delle neghittosità.
Lo sfondo dietro il quale ha parlato ieri Bush a Bruxelles è una felice situazione in movimento. Il Libano minaccia di trasformarsi in una seconda Ucraina, la gente di Beirut sfila ogni giorno senza paura contro la pretesa siriana di protettorato, mentre cresce la richiesta di ritiro delle truppe di Assad dal paese dei cedri; l’Egitto subisce il contagio della democrazia elettorale irachena, e quella piazza araba che avrebbe dovuto infiammarsi contro l’oltraggio occidentalista della guerra a Saddam Hussein si ritrova invece a reclamare libertà civili da Hosni Mubarak, dopo le elezioni a Bagdad. Tra Israele e Palestina si fanno passi da gigante, che Bush ha sottolineato con parole forti e responsabili, e il fronte squinternato che ancora pochi mesi fa cercava di portare l’Europa all’attacco di Sharon e di Bush con la famosa ìintesa di Ginevraî, benedetta da Ararfat, è in precipitosa ritirata (perfino Furio Colombo si è accorto che l’uomo della pace è Sharon e che era Arafat, come sosteneva l’amministrazione americana, l’ostacolo radicale alla ripresa di un serio negoziato).
Su questo sfondo, Bush ha posto sia la questione del nucleare iraniano sia quella della salvezza della democrazia in Russia con quella moral carity che gli viene rimproverata come difetto idealista o patologia fanatica, ed è invece il più efficace atto di realismo nel mondo uscito dalla guerra fredda ed entrato con l’11 settembre nella guerra contro il terrorismo internazionale. Seguiranno cene di cortesia, seguiranno cortine fumose di propaganda diplomatica un po’ abborracciata sul presidente che tende la mano a un partner forte e si converte al fantasma del multilateralismo, e varie altre chiacchiere sui soliti neon, ma la realtà è che l’America non si muove di un millimetro , letteralmente non si schioda, mentre l’Europa esista e tentenna ma sa di non aver alternativeî.
Giuliano Ferrara- Il Foglio 22.02.05
Chi diffidasse dell’analisi di Ferrara può sempre leggere il discorso di Bush. Ma riconosco che è molto più semplice affidarsi alle interpretazioni propagandistiche di politici e giornali interessati a propinare il falso ritratto di un Bush a Canossa.

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Rolli 23 febbraio 2005 alle 17:25

Ventomare, tempo per la tua salute mentale quando leggo commenti come questo che hai fatto.
Mi mordo le mani? Dovresti mordertele tu e non far finta di dimenticare il buffoncello Blix che un giorno dichiarava le armi ci fossero e un altro che non ci fossero mentre la tv ci faceva vedere cme avvenissero le ispezioni: andare nel laboratorio X – partono i servizi avanti verso il laboratorio X, con telefono e avvisi . segue delegazione mentre al laboratorio vengono messe a posto le cose – arrivano, dopo un bel poì e constatano che non c’è nulla
Ma andare a scopare il mare tu e loro no? Abbi un po’ di decenza, dai, fai perlomeno finta di non aver scritto questa baggianata sotto.

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ventomare 23 febbraio 2005 alle 18:53

Invece le foto ed i disegni di Powell, quelli sì! Senti possiamo avere idee diverse sulla guerra, sul modo di intervenire sulle dittature, sull’Onu, sull’Europa, e sugli Stati Uniti. Ma quella era una menzogna, una bufala! Su questo non ci sono dubbi. Un casus belli e punto.
Su come si fanno le ispezioni ai siti nucleari tu ne sai quanto me. Se uno poi deve esporre le sue indagini al Consiglio di Sicurezza non penso che gli possa raccontare le barzellette, ci vuole un metodo credibile, come minimo. La verità è lì. Blix aveva ragione e Gli Stati Uniti torto.

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ventomare 23 febbraio 2005 alle 19:16

Ma che cosa vuol dire diffondere la democrazia? Siamo tutti per diffondere la democrazia.
Cosa vuol dire praticamente? Imporre libere elezioni al Pakistan e, se non ci sta, fargli la guerra?
Io queste banalità non le sopporto proprio!

Replica

Rolli 23 febbraio 2005 alle 19:17

No guarda, che le adm non ci fossero è pensiero tuo e di altri, che ci fossero e siano state spostate è l’ipotesi più accreditata mia e di altri ancora, e non vedo per quale motivo diventi ‘storia’ la tua. Forse non lo sapremo mai, forse sì, si vedrà, ma la tua solita sicumera temo non abbia terreno decisivo.
Blix è un buffone, ma non è una novità. E’ stato sputtananto da servizi giornalistici che documentavano come venissero esperite le ispezioni…per cortesia, fai ikl serio! Di una cosa sono certa: le ispezioni non vengono eseguite avvisando prima chi devi controllare

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Rolli 23 febbraio 2005 alle 19:20

scusate OT: ma solo io perdo continuamente il server quando posto?

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Calvin 23 febbraio 2005 alle 19:20

E qui ti sei fregata, Rolli! Scommetto che ti stai a mordere le mani per averlo scritto! :)))
Io lancerei un sondaggio: ventomare ha una vita al di fuori di rolliblog.net o no? No perché io inizio ad avere dei dubbi…

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blind 23 febbraio 2005 alle 19:45

No Rolli, e’ un problema diffuso quello diperdere la pagina, credo. Come credo che sia la causa delle triplicazioni di tanti commenti.
Blin

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Rolli 23 febbraio 2005 alle 19:59

Grazie Blind :) un giorno farò un lungo post sulla vita tecnica di questo blog dalla nascita ad oggi, e sul meraviglioso server che lo sostiene ovviamente, al cui confronto la consultingweb è un’anima candida.

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lynch 23 febbraio 2005 alle 20:01

Anche a me capita di perdere la connessione con il server quando posto un commento, però, quasi sempre, il commento stesso è già stato salvato.

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blind 23 febbraio 2005 alle 20:16

Comfermo, Lynch, solo che anch’io, come tanti, l’ho visto dopo aver triplicato un mio commento.
Blind

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Rolli 23 febbraio 2005 alle 20:19

Posso solo dirvi che siete utenti davvero molto pazienti, da un anno a questa parte. Voi e gli altri. Grazie

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lynch 23 febbraio 2005 alle 20:30

Ah sì, Blind? Beh, ora capisco il senso del tuo nick, allora, bla bla … :)
p.s. non contarci, questo commento non vale per la tua classifica. Il counter segna sempre tre.

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superciuk 23 febbraio 2005 alle 20:31

- oh che bravi, siete proprio delle gioie: non vi merito
- ma, rolli cara, come faremo senza di te
- e poi con tutti quei cattivoni
- hai ragione
- nessuno come te blindina
- è merito tuo rollina
- bacini, bacini

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lynch 23 febbraio 2005 alle 20:37

E intanto Superciuk fa progredire rapidamente il counter degli stronzi di uno. Si muove veloce, di questi tempi. Forse serve un upgrade del sistema, per tenere il passo, Rolli, che dici?

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blind 23 febbraio 2005 alle 20:39

Superciuk, sei crudele!
Ero qui che mi gongolavo avvolta da tutta questa affettivita’ e poi….
Cattivone!
Blind

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Rolli 23 febbraio 2005 alle 20:57

Facciamo l’upgrade, sìsì :))
Ma è geloso superciukka! Fantastico tipo :)
bacini bacini sparsi , sissì

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Rolli 23 febbraio 2005 alle 21:06

Ecco, upgrade effettuato: è in tribuna d’onore :)

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Minerva 23 febbraio 2005 alle 22:41

Ma che cosa vuol dire diffondere la democrazia? Siamo tutti per diffondere la democrazia.
Cosa vuol dire praticamente? Imporre libere elezioni al Pakistan e, se non ci sta, fargli la guerra?
Io queste banalità non le sopporto proprio!

Ventomare, significa, per esempio, non ostinarsi ad appoggiare Arafat quando ormai era chiaro che la sua politica non offriva alcuna possibilità di soluzione alla questione israelo-palestinese, dando addosso a Sharon e agli americani che, come i fatti stanno dimostrando, hanno avuto ragione. O ancora insistere sull’Iraq, dove è stato dato uno scossone a tutto il mondo arabo, con una piazza che doveva sollevarsi contro gli odiati americani e che invece, strano ma vero, incomincia a rivoltarsi contro i propri governanti e a chiedere democrazia. Significa non blandire l’Iran, offrendogli “solo carote e niente bastoni” (Emanuele Ottolenghi), strategia europea destinata al fallimento, poi tanto le castagne dal fuoco le tireranno fuori quegli unilateralisti e guerrafondai degli americani.
ìMa ci sono buone ragioni per avere fiducia: prima o poi gli uomini e le donne che vogliono il successo della propria nazione rinnegheranno ogni ideologia fondata sull’oppressione e la paura.
Ne vediamo già la conferma in tutta una serie di riforme realizzate dal Marocco al Bahrein, dall’Iraq all’Afghanistan. Il nostro compito è incoraggiare questo progresso facendo ciò che spetta alle grandi democrazie. Dobbiamo schierarci dalla parte dei riformisti democratici, incoraggiare i movimenti democratici e sostenere la transizione della democrazia.
Ö Tutte le nazioni del mondo hanno ora interesse al successo di un Iraq libero e democratico, che combatterà il terrorismo e diventerà un faro della libertà e fonte di stabilità per tutta la regione ì. (GWB)
E quando è necessario va usata anche la forza. Ma l’Europa si è sempre comportata – e sempre si comporterà – come chi, chiamato ad occuparsi di un malato, invece di curarlo gli accarezza la fronte, salvo poi trovarselo quasi moribondo. A questo punto è costretta a lasciar fare al medico americano, ma le cure saranno necessariamente più pesanti e dolorose.

Replica

ventomare 23 febbraio 2005 alle 23:47

Minerva, è sul “necessario” che casca l’asino. Adesso la domanda finale. Secondo te, se oggi il sanguinario Saddam fosse stato amico degli Stati Uniti (come lo è stato al tempo della guerra con l’Iran), sarebbe stato necessario?

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Minerva 24 febbraio 2005 alle 00:29

Ventomare, non aver rovesciato Saddam nel ’91 è stato un grande errore del realista Bush senior. Ma è proprio quel tipo di realismo che non paga. E’ la politica della stabilità internazionale a tutti i costi – che tanto piace agli europei alla Chirac e, in piccolo, ma molto più in piccolo, alla Prodi – che ha mostrato di aver fallito. Perché è sotto l’ala protettrice di questa politica che è nato e cresciuto il terrorismo fondamentalista. GWB ha capito l’errore, gli europei sembrano intenzionati a perseverare (vedi anche revoca dell’embargo sulle armi alla Cina).
P.S. sul necessario cascano gli asini europei, perchè con le trattative ad oltranza riescono sempre a far incancrenire i problemi, mai a risolverli.

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blind 24 febbraio 2005 alle 00:34

Ventomare, secondo te cos’e’ che ha interrotto “l’amicizia” tra USA e Iraq?
Forse che Saddam ha minacciato di non dare piu’ il suo petrolio agli americani?
O forse c’entra con la liberta’ minacciata di un paese confinante con l’Iraq?
Ma forse sbaglio?
Blind

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ventomare 24 febbraio 2005 alle 00:36

Non mi hai risposto, Minerva. Io non parlavo di Saddam del 1991, parlavo di quello della guerra con l’Iran. Parlavo dei dittatori amici, indipendentemenete dalla loro efferatezza. Questa domanda è fondamentale per capire il problema.
Ti ricordo, se non bastasse, che democrazie come il Cile e l’Argentina, sono state trasformate in dittature con l’aiuto degli americani, perché era necessario. Agli americani, nella guerra tra capitalismo e comunismo, non alla democrazia.
Questo, non per dirti che sono antiamericano: in fondo gli americani hanno fatto molte cose buone; è solo per dirti che non si possono assumere gli interessi di un unico paese come interessi dell’umanità o della democrazia universale. Perché sono interessi di parte. E’ per la stessa ragione che l’Europa, come l’Onu, come l’Asean, come la Lega Araba, come le organizzazioni Africane e Latino-Americane, anche la NATO, per certi versi, sono quelle che daranno maggiori garanzie per la pace, seppure con tutte le loro debolezze. Il futuro prossimo sarà delle organizzazioni sovrastatuali e sovranazionali. Le organizzazioni che non hanno sovranità territoriale, che non hanno radici religiose particolari e che, per questo, hanno come naturale missione la pace, il benessere civile, sociale ed economico dei propri cittadini, che poi è il benessere di tutti.
Mi piacerebbe fare notare con questo quanto è stato importante che nella Carta dell’Europa non siano state inserite, e perché non sono state inserite le radici cristiane. Se Pera, e quelli come lui, che invece hanno insistito per il contrario, vuol dire che non hanno profondamente capito questo.

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ventomare 24 febbraio 2005 alle 00:45

Non fu certo la sofferenza del popolo iracheno e la mancanza di democrazia, Blind, ma un’invasione che trovo uniti nella condanna il mondo intero e l’ONU.

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lynch 24 febbraio 2005 alle 00:59

Scusa, Ventomare, dal tuo discorso, focalizzando un soggetto tra gli altri, si evince che “la Lega Araba non ha radici religiose particolari e che, per questo, ha come naturale missione la pace, il benessere civile, sociale ed economico dei propri cittadini, che poi è il benessere di tutti.”
Ho inteso bene? La Lega Araba? Siria e Sudan compresi? Algeria è Arabia Saudita? Non hanno radici religiose particolari? La loro mission è il benessere civile ed economico dei propri cittadini? Mah, spero sia uno dei tuoi soliti afflati di generosissimo ottimismo e di speranza per le magnifiche sorti e progressive. Spero pure che diventi realtà, ma farla sembrare realtà ora mi sembra un po’ troppo.

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Minerva 24 febbraio 2005 alle 01:00

Ventomare, oggi è necessario il Pakistan, se vogliamo parlare di dittature. E gli americani se ne servono. Nessuno ha detto che sono dame di san Vincenzo e certo è impossibile che spazzino tutte le male erbe che proliferano sulla terra, a meno che non facciano saltare per aria tutto il globo. Una passo alla volta. Intanto lo scossone è servito e coinvolge persino l’Arabia saudita.

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ventomare 24 febbraio 2005 alle 01:11

Dal punto di vista religioso, linch, hai ragione, sulla Lega Araba. Anche se ad esempio proprio perché è una lega trasnazionale, supera il problema delle divisioni tra forme diverse di Islam, che lacerano le etnie differenti.
Poi, di converso, c’erano molto europei che spingevano sulle radici cristiane. Anche se sono le mie ritengo un fatto estremamente positivo che non siano state inserite nella Costituzione europea proprio per il fatto che la Nuova Europa è la culla del diritto universale.

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blind 24 febbraio 2005 alle 01:20

Che trovo’ unito il mondo intero te lo sogni tu.
Soprattutto trovo’ le prime grandi adunate pacifiste in Italia, capeggiate dai comunisti di varie sfumature rosse e verdi.
Ma un’invasione di stile imperialista sovietica come quella tentata da Saddam Hussein di cosa e’ portatrice, Ventomare, di beatitudine?
Blind

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Minerva 24 febbraio 2005 alle 01:24

Possiamo sempre fare affidamento sull’Onu. Ma quale? Quella del Ruanda o quella che non riconosce il genocidio nel Darfur? Certo, garantire la pace, la garantisce: eterna.

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Francesco 24 febbraio 2005 alle 09:58

“Il futuro prossimo sarà delle organizzazioni sovrastatuali e sovranazionali. Le organizzazioni che non hanno sovranità territoriale, che non hanno radici religiose particolari e che, per questo, hanno come naturale missione la pace, il benessere civile, sociale ed economico dei propri cittadini, che poi è il benessere di tutti.”
Ventomare, tu sei completamente pazzo. Il che è molto peggio che essere cattivo. La tua astrazione è tale che andresti inserito tra i Grandi Nemici dell’Umanità, se fossi un pochetto meno pirla.
Mi spiego: se non hanno sovranità territoriale, come fanno ad avere dei cittadini le tue organizzazioni? Li pescano da un pool di apolidi volontari?
Ancora più alla radice: tutte le organizzazioni da te citate hanno gli Stati come membri. Ed agiscono solo nella misura in cui gli Stati che le compongono hanno interesse a che lo facciano. La loro capacità autonoma di agire è nulla.
E grazie a Dio, sono entità senza storia (nè Patria nè Religione: sei un massone o un anarchico?), gestite da tecnocrati strapagati (INVIDIA) e irresponsabili, incapaci di dare ai cittadini quello che questi chiedono e capacissime di arrogarsi diritti sui cittadini, naturalmente in nome di un interesse superiore.
Svegliati, che vivi in un incubo.
Francesco

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ventomare 24 febbraio 2005 alle 11:03

Francesco, forse non hai ben capito dove va il mondo senza che te ne accorgi. Già in questo momento tu, come cittadino, stai rispondendo ad una Costituzione che sta al di sopra di quella del tuo stato, quello stato che ha la sovranità territoriale. Io ti ho detto una cosa semplice semplice, che non ha niente di rivoluzionario, perché è già in atto. L’Italia sta già delegando a quest’entità sovrastatuale, la politica monetaria, la costituzione, una parte rilevante delle leggi che si devono adeguare alle normative europeee, decine e decine di aspetti che riguardano le politiche alimentari, parte delle politiche produttive, dei trasporti, etc. Un’infinità di cose. Tu appartieni sempre più al’Europa e neanche te ne rendi conto.
Non ti rendi conto che l’Europa non ti chiederà mai di combattere per lei in una guerra di occupazione. L’europa ti potrà chiedere di rischiare la tua vita per la pace, semplicemente perché all’Europa, ad esempio, non interessa aumentare il controllo del territorio, perché non è un suo obiettivo. L’obiettivo di fondo dell’europa è di espandere, diffondere i principi del rispetto dei diritti umani universali, di favorire la dmocrazia, la pace ed il benessere generalizzato. Per questo che l’Europa è sempre la prima quando si tratta di sottoscrivere impegni per l’ambiente, per la legalità, per la sicurezza, per l’ordine economico.
Ora, ovviamente detta così sembra che l’Europa sia l’Eden. Non è così o non è ancora così. L’europa è un grande laboratorio, una comunità, guardato con grande attenzione dal mondo (l’ASEAN ad esempio è un altro esempio di Europa nascente nell’estremo oriente e ci sono altri esempi), per la creazione di un ambiente regolatore condiviso che favorisca un modo nuovo, storicamente nuovo, di intendere i rapporti sociale e globali.
Non so se ti viene mai da domandarti perché tutti vogliono venire in Europa, da cosa nasce la grande capacità attrattiva che l’Europa ha? Prova a domandartelo e poi ne riparliamo.

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Francesco 24 febbraio 2005 alle 11:33

Vento,
scusami se te lo chiedo per la millesima volta: di cosa ti fai?
Il Trattato Costituzionale Europeo entrerà in vigore solo SE e QUANDO tutti gli STATI membri lo avranno ratificato. E il fatto che tutte le funzioni di cui parli siano decise in sede europea senza un’adeguata legittimazione democratica è il più grosso problema della UE.
Ad oggi l’Europa non mi chiede di rischiare la pelle in guerre di occupazione SOLO perchè non esiste nè una politica estera europea nè, tantomeno, un esercito europeo. I singoli stati sono ben presi in quel tipo di attività, con e senza bollino dell’ONU.
Gli Stati che vogliono entrare nella UE (non in Europa, che Praga e Varsavia ci sono sempre state, fai una pericolosa confusione prodiana tra i due concetti) lo fanno per volgari (e ottimi) motivi economici: la UE è una fortezza protezionista e non vogliono restarne fuori.
Per le cose più importanti, come la tutela delal propria indipendenza politica, quegli Stati SONO GIA’ TUTTI ENTRATI NELLA NATO. Molto prima che nella UE. Sarà mica un caso evidente di priorità?
Per l’ASEAN, non hai la più pallida idea di quello che dici.
Ciao
Francesco

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bill 24 febbraio 2005 alle 11:45

Quanto l’Europa appassioni gli Europei si è visto, se ce ne fosse stato bisogno, in occasione del referendum spagnolo: hanno votato in quattro gatti. In compenso, ci sono nazioni dove lo schieramento del no è molto consistente, per cui se ne vedranno delle belle. La costituzione europea è un malloppo di pagine fitte fitte piene di banalità, degna eredità del bla bla socialistoide che impera in Europa.L’impegno per la diffusione della democrazia poi, lo si evince chiaramente dalla fregola che tanti leaders europei, Chirac in testa, hanno di vendere armi alla Cina. Una mossa prodianamente intelligente, non c’è che dire.

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Minerva 24 febbraio 2005 alle 11:46

A parte il piccolo particolare che qualsiasi norma, per entrare in vigore, deve essere vagliata e approvvata dai parlamenti degli Stati membri – questo dovrebbe chiarire le cose sui veri depositari della sovranità – l’Europa si può permettere la sua politica perché alle spalle ha la forza militare degli Usa. Per far rispettare qualsiasi norma è necessario avere il potere di comminare sanzioni, e non sempre bastano gli embarghi. Se non ci fosse stata la forza militare statunitense oggi tutta l’Europa farebbe parte dell’Unione Sovietica. Se Israele non avesse l’esercito che ha (e l’appoggio Usa), sarebbe scomparsa da un pezzo
Invece l’Europa coccolava Arafat, e se ne fregava, salvo le solite lacrime di circostanza, degli israeliani saltati in aria. Con l’Iran sta ripetendo l’errore.
Se si vuole essere una vera potenza, in grado di affermare la propria politica, è necessario anche un esercito proprio. Lo sostiene perfino Armando Cossutta.

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bill 24 febbraio 2005 alle 11:53

Minerva, solo per chiarire. In alcuni paesi il parlamento può decidere autonomamente, ma ve ne sono altri che rimandano al popolo, attraverso il referendum, la risposta definitiva. Mi pare di avere capito così. Comunque, il referendum spagnolo non era vincolante per il governo; ma se ne fosse uscito un risultato diverso, con quale faccia Zapatero poteva infischiarsene? E d’altronde a me pare che il tutto non possa ridursi ad un accordo fra burocrati vari. Anzi, questa è la causa principale dei mali della UE.

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Calvin 24 febbraio 2005 alle 12:18

Agli americani, nella guerra tra capitalismo e comunismo, non alla democrazia.
A me fanno morire queste posizioni! Tu la chiami guerra tra capitalismo e comunismo, e lasci da parte la questione democratica. Chiedo venia, ma ti risulta che la guerra fredda fosse un confronto tra due ideologie economiche differenti ma entrambe basate sui principi democratici? No, perché in caso vorrei conoscere le tue fonti. Poi nessuno ha mai detto che gli USA non abbiano fatto errori durante la guerra fredda ma: (1) quelli come te hanno una strana forma di strabismo, per cui bisogna sempre ricordargli che dall’altra parte c’era chi ha fatto “errori” ancora più grandi (qualche milionata di morti, en passant); (2) piaccia o meno, alla fine hanno vinto i regimi democratici, cioÈ noi, cosicché tu possa scrivere liberamente su questo blog. Perché non provi a farlo in Cina, o in Corea del Nord? Vai vai, che noi ti aspettiamo.
Non so se ti viene mai da domandarti perché tutti vogliono venire in Europa, da cosa nasce la grande capacità attrattiva che l’Europa ha? Prova a domandartelo e poi ne riparliamo.
E tu non ti domandi mai perché ci sono più richieste di Carta Verde che di visti per l’Europa? No, così, en passant. Ah, a proposito: il saldo dell’immigrazione (non turistica) dall’Europa agli Stati Uniti è positivo, cioÈ ci sono più persone che da qui vanno lì che viceversa. Ti sei mai chiesto perché?

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ventomare 24 febbraio 2005 alle 12:26

Parlo della Nuova Europa, non la vecchia, quella che si è fatta guerre per 20 secoli. La nuova europa nasce con l’intenzione di chiudere per sempre il capitolo della guerra. Almeno ci prova. Non è vero che la capacità attrattiva dell’europa è solo una bassa questione economica, assolutamente. Te rinunceresti, nella tua vita, a delegare parte consistentissima della tua sovranità decisionale solo per qualche lira in più? L’Europa, ad esempio all’Ucraina garantisce la pace, la possibilità di affrancarsi dal egemonia di Mosca e essere uguale tra uguali. Il mondo di oggi, è troppo complessoper essere gestito da soli. La competizione da sola oggi non funziona più. Funziona anche nei commerci il concetto del win-win. Quella che con un termine non bello linguisticamente è definita coopetition, in una crasi tra cooperazione e competizione. L’integrazione e la collaborazione sempre più allontana la guerra, rendendola un nemico comune. Tutti quelli che ad esempio stanno nell’Unione europea si assicurano che non faranno la guerra tra doi loro. Se paradossalmente, per assurdo, tutti i paesi del mondo entrassero nell’UE la guerra sarebbe abolita. Sono concetti rivoluzionari, ovvio, perché cambiano il modo di affrontare le tematiche sociali, però ti inviterei arifletterci meglio, astraendoti per un attimo dalle problematiche contingenti.
A proposito dell’ASEAN, si comincia sempre dall’industria, come in Europa, con il carbone e l’acciao, e poi si finisce alla moneta e alla politica.
Minerva, non è facile delegare pezzi della propria sovranità, bisogna convincersi un po’ alla volta che questo ti comporti dei vantaggi, sempre maggiori. Per quanto riguarda l’esercito, in ogni caso non nascerà con velleità espansive territoriali. SE nascerà, se amplierà i 70.000 militari che già lo compongono, sarà un esercito di difesa e di pace. Qualcuno ha detto che una volta i militari dovevano essere proni a morire per il proprio paese, quelli d’Europa nascono con la disponibilità che si chiede ad ogni soldato di morire per la pace. Se questo vi sembra strano, vi ricordo che già ora i soldati italiani, si trovano in 8 missioni di pace, e sono morti per la pace, più quella dell’iraq dove sono morti, per una missione di pace strana, un po’ sui generis, ma in fondo dai cittadini intesa come pace.

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ventomare 24 febbraio 2005 alle 12:41

Calvin, va bene, guerra tra dittatura e democrazia. In questa guerra, per questa guerra sono state generate delle dittature, sono stati interrotti nel sangue degli esperimenti democratici che gli Stati Uniti non potevano controllare. Pensi che gli Stati Uniti farebbero la guerra della democrazia se ciò non fosse favorevole ai loro interessi di impero americano, questo voglio dire? Il disegno americano al massimo può essere tutto il mondo democratico nel libero mercato, governato da loro però. Governato, decidendo di volta involta quali sono amici e nemici e, come utilizzare funzionalmente questi amici a nemici per i propri fini, politici ed economici.
Diciamo che questo disegno si confronta e compete, al meglio speriamo, con il disegno europeo che ha un centro condiviso, che governa ma non comanda.
La collaborazione tra europei ed americani è una cosa ottima per la democrazia. Gli americani, in fondo sono figli dell’europa, no? Ma questa volta l’Europa propone una nuova cosa, che gli americani presi come sono dal loro bisogno di trasformare, accumulare e competere hanno, in parte, perso di vista: il senso della vita.

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LR 24 febbraio 2005 alle 13:09

Questa “Nuova Europa, non la vecchia” non è un po’ come la nuova Fiat? :-)

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blind 24 febbraio 2005 alle 14:46

Il Corriere continua la sua opera quotidiana di sostegno straordinario al riposizionamento della sinistra nei confronti della Casa Bianca, in vista del 2006.
Ecco come si esprime oggi Fassino e ditemi se la sua prosa non ricalca quella di Ventomare.
´La nuova Europa di centrosinistra
sarà stretta alleata dell’Americaª
Fassino: Ue più debole senza un saldo rapporto con gli Stati Uniti Basta
ai pregiudizi anti-Usa, anche Bertinotti riconosce le novità
´La nostra Europa non sarà antiamericana. Bush deve sapere che probabilmente
avrà a che fare con un’Europa occidentale a netta maggioranza di centrosinistra.
Dopo Belgio e Spagna, la vittoria socialista in Portogallo, le recenti
regionali in Francia e gli ultimi tre anni di amministrative in Italia,
confermano un’onda di disaffezione verso la destra, che ha promesso sogni
e miracoli economici, finendo invece per ridurre certezze e sicurezze.
Confido che dal 2006 fra questi governi ci sia anche il centrosinistra
italiano. Ma non avrà nessun pregiudizio antiamericano, anzi: perseguiremo
una strategia di alleanza con gli Stati Unitiª. Piero Fassino, segretario
dei Ds, adesso tende entrambe le mani al presidente degli Usa. Lo fa perché
Bush ha scelto di approdare a Bruxelles, capitale dell’Unione Europea;
perché la Casa Bianca sembra avere archiviato una concezione che puntava
sulle divisioni dell’Ue. Ma soprattutto, perché Fassino ritiene che l’Europa
sia più sicura se rimane ancorata agli Stati Uniti. E le prese di distanze
di questi mesi? Il voto contro la missione italiana in Iraq? Tutto finito
perché Bush è venuto in Europa e ha fatto un gesto di riconciliazione?
´Un momento. Negli ultimi due anni noi abbiamo criticato Bush ritenendo
che la sua politica allontanasse l’Europa dagli Stati Uniti; non, dunque,
perché volessimo un Atlantico più largo, ma perché temevamo che quella
politica lo allargasse. Quando l’Europa è più distante dagli Usa, è meno
sicura. Ce lo insegna la storia, con le tre dittature fascista, nazista
e stalinista, più l’Olocausto. E poi, non si tratta di un viaggio qualunque:
avviene in un momento cruciale. Le elezioni irachene hanno aperto una fase
nuova e introdotto un’accelerazione nella transizione. In Medio Oriente
si sono aperte nuove opportunità con l’elezione del palestinese Abu Mazen
e la formazione del governo Sharon-Peres in Israele. Si è alla vigilia
del secondo round di negoziati con l’Iran sull’uso delle tecnologie nucleari…ª
E tante novità non vi inducono ancora a modificare l’atteggiamento sulla
guerra in Iraq e sul vostro comportamento parlamentare?
´No, come non lo cambiano Zapatero, Chirac, e Schroeder. Discutono con Bush,
ma non rinunciano alle loro idee sulla guerra in Iraq. Non viene chiesto
loro. Rimangono giudizi diversi e contrastanti su quanto è accaduto: il
problema di oggi è costruire il futuro senza essere prigionieri del passato.
Certo è che non si possono perdere le opportunità, in uno scenario critico.
Altrimenti, si rifluirà su una deriva di instabilità nell’intera area mediorientaleª.
Eppure il viaggio di Bush sembra segnato da un buon tasso di ambiguità,
americana ed europea. Si ha quasi l’impressione che la svolta sia voluta,
più che effettiva.
´Certo sono primi passi. Ma è altrettanto vero che Usa e Europa si incontrano
su uno scenario mondiale in bilico. E il viaggio di Bush è importante perché
mai come ora America e Ue hanno consapevolezza l’uno di avere bisogno dell’altro.
L’Europa sa bene che senza un saldo rapporto con gli Usa il suo ruolo rimane
debole; e la lezione della vicenda irachena è che dopo due anni, gli Usa
da soli non danno ordine al mondo. Ma non è pensabile neppure un ordine
del mondo senza gli Usa. E poi, è la prima volta che un presidente americano
approda in Europa scegliendo Bruxelles; che assume l’Ue come interlocutore.
Finora l’atteggiamento era di visitare alcune capitali fra le quali scegliere
le più fedeli: ora non più. Per questo anche i leader europei più importanti
hanno accenti di disponibilità nuova, senza che nessuno abbia cambiato
opinione sulla guerra in Iraqª.
Insomma, al Bush di Bruxelles dice ´benvenutoª anche la sinistra italiana?
´Certo, come presidente degli Usa. Dopo di che, continuo a nutrire molte
riserve su di lui. Non è che non vediamo i caratteri di destra della sua
politica negli Stati Unitiª.
Non sarà che voi, come l’Europa, siete obbligati a prendere atto che Bush
sarà presidente per i prossimi quattro anni?
´Ovviamente, il centrosinistra ha rapporti più facili con il campo democratico;
con l’Amministrazione repubblicana sono di tipo istituzionale, ma corretti.
D’altronde, come Bush parla con i capi dei governi che gli europei si sono
scelti, noi dobbiamo parlare col presidente che gli americani hanno scelto.
E guardare avanti per vedere se le elezioni irachene consentono di ricomporre
ciò che la guerra ha diviso. Credo ci sia la consapevolezza forte che il
rapporto transatlantico oggi sia indispensabileª.
Ritiene che l’ostilità fra voi e Berlusconi si sia riflessa negativamente
sui vostri rapporti con gli Usa di Bush?
´Forse nel senso che Berlusconi ha seguito la strategia di condividere ad
ogni costo le decisioni degli Usa: una scelta che ha isolato l’Italia e
impedito di giocare un ruolo europeo. Ma alla fine Bush si sta mettendo
d’accordo con Chirac e Schroeder, e Berlusconi non può che prenderne atto.
Non c’è più un’Europa di infedeli in cui Berlusconi è il più fedele: è
una politica evaporata con questo viaggio. Adesso, o l’Italia torna a credere
nell’Ue, e ricostruisce un rapporto con Berlino, Parigi e Madrid, o sarà
sempre più marginale. La subordinazione a Bush d’ora in poi rischia di
farci pagare prezzi ancora più salati. L’opzione atlantica ed europea sono
complementari e non alternativeª.
Eppure, a sinistra l’ipoteca dell’antiamericanismo sembra ancora pesante.
´Meno che nel passato, in realtà. Mi pare che perfino Fausto Bertinotti
abbia, seppure timidamente, preso atto proprio sul Corriere delle novità
che si affacciano nella politica americanaª.
Non è stato lei ad ammettere che, una volta al governo, potreste avere bisogno
dei voti dell’opposizione sulla politica estera?
´Sì, sono stato io, e credo che le mie parole siano state travisateª.
Perché? Non voleva dire che ritiene difficile avere un’Unione compatta sugli
Usa?
´No, perché spero che l’Unione raggiunga un accordo di programma su tutto,
compresa la politica estera. Quanto al ricorso al Parlamento, volevo dire
che se saremo al governo e riterremo una
decisione giusta, la assumeremo
comunque: il centrosinistra non si sottrarrà alle proprie responsabilità.
Non significa che cerchiamo la destra in Parlamento, ma soltanto che non
sarà il veto di questo o di quello a impedirci di garantire gli interessi dell’Italia. Mi sembrano parole che dovrebbero rassicurare, non inquietareª.
Si può votare contro la missione italiana in Iraq perché è parte di una
guerra sbagliata degli Stati Uniti, e poi accogliere Bush con un benvenuto?
´Sì, se si guarda al futuro e non al passato: se ci si propone di scrivere
una nuova agenda transatlantica. Ci troviamo in uno scenario nuovo in cui
conteranno attori come Cina, India, Brasile, Indonesia, l’universo islamico.
E in cui è finito il sistema tolemaico dell’Occidente. Se si parla tanto
di Occidente, è perché viene messo in discussione. Ebbene, per farlo coesistere
e incidere sui nuovi equilibri mondiali, l’Europa deve risultare forte,
non pigra; e non illudersi di scoprire la propria identità diventando antiamericana.
Deve avere una strategia chiara, di raccordo con gli Usa, su tre pilastri:
la sicurezza e la stabilità politica, che significano lotta al terrorismo,
soluzione dei conflitti aperti e una strategia per affermare la democrazia
dove non c’è. Il secondo pilastro riguarda i destini del pianeta: lotta
alle povertà, regolazione del commercio, e tutela dell’ambiente. Terzo
pilastro: avere, Usa e Ue, una strategia comune su istituzioni come l’Onu
e la Nato. A settembre arriva alle Nazioni Unite la proposta di riforma
preparata nei mesi scorsiª.
Lei sarebbe uno dei pochi a pensare che Usa ed Europa giocheranno la partita
dell’Onu insieme.
´Lo voglio e lo debbo sperare per il futuro di entrambe e dell’Occidenteª.
Massimo Franco
Blind

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bill 24 febbraio 2005 alle 14:52

Ventomare, è sogno egemonico degli USA l’occupazione del Kuwait da parte di Saddam, la gasatura dei Curdi, la dittatura komeinista, quella siriana, quella coreana e non continuo perchè sennò facciamo notte? E dove vedi il pacifismo dell’Europa? Nella Francia che manda i parà in Costa d’Avorio e vuole vendere armi alla Cina o in cos’altro? Nei finanziamwenti europei as Hamas? O nella Germania, che vuole un posto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU per sè e non ci pensa neanche di far propria la proposta, del tuo nemico Berluska, di spingere per un posto per tutta la UE? La verità è che ci sono paesi che vorrebbero dettare legge in Europa, per i loro esclusivi interessi, e che grazie a Dio c’è qualcuno che non glielo permette. Se, come dei reazionari alla Romano si augurano tanto, dovesse accadere questo, l’Europa correrebbe verso il disastro.

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Calvin 24 febbraio 2005 alle 15:42

Ventomare, per favore, risparmiami la filosofia spicciola? Ma tu li hai mai conosciuti degli americani? Ma non ti senti un imbecille a parlarne come se si trattasse di una razza a parte? Ma sai cosa ti direbbe un liberal della east coast se ti sentisse?
Comunque ti chiedo paro paro: nella “vecchia Europa” siamo a crescita demografica zero, conteggiando l’immigrazione; senza immigrati saremmo a crescita negativa. Negli usa sono ancora a crescita positiva, mi pare con 2,7 figli a famiglia ma potrei sbagliarmi. Secondo te chi è che ha perso di vista il senso della vita?

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Calvin 24 febbraio 2005 alle 15:47

Il Corriere continua la sua opera quotidiana di sostegno straordinario al riposizionamento della sinistra nei confronti della Casa Bianca, in vista del 2006.
Blind scusa ma questo punto di vista non lo afferro. Il CorSera è un grande quotidiano (nonché l’unico che compro), con la gestione Mieli è indubbiamente migliorato, e ha il merito di presentare posizioni diverse. Io ho trovato ottimo l’articolo di Riotta sull’edizione di ieri. Però cosa dovrebbero fare, per non fare pubblicità alla sinistra non dovrebbero intervistarne uno dei (numerosi) leader?
Ecco come si esprime oggi Fassino e ditemi se la sua prosa non ricalca quella di Ventomare.
Beh io lo dico da tempi non sospetti che Ventomare è il corrispettivo ulivista di Bondi: si esprime solo con le veline del partito, non riesce ad elaborare un pensiero che sia suo e vive in un mondo in cui la gad-fed-unione-centrosinistra-ulivo ha sempre auto ragione e gli altri torto! Contento lui.

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blind 24 febbraio 2005 alle 17:26

Calvin, non si tratta di un’intervista sporadica a un leader politico.
Tutto e’ cominciato il 18 febbraio, quando il Corriere intervisto’ Furio Colombo che chiedeva alla sinistra di rivedere il suo atteggiamento nei confronti di Sharon (divenuto improvvisamente buono) e della Rice grande donna nera riscattatasi anche lei agli occhi del dir. dell’Unita’.
Il 19 (siamo sempre alla vigilia dell’arrivo di Bush) ecco l’intervista a un ex dir. dell’Unita’, Caldarola. Il quale si esibisce in sperticati complimenti all’amico ritrovato, Furio. Dice di riconoscerlo per quello che veramente e’, e bla bla bla…
Il 20 arriva finalmente Prodi che, come scrive il corriere, apre a Bush! E siamo di nuovo ai complimenti a Colombo e a Sharon e agli USA e all’evviva Bush che ha svoltato…
Lo stesso giorno il giornale e’ zeppo di articoli di “apertura ai fratelli d’oltre oceano e a Israele.
Il 21 spunta il politologo ds De’ Giovanni e anche lui non lesina le strigliate agli errori di valutazione della sinistra nei confronti dell’amministrazione Bush…
Vengono ospitati anche coloro che sono contro questo cambio, anzi, come l’ha chiamata Rolli, questa piroetta…
Tutti i giorni ‘sta musica che arriva fino all’intervista di oggi a Fassino.
Comunque anche oggi il dibattito e’ aperto anche ad altri esponenti dell’Unione.
Naturalmente in questi stessi giorni alla Cdl sono stati riservati gli aggiornametnti sui fondi neri di Berlusconi; le perdite di peso del nostro paese all’interno dell’UE e vari altri articoli che non favoriscono molto il governo.
Sempre disponibile a cambiare idea
Blind

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ventomare 24 febbraio 2005 alle 17:31

Bondi ce sarai, Calvin, te e tutti quelli come te! :)
Bush nel viaggio di riconciliazione è andato A Bruxelles, dal Parlamento Europeo. Non mi ricordo dove ho letto che una volta negli Stati Uniti si diceva: “Europa, chi? Non hanno nemmeno un numero di telefono!”
Adesso provate a sentire la gente cosa dice. Dice che Bush è venuto in Europa, in Europa capite? Non in Italia, in Francia, in Germania. In Europa! Per riconciliarsi con l’Europa. Stiamo cambiando modo di pensare. Scommetto che anche voi parlate così.
Che la Francia pensi alla Cina, ci pensa pensando a lei, ma anche all’Europa. Non potrebbe essere altrimenti.
Bill, quanto ti ci vuoi giocare che i palestinesi entreranno in europa e se vorranno anche gli israeliani (per questi ultimi vedo qualche difficoltà maggiore legato al loro rapporto con gli USA)? Qualcuno si domanda che fine farà il Canada. Pensi che deciderà di diventare il 53 stato degli stati uniti o chiederà l’ingresso in Europa? Nessuno tra una decina di anni si potrà permettere di fare da solo.
Per quanto riguarda Fassino devo dire che è il segretario che mi piace di più dopo Berlinguer. Nell’intervista del Corriere ha sottolineato la questione del rapporto con gli Stati Uniti. Lo preferisco quando parla dell’Europa. Per quanto riguarda la razza, io di razza conosco solo quella umana. Per cui pensa se vedo gli americani come una specie a parte. Mi piace l’America, molto, e la sua produzione culturale.
A parte le cazzate sul creazionismo e dintorni. :)

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bill 24 febbraio 2005 alle 17:42

Vento, cerchiamo di capirci. La Palestina in Europa? Guarda, penso che fra 20 anni, quando davvero il popolo palestinese darà prova di avere mandato a cagare organizzazioni tipo Hamas e hezbollah, di non essere antisemita come la sua tevisione etc etc se ne possa parlare. Ma è un pò ridicolo che Israele, che è l’unica democrazia dell’area e che ha molte affinità con noi non possa farlo per “il suo rapporto con gli USA”. Questo, scusa sai, è antiamericanismo della più bell’acqua. Che tu poi ti sforzi di vedere la UE in funzione antiUSA è anacronistico: noi, senza gli USA, saremmo già estinti. E, qui si tratta di gusti, io voglio un Occidente liberale e non socialista. Gli USA sono un faro da questo punto di vista. Socialisti e comunisti europei hanno solo fatto danni: guarda come è oggi la Gran Bretagna, dopo la cura Teatcher, rispetto a quando i laburisti la stavano mandando a ramengo. Basta con le storielle keynesiane, con la terza via e quant’altro.

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Minerva 24 febbraio 2005 alle 17:48

Bill, intendevo dire – l’ho fatto malamente – la stessa cosa che hai scritto tu. La costituzione non può ridursi ad un accordo fra burocrati. Una Costituzione non è tale perché si è deciso di chiamarla costituzione, ma perché getta le fondamenta di un nuovo ordine e la gente la percepisce come tale. Ed è inutile parlare di sovranità europea quando non esiste un vero unico centro cui questa sovranità fa capo, un centro decisionale che esprima una sola politica. E che sia in grado di farsi percepire e agire all’esterno come un sola entità.
Quanto all’Ucraina di Ventomare, l’Europa non era da sola (altrimenti Putin se la sarebbe mangiata in un sol boccone,l’Ucraina), ma ha agito d’accordo con gli SU. E questo ha consentito una soluzione incruenta della questione.
Quando ce ne sarà bisogno, altro che esercito di difesa. Si veda la vicenda dei Balcani: Milosevic non aveva attaccato nessuno, ma si è intervenuti per prevenire la destabilizzazione dell’area. Poi, chi vuole, può sempre continuare a credere all’intervento umanitario. E a vagheggiare una nuova Europa cui quel pastrocchio di costituzione dovrebbe dare i natali.
Sì, Bush ha parlato all’Europa e poi con tutti i leader dei vari stati (a parte Bambi,cui ha riservato pochi secondi).
I palestinesi che entrano in Europa mollando quel faro di democrazia che è la Lega Araba!?!

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Minerva 24 febbraio 2005 alle 17:51

Ovviamente mi riferivo ad un tuo commento di molto precedente quello che hai appena postato.

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ventomare 24 febbraio 2005 alle 18:02

Bill, intendiamoci, tappeti rossi a Israele come ai palestinesi. Io dicevo che vedo più difficolta per la loro richiesta di entrare, non ovviamente per la nostra disponibilità a accettare la loro richiesta. L’europa, per sua natura dovrebbe accogliere tutti quelli che sono disposti ad accettare i valori universali della sua carta.
Comuni, Regioni, Stati, Europa. In questa catena, permettetemi ma io vedo ridursi il peso degli stati. E’ un po’ come tornare all’europa delle regioni e dei comuni, riveduta e corretta, collegata da una fitta rete di reti: comunicazioni, relazioni economiche, reti distributive, reti culturali, reti delle osc (organizzazioni della società civile), reti ambientali, reti civili, etc etc.
Per ciò che riguarda la forma politica, l’Europa ha sempre corretto con la protezione sociale, il mercato, l’Europa è sempre stata abituata a spazi più ristretti che favorivano l’inclusione e non l’esclusione (a parte le guerre fratricide). Io dico che va bene la coopetition tra il modello americano, individualista, esclusionista e quello europeo, sociale ed inclusivista. MIX. Il primo, forse, serve a raggiungere l’abbondanza, il secondo però a godersela e a conservarla.

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Calvin 24 febbraio 2005 alle 18:05

Sì Blind però il CorSera è un giornale di 50 pagine. Tipo oggi trovi il saggio centrale, quello di una pagina, che spiega perché le idee politiche di destra suscitano oggi più attrattiva di quella di sinistra, perché è la destra a dettare i tempi del dibattito e la sinistra a seguire, e non più viceversa, ecc. ecc. Insomma, guardo al bicchiere mezzo pieno! Poi sulla politica interna: il patto di sindacato di RCS non ama particolarmente Berlusconi, ma io di solito le pagine di politica italiana le salto a piÈ pari…

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blind 24 febbraio 2005 alle 18:13

Ventomare, Bush sara’ pure andato a Bruxelles, come dite tu e Piero ma il numero di telefono dell’Europa ancora non gliel’hanno potuto dare e mai glielo daranno.
Un numero unico significa un leader unico, una politica economica sociale e, piu’ di tutto, una politica estera unica.
Ma se non c’e’ una lingua, una storia, una cultura, una tradizione condivise, sara’ anche impossibile condividere la stessa visione del futuro dell’Europa e del mondo.
E tutta questa unita’ che vedi tu e’ vicina come lo e’ l’ottava galassia oltre la nostra.
Ma Bush e’ americano e per gli americani il pragmatismo in diplomazia e’ sempre stata la carta vincente. Ha capito cosa vogliono sentirsi dire i megalomani alla Chirac, i bamby alla zapatero, i frustrati alla Schroeder e lui glielo dice facendo finta di crederci.
Blind

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ventomare 24 febbraio 2005 alle 18:29

Blind, “Unità nella diversità” “UnitÈ dans la diversitÈ” “Unity in diversity”.
Non serve un capo unico, un centro, una lingua necessariamente unica, almeno non serve come serve ad uno stato. Ma ci vuole una politica condivisa per le cose fondamentali. La carta se ben orientata risolve molti problemi. E molti centri. Reti e centri diversi.
Abbiamo una banca unica, una moneta unica, avremo un rappresentante unico per gli esteri ed un presidente della commissione per quattro anni. Non serve un capo unico, alla maniera dgli stati-nazione. Non è indispensabile.
Questo è il futuro ragazzi! Iniziate a pensarci! :))

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bill 24 febbraio 2005 alle 18:50

Vento, mi pare un futuro lontanissimo. Oggi come oggi, una politica estera condivisa mi pare impossibile, e io aggiungo per fortuna. La vocazione egemonica di Francia e Germania, che ha fatto storicamente danni enormi, continua a farne dal punto di vista economico e politico. La politica monetaria della BCE ne è un esempio lampante. Il welfare europeo, che a ben vedere è storicamente una eredità del fascismo, così come è oggi non stà in piedi. E’ inutile pensare, e ti faccio un esempio concreto, che sia possibile continuare a far finta che l’Alitalia non debba licenziare gli esuberi o, peggio, fare come i nostri amici sinistri fecero con gli esuberi dell’Olivetti: li fecero assumere dalle Poste, cioè da noi tutti. Questo non ha nulla di sociale: è solo idiozia pura. Il fatto è che non può reggere oltre. Tutto questo crea solo povertà, e la storia è lì a dimostrarcelo.

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blind 24 febbraio 2005 alle 19:07

Ventomare, allora non si chiama unione europea ma unione delle europe.
Ah beh. Se e’ cosi’ bisogna rivedere alcuni parametri, pero’.
Quello che posso dirti e’ che piu’ i super burocrati forzano la mano, piu’ i cittadini si irrigidiscono contro questa forzatura.
Le ultime elezioni hanno avuto un record di astenzionismo.
Quello che e’ successo a Madrid e’ sintomatico di un disagio anti-europeista che, fino ad oggi si e’ palesato solo nel non voto o nel voto contrario ma attenzione a non tirare troppo la corda, dicono certi.
Io abito in Norvegia e qui si sono tenuti gia’ 3 referendum sull’ingresso nell’UE e tutte e tre le volte i norvegesi hanno detto no!
Il governo e’ preoccupato di questo in quanto il fatto di essere fuori dal mercato comune diventa molto oneroso per l’import-export.
Quelli che sono fuori dal sistema, caro Ventomare, si sentono strangolati e ricattati e devono fare buon viso a cattivo gioco, cercando di autoconvincersi che l’UE e’ bella e buona.
Blind

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blind 24 febbraio 2005 alle 19:21

Calvin, cretina io che non c’ero arrivata da sola…
con tutto quel po’ po’ di titoli accademici internazionali che hai elencato su un altro post, era chiaro che fosse vitale per te solo la pagina degli esteri del Corsera!
Mi arriprostro
Blind

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blind 24 febbraio 2005 alle 20:05

Dal Corriere di oggi:
“BRUXELLES – Il caso del declassamento della lingua italiana in Europa è stato fatto inserire dal governo Berlusconi all’ordine del giorno della riunione di domani a Bruxelles degli ambasciatori presso l’Unione Europea dei 25 Paesi membri. Ma anche la Spagna ora appoggia l’Italia in quella che sta diventando la rivolta delle lingue ridimensionate nelle attività comunitarie dallo strapotere del trilinguismo (inglese, francese e tedesco).
L’ambasciatore di Madrid presso l’Ue ha scritto una lettera di protesta in cui definisce ´inaccettabileª l’analoga penalizzazione riservata alla lingua del suo Paese dalla portavoce-capo del presidente della Commissione JosÈ Manuel Barroso. Questo perché sono stati eliminati l’italiano, lo spagnolo e altre lingue meno parlate dalle conferenze stampa dei commissari nei giorni diversi dal mercoledì (l’unico in cui continuano ad essere tradotte), mentre è stato promosso di fatto il tedesco come terza lingua quasi stabile
della sala stampa della Commissione, in aggiunta all’inglese e al francese.
DOPPIO ATTACCO – L’attacco politico contro il trilinguismo nell’Ue si sta così estendendo in Europa e in Italia. E non mette più in imbarazzo solo l’istituzione comunitaria di Bruxelles. A Strasburgo il leader degli eurodeputati di An, Cristiana Muscardini, ha annunciato che la sua delegazione attuerà
uno ´sciopero biancoª ogni volta che nell’Europarlamento non avrà a disposizione traduzioni e documenti di lavoro in italiano. Inoltre ha chiesto al ministro degli Esteri e leader di An, Gianfranco Fini, di far inserire il problema linguistico al prossimo vertice Ue. A Roma il governo, rispondendo a delle interrogazioni tramite il ministro dei Rapporti con il Parlamento Carlo
Giovanardi, ha affermato di aver fatto ´tutti i passi necessariª per tutelare la lingua nazionale nell’Ue e per ottenere una presenza nell’ufficio dei portavoce di Barroso (dove sono stati nominati sei francesi, cinque tedeschi, cinque britannici, uno spagnolo e nessun italiano). ´Il governo riafferma il suo impegno a contrastare qualsiasi tentativo, anche informale e surrettizio, di istituire dei ceppi linguistici preferenzialiª, ha rassicurato Giovanardi.
LA COMMISSIONE – Nella Commissione stanno cercando di allentare la crescente pressione inserendo un italiano come vice-capo dei portavoce. E stanno considerando una ´retromarciaª nella decisione di eliminare l’italiano, lo spagnolo e le altre lingue meno parlate nelle conferenze stampa nei giorni diversi dal mercoledì. I collaboratori di Barroso ieri hanno dovuto ammettere che nella precedente Commissione Prodi queste conferenze erano
state circa 230. L’esclusione dell’italiano e delle altre lingue potrebbe riguardare così oltre il 50% dell’attività di comunicazione dei commissari (ora che sono aumentati da 20 a 25 con l’allargamento a Est).
NEL PPE – L’eurodeputato dell’Udc, Antonio De Poli, ha contestato con un’interrogazione a Barroso il cambio linguistico: ricordando che la Costituzione europea consente a tutti i cittadini di poter fare domande e ricevere risposte in italiano. Udc e Forza Italia hanno sollevato il problema della lingua anche nel loro gruppo Ppe, il più importante dell’Europarlamento, perché
non intendono continuare a usare solo inglese, francese e tedesco. Gli eurodeputati ds sollecitano un riequilibrio della presenza dell’Italia tra i portavoce della Commissione. Il vicepresidente dell’Europarlamento, Mario Mauro di Forza Italia, ha invitato il numero uno dell’Assemblea, lo spagnolo Josep Borrell, a far discutere la ´discriminazione dell’italiano e di altre lingue dell’Ueª con l’obiettivo di promuovere un intervento bipartisan del centrodestra e del centrosinistra.
Ivo Caizzi”
Blind

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superciuk 24 febbraio 2005 alle 21:43

signori, non serve comprare il corriere, tanto c’è il signor Blind che ci fa risparmiare

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Francesco 25 febbraio 2005 alle 14:26

Vento,
io cedo. La tua visione dell’Europa ricorda quella che i centrosocialisti hanno del Che. Una figura mitica che risolverà ogni problema con un tocco di bacchetta magica (o del librone del Trattato Costituzionale).
Sei oltre i titoli dell’Unità o gli articoli del Manifesto, un Essere Superno che vive nel piano astrale.
Certo, il giorno dopo che la Germania avrà il suo seggio permanente all’ONU e non avrà più bisogno della Francia, temo che prenderai una mazzata dolorosa. Ma forse sarai già oltre, vero Demiurgo di un futuro di pace sociale ed universale eterna.
Traducendo: per me sei pazzo.
Con affetto e senza offesa,
Francesco

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blind 25 febbraio 2005 alle 14:41

Superciuk!
Signora, prego!
Blind

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ventomare 25 febbraio 2005 alle 17:14

Francesco, tu sei uno di quelli che se fosse vissuto 50 anni fa avrebbe dato del pazzo a Spinelli. L’Europa crescerà anche per te e nonostante te. Se proprio devo fare un confronto, meglio uno che presbite come me, che miope o cieco come te!

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blind 25 febbraio 2005 alle 17:57

Ventomare, sarebbe Spinelli che se fosse vivo cinquant’anni dopo, darebbe del pazzo a te come ai tuoi leader.
Blind

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blind 25 febbraio 2005 alle 18:05

Francesco, non puoi dare del pazzo a Ventomare se hai letto l’ultima puntata della campagna elettorale che il Corriere sta facendo a favore di Prodi.
Cioe’ se dai del pazzo a ventomare devi dare del pazzo anche a Prodi…
Vuoi dare del pazzo a Prodi?
Blind

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Francesco 25 febbraio 2005 alle 18:17

Vento,
io sono favorevole ad una grande Unione Europea democratica, con istituzioni elette dai suoi cittadini e dotate di veri poteri.
Abolirei oggi stesso gli Stati europei, stramorti relitti del passato, e accetteri pure di votare per Angela Merkel o per Tony Blair, consapevole del livello infame dei politici italiani.
Sei tu che fai della UE il paradiso terrestre, inventandoti di sana pianta cose che non possono esistere.
NON CI SARA’ NESSUNA ERA DI PACE SOLO PERCHE’ L’EUROPA SI UNISCE. Se diventerà qualcosa, sarà una superpotenza che si confronterà con Cina, India, Grande Turchia o Grande Kurdistan o quello che ci sarà. E difficilmente sarà migliore di come oggi sono gli USA.
Francesco
Francesco

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ventomare 25 febbraio 2005 alle 18:33

Blind e Francesco, se parlate così vuol dire non avete capito il sogno di Spinelli e degli europeisti. Non avete capito che non era quello di fare una delle tante superpotenze del mondo. Non avete capito che il loro obiettivo finale era quello di mettere fine alla parola “guerra”.

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