Il Manifesto accusa: Riformista sciacallo

Non c’è un solo articolo del Riformista che sia stato meno che corretto nel trattare il rapimento di Giuliana Sgrena. Corretto non significa “acritico”, e infatti il quotidiano arancione ha invitato la sinistra e i colleghi di redazione di Giuliana ad una seria riflessione sulla piega che hanno preso gli avvenimenti in Iraq, sul fatto che vengano sequestrati e uccisi non i “cattivi”, ma uomini e donne che hanno l’unica colpa di trovarsi lì.
Dice Polito:”Penso che la sinistra, e anche la sinistra pacifista, contraria alla guerra, quella sinistra in cui il Manifesto si riconosce, debba riflettere con urgenza e onestamente su quanto è accaduto. soprattutto quando in Iraq rapiscono giornalisti e cooperatori, che sono lì solo per fare il proprio mestiere.
Qualcuno che magari manifesti anche sentimenti di simpatia nei confronti della “resistenza
Quello più o meno il sunto del pensiero del direttore e della redazione del Riformista, che tra l’altro non hanno mai risparmiato parole di grande stima ed apprezzamento nei confronti della giornalista sequestrata.
E che il Manifesto , “limpidamente”, sintetizza alla voce “sciacallo“:
“…E ci sono quelli che all’Eur non parlano, poi tornano in redazione e scrivono, Il Riformista per esempio. Quelli che gongolano perché adesso sì che anche il manifesto sarà costretto ´dall’ansia e dall’angoscia per la sorte di una sua compagnaª a riflettere sull’Iraq e si vede che un pezzo di Giuliana in vita loro non si sono presi la briga di leggerlo nemmeno prima di scrivere su di lei e sul suo rapimento. Ma sono sciacalli. Non contano”

di Rolli il 7 febbraio 2005 in Opinioni · 16 commenti

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Passante 7 febbraio 2005 alle 11:51

anche questa volta sono arrivato prima io BWHAHAHAAHAH

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brainwash 7 febbraio 2005 alle 11:58

Purtroppo il Riformista ha colto nel segno. Quello “Sciacalli” è più un complimento che un’offesa, guardando le cose dal punto di vista del Manifesto.

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LR 7 febbraio 2005 alle 12:02

Lo strano pudore di Vauro è la ciliegina sulla torta. Fino a un giorno prima disegnava scheletri, bare, sangue e minacce di morte anche per la semplice pubblicazione della faccia di Bush sul Time, adesso fiori e colombe.

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ZannaWasHere 7 febbraio 2005 alle 16:22

Rolli, ho la tendenza a concordare con te sul contenuto del tuo post con un però: il mio caro Riformista poteva attendere qualche giorno prima di fare quelle considerazioni.
Personalmente, appena ho letto quelle righe, mi sono venuti in mente quelli che quando le cosa vanno male se ne escono con un “te l’avevo detto io”.
No, non è per il contenuto, sul quale sono d’accordo, ma per una mera questione di forma, in questo senso l’appellativo sciacallo lo trovo giusto.

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Return 7 febbraio 2005 alle 17:22

Trarre da un dramma personale una lezione politica forse è l’unico modo di rimettere la politica sui piedi, sgombrare il campo dalle astrazioni lessicali, costringere a fare i conti con la dura realtà, polverizzare le ideologie col potere dell’affetto e liberare l’onestà intellettuale che dobbiamo almeno a chi ci è caro.
Sciacallo de che? Polito ha scritto quel che ha scritto pensando che quest’Iraq possa funzionare come una Sabra e Shatila alla rovescia, e liberi la Sinistra dal suo trip trentennale.
Nessuno si augura altre lacrime, ma se arrivano cos’è più cinico, spingere il cuneo della ragione nello cuore sanguinante o rintanarsi nel trito e doveroso riserbo d’occasione?

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ZannaWasHere 7 febbraio 2005 alle 18:07

Rintanarsi “nel trito e doveroso riserbo d’occasione” per qualche giorno (anche uno solo) non impedisce assolutamente di “trarre da un dramma personale una lezione politica”, è una mera questione di tempi, non siamo mica la protezione civile che deve rispondere, nel più breve tempo possibile, con un intervento e con un’analisi approfondita dell’eventuale problema.
NON ho scritto che non si deve fare, ho scritto che si poteva aspettare, Polito, quello che pensava e sul quale mi trovo, ribadisco ancora una volta, d’accordo, lo poteva scrivere il giorno o due giorni dopo senza comunque eliminare la possibilità di liberare “la Sinistra dal suo trip trentennale”.
Hai così fretta di liberarci da non poter aspettare un giorno? Tu intanto pensa a liberare, dai bigottismi anacronistici, la tua di parte.

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blind 7 febbraio 2005 alle 18:44

Ieri ho seguito la conversazione che c’e’ stata tra il direttore del tg4 e quello del Manifesto.
Quando Fede ha chiesto a Polo se Sgrena non fosse stata preoccupata di andare in Iraq, la risposta del direttore del giornale e’ stata per me sorprendente. Polo ha detto che quando c’era andata prima delle elezioni aveva avuto paura ma dopo di esse, era partita piu’ tranquilla. Al giornale, ha continuato, credevano che la situazione fosse migliorata ma e’ ormai chiaro che non e’ cosi’.
In queste dichiarazioni trovo che ci siano tutte le contraddizioni e l’incompetenza di una linea editoriale fuori dalla realta’ del mondo.
Blind

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Rolli 7 febbraio 2005 alle 19:00

No Zanna, quelle righe le ha scritte ieri e son ocomunque il sunto di quanto è stato scritto in questi gorni. Non vedo perchè dovesse aspettare qualche giorno.
Si aspetta qualche giorno a dire che la Sgrena doveva evitare di muoversi il venerdì subito dopo le elezioni (venerdì è il giorno peggiore in assoluto e infatti la sua collega si è tirata indietro quella mattina) per andare in una moschea di rifugiati dove già lei sapeva ci fossero profughi di città ribelli.
Su questo si può aspettare a discutere, non sulle cose che ha scritto Il Riformista

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ZannaWasHere 7 febbraio 2005 alle 19:57

Rolli, abbi pazienza, se tu mi linki un pezzo da Il Manifesto datato 5 Febbraio poi non mi puoi venire a dire che il pezzo de Il Riformista a cui ti riferivi è stato scritto ieri (la domenica non esce:-)). Se non ricordo male Polito ha scritto un fondo il giorno successivo al sequestro dicendo quello che hai ben rissunto tu. Io a quello mi riferivo (e a quello credo si riferisca Il Manifesto) e di quel pezzo condividevo il contenuto – lo ribadisco ancora visto che continuate concentrarvi su questo – ma non la tempistica, per una mera e sottolineo mera, questione di forma. Stronzate rispetto al resto, sicuramente, sono però convinto che il “ve l’avevamo detto” appena dopo il sequestro poteva essere ritardato. Per come la vedo io poi, Sgrena aveva tutte le sue ragioni di andare nel luogo più pericoloso del pianeta, in quanto giornalista e consapevole dei rischi che si assumeva, per fare il suo lavoro; il problema non me lo sono posto proprio. Tu hai postato la bellissima incursione della Bonino, anche lei si espone a pericoli enormi, che vogliamo fare costi vs benefici?

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Rolli 7 febbraio 2005 alle 20:10

Guarda che le dichiarazioni di Polito di ieri sono ESATTAMENTE il sunto dei suoi editoriali; ti ho specificato che a mio parere non ha scritto nulla che non avesse dovuto.
La Bonino certo che rischia, ma un conto è il rischio normale del proprio lavoro e un altro lo sfidare situazioni fuori da ogni livello di allarme. era Venerdì, giorno di preghiera che coincide, per i terroristi, con il giorno delle grandi mattanze ed azioni eclatanti; il primo venerdì dopo le elezioni e per di più in una zona pericolosissima.
Poteva capitare comunque, è ovvio, ma è capitato in un giorno e in un luogo che richiedevano maggiore cautela.
Ma ti ripeto, di questo si può discutere a fine rapimento, non ora

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lynch 7 febbraio 2005 alle 20:25

Concordo che il timing dell’editoriale non è stato perfetto, ma se il Riformista è uno sciacallo, quale animale allora è Vauro, del quale ricordo ancora l’orrida vignetta all’indomani della liberazione di Stefio, Agliana e Cupertino? Vignetta sulla falsariga del manifesto elettorale: “Berlusconi: Ostaggi liberati quattro (meno uno)”. Forse perché erano trascorsi giorni dalla morte di Quattrocchi era giustificato farci pure dell’ironia sopra? Sciacalli? Ovunque. Non è certo il Manifesto a poter dare lezioni.

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ZannaWasHere 7 febbraio 2005 alle 20:34

Rolli,
tu scrivi: “ti ho specificato che a mio parere non ha scritto nulla che non avesse dovuto.”.
Io ti chiedo: ma l’hai letto bene il mio primo commento, quando ho scritto “No, non è per il contenuto, sul quale sono d’accordo, ma per una mera questione di forma (la parola forma si riferisce alla scelta del tempo, aggiungo), in questo senso l’appellativo sciacallo lo trovo giusto.”?
Polito è libero di scrivere quando e quello che gli pare e ari-ribadisco che sono d’accordo su tutta la linea, critico i tempi di pubblicazione non l’opportunità di scrivere.

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Rolli 7 febbraio 2005 alle 21:06

Zanna, non è per fare polemica, ma mi pare di aver detto chiaramente che invece io non ci trovo nulla nè nella forma e tantomeno nei tempi
Niente: nè mancanza di delicatezza nè di tempismo fuori luogo.
Intendo dire che non concordo con te, perchè a mio parere i tempi erano quelli giusti e dovuti

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Return 7 febbraio 2005 alle 22:09

Zanna non ho capito qual’è la mia parte.

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ZannaWasHere 8 febbraio 2005 alle 14:55

Return, la tua parte è che io criticavo il breve lasso di tempo passato tra il sequestro e il commento di Polito e non la sostanza (“Rolli, ho la tendenza a concordare con te sul contenuto del tuo post con un però: il mio caro Riformista poteva attendere qualche giorno prima di fare quelle considerazioni.”), tu o non hai capito o avevi voglia di scrivere un bel pistolotto sulla liberazione intelletuale della sinistra.

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Return 8 febbraio 2005 alle 16:24

zanna io ti leggo sei tu che non mi leggi. Il “pistolotto” voleva dire proprio che è morale approfittare dei momenti tragici se la posta in gioco è abbastanza alta.
E se ti passano per sciacallo pazienza.

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