Le due facce del Manifesto

“Riccardo (Barenghi, ndRolli) aveva posto un problema serissimo, e non c’era certo bisogno di rapire Giuliana per capirlo”.
Ma perché avete censurato le parole di Fassino sui veri resistenti? ”
Un semplice errore dovuto alla fretta. Comunque ritengo che quella fosse una frase di grande effetto ma del tutto contenuta. La vera autocritica il segretario nazionale dei Ds l’ha fatta quando ha detto, ‘Sì, abbiamo marciato per la pace, ma che cosa abbiamo fatto di concreto per far cadere Saddam Hussein?’ Ammettendo che in qualche modo si doveva intervenire”. Andrea Colombo, del Manifesto

* * *

“i terroristi sono il prodotto di una guerra sbagliata, e il rapimento di Giuliana ne è l’amara conseguenza. E poi non bisogna fare di tutta l’erba un fascio. C’è terrorismo e resistenza.
La resistenza non colpisce nel mucchio. Terrorizza i nemici, non la popolazione. Non coinvolge chi non c’entra. Il terrorismo invece crea panico, e colpisce tutti indistintamente”
Quindi continuerete a sostenere la resistenza?
“Certo, e a combattere gli Stati uniti. Anche sul giornale di domani (oggi per chi legge, ndr)”. Loris Campetti, de Il Manifesto

di Rolli il 5 febbraio 2005 in Opinioni · 14 commenti

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ispirati 5 febbraio 2005 alle 02:45

bene, bene…

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Raff 5 febbraio 2005 alle 08:58

L’importante è mettersi d’accordo eh! Allucinante.

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marcom 5 febbraio 2005 alle 09:15

Cmq,tranquilli!Veltroni ha gia’ deciso di esporre la foto della sgrena,ed organizzera’ a giorni,una bella fiaccolata liberatrice.Quelli del manifesto possono dormire sonni d’oro.Dopo queste iniziative la sgrena sara’ presto nuovamente fra noi.

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rabbi 5 febbraio 2005 alle 10:16

adesso, dall’alto del mio cinismo, faro’ un commento al livello di quelli che comparvero su indymedia all’indomani del rapimento di Agliana e C.
Ma secondo e’ tutta una montatura, lei si e’ fatta rapire apposta per oscurare il grande risultato elettorale del 30 gennaio. Cosi’ la propaganda mediatica dei pacifinti puo’ continuare a dire che in Iraq c’e’ il caos e la guerra e si muore e non si mangia e non c’e’ acqua potabile e ci sono 2 miliardi di malati di colera. Dai, sembra davvero che il timing di questo rapimento sia troppo strano. Dai, i musulmani che rapiscono una donna di venerdi… secondo me non sono mica i terroristi, quelli sono tutti amici della Sgrena, magari gli antimperialisti. E’ evidente che e’ tutta una montatura della propaganda pacifinta.
Scusate, ma qualcuno lo doveva fare. Ora spero che la liberino presto.

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Wind Rose Hotel 5 febbraio 2005 alle 11:17

Giuliana, il manifesto, e molto altro …

e quanto a Rolli, se oggi non andate da quelle parti, e soprattutto, una volta arrivati, non vi mettete nell’ordine di idee di leggere tutto, o giù di lì, post dopo post, beh sono affari vostri, ma non dite che non vi avevo avvertito Ö

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LR 5 febbraio 2005 alle 12:25

Questo strano timing può essere casuale, ma qualcosa mi dice di no. Il fatto è che le menti delle organizzazioni terroristiche osservano e studiano la nostra opinione pubblica, la nostra politica.
C’è una parte della sinistra che in questi giorni sta pensando seriamente a una svolta riformista e questo è visto come pericoloso. Potrebbero isolare Mussi? Potrebbero allinearsi con la politica estera del Berlusca? Allora rapiamo un italiano e teniamoli sotto scacco, che non si sa mai!
Con Chirac continuano su questa strada dei rapimenti anche se lui sta buono buono.

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rabbi 5 febbraio 2005 alle 13:31

allora, prima che cominciate a prendermi sul serio, il mio era un commento ironico.

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eMi 5 febbraio 2005 alle 13:35

Infatti Chesnot ha detto che Baldoni È stato ucciso perché non collaborava (?) se 1+1 fa 2…

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blind 5 febbraio 2005 alle 14:11

Ma se Baldoni e’ stato ucciso perche’ non ha collaborato (ammesso che gliene abbiano dato il tempo) in che cosa e’ invece consistita la collaborazione dei due francesi? E la stessa che sta offrendo la giornalista di Liberation?
Io non so nulla ma credo che sarebbe di interesse generale, specie oggi, conoscere qualche particolare su questi rapimenti.
Forse tu, Emi, ne sai qualcosa o c’e’ quancun altro informato?
Grazie
Blind

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Olden 5 febbraio 2005 alle 14:41

Per quanto ne so, in Iraq non ci sono solo “terroristi” e “resistenti” , ma anche un sacco di delinquenti comuni, banditi, ecc.
In situazione di guerra questo è normale, e in situazione stagnante di guerriglia è ancora piu’ normale.
Si sa per certo che molto spesso gli occidentali vengono rapiti da bande di delinquenti comuni, che lo fanno a fini puramente economici. In pratica, cercano di rivendere gli ostaggi a gruppi politicizzati, sia della resistenza sia legati ad Al Qaeda e simili.
A volte pare ci riescano (qualcuno dice che certi gruppi terroristici hanno davvero tanti soldi da spendere e comprano gli ostaggi a prezzi altissimi).
Per questo fare delle ipotesi ad esempio sulla morte di Baldoni non è facile: potrebbe essere semplicemente andato storto qualcosa nella trattativa tra delinquenti comuni e gruppo politico, chissà.
Non credo sia utile parlare di cose che non si possono sapere. Al momento nessuno conosce il motivo del rapimento dell’inviata del Manifesto, quindi ipotizzare è solo masturbazione mentale.
L’unica cosa certa è che un giornalista non embedded in Iraq rischia grosso per davvero, e questo comporta una continua riduzione delle disponibilità di fonti autonome e indipendenti dal campo.
Di questa situazione non sappiamo bene chi potrà trarne vantaggio. L’unica cosa che sappiamo è che noi lettori e spettatori ne sappiamo sempre meno.

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LR 5 febbraio 2005 alle 15:21

Olden, completamente daccordo tranne per la parte relativa all’informazione. C’è in giro da qualche tempo “Voices of Iraq” girato in modo amatoriale da iracheni dove si vede chiaramente l’esistenza nel paese di una opinione pubblica con le idee molto chiare. Talmente chiare che sono scomode all’informazione cosiddetta indipendente e alternativa. Tutti conoscono i film di Moore, nessuno conosce questo film.

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blind 5 febbraio 2005 alle 17:18

Caro Olden, finche’ ci saranno giornaliste come Sgrena, spinte solo dal sacro fuoco anti americano, filo “resistenziale”, anti imperialista e comunista, verra’ difficile conoscere la verita’ dell’Iraq.
Cercare comferme alle proprie tesi preconcette non e’ fare informazione ma militanza politica.
Sono dovuti andare a votare in 8 milioni perche’ ci rendessimo conto che l’immagine di un Paese terrorizzato e senza speranza che i sedicenti giornalisti indipendenti ci avevano imposto. era, a dire poco, parziale o parzialissima.
Ma quello che io chiedevo anche a Emi erano maggiori informazioni su eventuali racconti fatti dai giornalisti francesi, dopo il loro ritorno in patria.
Continuo a chiedermi, visto che sono stati i due a dirlo, che tipo di collaborazione hanno chiesto i terroristi che Baldoni non avrebbe dato e loro si’, visto che non sono stati uccisi.
Blind
p.s.: spero che dire quel che penso di Sgrena non sia considerato censurabile dai compagni. Qui sono stata la prima a dare la notizia del suo rapimento e ad augurarmi un a conclusione veloce e buona della vicenda.

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Occhi di gatto 24 agosto 2005 alle 21:35

“Voices of Iraq” è un documentario montato in modo professionale da un team americano che ha selezionato ciò che voleva, per dimostrare ciò che voleva. Io ho visto il film e non mi è sembrato affatto che ne emerga un’opinione pubblica con le idee “molto chiare”. Ho trovato molto scorretto il tentativo di accreditarsi come un film imparziale e indipendente, quando invece vuole solo sostenere la presenza delle truppe americane in Iraq. Un bel pezzo di propaganda, e magari qualcuno è così allocco da crederci. Va bene su Fox News dopo O’Reilly Factor.

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LR 25 agosto 2005 alle 10:32

1) “cannot represent the “truth” – what film could? – it certainly provides a broad glimpse of daily life in Iraq.” The New York Times
2) Sono presenti anche i filmati di chi è contro l’intervento e inneggia alla jihad.
3) Gli ammerikani so’ sempre forti con gli effetti speciali. A te quale finzione è piaciuta? Le lacrime finte in ricordo di immaginari familiari spariti nelle immaginarie carceri? Le finte torture di Saddam?

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