I partigiani contro Gianni Vattimo

Massimo Rendina, presidente dell’AnpiAssociazione nazionale partigiani italiana – quando gli comunicano le dichiarazioni di Vattimo che paragona la “resistenza irachena” alla Resistenza, e che definisce al Zarqawi partigiano” sbotta :
“E’ matto. Non sono d’accordo con chi chiama quello che sta accadendo in Iraqresistenza“; invito Vattimo che pure stimiamo molto, a rileggersi la storia della resistenza. (…) Prima di tutto noi siamo contrari al terrorismo in ogni forma. E poi, nel caso dell’Iraq, manca un valore fondante della resistenza: non c’è un concetto di patria, se mai c’è mai stato. Il senso della patria in Iraq non esiste, la patria non c’è… in Iraq esiste una situazione complessa, dove opera un terrorismo che ha origini al di fuori dello Stato iracheno e rispetto al quale siamo moralmente e profondamente contrari. E poi ci sono atti di guerriglia di gruppi di fede islamica, di etnie che sono tutte in contrasto l’una con l’altra.
Come si fa a parlare di resistenza quando manca l’elemento fondante, ossia il concetto di difesa della patria?
A parte il fatto che ci rifiutiamo di essere paragonati a coloro che praticano il terrorismo … noi siamo contro quelli che dicono che quella irachena è resistenza.
Non c’è nessun tipo di contatto tra gli ideali della resistenza e quello che stanno facendo loro. (…)
Io ero contrario alla guerra e credo che gli americani stessi non avevano previsto quanto sarebbe accaduto. Ma gli americani non sono i nazisti, sarebbe ingiusto e sbagliato dirlo (…) Stimo molto Vattimo come intellettuale, ma mi permetto di pregarlo di rileggersi la nostra storia”
(fonte: Il Giornale)

di Losciacallo il 28 gennaio 2005 in Opinioni · 22 commenti

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Ginchelli 28 gennaio 2005 alle 10:00

“Oh partigiani, portatemi via…”
Testi G. Vattimo, canta Vattimo G.

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watergate2000 28 gennaio 2005 alle 10:04

Se può servire alla discussione, io non lo stimo nemmeno come intellettuale.
:-) giorno e ciao.

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Ciccio 28 gennaio 2005 alle 10:29

E poi i partigiani (da noi) non facevano saltare in aria civili.

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bill 28 gennaio 2005 alle 12:16

Senza generalizzare, ma i partigiani sono anche via Rasella. Che non è una bellezza.

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Francesco 28 gennaio 2005 alle 12:26

Per la prima volta mi trovo d’accordo con l’ANPI.
Sono basito
Francesco
PS però anche i repubblichini difendevano la Patria. Ancora un piccolo sforzo e parliamo di combattere per la libertà

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blind 28 gennaio 2005 alle 13:29

Bill, io credo che l’errore tragico che i partigiani fecero con l’attentato ai nazisti, fu quello di non aver tenuto conto della rappresaglia contro i civili che avrebbe innescato.
Allora l’Italia si’ che era occupata da un esercito invasore.
In se’ l’atto fu un atto di resistenza, no?
Secondo me cio’ che avvenne dopo la liberazione puo. paragonarsi (appena leggermente pero’) con quello che avviene in Iraq.
Mi riferisco al terrore che molti comunisti sparsero tra la popolazione civile e il tentativo di instaurare un regime filo sovietico.
ciao!
Blind

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Alex Marra 28 gennaio 2005 alle 14:15

cari, vecchi partigiani, menatelo forte quel rivoluzionario da salotto!

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bill 28 gennaio 2005 alle 15:15

Senti Blind, sai quanto ti voglia bene. Ma i partigiani , nel 90% dei casi, non hanno mai combattuto: hanno solo fatto attentati e sparato alle spalle. Nel rimanente 10% ci mettiamo i veri antifascisti, quelli che avevano capito e che hanno pagato con la vita per le proprie idee. Questi sono i veri eroi. E sono pochissimi. Quello che successe nel dopoguerra fu vergognoso quanto quello che fecero i nazi, per non parlare dell’Iraq. E nel caso di via Rasella, fu solo un atto vigliacco, militarmente insignificante, che aveva proprio lo scopo di scatenare la rappresaglia. Una vigliaccata infame, per la quale i protagonisti si beccarono una medaglia d’oro. Questo mi fà dire convintamente che questa è una repubblica del cazzo.

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blind 28 gennaio 2005 alle 16:28

Caro Bill, diciamo che con un tono meno diretto, in sostanza ho detto quello che hai detto tu.
Se vuoi aggiungo che per decenni i retroscena di via Rasella vennero segretati e si cerco’ di tenere piu’ slegati possibile l’attentato dall’eccidio nelle fosse.
Del dopoguerra ho fatto accenno ma, se permetti, le nefandezze dei terroristi islamici hanno, secondo me, superato ogni limite di crudelta, fino a farmi apparire meno indicibili le violenze del secolo passato…nazismo e comunismo a parte.
Tu fai un tuttuno fra partigiani, nazisti e terroristi iracheni?
Cosa c’e’ che non conosco che rende i resistenti italiani uguali agli sgozzatori di Fallujah?
So che se l’hai scritto devi avere le tue buone ragioni.
Ciao!
Blind

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bill 28 gennaio 2005 alle 16:47

Beh, Blind, c’è la mattanza sommaria di migliaia di persone fatta nel dopoguerra. Gente ammazzata senza che avesse commesso alcunchè, ma perchè in buona fede non aveva fatto un bel giro di valzer come quasi tutti quelli che ci hanno governato dopo, quasi tutti fascistissimi. O come gli oppositori alla Bocca, fascista convinto poi antifascista di professione, autore di un articolo antisemita, a guerra inoltrata, che grida vendetta ancora oggi. E c’è Piazzale Loreto, che nulla ha da invidiare ai barbari che infestano l’Iraq.

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luca 28 gennaio 2005 alle 19:07

blah, blah, blah. ma di dire cazzate non smetti proprio mai, eh bill?

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Olden 29 gennaio 2005 alle 00:50

Dire che non esiste un concetto di patria che guidi le azioni della guerriglia è sbagliato.
Molti gruppi di guerriglieri irakeni sono baathisti, e combattono convinti di salvare la patria irakena dall’invasore straniero.
Ma anche i gruppi come quello di al-Zarqawi hanno il loro concetto di patria: il loro ideale non è l’Iraq ma la Nazione Araba, in questo caso la Nazione Araba Islamica, il panarabismo fondamentalista.
Certamente è un ideale discutibile, ma dire che non è un ideale patriottico è dire il falso: Al Qaeda stessa è oggi il principale soggetto del Nazionalismo Arabo, cioè il primo portavoce delle istanze di chi sogna l’unità di tutti gli arabi.
Gente come Al Zarqawi combatte davvero per un ideale patriottico: l’ideale della Nazione Araba.
Molti partigiani combatterono con in mente l’Internazionale Socialista piuttosto che la Patria Italiana.
In questo senso, il ruolo di Al Qaeda in Iraq è paragonabile a quello svolto dall’URSS durante i giorni della resistenza antifascista.
Dire che non ci sono ideali solo perchè si tratta di ideali che noi non capiamo e non approviamo è un atteggiamento di chiusura mentale ermetica , che non aiuta a capire ( e quindi a risolvere) i problemi.

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blind 29 gennaio 2005 alle 09:08

Olden, meno male che ce l’abbiamo questa chiusura mentale ermetica!
Dovremmo essere aperti alla comprensione dei sacrifici umani con rituali che duemila anni fa (mille piu’ mille meno) erano gia’ stati abbandonati dalle tribu’ politeiste che ne facevano uso prevalentemente per il bene della comunita’ che cosi’ si ingraziava gli Dei?
Oggi, oltretutto, questi massacri sono certo piu’ crudeli e l’uso dei media li rende ancora piu’ deflagranti.
Capisci, Olden? Cio’ che per noi era ormai qualcosa appartenente solo ai siti archeologici, questi nuovi terribili aguzzini del tempio, ce la offrono come merce attuale, attualissima.
Io sono felice di non capire!
Ma anche sugli “ideali” fai una grossolana confusione. Se l’ideale e’ lo scopo nobile e generoso per cui gli uomini combattono,
io, orgogliosamente ottusa, non vedo alcun nobile ideale nel fanatismo religioso.
Sono gelosa del mio concetto di ideale che gia’ in troppi hanno confuso e leso con la parola ideologia!
E poi e’ la prima volta che sento parlare di panarabismo fondamentalista.
Saddam Hussein era uno dei portabandiera del panarabismo che, sappiamo, con la religione non aveva nulla a che fare ed e’ da quel di’ che e’ defunto.
Per finire: i terroristi e la patria?
Gli stessi Terroristi che agiscono in Iraq sono anche in Indonesia, in Spagna, in Nigeria; avevano il piu’ vasto campo di addestramento i Asia e gli aspiranti kamikaze (a me non piace usare questo termine per gli islamici) provenivano persino dagli USA.
Quindi non e’ la patria che li unisce ma un uso strumentale di un Dio che vorrebbero complice del male che infliggono ovunque governano in suo nome.
Ciao
Blind

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rdtyery 29 gennaio 2005 alle 13:13

Magari
Secondo il filosofo Vattimo, al Zarqawi non è un terrorista ma un partigiano. Magari un partigiano che sbaglia. (jena)

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ispirati 29 gennaio 2005 alle 23:05

intanto Vattimo grazie a questa sua sparata si e’ guadagnato il lusso di entrare nella famosa rubrica da me tenuta “La prossima volta prima di parlare connetto i neuroni alle corde vocali”… saluti alla rollina che e’ da un po’ che non ruffianeggio con lei.

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Olden 29 gennaio 2005 alle 23:17

Se l’ideale e’ lo scopo nobile e generoso per cui gli uomini combattono,
io, orgogliosamente ottusa, non vedo alcun nobile ideale nel fanatismo religioso.

No, Blind, un ideale non è per forza una cosa nobile, o meglio, non è necessariamente una cosa ritenuta universalmente nobile.
Anche quello nazista era un ideale, orrendo, ma pur sempre di ideale si trattava. E’ un ideale quello comunista, come quello fascista, come quello fondamentalista religioso.
Un ideale è nobile per chi lo persegue, non è detto che lo sia per tutti gli altri.

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passante 29 gennaio 2005 alle 23:48

Olden, guarda che quando sostieni opinioni insostenibili puoi anche cambiarle, non è che le devi difendere per forza con i denti; in bella ciao le ultime parole sono “morto per la libertà” Chi cazzo se ne frega se quelle teste di cazzo abbiano come nobile ideale la sharia invece della libertà?
Io, i pertigiani e gran parte degli italiani ritengono che la libertà la più grande conquista dell’occidente, ed uno dei massimi valori umani; francamente se Vattimo pensa che la sharia sia superiore alla libertà sono stracazzacci suoi, vada a vivere in Iran invece di rompere a noi.
Uguale per te, se pensi che la shari ae la democrazia siano sullo stesso piano ci sono tanti bei paesi con la sharia e senza libertà, a te la scelta.

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Minerva 30 gennaio 2005 alle 00:08

Olden, a me sembra che, nonostante la tua precisazione sull’ideale non universalmente nobile, il termine più adatto sia ideologia.

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Olden 30 gennaio 2005 alle 00:22

ok, se qui si vuol parlare tanto per dare aria ai denti liberi di farlo. Io preferisco parlare con un minimo di precisione: non dico che Al Zarqawi non ha ideali, semmai dico che ha ideali che non condivido per niente.

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lynch 30 gennaio 2005 alle 02:19

Ideale : il complesso dei valori e delle idee che ispirano un individuo o animano un movimento culturale, politico, sociale.
e anche
sogno, desiderio intenso che corrisponde a un modello teorico di perfezione assoluta.
Poiché la parola ideale non contiene, in sÈ, alcuna connotazione positiva o negativa, può comprendere senz’altro, a mio parere, anche l’ideale di Hitler, quello del serial killer missionario che è convinto di liberare l’umanità dai mostri, e quello della setta satanica che aspira a tradurre in atti concreti le proprie complicità col demonio e poi ad immolarsi ad esso per raggiungere un ipotetico ma desiderato congiungimento con l’energia del male.
Ora che abbiamo cercato di essere precisi, Olden, tuttavia non capisco che cosa ne consegua. Se siamo d’accordo che certi ideali sono “orrendi”, è nostro dovere e diritto fermarli e combatterli, e se sì con quali mezzi? Temo che torniamo in tal caso al discorso di partenza, dopo questa simpatica digressione. O no?

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lynch 30 gennaio 2005 alle 02:28

p.s. ho unito distrattamente alcuni argomenti da diversi thread. In realtà in questo, in particolare, le considerazioni vertevano principalmente su problemi di terminologia. Pertanto le mie considerazioni finali non erano necessarie nÈ il riferimento ad una presunta “digressione”. Sorry.

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blind 30 gennaio 2005 alle 20:41

Forse a Hitler ma non all’islam!
i concetti di ideale, idealismo o ideologia sono concetti che nascono, si sviluppano e si dibattono nella cultura occidentale. con buona pace di Olden!
Blind

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