Gianni Vattimo: Al Zarqawi è un partigiano

Al Zarqawi è da paragonare ai partigiani della Resistenza, anche loro venivano chiamati banditi dai nazisti“.
Gianni Vattimo (grazie ad Alan)

di Losciacallo il 25 gennaio 2005 in Opinioni · 33 commenti

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Alan 26 gennaio 2005 alle 00:03

Per completezza ecco il lancio d’agenzia.
IRAQ: VATTIMO, AL ZARQAWI? E’ COME UN PARTIGIANO
(ANSA) – ROMA, 25 GEN – “Al Zarqawi è da paragonare ai partigiani della Resistenza, anche loro venivano chiamati banditi dai nazisti”: è l’ opinione del filosofo Gianni Vattimo intervenuto questa sera alla trasmissione Controcorrente condotta da Corrado Formigli e in onda su SKY TG24 dedicata all’Iraq. Alla domanda se chi ha sparato contro maresciallo Simone Cola È da considerare un terrorista o un guerrigliero, riferisce in una nota la stessa emittente, Vattimo ha risposto: “Secondo me È un guerrigliero, non un terrorista. Lì a Nassirya era in corso una battaglia, si sparava da entrambe le parti. Semmai – ha proseguito Vattimo – la responsabilità di quello che è successo è del ministro della Difesa Antonio Martino che non ha attrezzato i nostri soldati in modo adeguato, e ha mentito al Presidente della Repubblica Ciampi camuffando una missione di guerra per una missione di pace”. Opposta, riferisce ancora SKY TG24, la posizione espressa nella trasmissione da Gianni De Michelis che alla domanda ha risposta: “Un terrorista è comunque colpevole di omicidio”. (ANSA).

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Alan 26 gennaio 2005 alle 00:07

P.S.: Vattimo Gianni, pensierista debole. Eurodeputato Ds dal 1999 al 2004; eurodeputato Pdci dal 2004. Diamo a Cossutta quel che è di Cossutta. E che se lo tenga.

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Alan 26 gennaio 2005 alle 00:19

Qui lo dico.
Cara Rolli, visto che ormai sono diventato fogliante (d’acero), non credi che almeno uno strapuntino tra i “sott’occhio” me lo possa ritagliare?
Beh, che avete tutti da guardare: ho fatto l’outing. E che solo Cecchi Paone?

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Gabibbo 26 gennaio 2005 alle 00:22

pensiero debole eh? sì, un tempo di certa gente si diceva appunto che era un po’ debole… di testa.

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LR 26 gennaio 2005 alle 00:41

Ma che bella opposizione. Il dibattito politico in Italia si fa sempre più elegante, interessante, stimolante. Chi ha problemi di cuore o di stomaco in questi giorni ci vada piano con L’Unità e Il Manifesto.

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Alan 26 gennaio 2005 alle 01:40

Così, per gradire, sulle elezioni “nazifasciste” (per Vattimo).
25 Gennaio 2005
IRAQ
La stampa araba simpatizza (in genere) con le elezioni in Iraq
Mentre Al-Zarqawi minaccia di usare i cecchini contro chi va a votare, nei media arabi si parla del voto come la necessaria base della democrazia.
Roma†(AsiaNews) – Paura e speranza alla vigilia delle elezioni in Iraq. Il leader islamico Abu Musab al-Zarqawi ha minacciato oggi†che†”tiratori ben addestrati sono pronti ad eliminare gli apostati che si recheranno nei covi†elettorali” domenica prossima, 30 gennaio. La stampa araba però bolla come “scontata” la dichiarazione di guerra del terrorista e definisce l’imminente consultazione popolare come la base indispensabile† per costruire uno stato democratico.
Il sito internet dell’emittente inglese BBC ha pubblicato una breve, ma indicativa scheda panoramica di alcune testate del mondo arabo, che riportiamo di seguito.
Iraq: Al-Bayan
Quelli convinti che le elezioni siano l’unica salvezza dal caos politico, economico e di sicurezza devono accertarsi di essere preparati al votoÖQuelli, invece, che credono che questo processo non servirà a nulla devono riflettere e proporre un’alternativa appropriataÖOgni gruppo avrà la maggioranza sarà il vincitore e il suo rivale deve soccombere alla volontà della maggioranza.

Kuwait: Al-Ra’y Al-Am
La dichiarazione di guerra di Abu Musab al-Zarqawi† a ridosso delle elezioni in Iraq non sorprende. Dalla caduta di Saddam Hussein, Al-Zarqawi è sempre stato sul piede di guerra con gli iracheni e il loro futuro.

Emirati Arabi Uniti: Al-Ittihad
La dichiarazione del ìgruppo terrorista di Zarqawiî che combatterà le elezioni irachene non è nulla di nuovo, eccetto per il fatto che arriva a pochi giorni dal votoÖMa i terroristi non sono riusciti a spaventare gli iracheni. La popolazione è infatti sempre più decisa ad andare avanti con il processo politico che assicurerà il ritiro degli stranieri e l’inizio di una nuova era basata sulla democrazia.

Qatar: Al-Watan
Posporre le elezioni orami è ormai da escludere. Se il governo insiste che le elezioni si svolgano come previsto, la cosa più importante è che tutti vi partecipinoÖ Questo perché il processo democratico, che gli iracheni aspettano da decenni, può essere trasformato da strumento di divisione a fattore di unità.

Arabia Saudita: Al-Watan
Tra pochi giorni per la prima volta in 40 anni si terranno elezioni in Iraq. Gli iracheni andranno alle urne per dare il loro votoÖ La consultazione arriva in un momento pieno di rischi e in una situazione fuori dalla normaÖ Le elezioni saranno il primo passo verso un primo disegno di costituzione e il ritiro delle forze d’occupazione dal paese.

Iran: Al-Vefagh
Le elezioni irachene non sono un punto finale; l’entrata di centinaia di persone in Parlamento è solo il primo passo verso la salvezza. Comunque, è molto importante per tutti quelli che hanno invocato la liberazione dell’Iraq rendere questo momento un successo.

Altre testate arabe con sede in Gran Bretagna riflettono, invece, una posizione più scettica e critica sul significato delle elezioni e sul futuro dell’Iraq.
Al-Sharaq al-Awsat
I fedeli di al-Zarqawi non solo soli, hanno alleati in Iraq per le loro operazioni, tese a creare divisioni territoriali e religiose tra la gente. I loro partner sono i gruppi armati di baathisti iracheni contrari all’attuale governo.

Al-Quds Al-Arabi
Ci sono molti aspetti negativi per queste imminenti elezioni. Il fatto positivo più importante però è che hanno smascherato la posizione di molti, hanno messo in chiaro la realtà rivelando la vera natura dei nuovi leader iracheni.

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Ginchelli 26 gennaio 2005 alle 09:37

“Oh Al-Zarqawi portami via……”
testi di G. Vattimo, canta Michele Santoro.

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Fonz 26 gennaio 2005 alle 10:42

Bhe in un certo senso VATTIMO ha ragione…
vedi: “Il sangue dei vinti” di Pansa.

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olden 26 gennaio 2005 alle 12:48

Manifesto dell’epoca:

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Fonz 26 gennaio 2005 alle 13:16

Ah i manifesti d’epoca hanno un che di artistico.
Peccato che i politici di oggi li abbiano accantonati per farci vedere le loro faccione.
E poi vuoi mettere quanti posti di lavoro si aprirebbero per giovani artisti e disegnatori (magari non un milione eh però… :P).

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bill 26 gennaio 2005 alle 13:47

Eppoi non ci sono più i comunisti. Beh, delle due l’una: o Vattimo è comunista, o è solo stronzo.

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rabbi 26 gennaio 2005 alle 13:51

E l’opzione: comunista E stronzo? dove la mettiamo?

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LR 26 gennaio 2005 alle 14:00

Beh lo sanno tutti che il buon Al Zarqawi è nato in Iraq… Certo i metodi sono discutibili, ma il buon Al Zarqawi non sta combattendo per nient’altro che la sua casa, i suoi amici, la libertà delle donne, il diritto di voto…
Olden, staremo mica scherzando?

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Alex Marra 26 gennaio 2005 alle 14:34

dopo il pensiero debole, il pensiero debolissimo. anche l’ultimo neurone di Vattimo è arrivato alla fine.

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Uligàn 26 gennaio 2005 alle 16:49

Lo so che alle argomentazioni sconce di questo anzianotto un po’ andato di testa si dovrebbero opporre con moderazione e pacatezza, ma con ancora più forza, le proprie ragioni…stavolta non ce l’ho fatta e ho mandato affanculo Vattimo qui: mi direte che non serve a nulla ma vi giuro, vi giuro che è veramente liberatorio !!

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olden 26 gennaio 2005 alle 16:58

@LR:
Olden? Guarda che io mi sono limitato a postare un manifesto d’epoca, senza esprimere la mia opinione.
Vuoi saperla , la mia opinione?
Be’, personalmente ricordo che mio padre mi raccontava di alcuni russi che erano venuti qui sulle nostre montagne, mandati dal PCUS a combattere al fianco dei partigiani.
Al Zarqawi, piu’ o meno, potrebbe essere paragonato a loro.
Tuttavia, preciso che non nutro alcuna simpatia per i fondamentalisti religiosi come lui: con loro l’iraq rischia solo di cadere dalla padella nella brace.

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LR 26 gennaio 2005 alle 17:15

Si, certo. Stavo pensando, però, a fianco di quale partigiano si è schierato Al Zarqawi. Mmm… aspetta… quando mi viene in mente te lo faccio sapere.

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Rolli 26 gennaio 2005 alle 17:32

Olden è davvero impressionante.
Sondaggio: Olden “ci è” o “ci fa”?

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Francesco 26 gennaio 2005 alle 18:08

Ci fà, ci fà
E credo si diverta anche.
Comunque un sacco di fascistoni per cui “gli Arabi sono a casa loro e difendono il loro paese” ci sono sul serio. di solito sono anche comunisti e odiano Israele (epperò si definiscono non antisemiti, ancora un pò e pure zio Adolf non era antisemita).
Forse un giorno anche nelle teste di questi si farà spazio l’idea di libertà. Fino ad allora tocca a noi cantare e portare la croce (e mandare affanzum Vattimo)
Francesco

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rabbi 26 gennaio 2005 alle 18:32

ma allora!! ancora non l’avete capito! Olden sono io, era per prendervi in giro, non esistono persone del genere nel nostro paese. Gente che crede che i russi mandati dal PCUS erano la’ per liberare il nostro paese, ma dai! ma quanto siete creduloni!

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blind 26 gennaio 2005 alle 19:16

Olden, con quel manifesto, una volta di troppo, dimostri di non essere proprio capace a fare pipi’ nel vaso!
Sempre fuori, eh…Ma che dice la mamma?
Blind

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Olden 26 gennaio 2005 alle 19:43

Blind, giuro che non ho disegnato io quel manifesto. Anche perchè all’epoca non ero ancora nato…

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Rolli 26 gennaio 2005 alle 20:05

“Ci fa”, è certo.

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ispirati 26 gennaio 2005 alle 23:21

certo che e’ proprio deficiente Gianni Vattimo…

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blind 27 gennaio 2005 alle 12:42

Olden, se quel manifesto lo hai messo qui, non lo hai certo fatto per smentire Vattimo.
Ma la superficialita’ del tuo gesto e’ ancora piu’ drammatica se si tiene conto che di quei manifesti (anche molto piu’ truculenti) erano pieni i muri delle vie irachene. E che i bambini dovevano ammirare simili immagini persino nei loro libri di scuola.
Blind

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olden 27 gennaio 2005 alle 13:01

Ah, certo, Blind, infatti il partito Baath è un partito nazional-socialista, e la propaganda era proprio molto simile a quella del ventennio.
Peraltro, ti consiglierei di andare a vedere la galleria dei “leaflets” (volantini) lanciati sull’Iraq dagli americani: è piuttosto pittoresca anche quella!
Io non volevo dar ragione a Vattimo, volevo solo evidenziare i corsi e ricorsi storici, con gli insorti sempre chiamati “banditi” e “terroristi” dagli occupanti.

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Tony 27 gennaio 2005 alle 13:45

Certo, olden. Infatti in occasione del Referendum Repubblica/Monarchia, i partigiani italiani misero dei cecchini a sparare ai cittadini che andavano a votare, vero?

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blind 27 gennaio 2005 alle 13:46

Quello dei corsi e ricorsi e’ l’argomento di Vattimo!
Ma come fai a dire che non volevi dargli ragione?
I corsi e ricorsi, poi, non possono uscire dal contesto territoriale- storico da cui hano avuto origine.
Se mi dici che nella nostra storia, dall’impero romano ad oggi, possiamo osservare avvenimenti che ricorrono uguali o simili, beh allora mi va bene.
Ma se tu, Vattimo ed altri come voi cercate di piegare forzatamente la realta’ con simili azzardati accostamenti alla cronaca irachena, allora vi lascio ai vostri assurdi zig zag.
Blind

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passante 27 gennaio 2005 alle 14:00

Io mi ricordo che durante le elezioni americane c’era stata una discussione notturna via commenti tra me, Rolli e un tizio di sinistra, però non ricordo chi era.
Argomento era se ci fossero persone di spessore a sinistra, e questo qui diceva sempre “Vattimo vattimo, pensiero debole pensiero debole”.
Ecco, visto che non mi ricordo chi fosse, gli chiedo gentilmente di fare coming out e di spargersi il capo di cenere.

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Rolli 27 gennaio 2005 alle 17:46

Era quel gran genio di Dado: lo puoi trovare qui, fino al suo definitivo esilio, dove in un eccesso di protagonismo confondeva il leggere da anni Macchianera (già Gnueconomy) e Brodoprimordiale, con il lurkare. Incubi.

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Olden 27 gennaio 2005 alle 22:04

Ehm…. Tony, forse non hai le idee chiarissime sulla nostra storia.
I partigiani, se occorre ricordarlo, fecero parte in gran numero dell’assemblea costituente della repubblica, che ripudiava le idee fasciste e sanciva la vittoria degli ideali scaturiti dalla lotta partigiana contro il regime fascista e contro l’invasore tedesco.
Se proprio vogliamo fare un paragone con l’Iraq (n.b. sono d’accordo che si tratta sempre di paragoni forzosi e poco calzanti) sarebbe come a dire che gli insorti irakeni, spalleggiati dall’Iran, mandassero via gli americani e indicessero un’assemblea costituente per sancire la nascita del nuovo stato irakeno fondato sui valori della loro lotta.

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LR 28 gennaio 2005 alle 11:04

L’Iran che spalleggia gli iracheni per le elezioni democratiche. Hai molta fantasia, è una bella dote, prendilo come un complimento.

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dario alessandro valentino 29 aprile 2006 alle 17:47

e cosa mi dite della resistenza vietcong in vietnam?
o,per fare un paragone ancora più calzante,della resistenza islamica nell’afghanistan sotto occupazione sovietica?
credo che sia assolutamente assurdo fare paragoni fra ciò che e successo in italia negli anni quaranta e cìò che sta succedendo in iraq oggi.
innanzitutto perchè si tratta di periodi storici diversi,paesi differenti,con religione e storia differnti.
e soprattutto perchè la guerra civile italiana(perchè di questo si trattò)fu combattuta per motivazioni ideologico-politiche;mentre la guerra civile iraquena(perchè di questo si tratta)viene combattuta essenzialmente per ragioni
etnico-religiose.

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