L’Onu e i veri tirchi (i paesi islamici)

Mentre l’Onu si deve rimangiare l’accusa stupida e infondata di tirchieria, rivolta all’America e ai Paesi Occidentali, i veri tirchi non vengono nemmeno menzionati. I paesi arabi, per l’esattezza.
Un Telethon organizzato dalla tv saudita tempo fa, per sostenere le famiglie di 200 kamikaze ha raccolto 160 milioni di dollari;
quello organizzato per le 165.000 vittime dello tsumani ha raggiunto la cifra di 82 milioni di dollari.
Gli Emirati arabi hanno promesso 20 milioni per la catastrofe del sud est asiatico ma ne hanno dati 86 a favore di orfani e vedove dei terroristi suicidi palestinesi.
Il Kuwait ha offerto 10 milioni contro i 22.6 milioni sempre a favore dei kamikaze
Il Bahrein sembra non abbia dato niente del tutto, in compenso ha versato per le gentili famiglie degli assassini di israeliani 11 milioni di dollari.
Gli stessi media arabi hanno evidenziato con senso di vergogna la tirchieria dei loro fratelli e persino al Jazeera ha definito l’atteggiamento delle opinioni pubbliche islamiche “vergognoso”, aggiungendo però che il fatto fosse vergognoso in quanto il 50% delle vittime dello tsunami sono musulmane.
Solidarietàislamica, insomma.
(fonte: Libero) (articolo correlato)

di Losciacallo il 10 gennaio 2005 in Medio Oriente · 16 commenti

{ 16 commenti }

ispirati 10 gennaio 2005 alle 04:19

i cattivi siamo noi. E basta con questo scaricare le colpe sui poveri musulmani oppressi.

mattia 10 gennaio 2005 alle 04:51

e che palle
lo dicano a libero “i musulmani ci stanno in culo, e basta!”, e la smettano di scassare i maroni con queste storie

bill 10 gennaio 2005 alle 10:46

Già, che palle. Scoppiano bombe, saltano treni, vengono ammazzate persone in tutto il pianeta, e c’è pure qualcuno che si prende la briga di parlare dei mussulmani. Chissà perchè?

Rolli 10 gennaio 2005 alle 19:28

Mattia soffre d’insonnia e pare che se non espelle qualche idiozia il sonno non gloi venga incontro. Sopportiamo quindi di buon grado i suoi raid notturni, se è per la causa.
Però qualcuno gli spieghi, quando non è in fase esaltata, che oggi il Corriere, ad esempio, nota costola di Libero, riporta un servizio sulla tirchieria dei musulmani nei confronti dei maremotati (stendo un velo pietoso sulle spiegazioni islamiche del disastro da imputarsi alla dissolutezza dei costumi e bla bla); tirchieria che mal si sposa con la generosità verso i kamikaze. Piaccia o meno al mistico Mattia, è una vergogna che dà il metro delle persone. Punto.
Se poi lui vuole difendere l’immoralità a tutti i costi libero di farlo, basta che non si nasconda dietro le pagine di Libero

mattia 11 gennaio 2005 alle 01:21

il problema non è quello che fanno o non fanno “gli islamici” (e che razzo vuol dire poi?), è che per voi razzisti qui dentro islam è equivalente a ricettacolo di tutte le sozzure del pianeta e male assoluto.
mi ricordate un imbecille che conoscevo, che ogni mattina faceva la rassegna stampa di ogni singolo trafiletto sui crimini commessi da immigrati, tralasciando sistematicamente tutti quelli “italiani”… a questo livello un articolo del genere, e i vostri commenti, non sono informazione, sono razzismo
se a certi frasi che leggo qui sostituissi “ebrei” a “islamici” verrebbe fuori qualcosa di indistinguibile dai protocolli dei savi di sion

Rolli 11 gennaio 2005 alle 01:51

Perchè dici cotante scemenze in sole sei righe? Se non hai argomenti puoi tacere, leggere un libro, guardare la tv, chessò …

mattia 11 gennaio 2005 alle 02:56

perchè è vero. rileggitelo il tuo blog, ogni tanto, e prova a contare il numero di post e la percentuale di commenti che servono solo a dire “gli islamici sono il male”

Rolli 11 gennaio 2005 alle 03:28

Mattia, non ti preoccupare, non è colpa tua

Rolli 11 gennaio 2005 alle 04:05

tieni, mentre conti i numeri dei post, ti lascio qualcosa da leggere, così vedrai che raduno di razzisti che c’è insieme a Rolli:
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Sui voli per Banda Aceh della Garuda Airlines, le linee indonesiane che due volte al giorno caricano e scaricano i pompieri e gl’infermieri e gli scavatori e i giornalisti, pochi fanno caso agli omaggi infilati nelle tasche degli schienali.
Ci sono i soliti orologi duty free, i sacchetti per il voltastomaco, le riviste aziendali. E in mezzo, da qualche settimana, c’è anche un’elegante brochure azzurra, pubblicata da un Comitato per la fede islamica, poche pagine che elencano tutti i vantaggi del prossimo pellegrinaggio alla Mecca: un dovuto cammino, sì, ma anche il piacere di stare in confortevoli hotel a cinque stelle.
Il libretto non farebbe molta impressione, nel più popoloso Paese islamico del mondo, se non fosse che a finanziarlo è il governo saudita.
Lo stesso che i viaggiatori della Garuda, quando sfogliano il Jakarta Post e arrivano alla pagina di lettere e commenti, trovano infilzato da una serie di domande:
´Caro Direttore – scrive un lettore -, non si sentono un po’ imbarazzati questi governi musulmani che fanno sempre appelli alla solidarietà coranica, ci chiamano a unirci ai nostri fratelli di fede e ora, quando il loro aiuto serve, ci mandano solo le briciole dei loro ricchissimi guadagni?ª.
Il dollaro aiuta, il petrodollaro se ne frega. Nel fiume di donazioni che ha inondato le coste dello tsunami, tre miliardi e 700 milioni, quel che si nota è la scarsa generosità degli opulenti confratelli: il più ´munificoª è stato il Kuwait, che solo ieri ha però portato a 100 milioni di dollari il contributo governativo dopo le critiche sollevate per aver inizialmente stanziato 10 milioni, meno che dal Portogallo;
30 milioni di petrodollari sono arrivati dall’Arabia Saudita, meno che dalla piccola Olanda;
25 dal Qatar, meno che da Taiwan;
20 dagli Emirati Uniti, molto meno che dalla lontanissima Finlandia;
2 milioni dal Bahrein, stessa cifra stanziata dall’Algeria.
203 milioni in tutto, rispetto al mezzo miliardo di dollari al giorno che fruttano i barili di greggio.
´Fatte le proporzioni coi rispettivi bilanci statali – ironizza il lettore del Jakarta Post -, per poco i Paesi islamici non si sono fatti superare da un popolo povero come la Bulgaria, l’ultimo nell’elenco dei donatoriª (140 mila dollari).
Tanta avarizia provoca più rabbia che sorrisi, però, e risveglia solide antipatie.
Da queste parti l ‘holy land non è un luogo santo: è soprattutto l ‘oil land , terra di petrolio e di dura emigrazione.
Laggiù, a servizio degli emiri, vivono centinaia di migliaia di cingalesi, indonesiani, thailandesi tenuti in condizioni di schiavitù, pochi dollari al mese e passaporti confiscati, colf stuprate e manovali suicidi. Braccia asiatiche di cui non ci si ricorda neanche adesso.
Che miseria, signori sceicchi. Il più grande esportatore al mondo di petrolio, l’Arabia Saudita, per integrare la cifra governativa è ricorso a un telethon tv che ha raccolto altri 83 milioni di donazioni private, come già fu per l’Iraq 2003 e per l’Arafat 2002, con pubblica beneficenza di re Fahd (10 milioni, poco più di quel che ha dato Schumacher), dell’Islamic Development Bank di Washington (10 milioni), dell’affarista Al Walid Bin Talal (19 milioni), dell’impresa arabo-libanese Saudi Oger (5 milioni), del colosso petrolifero Aramco (un milione e mezzo).
´Si tratta comunque di pochi aiuti e d’una somma scarsa – scrive Mohamed Ali Al-Harfy, editorialista del quotidiano saudita Al Watan -, considerati i proventi per la crescita record del prezzo del greggioª. Cifre ´vergognoseª, riconosce la tv Al Jazira.
Ha attaccato anche la stampa kuwaitiana: ´Una somma modesta – diceva il giornale As-Siyassah , prima dell’aumento del contributo da a 10 a 100 milioni -, quasi offensivaª. Al Qabas , altra testata del Kuwait d’orientamento liberal, ha messo in prima pagina un appello ai privati, perché sull’esempio saudita arrivino dove non è arrivato il governo: ´Dobbiamo dare di più, siamo ricchiª. I burocrati respingono le critiche, pensano che l’offerta ai fratelli islamici sia stata ´generosaª, a Riad si difendono ricordando l’emergenza del debito pubblico (163 miliardi di dollari), le spese per combattere disoccupazione e terrorismo.
´La verità - commenta amaro Abdel Bari Atwan, direttore del giornale londinese Al Quds Al Arabiè che noi, gli arabi, inciampiamo sempre. L’abbiamo fatto nella pace e nella guerra, nel costruire le democrazie e nel rispetto dei diritti dell’uomo. Ecco che ora inciampiamo su un altro fronte, quello umanitarioª.
La lezione della solidarietà è lunga da imparare. Da metà gennaio cominciano i pellegrinaggi alla Mecca e a Medina, un giornale saudita se n’è uscito con un dubbio: non sarà che tutti questi fedeli, in arrivo dall’Indonesia, ci porteranno qui le loro epidemie?
Francesco BattistiniCorriere della Sera

davide 11 gennaio 2005 alle 20:10

No, ma insomma, qui non si vuole capire una cosa.
Cioè, vi risulta che Maometto abbia mai detto qualcosa del tipo “aiuta il tuo prossimo”? Semplicemente non esiste. Cioè, uno può essere benissimo un buon islamico senza dover aiutare il suo prossimo. Cioè, il cristianesimo, cioè Gesù nel Vangelo, semplicemente basa la dottrina stessa sull’aiuta il tuo prox. In mille altri libri sacri, tra cui Vecchio Testamento, Corano ecc, l’aiuta il tuo prox non è un fulcro alle fondamenta.

ventomare 12 gennaio 2005 alle 02:27

Dopo “Mamma, li turchi!”, adesso è il momento di “Mamma li tirchi!”.
Purtroppo per te però, questa notizia ancora una volta ti è sfuggita. Ahi, ahi, ahi. Come spesso ti capita la lettura di Libero ti ha oscurato una parte della verità. La notizia delle ansa come vedi è del 6 gennaio 2005, prima dell’articolo di Libero. Amplia le fonti delle tue news, Rolli. Io te lo dico, ma tu non mi senti! Così continui a fare delle figuracce. :)

ventomare 12 gennaio 2005 alle 02:28

mi sono dimenticato il link

Rolli 12 gennaio 2005 alle 03:36

Guarda che la chiususra del blog non è oggi ma messa in un conto prossimo futuro, e quindi non ti ringalluzzire sparando a destra e a manca.
La Banca Islamica al 30 gennaio non aveva stanziato un’emerita mazza, ed è stata svergognata dai media arabi;il fatto che adesso dica di stanziare 500 milioni, dopo essere stata presa a pernacchie da al Jazeera e dall’opinione pubblica MONDIALE, non va certo a suo favore, visto che si era degnata, dopo insistenze, di mettere a disposizione 10 milioni di dollari. Dovresti piantarla di difendere l’indifendibile, sai? Fai Mattia secondo? Su, un po’ di originalità, dai.
E guardale bene, le fonti, visto che oltre a Libero c’è un articolo di Aldo Cazzullo del Corriere della Sera, ben evidenziato, Si vede che la mancanza di fumo passivo ti rende orbo.
Tra l’altro l’improvvisa beneficenza della banca islamica viene anche dopo l’allarme lanciato da personalità islamiche che tempono che gli aiuti occidentali possano creare problemi di fede ai musulmani maremotati che ormai in massa dicono di sentirsi abbandonati dai loro fratelli. togliti le fette di kebab dagli occhi e amplia tu, le tue letture
Sulle figuracce presunte che io farei sarebbe meglio lasciassi perdere, fidati.

ventomare 12 gennaio 2005 alle 11:10

Allora non lo chiudi subito? Ho tempo allora! Che se no, mi dovevi dare un po’ di rispostine sul contratto con gli italiani! :))

mattia 12 gennaio 2005 alle 18:26

vedo che al solito l’insulto e la demonizzazione dell’avversario sono il modo preferito per trattare con chi non ti dà ragione… mi ricorda qualcuno… forse il nostro beneamato pdc e la sua corte?

lupo 13 gennaio 2005 alle 09:37

Spiegatemi una cosa. Gli aiuti dell’”Asse del Bene” (anche la Thailandia ne fa parte) per la ricostruzione dell’Iraq a quanto ammontano? Ah, si…è vero…”missione umanitaria di peacekeeping”.
Soldi? Non c’e’ bisogno di soldi! Già ci siamo noi con i nostri faccioni sorridenti e le nostre mani tese piene di caramelle e carta igenica. Perbacco, portiamo la civiltà!
In questo caso il problema delle donazioni non si pone, mandiamo qualche soldato (e alcuni ci rimettono le penne), mandiamo qualche sacco di riso (forse comprato dalla Cina?) e mettiamo in pace la nostra coscienza.
Ma questo non va detto: Sirchia ha eliminato solo il fumo (oddio! No…”ha difeso i diritti dei non fumatori”, cioè dei cittadini di serie A), non ha mica eliminato le automobili (che stranamente funzionano ancora grazie ai derivati del petrolio).
Echeccazzo!

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