No al rifinanziamento: errore strategico e politico

“Anche con gli occhi agli ultimi sviluppi della situazione irachena, alla presa di posizione di Kofi Annan, al barlume di un nuovo possibile rapporto che sembra aprirsi tra Stati Uniti ed Europa, se ci guardiamo in faccia e siamo seri come si fa a negare l’evidenza della svolta che c’è stata? E come si fa a sostenere il no al rifinanziamento della missione italiana e poi dire che non si tratta implicitamente, anzi: esplicitamente, di un voto per il ritiro della missione?
Ma come? Siamo di fronte a questa straordinaria assunzione di responsabilità del popolo iracheno che ha votato a maggioranza in mezzo a pericoli reali, come si fa a chiudere gli occhi dinanzi al fatto che il 2005 sarà un periodo cruciale per la stabilizzazione o almeno per l’avvio di una reale stabilizzazione in Iraq: presto si voterà la costituzione, a fine anno si faranno nuove elezioni e ci sarà un governo democratico. Come si può chiudere gli occhi dinanzi alla richiesta esplicita da parte della società e del governo iracheno perché la comunità internazionale garantisca condizioni minime per camminare sulla strada della democrazia?
.. questa deriva del dire che vogliamo essere coerenti… ma la coerenza della politica è capire le situazioni e cercare di governarle positivamente; qui non si tratta di cambiare idea sul giudizio che abbiamo espresso sulla guerra unilaterale, ma di prendere atto che la caduta di Saddam ha avviato un processo che Europa e Italia, non solo gli Stati Uniti, hanno oggi interesse a consolidare. Votando no al rifinanziamento, invece, nella sostanza ribadiamo acriticamente la posizione del ritiro subito e questo lo ritengo un errore strategico dell’Unione di centrosinistra
Questa è la cosa che mi preoccupa, io vedo oggi una straordinaria possibilità per la federazione. Si potrebbe non rompere l’unità dell’Unione, ma avere una posizione articolata. Nessuno scandalo se la sinistra radicale, nostro indispensabile alleato, continua a tenere una posizione di diniego, ma se ha un senso la nascita della federazione, dov’è lo scandalo se si aggiorna la nostra posizione ai nuovi dati della realtà e si compie quello che è solo un atto di cauta responsabilità, astenendoci sulla proposta di rifinanziamento?”.
Franco Marini - Il Riformista

di Rolli il 16 febbraio 2005 in Politica · 4 commenti

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marcom 16 febbraio 2005 alle 09:19

Marini fa un’analisi giusta(dal suo punto di vista).Pero’ deve fare i conti con il 15% di veri comunisti,trogloditi e dinosauri,che fanno parte dell’Unione,piu’ mortadella prodi,che,accecati dall’odio per Berlusconi a prescindere,non riescono ad avere nemmeno un barlume di lucidita’ di giudizio.E pensare che questa Unione si presenta come forza alternativa di governo.Se vincono questi,poveri noi!Bisogna scappare!

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Minerva 16 febbraio 2005 alle 11:25

Il Foglio di oggi pubblica le lettere di Camillo e 1972 sullëintervista di D’Alema a Repubblica. Ferrara risponde:
ìCome molti di noi, D’Alema è un Reperto vivente, sa quanto sia importante per una coalizione di governo avere una politica estera, sa che la sua coalizione non la ha, sa che il sequestro della medesima è firmato Prodi-Bertinotti, sa che il discorso di Berlusconi è esattamente il discorso che avrebbe fatto lui al suo posto, magari con una punta di arroganza in più. Ecco perché il Reperto fa numeri da circo, a coperturaî.
D’Alema sa bene che Marini è nel giusto. E’ chiaro perché non può comportarsi diversamente. Ma purtroppo per lui i ìsuoi numeri a coperturaî non coprono un bel niente.

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Fonz 16 febbraio 2005 alle 11:57

Se vincono c’è sempre la lotteria per la Green Card.

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blind 16 febbraio 2005 alle 13:38

L’appello di Giuliana Sgrena.
Giuliana a un certo punto sbuffa.
Blind

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