La voce del popolo iracheno

Elezioni irachene: ha vinto la gente
“Ci piacerebbe condividere con il mondo intero quello che abbiamo fatto questa mattina, non possiamo descrivere pienamente le sensazioni che abbiamo provato ma cercheremo di farlo per quanto ci è possibile.
Ci siamo alzati presto stamattina, un’ora prima che la sveglia suonasse. In realtà, abbiamo dormito poco durante la scorsa notte per l’eccitazione e l’ansietà.


La prima cosa che abbiamo visto questa mattina lungo la strada per la sede elettorale era un convoglio di veicoli dell’esercito iracheno che pattugliava le strade, i soldati stavano salutando la gente che si dirigeva verso i seggi quando uno dei soldati ha cantilenato “vota per Allawi” per neanche un centinaio di metri, il convoglio si è fermato e il capitano, urlando, ha chiesto chi era stato e ha detto al soldato:
“Sei un membro dell’istituzione militare e non hai assolutamente il diritto di appoggiare alcuna entità politica o di interferire con le scelte del popolo. Questo è l’esercito dell’Iraq, non di Allawi”.
Questo è stato davvero un buon segno e la frase del giovane ufficiale è stata applaudita dalla gente presente.
Le strade erano completamente vuote tranne che per le forze di pattuglia irachene e della coalizione, e naturalmente i ragazzi hanno approfittato dell’occasione per giocare a calcio!
Passava ogni tipo di sensazione per le nostre menti quando ci siamo diretti verso l’ urna, tranne una sensazione che non abbiamo mai provato, la paura.
Potevamo annusare l’ orgoglio nell’ atmosfera di questa mattina; tutti quelli che abbiamo visto sollevavano il dito tinto di blue con sul volto grandi sorrisi mentre uscivano dalla sede elettorale.
Non avrei potuto pensare ad una scena più bella.
Dalle prime ore del mattino, la gente del mio quartiere ha riempito la strada per la sede elettorale; giovani, anziani, donne e uomini. Il numero delle donne era più alto comunque. E alle 11 del mattino le urne del quartiere dove vivo erano quasi piene!
Chiunque guardando quella scena non avrebbe potuto trattenere lacrime di felicità, speranza, orgoglio e trionfo.
Il suono delle esplosioni e delle armi da fuoco si sentiva chiaramente, alcuni erano colpi in lontananza ma altri erano vicini al punto da far tremare i vetri della sede elettorale, ma nessuno sembrava curarsene anche se tutti udivano questi rumori.
Ho visto una donna anziana che pensavo sarebbe trasalita per il fragore di un’esplosione vicina, ma sembrava non le importasse, invece era occupata a controllare quale fosse il suo seggio elettorale quando ha constatato che il suo nome non era nella lista di quella sede.
Come posso descriverlo? Prendete i miei occhi e guardate attraverso di essi amici miei, voi avete sostenuto il giorno della libertà dell’Iraq e oggi gli iracheni hanno dimostrato che non deluderanno il loro paese e i loro amici.
C’ è una vittoria più grande di questa? Credo di no.
Ricordo ancora i primi commenti in questo blog quattordici mesi fa quando molti dei lettori chiedevano: “ The Model?”… “Modello di che cosa?” Date uno sguardo oggi per conoscere il modello del coraggio e del desiderio umano di raggiungere la libertà, persone che camminano attraverso il fuoco per dare il loro voto.
C’è un altro modello paragonabile a questo? C’è un coraggio paragonabile a quello degli iracheni?
Che i tiranni rimasti nel mondo imparino la lezione di questo giorno.
I media stanno riferendo solo delle esplosioni e degli attacchi suicidi che hanno ucciso e ferito molti iracheni ma fino ad ora questo non ha impedito agli iracheni di recarsi ai seggi elettorali con ancor maggiore determinazione. Gli iracheni hanno veramente compiuto una grande impresa.
Sono andato verso la cabina, ho espresso il mio voto e poi mi sono diretto verso l’urna, dove sono rimasto fermo più a lungo di quanto avrei dovuto, poi mi sono mosso per marcare il dito con l’inchiostro, l’ ho immerso così in profondità come se lo stessi ficcando negli occhi di tutti i tiranni del mondo.
Ho deposto la scheda nell’urna e in quel momento sono scese le lacrime che non avrei potuto trattenere; tremavo per la gioia e avrei voluto abbracciare l’urna ma il supervisore mi ha sorriso e ha detto:” fratello, dovresti avere la cortesia di spostarti, c’è gente che aspetta il proprio turno”.
Sì fratelli, continuate e riempite l’urna!
Queste sono le vicende che dovrebbero essere scritte nelle più luminose pagine della storia.
Non è stato facile per noi lasciare la sede elettorale ma eravamo felici perché sicuri che ci ritroveremo là di fronte a quell’urna di nuovo e di nuovo e di nuovo.
Oggi non c’è voce più alta di quella della libertà.
Non c’è più possibilità di confusione su ciò che vuole la gente, ha parlato e lo ha fatto ad alta voce e il mondo dovrà rispettare e sostenere la volontà di questa gente.
Dio protegga i vostri passi coraggiosi figli dell’Iraq e protegga i difensori della libertà.
Aasha Al-Iraq… Aasha Al-Iraq… Aasha Al-Iraq.”
Mohammed e Omar Iraq the Model

di Losciacallo il 31 gennaio 2005 in Medio Oriente · 8 commenti

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lynch 1 febbraio 2005 alle 01:16

Grazie a Mohammed e Omar per il loro reportage, grazie a Minerva per la traduzione e benvenuta.

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Minerva 1 febbraio 2005 alle 01:21

Grazie a te,Lynch.

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Rolli 1 febbraio 2005 alle 01:43

Il voto in Iraq?
“Non sarà molto rappresentativo”
L’affluenza alle urne?
“Sarà bassa, perchè molti non vorranno o non saranno in condizione di andare ai seggi”
Simona Torretta, una che dell’Iraq a quanto pare ha capito tutto :)

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Raff 1 febbraio 2005 alle 01:49

Rolli, io inizio a pensare che questi vivono in una dimensione parallela…Sono davvero incredibili! Ciao

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Rolli 1 febbraio 2005 alle 02:19

No, è “brutta gente” o “gentaglia” che dir si voglia. ciao

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ispirati 1 febbraio 2005 alle 02:23

ma la torretta non la possiamo rispedire dai suoi amichetti? almeno ce la leviamo dalle p****
scusa rolli, sai che non sono volgare ma quanno ce vo’ ce vo’…

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marcom 1 febbraio 2005 alle 10:40

Ispirati,se ti serve una mano fai un fischio.Nella spedizione ci infilerei anche Diliberto,Rizzo,Pecoraro Scanio e Paolo Cento.Con un solo viaggio si buttano via tutti questi tomi e si risparmia anche.

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blind 1 febbraio 2005 alle 11:07

Minerva grandissima!
Dopo che i media mi avevano fatto respirare tanta puzza di zolfo e di cadaveri, avevo giusto bisogno dell’aria fresca che arriva dalla finestra aperta da Mohammed e Omar.
Blind sentimentale

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