I prossimi casi Forleo?

ìIl reato ex articolo 270 bis è un reato di pericolo
presunto, che non richiede in concreto che siano effettuati
atti di terrorismoî, così ieri il procuratore aggiunto di
Brescia, Roberto Di Martino, ha spiegato la decisione del
gip di Brescia, Roberto Spanò, che ha emesso un’ordinanza
di custodia cautelare in carcere per ìterrorismo internazionaleî
nei confronti di Noureddine Drissi e Kamel Hamroui,
estremisti per i quali il gup di Milano Clementina Forleo
aveva revocato la custodia.
Dopo la sentenza della Forleo,
che ha assolto tre islamici accusati di terrorismo internazionale,
magistrati e avvocati si chiedono se altri presunti
terroristi potranno essere rimessi in libertà.
Il 22 febbraio
infatti inizierà un altro processo, davanti alla prima Corte
d’assise di Milano, per altri tre imputati eccellenti, accusati
di essere membri di Ansar al Islam.
Al centro dell’inchiesta
c’è un egiziano, el Ayashi Radi, alias Merai, che secondo
l’accusa fungeva da collegamento fra la cellula milanese
e quella cremonese, guidata dall’ex imam Trabelsi
Mourad.
Merai è un noto fondamentalista, fin da quando,
negli anni Novanta, la moschea di viale Jenner diventa una
via di transito per aspiranti mujaheddin in partenza per la
Bosnia, la Cecenia e l’Afghanistan.
Dopo il 2001, quando il
mullah Krekar fonda Ansar al Islam per combattere gli
americani e creare uno Stato islamico nel Kurdistan iracheno,
diventa un reclutatore frenetico ma preciso.
E’ lui
che riceve istruzioni per telefono dal mullah Fouad che dalla
Siria smista i combattenti. E infatti gli dice: ìSto per mandarti
gente che ti vuol beneî e il mullah Fouad gli urla di rimando:
ìNon voglio gente buona, ma sveglia, brava a dirottare
e a rapire. Gente che colpisca il ferro come quelli del
Giappone, hai capito?î.
Le sue parole fanno il giro delle
centrali di intelligence occidentali anche perché il mullah
Fouad
era entrato da tempo in contatto con il gruppo di al
Zarkawi
.
Quando viene arrestato, nel 2003, nella camera di
sicurezza della Questura pronuncia parole memorabili: ìLoro
(gli italiani) hanno paura di noi. Dio maledica i cani degli
americani e degli israeliani e anche degli italiani che sono
servi. A loro piace la vita, ma io voglio essere un martire. Vivo
per il jihad perché dentro questa vita non c’è nulla, la vita
è dopoî.
Insieme a lui verranno processati anche lo sceicco
Mahdijoub Abderrazzak, che da Amburgo organizzava i
viaggi verso i campi di addestramento iracheni, e il somalo
Ciise Maxamed Cabdullah, sospettato di avere contatti con
alcuni leader di al Qaida.
Fra i problemi che potrebbero
presentarsi, oltre all’applicazione dell’articolo 270 bis, c’è anche
l’impossibilità di produrre come prove le informazioni
di intelligence straniere e di portare a dibattimento gli interrogatori
dei magistrati norvegesi a pentiti curdi che hanno
spiegato il funzionamento di Ansar al Islam in Iraq e confermato
le connessioni con il gruppo di al Zarkawi.
A primavera, invece, inizierà a Brescia il processo alla
cellula cremonese, guidata dall’ex imam Mourad Trabelsi.
Contro questo gruppo ci sono le dichiarazioni di un pentito,
Zouani Chokri, che ha accusato il gruppo di aver progettato
due stragi in Italia, nel 2002, contro il Duomo di Cremona e
contro la stazione della metropolitana di Milano
.
Gli avvocati
cercheranno di dimostrare l’inaffidabilità del pentito,
un tunisino finito in carcere per spaccio di droga, e di mettere
in discussione alcune traduzioni.
Come quella che riguarda
Mohammed Rafik, un imam itinerante di Firenze,
che a Cremona parlava di attività economiche per finanziare
le ìstragiî. Parola pronunciata in dialetto berbero, che
secondo i difensori significherebbe ìmacellerieî.
Un altro
esempio significativo riguarda Lagooub Abdelkader, arrestato
perché in possesso di un filmato di Ansar al Sunnah
che conteneva le immagini delle rivendicazioni di attentati
commessi in Iraq e dichiarazioni di kamikaze prima di farsi
esplodere, poi scarcerato nel febbraio 2004.
Il tribunale della
libertà aveva accolto la tesi dei difensori e cioè che tali immagini
erano reperibili su Internet.
Abdelkader è stato poi
riarrestato perché la procura ha dimostrato che nel file c’erano
immagini inedite sui campi di addestramento in Iraq. (Il Foglio)

di Rolli il 3 febbraio 2005 in Giustizia · 9 commenti

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Minerva 3 febbraio 2005 alle 10:38

Sempre più convinta della necessità di una legge ad hoc.

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Raff 3 febbraio 2005 alle 16:28

Avete letto questo articolo? Bello spernacchiamento per la pia Forleo…:-O ma saranno capaci di giustificare anche questo, of course…

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Rolli 3 febbraio 2005 alle 17:02

Minerva, io sono d’accordissimo sul fatto che servano leggi specifiche, ma il caso Forleo, a mio parere, non c’entra: il gup aveva prove e fonti a cui attingere ed è stata incapace di farlo, come ha ben spiegato sia Spanò che lo stesso ricorso dei pm milanesi.
Dambruoso, sempre a mio parere, non ha voluto infiammare il caso.

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Rolli 3 febbraio 2005 alle 17:19

Poi uno legge i danni che la Forleo ha combinato e diventa pro-Castelli a 360∞

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apicella 3 febbraio 2005 alle 17:56

avete letto questa?
Calderoli è sempre meglio….

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Minerva 3 febbraio 2005 alle 17:57

Rolli, dopo aver letto le motivazioni di Spanò, sono d’accordo con te. Ma il fatto che la Forleo non fosse obbligata a tener conto degli atti dei norvegesi, per esempio, le ha facilitato le cose; certo, le opinioni personali e seri problemi di preparazione sono alla base di questo pasticcio. E’ vero, comunque, che neanche una legge perfetta ci metterebbe del tutto al riparo da magistrati politicizzati e impreparati.
Dambruoso ha anche insistito sulla necessità di aspettare il formarsi della giurisprudenza: processo troppo lento e troppe Forleo in giro.
P.S. Ho problemi con il pc: si blocca in continuazione. Credo che stia per esalare l’ultimo respiro. E’ già tanto se riesco a leggere il blog. Conto di risolvere il problema entro questa settimana. A presto. Ciao :)

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Return 3 febbraio 2005 alle 19:16

Bravo apicella. A proposito di chi fomenta l’odio: i senegalesi e/o gay li butterebbe nelle foibe. Questi poi son quelli che prima l’islam-non-tutela-i-diritti-umani e poi torna in galera al paese tuo brutto senegalese finocchio. Vedi come si fa presto a buttarla in caciara, dalla Forleo al finocchio, dal giudice di pace alla guerriglia, dal culattone al ricchione al se-l’è-cercata e magari ci attacca pure l’Aids il passo è breve. Invece di ringraziare, Calderoli (poi la legge è Bossi-Fini quindi con chi se la prende, con la sinistra? No col giudice) che c’è un giudice meno scemo della Forleo che dice pane al pane carcere al carcere diritti umani ai diritti umani (poteva anche dire che le culture non si comparano e la democrazia non si esporta bla bla), invece di ringraziare Calderoli, pensa la figura se la prossima volta espelliamo il finocchio in Sudan e quelli come arriva gli tagliano la testa o lo sgozzano o gli buttano addosso un muro, come ai bei tempi in Afg.: Bossi-Fini addio.
Dice: la Lega parla alla sua base. Ha rotto il cazzo uguale e se la base la sente ha rotto il cazzo pure la base. Tutti parlano alla loro base, che scusa del cazzo.

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Return 3 febbraio 2005 alle 19:20

Ho infilato tre cazzo in tre righe: pardòn
:-(

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Rolli 3 febbraio 2005 alle 19:42

Minerva, hai tutta la mia comprensione per i problemi tecnici
Sui magistrati ho discusso qualche tempo fa con un amico: lui affermava fossero preparatissimi e ideologicizzati, io ne constatavo invece, oltre all’ideologicizzazione, un ‘impreparazione persino allarmante.
Mi pare che ora sia giunto alle mie conclusioni.
Return, sei esuberante :P

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