Fassino: la vera resistenza irachena

“A chi scioccamente e irresponsabilmente ha definito Al Zarkawi e i suoi accoliti dei resistenti, replichiamo che i veri resistenti sono quegli otto milioni di donne e uomini iracheni che votando hanno detto no alla morte e sì alla vita”
Piero Fassino

di Rolli il 4 febbraio 2005 in Politica · 38 commenti

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marcom 4 febbraio 2005 alle 08:42

Ancora una volta..avevano sbagliato a giudicare!Ma come si fa a credere a un partito che deve sempre rimangiarsi i suoi convincimenti?Come fa il popolo di sinistra a dare il voto a certa gente che non ne azzecca una?Misteri della vita!

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ventomare 4 febbraio 2005 alle 11:37

Sbagliati de che? la guerra è stata sbagliata: principio e modalità. ne vogliamo fare un’altra per abbattere un’altra dittatura? spero che anche voi ne conveniate che non ha senso neppure pensarlo. la guerra non è un metodo per portare la democrazia, anche se ha ragione Fassino quando si interroga sul maggiore impegno e sul come favorirla dovunque sia possibile. Altra cosa, invece, è festeggiare perché uomini e donne vanno ad esercitare dopo decenni di dittatura sanguinosa uno dei diritti fondamentali.

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marcom 4 febbraio 2005 alle 11:49

Sbagliati a parlare di ‘resistenza’ e non di terrorismo.E’ stata l’evidenza dei fatti che vi ha fatto cambiare opinione.C’e’ chi,con questa bufala della resistenza,si e’ fatto eleggere al parlamento europeo.(Gruber,ma non volevo dirlo,mi e’ scappato).

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blind 4 febbraio 2005 alle 12:30

Marcom, ieri Fassino, addolorato, si e’ chiesto: ma cosa abbiamo fatto noi per abbattere Saddam?
Bella domanda, non ti pare?
Allora penso che questa sinistra e’ affetta dalla sindrome di Peter Pan.
Ha paura di diventare adulta per poi doversi assumere le responsabilita’ che la vita vera impone.
Come il bambino sa solo protestare, fantasticare di mondi e societa’ impraticabili nella realta’.
Ogni tanto chiede scusa a mamma e papa’ per i pasticci che combina ma, puntualmente, ripete gli stessi errori perche’ incapace di far tesoro dell’esperienza vissuta.
Piu’ delle volte pero’ si difende strillando: non e’ colpa mia, non sono stato io, e’ stato lui!
Lui chi? Ti chiederai, semplice: il lui di oggi e’ Berlusconi.
Quella poi delle elezioni che belle, che belle, si’ ma la guerra che blutta che blutta, mammina…Condensa tutto il loro modo di fare politica.
Blind

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pk 4 febbraio 2005 alle 12:38

Marcom, almeno la Gruber con questa bufala s’è fatta eleggere “soltanto” al Parlamento Europeo. Il nostro presidente del consiglio, invece, s’è fatto eleggere capo del governo con bufale di ben altra foggia. Perdonami, non volevo dirlo, ma m’è proprio scappato.
E’ pur giusto che ognuno escogiti le bufale migliori per la propria campagna elettorale. Ti dirò di più: poichè siamo in perenne clima di voto è facile immaginare che la politica italiana si regga soprattutto sulle bufale, sulle tattiche e sulle guerre per le liste. L’immobilismo che regna sui grandi problemi del paese è sotto i nostri occhi ed è, quindi, uno specifico esempio.
P.S. Fa nulla se questo commento viene, come gli ultimi, cancellato in un nano-secondo [il blog non accetta il mio bel nick], ma per quel poco di tempo che mi è concesso di restare a galla, desideravo ringraziare per lo spazio messomi a disposizione per poter dire la mia, quindi mandare un cordiale saluto a Lynch].

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blind 4 febbraio 2005 alle 12:51

Giuliana Sgrena, giornalista del Manifesto e’ stata rapita in Iraq.
Sarebbe facile essere cinici visto l’argomento del post e alla luce delle ultime parole di Vattimo, ieri a SKY. Ha confermato che Al Zarqawi e’ il capo della resistenza irachena.
Speriamo che tutto finisca bene e presto.
Blind

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Losciacallo 4 febbraio 2005 alle 12:52

Non preoccupatevi: tra 20 anni la sinistra si approprierà di queste battaglie, ne travolgerà il senso a proprio uso e consumo e butterà a mare chi invece le sostiene ora.

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bill 4 febbraio 2005 alle 13:08

E’ sinceramente poco divertente vedere la gente che si arrampica sugli specchi. Ventomà: e proprio noi, gente a cui la democrazia è stata portata da una guerra tremenda, adesso diciamo che la democrazia non si esporta? Io ringrazio Dio che ce l’hanno importata. Se fosse stato per la resistenza rossa, non l’avremmo mai vista. Se fosse per la tragicomica sinistra che ci si ritrova, gli Iracheni avrebbero subito Saddam e figliolanza per un altro secolo. Ma tanto, a voi che ve ne frega: i morti fatti laggiù, se non ci fossero gli yankees, non li avreste mai guardati. Tuttalpiù, alla francese, avreste venduto tecnologia a Saddam: il business è business. Guerra sbagliata? E chi ha permesso a Iracheni e Afgani di votare, babbo natale? Ha fatto più morti in Iraq il terrorismo che la guerra, e voi alzate ancora il ditino? E Giuliettino Chiesa chiama resistenza un manipolo di terroristi, stranieri oltretutto, al soldo di Al Qaeda? E’ meraviglioso sapere che non andrete al governo per altre x legislature, e per colpa vostra.

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bill 4 febbraio 2005 alle 13:11

Comunque, il commento al post più consono è il titolo di una vecchia canzone francese: bonjour tristesse.

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marcom 4 febbraio 2005 alle 14:37

PK,non vorrai negare,spero,che periodicamente,anche se molto lentamente,l’ex PCI,poi Cosa,poi PDS,ora DS sia costretto a revisionare e ribaltare le proprie convinzioni.Cio’ non e’ positivo ne’ per coloro che ci credono,ne’ per chi potrebbe anche essere interessato ad avvicinarsi a questo partito.Per quanto attiene ”all’immobilismo sui grandi problemi del paese”:perche’ la sinistra non riesce a presentare un programma,dico uno,che possa far capire agli italiani cosa vorra’ fare da grande ed in alternativa a quello del centrodestra,per cui si possa scegliere con chi stare?Non puo’ continuare a parlare solo di alleanze,di primarie,di antiberlusconismo e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.Gli italiani,penso,hanno il diritto di sapere e non di votare a ‘scatola chiusa’,tanto poi si vedra’!!

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marcom 4 febbraio 2005 alle 14:45

Blind,dalle mie parti c’e’ un detto ”la mosca tira il calcio che puo”’!(non ha niente a che vedere con la legge mosca eh!.Passami la battuta!!). Ciao.

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LR 4 febbraio 2005 alle 15:08

Marcom, Castagnetti ieri in TV con tono scocciato: “Ogni tanto salta fuori questa storia che non abbiamo un programma! E le regioni dove governiamo? Quelli non sono programmi?”.

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passante 4 febbraio 2005 alle 15:11

fassino questa volta ci ha preso bene: scioccamente e irresponsabilmente

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bill 4 febbraio 2005 alle 15:13

Castagnetti pensava forse alla Campania, fulgido esempio di dieci anni buttati al vento?

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Fonz 4 febbraio 2005 alle 15:22

La democrazia nella storia è stata conquistata o portata molto più spesso con la guerra che non con il dialogo. Le alternative si contano sulle dita di una mano.

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marcom 4 febbraio 2005 alle 15:29

Si LR,”e le regioni dove governiamo,quelle non sono programmi?”Buone quelle regioni!!A sprecare i soldi dei contribuenti eh!(vedi inchiesta di Libero del 2004).Consulenze varie di comodo affidate ad amici e ad amici degli amici,turismo culturale in Italia ed all’estero,mega affitti per locali di rappresentanza,ed altre menate varie.Bilanci consuntivi che indicano la voce ”spese generali” fino al 30%(roba da fallimento in quattro e quattrotto per qualunque privato cittadino).Se questi sono i programmi,stiamo freschi!!

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Alex Marra 4 febbraio 2005 alle 17:54

siete gentaglia faziosa, non so proprio come facciate a dire che la sinistra non ha un programma. ne ha fin troppi, ne ha. ha Ballarò, ha Report, ha il TG3, ha Primo Piano…

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Roberto 4 febbraio 2005 alle 18:04

Beh se il programma è
fare una legge per salvare il premier
fare una legge per salvare l’ avvocato del premier
fare una legge per salvare il consulente del premier
fare una legge per arricchire il premier
no questo programma non l’ abbiamo.
Almeno per ora, si sa mai.

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bill 4 febbraio 2005 alle 18:15

Sbagli Roberto. Avete fatto per esempio la legge Mosca per dare doppia pensione ai sindacalisti; avete fatto una legge che dichiara decaduto il reato di finanziamento occulto ai partiti se avventuto prima del 198 e non ricordo (fino a che il pCI ha preso rubli da Mosca); a Bologna abbiamo scoperto che il sindaco Imbeni, con decine di suoi compari, era assunto da una cooperativa dove nessuno l’ha mai visto neanche in fotografia; cooperativa che graziosamente gli ha versato i contributi per una pensione che prenderà senza aver mai lavorato un minuto. Ma per i compagni del tribunale democratico-popolare di Bologna, è tutto normale (chissà se i soci della cooperativa erano contenti). Cosa ci vuoi fare, siete fatti un pò così.

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ventomare 4 febbraio 2005 alle 19:02

Guarda, Bill. che a noi non ci hanno bombardato mica perché avevamo la dittatura, ci hanno bombardato perché avevamo dichiarato guerra. Prima della guerra la dittatura ce la siamo cuccati per 20 anni, purtroppo.
Ma sei sicuro che il problema sia la dittatura, Bill?

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skualo 4 febbraio 2005 alle 20:15

che strazio ‘sta ventomare!
finiscila di fare spiderman…sulla guerra , la resistenza ecc. avete preso una cantonata pazzesca, ammettilo e continua pure ad intervenire ma cambia argomento….

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ventomare 4 febbraio 2005 alle 20:40

Allora facciamo così. io metto in lista 13 motivi per i quali è stata fatta la guerra e voi mi dite a che posto, in ordine di importanza, mettereste il numero 10.
1. i neocon e l’idea dell’esportazione della democrazia con le armi
2. l’11 settembre
3. le armi di distruzione di massa
4. i legami con Al Queda
5. il completamento del lavoro di Bush sr
6. i neocon e la guerra preventiva
7. il petrolio
8. la guerra al terrorismo
9. il controllo dell’area strategica
10. la sofferenza del popolo iracheno
11. il progetto per un nuovo secolo americano
12. Cheney e le multinazionali
13. la spesa militare americana

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superciuk 4 febbraio 2005 alle 20:51

1. il controllo dell’area strategica
… i neocon e l’idea dell’esportazione della democrazia con le armi… l’11 settembre… le armi di distruzione di massa… i legami con Al Queda… il completamento del lavoro di Bush sr… i neocon e la guerra preventiva… il petrolio… la guerra al terrorismo… la sofferenza del popolo iracheno??????… il progetto per un nuovo secolo americano… Cheney e le multinazionali… la spesa militare americana…

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Rolli 4 febbraio 2005 alle 20:58

quando cambierai quella spazzatura di classifica alla Diliberto (passeggi anche tu con hezbollah?), ti comunico il posto del punto 10

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ventomare 4 febbraio 2005 alle 21:06

fanne una tu allora

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Rolli 4 febbraio 2005 alle 21:46

1. l’11 settembre
2. guerra globale al terrorismo
2. armi di distruzione di massa e pericolo Saddam per il MO, indipendentemente da quelle
3. la sofferenza del popolo iracheno
4. i legami con Al Queda

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superciuk 4 febbraio 2005 alle 21:56

:O :ß :)))))))))))

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ventomare 4 febbraio 2005 alle 23:22

Ammetterai che quella tua è l’america del terzo. L’America ingenua, quella che si fa ammazzare per la libertà, quella semplice ed eroica, quella delle opportunità, quella che che ci crede.
Poi c’è quella degli altri due terzi.
Quella degli interessi, quella del petrolio e delle multinazionali, degli sceicchi, dello spreco, degli affari dei petrolieri e di Cheney, l’america che non firma Kyoto.
Infine c’è quella ideologica, quella del sogno americano, quella della nazione eletta, quella protetta da Dio, dei rinati, del creazionismo, di quelli che neocontano, di quelli che dal 1998 avevano presentato il piano per l’invasione dell’iraq, quella che non firma per il tribunale penale internazionale.
Pensi che questo modo di vedere al mondo basterà nel ventunesimo secolo? A me sembra insufficiente a gestire le complessità che s’avanzano.

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ventomare 5 febbraio 2005 alle 07:11

Per completare il quadro, così si capisce meglio. Fai conto che fosse andata l’Europa in Iraq. Facciamo solo conto, perché per il momento le forze militari europee sono ancora nel limbo delle idee. Il gruppo di 60.000 militari della forza di intervento è solo un simulacro. Però facciamo conto. Bè in quel caso il punto 10 andava al primo posto. Capito? La differenza tra ciò che si chiede ad un militare europeo e ad uno americano, uno dello stato-nazione è questa, sarà questa: il primo deve essere pronto a rischiare la sua vita per il suo popolo, il secondo per la pace. Ecco perché costruire l’Europa sarà ancora lunga, perché il sogno europeo cambia alla radice il nostro modo di pensare. E’ questo anche il motivo per cui non aveva nessun senso inserire le radici cristiane nella Costituzione Europea, perché l’Europa è di tutti, è il futuro. Altro che Fallaci. E se Freud disse che l’uomo un giorno avrebbe creato il tabù della guerra come era già stato fatto per quello dell’ince-sto, l’Europa dei secoli di guerra, stanca delle guerre, forse fa di più, rende la pace un valore assertivo: la premessa per il passo successivo dell’umanità. Ma ci sarà da lavorare per questo, non sarà scontato.

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ventomare 5 febbraio 2005 alle 07:15

ho scambiato i posti ai militari americani ed europei, evidente.

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Puntini 5 febbraio 2005 alle 12:40

Chirac o Schrˆder avrebbero messo come primo il punto 10? Ma per favore! Il sogno Europeo è proprio questo, un sogno. Un sogno fatto di egoismi e particolarismi che non sarà mai una entità e nÈ potrà mai rappresentare un modello per nessuno.
La dimostrazione ci è stata data con la guerra dei Balcani: gli americani hanno deciso di mettere fine a quella carneficina, mentre il grande sogno europa stava a guardare. C’erano interessi anche lì? Il voler rendere il mondo più sicuro per sÈ stessi di fronte dell’attacco subito non può essere un motivo plausibile? Si deve sempre elucubrare sui motivi reconditi della spesa militare americana o altre amentà del genere? Ricordo che uno dei progetti di Bush Jr. prima dell’11 settembre era quello di ridurre drasticamente il mantenimento delle basi militari americane all’estero. Non credo fosse una mossa imperialista volta alla conquista del mondo.

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blind 5 febbraio 2005 alle 13:31

Sono estasiata, Vento, per uno che non conosce neppure un minimo della realta’ italiana, tutta questa sicumera analitica della societa’ americana, sa di miracoloso.
Ti sei consultato con gli apprendisti stregoni del 3-0 per Kerry?
Baci
Blind

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ventomare 5 febbraio 2005 alle 14:21

Sarà anche vero che costruire l’Europa è una cosa lenta e difficile, ma già solo 10 anni fa sarebbe stato inconcepibile pensare che avremmo avuto una Costituzione che sta sopra la singola di ogni paese. L’europa si fa e non la vedi però le appartieni sempre più, è questa la cosa particolare di questo progetto. L’Ucraina dopo la rivoluzione arancione la prima cosa che ha detto è entrare chiedere di Entrare in Europa e così la Turchia, ci sarà anche una ragione, no? E non è solo economica perché quando entri devi sottostare a delle regole severe sui diritti.
Ora l’Europa ha difficoltà a darsi un esercito propio per la natura della sua idea costituzionale che rifiuta la guerra. Probabile che l’esercito che nascerà sarà un esercito di pace.
In Italia una volta c’era il ministero della guerra, adesso è diventato il ministero della difesa, perché l’Italia rifiuta la guerra come metodo per risolvere le controversie internazionali , l’europa dovrebbe andare oltre e fare il ministero della pace, ed è probabile che il suo esercito nascerà sotto questa egida.
No Blind, ho fatto un corso accelerato con Rocca. Una sessione speciale l’abbiamo dedicata ai libertarians. I radicali, capito? :)))

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Puntini 5 febbraio 2005 alle 14:47

E quanto dovremo attendere il fantomatico esercito di pace europeo? Quanti milioni di morti? E quando tutti i paesi del mondo saranno entrati in europa ci sarà la pace? L’europa è sempre stata un insieme di particolarismi, e non sarà certo una costituzione che la renderà unità. Lo vedremo alla prossima volta che dovranno essere toccati gli interessi francesi (inglesi, tedeschi, ecc) nel mondo: l’europa sarà spaccata e non più quel meraviglioso mondo di unità e pace.

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ventomare 5 febbraio 2005 alle 16:38

L’Europa la rifiuta chi vorrebbe farsi i cazzi propri, come qualcuno che conosciamo bene, a proposito delle rogatorie, il falso in bilancio ed il mandato di cattura europeo, chi vuole avere via libera sui conti dello stato, chi amava svalutare la lira per recuperare competitività invece che innovare. L’Europa la rifiutano le mafie, isole di malavita, l’etnismo chiuso delle “piccole nazioni”, i razzismi. Nell’Europa ci stai già dentro e non te ne accorgi. Con un Europa ancora più forte la guerra in Iraq sarebbe stata molto più difficile. Uan volta, raggiunta la pace in medio oriente, fatto lo Stato Palestinese, immagina Israele ed la Palestina in Europa, non ti sembra una garanzia duratura di pace? L’Europa non è uno stato, è un’idea e una rete di regole e di rapporti, un tessuto di relazioni all’interno del quale costruire un mondo nuovo che chi vuole appartenervi deve accettare. Il problema della capacità di intervento si affronterà ma ci vuole un alto accordo. Dopo essrersi data una moneta, una banca centrale, un parlamento liberamene eletto, una Costituzione, un ministro degli esteri, un presidente in carca per 4 anni, verrà anche il momento dello strumento armato di pace. Non passerà moltissimo tempo. Anche se proprio per la natura e la missione pacifica dell’Europa il passaggio è delicato.

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blind 5 febbraio 2005 alle 18:26

Eh si’, un bel esercito di pace con i soldati dotati di alucce sulle scapole e aureola in testa.
Tanto chi se ne frega, gli americani ci hanno dato la liberta’ e la nostra egoistica pace, quindi che continuino quando dovessimo trovarci di nuovo nella m…a.
Intanto pero’ i francesi la repressione ai confini sudanesi, a protezione dei propri interessi, l’hanno fatta con gli stessi mezzi che usano i militari di Bush.
Il povero Rocca poteva fare solo un corso accelerato, caro Vento, pur di togliersi dalle scatole uno come te al piu’ presto.
Blind

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Puntini 5 febbraio 2005 alle 19:12

L’Europa l’accetta così chi vuole farsi i cazzi propri, come qualcuno che conosciamo bene che ama svendere pezzi consistenti di patria sia ad amici che a grandi imprese internazionali, credendo in questo modo di farsi accettare nei circoli importanti europei, con il risultato di passare da emerito imbecille. In europa ci siamo voluti entrare calando le braghe, ma a quale costo? Quello che abbiamo visto fino a ieri di mancanza di crescita . Solo ora cominciamo ad avere un prodotto interno lordo in linea con gli altri paesi europei. Fino a due anni fa, siamo stati il fanalino di coda di tutti i paesi europei, con una crescita inferiore a tutti.
L’europa forte esiste fino a che gli interessi dei maggiori paesi europei coincidono; nel momento in cui Francia, Inghilterra o Germania non avranno più questa coincidenza di interessi la voglio vedere la nostra europa! Naturalmente poi saremo sempre contenti a fare gli zerbini allo Chirac di turno anche se questo ci costerà caro: è nel nostro DNA fare di tutto per farci del male appoggiando un cretinetti che cerca di difendere i propri sporchi interessi anche se questi vanno a detrimento della sicurezza di tutti. Cretinetti che però non esita a bombardare nel caso gli interessi siano i suoi. Bella questa europa.
Naturalmente con tutto il mondo in europa la pace scoppierà da sola, e tutti gli egoismi scompariranno. Poi ci svegliamo tutti sudati…….

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Puntini 5 febbraio 2005 alle 20:47

Poi ho bisogno di una lezione di come possano le mafie rifiutare l’europa………….da uno stagno ad un lago dove possono sguazzare con molta più libertà.
Era una boutade solo per dare nel mafioso all’amor nostro spero.

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