Riformismi e minchiate

I DS rieleggono Fassino & D’Alema, trionfano i riformisti e il Correntone rimane minoranza: leggendo la cronaca politica degli ultimi anni, valutando le candidature delle scorse provinciali e delle prossime regionali avrei detto il contrario.
Fassino apre al rifinanziamento della missione in Iraq e “riabilita” Craxi.
Per questa retromarcia multipla i destri godono e i sinistri si incazzano.
Giuliano Cazzola scrive inviperito al Foglio paragonando i DS a “quelle famiglie borghesi (la cosa era frequente nel secolo scorso) che ìcompravanoî dei titoli nobiliari”
Ferrara risponde che “il miglior omaggio al riformismo di Craxi e predecessori sarebbe adottarne senza flagellazioni la cultura politica”, perchè è “meglio la comprensione storica delle apologie & autocritiche”
Il Riformista si mette sul cucuzzolo e aspetta che vadano a riverirlo a suon di “e, voi si che lo avevate detto”.
Ideazione è delusa da Prodi , mentre Leftwing l’ottimo sembra contento (e dubbioso).
Boh, scusate, io sono terra terra: a me pare folle questo spreco di chiacchiere, perchè quella di Fassino non è altro che propaganda politica in vista delle regionali alla ricerca del consenso degli indecisi di mezzo e dei disgustati di destra (dalla destra)

di Lynch il 9 febbraio 2005 in Politica · 16 commenti

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blind 9 febbraio 2005 alle 13:26

Conclusione terra terra ma rispondente alla squallida realta’ dei fatti.
L’unica cosa che io ho interpretato in modo diverso e’ cio’ che intendeva ferrara a proposito dell’autocritica e la sinistra.
Credo che il riferimento fosse al “precetto” liberale che ritiene l’autocritica in politica un esercizio inutile e che vede nel far tesoro degli errori commessi (es.: la demonizzazione diel riformismo craxiano) la vera funzione della politica.
Purtroppo i cari compagni non fanno ne’ autocritica, ne’ tantomeno fanno mai tesoro di nulla.
E’ solo fuffa elettoralistica, la loro…
Blind

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ant. 9 febbraio 2005 alle 14:08

saranno anche mossi da preoccupazioni puramente tattiche, non lo so, ma il fatto è che fassino quelle parole le ha pronunciate dal palco del congresso, e quindi non può più rimangiarsele: sarà anche propaganda, ma visto il percorso dei DS è propaganda con un fortissimo e innegabile significato politico. Non vi pare?

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Losciacallo 9 febbraio 2005 alle 14:23

Non può rimangiarsele? E chi lo dice?
Vediamo in cosa consiste questa svolta riformista. Iniziamo da Vendola, che non pare prendere troppo seriamente le parole di Fassino, a giudicare dalla campagna elettorale che ha appena lanciato in vista delle regionali. Lo slogan principale dei manifesti è “C’è una Puglia migliore” sotto il suo bel faccione.
Si definisce “pericoloso come tutte le persone oneste”, “diverso da quelli che governano oggi la Puglia”.
Insomma, poco craxiano e molto “antropologicamente superiore”.

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marcom 9 febbraio 2005 alle 14:39

”Fassino quelle parole le ha pronunciate dal palco del congresso e,quindi,non puo’ piu’ rimangiarsele”.Perche’?Sarebbe la prima volta che i ”rossi”cambiano idea?Quanti”contrordine compagni” nella loro storia!Il fatto e’ che,purtroppo per gli italiani,questi sono veramente inaffidabili,e non si puo’ credere a Fassino piu’ di tanto!Diciamo poco,e’ meglio!

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blind 9 febbraio 2005 alle 14:43

Ant, credo che la smentita a cio’ che dici sia in queste parole di Galli Della Loggia che oggi uso all’impazzata in questo blog.
Chiedo scusa a tutti ma erano anni che non leggevo parole tanto istruttive per me.
“…tra i Ds non ci sia oggi una vasta maggioranza disposta a riconoscere gli errori passati.
Ma se ciò è vero per gli esponenti politici di quel partito, sembra molto meno vero per i tanti intellettuali di ogni qualità e competenza che si sono riconosciuti e si riconoscono nella sua tradizione. A differenza del ceto politico gli ambienti intellettuali, infatti, non sembrano per nulla intenzionati a battersi perché il riformismo, una cultura riformista, si faccia strada e metta radici. Riconoscendo per esempio la non piccola parte avuta dalle idee e dalla cultura di cui essi erano innanzitutto i portatori e gli specialisti nel determinare i tanti errori sopra enumerati.
Tanto è vero che, fatti salvi alcuni casi assolutamente sporadici, neppure una volta i fraintendimenti, gli abbagli e le scomuniche di cui si è detto furono mai contestati in modo significativo dagli addetti agli studi, dagli uomini e dalle donne della conoscenza e delle competenze; neppure una volta o quasi questi suscitarono alcun vero dibattito. Anzi furono molto spesso proprio loro, gli uomini e le donne delle conoscenze e delle competenze, a levare alta e agitare con più veemenza la bandiera dell’errore: salvo,
per l’appunto, fare mostra oggi di essersene dimenticati. Ma cos’è in fin dei conti che a sinistra ha favorito e favorisce questa duplice fenomenologia dell’abbaglio culturale prima e del rifiuto a riconoscerlo poi? Credo che
siano qui all’opera due meccanismi, diversi ma dall’effetto concomitante.
Il primo consiste in una evidente eredità del vecchio fondo storicista, proprio dell’ideologia principe della sinistra, cioè del marxismo. » quell’eredità storicista che porta a considerare la politica della sinistra medesima iscritta in una sorta di disegno provvidenz iale dall’immancabile esito positivo. In questa prospettiva anche gli errori più evidenti sono sentiti,
e finiscono per apparire, come semplici incidenti di percorso,
non in grado di arrestare la marcia verso il successo….”
Blind
p.s.: Non dite a Ferrara che ho scritto il suo nome minuscolo, qui sotto. Grazie.

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Gabibbo 9 febbraio 2005 alle 18:01

cos’è che Fassino non può rimangiarsi? perché dovrebbe rimangiarsi qualcosa, che tanto non ha alcun potere vincolante?
ancora non aveva finito di parlare, che già veniva bacchettato: di riabilitare Craxi non se ne parla, di rifinanziare la missione in Iraq tanto meno.
Fassino sarà stato anche sincero, e le sue parole rappresentaranno pure un’autentica pulsione verso un riformismo moderno… ma sono parole prive di peso, sono i proclami di un prigioniero, che testimonia i propri convincimenti, ma non può trasformarli in condotte concrete, perché è circondato…

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Losciacallo 9 febbraio 2005 alle 19:12

Sei convinto, Gabibbo, che il povero Fassino sia sinceramente convinto delle idee riformiste ma impossibilitato a trasformarle in fatti perchè “prigioniero” delle estreme?
E secondo te questa irrefrenabile ed “autentica pulsione verso un riformismo moderno” (ti cito ancora) gli è venuta l’altro ieri?
Deve essere stata una cosa fenomenale alzarsi al mattino e ritrovarsi di colpo riformisti mentre fino a poche ore prima ci si sdilinguisce con i massimalisti, i verdi, i comunisti, i giustizialisti e, più o meno, con chiunque gli arrivi a tiro, purchè sia un voto.
Mentre Rutelli – anticipando di mesi le sue mosse – tirava la carretta dei non allineati sparando bordate a sinistra non ho mai sentito alzarsi stentorea la voce del Fax, come lo chiama Fiorello, a sostegno del leader della Margherita.
I Ds venivano da un’esperienza di governo travagliata che li aveva portati verso una “deriva” riformista piuttosto marcata, abbastanza ovvia (quando si governa difficilmente si può fare gli estremisti) e benvenuta, culminata con la vittoria schiacciante al penultimo congresso.
Poi, perse le elezioni, all’interno del partito e della coalizione sono diventate dominanti le posizioni del Correntone a ruota delle estreme Rifondazione, Verdi e Movimenti: abbiamo visto tutti in questi 4 anni le conseguenze di questa scelta….
Ora di botto i massimalisti diventano minoranza silenziosa (Salvi durante il congresso sembrava una statua di cera) e i cosiddetti riformisti dettano la linea?
Bella favola….

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Gabibbo 9 febbraio 2005 alle 19:35

Io non sono convinto di niente, voglio credere che Fassino sia in buona fede, e da liberale dò credito alle dichiarazioni del mio prossimo. E’ lo stesso principio per il quale non dico che Fini è fascista: non l’ho mai sentito fare proclami di fascismo, anzi.
Detto questo, poiché sono liberale ma non scemo, osservo che le parole di Fassino purtroppo non contano: dietro di lui c’è il vuoto, e come si suol dire le chiacchiere satanno a zero.

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ant. 9 febbraio 2005 alle 23:50

preciso: non credo che i DS siano a due millimetri da una “svolta riformista”, e comunque andrebbe precisato cosa vuol dire “riformista” (che si comprano anche loro una squadra di calcio? che chiedono l’iscrizione al partito popolare europeo? che aderiscono in massa a CL?). Sono però convinto che le parole di Fassino abbiano un forte significato politico: non ha citato Pietro Nenni, ha citato Bettino Craxi, quello di Hammamet. Quanto all’analisi di Della Loggia, penso che il discorso potrebbe essere facilmente ribaltato: è lui, storico, che ha ancora bisogno dei riferimenti allo storicismo per parlare dei DS, sinceramente non mi sembra che Massimo D’Alema si senta parte di un disegno provvidenziale. Infine, per quanto riguarda Nichi Vendola, spiegare la sua campagna con il “complesso di superiorità antropologica” mi sembra un tantino inappropriato: è solo un dÈtournement preventivo e intelligente.

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Blind 10 febbraio 2005 alle 01:29

Gia’, non ha citato Nenni ma craxi, E’ vero. Infatti i ds sanno che rifarsi a Nenni (riformista o no che fosse) non gli porterebbe neppure un mezzo voto mentre farsi la scopatina congressuale con l’amico dell’avversario di centro-destra, quello si’ che puo’ garantire la regione Lombardia.
Galli Della Loggia e’ appunto uno storico e i riferimenti storici li trova nel contesto esaminato senza bisogno di crearsi nulla, neanche fosse un romanziere.
D’Alema non si sente parte di un disegno provvidenziale, hai ragione, lui si sente IL disegno.
In quanto al significato della parola riformismo diventa davvero impossibile trovare un tale approdo per questa sinistra di cultura e formazione politica marxista.
Vendola e le sue intelligenti deviazioni abbisognano di una fertile immaginazione per essere raccontate come tu le racconti.
Blind

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ant. 10 febbraio 2005 alle 09:44

1. persisto: dopo dieci anni di giustizialismo becero à la violante citare bettino craxi non è una cosina da poco, e non è solo un tatticismo
2. Galli della Loggia capace e, a volte, brillante. A me sembra però che parlare ancora di storicismo sia una forzatura: non mi sembra di aver letto nessun accenno alla società comunista futura nei resoconti del congresso. E comunque “eredità storicista” in sÈ non vuol dire niente, non è un concetto storico se non viene spiegato e ancorato in una descrizione, sennò siamo capaci tutti. Certo, se si pensa che i DS siano comunque destinati a rimanere “rossi” come negli anni cinquanta tanto vale prenderci a pancate come peppone e don camillo… (e io farei il tifo per don camillo)
3. La parola “Riformismo” è effettivamente vaga: a volte sembra venga usata per chiedere cortesemente alla sinistra di smettere di essere sinistra (“ancora vi preoccupate per la giustizia sociale? che barbari!”, “l’anti-fascismo? ma non si porta più signora mia! “)
4. Su D’Alema non mi esprimo, forse ho sbagliato esempio
5. Su Vendola sì: si vede immediatamente che la sua campagna fa leva sui punti che saranno sfruttati dagli avversari (“comunista!”, “anormale!”…)

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blind 10 febbraio 2005 alle 22:51

Ant, tutti i nostri commenti appaiono azzerati alla luce del post qui sotto che tratta dei magnifici progetti scolastici della provincia di Milano. Ti consiglio, se vuoi, di leggere la dichiarazione dell’assessore dirifondazione.
Il tutto gronda riformismo e modernita’.
Volevo solo aggiungere tutta la mia espressione di disprezzo per il politico Vendola.
L’ultima volta che l’ho visto a Porta a Porta insultava La Russa interrompendolo incomprensibilmente per sfotterlo chiedendogli: “ma il tuo padrone ti ha concesso l’ora d’aria?”.
La sua vittoria del cavolo in Puglia e’ una barzelletta che tutti han dovuto commentare come se si fosse trattato di roba seria.
Blind

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bill 11 febbraio 2005 alle 11:06

Io chiedo scusa, ma chi sarebbero i “disgustati” dalla destra. No, così, per sapere. Perchè una cosa è certa: il personale politico della destra ( o delle destre) non è nè meglio nè peggio di quello degli altri. Per quanto riguarda la compagine ministeriale, non mi pare faccia male. I delusi sono tali non dalla destra, ma dalla politica politicante. Immobile, sempre la stessa, il solito bla bla. I radicali, che ambivano ad essere i “diversi”, fanno un mercato delle vacche che grida vendetta. Per uno scranino? Mah! La sinistra non cambierebbe nemmeno l’aria in camera da letto. Disgustati de che?

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bill 11 febbraio 2005 alle 11:13

Guardate, è solo un’impressione (ma di solito ci prendo): come per Kerry, si parla per tre mesi dell’inutilissimo Vendola, e poi vincerà Fitto. Non è che battere un burocratello sconosciuto col voto di militanti “pane e politica” sia un’indicazione delle intenzioni dell’elettorato pugliese. Piace tanto ai pasionari dell’impegno politico postsessantottino, ma numericamente non significa un cazzo.

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Losciacallo 11 febbraio 2005 alle 11:50

I disgustati, bill, sono i tanti che hanno creduto alle promesse berlusconiane di riforma liberale e invece si sono ritrovati davanti quattro anni di equilibrismi da politica politicante, come la chiami tu.

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bill 11 febbraio 2005 alle 12:04

Sciacallo, capisco benissimo. Ma distinguiamo: chi ha le maggiore responsabilità di quello che NON si è visto? Perchè è vero, le cose viaggiano lentissimamente. E’ però vero che non si sono mai visti tanti scioperi politici come in questa legislatura dagli anni 70. E’ vero pure che la battaglia politica, mascherata dietro la guerra personale a Berlusconi, a mio avviso stà tutta nella volontà della sinistra di non cambiare un sistema che l’ha vista prosperare; così come è vero che un sistema che premia, in contanti, i partiti solo per il fatto di esistere difficilmente fà karakiri per spirito di servizio.Ed è pure vero che mezzo paese evidentemente gradisce questo sistema da spennapolli ( per Pezzotta, le tasse sono musica) perchè i suoi vantaggi corporativi li dà. Ma qualcosa, poco per quanto sia io che te vorremmo, si è fatto; ed in un periodo difficile sia politicamente che come congiuntura economica. Quindi, secondo me siamo proprio noi a dover pretendere di più. Il fatto è che di là c’è un buio pesto: pensi che quelli facciano riforme liberali? Tipo patrimoniale? ( che magari non farebbero, ma che è già una bestemmia solo a pronunciarla).

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