A Milano Bin Laden è come Bush

L’Unità è felice, perchè il giudice clementina Forleo “chiama le cose con il loro nome”.
Così i kamikaze sono “volontari”, i terroristi si chiamano “guerriglieri”, le forze della coalizione sono esattamente sullo stesso piano di un gruppo terrorista legato ad al Qaida: Ansar Al Islam . Bin Laden ringrazia.
“Estendere tale tutela penale anche agli atti di guerriglia, per quanto violenti, posti in essere nell’ambito di conflitti bellici in atto in altri Stati e a prescindere dall’obiettivo preso di mira, porterebbe inevitabilmente ad una ingiustificata presa di posizione per una delle forze in campo, essendo peraltro notorio che nel conflitto bellico in questione, come in tutti i conflitti dell’era contemporanea, strumenti di altissima potenzialità offensiva sono stati innescati da tutte le forze in campo”
“avevano come precipuo scopo il finanziamento, e più in generale il sostegno di strutture di addestramento paramilitare site in zone mediorientali, presumibilmente stanziate nel nord dell’Iraq…”
“erano organizzati sia la raccolta e l’invio di somme di denaro, sia l’arruolamento di volontari, tutti stranieri e tutti di matrice islamico-fondamentalista” ma “non risulta invece provato che tali strutture paramilitari prevedessero la concreta programmazione di obiettivi trascendenti attività di guerriglia da innescare in detti (cioè in Iraq, ndr) o in altri prevedibili contesti bellici, e dunque incasellabili nell’ambito delle attività di tipo terroristico”
tra l’altro Ansar Al Islam è “un’organizzazione combattente islamicapriva di “obiettivi di natura terroristica“.
Clementina Forleo, giudice per l’udienza preliminare - Milano

di Losciacallo il 25 gennaio 2005 in Giustizia · 103 commenti

{ 103 commenti… leggili o aggiungi il tuo }

Francesco 25 gennaio 2005 alle 09:02

Mi sembra che adesso l’Italia abbia un adeguato candidato al Nobel.
Sono indeciso tra quello per il Pacifismo minchione e quello per la Letteratura dell’assurdo.
Comunque sono depresso dalla follia azzeccagarbuglista che ci attanaglia.
Francesco
PS per favore, ditemi che questi onesti fiancheggiatori della guerriglia verranno fatti sparire dai nostri servizi segreti nel silenzio complice dei media

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Uligàn 25 gennaio 2005 alle 09:47

Ho la soluzione al problema del giorno:
il giudice Forleo annuncia a Milano che, chi addestra una persona all’uso degli esplosivi non è un terrorista ma un guerrigliero, cioè in pratica un lavoro come un altro e dunque lo assolve…. Intanto la mafia a Palermo annuncia che farà saltare il giudice Grasso dopo aver addestrato qualcuno all’uso di un certo quantitavo di esplosivo. L’Uligan stamattina ha una soluzione geniale al problema della giornata: mandiamo il giudice Forleo a Palermo a verificare se chi lo farà saltare in aria sarà da definire terrorista mafioso o guerrigliero mafioso, mentre mandiamo il giudice Grasso a Milano a salvare sostanzialmente la buccia: se lo merita.
Altre amenità e sconsiderazioni qui:http://alamesondeluligan.ilcannocchiale.it/
ciao

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Alex Marra 25 gennaio 2005 alle 10:15

complimenti alla signora giudice Forleo, che ha lanciato la candidatura italiana a diventare il principale e indisturbato centro di reclutamento per volontari assassini-suicidi d’Europa. complimenti, davvero, anche per la scelta di tempo, visto che oggi ci sono i funerali di stato del maresciallo Cola ammazzato in Iraq.

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watergate2000 25 gennaio 2005 alle 10:17

Ti dirò cara Rolli, quando leggo sentenze del genere mica mi sorprendo
Siamo il paese dell’affanculo, scusa il termine.
Nel quale non si capisce dove è il torto e dove sta la ragione, un paese nel quale la storia è come invertita.
Un paese nel quale i comunisti, che si definiscono come tali, pretendono di andare al Governo e dirci cosa dobbiamo fare.
Capisci? Quell’onorevole Cento sopra citato…
E ci sorprendiamo di un magistrato che non sa la differenza tra terrorismo e guerriglia?
bah…
ciao.

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ephrem 25 gennaio 2005 alle 10:40

C’È da essere veramente preoccupati, temo che in questo paese si sia completamente perso il lume della ragione. Temo che i giudici abbiano più a cuore la salvaguardia dei criminali che non la difesa delle vittime. Temo che sia prevalsa in questa sentenza più la paura che non la giustizia. Temo che, di questo passo, la fiducia dei cittadini in questo sistema giudiziario già molto bassa, precipiti sotto lo zero. Gli imputati hanno esclamato Allah È grande. Dio È grande, ma i nostri giudici non gli danno sicuramente una mano a rendere questo mondo meno cruento e pericoloso. Aspettiamoci frotte di giovani fanatici sbarcare sulle nostre coste, la moschea di viale Jenner avrà molto da fare nei prossimi giorni…

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Ginchelli 25 gennaio 2005 alle 11:07

Oltre a blindare gli elicotteri, bisogna blindare qualche giudice?

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marcom 25 gennaio 2005 alle 11:17

A proposito di storie invertite e mistificate(come dice Water).A Genova e’ gia’ la terza volta che in piazza Alimonda il parroco deve disfare l’altare che viene eretto sul punto in cui e’ morto il no global Giuliani.Questi e’ stato fatto diventare un santo da pregare per avere intercessioni spirituali,da quasi assassino che sarebbe stato se non fosse stato fermato!

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luca 25 gennaio 2005 alle 11:31

e dove sta il problema? il fatto che non siate d’accordo con quell’articolo non significa che sia sbagliato (a meno che dall’alto della vostra supponenza non siate certi di aver sempre ragione).
la sentenza ha semplicemente specificato che non è possibile accusare di terrorismo chi compie azioni di guerriglia. raccogli soldi per finanziare combattenti che fanno saltare in aria un blindato? non è terrorismo, non puoi essere condannato per terrorismo. questo dice l’articolo.

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lynch 25 gennaio 2005 alle 11:51

Potrei essere d’accordo con te, Luca. Ora rispondi però ad una domanda: siamo d’accordo anche che l’argomento non è chiaro?
Lascia stare i blindati. Se con i miei kamikaze faccio saltare la sede dell’ONU è guerriglia? Forse sì. Se faccio esplodere la sede della Croce Rossa è guerriglia? Forse, mica è la Mezzaluna Rossa. Se il mio obiettivo sono i volontari in fila per farsi assumere nelle forze di polizia regolari, è guerriglia? Può darsi. Se lancio le mie macchine esplosive sui sagrati delle chiese di altri culti per sterminarne i fedeli è guerriglia? Bisognerebbe indagare. Se taglio la testa a prigionieri civili di qualsiasi nazionalità, civili e non militari, catturati e rastrellati, e filmo le loro decapitazioni rituali, è guerriglia? Mah. Se procedo ad esecuzioni sommarie di cuochi, camerieri, autisti, segretarie, interpreti, medici, infermieri, addetti alle pulizie, squartandoli e lasciandoli sulla strada, è guerriglia? Chissà. Se organizzo una rete di cecchini per eliminare i cani apostati che si recheranno a votare, nel proprio paese, le proprie elezioni, è guerriglia?
Siamo d’accordo che l’argomento è ambiguo? O no?

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ephrem 25 gennaio 2005 alle 11:54

E’ quel giudice È assolutamente sicuro che siano stati fatti saltare in aria solo blindati? Ha prove che gli permettono d’affermare che nessun civile iracheno sia rimasto ucciso dai kamikaze che si sono fatti saltare le budella? Che nessuno abbia partecipato all’attentato della sede ONU? O si sia fatto esplodere davanti a qualche moschea sciita? O davanti ad una stazione di polizia? I poliziotti iracheni vanno forse considerati come forza d’occupazione? No, questa sentenza non regge in piedi!

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luca 25 gennaio 2005 alle 12:06

appunto, e voi siete assolutamente sicuri che gli imputati fossero legati agli attentati? non sapete nemmeno quando sono stati arrestati e quando sono stati inviati soldi e uomini.
qui c’è un giudice che ha avuto modo di valutare le prove nella loro interezza e che ha agito di conseguenza, e ci siete voi, e l’unica cosa che sapete è che si tratta di musulmani (ergo terroristi?). se permettete preferisco fidarmi del giudice.

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lynch 25 gennaio 2005 alle 12:27

Nulla in contrario, Luca. Il problema è che il confine tra “guerriglia” e “terrorismo” non è mai stato così poco chiaro come in questo momento.
A me pare che il modus operandi delle attività di guerriglia in Iraq definisca chiaramente la finalità principale di incutere terrore sulla popolazione civile.
Molto dipende anche dal momento nel quale i reati di reclutamento e armamento dei volontari sono stati effettuati, è vero. Se, come pare, prima ancora dell’attacco americano, o in un diverso momento. Ma resta che i metodi di guerriglia nei conflitti contemporanei, specialmente nel settore mediorientale, stanno diventando sempre più spregiudicati e sconfinano continuamente in quello che possiamo chiamare terrorismo.
Credo che almeno possiamo convenire tutti su questo.

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ephrem 25 gennaio 2005 alle 13:27

Caro amico, il problema non È che siano mussulmani, devo supporre che il PM abbia anche lui fatto il ragionamento mussulmani ergo terrostisti? Non È certamente così, È lecito nel nostro paese reclutare persone per azioni di guerriglia e/o terrorismo, poco importa visto la sottile differenza come ha sottolineato lynch? Mi pare di no, È lecito nel nostro paese fomentare in alcune moschee l’integralismo islamico? E’ lecito in un paese democratrico come il nostro difendersi da chi da anni ha messo in atto una guerra del terrore contro l’occidente? O forse dobbiamo attendere che anche qui si appostino cecchini sui tetti delle case per impedire (come vuol fare Al Zarqawi in Iraq) ai mussulmani italiani di compiere un atto che È l’essenza della democrazia cioÈ il voto, senza essere condannati di apostasia?
Credo che sentenze di questa sorta rafforzino il convincimento da parte di organizzazioni tali Al Qaeda, d’avere a che fare con il ventre molle dell’occidente, spingendole ad incrementare la loro attività di proselitismo anche tra i giovani mussulmani residenti in Italia i quali forse sarebbe necessario aiutarli ad integrarsi anziché mandarli al macello nelle guerre dichiarate dai vari fanatici scheik di mezzo mondo.

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LR 25 gennaio 2005 alle 14:00

Luca, ma fammi il piacere! Facile rifugiarsi nella teoria filosofica. La legge non va solo scritta, va applicata nel modo più giusto e sensato, altrimenti basterebbe sostituire i giudici da grossi calcolatori elettronici. Scommetto che sui nove anni a Dell’Utri per “concorso esterno in associazione mafiosa” non hai niente da dire!!! Un po’ di serietà…

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Il Griso 25 gennaio 2005 alle 14:53

In qualsiasi Paese serio, un giudice che manda assolto chi arruola, arma e addestra milizie più o meno irregolari da mandare contro le forze armate di quel Paese e dei suoi alleati (più tutte le porcate accessorie che commettono, ma anche ‘solo’ per quello), finirebbe imputato per alto tradimento.

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Francesco 25 gennaio 2005 alle 14:54

Scusatemi,
ma l’Italia non è alleata degli USA e del governo irakeno?
La sentenza di questo giudice implica che è legale organizzare la guerra contro degli alleati dell’Italia, purchè lui non la giudichi terrorismo?
A me sembra una fesseria.
Francesco

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Francesco 25 gennaio 2005 alle 14:55

Scusa Griso,
vedo ora che l’avevi già detto tu.
F

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lynch 25 gennaio 2005 alle 15:02

Griso e Francesco, non siamo però in stato di guerra, o almeno nessuno l’ha dichiarata. Le forze armate sono in missione di peace-keeping in un paese straniero, con l’avallo dell’ONU. Non so quindi in che modo possa configurarsi l’ipotesi di alto tradimento (è possibile, eh, dico solo che lo ignoro), e comunque tale ipotesi non era prevista nelle richieste dell’accusa, uniche sulle quali il giudice è chiamato a pronunciarsi.

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Francesco 25 gennaio 2005 alle 15:14

Beh, aiutare qualcuno ad ammazzare truppe italiane non configura l’alto tradimento, se commesso da cittadini italiani, o una guerra privata, perciò illegittima, se commesso da cittadini stranieri? I pirati li impiccavano, non li prendevano prigionieri proprio per quello.
E organizzare da privati una guerra, credo sia un reato, volevano contestarlo ai colleghi di Quattrocchi.
E la “ingiustificata presa di posizione per una delle forze in campo” la hanno già presa il governo e il parlamento, e nessun giudice ha da dire su di essa.
Insomma, non c’è un giurista in grado di fare un pò di ordine?
Francesco

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lynch 25 gennaio 2005 alle 15:17

Infatti, serve un giurista, non un giudice.

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frank 25 gennaio 2005 alle 15:21

se Al Zarqawi legge la sentenza muore ( dalle risate)

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Tony 25 gennaio 2005 alle 15:36

Infatti, Francesco… lo stesso reato per cui i nostri “pacifisti” delle mie balle avrebbero voluto vedere in galera i colleghi di Quattrocchi. Con la differenza che almeno loro non si cimentavano nell’organizzazione di attentati alla popolazione civile.
Beh, adesso scopriamo che assoldare mercenari al soldo della presunta “resistenza” irachena è legale. Mah.

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frank 25 gennaio 2005 alle 16:34
Ginchelli 25 gennaio 2005 alle 16:50

25 01 ore 16 e 08 Televideo
Islamici, gup Forleo: ‘Sono serena’
“Sono serena. E’ stata una decisione sofferta, ma ho osservato la legge e ho seguito la mia coscienza, come sempre in tutte le mie decisioni e per qualsiasi imputato”. Così il gup Clementina Forleo risponde alle polemiche sulla sentenza con la quale ieri ha assolto tre islamici, accusati di terrorismo interazionale, sostenendo che “le attività violente o di guerriglia”, in un contesto bellico, “non possono essere perseguite neppure sul piano del diritto internazionale” e non sono incasellabili nel terrorismo.
Ed i PS e i CC che si sono fatti il mazzo per prenderli come si sentiranno?

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blind 25 gennaio 2005 alle 17:31

La Costituzione italiana -il cui testo è stato pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale , n.298, 27 dicembre 1947- recita all’ art.11 dei Principi Fondamentali:
“l’ Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli
altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali;
consente in condizione di parità con gli altri Stati, alle limitazioni
di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia
fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali
rivolte a tale scopo”.
Per L’Unita’ e la gup questa norma vincola solo il governo, non chi si fa la sua guerra cieca, vigliacca, privata e autofinanziata.
Blind

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Calvin 25 gennaio 2005 alle 17:35

Un grazie sentito alla Forleo, che ci ha fatto capire che le leggi vigenti in materia di terrorismo sono inadeguate alla situazione storica attuale. Conto che sia approvata a larga maggioranza una nuova legge che faccia sembrare il Patriot Act un esempio di graziosa tolleranza.

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lynch 25 gennaio 2005 alle 17:54

Secondo me il giudice aveva strumenti per scrivere una senzenza, di assoluzione per questo specifico reato (terrorismo internazionale), ancora più chiara.
Il passaggio infatti:
“porterebbe inevitabilmente ad una ingiustificata presa di posizione per una delle forze in campo”
mi sembra inutile, ambiguo e autolesivo. Trascurarlo avrebbe fatto un gran bene.
I casi sono due. O il terrorismo esiste, e allora quale che sia la forza in campo che lo applica, è comunque colpevole, fossero pure i nostri soldati.
Oppure non esiste (come la Forleo ha cercato di dimostrare).In questo caso specificare che non si intende prendere posizione per una forza o un’altra è assolutamente superfluo e non è una motivazione di alcunché. Salvo far nascere sospetti.

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Minerva 25 gennaio 2005 alle 18:31

Non esiste legge che possa eliminare del tutto il ricorso alla discrezionalità da parte del magistrato chiamato ad applicarla. Le convinzioni personali concorrono sempre all’ interpretazione delle norme: un altro gup avrebbe deciso in maniera opposta. Così è anche per i giuristi.
Il problema è che talvolta (o spesso) le convinzioni personali prendono il sopravvento – inevitabile in assenza di una legge adeguata – con i risultati che vediamo.

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luca 25 gennaio 2005 alle 19:41

@ginchelli: i PS e i CC si sentiranno come tutti quelli che arrestano qualcuno che poi non viene condannato. o proponi una giustizia modello cardassiano?

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LR 25 gennaio 2005 alle 19:43

No, mi dispiace Minerva, non fino a questo punto.
Perchè qui si è stravolto il buon senso, non venite a parlarmi di diritto e di sofismi filosofici, a parole si può dimostrare tutto e il contrario di tutto. Proprio perchè il diritto fa parte della nostra cultura occidentale (mi pare che nessuno stia dicendo che i terroristi, i delinquenti non debbano avere diritti), è una cosa da amare, da difendere con le unghie e con i denti e non può essere usato a piacimento come mezzo politico.
La legge perfetta che non dia fastidio a nessuno e non abbia effetti collaterali non esiste nel mondo reale. Io credo che se un gup o un giurista è in malafede può riuscire comunque a stravolgere le cose.
Suggerisco la prossima mossa: secondo me bisogna rivedere le leggi che obbligano come pena la detenzione. A pensarci bene che diritto ha una persona di limitare la libertà di un’altra, sia pure un assassino? Bah…

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luca 25 gennaio 2005 alle 19:46

io continuo a non vedere dove stia il problema; erano accusati di molte cose, tra cui il terrorismo, il gup ha stabilito che l’accusa di terrorismo non reggeva e li ha assolti. punto.
di solito è così che dovrebbero andare le cose, si fa il processo (o il suo equivalente) e si assolve o condanna.

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Rolli 25 gennaio 2005 alle 19:55

Ecco, almeno Paolo Cento non è più solo nel difendere questa robaccia inaudita: ora si è aggregato Luca.
Comunicateglielo, così Cento non si sente più solo, perchè dalla Finocchiaroo a Di Pietro passando per la sinistra e per Bruti Liberati, questa sentenza risulta inverosimile a tutti (con gli ovvi inviti al rispetto bla bla, che sennò semo de sinistra affà?)
Fuorchè a Luca, Cento ed al Zarqawi, ovvio.

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gaetano 25 gennaio 2005 alle 20:00

Assolvere chi assolda terroristi o guerriglieri che vanno ad ammazzare i tuoi soldati, è ALTO TRADIMENTO. E se non è questo, è COGLIONAGGINE. Ma penso che sia soltanto ODIO per gli USA e amore per chiunque li osteggia e li ammazza.
Una sentenza INFAME… viene riconosciuto il diritto a quella cellula islamica di ammazzare civili e terrorizzare popolazioni, perchè il loro operato è definito RESISTENZA, GUERRIGLIA..
Insomma, questo cazzo di giudice di che paese è? è iraqeno o è italiano? IL GIUDICE FORLEO non ha come tutti gli italiani l’obbligo di servire la patria o, quantomeno, di evitare che altri non ammazzino i nostri soldati?
In un paese normale, cotanto giudice sarebbe quanto meno mandato a pulire i cessi

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davide 25 gennaio 2005 alle 20:05

Tutti credevano che arruolare forze armate sul nostro suolo fosse sevaramente vietato. Credevano che metter su una milizia privata alla A-team o qualsiasi altro tipo di commando fosse una cosa da terroristi o da criminali. Da oggi finalemnte non più! Buttatevi anche voi nel business, che aspettate! Mettete su un centro di reclutamento nella cantina di casa vostra. Trovate armi e fucili, e progettate qualche attacco all’ambasciata di qualche paese in terre lontane e straniere. Rapite civili occidentali e chiedete il riscatto.
Scherzi a parte, il giudice l’ha capito, vuole trasformare l’Italia nell’avanguardia d’Europa di questo nuovo settore commerciale. E’ questa la vera new economy dela globalizzazione. Se avete inventiva e strategia, l’Italia è il posto migliore in tutto il mondo da cui dirigire i vostri affari nella conquista della Terra, il paese delle opportunità per tutti quelli che non sono riusciti a farsi esplodere, l’Eldorado degli aspiranti Bin Laden. State attenti però alla concorrenza, è veramente “spietata”.

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luca 25 gennaio 2005 alle 20:26

quale parte di “è caduta SOLO l’accusa di terrorismo internazionale” non avete capito? gli accusati sono stati comunque condannati per gli altri reati (vedere il corriere della sera) ma si è valutato che non ci fossero le basi per la condanna per terrorismo. ripeto: dove sta il problema?
@ rolli: potrà sembrarti incredibile ma di quello che dice Cento me ne frego, qui non siamo tutti servi “che il capo ha sempre ragione”.

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luca 25 gennaio 2005 alle 20:28

edit: sorry, intendevo “quello che dicono finocchiaro e compagni”

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Alan 25 gennaio 2005 alle 22:44

Scusate tanto, ma anche se i cinque maghrebini non fossero terroristi (e lo sono, oh se lo sono…) come la mettiamo col fatto che lorsignori si sono messi a reclutare diciamo guerriglieri in Italia, destinati alla guerriglia (di resistenza, of course) in Iraq: guerriglia portata avanti contro le truppe della coalizione internazionale Usa-Gb-Italia-Polonia-Australia ecc. ecc. e quindi, in quanto ostili alle nostre truppe, “nemici”… come la mettiamo con questo?
“Chiunque, in tempo di guerra, diffonde o comunica voci o notizie false, esagerate o tendenziose, che possano destare pubblico allarme o deprimere lo spirito pubblico o altrimenti menomare la resistenza della nazione di fronte al nemico, o svolge comunque un’attività tale da recare nocumento agli interessi nazionali, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni.
La pena non è inferiore a quindici anni:
1. se il fatto è commesso con propaganda o comunicazioni dirette a militari;
2. se il colpevole ha agito in seguito ad intelligenze con lo straniero.
La pena è dell’ergastolo se il colpevole ha agito in seguito a intelligenze col nemico”.
Avete appena letto l’articolo 265 del Codice penale. Quello per cui un gip di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio dei tre bodyguard rapiti in Iraq, che sarebbero stati colpevoli di reclutare paramilitari per una potenza straniera (gli Usa) che quel magistrato, certo sbagliando, aveva dimenticato essere alleata dall’8 settembre del 1943 dell’Italia, e non nemica…
Ecco, come la mettiamo adesso? Pure ammesso che fossero “solo” guerriglieri?

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Alan 25 gennaio 2005 alle 22:59

MI CORREGGO SUBITO, NON SALTATEMI AL COLLO (PER ME CHE VIVO IN CANADA SONO LE 17 E STO LAVORANDO, ERGO MI SONO DISTRATTO)
L’articolo citato è SBAGLIATO
M’è venuto il dubbio e il reato è al 288 C.P., come da sentenza Gip di Bari contro Cupertino & C. che riportiamo di seguito:
TRIBUNALE DI BARI
Sezione del giudice per le indagini preliminari
ORDINANZA DI APPLICAZIONE DI MISURA CAUTELARE NON RESTRITTIVA
Proc. n. 8880/04-21 R.N.R. Proc. n. 12546/04 R.G.G.I.P.
Il giudice Giuseppe De Benedictis
In relazione alla richiesta presentata dal Pubblico Ministero, pervenuta a questo Ufficio in data 30.9.2004 per ottenere l’applicazione della misura cautelare del divieto di espatrio, nei confronti di:
SPINELLI (omissis), res. Sammichele di Bari (omissis), persona attualmente indagata per il delitto di cui all’art. 288 C.p. perché, in concorso con altre persone, procedeva nel territorio dello Stato e senza l’approvazione del Governo all’arruolamento di Forese Dridi, Agliana Maurizio e Cupertino Umberto affinché militassero in territorio irakeno in favore di forze armate straniere (angloamericane, per la precisione), in concerto ed in cooperazione con le medesime, in contrapposizione a gruppi armati stranieri. Fatto commesso in Sammichele di Bari in epoca antecedente e prossima al 4 aprile del 2004. Letti gli atti del fascicolo inviato in visione dal P.M., in particolare l’ interrogatorio dell’indagato stesso, reso al P.M. di Bari il 20.9.2004, la nota della Procura di Brescia n. 12736/04 mod. 44 del 24.4.2004, la informativa della DIGOS di Bari del 30.4.2004, quella del 26.5.2004, quella del 9.6.2004 e quella del 9.7.2004, nonché le dichiarazioni testimoniali rese alla Questura di Prato da Vernis Andrè Gabriel Joseph il 5.5.2004, alla Questura di Genova da Forese Dridi il 12.5.2004 con la allegata copia del cosiddetto ‘accordo professionale’ tra il Forese e la ‘Presidium International Corporation’ con sede legale alle Seychelles, da Meli Cristiano il 5.7.2004 e da Casti Paolo il 17.6.2004 (con allegata email inviata il 12.1.2004 da tale ‘Paolo Simeone’ all’indirizzo paol.casti@(omissis) dove il Casti è indicato come ‘Mamutones’ e la risposta del Casti al Simeone, all’indirizzo closeprotectioniraq@hotmail.com del giorno dopo le dichiarazioni di Agliana Maurizio e Cupertino Umberto alla Procura Antimafia della Repubblica di Genova (rese però presso gli uffici della D.N.A. di Roma) il 6.7.2004; preso atto infine che, così come richiesto dal primo comma dell’art. 313 C.p., per tale delitto ipotizzato a carico dello SPINELLI il Ministero della Giustizia, con propria nota n. prot. 212-2-676/2004/2971/04 del 20.7.2004 ha concesso l’autorizzazione a procedere a scioglimento della riserva precedentemente formulata, osserva quanto segue.
Tornando a noi, come la mettiamo che i bodyguards vanno sotto processo per reclutare altri gorilla per i nostri alleati americani e che invece per i cinque peones del Maghreb – che lo fanno per i “guerriglieri” che ammazzano i nostri soldati a Nassiriya nisba?
PERCHE’? PERCHE’? PERCHE’?

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Alan 25 gennaio 2005 alle 23:26

“Al Zarqawi è da paragonare ai partigiani della Resistenza, anche loro venivano chiamati banditi dai nazisti”. E’ l’opinione del filosofo Gianni Vattimo, intervenuto questa sera alla trasmissione Controcorrente condotta da Corrado Formigli, in onda su Sky Tg24. Alla domanda se chi ha sparato contro maresciallo Simone Cola sia da considerare un terrorista o un guerrigliero, Vattimo ha risposto: “Secondo me è un guerrigliero, non un terrorista”.
Appena pubblicato su Repubblica.it

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chacko 25 gennaio 2005 alle 23:30

Vorrei ribadire quanto gia’ da me “postato”:
quando la finiranno di spaccare le palle con l’indipensdenza della magistratura? Che poi vuol dire impunita’. Questi possono fare quel c***o che gli pare, e dobbiamo pure continuare a pagargli lo stipendio.
La giuduce Forleo ha dichiarato che ha agito “in coscienza”. IN COSCIENZA??? Ma scherziamo?
Il giudice e’un funzionario pubblico, mica un parlamentare che determina le leggi, o un ministro che ne da’ le linee di interpretazione se necessario.
Non deve avere coscienza, deve fare il suo lavoro, che e’ attenersi a cio’ che le leggi stabiliscono (c’e’ una bella differenza tra “codice” e “libri di suggerimenti”)e applicarle.
Certo, se uno e’ indipendente fa quel c***o che gli pare, e infatti come facilmente prevedibile i suoi colleghi subito a piangere per l’attacco alla magistratura e tutte le menate accessorie.
DOMANDA: se io do’ dei soldi a un tibetano per comprarsi una bombetta e questo fa saltare in aria un tribunale cinese, va bene? Forleo me la da’una pacca sulla spalla perche’ a certi giudici -occupanti- gli sta bene? Probabilmente no vero?, i cinesi sono buoni mica parlano inglese.

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chacko 25 gennaio 2005 alle 23:37

Grande Vattimo !!!
Candidato dai DS, tanto per ricordare chi sta da che parte.

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Minerva 25 gennaio 2005 alle 23:39

L.R., guarda che la mia non voleva essere una giustificazione dell’operato del gup di Milano.
In ogni interpretazione della legge entrano in gioco anche le convinzioni dell’interprete. L’ interprete onesto,però, non arriva a stravolgere le norme e i fatti, come avviene persino in ambito civilistico.
Io credo che se un gup o un giurista è in malafede può riuscire comunque a stravolgere le cose.
Perfettamente d’accordo. Ma quando le leggi non sono sufficienti ad affrontare le questioni nuove – come il terrorismo così come si presenta in questo secolo – è molto più facile far prevalere su tutto le proprie convinzioni, giuste o sbagliate e “originali” che siano.
E che leggi ad hoc siano necessarie lo sostiene lo stesso D’Ambruoso.

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Return 25 gennaio 2005 alle 23:49

chacko vattimo è eurodeputato per il Pdci, tanto per precisare.

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lynch 26 gennaio 2005 alle 00:20

Completamente d’accordo con Minerva

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LR 26 gennaio 2005 alle 00:21

x Minerva, sia chiaro che non ce l’ho con te, anche io sono daccordo che le leggi vanno interpretate, altrimenti basterebbe un computer.
A volte rispettare il diritto è impopolare, posso arrivare a capire per esempio il diritto alla pietà e al recupero sociale di una ragazzina di 14 anni che ha accoltellato la madre, ma qui il limite è stato superato e si vede benissimo dal tono molto acceso dei commenti su ogni blog e tra la gente. Puoi scrivere la legge perfetta, ma se c’è un gup in malafede non serve a niente.
Lo ammetto, sono un po’ digiuno di cose legali e linguaggio forense, ma non mi sembra una questione nuova anche se entra in gioco il terrorismo. Sbaglierò. Un membro dello Stato può criticare lo Stato e dimettersi, ma non può difendere il diritto di spedire soldi a “guerriglieri” che sparano ai soldati dello Stato stesso. Non può.
PS: Vattimo lo stimo come studioso e persona di cultura, ma in questi spiacevoli casi non posso fare altro che chiamarlo come meglio si merita. Uno stronzo.

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Minerva 26 gennaio 2005 alle 00:52

Puoi scrivere la legge perfetta, ma se c’è un gup in malafede non serve a niente.
Figuriamoci allora (retorico) che può fare un magistrato se la legge non c’è.
Le modalità operative dei terroristi sono tali che le leggi attuali non sono adeguate: per esempio, nell’ipotesi della preparazione di un attentato non sarebbe possibile prevenire sulla base delle intercettazioni, ma intervenire a cose fatte. Cito malamente Dambruoso.
Analoghe difficoltà stanno incontrando gli altri paesi europei, vedi Gran Bretagna e Germania.

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Rolli 26 gennaio 2005 alle 01:15

Complessivamente ho compreso quel che intendi, Minerva, ma credo che nel caso della Forleo si sia superato ogni limite, tanto che Dambruoso ha osservato:”cercare candidati per azioni suicide viene considerato terrorismo in tutto il mondo…la metodologia kamikaze è di per sè terroristica..rispetto la libertà del giudice, ma quando un attentatore si fa saltare in aria seminando la morte in modo diffuso senza mirare a un obiettivo preciso, in quel caso possiamo tranquillamente parlare di terrorismo”. Che poi servano altre leggi che facciano chiarezza impedendo certi voli pindarici di interpretazione è cosa nota, ma sul punto in questione credo che davvero non vi siano dubbi. Credo … (si sa mai in questo Paese)

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lynch 26 gennaio 2005 alle 01:44

E comunque Rolli ammetterai che di fronte ad un Vattimo, pure la Forleo sembra Montesquieu.

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Rolli 26 gennaio 2005 alle 01:47

Lo ammetto, senza esitazioni

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Rolli 26 gennaio 2005 alle 05:07

C’è un ‘intervista a Dambruoso, sul Riformista di oggi, che mi pare interessante.
La metto qui, visto è online solo per gli abbonati:
CONVERSAZIONE. ´INCERTA LA DEFINIZIONE DEL REATOª
Così i kamikaze si possono arrestare solo dopo morti
I dubbi di Dambruoso, l’ex pm delle indagini sul terrorismo
“´Sicuramente c’è bisogno di incrementare la cooperazione internazionale e di arrivare a una maggiore armonizzazione della legislazione anche in quei paesi dove non sembra possibile perché failed state, stati falliti, o comunque teatri di guerra, come Iraq e Afghanistan.
Credo, però, che in punta di diritto la nostra legislazione sia assolutamente adeguata alla sfida del terrorismo internazionaleª.
Stefano Dambruoso nonostante tutto è ottimista. L’ex pm milanese, titolare delle più importanti e recenti indagini sul terrorismo islamico e oggi responsabile dell’ufficio legale dell’Onu a Vienna, al telefono con Il Riformista, non gioca affatto al massacro mediatico sulla sentenza emessa dal Gup di Milano lunedì mattina, anzi.
Una sentenza discussa per cui non sarebbe reato reclutare mujaheddin per la guerra in Iraq. Nel senso che l’accusa di terrorismo internazionale si applicherebbe solo se viene provata espressamente l’organizzazione di attentati diretti a seminare terrore indiscriminato verso la popolazione civile in nome di un credo politico e/o religioso. Cioè i delitti contro l’umanità.
Sentenza o meno, ´il problema è quello di una formazione giurisprudenziale che per ora è ancora in progress – ragiona l’ex pm – perché la definizione precisa di terrorismo non fa completamente parte del nostro patrimonio giurisprudenzialeª.
E’ questo il guaio. ´Anche a livello di diritto internazionale purtroppo non vi è uniformità. La stessa convenzione Onu del ’99, richiamata dal Gup nella sentenza del tribunale di Milano, non è mai stata sottoscritta perché il dispositivo si è proprio arenato sul punto della definizione di terrorismo. Che resta controversoª e su cui ancora si dibatte. Così in questa cornice nebulosa e sfumata è stato possibile, per il giudice Clementina Forleo – tra l’altro in modo formalmente ineccepibile – motivare la non perseguibilità di persone le cui azioni non è provato degenerino in terrore indiscriminato verso la popolazione civile, o comunque che vi contribuiscano. Facendo anzi salva la distinzione tra guerriglia (lecita fino a prova contraria) e terrorismo. Anche se è vero, e la sentenza lo dice, che i due tunisini e il marocchino condannati per reati minori hanno comunque arruolato volontari di matrice islamico-fondamentalista e li hanno inviati con documenti falsi in strutture di addestramento paramilitare nel nord dell’Iraq.
Insomma un precedente rischioso, che potrebbe spuntare le unghie all’attività inquirente nella lotta al terrorismo islamico.
´In realtà – commenta Dambruoso – le sentenze si impugnano, non si criticano (e infatti i pm Armando Spataro ed Elio Ramondini hanno già detto che ricorreranno in appello, ndr). Detto questo, c’è però il rischio che si diffonda una certa confusione tra le forze dell’ordine riguardo le modalità di investigazione e di conclusione delle relative inchieste, tra l’altro apprezzate come serie e consistenti dallo stesso giudice Forleo.
La difficoltà, infatti – prosegue l’ex pm milanese – è quella di arrivare a differenziare nettamente tra reati di clandestinità e di reclutamento di kamikaze. Perché spesso accade che vengano compiuti gli stessi illeciti (ad esempio ricettazione di documenti falsi e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina) ma per compiere reati con finalità totalmente diversa: da un lato il vivere in una condizione di mera clandestinità, dall’altro dare supporto logistico a gruppi dediti ad attività di terrorismo internazionaleª.
E capite che tra le due tipologie c’è una differenza abissale.
Resta il fatto, però, che in questo modo la cosiddetta ìmetodologia kamikazeî rischia di restare per lo più inapplicata, salvo i casi palesi di flagranza, quando ormai è troppo tardi. Forse è anche pigrizia culturale quella che ci porta a sottovalutare la pericolosità delle attività di proselitismo e di reclutamento, chissà. O forse è davvero necessario allargare il reato di terrorismo internazionale?
´No, non credo – precisa Dambruoso – Personalmente resto ottimista rispetto all’evoluzione giurisprudenziale relativa al nuovo reato (270 bis) introdotto dopo l’11 settembre per poter punire persone e gruppi che forniscono supporto logistico ad organizzazioni terroriste. Naturalmente resta e resterà difficile raccogliere prove attraverso rogatorie richieste in paesi di guerra dove non c’è un sistema giudiziario organizzatoª, ma non c’è alternativa.
´Occorrerà sempre più trovare strade alternative per utilizzare materiale probatorio nel rispetto dei diritti della difesa ma al contempo senza rinunciare al sacrosanto principio dell’obbligo di ricerca della verità. Una via stretta, certoª. Più semplice a dirsi che a farsi.”
Il Riformista

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Losciacallo 26 gennaio 2005 alle 12:09

Iiihhh quante chiacchiere!
C’è una logica in tutto questo.
Dico, se la magistratura non avesse data questa inconcepibile intepretazione normativa la conseguenza sarebbe stata evidente: anche gli italiani che raccolgono soldi da mandare in Iraq (così, mi viene un nome a caso, il campo antimperislista) sarebbe stato imputabile delle stesse accuse mosse agli islamici assolti.

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Minerva 26 gennaio 2005 alle 13:08

Rolli, evidentemente ricordavo male, e me ne scuso, un intervento di Dambruoso ad Otto e mezzo. Mi riferisco alla richiesta di leggi ad hoc. Ricordavo bene le dichiarazioni sulla difficoltà nel prevenire gli attentati in assenza di flagranza, confermata nell’articolo de Il Riformista.
´il problema è quello di una formazione giurisprudenziale che per ora è ancora in progress – ragiona l’ex pm – perché la definizione precisa di terrorismo non fa completamente parte del nostro patrimonio giurisprudenzialeª.
Formazione giurisprudenziale, vale a dire dottrina giuridica, sentenze in materia di terrorismo, e quindi interpretazione delle norme vigenti. Dambruoso è ottimista. Io, nel mio piccolo, no. Perché se chi è chiamato a definire giuridicamente il terrorismo ha le stesse convinzioni di Cento o Vattimo, si arriva a risultati come la sentenza di cui si discute. E senza bisogno di forzare alcuna legge.
“Così in questa cornice nebulosa e sfumata è stato possibile, per il giudice Clementina Forleo – tra l’altro in modo formalmente ineccepibile - motivare la non perseguibilità di persone le cui azioni non è provato degenerino in terrore indiscriminato verso la popolazione civile, o comunque che vi contribuiscano.”
Resto dell’idea che una legge che definisca in modo più preciso il reato di terrorismo internazionale renderebbe molto meno agevole a certa magistratura prodursi in motivazioni alla Forleo.

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LR 26 gennaio 2005 alle 13:19

Minerva, sono portato a crederti perchè davvero non lo so, ma dimmi: è possibile che sia davvero così “formalmente ineccepibile”? Ma chi lo scrive il diritto, scimmie bendate?
La Forleo ha il diritto di criticare, combattere e può essere anche un’attivista, ma non DENTRO lo Stato. Se non ci sta che si dimetta, non si dichiari “serena”. Sono discorsi di una logica banale e sono vecchissimi, triti e ritriti, roba del ’700 di Kant e Montesquieu. Possibile che ogni secolo bisogna reinventare la ruota?

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rabbi 26 gennaio 2005 alle 13:23

Mi autocito per convincervi che la sentenza e’ davvero una vergogna.

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Tony 26 gennaio 2005 alle 13:43

Pagliacci in toga

Ma assoldare “mercenari” non era un reato? Ma i nostri connazionali, rei di lavorare al soldo delle forze Americane, non erano pericolosi delinquenti da mettere in galera? E allora, perché oggi un pagliaccio travestito da giudice assolve i membri di…

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lynch 26 gennaio 2005 alle 13:57

LR, con dispiacere, ma mi sembra purtroppo che te le canti e te le suoni da solo.
Chi ti dice che la Forleo “critica”, “combatte” ed è “un’attivista” dentro lo Stato? Probabilmente è una tua opinione, legittima, ma non può essere il primo parametro dal quale discende una conclusione.
Da quando in qua inoltre dichiararsi “sereni” fa parte di una “logica banale”? Sereni di fronte alla propria coscienza per aver fatto una scelta, che la propria libera interpretazione riteneva giustificata, e sulla base del diritto vigente, come da altri insospettabili riconosciuto, pur nella certezza (l’aveva, credimi, l’aveva) che avrebbe suscitato polemiche?
E questi sarebbero concetti triti e ritriti, anticaglie del ’700? Mah, trovo incredibile questo, e incredibile che io debba difendere la Forleo con tutto quello che penso dei kamikaze e della “resistenza” islamica…

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lynch 26 gennaio 2005 alle 14:06

Leggetevi l’editoriale odierno di Ferrara sul Foglio (mi dispiace, Rolli, devo scappare e non ho tempo di postarlo), che mi sembra inquadrare la questione con le lenti giuste.

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stanislaw 26 gennaio 2005 alle 14:18

autocitazione: terrorismo, comportamento violento – finalizzato nell’intenzione dichiarata dei suoi autori, ad indurre la parte avversa in uno stato di terrore per farla agire nel senso desiderato o, comunque, a raggiungere determinati obbiettivi o fini politici – adottato pur in presenza di possibili alternative non violente o di minore violenza, da soggetti politici all’interno di un sistema politico, nazionale od internazionale, senza considerazioni di tipo umanitario e la cui violenza, stante anche l’inesistenza di un concreto rapporto mezzi – fini, costituisce l’unico elemento significante dell’azione.
Questo all’interno di un unico sistema politico.
Se i soggetti appartengono a due sistemi politici contrapposti, allora siamo nell’ambito del sistema guerra, tutt’altra cosa dal terrorismo.
Peraltro la guerra può essere condotta con modalità terroristiche: in questo caso il terrorismo è una metodologia bellica finalizzata alla distruzione voluta e cercata o perlomeno indifferente di non combattenti o comunque di civili.
Ciò premesso, c’è qualcuno che è sicuro che in un conflitto che ha fatto finora 100.000 morti civili – stime della croce rossa – più un duemila militari e un numero indefinito di miliziani vari, ci sia certa e sicura distinzione tra buoni e cattivi, terroristi e difensori della libertà e quali i siano i veri motivi del combattere? Prescindendo dalla sentenza del giudice – su cui qualche dubbio è legittimo – vogliamo discutere del perchè siamo lì, del cosa stiamo facendo e a chi?

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LR 26 gennaio 2005 alle 14:37

Lynch, o mi sono espresso male o hai letto male tu. Questo non è un discorso qualunquista.
La roba del ’700 non è “l’essere sereni”, è il discorso sul diritto, non anticaglie ma pietre miliari.
E’ normale che un membro dello Stato sancisca il finanziamento di proiettili contro un altro membro dello Stato? Per Kant no. Non esiste cavillo legale che possa giustificare una cazzata del genere, perchè il diritto va (andrebbe) applicato con buon senso.
Se il membro non ci sta si dimetta e combatta da fuori, altrimenti si chiama sabotaggio. Limpido. Chiaro.

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lynch 26 gennaio 2005 alle 14:49

Sulla seconda parte ho capito male io, LR. Devo prendermi evidentemente una pausa cerebrale. Scusami. Resta comunque che considerare il giudice Forleo un personaggio che ha intenzione di combattere lo Stato è un’iperbole che nessun fatto accaduto in questi giorni, nessuna motivazione letta della sentenza può supportare. Almeno fino a questo momento.

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LR 26 gennaio 2005 alle 14:59

Pace fatta. Basta che ci siamo capiti. :-)

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Minerva 26 gennaio 2005 alle 15:29

Ecco l’ editoriale de Il Foglio segnalato da Lynch
L’Italia in guerra
L’unica guerra che sappiamo fare è contro la magistratura, un po’ poco
Un giudice di Milano ha stabilito che non poteva rinviare a giudizio un gruppo di reclutatori del terrorismo internazionale in base ai codici vigenti, e subito si è scatenata una crociata a buon prezzo contro la “scandalosa” decisione. Può essere che il giudice abbia sottilizzato un po’ troppo, che abbia ecceduto nell’interpretazione, che sia stato guidato da una distinzione evanescente fra concetti come “terrorismo” e “guerriglia”, ma alla fine un giudice è pagato anche per sottilizzare, quello è il suo mestiere. Di scandaloso, invece, c’è sicuramente l’idea che la guerra al terrorismo internazionale si possa fare in procura. Siccome la Costituzione, dicono gli ignavi, la vieta, allora per noi la guerra è missione di pace; siccome la pace non c’è, e i reclutatori di bin Laden ci sono, e la strage di Madrid è stata organizzata anche da Milano, allora affidiamo al pretore la caccia al terrorista. Per sottrarre alla giustizia ordinaria americana e alle sue fortissime garanzie formali la guerra al terrorismo gli Stati Uniti si sono dotati di una legge, il Patriot Act, che il Congresso ha votato a stragrande maggioranza. Il succo della legge è l’aumento dei poteri dell’esecutivo, perché non risulta che le guerre le facciano il legislativo o il giudiziario, almeno nella storia umana fin qui conosciuta. Nelle guerre ciò che decide è la responsabilità di guida dei governi, degli eserciti, dei servizi di intelligence, sotto il controllo dei parlamenti e con il vaglio costituzionale delle supreme corti, figuriamoci se si può battere al Zarqawi con i mezzi investigativi e le strategie buone per gli scippi o gli omicidi passionali, figuriamoci se la cattura e la messa in mora di un nemico, che è una figura molto diversa dal delinquente, può procedere con lo stesso protocollo della giustizia ordinaria.
Ma il nostro paese, si sa, è incapace di capire il posto delegato ma autonomo dell’esecutivo nella divisione dei poteri, e per questa sua debolezza di cultura politica si è beccato vent’anni di fascismo, poi quarant’anni di regime democristiano a governabilità variabile e rinviabile, infine un cambio di Repubblica affidato anch’esso alla magistratura e alla sua fatale supplenza, con le conseguenze del caso. Ora vogliamo che il Gup ci sbrighi la pratica di al Qaida, sradichi il reticolo terrorista annidato nelle nostre città, prenda su di sÈ responsabilità che sono di stretta pertinenza del governo, dei servizi, della polizia e dell’esercito.
L.R., quella sulla ineccepibilità formale della sentenza del gup milanese è affermazione non mia, ma di Dambruoso, che ritengo persona capace e corretta. Il punto sta proprio nella mancanza di una definizione giuridica precisa del terrorismo. Se io fossi stata al posto della Forleo, sarei arrivata a conclusioni diametralmente opposte. E con una sentenza formalmente ineccepibile.
P.S. Mi spiace non poter rispondere entro tempi accettabili, ma il tempo a singhiozzo che passo davanti al pc lo sto letteralmente strappando ad altri impegni.

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marcom 26 gennaio 2005 alle 15:59

OT.A proposito di giudici che fanno politica.Oggi il giudice Billi di Roma ha reintegrato Santoro alla RAI dicendo che puo’ trasmettere programmi di approfondimento in prima e seconda serata.Ragazzi,questi attaccano da tutte le parti!Occorre reagire senno’ ci fanno il c**o.

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Francesco 26 gennaio 2005 alle 18:21

Secondo me la distinzione tra guerriglia e terrorismo non è rilevante in questo caso.
I tizi in questine organizzavano “azioni armate” contro (anche) le forze armate italiane. E un giudice italiano ha detto che va bene così (non ha detto che non lo facevano).
Ho bisogno di qualcuno che me la spieghi questa.
Grazie
Francesco

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blind 26 gennaio 2005 alle 19:30

Forleo a parte, dove sono oggi i magistrati del baby boom di aspiranti alla toga, provocato dal delirio mediatico per di Pietro e mani pulite?
Vi ricordate che le facolta’ di giurisprudenza si intasarono di iscritti e iscritte che volevano imitare il modello giustizialista dipietrista?
Minerva cara, ne hai contezza, per caso?
Non e’ che si trovano tutti in MD?
Ciao
Blind

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stanislaw 26 gennaio 2005 alle 21:57

Domanda: mettere in galera o tentare di mettere in galera qualcuno perchè ruba, è giustizialismo?
Soprattutto quando il furto è nell’ordine delle centinaia, se non migliaia, di miliardi e ha dato il suo contributo a distruggere l’economia di un intero paese? Avete mai riflettutto sui danni all’economia del sistema delle tangenti e della corruzione? E, tra parentesi, un po’ di tempo fa, sull’autobus ho visto che un extracomunitario, penso marocchino, aveva infilato la mano nella borsa di una donna. Gli ho fermato la mano, l’ho preso per il bavero, gli ho ringhiato “tu ora stai fermo qui, brutta testa di cazzo”, senza peraltro incontrare seria resistenza, e ho chiamato il 113, tra la generale approvazione della gente.
Sarò mica anch’io un orrido giustizialista modello Di Pietro – MD?
O se sono bianchi, della parte politica “giusta” e rubano miliardi i ladri vanno bene e gli si può dedicare qualche lapide o monumento?

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Minerva 27 gennaio 2005 alle 12:46

Per Francesco
La Forleo doveva decidere se,in base alla normativa vigente, si poteva procedere contro gli imputati per terrorismo. Non essendoci prove di attività diretta al compimento di atti terroristici, ma di atti finalizzati alla guerriglia contro le altre “ forze in campo” – secondo la personale distinzione operata dal gup – per il magistrato non si è realizzata la fattispecie indicata dall’ accusa. Il gup non era chiamato a pronunciarsi sulla guerra, ma sull’applicabilità di una norma. Che poi le motivazioni, a partire dall’ assurda distinzione guerriglia-terrorismo, siano fuori dalla realtà e portino a conseguenze gravi è un altro discorso. Ma non credo di sbagliare se dico che gli ispettori del ministero della giustizia faranno un viaggio inutile.
Ha ragione Ferrara quando ricorda il Patriot Act. Ma una legge simile, in Italia, mi sa che ce la possiamo scordare.
Per Blind
Anche di recente ho sentito una graziosa donzella dichiarare di voler fare il magistrato per salvare la società dal Male e far trionfare il Bene.
Non ho contezza della sorte degli aspiranti emuli di Di Pietro. Per mia scelta (mai rimpianta) non frequento più l’ambiente giudiziario, a parte qualche amicizia. Questo mi procura un notevole beneficio: mi… ehm, inquieto solo per le notizie di cronaca.
Anche se le mie apparizioni su questo schermo sono diventate meno frequenti, ti leggo sempre con piacere.
Ciao

Replica

blind 27 gennaio 2005 alle 13:17

Thank you molte, Minerva!
Io spero sempre che tu intervenga, in particolare su queste questioni.
Riesci sempre a chiarirmi certi dubbi.
Ciao!
Blind

Replica

Francesco 27 gennaio 2005 alle 18:14

Grazie Minerva
Quindi l’accusa deve riformulare le accuse e i tizi finiranno lo stesso in galera (dopo regolare processo) o va tutto a puttane? Esiste il reato di organizzare attività armate contro le Forze Armate Italiane o no?
Cazzo, almeno un concorso in tentato omicidio, con la fantasia che hanno dimostrato in questi anni.
F

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stanislaw 27 gennaio 2005 alle 18:50

Tema: i signori e le signore concorrenti diano una definizione giuridica dei concetti di:
- terrorismo;
- terrorismo internazionale;
- stato di guerra;
- guerriglia;
- attività bellica ordinaria;
- attività bellica terroristica;
- attività partigiana;
- attività partigiana terroristica;
- crimini di guerra;
- crimini contro l’umanità;
- occupazione di territori in base al diritto internazionale da parte di forze armate straniere;
- occupazione di territori da parte di forze armate straniere non ammessa dal diritto internazionale;
- diritto di resistenza all’occupante nelle due ipotesi precedenti e legittimità o meno dello stesso;
- modalità corrette dell’esplicazione del suddetto diritto di resistenza, se ammesso.
La definizione di tali concetti dovrà evitare qualsiasi riferimento al cosidddetto “senso comune” e basarsi esclusivamente sulla normativa e sulla giurisprudenza esistenti al fine di evitare qualsiasi possibile revisione da parte di corti superiori.
Individuate le definizioni dei concetti sopra indicati, e solo allora, i candidati e le candidate dovranno quindi commentare su tali basi la sentenza della Dr.essa Forleo.
La Commissione si permette di suggerire ai candidati e alle candidate la lettura di:
- Paul Gilbert, Il dilemma del terrorismo, Feltrinelli, 1997;
- Luca Bauccio, Il reato di terrorismo internazionale come introdotto dal Decreto Legge 347/2001: alla ricerca di una nozione possibile, sito internet Diritto e Diritti, Rivista giuridica on line.

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rabbi 27 gennaio 2005 alle 19:19

Commissione, io la definizione l’ho riportata qui, secondo i trattati internazionali vigenti.

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blind 27 gennaio 2005 alle 19:52

Magdi Allam le manda questo, commissione…guardi che il ragazzo e’ molto preparato e pure profetico, se nota la data:
ESTERI
MERCENARI TERRORISTI
In Iraq ci sono alcune migliaia di mujahidin, combattenti islamici, e aspiranti
shahid, martiri per Allah, arruolati in Europa, Medio Oriente e altrove
nel mondo. Ebbene per la legge italiana non sono punibili per la loro scelta
ideologica, nonostante siano responsabili di efferate stragi e mirino a
sovvertire violentemente un governo legittimo riconosciuto internazionalmente.
Viceversa la stessa legge potrebbe sanzionare pesantemente un pugno di
cittadini italiani che si recano in Iraq per lavorare onestamente come
operatori della sicurezza privati, a difesa delle istituzioni e dei beni
della collettività, perché condannabili con l’infame accusa di ´mercenariª.
Su un piano puramente formale il reato è la corresponsione di denaro: siamo
impotenti di fronte a chi ambisce a immolarsi gratuitamente nel nome dell’Islam,
ma possiamo incarcerare fino a sei anni chi percepisce un compenso all’estero
per difendere con armi d’ordinanza un albergo dall’assalto dei terroristi.
Diventare mujahidin e shahid, esseri umani trasformati in robot della morte
al termine di un indottrinamento religioso e ideologico che li porta a
disconoscere il valore della sacralità della vita propria e altrui, non
è reato secondo il nostro codice fino a quando la metamorfosi permane allo
stadio della manifestazione del pensiero. Il problema tuttavia si pone
perché il passaggio dalla teoria alla pratica avviene in modo repentino,
rendendo assai difficile prevenire e reprimere l’azione di chi aspira a
sacrificare la propria vita per sterminare il maggior numero possibile
di nemici.
Che, nel caso specifico dell’Iraq, sono soldati e poliziotti, politici e
religiosi moderati, donne emancipate e imprenditori liberali, civili e
militari dei Paesi stranieri che aiutano il Paese a conquistare la democrazia
per la prima volta nella sua storia.
Per i mujahidin e i shahid, così come si evince dai comunicati che hanno
accompagnato il sequestro e l’uccisione di diversi iracheni e stranieri,
i loro nemici sono ´vili mercenariª, ´agenti prezzolatiª, ´fiancheggiatori
del regime fantoccioª, ´spie americane e sionisteª. Queste definizioni,
che puntualmente si tramutano in sentenze di morte, si spiegano con il
disconoscimento della legalità internazionale e con la volontà di imporre
con tutti i mezzi un potere dispotico e teocratico. Per loro è solo carta
straccia la risoluzione 1546 approvata all’unanimità dal Consiglio di sicurezza
dell’Onu che legittima il governo provvisorio di Iyad Allawi, legittima
la presenza delle forze multinazionali, legittima la loro azione volta
a favorire la stabilità interna e a promuovere la democrazia. Ma così non
dovrebbe essere per il giudice per le indagini preliminari di Bari, Giuseppe
De Benedictis, che in un suo recente provvedimento ha affibbiato delle
qualifiche ai quattro operatori della sicurezza italiani (Quattrocchi,
Agliana, Stefio e Cupertino), rapiti in Iraq il 12 aprile scorso, incredibilmente
simili alle definizioni utilizzate dai loro sequestratori.
La valutazione del gip di Bari rischia di apparire ideologica proprio perché
non tiene in alcun conto l’insieme del contesto concreto in cui avevano
inteso operare i nostri quattro connazionali, prima del loro sequestro
e della barbara uccisione di Fabrizio Quattrocchi. Del fatto che erano
schierati dalla parte della legalità interna irachena e internazionale,
in guerra con l’eversione e la sovversione di tutti coloro, mujahidin,
shahid, resistenti, ribelli, terroristi tout court, che hanno trasformato
l’Iraq nel fronte di prima linea contro la comune civiltà dell’uomo. Che
dovevano essere in grado di difendersi e difendere adeguatamente la collettività
dall’aggressione non di banditi comuni, ma di sanguinari terroristi tagliagole.
Che erano costretti a coordinare la loro attività con le forze americane
e irachene che controllano il territorio. Che in definitiva la loro missione
era in sintonia con quella svolta dall’esercito italiano inviato in Iraq
da una scelta sovrana del Parlamento.
E’ certamente criticabile il fatto che l’Iraq sia oggi costretto a affidarsi
a agenzie private di sicurezza per difendere le aziende internazionali,
dopo il colossale errore di sciogliere l’esercito e la polizia del passato
regime di Saddam Hussein commesso da Bush. Così come è del tutto discutibile
la scelta delle forze armate americane di privatizzare alcune attività,
tra cui appunto quella della sicurezza, secondo la logica dell’outsourcing
perseguita dall’imprenditoria capitalista. Ma siamo nell’ambito di scelte
economiche e politiche, probabilmente viziate dall’ideologismo e dagli
interessi di questa amministrazione americana, che possono essere condivise
o meno. Per contro non è comunque ammissibile l’atteggiamento di un magistrato
che, decontestualizzando l’evento su cui sta indagando e tradendo un approccio
ideologicamente motivato, ha finito per interpretare in modo dubbio l’articolo
288 del codice penale (Chiunque, nel territorio dello Stato e senza approvazione
del governo arruola o arma cittadini, perché militino al servizio o a favore
dello straniero, è punito con la reclusione da tre a sei anni).
Questa norma potrebbe effettivamente essere applicata nei confronti delle
decine di mujahidin e di aspiranti shahid che dall’Italia sono partiti
per l’Iraq. Alcuni di loro si sono fatti esplodere perpetrando delle stragi.
Conosciamo i loro nomi e le loro storie. Ma la magistratura italiana può
far ben poco per impedire che altri casi simili si ripetano. Quelli che
massacrano nel nome di Allah, a condizione che lo facciano gratuitamente,
hanno una sorta di immunità e in definitiva godono dell’impunità. Invece
gli italiani che fanno un lavoro legittimo e retribuito, mettendo a repentaglio
la propria vita per difendere gli iracheni e gli stranieri dai terroristi,
rischiano di essere esposti al pubblico ludibrio e di finire in galera.
di Magdi Allam
29 ottobre 2004 -
Blind

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Rolli 27 gennaio 2005 alle 21:01

La sentenza del giudice Clementina Forleo, che ha assolto i presunti terroristi islamici delle cellule lombarde, non si basa sulla giurisprudenza più recente prodotta dalle Nazioni Unite.
Bensì su una convenzione del 1999, resa obsoleta dalla successiva risoluzione in materia di terrorismo del Consiglio di sicurezza n. 1566 dell’ 8 ottobre 2004, che insieme alla n. 1373 del 28 ottobre 2001 ne ribalta il dettato: eliminando la possibilità di non considerare terrorismo le campagne mirate a causare morti e feriti, condotte da formazioni irregolari, qualunque sia la giustificazione, e soprattutto chiunque ne siano le vittime, civili o no.
E specificando inoltre che chiunque contribuisca anche solo a pianificare tali atti va considerato un serissimo criminale, ove necessario attraverso la modifica delle normative nazionali.
Insomma, sembra che il gup prima di motivare l’assoluzione abbia visto solo il primo tempo del film girato all’Onu.
Certo, le risoluzioni 1511 e 1546, che pur autorizzano l’intervento armato in Iraq a garanzia della sicurezza interna, non parlano affatto della legittimità o meno di un’eventuale reazione irachena. In questo hanno ragione i commenti da sinistra.
Lo fanno però altre due risoluzioni, quasi sconosciute, che nessuno, guarda caso, cita. Ma lasciamo la parola ai documenti.
Ecco il testo della 1566, adottata all’unanimità poco più di tre mesi fa. Vi si legge al punto terzo:

“Il Consiglio di sicurezza afferma che gli atti criminali, inclusi quelli contro civili ( dunque non solo quelli contro i civili, ndr ), commessi con l’intento di causare morte o seri danni fisici, o di prendere ostaggi, con lo scopo di provocare uno stato di terrore nell’opinione pubblica, in un gruppo di persone o in un gruppo particolare, o di intimidire una popolazione o di forzare un governo o un’organizzazione internazionale a fare o ad astenersi dal fare qualunque atto… non sono giustificabili in alcuna circostanza da considerazioni politiche, filosofiche, ideologiche, razziali, etniche, religiose.
( Il consiglio) si appella agli Stati per prevenire tali atti, e ove non prevenuti, ad assicurare che siano puniti da pene proporzionali alla loro gravità”.
» evidente la macroscopica differenza rispetto alla convenzione del ‘ 99, che all’art. 2/ b definiva così il terrorismo: “Ogni atto inteso a causare morte o seri danni fisici a un civile, o ad altre persone che non prendono parte attiva alle ostilità in un contesto di conflitto armato”.
Insomma, se due anni prima delle stragi di New York si poteva ancora considerare legittima, ad esempio, la violenza indiscriminata contro un esercito “invasore”, con la necessità delle guerre al terrorismo anche l’Onu ha dovuto ripensare i propri parametri, dichiarando terroristico sempre e comunque il ricatto della violenza ideologica.
Ulteriore prova ne sia il fatto che nella risoluzione 1373, il cui dettato con la 1566 ci si impegna ad implementare, “si riafferma la necessità di combattere con tutti i mezzi le minacce ( terroristiche) alla sicurezza internazionale”. Come dire che in un’epoca di emergenza, anche il legittimo diritto di un popolo all’autodeterminazione o all’indipendenza può venir meno.
Infine, sempre nella 1373, al paragrafo 2/ e, viene inserito tra i doveri degli Stati quello di
“assicurare che chiunque partecipi alla preparazione o progettazione o agisca in supporto di atti terroristici ( definiti come sopra, ndr ) sia portato davanti alla giustizia, e aldilà di ogni altra condanna contro di lui, tali atti siano stabiliti quali gravi atti criminali nelle legislazioni nazionali, e la punizione ne rifletta la gravità dello status”.
Sembra proprio il caso della sentenza di Milano, dove gli imputati nelle intercettazioni parlavano di reclutare per l’Iraq “quelli che stavano in Giappone ( kamikaze) in grado di spaccare il ferro”.
Comunque, pure se avessero reclutato semplici soldati per cacciare gli americani, ai fini delle risoluzioni Onu nulla c a m b i e rebb e . Ad approvare la 1566 sono stati Algeria, Pakistan, Turchia, Germania, Francia, Russia, Spagna, Romania, Cina, Cile, Filippine, Brasile, Benin, Angola, Regno Unito e Usa. Ma fu la stessa Onu, nel comunicato ufficiale, a sottolineare che “malgrado alcuni Paesi ritenessero l’omicidio e le bombe giustificabili dal diritto all’autodeterminazione o dalla fede, la risoluzione finale ha stabilito che non è mai giustificabile”.
FRANCESCO RUGGERI MILANO – Libero

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lynch 27 gennaio 2005 alle 21:32

Rolli e Blind, due ottimi contributi. Grazie.

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stanislaw 27 gennaio 2005 alle 22:15

La commissione prende atto che per quanto alcune risposte siano improntate ideologicamente e non giuridicamente, sembra finalmente affermarsi la tendenza a ragionare di diritto evitando le argomentazioni da curva sud.
Nel prendere atto altresì della notevole preparazione mostrata da alcuni concorrenti invita gli stessi a soffermarsi sui concetti di diritto di resistenza, di diritto alla guerra (jus ad bellum) e di diritto della guerra (jus in bello)ponendo una domanda peraltro già suggerita: senza entrare nel dettaglio della situazione irachena, è ancora legittima la resistenza ad un esercito invasore e se sì, in quali limiti? Oppure qualsiasi resistenza è da considerarsi terrorismo?

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LR 28 gennaio 2005 alle 00:37

Stanislaw ti brucia che la tua bella, imparziale (come no…), asettica tesi, è confutabile non solo moralmente, ma anche tecnicamente, eh? :-)

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Francesco 28 gennaio 2005 alle 12:40

Se un giudice italiano giudica legittima la resistenza armata contro l’esercito italiano invasore (eppure siamo lì su invito dell’unico governo riconosciuto dell’Iraq), possiamo dire che è uno stronzo megalomane?
Francesco

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Minerva 28 gennaio 2005 alle 16:17

Se un magistrato preparato come Dambruoso giudica la sentenza del gup di Milano “formalmente ineccepibile”, si va sul sicuro.
Le norme di diritto internazionale, comprese le risoluzioni delle NU, non diventano automaticamente applicabili in Italia. Per diventare norme dell’ordinamento italiano è necessario che vengano ratificate e seguano un apposito iter parlamentare. Questo al fine di armonizzarle al nostro ordinamento.
Pertanto la gup di Milano non ha violato o omesso di applicare alcuna norma vigente.
Certo, le più recenti risoluzioni delle NU citate da Libero sembrano costituire un’ottima “pezza d’appoggio” per una definizione giuridica sensata di terrorismo, e questo – per rispondere a Francesco – fa ben sperare per le sorti del ricorso che l’accusa presenterà contro la sentenza Forleo.
Le forme giuridiche non sono fini a sÈ stesse, ma concorrono a garantire i cittadini. Ma è ormai chiaro – purtroppo non a tutti – che occorre contemperare le esigenze garantiste con l’ adozione di efficaci strumenti per la lotta al terrorismo internazionale.
Chi, al contrario della vecchia e sonnacchiosa Europa, ha già capito, agendo di conseguenza?
Gli Americani, che Dio li benedica.
P.S. Durante l’ iter parlamentare per l’approvazione della riforma della giustizia, l’on. Bobbio presentò un emendamento che prevedeva delle sanzioni per le sentenze palesemente politiche o creative. L’emendamento suscitò accese polemiche, e credo sia stato ritirato. E in ogni caso prevedeva la competenza del Csm.

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Minerva 28 gennaio 2005 alle 16:21

Sì, Francesco: una sentenza della Cassazione riconosce ai cittadini il diritto di criticare anche aspramente le sentenze.
Io, in privato, ho usato espressioni molto più “colorite”. :)

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rabbi 28 gennaio 2005 alle 16:30

ma che sia formalmente ineccepibile non ci piove, la sentenza avra’a vuto tutti i timbri dovuti. Io contesto che sia sbagliata nella sostanza. E sostengo pure che la Convenzione sul Terrorismo del 1999 e’ sufficiente per far condannare qesti fondamentalisti. Ripeto: e’ sufficiente quella del 1999, ovvero quella invocata dalla Forleo. Articolo 2.

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Minerva 28 gennaio 2005 alle 16:43

Rabbi, si discuteva anche della forma. LR, nel suo ultimo post, scrive di sentenza confutabile anche tecnicamente. Che la risoluzione Onu non basti lo dimostra il fatto che la Forleo abbia partorito un simile capolavoro.

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LR 28 gennaio 2005 alle 17:08

Non mi prendete così sul serio. :-)
La mia era una reazione di disgusto stile Oriana Fallaci a certi toni che si fingono asettici (non quelli di Minerva), in realtà molto polemici e filoterroristici, che si sentono in giro.

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stanislaw 28 gennaio 2005 alle 18:28

Gentile Sig. LR,
premesso che lei non sa – e non può sapere – assolutamente niente delle mie idee e tanto meno del sottoscritto e che quindi potrebbe anche essere così gentile da evitare giudizi perlomeno prematuri se non poco fondati, è mia intenzione discutere di diritto, vedere i miei argomenti giuridici affrontati e affrontare quelli degli altri.
Può darsi che io la pensi diversamente dagli altri partecipanti, o forse no, magari mi interessa la dialettica pura: in ogni caso lei non può saperlo e la pregherei in futuro di evitare argomentazioni “ad hominem” anzichè “ad rem”.
Ammesso che le mie idee siano contrarie a quelle esposte, dovrei comunque prendere atto che l’intelligenza e la preparazione di certe risposte sono notevoli: forse non riuscirò a trovare un argomento contrario (datemi tempo) e dovrò riconoscere l’errore nelle mie tesi.
O forse riuscirò a trovarlo (datemi tempo) e saranno gli altri partecipanti a dover riconoscere l’errore delle proprie posizioni.
O forse la posizione corretta risiederà altrove.
Se poi invece la penso come gli altri partecipanti, prenderò con soddisfazione atto che siamo non solo in tanti ma anche preparati e quando si è così, si vince.
In ogni caso, Sig. LR, perchè lei ha tanto bisogno di marcare il territorio? Forse che per lei un forum non è posto di civile discussione ma mercato dove scambiarsi insulti e/o far vedere chi ce l’ha più lungo (le signore mi perdonino)?
Se è così, diciamolo: tanto in quanto tosco – napoletano possiedo il meglio degli insulti e delle bestemmie di tutta Italia (oddio, certo se davanti a me ci fosse un calabro – friulano…)e quanto al resto, per citare una battuta di Mash: “nulla di paragonabile a Cassiodoro, però bella salute!”…
Ma preferirei discutere di diritto.

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Minerva 28 gennaio 2005 alle 19:26

Prima di dedicarmi all’ascolto dei risultati degli studi scientifici del mio rampollo maggiore, con il presente commento ritiro formalmente la mia firma dal commento sul parto della Forleo, atto resosi necessario a causa dell’obrobrio ortografico in esso contenuto.
P.S. Un sentito ringraziamento ai gentili lettori per aver evitato commenti in proposito. :)

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Minerva 28 gennaio 2005 alle 19:29

obbrobio
in castigo!

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LR 28 gennaio 2005 alle 21:10

Stanislaw, secondo te il post si prometteva di risolvere un problema giuridico senza giudizi? Ma come ti salta in mente? Ma che ti inventi? L’hai letto il titolo?
Guarda, davvero con tutta la stima e la simpatia per chi queste cose le studia, le discute, le scrive, le pubblica, ma giuristi e filosofi andassero su qualche NEWSGROUP.DIRITTO.IT a parlare in modo asettico della loro bella tecnica, OPPURE si aspettino una frecciatina piccola piccola fatta pure con il sorriso che non muore nessuno.
Ti costruisci il pensatoio, caro il mio Socrate, e te ne stai a guardare le nuvole, oppure scendi dal piedistallo e parli anche con chi è analfabeta e con chi è pieno di dubbi. Il blog è parecchio flessibile e generico, serve a questo, si parla un po’ di tutto da Sofri a Rocca, esteri, giustizia e anche cazzeggio.
Rivendico il mio maledetto diritto, visto che te ne intendi, di chiedermi a che serve continuare a farsi domande senza risposta – “cos’è il terrorismo, chi è il vero terrorista, siamo tutti terroristi” – in un forum/blog generico, a cadavere caldo, mentre sparano ai nostri soldati e c’è un paese di disgraziati che sta cercando di darsi una dignità.
Da uno che, detto tra noi, il diritto lo ama e lo considera un bene dell’umanità. Come la satira e le frecciatine.

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Minerva 29 gennaio 2005 alle 00:41

Mah… meglio evitare ulteriori correzioni. Quanto a “prestazioni ortografiche”, una giornata da dimenticare. ‘notte

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Rolli 29 gennaio 2005 alle 01:05

Minerva, la tua e mail è valida?

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Minerva 29 gennaio 2005 alle 09:58

Rolli, è valida. Sono io che non controllo la posta con regolarità. E infatti ho letto la mail grazie al tuo post. Sono emozionata!
La risposta è sì. Appena posso ti rispondo privatamente, entro oggi, perchè adesso sono di corsa.Scusami.
Grazie!!!
P.S. sempre che tu non abbia cambiato idea dopo i “disastri” di ieri :)

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Minerva 29 gennaio 2005 alle 17:07

Presentato il ricorso contro la sentenza della Forleo. Secondo la procura di Milano tale sentenza è tutt’altro che “formalmente ineccepibile”.
Spero che la procura abbia ragione.
E adesso via a scrivere cento volte:”non commentare una sentenza senza averla letta.”
Da tgcom.it
Sentenza Islam, Procura fa ricorso
Appello contro decisione del gup Forleo
La Procura di Milano fa ricorso contro la sentenza del gup Forleo che ha assolto tre islamici accusati di terrorismo internazionale. La Forleo si era dichiarata incompetente a decidere sui due imputati e aveva disposto la trasmissione degli atti a Brescia, revocando la misura cautelare per carenza di gravi indizi, per l’inutilizzabilità di alcuni atti e perchè l’attività degli imputati si sarebbe qualificata come “guerriglia” e non “terrorismo”.
La richiesta di appello, sedici pagine preparate personalmente dal procuratore aggiunto Armado Spataro e approvate dal procuratore capo Manlio Minale, risponde punto per punto alle osservazioni del giudice e si basa principalmente su quattro motivi.
Il primo per “violazione di legge”: il giudice ha preso posizione sulla misura cautelare mentre la legge esclude “alcun potere in tema di status libertatis e in particolare di revoca delle misure in atto” a seguito della dichiarazione d’incompetenza. Inoltre lo stesso giudice aveva mantenuto la custodia cautelare per terrorismo nei confronti di Trablesi Mourad, accusato degli stessi reati nello stesso procedimento, dopo aver dichiarato la sua incompetenza e decidendo di inviare il fascicolo a Brescia.
Il secondo motivo è tecnico: il giudice “ha fornito una sua valutazione dei medesimi elementi di prova già presi in considerazione da altri giudici pervenuti a diverse conclusioni. “Tale operazione – si legge nel ricorso – sarebbe stata possibile con l’emissione di una sentenza di proscioglimento e non già contestualmente ad una sentenza di incompetenza territoriale”. Spataro inoltre parla di “contraddizione logica”: i coimputati dei due islamici sono stati rinviati a giudizio davanti alla I Corte d’Assise con “mantenimento” del reato di terrorismo.
Infine il terzo motivo, che fa leva sull’utilizzabilità degli atti. Spataro spiega anche che i documenti provenienti da fonti d’intelligence, ritenute dal gup affetti da “inutilizzabilità patologica”, non sono “mai stati utilizzati o considerati fonti di prova nella fase delle indagini preliminari all’atto del promuovimento dell’azione penale ed infine a sostegno delle richieste di condanna nel giudizio abbreviato”, in nessuna quindi delle vari fasi processuali. Secondo la Procura le considerazioni del giudice a questo riguardo “sono svolte in modo generico ed “omnicomprensivo” così da rendere persino impossibile individuare a quali informative o atti a esse si riferiscano. “E’ evidente che per evitare di risolversi in una mera posizione di principio priva di reale rilievo – continua Spataro – le affermazioni del gip avrebbero dovuto contenere precisi riferimenti con date, provenienza ed altri estremi identificati, a quegli atti di P.G., di fonte italiana o estera, che si ritengono afflitti da inutilizzabilità fisiologica.”

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blind 29 gennaio 2005 alle 18:27

Mine’, ma come faremmo senza di te?
Ora non ci resta che aspettare il famoso giudice a Berlino… ammesso che esista un giudice che abbia gli strumenti idonei per intervenire correttamente.
Sono comunque molto combattuta per il fatto che se fosse in mio potere cancellerei la facolta’ di ricorso della pubblica accusa in seguito ad un’assoluzione, anche se (te lo volevo chiedere da tempo) non capisco perche’, in questo processo, la sentenza e’ stata emessa da un giudice per le udienze preliminari e non da una corte d’assise.
Spero di essermi espressa correttamente.
Ciao!
Blind

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Rolli 29 gennaio 2005 alle 19:20

Non ho per niente cambiato idea :)

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Minerva 29 gennaio 2005 alle 23:53

Per Blind
Il gip e il gup sono giudici dello stesso ufficio giudiziario, dell’organo giurisdizionale monocratico che il codice di procedura denomina “giudice per le indagini preliminari”, organo che ha il compito di assistere le parti nel corso delle indagini preliminari. Il gip può essere chiamato a valutare eventuali richieste delle parti nel corso delle indagini, il gup presiede l’udienza che, terminate le indagini, si svolge in camera di consiglio.
Questa udienza serve per valutare se l’imputato deve essere prosciolto oppure rinviato a giudizio, anche eventualmente mutando l’ imputazione.
Fu introdotta nell’attuale codice di procedura penale al fine di ridurre il numero delle cause destinate al dibattimento e anche per offrire una maggiore garanzia all’imputato. Le cose poi, nella pratica, sono andate diversamente.
Ricordi quando Di Pietro venne prosciolto dopo l’udienza peliminare a Brescia, quella che doveva valutare se l’aver ricevuto in dono soldi e mercedes rientrasse in una qualche fattispecie delittuosa? Si disse allora che l’udienza era stata condotta in maniera approfondita, come appunto dovrebbe essere. Ma solitamente per gli imputati “normali” così non è.
Ciao
Minerva

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Minerva 29 gennaio 2005 alle 23:55

Rolli, non prometto niente, che se lo faccio poi non ho pace finché non mantengo, ma domani vedrò se riesco a combinare qualcosa.
Minerva incredula

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Minerva 29 gennaio 2005 alle 23:57

Rolli, non prometto niente, che se lo faccio poi non ho pace finché non mantengo, ma domani vedrò se riesco a combinare qualcosa.
Minerva incredula

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stanislaw 30 gennaio 2005 alle 10:37

Gentile Sig. LR,
dunque avevo ragione io: questo forum, almeno nelle sue intenzioni serve non a ragionare ma a mostrare budella e genitali.
Che diamine, bastava dirlo.
Quindi, che risposta dare agli argomenti suoi e di quelli che la pensano come lei che potremmo sintetizzare in:
“La Forleo e’ una giudice comunista per di piu’ pugliese come dice Borghezio ed aiuta i terrorsti islamici che i musulmani sono tutti bastardi cornuti assassini terroristi anche le donne ed i bambini che non sono donne e bambini come dice la Fallaci e vogliono tutti dominare il mondo e costringerci alle loro leggi ed intanto vengono qua tutti uguali senegalesi marocchini nigeriani rumeni iraniani che ammazzano le bambine stuprate iracheni che fanno bene a torturarli che erano tutti agenti di Saddam ha ragione la Fallaci e vogliono farlo anche qua e pisciano sui monumenti e fanno le puttane e dicono che hanno dei diritti mentre spacciano droga e vogliono togliere i crocifissi e si preparano ad uccidere buttiamoli tutti a mare che sono tutti assassini in Libano crocifiggevano i maroniti nel quattorcento dopo cristo facevano i pirati e violentavano le monache e la sicilia era peggio di adesso quando c’erano loro e dove ci sono loro c’e’ solo miseria analfabetismo e morte e lo vogliono fare anche qua guardate come loro e gli zingari che sono tutti ladri riducono le nostre citta’ difendiamo i nostri soldati eroi di pace viva Quattrocchi le due Simone sono troie pacifiste come la Forleo che per di piu’ e’ pugliese”.
Forse ho sintetizzato un po’ troppo ma e’ tutta roba che ho preso da questo ed altri forum e comunque sono certo che lei sottoscriverebbe in buona parte quanto sopra, mi corregga se sbaglio.
Al che si potrebbe rispondere, sempre mostrando le budella:
“siete tutti un branco di fascisti di merda razzisti schifosi che vi siete scordati che gli italiani erano la feccia del mondo e ora vi permettete di fare i razzisti quando siamo sempre stati monnezza dovunque siamo andati e comunque l’Islam e’ una grande civilta’ e voi siete ignoranti non leggete libri tranne quelli della troia imperialista che il cancro se la porti tanto e’ imbottita di dollari anche gli etruschi erano pirati e le monache si sa cosa sono che siete dalla parte degli assassini che in libano squartavano le donne incinte palestinesi come del resto gli amici vostri nazisti in Toscana e quella della Forleo e’ una sentenza giusta perche’ in Iraq siamo noi gli invasori insieme agli americani e ai sionisti e i soldati saranno tuoi non miei che hanno l’elmetto con il simbolo della X Mas e se li fanno saltare sono fascisti in meno come quel fascista di quattrocchi mercenario viva la gloriosa lotta del popolo iracheno contro gli oppressori italiani imperialisti e sionisti viva i kamikaze che immolano la loro vita contro l’invasione i veri terroristi sono gli Usa ed Israele le due torri sono state la reazione di un popolo oppresso viva Milosevic che difendeva il suo popolo dall’attacco finanziario americano imperialsita viva Cuba viva il Che”.
Anche queste affermazioni sono state prese da altri forum e sono tutte vere.
Non mi pare che dopo cio’ abbiamo fatto dei passi avanti.
Io comunque torno nel mio cesto vicino alle nuvole dal quale rispondero’ a Rolli e Blind: e’ possiible farlo privatamente, tramite e – mail cosi’ da non offendere coloro che vogliono esibire budella e malinconici genitali?

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LR 30 gennaio 2005 alle 12:52

Puoi non commentare pubblicamente ma il blog ci perde e ci perdiamo tutti, perchè servono tutte le campane e il contraddittorio. Rispetto ad altri blog questo è molto corretto ed elegante, raramente si finisce in rissa e le affermazioni da bar che hai elencato vengono prese per quello che sono cioè sciocchezze. Ma perchè rimanere completamente ingessati e darsi del lei quando il titolo del post è “A Milano Bin Laden è come Bush”?
Sarò stato fastidioso, daccordo, pungente, anche volgare, ma è una volgarità che ho scelto di proposito. E non è una cosa personale, figurati! Sulla stampa di sinistra tranne rare eccezioni leggo in questi giorni cose come “sentenza giusta, rosicate”, “sentenza sacrosanta, Allah è grande!”, “il diritto ha parlato il discorso è chiuso, gnè gnè”. Meno volgare di me? Mah…
A proposito di “passi avanti”. Domanda semplice semplice, e sincera curiosità. Se il diritto è una cosa così separata dalla politica, se il diritto è così lontano dal buon senso, se il diritto difende i forti (i terroristi) e schiaccia i deboli (gli elettori iracheni sotto tiro), allora a cosa serve tutto questo? A cosa serve il diritto puro e perfetto che, lo ripeterò fino alla nausea, è un’utopia come il comunismo e il nazismo?
A sancire che è illegale togliere la libertà alle persone anche se commettono reati? Perchè no?
A sancire che è illegale rendere qualcosa illegale? Perchè no?
Un cavillo e il codice penale è da buttare! Che bel progresso! Se uno come Hitler o come Bin Laden prende in mano questo bel diritto puro e perfetto cosa ci fà? Beh… mi viene in mente una celebre battuta di Totò.

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blind 30 gennaio 2005 alle 15:27

Gent. sig. Stanislaw, con la speranza che questo sia l’ultimo approccio dal tono cosi’ formale e che si possa passare presto al piu’ diretto tu,
-commento- il Suo commento.
Quello che Lei ha estrapolato andando, diciamo cosi’, di fiore in fiore per le vie e l’agora’ di internet, sono inconfutabilmente reali.
Si tratta tuttavia delle stesse estremizzazioni e semplificazioni che si possono “apprezzare” in ogni ambiente di lavoro, di studio piuttosto che in discoteca o allo stadio.
Ci sono atenei che vedono affissi manifesti con simili slogan e nei cortei dei sedicenti pacifisti, tra bandiere ed effigi incendiate, abbiamo letto truculenze mica da poco.
Tutto questo per ricordarle che in questo mondo virtuale si ritrova lo stesso mondo reale e che li’ come qui ci sono modi diversi di esprimersi e molto spesso la pacatezza nello scrivere e’ insufficiente per trasmettere all’altro tutti i sensi del nostro disappunto.
A questo aggiungo che la totale liberta’ di espressione che questo blog in particolare ci da’ favorisce anche l’abuso di certi modi poco ortodossi.
Per finire, caro Stanislaw, non trovo la sua impietosa sintesi
corrispondente all’autentica realta’ di questo blog e se vorra’ piu’ attentamente osservare i commenti (i miei per primi! Scherzo, naturalmente) trovera’ che il livello e’ decisamente superiore a quello da Lei descritto.
La mia email e’ qui, e’ trasparente e Lei puo’ farne quello che vuole, anche se (come ha scritto Lr) anch’io trovo che tutti dovrebbero poter continuare a leggere i Suoi contributi a maggior ragione dopo quello che ha osservato qui sotto.
Saluti
Blind

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Ramless 4 agosto 2005 alle 07:46

Le bome in auto sono illegali.
Le bombe dagli aerei sono legali.
I morti occidentali sono vittime del terrorismo.
I morti non occidentali sono ‘casualties’.
Noi siamo stati sotto l’occupazione tedesca, alcuni hanno fatto resistenza.
Gli iracheni sono sotto l’occupazione americana (e italiana, vedi stabilimenti ENI) e fanno terrorismo… la loro non la si deve chiamare resistenza.. noi siamo i buoni..

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francesco 2 13 settembre 2005 alle 18:14

Chi ha una foto della Forleo?Un milanese che l’ha incontrata in autobus mi dice che non è molto bella..Sembra che abbia terrorizzato perfino dei poliziotti solo con lo sguardo.francesco

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Ante Mröić 11 dicembre 2005 alle 20:48

1) Bisogna reintrodurre la pena di morte per gli esseri ripugnanti come la Forleo, i no-global e i pacifisti.
2) Bisogna espellere tutti i cittadini di religione islamica.
3) Chi è musulmano e non accetta di venire espulso dall’Italia deve essere giustiziato senza processo.
RISOLTO IL PROBLEMA DEL TERRORISMO

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Fred 23 dicembre 2005 alle 16:21

Carissimi,
che lo vogliate o no, che siate credenti cattolici o no, non conta. Non importa la fede.
Conta la storia e io credo alla storia.
La torre di Babele è esistita veramente e dopo la sua distruzione, gli uomini non si parlavano più.
Più rettamente, hanno iniziato a parlarsi ma senza capirsi.
La donna magistrato che assolve i guerriglieri ha “scelto” di non farsi capire dal suo popolo.
Anzi, dal suo non-popolo.
Perché filosofeggiare sulla differenza fra guerriglia e terrorismo, significa – in un caso del genere – odiare l’Italia intera e continuare a dar man forte a chi la sta depredando della sua “democrazia”. I diritti..
Tra noi italiani ci sono persone che odiano gli italiani e i miei occhi di bambino li vedono solo a sinsitra fra gli atei.
Farò la guerra a una tale forleo facendomi finanziare e invocherò di essere un guerrigliero che combatte per la libertà. Come finirei? Assolto dalla tale forleo o condannato come da maledetto cattolico intransigente filo-papista?
Verrà il giorno in cui le idee che frullano in testa alle persone come a quella tale forleo, saranno debellate senza sconto e senza appelli.
Perché se il popolo è sovrano, aspettatevi che lui stesso appenda cadaveri a testa in giù in piazza Loreto, invocando l’oppressione e lo sconforto in cui è stato gettato da funzionari di palazzo.
Io sarò certamente in quella piazza, quella mattina, a difendere il mio popolo contro un funzionario di palazzo. E non mi tirerò indietro quando ci sarà da appenderne il cadavere e nemmeno se vi sarà da “farlo” cadavere.

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Ante Mröić 2 gennaio 2006 alle 16:59

Sottoscrivo tutto quello che ha detto fred!
Sve govna ste vi komunisti i no-globali a moûete nam kurac puöiti!!!!

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