Dino Manetta, un “vignettista desolatamente solo”

Non gli è piaciuto come è stato trattato Nick Berg dai quotidiani di sinistra e ha mandato a Liberazione una vignetta che raffigura Sandro Curzi al pc e la mano di un redattore che da dietro gli porge la testa decapitata di Berg:
“Direttore, ci sarebbe questa”! dice, e Curzi senza girarsi risponde:”Buttala nel cestino”
A dire la verità la vignetta è stata mandata anche all‘Unità e al Manifesto, che non l’hanno pubblicata.
Dino Manetta è di sinistra ma non si trova più a suo agio, non la sente più somigliante ed è davvero, come dice Curzi, “desolatamente solo”.
“Si, è così – afferma – non ho certo intenzione di lavorare su un giornale come il vostro (Il Foglio) o altri di centrodestra, e non ho spazio su quelli di centrosinistra…Io mi ritengo di sinistra, ma la sinistra che c’è adesso non mi convince. Sono d’accordo su alcune cose, ma a questo punto non so se sono quelle decisive
No, non è diventato di colpo filoberlusconiano, tutt’altro, ma non gli piace, ad esempio, “l’ingratitudine della sinistra nei confronti dell’America. Se l’America è nei guai, l’Europa, che dall’America ha ricevuto tanto, non può chiamarsi fuori. Questo è un atteggiamento opportunista”; è stato d’accordo con l’intervento in Iraq “perchè gli Usa hanno reagito a un attacco subito. E i fatti in qualche modo mi danno ragione, non ci sono state più aggressioni”.
Curzi, dopo la dura risposta data al vignettista su Liberazione, pare ne stia metabolizzando i pensieri “dissidenti” e ammorbidendo il giudizio nei suoi confronti:”Quelli di Manetta sono sentimenti e sono parole che stanno nella testa di un sacco di gente. Ho pubblicato la sua lettera, anche se so che adesso mi beccherò un sacco di critiche…non è un opportunista, non è uno che passa a destra e che fa la leccata a Berlusconi…anzi, vorrei che Liberazione diventasse il giornale capace di raccogliere e raccontare anche questi stati d’animo. Così arroccati come siamo non mi piace.”


Caro Curzi, mi sembra che la vignetta parli chiarissimo: non ho apprezzato l’atteggiamento del tuo giornale nei confronti dell’agghiacciante vicenda dell’americano decapitato ed ho sentito il bisogno di esprimere il mio sentimento di indignazione con il mezzo che mi è più congeniale. Ma, devo dire sinceramente, ormai fra me e la sinistra si è aperto da tempo un baratro che si allarga sempre più e mi lascia desolatamente solo.
Sono contro Berlusconi per il modello di società che rappresenta e che trovo assolutamente deleterio. Al tempo stesso odio ormai con altrettanta convinzione la cultura fricchettara e terzomondista della sinistra cosiddetta alternativa, quella che sa solo sporcare i muri ad ogni corteo e proporre slogan e concetti che fanno a pugni con la logica.
Che c’entrano la kefia e Che Guevara con le bandiere della pace? E che cos’è la pace senza la sicurezza?
NÈ trovo sollievo nella sinistra riformista, all’inseguimento del modello consumistico (è stato con il governo dell’Ulivo che la pubblicità è entrata anche nei film di Rai3, e questa me la sono segnata al dito: il governo di Veltroni, quello del “Non s’interrompe un’emozione”!).
Infine, sono contro la follia della cosiddetta società multietnica, che altro non è che il melting-pot planetario, come se il modello americano non dimostrasse ampiamente la sua inapplicabilità al di là delle più o meno convinte buone intenzioni.
Credo che le parole chiave della nostra epoca siano “Identità” e “Compatibilità“. Su queste si gioca il nostro futuro.
E stiamo andando allegramente verso il disastro. Aspettiamo solo che il primo kamikaze si faccia esplodere in un nostro supermercato e le porte dell’Inferno si saranno definitivamente spalancate.

Gli americani hanno torto a voler diffondere il loro modello in tutto il mondo, ma noi non possiamo dimenticarci che senza di loro il nazismo probabilmente avrebbe vinto in Europa ed è sicuramente grazie alla loro presenza se non siamo finiti nel tunnel del socialismo reale, dai cui disastri chissà quanto tempo ancora ci vorrà per venir fuori nei paesi malcapitate vittime.
E tanto per completare il quadro molto sommario, la sinistra che si fa paladina dell’inseminazione eterologa, una autentica mostruosità che pretende di far nascere gli individui dalle seghe di imbecilli narcisisti in delirio di onnipotenza, beh, questa sinistra ormai non mi interessa più ed è anzi mia personale nemica.

E allora me ne resto da solo. Sempre meglio, come recita il detto, che male accompagnato. Mi spiace. Ciao

Dino Manetta

Che dire di fronte a questa manifestazione di odio, di pessimismo, di disprezzo, di rassegnazione e di solitudine? Che mi dispiace per il bravo Manetta. Per me è stato utile leggerlo – e per questo ho deciso comunque di pubblicare la sua lettera, insieme alla sua vignetta – per capire cosa non volevo diventare e non voglio diventare. E per capire, soprattutto, che chi crede nella possibilità e comunque nella necessità di continuare a tentare di migliorare il mondo dovrà fare anche la parte di quelli che come Manetta non ci credono più. (a. c.)

di Rolli il 20 maggio 2004 in Opinioni · 14 commenti

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Roberto 20 maggio 2004 alle 09:54

Un caso “esemplare”. (link per dire ufficialmente a Manetta: “Benvenuto tra i terzisti!”)

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Zephyr 20 maggio 2004 alle 10:16

Ma il sottolineato chi l’ha messo? Dal modo in cui sono state scelte le frasi direi che è opera di Rolli. Sottolineare solo le frasi che sono in sintonia con la “linea editoriale” del blog. Un po’ come sottolineare solo gli orrori commessi dai palestinesi sui poveri inermi israeliani. O, come fa ad esempio Repubblica, evidenziare soprattutto i crimini di USA e Israele.. ah, dimenticavo che però quando lo fa Repubblica questo blog lo condanna duramente..

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bill 20 maggio 2004 alle 11:42

Alla buonora! A sinistra qualcuno ha perso la fede. Peccato, lo dico con umana partecipazione, che al crollo delle vecchie, sravecchie, convinzioni non si sappia proporre niente. Si potrebbe spiegare a Manetta che l’ unica alternativa al becerume della sinistra nostrana è, come sempre, la scelta liberale. Berlusconi è una persona, il liberalismo è un pensiero. Se poi qualcuno mi spiegasse qual’ è il modello di società berlusconiano che a Panella non piace, mi farebbe un piacere. Perchè a me sembra che Berlusconi non abbia proprio inventato niente. Su Rai3, il problema non sono gli spot: è che andrebbero privatizzate due reti su tre. Ma chi glielo dice ai partiti di levare le loro manacce zozze da lì?

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BJH 20 maggio 2004 alle 11:46

credo siano sottolineate semplicemente perchè dette da chi in teoria dovrebbe avere opinione diversa…
ps mi risulta che Repubblica sia un giornale che dovrebbe fare informazione e non un blog in cui chiunque esprime le proprie opinioni.
Su un blog puoi attaccare anche duramente chi esprime un opinione…su repubblica è un pò + difficile che appaiano tutti i commenti di chi gli sta contro e non mi pare differenza da poco.
Ovviamente il discorso non è riferibile solo a Repubblica e non solo ad una determinata “area politica”
ps2 la sottolineatura vedila come un commento (se fai caso c’è in quasi tutti gli articoli sia per sottolineare cose che Rolli pensa sia per evidenziare quelle che ritiene stupidaggini colossali dette da soggetti presi in esame nei suddetti articoli..in altre parole serve appunto a sottolineare un determinato passaggio dell’articolo) …credo che questo non sia poi così scandaloso, chi ha un blog e ci “sputtana” un sacco di tempo dovrà pur avere il diritto ad eprimere un’ opinione.
ps3 comunque consiglio x Rolli (e chi è ‘sto qui che osa dare consigli :-))) : la prossima volta scrivi che le sottolineature son tue così eviterai critiche visto che modifichi un “virgolettato”, anzi mettilo in cima al blog nelle “istruzioni x la lettura” altrimenti ti tocca metterlo ogni volta

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bill 20 maggio 2004 alle 11:58

Il mio consiglio, anzi, il mio augurio è che Rolli continui a fare quello che ha voglia di fare. Devo dire che sono convinto, grazie a Dio, che sarà così. E per le istruzioni, si torni in terza elementare.

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Zephyr 20 maggio 2004 alle 12:16

Il mio commento non voleva far altro che sottolineare (visto che siamo partiti da li ;)) che tutti, in quanto esseri pensanti, abbiamo le nostre opinioni e siamo quindi di parte; e che accusare di parzialità gli altri è un esercizio inutile.

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Giuseppe 20 maggio 2004 alle 14:37

C’è una piccola differenza, Zephyr, Rolli non si è mai vantata di essere portatrice di verità assolute, al contrario la linea editoriale di “La Repubblica” è meramente assertiva.
Rolli ha riportato l’intero articolo, mentre “La Repubblica” riporta solo la parte dei “fatti” che piace ai suoi lettori. Tutto ciò nel solco tracciato dal Dott. Goebbel. per il quale la propaganda doveva consistere nel riferire fatti veri convenienti all’obiettivo che si voleva raggiungere, ignorando gli altri fatti (altrettanto veri) che cozzavano con la tesi di partenza.
Un esempio bipartisan. E’ vero che ci sono chewing gum senza zucchero, come scritto in piena evidenza sulle relative confezioni, ma è altrettanto vero che i dolcificanti usati dai produttori sono cariogeni come lo zucchero. Questa ultima parte non la scrive nessuno.

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Giuseppe 20 maggio 2004 alle 14:38

Ach! mi è saltata la “s” di Goebbels. Che sia il risultato di un complotto sionista?

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Rolli 20 maggio 2004 alle 17:02

Che noia, però! Non avere argomenti e dover criticare per partito preso perchè secca ciò che si legge!
Io sottolineo quello che voglio e ritengo opportuno, soprattutto se lascio in mano ai lettori gli strumenti per leggere ogni cosa, senza omissioni. Così ho fatto, visto che c’è il link all’intervista del Foglio, quello a Liberazione e, come surplus, tanto che potevo pure ometterla visto che già era linkata, la trascrizione del botta e risposta tra Manetta e Curzi.
Quindi il buon Zephyr può giocare al critico solo con un orbo o all’asilo.
Repubblica non mette il lettore in condizione di conoscere tutte i risvolti e di sentire tutte le campane, ma dà la sua versione delle cose a comodo suo, interpretandole e omettendo.
Qui non si è omesso nulla, il pensiero che ho dato di Manetta è trasmesso lealmente e con tanto di testo completo a fronte.
Astieniti, oppure prima leggi accuratamente.
La lezioncina sul “tutti siamo di parte” l’hai fatta su un post inattaccabile…troppa fretta è cattiva consigliera, come vedi

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Zephyr 20 maggio 2004 alle 17:19

Non mi risulta che Repubblica si sia mai “vantata di essere portatrice di verità assolute”, cmq non la leggo così spesso e può anche darsi. Ho citato Repubblica solo perchè è uno dei più attaccati in questo blog, ma avrei potuto nominare allo stesso modo il Giornale o il Foglio. Il punto è che per me è inutile (per non dire stupido) scandalizzarsi per la partigianeria dei mezzi di informazione sia perchè è inevitabile che siano tali, sia perchè siamo noi i primi ad essere parziali nei nostri pensieri, parole, opere, omissioni e blog.

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Losciacallo 20 maggio 2004 alle 17:40

Non so per te, Zephyr, ma per me parziale e disonesto non sono sinonimi. Nessuno chiede a Repubblica, al Giornale o chi vuoi tu di essere imparziale. Neppure di essere obiettivi. Si chiederebbe solo di essere onesti e chiari. Forse è troppo, hai ragione.

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bill 20 maggio 2004 alle 18:33

Ha ragione Rolli: che noia! Il giornalismo imparziale è una sciocchezza, e infatti non esiste. L’ importante è conoscere i fatti, poi ognuno può leggere i commenti che lo interessano di più e farsi una sua idea. Bah, è noioso anche scriverlo.

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Rolli 20 maggio 2004 alle 18:36

No, hai citato Repubblica per criticare la presunte mancanza di obiettività nel porgere la notizia da parte mia. In questo post non ci sono omissioni, parzialità e menate strane che adduci
Salvo che non le indichi.Ribadisco: prima di criticare, LEGGERE.

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luigi 23 maggio 2004 alle 23:24

La parzialità sta anche nella scelta delle notizie, è anche noioso scriverlo. Quindi, se accettate la parzialità del giornalismo a destra e sinistra, accettate anche che alcune notizie vengano pubblicate e altre no. No?
Volevo solo sottolineare una delle tante contraddizioni neorea.
L.

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